cambiamenti

E’ passato parecchio tempo ormai dalle mie… sperimentazioni.
Quell’esperienza nuova e trasgressiva aveva scosso le mie certezze e fatto emergere dal profondo della mia mente un nuovo e crescente desiderio, quello di essere .. guardata.
La cosa mi aveva eccitata enormemente ed in maniera del tutto inaspettata.
Nelle settimane successive non riscontrai nessun cambiamento, la mia vita proseguiva, tutto si svolgeva regolarmente… normalmente. Poi, iniziai a frequentare un ragazzo conosciuto tramite amici.
Mi stavo rimettendo in gioco con l’intenzione di andarci cauta viste le precedenti batoste, stavolta speravo/volevo iniziare qualcosa di serio e un po’ più maturo delle mie precedenti relazioni.
Uscivamo quasi tutte le sere, ogni tanto andavamo a cena a volte al cinema, oppure uscivamo con le rispettive compagnie. Tutto abbastanza regolare.. anche il fatto che quasi tutte le sere quando mi riportava a casa ci fermassimo un bel po’ sotto casa mia per “conoscerci silenziosamente” 🙂 In queste occasioni le mani erano le protagoniste, carezze e baci.. una dolce tortura.
Erano gia passate alcune settimane e ancora stavo tenendo il freno a mano tirato.
Poi capitò che, durante una sera di quelle sopracitate, mentre eravamo parcheggiati al buio vicino a casa dei miei ed eravamo intenti a coccolarci un po’.. con la coda dell’occhio vidi sul davanzale di una finestra non troppo lontana dalla macchina una persona che fumava. Riuscii a vederla unicamente grazie al bagliore della brace nel momento della boccata. Immediatamente un brivido mi percorse la schiena e intensificai il mio bacio premendomi contro il mio ragazzo. Portai la mano velocemente alla patta dei suoi pantaloni e lo sentii in tutta la sua grandezza pulsare da sotto il tessuto.
Lo accarezzavo energicamente godendo di quella sensazione che mi ha sempre inebriata.. quella di averlo nelle mie mani.
Non lo avevo ancora visto.. morivo di curiosità.. le toccatine esterne non mi bastavano più. Ero stanca di tornare a casa con la voglia e soddisfarmi immaginandomi qualcosa che ancora non conoscevo.
Staccai le mie labbra dalle sue e mentre riprendevamo fiato.. stringendo la mia mano sul suo membro duro gli dissi.. “Tiralo fuori” lui incredulo ma visibilmente compiaciuto mi chiese “Vuoi che andiamo da qualche parte?” io lo guardo un po’ indispettita ma con un leggero sorriso “Vuoi che ci ripensi?”
Senza ulteriori tentennamenti tirò indietro il suo sedile e mentre slacciava i pantaloni istintivamente portai di nuovo lo sguardo a quella finestra… e vidi che c’era ancora nell’ombra la sagoma di qualcuno.
Per un attimo , un brevissimo attimo, pensai di dirlo anche a lui che qualcuno ci stava osservando ma poi la possibilità che potesse infastidirlo.. mi fece desistere. Quando riportai lo sguardo sul mio compagno… fu il momento in cui si sfilò i boxer. Mi incantai per qualche secondo davanti a quel bel cazzo duro, dritto e svettante senza curvature o venature troppo pronunciate. Aveva una perlle rosa chiaro che lo lasciava molto scoperto mettendo in evidenza la sua cappella lucida che pur non essendo grossissima era ben pronunciata.. sembrava disegnato.. quasi finto quanto era bello. Mi sembrò abbastanza lungo, gli portai una mano sopra, cingendolo con il pollice e l’ndice della mano destra mentre volgevo lo sguardo verso di lui cercando di cogliere la sua espressione e interpretare i suoi pensieri.. Il contatto con la mia mano fredda lo fece trasalire. Cominciai a muoverla sulla sua asta con un movimento costante e leggero.. quasi una carezza. Normalmente, per fare quello che stavo facendo, avrei “volgarmente” usato la pelle del suo membro per agevolare lo scivolamento della mia mano ma in questo caso.. di pelle ce n’era veramente poca, quasi niente. Era come masturbarlo tenendoglielo scappellato…
Seppur esteticamente bello, era decisamente poco pratico.. non sapevo letteralmente come muovermi. Percepivo dai suoi movimenti che quando dalla semplice carezza aumentavo il massaggio stringendolo un po’ di più nella mia mano gli procuravo un certo fastidio e quindi allentavo tornando ad accarezzarlo e massaggiarlo più lievemente. Dopo un paio di volte che desistevo cominciavo a sentirmi un po’ incapace e sta cosa mi stava facendo uscire di testa, non so perchè sul momento non ci pensai, ma non riuscivo a trovare una soluzione.
All’ennesimo accenno di fastidio da parte sua raggiunsi l’apice dello sconforto.. lui aprì gli occhi e disse “Ale aspetta…” entrai nel panico.. stavo facendo una figura mai vista. Fossi stata alla prima esperienza potevo
capirlo ma passare per incapace.. io.. lui prosegui la sua frase “..bagnalo un po’..”
fu questione di frazioni di secondo.
Ero partita con l’intenzione di masturbarlo e farlo venire e mi sono ritrovata in questa situazione
Equivocando completamente la sua frase e senza pensarci troppo, istintivamente abbassai la mia testa tra le sue gambe inghiottento per quanto potei il suo cazzo nella mia bocca.. cominciai a muovermi su e giu tenedolo serrato tra le mie labbra. Mi sentivo riempire la bocca ogni volta che affondavo su di lui.. i suoi sospiri stavolta non mi lasciavano dubbi o incertezze. Non stavo sbagliando. Mi staccai e cominciai a leccarlo lungamente trasinando la mia lingua lungo tutta la sua lunghezza, portandola da cima a fondo e bagnandolo abbondantemente. Adesso mi aiutavo con la mano che scivolava agilmente senza attriti. Lo sentivo gemere mentre continuavo a baciarglielo e massaggiarlo, ogni tando lo affondavo nella mia bocca per bagnarlo ancora di più sentendo il piacere in lui che cresceva scandito dai suoi gemiti e sospiri. Sentivo che
stava per culminare.. si spingeva voglioso inarcando il bacino per quanto poteva cercando di farsi posto nella mia bocca che lo accoglieva ad ogni assalto assaporando il sapore acre delle prime gocce premonitrici del suo piacere.
Senza staccarmi e serrando le labbra accolsi il suo ultimo movimento sussultorio che accompagno la sua eruzione nella mia bocca. Era caldo e molto liquido, lo inghiottì senza nessun tipo di disgusto come a volte mi era capitato in passato.
Mi risollevai tornando seduta al mio posto e sicura di non aver sbagliato niente, nonchè con un pizzico di autostima, rivolgo lo sguardo al mio ragazzo che da parte sua, uscito dal suo stato di estasi temporanea, mi guarda a sua volta dicendo.. “andava bene anche della saliva sulla mano ma sono contento che tu abbia preferito fare così” sorridendomi.
Dissimulando il mio imbarazzo per l’empasse iniziale e l’equivoco successivo decidiamo di porre fine alla serata che ci aveva gia riservato troppe sorprese.. molte belle.. alcune inaspettate.. e alcune per me (come la persona alla finestra) ancora da chiarire.
Nelle sere successive tornammo più volte nello stesso posto e spesso, non sempre, c’era il nostro spettatore nascosto nell’ombra. Non ci spingemmo mai oltre a quello gia raccontato in quel luogo e presto smettemmo di frequentarlo per altri motivi. Un po’ mi è dispiaciuto e un po’ si sono venute a creare nuove situazioni che hanno contribuito a farmi dimenticare il nostro primo ammiratore.
Ma queste sono altre storie.
Si accettano volentieri commenti e critiche.
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