Ale Micky e il pescatore

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Ben ritrovati , oggi voglio raccontarvi quanto accadde all’inzio della mia storia con Ale. Io e il mio uomo ci siamo conosciuti una sera d’agosto , sul litorale romano , io sono infatti una fiera donna romana , esuberante coinvolgente e allegra come solo le donne romane sanno essere, mentre Ale e’ di Torino , un piemontese forse un po’ atipico , almeno per il credo nazional popolare che dice che gli uomini come le donne del nord , sono piu’ freddi sessualmente parlando di quanto non siamo noi per cosi’ dire terroni .
Altro che freddo il mio Ale e’ assolutamente un vulcano sempre pronto ad eruttare al minimo stimolo , e che eruzioni !
Quell’agosto Ale era a Roma per lavoro , ed e’ nato il nostro sconfinato e immenso amore che almeno per il primo periodo ci ha portato a vivere un rapporto a distanza , dal momento che lui torno’ a Torino poche settimane dopo esserci incontrati .
Durante i periodi che non potevamo vederci per motivi di lavoro e questioni di famiglia , ci sollazzavamo con telefonate erotiche , autoerotismo al telefono che ho scoperto essere molto divertente e stimolante , aiutati poi dai videofonini e dal web siamo riusciti a supplire per un po’ quel bisogno carnale e viscerale che ci lega.
Ovviamente poi quando riuscivamo a far combiacere il suo lavoro con la mia liberta’ di mamma separata era il massimo , quella volta nello specifico erano quasi due mesi che non ci vedevamo e l’astinenza inziava davvero a pesare in modo increscioso , ma non sul nostro legame , era una sofferenza fisica ,lui soffriva nel continuare a segarsi al telefono e io a furia di farmi ditalini ormai giravo col ginocanesten perennemente nella borsetta!
Finalmente arrivo’ il giorno in cui Ale mi raggiunse a Roma , ricordo ancora come fosse oggi l’eccitazione la felicita’ e l’ansia che mi attanagliava anima e corpo mentre con la macchina andavo a prenderlo alla stazione ostiense di Roma , figuratevi che io Michela da sempre un tom tom umano riuscii’ a perdermi per le strade della mia amata citta’ tanto ero agitata!
Quando finalmente arrivai in stazione e lo vidi seduto su una panchina , con il suo borsone e una camel stretta tra i denti i miei occhi iniziarono a brillare tutta l’ansia svani’ in un istante , e ….senti che qualcosa li sotto inziava a bagnarsi solo alla sua vista , lui affero’ il borsone e velocemente si diresse verso di me sali’ in auto butto il borsone sul sedile posteriore e si avvinghio a me come i koala fanno con i tronchi degli alberi .
Le nostre bocche finalmente dopo due lunghi mesi si toccavano e le nostre mani potevano frugare il corpo dell’altro quasi subito gli misi una mano sul cazzo che era gia’ duro come il marmo , mentre lui stringeva i miei enormi seni continuando ad infilarmi la lingua in bocca , poi mi scostava i capelli dal viso lo cingeva con le mani e mi ripeteva continuamente : cazzo amore quanto sei bella , quanto mi sei mancata , quanto cazzo ti voglio !
Per me era lo stesso , con le sue mani addosso e la sua lingua in bocca , orami ero completamente allagata , quando il clacson prepotente di un pullman turistico alle nostre spalle ci fece notare che dovevamo velocemente toglierci da li con la macchina .
Misi in moto la macchina e iniziai a dirigermi verso casa , voi avete presente Roma alle 18 .00 di sera ? e’ praticamente un terno al lotto riuscire ad arrivare a casa senza restare imbottigliati nel traffico , facemmo quel viaggio verso casa con le mani che andavamo ovunque figuratevi che piu’ di una volta invece di prendere il cambio afferravo il cazzone di Ale che lui aveva liberato tirandoselo fuori , lo segavo mentre guidavo , e quando mi fermavo per cambiare marcia o sterzare lui mi trirava fuori la tetta destra e inziava a ciucciarla avidamente , oppure mi infilava una mano nella figa , io ovviamente mi ero preparata a quel momento e indossavo solo le autoreggenti senza slip .
Cazzo la voglia era troppa e cosi’ arrivati vicino casa mia sapendo che in casa c’era ancora mia sorella , e che quindi avremnmo dovuto aspettare per chiuderci in camera da letto , mi diressi sul lungomare di Ostia , fermandomi su una spiaggia protetta da una fitta scogliera e in un attimo giusto il tempo di tirare il freno a mano Ale tirando giu’ il mio sedile di scatto , si era giu’ tuffato con una foga indescrivibile sulla mia figa, la lecco’ come un orso lecca avido un barattolo di miele , con le mani afferravi i seni e mi strizzava i capezzoli , e io sentivo i miei umori bagnare il sedile della macchina in modo copioso .
Lo volevo , volevo assolutamente il suo cazzo duro e turgido e lo volevo subito non resistevo piu’ volevo sentirmelo nella figa , ma cazzo se era scomoda la macchina , Ale capi’ al volo scese dalla macchina apri’ il mio sportello e mi fece scendere mi giro verso l’interno della macchina e in un attimo il suo cazzone duro e pulsante era dentro la mia fica !!!!!
oooo si cazzo che bello erano due mesi che non sentivo quella verga dura e violenta pentrarmi , non ce la facevo piu’ stavo impazzendo di piacere la fica grondava i miei umori sul cazzo di Ale che di tanto in tanto lo toglieva e si avvcinava mi portava il cazzo alla bocca mi diceva : guarda amore guarda quanto cazzo me lo bagni e’ tutto lucido , ciucciamelo , prendilo tutto fino in gola soffocati col mio cazzo , e cosi’ dicendo me lo faceva arrivare in gola .
Dopo qualche minuto tornava a scoparmi la figa mi pompava come un ossesso , io sobbalzavo e le mie tettone ballavano al ritmo delle sue pompate , all’improvviso Ale a bassa voce mi disse : Cazzo amore gira leggermente la testa verso l’alto c’e’ uno che ci sta’ guardando !
Inizialemente mi ritrassi alzai lo sguardo e vidi sulla scogliera proprio davanti a noi , un uomo che doveva essere un pescatore , sicuramente aveva superato la sessantina , ci stava guardando e appena si rese conto di essere stato notato , invece che ritrarsi o voltarsi continuo’ a guardare verso di noi , Ale continuava a pomparmi , aspettava che fossi io a decidere cosa fare , io continuai a mugolare di piacere e a quel punto l’uomo di mise una mano sulla patta dei pantaloni e inzio’ ad accarezzarsi il cazzo , guardai Ale con un sorriso malizioso e continuammo a trombare come se tutto quello che stava accadendo fosse una cosa normale .
Sentivo il cazzone di Ale che cominciava a pulsare , stava per esplodere e anche il pescatore doveva essersene reso conto perche’ si tiro’ fuori il cazzo dai pantaloni e inzio’ a segarsi , pochi minuti dopo Ale mi riempii’ la fica di sborra calda e densa gridando come un porco dal piacere , nel sentire i suoi schizzi riempirmi la fica venni anche io , e un istante dopo udimmo il pescatore gemere di piacere aveva schizzato anche lui .Mi girai infilai la lingua nella bocca del mio uomo e gli dissi: Ben tornato a casa amore mio ti amo da impazzire solo tu sai farmi godere cosi’ !!!!
Ci ricomponemmo salimmo in macchina e andammo a casa , sarebbero stati sicuramente dei giorni stupendi quelli che avremmo passato insieme finalemente insieme !!!!

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