allo stadio

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La storia ogni anno si ripeteva puntuale ed inderogabile, in una delle domeniche di Ottobre le quadre di calcio cittadine dovevano affrontarsi l’una contro l’altra in una disfida che coinvolgeva la “Romagnola” contro la rivale storica di sempre la “Bizantina”
La forte rivalità campanilistica che divideva le due fazioni cittadine con il passare degli anni si era fatta sempre più cruenta e questa contesa era diventata sempre più radicata e coinvolgente.
Una lotta che interessava tutti dividendo la città in due schieramenti ben distinti e separati, la partita era talmente sentita che riusciva a portare allo stadio anche chi di calcio non ne capiva nulla ne tanto meno si era mai interessato di questo sport, era una questione di rioni, ed interi gruppi si preparavano per l’evento organizzandosi con trombe, bandiere e striscioni, agghindandosi con i colori della fazione di cui facevano parte.
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La mia famiglia faceva parte di quella schiera di persone che non vivevano di calcio, ma nel rispetto della tradizione locale il giorno dell’evento veniva fatto uno strappo alla regola e ci si schierava con la parte a cui apparteneva il nostro quartiere, mia madre Daniela, partecipava all’evento senza eccessivo entusiasmo, consapevole però che la sua diserzione sarebbe stata interpretata come un tradimento alla causa , e visto il ruolo pubblico che occupava (medico generico) sarebbe stato controproducente anche nel suo ambito lavorativo.
Mia madre è una bella donna di 40 anni e dopo la morte di mio padre avvenuta molti anni prima per una malattia terminale non si era più sposata e si era curata della nostra educazione riuscendo nel difficile compito di essere madre, consigliera, ed amica per mia sorella Licia e mamma dolcissima ed affettuosa per un figlio appena diciottenne con una miriade di problemi da risolvere e tante idee a volte irrealizzabili.
Sebbene Licia (di un anno più vecchia di me) avesse altri programmi per quella domenica mia madre fece opera di convincimento adottando il vecchio sistema del ricatto, in ballo c’erano un paio di scarpe nuove che a mia sorella piacevano tanto
Lo stadio della Romagnola era una vecchia struttura in parte in muratura ed in parte fatta da tubolari tipo”Innocenti” che facevano tanto anni sessanta, la ressa al botteghino ci fece capire che difficilmente avremmo trovato posto nella parte comoda dell’impianto, di conseguenza venimmo indirizzati verso la tribuna prefabbricata, nonostante fossimo giunti con un largo margine di tempo prima dell’inizio dell’incontro i posti a sedere erano esauriti, per farla in breve ci accomodammo nella parte medio bassa della tribuna, una situazione scomoda che c’indusse ad assistere alla partita in piedi.
Durante l’incontro una necessità fisiologica mi costrinse a recarmi nella toilette situata nella parte retrostante la tribuna, avvisai mia madre che mi sarei assentato alcuni minuti spiegandole il motivo, scesi i gradoni e m’incamminai in direzione dei bagni.
Una volta raggiunta la base della tribuna rimasi per un attimo sorpreso dalla strano movimento di uomini e ragazzi che stazionavano sotto di essa poi ragionando con cognizione logica capì che lo scopo di queste persone era quello di guardare le gambe delle donne presenti.
Una volta uscito dal bagno un misto di rabbia ed agitazione mi pervase mi diressi verso il punto dove c’erano mia madre e mia sorella con l’intenzione di allontanare il gruppetto di ragazzi che si alternavano sotto di loro.
Il mio arrivo scombussolò i loro piani e si allontanarono in direzioni opposte, probabilmente avevano riconosciuto in me l’accompagnatore delle due donne che stavano visionando, rimase solo un ragazzo (che molto probabilmente non si era reso conto chi ero) della mia età che tutto eccitato mi disse :
“Dai guarda che belle cosce ha questo figone qua, tanto io mi guardo le cosce della ragazza”
E cosi dicendo si spostò sotto mia sorella, la mia reazione in un primo momento fu quella di allontanarlo d’inveire contro di lui, poi una sensazione strana una reazione imprevedibile mi bloccò, una forma di masochismo un piacere osceno nel vedere che altre persone si gustavano e si eccitavano guardando le intimità di mia madre e mia sorella mi fece avere un erezione improvvisa, a quel punto alzai lo sguardo e mi trovai le gambe lunghe ed affusolate di mia madre coperte da un paio di collant chiari trasparenti senza tassello che lasciavano intravvedere il chiarore delle mutandine, lo spettacolo che mi si parava davanti era veramente eccitante e libidinoso un misto di sensualità e perversione che fece vagare la mia fantasia verso pensieri audaci ed osceni, facendomi vedere la mia genitrice non come una mamma ma come una donna da scopare da violare, insomma come una troia da riempire di sperma.
Un lieve rossore sulla coscia verso l’inguine mi fece intuire che mia madre recentemente avesse scopato e che quello fosse un succhiotto lasciato dal suo occasionale partner.
Stavo contemplando le gambe di mia madre scrutavo fra le pieghe della gonna alla ricerca di particolari nascosti stavo facendo una cosa che fino a qualche ora prima mai avrei immaginato di fare…. ero inebriato, euforico, con la libido alle stelle automaticamente mi ritrovai con una mano infilata nella tasca dei pantaloni, mi stavo toccando il pene gustandomi centellinando ogni minima sfumatura di quella magnifica visione immaginando quale immenso tesoro si celasse sotto il nylon dei collant e il pizzo delle mutandine.
La voce del ragazzo interruppe questo magico momento la sua voce mi ripotò alla realtà:
” Dai!!fammi vedere voglio rivedere questo bel troione….madonna che bella figa deve avere questo bel puttanone”
In quel momento gli avrei spaccato il muso, ma poi facendo mente locale mi resi conto che anch’io facevo la stessa cosa che faceva lui, cercai di far sbollire la mia rabbia non pensandoci, consolidando la mia funzione di guardone posizionandomi nel migliore dei modi fra le gambe di mia sorella Licia.
Mia sorella l’avevo sempre considerata un poco rompipalle, nei miei riguardi alternava periodi di ostilità a momenti di bene sfrenato il nostro rapporto variava fra alti e bassi in base ai risultati delle sue relazioni amorose.
Ma da quell’angolazione dalla posizione in cui mi trovavo la mia cara sorellina assumeva un aspetto diverso, vedevo in lei un oggetto sessuale le sue cosce erano più magre e meno tornite di quelle di mia madre ma comunque belle ed invitanti, le sue gambe erano leggermante divaricate nell’insieme questo scenario lasciava ampi spazi all’immaginazione e i collant che portava facevano intravvedere il colore rosa pallido delle mutandine, avrei voluto tanto allungare una mano toccarla, accarezzare il suo inguine, inebriarmi del profumo del suo sesso, poi un leggero rigonfiamento nella zona pelvica dovuto probabilmente all’assorbente eccitò ulteriormente la mia fantasia facendomi venire nelle mutande……avevo commesso un incesto virtuale guardando le intimità delle donne della mia famiglia era stata una sensazione sublime e meravigliosa.
Ora che sono passati quattro anni questa storia sembra una cosa ridicola, ma il ricordo mi ritorna sovente alla mente, purtroppo non ho avuto più occasione di trovarmi in una simile situazione, molte volte mi sono masturbato pensando a loro eccitandomi con la loro biancheria annusando e godendo negli slip di tutte e due, ed anche quando dopo un certo periodo mia madre una sera di capodanno che aveva ecceduto con lo spumante, con voce strana e ambigua mi confessò di avere visto quello che era successo sotto la tribuna rimasi scombussolato ed eccitato al punto di crearmi una voglia immensa e suggestiva di possederle entrambe di gustarmi le loro intimità di godere e riempire le loro pance ……. lasciando il sigillo dell’essenza della vita come ricordo indelebile.
Tuttora quando mi reco a casa della mia cara mammina non mi astengo dal recarmi in bagno e dare una sniffatita alle sue mutandine per gustarmi l’odore della passera che mi ha generato concludento a volte con una sana e piacevole masturbata i pensieri più libidinosi che sovente mi ritornano alla mente quando penso a questo episodio.

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