a disposizione

Nell’ultimo mio racconto vi avevo narrato di avere malauguratamente riallacciato i rapporti con Aurelio, il ragazzo (ora uomo di 44 anni) che ventitrè anni fa mi sverginò e dopo quattro chiavate mi diede il benservito. Salvo poi riceverlo da me, il benservito, dopo essere riapparso ed essersi detto pentito. Per ventitrè anni non lo vidi più, poi accidentalmente l’ho incontrato e… ci sono cascata di nuovo. Il bello è che, dopo anni di BDSM e di dominazione, ho reincanalato la mia vita in modo più “normale”, sto vivendo una storia molto appagante (sotto tutti i punti di vista) con Rino e proprio non ci sarebbe motivo di andare a cercare altro. Anche se, quella con Rino, ancora non è una vera e propria relazione: nel senso che stiamo bene insieme ma, non essendo di primo pelo, prima di fare coppia andiamo coi piedi di piombo. Ci conosciamo, infatti, da quattro mesi circa e non ce la sentiamo di essere precipitosi. Però ci vediamo sempre nei week-end, e anche in settimana (quasi sempre al martedì e qualche rara volta al giovedì). Insomma, non siamo una coppia consolidata ma la situazione è tale che un’alternativa può andarsela a cercare solo una come me. Una come me che, in virtù di una stupidità nei rapporti con gli uomini e col sesso, che cozza con la razionalità nella vita di tutti i giorni (lavoro compreso), sembra nata apposta per complicarsi l’esistenza. Tra l’altro l’alternativa non è che mi attiri più di tanto: ad Aurelio, infatti, accredito solo un bell’aspetto, che gli anni non hanno scalfito granchè, e il cazzo più grosso (che usa benissimo) che abbia mai preso. La seconda cosa, peraltro, appaga la vista e nient’altro dal momento che la cosa veramente importante è che lo sappia usare bene. Quindi, come vedete, non c’è praticamente nulla di sostanziale che mi possa attrarre. I suoi discorsi, poi, più piatti della pianura padana…lasciamo perdere. Se poi ci mettiamo il fatto che Rino, pur non possedendo le misure di Aurelio, a letto è altrettanto bravo, e per certi versi più fantasioso, motivi per tornare ad “assaggiare” Aurelio non ce n’è manco mezzo. E invece… E invece, come dicevo a chiusura del racconto precedente, devo sempre fare i conti con la mia stupidità. Dopo aver visto due volte Aurelio in due diversi mercoledì, con serate complete (cena e dopocena), ed essermi riproposta durante la settimana “mestruale” di stop di chiudere i rapporti, una volta libera dal tampax eccomi di nuovo da lui. La prima volta cenetta in casa prima di andare a letto e poi… lui mi chiama e io gli porto il sesso a casa. Per spiegarmi meglio vi racconto cosa è successo mercoledì della scorsa settimana. Rino era stato da me il giorno prima, ero in casa da sola. Sono le 21 e 45, mi squilla il telefonino e dall’altra parte c’è lui che mi dice: “Dai, vieni”. E riattacca. Io, come una cretina, mi faccio un veloce bidet, m’infilo un paio di mutandine nuove di colore nero, mi tolgo il reggiseno così da lasciar libere le mie tettone (quinta misura), mi metto una camicetta scollata fucsia, una gonna nera piuttosto corta, un paio di sandali neri con un po’ di tacco, borsetta nera e via! Prendo la macchina in garage e corro da lui. Lui, dopo avermi aperto il portone, mi attende con la porta socchiusa. Entro, lui chiude la porta alla mie spalle e mi bacia sulla bocca. Io rispondo appassionatamente perchè così son fatta: quando bacio e quando faccio sesso sprigiono sempre tanta passione. Diversamente non sono capace. Dopo esserci baciati, andiamo direttamente in camera da letto. Ci spogliamo (non ci vuole molto, visto il poco che abbiamo indosso) e lui subito si tuffa sulla mia figa, che senza pelo l’attira tantissimo. Mi lecca con bravura, sia sollecitando il clitoride, sia passando con la punta della lingua, dal basso in alto, tutto il taglio, sia inserendo la lingua dentro. Allo stesso tempo mi palpa le chiappe con maestrìa. Io, che sono una donna “di culo” piuttosto che “di tetta” (nel senso che vado in visibilio più quando mi toccano le chiappe rispetto a quando mi succhiano le tette) comincio a perdere i freni dopo essermi lasciata andare. Lui, con quella lingua sapiente, continua a farmi provare sensazioni eletrizzanti e io vado fuori giri. Cerco di riprendermi non appena si stacca un attimo, mi fiondo sul suo cazzo e glielo prendo avidamente in bocca. Lo succhio senza menarglielo, perchè le mie mani sono occupate ad accarezzargli le splendide palle che si ritrova. Non appena mollo la presa subito riprende lui e, con la lingua e con le mani, mi percorre il corpo dal basso in alto fino a raggiungere le mie tette, che succhia avidamente. E mentre sta succhiando e “manovrando” i miei seni con una mano, con l’altra raggiunge la mia figa e mi sditala. Prima smenazza il clitoride e poi infila due dita dentro facendo su e giù. Io sono completamente alla sua mercè, e quando decide di chiudere i preliminari mi fa mettere a pecorina. Mi penetra, e non appena il cazzo mi entra provo un flash che non vi dico. Mi monta per pochi attimi e io raggiungo l’orgasmo. Lui ci dà dentro ancora per un po’ con vigore, io sbatto di qua e di là, non resisto, lui capisce e a un certo punto si toglie. “Ti faccio morire, neh?” mi fa lui. “Sono senza fiato” rispondo io. E mi accascio sul letto. Mi riprendo, lo bacio e poi riprende la danza. Lui, che non ha sborrato, ce l’ha ancora bello duro, io mi sento pronta per un altro “assalto”. Riprendiamo. Stavolta lui mi viene sopra. Non appena mi penetra io chiudo le gambe sotto di lui: in tal modo il suo cazzo è “prigioniero” tra le mie cosce ed ogni suo movimento mi sollecita sensibilmente il clitoride. E’ la posizione che preferisco, pur godendo molto anche nelle altre(pecorina, cucchiaino, smorzacandela e maritale, le più praticate da me). Qui dò il meglio di me: assecondo le sue spinte, lo sento ansimare e lo vedo contrarsi, io godo e raggiungo l’orgasmo e, quasi contemporaneamente, viene anche lui. Ci stacchiamo, un bacio e poi noto che mi sta uscendo la sborra dalla figa. Mi metto una mano sotto per evitare di sporcare il copriletto e vado in bagno. Mi metto sul bidet e mentre mi sto lavando la figa arriva lui, che si lava l’uccello stando in piedi al lavandino. “Porca miseria – mi fa – quanta passione ci metti! E poi scopare senza guanto è tutta un’altra cosa. Vedi, la mia donna non è calda come te e poi se non metto il preservativo non me la fa neanche vedere”. E io, di rimando “Vedi che affare hai fatto reincontrandomi?”. Ed ecco, in questa domanda-risposta tutta la mia cretinerìa. Quel mio stupido orgoglio di femmina che poi m’incasina la vita. Ma come? Lui, in pratica, m’ha appena detto che viene a letto con me giusto perchè lo faccio entrare senza preservativo e sono più passionale della donna con cui ha una relazione. Qui un vaffanculo ci stava tutto, e invece gli rispondo in un modo che sembra proprio un invito a proseguire i nostri incontri. Quando c’è di mezzo il sesso proprio non riesco a ragionare. E’ più forte di me. Inoltre, sul fatto di chiavare senza guanto, è bene aprire una parentesi. A Rino ho fatto fare le analisi prima di permettergli di entrare senza, ad Aurelio, invece, già dalla prima occasione e senza nulla chiedere….via, al naturale! Se non è stupidità questa… E il bello è che, dopo essermi rivestita, lo saluto con un bacio e me ne torno a casa. Stavolta molto contenta. Anzichè essere incazzata per il motivo sopra esposto, sono contenta per i suoi complimenti alla mia passionalità. Mmmmmm…che idiota! Beh, rientro in casa, guardo l’orologio appeso al muro della cucina e noto che mancano quasi dieci minuti alle 23. Se pensate che per andare da casa mia a casa di Aurelio anche di sera ci vuole circa un quarto d’ora, significa che sono rimasta da lui giusto il tempo di scopare. Nemmeno un caffè, nemmeno due chiacchiere. Come una squillo, a ben guardare. La cosa mi fa un po’ riflettere, ma poi…. Poi succede che questa settimana ho avuto di nuovo le mie cose, ma da oggi sono “libera”. Io sono in ferie da ieri, da oggi è in ferie Rino che proprio stamane ho accompagnato all’aeroporto. E’ di origine pugliese, va a trovare i suoi e tornerà qui dopo ferragosto. Ovviamente è andato da solo, dal momento che noi ancora non siamo una coppia. La donna di Aurelio è partita per il mare ieri l’altro (spero no da sola, così impara!) e tornerà, se non ho capito male, al 20. Aurelio, per via dei turni della sua officina (di cui è capo) che non chiude mai, va in ferie a settembre. Insomma, da oggi a ferragosto… Dovrei dirgli: “Caro Aurelio, è meglio che la piantiamo qui”, ma so già che non sarà così. Mi ha già detto che magari, già stasera… Da una parte spero che non mi chiami, dall’altra non vedo l’ora che il cellulare squilli. Mannaggia, come sono fatta male! Mi sono ripromessa di fare ancora la “chiavata dell’addio” e poi basta. Ma ne sarò capace? Dubito. Orbene, se vivessi questo doppio binario serenamente, passi. Gli è che, nonostante noi non si sia una coppia vera e propria, mi sembra di fare le corna a Rino. E mi sento in colpa. Oltretutto vado con un uomo che giusto a letto mi può andar bene. Ma siccome è solo a letto che noi ci si vede, temo che sarà più facile che io viva serenamente il doppio binario di cui sopra piuttosto che troncare con Aurelio, come sarebbe più logico. Spero di essere sufficientemente forte per prendere la decisione più logica, ma quando mi chiama Aurelio io sono sempre…a disposizione.

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