bar del calippo

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Che piacevole sensazione il Sole di primavera, io e Regina siamo seduti in un dehor di un bar nei pressi delle Colonne di San Lorenzo a Milano.
La guardo ed è bellissima con il suo nuovo vestitino rosso scollato che con fatica contiene il suo abbondante seno, i lunghi capelli neri le scivolano sulle spalle terminando con due grandi boccoli, mi sorride, ormai sono due anni che ci frequentiamo e la nostra intesa è sinergia pura, capiamo i desideri dell’altro solo attraverso lo sguardo, non mi è mai capitato un intesa e complicità cosi totale.
Questi nostri momenti che ci prendiamo per vivere il nostro amore la nostra storia sono impagabili, arriva il cameriere a prendere le ordinazioni e gli ordino due aperitivi, poi mentre sta per andare via lo richiamo e gli dico ad alta voce, “.. la Signora desidera anche un bel Calippo alla fragola…”
Quella frase detta in quel modo così plateale e con un tono sarcastico, come era prevedibile, attira l’attenzione di tutti gli avventori del bar e rende chiaramente inevitabile la risatina equivoca del cameriere che allontanandosi sogghignando dice che presto porterà quanto richiesto…
Regina fa un balzo sulla sedia si irrigidisce e diventa tutta rossa in viso, il suo colore del volto fa tutt’uno con il colore del vestito….
Di scatto mi prende il braccio piantandomi le sue affilate unghie rosse nella pelle ed esclamando ” sei pazzo! Sei uno stronzo!!”
Le sorrido e Lei infierisce sempre di più sul mio braccio con le sue unghie affilate…
Ridendo le rammento la storia del Calippo, quando dopo una mattina ed un pomeriggio di sesso sfrenato, nel quale superammo ogni nostro record precedente, (miracoli del Cialis), si ritrovava con la fighetta in fiamme, ed allora ebbi la brillante idea di andare al bar dell’hotel dove alloggiavamo per stabilire il nostro record di scopata, ed acquistare un Calippo alla fragola per essere usato come giocattolo sessuale, prima per strusciamenti sulle labbra e lungo i meridiani del piacere della mia amata e dulcis in fundo come sorta di lenitivo interno per la sua fighetta….
Hehehe si sono stato stronzo lo so, ma era irresistibile l’idea, cosi mentre alla fine del tortuoso percorso sulla morbida pelle di Regina introdussi con poca delicatezza il gocciolante gingillo nell’arrossato pertugio della mia dolcissima compagna di giochi; La quale imprecando, emise un urlo sovraumano che riecheggiò per tutto l’hotel.
Tant’è vero che quando ci congedammo con il concierge, egli allegramente ci redarguì chiedendo di limitare gli schiamazzi le volte successive…
Quella volta la mia Regina mi promise atroce vendetta per lo scherzo ed ecco perché la mia richiesta del Calippo testé fatta al cameriere riaccese con ardore il desiderio di rivalsa nella mia dolce Regina.
Ma torniamo al “bar”, Le blocco il polso con forza e sento che quella presa violenta le piace, è come premere un grilletto, i nostri occhi si incrociano e noto nel suo sguardo quella luce che si chiama desiderio…
In quel forzarsi vicendevolmente le mani, per un attimo che sembrava durare l’infinito i nostri sguardi si sono intrecciati così strettamente che sentivamo di essere una cosa sola.
Il desiderio ha preso subito il sopravvento, e ci siamo baciati come due fidanzatini, lingua con lingua, più ci baciavamo, più le forzavo il braccio, più Lei lo irrigidiva, sino a sentire chiaramente il momento dove ceduta ogni resistenza, Regina si lascia sopraffare dalla mia forza ed in quel momento, percepii distintamente quel fremito che conoscevo e che indicava la sua istantanea eccitazione ed il desiderio di sesso.
Il momento in cui la sua fighetta diventa un lago di umori e istintivamente le sue cosce si allargano.
In quel momento vidi i suoi occhi roteare verso lo sguardo degli altri avventori che ci guardavano incuriositi e rapiti dalla bellezza di Regina, la quale si bloccò e allontanandosi da me riprese fiato e si aggiustò istintivamente i capelli con le mani.
Ma ormai avevamo attirato l’attenzione di tutti e fra questi vi erano due ragazzi sui 22-25 anni che sorridevano e sicuramente si imbeccavano facendo sicuramente battute poco lusinghiere nei confronti della mia Donna.
Questi la guardavano con insistenza, gonfiandosi con la postura e cercando di attirare lo sguardo di Regina verso la loro giovanile prestanza fisica.
Naturalmente Regina li notò e notò anche che entrambi erano due ragazzi veramente carini e decisamente prestanti, fu allora che decise la mia penitenza, si voltò verso di me e disse “te l’ho promesso che te l’avrei fatta pagare la storia del Calippo, ti rammento che per oggi avevamo concordato che saresti stato il mio schiavo e ora da bravo schiavo cornuto, vai dai ragazzi e li inviti qui dicendo che la tua Donna vuole conoscerli molto da vicino”
Io preso in contropiede nicchiavo; occorre fare una premessa, ogni due volte al mese organizzavamo queste giornate di amore, sesso e divertimento, dove fissavamo a turno un tema o un gioco di ruolo fra noi, ecco quel giorno ero il suo schiavo e dovevo ubbidire ad ogni suo desiderio; visto il mio tentennare, Regina mi ricordò il gioco del giorno e che dovevo ubbidire.
Allora fra il titubante ed il curioso per il prospettarsi degli eventi, mi alzai e andai a riferire ai due bei giovanotti la richiesta di Regina.
Naturalmente la reazione dei due palestrati studenti è fu più che entusiasta e alzandosi mi sorrisero con scherno ed incredulità, ma si precipitarono a presentarsi alla mia Bella Padrona, la quale li invitò a continuare la loro consumazione al nostro tavolo, li squadrò ben bene per tutta la loro giovanile fisicità con lo sguardo più intrigante e sensuale che riusciva a fare.
Da li iniziò il gioco di sguardi ed ammiccamenti fra Regina ed i due, che ricambiavano con allusioni sessuali e adulazioni sulla bellezza della mia Padrona per un giorno.
Arrivò il cameriere portando le ordinazioni compreso il Calippo e scoprimmo che era un amico dei due e chiaramente capì la situazione e si congedò dicendo rivolto alla mia Lei che i due tipi sarebbero stati molto meglio del Calippo in tutti i sensi anche per la dimensione di Paolo uno dei due studenti, noto per essere dotato di un calippone xxxl …
IL viso di Regina assunse ancora il colore del suo vestito, ma ora era più per l’eccitazione che le dava l’intrigante situazione che si stava creando che per lo stupore o la vergogna.
Da quel momento io cessai di esistere, se non per qualche sguardo compiaciuto ed eccitato della mia Padrona, finché visto lo stallo che si stava creando e le banalità dei discorsi, presi in mano la situazione e dissi, ” bene ragazzi chiaramente avete capito che la mia Signora ha voglia di constatare con mano o altro le vostre doti nascoste, io propongo che Regina vada in bagno e poi a turno la raggiungerete per giocare con Lei”.
Silenzio e sguardi increduli di tutti, eccetto Regina che dopo un secondo di smarrimento mi disse ” tu sei fuori, sono mica una che scopa nei cessi!”.
Io risposi “Mia cara tu sei la mia Troia e so che oggi dovresti comandare tu, ma visto che la situazione l’hai voluta tu, visto che i ragazzi sono più che pronti per accontentare i tuoi desideri di Troia ed è innegabile che hai voglia di farteli tutti e due.
Inoltre siamo qui, direi che la cosa a parte la location un po’ precaria è eccitante, “immagina di fare come le puttane che una volta lavoravano nei cinema e aspettavano i clienti al cesso. Ora non perdere tempo, vai…”
Lei mi sorrise perplessa, ma con un “l’hai voluto tu! Cornuto!” si alzò e sculettando sparì nel Bar, allora dissi, “ok ragazzi però solo tre cose, niente violenza, fare solo ciò che vuole Regina e comunque usate il preservativo per scopare, altrimenti vi spacco la faccia”, poi dissi a Marco, l’altro ragazzo più alto, ma a quanto pare meno dotato di Paolo che sarebbe stato il primo e infatti dopo pochi secondi praticamente correndo raggiunse Regina nel bagno del locale.
Intanto Paolo visibilmente eccitato e fremente, continuava compulsivamente a farmi domande sulla particolare relazione fra me e Regina, e io tergiversavo eccitato per la situazione e cercavo di immaginare cosa stesse accadendo nel cesso del locale.
Non passarono più di 5 minuti che Marco con un sorriso ebete tornò e si buttò esausto sulla sedia…. Allora presi la palla al balzo e dissi “ma cavolo hai stabilito un record la venuta più veloce di Milano!”
Paolo rise e mi chiese il permesso di andare e io annuii, Intanto ci raggiunse il cameriere che chiaramente stuzzicato dalla situazione si mise a schernire Marco per la durata, dicendo che lui uomo del sud la femmina la fa urlare almeno per mezz’ora…
In pratica si proponeva di fare il terzo scopatore della situazione, con una variante, che avrebbe portato Regina nel magazzino del locale dove c’era più spazio ed un comodo tavolo adatto allo scopo…
Io vista la proposta squallida ed il tipo squallido ero li li per rifiutare, ma mi eccitava l’idea e allora acconsentii salvo prima avere il consenso della Signora…
Dopo un quarto d’ora aggiustandosi i blue jeans ritornò con aria chiaramente soddisfatta anche Paolo, si mise a sedere e ringraziandomi decantò le doti amatorie di Regina definendola la Femmina più eccitante che abbia mai scopato e dicendomi che mi stava aspettando in bagno…
Io la raggiunsi immediatamente, notai per terra due preservativi usati e Lei era selvaggiamente bella sul suo tacco 12, il seno strabordante dal vestito messo tutto storto, i capelli arruffati ed impiastricciati, sulla fronte un grumo di sborra ed evidenti schizzi di sperma sul viso e sul seno.
Immediatamente la baciai le infilai la lingua nella sua bocca che odorava ed aveva il sapore di sborra e cazzo, ci abbracciammo teneramente e la sentivo fremere per l’eccitazione provata, poi guardandola negli occhi le dissi “mia cara non hai finito di fare la Puttana c’è ancora un cliente da accontentare” e Lei pensando che mi riferissi a me, sorridendomi fece per inginocchiarsi per succhiarmi il cazzo…. Ma io interruppi la sua mossa “no aspetta io dopo, non sono io il tuo cliente” Lei mi guardò e mi chiese “ma chi?”
Risposi ” il laido cameriere ti vuole montare nel magazzino”, Lei mi guardò con disprezzo e mi disse “ma tu sei scemo, mica ci vado con quel porco” e io per convincerla l’abbracciai e infilando le dita nella sua morbida figa che trovai completamente allagata dai suoi umori, “ci ha raccontato che lui la femmina la fa urlare per mezz’ora e poi da quello che ho intravisto dai pantaloni, penso sia ben dotato e desideroso di montarti come una Puttana”
Lei si sciolse e la voglia prese il sopravvento e acconsentì, uscimmo dal bagno ed il laido cameriere era già li che ci aspettava e con un sorriso perverso indicò la porta del retro, io spinsi dentro la mia Troia che sentivo visibilmente schifata ma eccitata nell’essere trattata come una puttana.
Il tipo ci superò quasi di corsa e in due secondi liberò lo sgangherato tavolo e ci buttò su due tovaglie di carta.
Regina lo guardava ancora incredula per la situazione e io da dietro facendo pressione sulle sue spalle la invitai ad inginocchiarsi per succhiare il cazzo del cameriere che con estrema destrezza si slaccio la braghetta con i bottoni ed estrasse scappellandoselo un bel cazzo, non lungo ma tozzo molto grande in circonferenza.
Lo offri alle labbra di Regina che senza una parola in ginocchio di fronte a lui incominciò a leccarlo, succhiarlo con dovizia, succhiando dolcemente la cappella e scivolando con le labbra sotto lungo l’asta sino ai coglioni grossi e pelosi.
Gli leccò golosamente le palle mentre la sua mano massaggiava e stringeva dolcemente l’asta, ma il tipo non era cosi sofisticato da accettare a lungo queste dolcezze e con fare bruto quando Regina si riportò a succhiare la cappella, prese la testa della mia Amante fra le sue mani e si mise a scoparla in bocca dicendole “troia succhia sta minchia te la mando in gola, sei una Puttana, sai quante Zoccole sono passate per questo magazzino! Succhia Troia che il marito Cornuto ti guarda eccitato come un maiale, vuole vedere che gli sbatto la Moglie Zoccola”.
Cosi dicendo la fotteva in bocca senza tregua, Regina si aggrappava ai fianchi del porco per non perdere l’equilibrio, io mi accucciai dietro di Lei e sollevandole la gonna infilai due dita nella figa che letteralmente colava i umori, Regina ebbe un sussulto e venne in un orgasmo strozzato dal cazzo del tipo che la usava come una bambola di pezza.
Quando vidi che la mia Padrona ora diventata schiava sessuale del porco, non riusciva più a tenere il ritmo strinsi forte le mani del cameriere e fermai quel martellamento.
Lei si stacco da quella presa e riuscì a respirare a pieni polmoni, il tipo capì di avere esagerato e si fermò, prese fra le mani il cazzo ormai turgido allo spasimo e usandolo come un bastone si mise a strusciarlo sulle guance di Regina, lo picchiettava sul suo collo, invitandola o meglio ordinandole di mettersi a pecorina appoggiata al tavolo o meglio ordinandole ” puttanazza del cazzo mettiti a 90 sul tavolo che ti voglio montare per quella troia che sei”.
Lei eccita e da brava schiava ubbidì e appoggio il suo seno sul tavolo offrendo le sue natiche al porco e allargando le gambe.
Lui le rovesciò la gonnellina del vestito sulla schiena e si le sculacciò le sode chiappe mentre io mi misi di lato e mentre il laido si aggiustava per montarla, io le presi le natiche e gliene divaricai bene non le mani per facilitare l’ingresso nela sua bella figa del cazzo del suo toro.
Lui a quel punto con un colpo di reni glielo sbatté nella figa in un sol colpo entrando selvaggiamente e la mia Regina sentendo quel grosso bastone duro entrare sino in fondo alla sua vagina emise un urlo di piacere, si sentì di colpo piena di quel grosso bastone.
Lui si mise a fotterla con forza aggrappandosi ai suoi fianchi, la montava senza tregua, effettivamente era bravo e scopava come un martello pneumatico, forte in profondità, Regina dopo poco incominciò a godere senza tregua, erano grappoli di orgasmi irrefrenabili.
Lui la insultava, le dice a di ogni, “sei una vacca da monta, uno sborratoio da riempire, quando ho finito ti faccio montare da tutti i clienti, puttana e tuo marito è un cornuto di merda”
In quel momento cosi devastante dove ogni freno inibitorio era superato, dove la Regina si sentiva e voleva essere solo una Puttana da farsi montare, avrebbe accettato ogni cosa, anche diventare lo sborratoio di una caserma di soldati.
Lei godeva, come forse mai in vita sua e si lasciava andare alla lussuria più sfrenata, inarcava la testa e apriva la bocca, mi guardava con quello sguardo assente di chi sta godendo e non pensa ad altro, io non ce la facevo più e tirai fuori il cazzo che mi stava scoppiando offrendolo alle sue labbra.
Lui la sbatteva e io la scopavo in bocca sino a che lui dopo un tempo infinito urlando il suo godimento, tirò fuori il cazzo di colpo e le sborrò sulla schiena imbrattando le sue natiche e schizzando tutto il suo bel vestito rosso, a quel punto io non riuscii a resistere le venni in bocca schizzando il mio seme in gola senza ritegno e Lei non si sottrasse e bevve tutta la mia sborra poi si staccò e urlò ancora attraversata da spasmi e contrazioni irrefrenabili per l’eccitazione provata.
Il porco si pulì il cazzo grondante sulle sue autoreggenti e fra le sue chiappe sode e poi lo rimise dentro i pantaloni e se ne andò ridendo e farfugliando qualcosa che non capii, lasciandoci in quello squallido magazzino che sino ad un momento prima ci pareva un posto meraviglioso mentre eravamo presi dalla lussuria sfrenata.
Li chiudemmo gli occhi e ci abbracciammo, un abbraccio tenero e dolce che leniva la degradante situazione di qualche momento prima, limonavamo come due ragazzini la prima volta, le pulii il viso imbrattato dallo sperma con le dita mentre ci guardavamo negli occhi con una dolcezza inebriante che faceva da contraltare alla lussuria sfrenata di un minuto prima.
Andammo in bagno e aiutandomi con i gli asciugamani di carta le tolsi la sborra del cameriere dal vestito rosso.
Ero li da bravo cornuto a pulire la mia Troia dai residui degli amplessi, devo essere proprio un porco perso senza speranza perché mentre lo facevo le baciavo il collo, i capelli ancora impiastricciati e sentivo l’odore degli uomini che poco prima l’avevano posseduta e fottuta, mi stavo eccitando di nuovo.
Quando risistemata Regina si rimise in forma aiutandosi con la trousse che aveva in borsa e con fare disinvolto sprigionando il suo carattere fiero mi prese per mano e sui suoi tacchi dodici mi portò fuori da li guardando il cameriere che rideva raccontando la sua impresa amatoria ai suoi colleghi del bar che mentre passavamo fecero un applauso.
I due ragazzi se ne erano già andati e noi abbracciandoci come se nulla fosse accaduto raggiungemmo la nostra auto.
Li senza una parola persi nei nostri pensieri e nelle nostre emozioni con Regina che mi poggiava la sua mano sulla gamba raggiungemmo il nostro hotel.
Ci attendeva una bella doccia calda e li Regina ripresasi si inginocchiò sotto l’acqua e mi fece un pompino meraviglioso, liberatorio, senza parole accarezzandomi il petto, fu bellissimo e poi la presi in braccio e ancora bagnati la portai a letto.
Mentre stavamo abbracciati incominciò a raccontarmi quello che accadde nel bagno con i due ragazzi….

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