Angela di Dio

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“In nome del padre,del figlio,e dello spirito santo!”-“amen!”,”che la pace sia sempre con voi!”-“e con il tuo spirito!”,”fratelli la messa è finita,andate in pace”.La chiesa gremita quella domenica,piano piano si dileguò serenamente fuori.Una volta appoggiata la tunica cerimoniale in sacrestia uscii anch’io.”Bravo Don Marco! ha fatto un bellissimo sermone”,”grazie signora Anna”:La signora Anna era una donna di 89 anni,un po malaticcia e con gli acciacchi della sua età,sorretta soltanto dalla sua incrollabile fede e da sua nipote Angela.Angela era una donna di 37 anni.L’avevo conosciuta tramite proprio sua nonna al mio centro di recupero per ragazzi.Il suo caso era un po complicato:aveva avuto un’adolescenza un po peccaminosa,lontano dalla religione,e dai suoi princìpi,aveva frequentato amicizie che l’avevano portata a fare uso di crack,cocaina,e alcolici.Da alcuni dei suoi “amici”subì abusi sessuali,e altri amici la abbandonarono influenzati dal giudizio della gente.A sedici anni lei si trovò in una situazione più grande di lei,ad accudire un figlio nato dalla violenza,ma che volle far nascere anche su consiglio accorato della sua dolce nonnina,l’unica della famiglia a starle vicino.A guardare il suo viso radioso mi si riempii d’orgoglio il cuore,fu un premio per il mio impegno per la chiesa,e per la gente.”Cosa combina Giovanni? e da un po che non lo vedo”,”eh Don Marco!lo so non viene mai a messa,ma è un bravo ragazzo”:disse la vecchina con tono di disagio,”lo so Anna, gli ho fatto io catechismo,comunque lo posso capire,a vent’anni si ha altro per la testa”,questa mia battuta provocò il sorriso di entrambe.”Don Marco ci farebbe piacere se venisse a cena da noi stasera” mi disse Angela,io feci cenno di sì,non me la sentivo di inventare una scusa per rinunciare,e non volevo deludere due care amiche.La nostra era una piccola comunità di 1500 anime,ci conoscevamo praticamente tutti e c’era molta confidenza tra di noi,molto spesso si organizzavano cene o barbecue all’aperto e quant’altro,in un paesello si è tutti più uniti.Arrivai a casa loro alle 20.00 come d’accordo,Angela mi fece strada verso il corridoio della loro dimora:”Benvenuto Don Marco che piacere che ci fa”,”il piacere è tutto mio carissima Angela,ma dov’è la regina della casa?”,e a rispondermi con il sorriso la cara nonnina Anna.Praticamente in quella cena c’erano solo nonna Anna,Angela ed io,Giovanni era uscito con la sua ragazza e non rientrava se non alle undici,beato ragazzo!”.”Si segga Don Marco”.”Vi prego vorrei darvi una mano”insistetti molto prima di impiattare per tutti e tre quelle profumanti fettuccine cacio e pepe:”mmmm che buon profumino!”.Dopo aver recitato la preghiera della sera consumammo quell’ottimo primo piatto,”complimenti alla cuoca”,dissi,e Angela mi rispose con uno sguardo lusingato.Parlammo un pò di tutto quella sera:di fede,politiche vaticane,redenzione e quant’altro.Arrivò anche il secondo e il contorno di patate al forno,quelle salsicce mi avevano riempito lo stomaco e non avrei avuto il coraggio di assaggiare neanche un chicco d’uva,ma
Angela si alzò a prendere un pò di frutta mista.La cena era giunta lietamente al termine ed una voce dal tavolo con garbo pronunciò:”Scusate Don Marco ma alla mia età non reggo molto la stanchezza,mi vado a coricare”,disse nonna Anna,io mi avvicinai con tenerezza le diedi un bacio in fronte e le augurai la buonanotte,lei zoppicante andò in camera sua.Alla fine rimanemmo io e Angela a continuare a parlare in giardino fumandoci una sigaretta,e lei commossa mi disse”lo sa che io le devo molto,mi ha aiutato a riscoprire quei valori perduti nel periodo bruttissimo della mia adolescenza,se non fosse per lei…”,”ma cosa stai dicendo,e poi dammi del tu,non mi sembra il caso tra amici darsi del lei”,”hai ragione ma la mia stima per te è profonda”,”grazie a te che ti sei voluta redimere e hai voluto cambiare strada, vuol dire che c’era già la mano di Dio nella tua vita”,lei non disse niente e mi sorrise.Volli aiutare poi Angela a lavare i piatti e le padelle rimaste unte di grasso e di sughi.Lei lavava ed io asciugavo,ma improvvisamente ci fu uno scontro scoordinato tra di noi:mentre io appoggiavo i piatti sulla mensola lei si girò di schiena ad aprire lo scaffale,mi ritrovai a toccare il suo bacino involontariamente con il mio davanti,si girò,mi guardò negli occhi e arrossì.Provai un misto di imbarazzo e calore come mai prima,il mio pene si ingrossò a vista d’occhio ed io recitai tra me e me tutte le preghiere in latino ed in italiano affinchè quello che stavo provando non continuasse.Angela si accorse di tutto e ci mise del suo:prese le mie mani e le mise ad abbracciare il suo culo,mi guardò con uno sguardo perso e mi baciò in bocca,”no Angela cosa stai facendo?!”;”è un peccato essere attratti?”;”no Angela,ma io sono un’uomo di Dio e non lo posso fare!;”ma Gesù non dice forse che ci dobbiamo amare?”,”si,ma è una cosa immorale per me”,”cosa c’è di immorale?io non sono sposata e non sono legata a nessuno”.Queste sue parole avevano fatto breccia in me,non aveva tutti i torti ed io ormai ero eccitatissimo.”Oh Angela di dio! cosa mi fai fare?”,la presi in braccio e l’appoggiai sul tavolo appena sparecchiato,le sfilai la maglietta,la gonna,le staccai avidamente il reggiseno che nascondeva una quarta misura,e dei capezzoli grandissimi che mi ipnotizzarono,non pensai a nient’altro che a come scoparmela.Appoggiai la mia testa e la affondai tra i suoi profondi seni,leccai come non mai in vita mia quei capezzoli e appoggiai con energia le mie mani su quei seni.Angela era molto eccitata,mi sbottonò la camicia e il collarino che faceva di me ancora un servo del Signore,mi accarezzò con un respiro affannoso di desiderio la peluria del mio petto,chissà da quanto mi desiderava.Lei fece cadere giù le sue mutandine e mi mostrò la sua fica pelosa,bruna e folta che io accarezzai.Lei si stese sul tavolo ed io cominciai a passare con la lingua fino ad arrivare al suo clitoride che stimolai fino a farla godere.Mi abbassai l’ostacolo dei pantaloni e poi degli slip,avevo un’erezione che in anni avevo smorzato soltanto con delle seghe che mai denunciai in una confessione.Lei allargò le gambe e mi fece spazio sufficiente affinchè io salissi su di lei;con le mani allargai le sue cosce ancora velate da un collant nero,appoggiai il mio cazzo eretto a missile sul suo dono di Dio e cominciai a pompare come non avevo fatto mai,ero vergine.”Si Don Marco ancora!ancora!ancora!ummh”;”sia lodato Gesù Cristo nell’alto dei cieli!”,dissi io in preda al calore.Entrando dentro di lei mi resi conto a quanta e quale rinuncia ero sottoposto,qualche minuto dopo sentii dentro di me una grande sollecitazione interna,come se la mia anima volesse uscire fuori,e così fu.Notai un piacere immenso nel suo volto quando la mia sborra inondò la sua fica.Quel momento di sesso e amore mi rese ancora di più grato a Dio,e a tutto il suo creato,riflettei dunque su una cosa:che quando esiste l’amore e la passione non vi è mai peccato.Angela da allora divenne la mia amante e la mia unica donna,le voglio molto bene spero che un giorno,e col volere del potere ecclesiastico,io me la possa sposare.Pace e amore a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

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