4 sorelle

A costo di passare per un porco ossesso bastardo pedofilo devo raccontare alcuni episodi che mi sono accaduti colla partecipazione di ragazzine. Tengo a precisare, pero`, che eccetto qualche caso raro sono sempre stato vittima piu` che carnefice. Non serve a giustificare il fatto, essendo io molto grande rispetto a loro, ma voglio precisare la cosa. Davanti casa mia passavano spesso quattro ragazze che immancabilmente sbirciavano nel mio giardino e quando mi vedevano mi guardavano ridacchiando. Era chiaro che mi stuzzicavano e quanto meno, credetti, erano curiose e vogliose di chiacchierare con me. Un giorno le salutai, loro risposero sempre ridendo e chiesi dove andassero. Poco piu` avanti c`e` un negozietto di campagna dove andavano a mangiare un gelato. – Se accettate ve ne offro io uno. Si guardarono confabularono tra loro ed alla fine si avvicinarono al cancello ed entrarono in corte dalla porticina laterale. Le invitai a sedere sull`altalena da giardino dove vi era posto per quattro. Posizionai davanti alle loro gambe scoperte una panchetta a mo` di tavolino e vi poggiai un vassoio con quattro gelati quattro bichieri di succo d`arancia e quattro salviettine di carta. Io andai a sedermi in veranda difronte a loro da dove potevo ammirare le belle cosce scoperte colle fogge di mutandine di vario colore e le tette che spingevano contro le leggere magliette di cotone. Quattro fichette cosi giovani e quando mai mi sarei sognato di ospitarle? Notai quanto fossero disinibite e glielo feci notare. Risero tra loro senza mostrare imbarazzo al punto che fui io ad esserlo. Si alzavano le gonne a vicenda per scoprire le mutandine o si palpavano i seni per evidenziare i capezzoli. Quattro puttanelle in erba che mi fecero andare fuori di testa. Mi fecero parecchie domande sul mio modo di vivere da solo con diversi cani e gatti
o mi chiesero come mai mi ero separato da mia moglie che lavoro avessi fatto da giovane e se non mi annoiassi a vivere da solo. All`ultima domanda risposi che la compagnia non mi mancava perche` c`erano diverse ragazze che colla scusa di usare il mio computer venivano in casa per qualche ora spesso la sera. – Le conosciamo? Anche se le conoscevano mai avrei dichiarato il loro nome. Piu` di una volta mi accorsi che parlavano a bassa voce guardandomi l`inguine. E ridacchiavano. Si notava un leggero rigonfiamento della patta a causa della stoffa leggera dei pantaloncini e preso il coraggio a quattro mani e col timore di mai piu` rivederle evidenziai il cazzo eretto tra due dita e dissi che erano le loro cosce scoperte ad eccitarmi. Risero a lungo e mi fecero delle domande riguardanti la mia sfera sessuale alle quali risposi con altrettante domande sul fatto se i loro amichetti le leccassero la passera. Il mio giardino confina con una strada abbastanza frequentata per cui, benche` loro volgessero le spalle, dovevo stare attento che un occasionale passante udisse i nostri discorsi. Ad una certa ora dovettero partire e mi feci promettere di tornare. Le accompagnai alla porta e carezzai il fondo schiena dell`ultima ad uscire. Non fece una piega ma volse indietro lo sguardo e mi sorrise. Mi sa che riferi la cosa alle compagne perche` risero fino a scomparire oltre la curva. Rientrai eccitato come un mandrillo e feci una fatica esagerata a controllare la tempesta ormonale scatenata dalle quattro puttane in erba. Passarono alcuni giorni prima che tornassero a visitarmi le quattro silfidi, e l`attesa fu snervante, temevo che non tornassero piu`. Invece eccole piu` belle che mai e piu` scosciate e porche. Una, Mara, bellissima morettina coi capelli scuri corti a caschetto che le davano un`aria sbarazzina e disincantata. Mettevano in evidenza un lungo e sottile naso che invece di deturparle il visino le dava un`aria affascinante e sexy. Minuta le gambette sottili ma ben proporzionate al culetto piccolo e rotondo era la mia adorata anche perche` gli occhi chiari le davano un che di evanescente di celestiale di pulito ed innocente e le tettine minute un che di angelico. Quando poi seppi che era la sola vergine delle quattro ebbene un insano desiderio mi assali` fino a non farmi dormire la notte. Vergine a quattordici anni non e` una cosa insolita, strano che lo fosse frequentando certe amiche. Maddalena anche lei di quattordici anni ma con una vita sessuale consolidata alle spalle. Senza un amichetto fisso amava frequentare occasionali spasimanti ai quali concedeva la bocca o le mani e solo in casi rari il resto. Le cosce corte e piene da donna un seno opulento che esibiva fiera abbassando il busto una bocca lasciva colle labbra a culo di gallina era l`unica a non eccitarmi per i modi a parere mio troppo volgari. Era lei quella che a mio beneficio sollevava le gonne delle altre per mostrare le mutande. Fu lei quella che mi chiese per prima di farle visitare la casa. Ne ebbi fastidio perche` era quella che meno di tutte mi affascinava. Il suo comportarsi da troia mi urtava. Era come vedere una donna nuda colla bernarda al vento su una spiaggia affollata dove tutte portano il costume. Non sono un puritano, per carita`, ma rifuggo la volgarita`. Mi da` fastidio la donna che si atteggia e la donna che in salotto usa espressioni da scaricatore di porto con rispetto per lo scaricatore. Quando ebbe occasione di parlarmi senza farsi sentire dalle altre mi propose un pompino in cambio di soldi. Rifiutai con sdegno adducendo la sua giovane eta` e lei tenne a ribadire di essere nota in giro per questa sua specialita`. Accettai di baciarla per non irritarla temendo delle vendette ma sentire la sua lingua viscida mi fece star male. Anca, aveva sedici anni ed era sorella di Maddalena. Piu` alta piu` donna colle cosce lunghe che amava esibire ma dei modi da maschiaccio ed una voce grossa. Il seno piu` piccolo di quello di sua sorella ma volgare quanto lei se non di piu` e lo esibiva in sua concorrenza e scosciata. Anche lei mi chiese dei soldi in cambio di qualsiasi gioco volessi fare ma anche lei rifiutai adducendo la sua minore eta`. Non diedi loro dei soldi ma regalai delle saponette francesi delle creme depilatorie dell`olio canforato perche` Anca era caduta dal motorino e si era slogata una caviglia. Le due sorelle le avevo rifiutate non perche` fossero minorenni, visto che in altre occasioni non mi sono fatto scrupoli in tal senso ma perche` troppo volgari, neanche nei postriboli le prostitute si esibiscono in quel modo. Mihaela. Mihaela era un angelo di bellezza una donna perfetta una femmina da sogno. Mihaela a vent`anni era la donna che ogni uomo ama portarsi a letto. Una donna che ti lascia a bocca aperta una donna che temi di toccare per non sciuparla temi di rovinare un`opera della Natura. Mihaela era quella che sognavo di notte era quella a cui pensavo quando strizzavo la cappella turgida perche` non mi sborrassi addosso. E che mi piacesse lo sapeva, la troia. era per conoscere lei che le avevo invitate a mangiare il gelato. Una volta che le altre erano gia` uscite in strada mi alito` sul muso: – Ti verro` a trovare da sola. Sentii il pezzo di carta che mi mise in mano su cui aveva scritto il suo numero di telefono. La chiamai quella sera stessa e la pregai di raggiungermi, mi promise che presto lo avrebbe fatto ma quella volta non poteva. Passo` qualche settimana prima di vederla entrare nel mio cortile e rifugiarsi in casa prima che qualcuno la scorgesse dalla strada. Una minigonna che aveva piu` della cintura larga una maglietta che tirava in basso perche` le ammirassi due tette da sogno due pere coi loro piccioli ritti che un paio di volte tracimarono due cosce lunghe da dea dell`amore un culo sodo da sballo, sai di quelli che puoi penetrare senza che si pieghi. Due mani dalle dita affusolate che quando mi palparono il cazzo mi fecero sentire la scossa due occhi chiari e curiosi due labbra da pompini ed una lingua vispa e curiosa. Il bacio fu focoso appassionato eccitante. Uno sforzo sovrumano per evitare di sborrare nelle mutande mentre le sue dita non cercavano altro. Spinse il bacino contro il mio inguine alla ricerca di un contatto che io facilitai piegando la schiena e mi sussurro` colla sua voce da consumata professionista del sesso: – Voglio fare la patente. Mi servono 10.000.000 di lei. Mi pare di non averlo detto ma siamo in Romania, dove risiedo da alcuni anni. La somma corrispondeva a miseri 250 euro. Somma per noi non eccessiva ma per un rumeno e` il salario di quasi due mesi. Restai di stucco. A parte le prostitute mai una donna mi ha chiesto il compenso per un atto sessuale. Certo, a 66 anni cosa avrei potuto aspettarmi? che una ragazza di venti mi amasse per la bellezza per l`avvenenza per la giovinezza? Fosse stata piu` scaltra dopo consumato l`atto mi avrebbe potuto chiedere in regalo il costo di una patente, spesa che avrei affrontato con immenso piacere e vi avrei anche aggiunto dell`altro, che so, un profumo un vestitino un completino intimo come faccio colle donne uscite dal mio letto. Magari mi sarebbe costato di piu` ma sentirmi chiedere dei soldi mi ha talmente avvilito che il cazzo mi si e` smollato e per qualche minuto non sono stato capace di pensare. Il difficile e` stato respingere le sue offerte senza irritarla. Ho detto che un`ora d`amore con una come lei e` il mio sogno ricorrente ma il rischio di infarto e` talmente alto da costringermi a rinunciare a tale piacere. Mi ha guardato male mentre esce di casa e nei suoi occhi ho letto il biasimo piu` che la contrarieta`. A malincuore l`ho accompagnata alla porta senza avere pero` il coraggio di palparle il culo di cui ricordo ogni centimetro di pelle. Mi eccito ogni volta che la penso ma il ricordo della richiesta di denaro mi fa rinsavire ed il cazzo mi si ammoscia.

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