amore condiviso

Uscendo dalla scuola Toto, il ciabattino di fiducia, mi chiama e porgendomi una scarpa mi dice di portarla a mia madre e di chiederle che se vuole che le lucidi sotto anche l’altra glielo faccia sapere. Riferisco e mamma gli risponde di andare a lucidare la scarpa della moglie perche’ lei ha gia’ il pennello che la lucida per bene. Sono allusioni che al momento la mia ingenuita’ non mi permette di decifrare e mi occorrerano degli anni per capirne il doppio senso. Toto m’incarica di dirle che lui ha un pennello speciale che lucida come pochi e che stasera, chiusa la bottega verra’ a darne la prova. Resto meravigliato quando manda a dire a Toto che stasera vuole proprio vedere se quello che dice e’ vero o meno. Negli anni a seguire non ho mai visto mia madre rifiutare le proposte di nessuno, basta che le offrisse un argomento grosso e duro. Sto facendo i compiti quando si presenta Toto e vedo il viso di mia madre imporporarsi mentre mi dice di andare in camera a continuare a studiare perche’ deve discutere col nostro amico. Io obbedisco ma mi metto al solito posto per spiare. Mia madre fronteggia il nostro amico ma parlano a bassa voce per cui non sento bene cosa dicono. Ad un certo punto Toto afferra i seni di mamma prima li bacia poi li massaggia, lei prima si allontana poi lo lascia fare ed infine risponde ad un bacio che dura a lungo. Noto piu’ avanti che mamma gli ha messo un mano nella cintola e la muove lentamente. Toto slaccia la cintura e fa scivolare sui piedi i pantaloni seguiti dai boxer ed appare un cazzo lungo, molto lungo anche se non troppo gonfio. Mia madre prima lo smanetta poi s’inginocchia e lo prende in bocca come io faccio collo zio. Toto rantola mentre affonda lo strumento e le riempie la bocca di crema mentre lei ingoia e pulisce l’attrezzo con evidente piacere. Fa per alzarsi ma Toto le mette una mano sulla testa e la tiene ferma per continuare a fotterla in bocca. Finalmente mamma si alza e appena lascia cadere la gonna Toto la prende da dietro e spostando le mutandine quando basta le infila alla pecorina l’attretto e la fotte per un po’ fino a che s’irrigidisce perche’ chiaramente le sta annaffiando le viscere. Sento mia madre ingiuriarlo per averle sborrato dentro col pericolo di metterla incinta ma Toto ride e la obbliga a pulire lo strumento colla lingua. Toto continua a ridere mentre mamma succhia ma quando cerca di infilarglielo un’altra volta lei si arrabbia e lo scaccia. Uscito l’uomo sento mamma correre in bagno ed a lungo fa scorrere l’acqua del bide. Finalmente mi chiama a se per dirmi di non raccontare a nessuno che Toto e’ venuto a trovarla specie a Vittorio ed allo zio Ettore. Per evitare che Toto incontrasse qualcuno degli altri amici di casa gli ha chiesto di venire a trovarla appena dopo pranzo. Spesso tornando da scuola l’ho incontrato sulla porta di casa e mentre entro lui ne ne esce. Ogni volta che lo incontro mi scompiglia il ciuffo o mi da’ una pacca sul culo. E’ un mio amico e mi e’ molto simpatico e sono sicuro che se mi chiede di fargli quello che faccio allo zio lo accontento volentieri. Durante le vacanze estive, quando lo zio non mi porta in campagna sul calesse, passo delle ore nella sua bottega a vederlo tagliare il cuoio a cucire scarpe a ripararle. Siedo su uno scanno accanto al banchetto mentre lui mi racconta delle sue cose e di quanto voglia bene a mia madre. Toto mi confida che e’ infelicemente sposato con una donna molto bella che gli ha dato due figli ma che a letto e’ una frana. Se sua moglie lo lasciasse sposerebbe mia madre perche’ le vuole bene e vuole bene anche a me. Mi scompiglia i capelli e mi carezza la coscia nuda. – Hai la pelle delle cosce liscia come quella di una donna. Mi dice una cosa che parecchi mi dicono e che mi fa enorme piacere. – Toccarti e’ eccitante. Questo non me lo ha detto nessuno. Mi fa spostare lo scanno per sedermi accanto a lui e mentre mi carezza le cosce con una mano l’altra la tiene infilata sotto la pettorina di stoffa rigida che gli protegge il petto e la pancia quando taglia il cuoio. – Oggi tua madre non mi ha ricevuto perche’ era indisposta e mi ha lasciato….sapessi come mi ha lasciato….guarda. Solleva la pettorina e mi mostra il cazzo che gia’ conosco in piena erezione. – Hai visto che roba? Guarda come e’ duro, toccalo, dai non aver timore….tra di noi. Io non avevo timore solo che non avendo piacere temevo di dover farlo sfogare come facevo collo zio. – Hai sentito che duro? Agitalo un po’ solo un po’ dai, su e giu’, vedrai che godo presto….Cosi’, bravo coll’altra mano strizza le palle. Bravo…..dio come sei bravo…piu’ veloce adesso ancora di piu’ ancora ti prego ancora ahhh eccoooo ohhh vengo vengo oddio se vengo ….e una bordata di liquido caldo mi lava la faccia e m’imbratta le mani. Io rido nervoso ma felice che mi abbia chiesto solo la mano per godere perche’ non avevo voglia di ingoiare quel liquido salato e nauseabondo che lo zio ogni volta mi chiede di inghiottire. – Ma tu te le fai le seghe? No, non me le faccio per il semplice motivo che sono troppo piccolo e gli ormoni non si sono ancora messi in circolo e quando qualcuno me lo tocca da piccolo diventa invisibile, sparisce. Per tutta l’estate mi alterno a fare pompini allo zio e seghe al mio nuovo amico. Toto per lucidare la tomaia dove e’ cucita alla suola usa un pezzo di osso che da una parte e’ sagomato per combaciare col cuoio ed il manico e’ praticamente un fallo in miniatura, non tanto piccolo pero’. Un giorno, manca poco alla riapertura delle scuole, mi chiede di chiudere la porta a chiave ed appena mi avvicino solleva la pettorina e mostra un cazzo eretto e duro come mai. Mi chiede se ne ho mai succhiato uno ed io nego e quando mi chiede se ho voglia di prenderlo nel culo spalanco gli occhi e lui ridendo mi assicura che tutti i ragazzi lo fanno e quelli che non lo fanno sono incompleti, e’ un’esperienza che tutti devono fare, per legge di natura. Inutile dire che ho il viso rosso che brucia e non riesco ad immaginare di prendere nel buchino del culo che nessuno ha mai violato finora quel bastone che magari non e’ grosso come quello dello zio ma senz’altro e’ troppo grosso per il mio ano. Mi porta dietro il bancone da dove possiamo vedere chi passa per strada dalla porta finestra e se arriva qualche cliente si ha il tempo di ricomporsi prima di aprire. Mi abbassa i pantaloncini e mette a nudo il mio culetto. Io non sono molto contento, anzi sono molto preoccupato anche quando lecca il buchino e vi nfila un dito che fa roteare. Mi da’ fastidio fino a che non lo unge con una crema, vasellina la chiama. E davvero il dito scivola dentro senza farmi male. Pero’ quando appoggia la capocchia e spinge anche se unta mi fa male e glielo dico. Toto va a cercare l’osso di cui prima lo unge ben bene e unge ancora il buchino del culo piu’ dentro che puo’. Quando infila il fallo simulato lo sento forzare la strettoia dello sfintere e sfociare nell’intestino lasciando uno strano senso di prurito. Ho voglia di grattarmi dentro, dove non si arriva colle dita. Mi sento strano, non ho mai provato piacere prima di adesso e questo mi pare che lo sia. Non lo so. Pero’ per la p[rima volta non mi da’ fastidio che mi strizzi il pistolino che questa volta non scompare. Non diventa duro ma non sparisce come fa di solito quando una mano estranea lo palpa. – Sei bella , sei bella , sei una bella fichetta….ti voglio aprire ti voglio mia la mia fichetta preferita la mia fichetta innocente e curiosa. E’ vero che sei curiosa? E’ vero che vuoi essere mia? La cosa strana e’ che sentendomi parlare come se fossi una femminuccia mi fa estremamente piacere, forse influenzato dal fatto che sento mia madre ripetere spesso che avrebbe voluto una femminuccia al posto mio. Mi piace questo Toto, sono innamorato di lui e quando appoggia la punta del cazzo e spinge io allargo al massimo le chiappe perche’ ardo dal desiderio di essere suo. Ahiiiiii! Cristo che male. Ho sentito una lacerazione quando ha forzato lo sfintere e la capocchia letteralmente cadere nello slargo dell’intestino. Mi si piegano le gambe e se non fosse per il mio amico che col cazzo piantato nel culo e sorreggendomi sotto le braccia mi affloscerei come un sacco vuoto. Mamma mia che bruciore. Pero’ sono fiero di sentirlo dentro di me, adesso e’ mio, e’ il mio fidanzato il mio amore il suo cazzo fa parte di me. Mi sto riprendendo anche se il bruciore e’ insopportabile. Giro la testa piu’ che posso per guardarlo negli occhi e lui appoggia le labbra sulle mie ed un po’ contorti ci scambiamo un bacio da innamorati focosi. Si muove un po’ dentro di me e mi chiede se riesco a sopportarlo. Per il suo bene lo sopporto volentieri anche quando lo estrae per spingerlo piu’ in fondo e stringo i denti quando accelera il movimento e mi chiava come un uomo chiava una donna. Non ho mai invidiata la vagina di una donna come in quel momento. Toto aumenta il ritmo tanto che mentre mi sbauscia di saliva la schiena mi riempie di sperma il buco del culo . Ah, che piacere il seme che lenisce ogni bruciore. – Mi piaci , mi piaci da morire….sei la mia fichetta….ma non dirlo a nessuno…. Invece avevo tanta voglia di gridarlo ai quattro venti che finalmente avevo provato il sesso ed ero diventato donna tra le braccia di un vero uomo. Mi aiuta a ripulire la sborra che cola lungo le cosce ed una volta rivestito mi accorgo che sento un bruciore da morire quando mi siedo. Per una settimana praticamente non mi sono mai seduto e mia madre troppo distratta dai suoi amici non si e’ mai accorta di nulla. Non ho mai confessato a nessuno la mia relazione coll’amante di mia madre della quale mi sono sentito rivale in amore, praticamente condivido lo stesso amante. Toto mi ha fatto suo anche dopo che ho eiaculato la prima volta ben felice di spompinarmi e bere la mia crema come io bevo la sua. Ci siamo frequentati per anni fino a che io mi sono allontanato piano piano pur riconoscendogli il merito di avermi creato come sono oggi, felicemente bisex, capace di godere da maschio colle femmine e da femmina coi maschi. Mitana

Commenti [11]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *