cameriere per bisogno

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Andrea ha 30 anni voleva trovare qualsiasi tipo di lavoro che mantenesse le spese dell’affitto: macchina, bollo, assicurazione e generi essenziali. Un giorno trova un inserzione sul giornale molto interessante, sorpreso un po’ da quell’annuncio particolare che chiedeva: un cameriere tutto fare e ben retribuito, anche disponibile ad alloggiare (e fin qui tutto normale), ma continuando a leggere richiedeva specificamente che sia Italiano e soprattutto gay, e non solo Andrea era cameriere e cuoco da anni e diplomato, ma non era gay, si sentiva etero, o per lo meno gli piace ancora la fica, non riusciva a capire perché volevano un cameriere gay. Quell’annuncio ambiguo gli balena l’idea di andarci e fargli credere che lui fosse gay, chissà sculettando un pochino senza esagerare, e poi doveva credere quello che lui affermava, sennò come potevano dimostrare il contrario, non penseranno mai a sottoporlo ad una visita medica per controllare: se ha il culorotto.
Il giorno dopo di buonumore, anche un po’ preoccupato se gli facesse veramente la visita medica, ma non gli balena di tanto da telefonare e andare all’appuntamento stabilito. Quel giorno fatidico si presenta in una villa dove un signore sulla cinquantina e ben piazzato, vestito in modo impeccabile, e senza presentazioni lo fece precedere e accomodare nel salotto, mentre lui da dietro lo guarda che sculettava con quel bel culetto tonto. Appena seduti sui divani la prima cosa che il signore gli domanda: se era gay, e soprattutto passivo!, e lui non si aspettava a bruciapelo quella frase: “Si!”, rispose a tono senza esitare. Perplesso dalla risposta affermativa, lui continua a guardarlo un po’ strano, anzi lo squadra attentamente, e poi si alza e gli gira intorno quasi compiaciuto, e non contento da quella affermazione decisa e con un certo dubbio dice: “Sicuro che sei gay, e anche passivo, non mi sembri troppo effeminato!!” Andrea rimase sbalordito dalla domanda: e prontamente ribadisce che essere gay passivo o attivo, non vuol dire essere del tutto checca? Ma lui borbotta un po’, avvicinandosi ad Andrea lo fece alzare diede un ultimo sguardo compiaciuto al suo bel culo e con la mano aperta gli da una forte palpata a quelle chiappe, mentre Andrea si lascia palpare senza reagire. “Mi dispiace non sei adatto, anche se a culo non sei niente male, peccato un bel culo come il tuo mi serviva, purtroppo per esigenza famigliare mi serve un cameriere gay totalmente effeminato. E non vorrei sgradite sorprese da finti gay, in quando dopo li trovo a fottere mia moglie!!!”, chiude il discorso e lo invita di andarsene. Andrea invece esita per un attimo senza parlare, e poi si fece coraggio dicendo: se si poteva fare uno strappo alla regola!, essendo lui gay passivo anche non totalmente effeminato da imparare molto presto a sculettare come una checca!!” L’uomo sorride a quella proposta buttata giù di sana pianta e si ferma di fronte ad Andrea, lo guarda profondamente negli occhi e sfiora con il pollice le sue labbra carnose da fargli aprire la bocca e infilarci il dito indice, imponendo a lui di succhiarlo, anche se Andrea lo succhia con devoto sperando di fargli sorvolare quel sospetto di non essere gay, e poi succhiare un dito non e un dramma, immagina se gli faceva succhiare il cazzo, quello e un dramma, e appena finito a succhiare quel dito Andrea lo vede soddisfatto che ritorna a sedersi sul divano rispondendo alla sua domanda: “Bravo! Hai capito come funziona la vita, ora vediamo se ti piace anche il cazzo, e non soltanto il dito, oppure se fai finta per ottenere il posto!? Non vorrei sgradite sorprese come gli altri candidati che fingevano di essere gay fino al fatidico prova del nove. Adesso vieni vicino a me che faccio anche a lei la prova del nove!!” “Cose la prova del nove?”, pensa Andrea. “Ora da bravo frocio che dici: di essere…, è necessario un bel pompino con l’ingoio per avviare i preliminari dell’accordo, ciò che prepara la fase preparatoria per farti il culo durante e dopo il lavoro che svolgerai in questa casa, e se mi soddisfi puoi rimanere e portare la tua roba anche domani!!”, chiude il discorso, mentre si stava sbottonando il davanti dei pantaloni. In quel momento e senza aspettarselo si presenta ai suoi occhi un bel cazzone lungo e grosso, forse sui venti sperando. Andrea era imbarazzato a vedere un bel cazzo duro e pronto per l’uso che aspettava solo di essere spompinato, anche se non si aspettava quel tipo di proposta su due piedi, poteva alzare i tacchi e andarsene, ma per motivi economici non poteva ritirarsi indietro. “Allora stronzo che cosa stai aspettando? Non vedi che freme dalla voglia di essere spompinato dalla tua bocca.. eh frocio, lo vuoi il posto, su sbrigati checca, e poi penso che non né la prima volta che lo prendi in bocca un bel cazzo duro, no! Dai sbrigati e inginocchiati che me lo devi succhiarmelo prima che arriva quella troia di mia moglie!!” Andrea si avvicina un po’ titubante e quando arriva vicino a lui quasi sviene: il signore distinto aveva cominciato a slacciare completamente i pantaloni e calarli insieme ai slip fino alle caviglie, con due gambe niente male e pelose, si stava menando beatamente a due mani un bel cazzone duro di oltre 25 con una cappella grossa da spavento, a vederlo da vicino rimase sorpreso non ha capito più niente. Guardava con gli occhi sgranati quel grosso cazzo nodoso, e poi lui gli fece cenno di abbassarsi, anche se Andrea ancora stordito dalla sorpresa e per non creare una cattiva opinione verso di se, in quando lo ha convinto in parte di essere gay, e con un groppo in gola che non poteva ritirarsi indietro scese giù dove il cazzo lo stava aspettando vigorosamente. Il povero Andrea non ha mai fatto una pompa e non si aspettava quel cambiamento di programma in quel momento, anche se non pensava quel tipo di prova, anzi forse più quello medico, e non un pompino fatto sull’istante, anche se senza aspettarselo già si ritrova nelle sue mani un bel cazzo piuttosto enorme, caldo, con le vene che pulsavano aritmicamente. “Forza frocio di merda, cosa stai aspettando? Non vedi che freme di entrare in quella bocca da pompinaro!!” Con disprezzo Andrea si avvicina alla punta del cazzo e lo lecca, aveva un sapore strano, prima lentamente e poi avvolgendolo con la sua lingua fino a catturare la cappella nella bocca. Prese in bocca quella stanga dura mentre chiude gli occhi e pensa solo ad ingoiare quella grossa cappella, allora senza pensarci molto, ha iniziato a succhiare quel pezzo di carne bagnandolo a più non posso per facilitare l’ingoio nella sua voragine bocca. “Brava troietta, vedo che ti piace succhiare i cazzi dei maschi… eeeh!? Adesso lasciami fare che do un po’ di ritmo alla pompa!!”, e così dicendo afferra la sua testa fra le sue mani ed inizia a muovere aritmicamente la sua nerchia già gonfia e del tutta dura che sprofonda in quella gola, avanti e indietro, come se stesse scopando una fica. “Bravo checca, un punto a tuo favore, non sei niente male a bocca, ciucci divinamente, su dai cazzo, leccami anche le palle e la cappella, dai stronzo, cosa aspetti a farmi godere!!” Andrea cominciai a fargli un bel pompino e prova delle sensazioni che non avrebbe mai provato prima, ci stava prendendo gusto a succhiare con molta ingordigia quel fallo di carne dura, prima la cappella, e poi piano, piano, tutta l’asta e con molta difficoltà, e poi senza accorgersi e passato a leccare anche i coglioni, cosa che non avrebbe mai fatto ad nessun uomo, ma purtroppo l’esigenza di lavorare lo spinge a diventare una troia e goderne. Ormai Andrea era in trance e si sentiva eccitato e fuori di testa: stava facendo un pompino ad un uomo nel suo salotto di casa, che non avrebbe mai immaginato in quel momento di fare quelle cose turche di leccare l’asta dura dalle palle alla punta della cappella fino a riprenderlo di nuovo in bocca e ciucciare.
Andrea non capiva più quello che faceva, voleva solo godere tanto da far uscire il suo cazzo indurito dai suoi pantaloni, mentre quel cazzo ingrossato a dismisura andava nella sua bocca a soffocarsi e con la mano gli accarezza le palle e con l’altra si fa una succosa sega, e sempre più velocemente! Mentre lui geme dal piacere e gode come un porco e si lamenta: “Dai non smettere frocio, dai più ritmo alla pompa, su troia fammi godere in quella bocca da pompinara!!!” Andrea continua a ciucciare insistentemente sempre più velocemente!, fino al culmine del pompino che sta per arrivare un fiume di sperma da inondare la cavità orale, mentre il signore continua sempre più rabbiosamente a sbatterglielo in gola fino alla fuoriusciva del liquido spermatico che gli colava ai lati delle guance che esce a fiumi, mentre lui in contemporanea emetteva dei gemiti liberatori: “Ahhhhhhhhhhh!!!!!” Andrea per non affogare toglie il cazzo dalla sua bocca già piena di sborra calda e tanta, ma proprio tanta che non riesce ad ingoiare e cerca di non sprecarne neanche una goccia, anche se dopo si affretta a leccare tutto ciò che rimaneva sulla cappella! “Tho bevi… frocione, ingoia tutta la sborra!!” Andrea rimase per qualche minuto attaccato al cazzo e ancora accovacciato su quelle gambe, mentre ripuliva devoto con la lingua il cazzo, capì di essere sempre stato una troia, ma lo stava scoprendo la sua vera natura solo in quel momento. “Cazzo che pompa da favola, ci voleva proprio!!!”, disse soddisfatto, invece Andrea in quel momento pensava solo al posto di lavoro, mentre di colpo il signore si allontana da lui sistemando l’arnese molle dentro i suoi pantaloni richiudendolo. Andrea prese un fazzoletto per ripulirsi la faccia e in fretta si solleva dal pavimento un po’ indolenzito alle ginocchia. Il signore gli dà una pacca sulle chiappe dicendo: “Ok succhiacazzo ti prendo a mio servizio, sei il migliore degli altri falsi candidati, non sei niente male a bocca, chissà domani con calma mi tocca a farti sto bel culetto e spero che sia già rotto da altri cazzi? Non vorrei sgradite sorprese, eeeh.. frocio!!”, disse con un tono ironico da liquidarlo subito su due piedi. Andrea esce dalla villa un po’ sconcertato e preoccupato cosa succederà domani quando scoprirà che e ancora vergine, e addio al posto di lavoro. Appena entra in macchina ripensa ciò che è più opportuno fare in una determinata situazione: decidere a farsi rompere il culo da qualcuno che non lo conosce, oppure da qualche amico o conoscente fidato, anche se in zona non manca i posti dove vanno i gay per farsi rompere il culo, ma lui si vergogna andarci. Ma purtroppo la priorità era la disdetta del contratto dell’affitto con l’attuale locatore, e dopo si farà rompere il culo in qualche modo da qualcuno o alla peggiore andrà in qualche ritrovo gay. Purtroppo per lui andare a parlare con Rocco il padrone di casa gli scoccia, gli deve ancora tre mesi di pigione, i soldi non li ha, anche se c’è la caparra per liquidarlo, ma potrebbe chiedere i sei mesi di affitto per estinzione anticipata del contratto. Mentre guidava i suoi pensieri su cosa dire al suo locatore e senza accorgersi si ritrova a parcheggiare sotto casa. Andrea titubante bussa alla porta di Rocco che gli apre di persona e completamente in mutande, anche se a fisico era da scartare del tutto: alto, grasso, con capelli lunghi e neri ed unti, carnagione olivastra che sembra un zingaro… per modo di dire, beveva e fumava come turco, neanche creanza di vestirsi e appena la visto si gratta il culo e anche il cazzo senza badare chi gli stava davanti.
Non gli diede tempo neanche di parlare che gli chiese a bruciapelo: cosa voleva, e lui prontamente gli risponde: che doveva parlare urgentemente di cose personali, il padrone di casa non si fece pregare da farlo accomodare in quel lercio salotto, anche se gli faceva schifo a vederlo così in quel modo: quasi nudo con la bisaccia che gli pendeva in quelle mutande lerce. Andrea guarda da sinistra a destra, e osserva attentamente quel luogo puzzolente con pavimento appiccicoso fino a risalire verso l’alto da intravedere quelle grosse cosce che apparivano pelose e grasse, e a seguire fino all’attaccatura del basso ventre, e lentamente su verso i suoi pettorali completamente di peluria da orso, e poi deluso scende giù lo sguardo verso quelle mutande che contengono un grosso bozzo a riposo. In ogni caso, era imbarazzato da fargli mozzare il fiato: vedere ampiamente quel bozzo in quelle mutande in tiro ravvicinato. Così in quei frangenti di secondi non lo aveva mai visto, era distante quasi 50 cm da lui. Non sa cosa gli fece eccitare a tal punto da sentire un certo desiderio o forse la curiosità di toccare quel grosso bozzo incartato in quelle sporche mutande, e scoprire la lunghezza di quel cazzo che stava di fronte a se. Preso da questi pensieri peccaminosi, Andrea riprende il discorso: che doveva andare via da domani per esigenza di lavoro, e non avendo in disposizione il denaro per saldare i tre mesi mancanti, e se gentilmente lui poteva chiudere un occhio utilizzando la caparra da buoni amici. Il padrone di casa lo guarda incuriosito ed inizia a toccarsi il malloppo delle sue mutande e guardare verso di lui con un sorriso in maniera strana di uno che ha capito tutto di quella situazione e specialmente all’altezza del pacco dei suoi pantaloni, che aveva notato una certa eccitazione. Con una certa flemma e senza scomporsi di tanto lo accompagna verso la cucina e senza fargli capire dove lui voleva parare gli fece un discorsetto molto chiaro: che magari avrebbe potuto trovare un accordo per il pagamento arretrato utilizzando anche la caparra, e sorvola pure sulla rottura del contratto da buoni amici da suggellare l’accordo con una bella minchia in questo bel culetto!, chiude ridendo il discorso mentre strizza il suo pacco delle mutande che si stava lentamente indurendo. Andrea non fece in tempo a rendermi conto di quello che stava accadendo che già si sente afferrato per il culo, non ci voleva credere, ma quella mano destra già gli serra con molta violenza le sue chiappe e il cazzo contemporaneamente, e senza aspettarselo viene sbattuto chino sul tavolo della cucina e tenerlo fermo in quel modo, e con voce roca gli sussurra al suo orecchio: “Se mi fai divertire, adesso zuccherino? Sistemiamo tutto su carta e sei libero di andartene anche domani!!” Non ci voleva molto a capire che razza di divertimento intendesse il porco, che senza mai lasciare la presa continua a palpeggiare laidamente le sue chiappe mentre commentava: “Non sai quante volte sto dietro a questo bel culetto liscio come una donna, lo sai zuccherino quante volte sbavo a vederti salire su quelle scale, non sai quante pippe ti ho dedicato su queste belle chiappotte scavate dai pantaloni che salivano ad uno ad uno quei gradini… eh checca. Mmmmmmmhhhhh!!!! Se lo sapevo prima che ti prudeva la prugnetta, già avresti rimediato un bel cazzone, non preoccuparti per la prima volta il dolore sarà dolorosissimo, ma poi sarà bellissimo a fotterti che sarai tu ad implorarmi di continuare a fotterti sto bel culetto!!” Andrea capii subito che non aveva molte possibilità di ribellarsi, era impossibile, cercare di resistere era invano, probabilmente lo avrebbero violentato se solo avessi tentato di opporsi, e poi non si poteva lamentarsi gli stava facendo un favore, non deve cercare nessun cazzo, ha una bella fava dura a sua disposizione, insomma come dire: due piccioni con una fava, ovvio il suo culo. Allora decise quindi di lasciarsi andare e di rilassarsi, e cercare di far capire che ci stava mugolando e allargando le chiappe per favorire la mano che cercava di infilarsi nei pantaloni per raggiungere l’ano. Rocco vedendo la sua disponibilità fece una risata che fu metà fra il divertito e l’eccitato, e dice: “Piano, piano, troietta!. Prima devo controllare se il buco e intatto, sennò nisba, l’accordo non si fa, anche se non vedi l’ora di essere fottuto dal mio cazzo, io controllo, e poi non preoccuparti frocetto, appena strappato il tuo bel culetto verginello, io dopo strappo anche il contratto… Ok finocchietto!” Andrea si blocca effettivamente gli avrebbe fatto male essendo ancora il suo buco intatto, ma non molla e lo lascia fare. “Dai troietta, non muoverti troppo sennò rischi che ti sgarrò il culo e non il contratto, rimani così a pecorina che ci penso io… a toglierti i pantaloni e suggellare l’accordo in questo buco con una bella minchia dura, eeeh… brutto frocio di merda!!”, disse con tono eccitato.
Andrea completamente soggiogato da quell’esemplare di maschio rude e grezzo, che non si accorge che già i suoi pantaloni e mutante vengono velocemente sfilati e buttati a terra, e poi assunse la posizione richiesta, piegandosi in avanti e mostrando quindi il suo bel culetto ben divaricato, che viene subito ispezionato attentamente e minuziosamente per verificare la sua verginità, mentre si sente lubrificato il suo buco del culo con l’olio di oliva extravergine, non lo fa neanche girare tenendolo fermo a carponi su quel tavolo, non aspetta un secondo che inizia a toccare avidamente le sue belle chiappette quasi con perizia e con rudezza, ma piacevole, con due dita bagnate di olio le infila di colpo in quel buco di culo che inizialmente le crespe dell’ano ha resistito tanto da farlo gridare per il dolore. “Aaaaiiiiiioooooo!!” “Mmmmmhhhh!!, sei niente male a culo, bello sodo e stretto, come piace a me, eeeh… troietta!!!”, disse mentre continua persistentemente, in modo assillante e ininterrottamente a pigiare con le dita piano, piano da diventare un piacere; il resto è successo tutto in un attimo, con la mano bagnata di oliva, ha oliato anche il suo cazzo, lui la troietta sempre ad occhi chiusi aspettava trepidante quel bel cazzo duro, anzi durissimo tanto che il porco cerca di infilare il suo grande cazzone ben oliato nel suo delicato sfintere! Prima appoggia la cappella sul buco del culo, e poi, centimetro dopo centimetro, guadagna terreno da dargli un solo colpo e infilargli tutto quella massa di carne dura in quel paio di meloni stretti tanto da fargli urlare sia dal dolore, e poi dopo dal piacere, anche se con un sorriso soddisfatto di aver espugnato un bel culo vergine, lui sbuffa. “Bravo culorotto, il contratto e rotto.. come il tuo culo!”, disse mentre la sua lunga asta dura sparisce completamente in quelle fauci carnose e profonde come una caverna! Che finalmente è tutto dentro in quel budello completamente sfasciato!, Andrea ha pianto nel prenderlo nel culo, ma è durato solo un attimo, perché poi mentre glielo sbatteva nel vero senso della parola, le sue urla si fanno sempre più insistenti fino a ridurli in gemiti goderecci, mentre quella mazza dura avanzava dentro allo sfintere sviolinando su e giù per facilitare il compito al cazzo, lui sente una manata arrivare sulle sue cosce. “Più larghe, puttano!!!” Poi una in mezzo alle chiappe, che gli fece aprire i muscoli del buco del culo. Andrea allarga le sue chiappe! Ad ogni colpo strabuzza gli occhi come se qualcuno gli infilasse un braccio nel culo! Sente quel cazzo turgido e caldo del padrone di casa salire lentamente su per il culo, e senza smettere batte di continuo la mano aperta sulla chiappa per altre due tre quattro volte, e incitarlo ad ansimare più forte. “Stasera ti faccio un culo così largo che non avrai problemi a prendere altri cazzi troia, vedrai che goderai come una vacca in calore nel prenderli tutti i cazzi del mondo, eeeh… checca!!” In quel momento Andrea lo prese nel culo da quel magnifico cazzo duro, capì finalmente che quella era la sua strada…, di essere frocio e del tutto passivo, in quanto stava godendo a prenderlo nel buco del culo tanto da dimenare le chiappe. “Aspetta troia, dove vai?!” Con mano ferma inchioda i polsi al tavolo, ormai lui dominava la situazione stando incollato sopra e poi riprese a scavare, in quel stretto e rigido budello pompava come un ossesso. “Aaaaaahhhhhh!!!, che culo stretto e caldo che tieni!!!”, disse eccitato con voce rauca, mentre il suo cazzo grosso e duro sprofondava e andava su e giù per le sue budella, Andrea sentiva nelle viscere quella grossa bestia che saliva sullo stomaco, ora al dolore si era sostituito un piacere unico, gode come non mai, e far felice il suo toro da monta che oramai pompa a tutta andazzo da ansimare come un checca persa. “Sìììììììì… fottimi il culo maschione, su cazzone… spaccami il buco del culo, dai figlio di puttana… scopami come una troia!!!!!” Il cazzo del locatore era così grosso e duro, che Andrea lo sente premuto contro le sue chiappe e avverte i suoi coglioni pieni di sborra che sbattevano sulla sua fessura completamente dilatata.
Quel cazzo duro lo fotteva dentro e fuori fino alle palle, prima piano, e poi sempre più svelto, ma tenendolo sempre stretto per i fianchi e sbatterlo come un toro infuriato. Andrea era in trance si aggrappa al tavolo della cucina per non cadere. Posseduto, impalato e fottuto… fino a sentirsi una esperta troia da capire che il batacchio si stava gonfiando ulteriormente tanto da esplodere un torrente di sperma calda nelle sue viscere, e senza neanche toccarsi, sente la sua sborra che stava esplodendo a fiotti sul pavimento. Andrea prese in mano il suo cazzo e comincia a masturbarsi al ritmo della scopata finale, e percepii quella calda sborra che infiamma il buco di culo già irritato fino all’estremo. Andrea era in preda ad una totale confusione, mentre il montone lo possedette altre due volte ed lui non dissi di no. Dopo poco il locatore si accascia sulla schiena e respira sfinito con il cazzo ancora duro e piantato in quel lurido buco del culo. Si alza completamente sazio, e tira fuori la sua minchia da quel culorotto di Andrea, e poi per finire gli diede uno strattone da farlo inginocchiare davanti a sé e schizzare sperma anche sulla sua faccia, provocando immediatamente l’orgasmo anche a lui, che con quella sborra impiastricciata e come invasato Andrea raccolse dal suo viso quei rivoli di sperma che gli colava giù lentamente che prontamente lecca tutto con molta ingordigia, mentre dall’eccitazione e singhiozzi riesce a parlare: “Voglio bere tutta la tua sborra, maschiaccio cazzuto!!!” Rocco stupito non si aspettava che la checca gli succhiasse anche il cazzo fino ad esaurimento sperma. Soddisfatto dalla fottuta, il padrone di casa strappa il contratto con la promessa di chiudere anche le utenze se lui però lo veniva ogni tanto a trovarlo, e aggiunge anche… che se lo soddisfa a pieno gli mollava pure qualche centone. Andrea soddisfatto di aver risolto l’affitto con il culo, e pensa di risolvere sempre con il culo l’altro problema, anche se quel problema doveva purtroppo al suo malgrado risolverlo con un duro allenamento di chiappe, in poche parole doveva fare la checca e sculettare se voleva quel posto. Il giorno dopo con il buco del culorotto e indolenzito e ben vestito stava caricando in macchina due valige per dirigersi verso la villa, appena si stava allontanando da quell’alloggio provvisorio fece un sospiro di sollievo pensando al nuovo lavoro. In verità, invece Andrea ha cominciato a prenderci gusto al cazzo tanto che non vede l’ora di arrivare in villa a farsi fottere da quel maschione cazzuto. Non fece in tempo di suonare che il cancello si apre, e nemmeno a scendere dall’auto che lui già lo stava aspettando all’ingresso della porta senza parlare, anzi lo fece accomodare dandogli precedenza per guardargli di nuovo quel bel culetto se sculettava come una checca. Andrea gli passa oltre sculettando verso il divano del salotto, e appena lo vide sculettare in maniera esagerata da checca, si mise a ridere sfottendolo. “Oh, eccola qua la checca persa. Dai, troia di strada, sculetta, agita quelle belle chiappette!!!” Non capisce più niente e fece il possibile per essere più checca ed eccitante che poteva fare per accontentarlo. Appena entrato nel salotto gli porge il suo bel culetto, bello tondo sodo e rotondeggiante. Improvvisamente Andrea non si aspettava che dal “lei” al “tu” gli chiese: “Come, ti chiami?” “Andrea!”, rispose incerto. Invece lui si chiama: Osvaldo (questo il suo nome, come seppe poi, e seppe anche che aveva 54 anni e sposato, e sua moglie stava in vacanza con le sue amiche). Andrea con studiata lentezza comincia a camminare per il salotto soffermando davanti ad uno specchio, mentre si guarda si abbassa a 90 gradi e da uno sguardo indietro che invita lui ad approfittare. “Allora maschiaccio il servizio me lo fai qui… oppure sul divano!!”, disse con certe moine da troia. Non sa proprio dire a che punto era arrivata la sua puttanaccine tanto che Osvaldo era comodo sul divano senza reagire alla sua provocazione. “No… non qui? Troia, anzi continui a sculettare da quella vacca da monta che sei!!” Andrea dopo qualche secondo d’esitazione, ricomincia a sculettare intorno al salotto. “Oh, eccola qua la mia checca preferita, Andrea la culona. Dai, troia da bordello, sculetta, agita le belle chiappotte grosse!!”, disse con un sorrisetto scanzonato, mentre lui Non capiva più niente: sculettava e contemporaneamente si spogliava lasciando cadere sul pavimento pezzi dei suoi indumenti restando completamente nudo, che evidenzia le sue belle chiappe, anche se gli sembrava di vivere nella realtà un bellissimo sogno o uno strano incubo.
Andrea fece il possibile per essere più checca ed eccitante che poteva fare… anche per soddisfarlo. contraeva il suo spacco di culo in un modo esagerato e provocante, bello tondo e abbastanza grosso da fargli sgranare gli occhi. All’improvviso si alza di colpo, gli sferra una pacca a mano aperta su quel bel culo sempre imponendo a sculettare, anche se continuava a battere su quelle chiappe se non sculettava a dovere, e lo fece precedere davanti fino in camera da letto e metterlo a pecorina sulle coperte, e poi comincia a spogliarsi frettolosamente. Anche se si accorse che lo guardava mentre si spogliava, lui lo guarda ridendo e poi lo riprese a provocarlo: “Ti piacciono i bei cazzoni, eeeh, troia. Bé ora ti farò provare cosa significa essere sodomizzati da un vero superdotato!!” Osvaldo si stava preparando a fottere quel bel culetto, ma prima si diverte ancora a sculacciare quelle deliziose chiappette. Andrea viene manomesso più volte da quelle mani vogliose tanto da ritrovare fra le sue gambe un bel cazzo di carne dura, senza capire si ritrova posizionato con il culo un po’ più in alto e tenuto ben fermo, mentre gli allarga ben bene le chiappe con le mani da lubrificare il buco già slabbrato con della saliva. Fu bellissimo! Andrea mugolava di piacere, mentre Osvaldo da dietro sistema per benino la sua cappella mostruosa in quel lercio buco. Di colpo spinse con violenza senza avere troppa resistenza, e in breve gli fu tutto dentro. Andrea non era più vergine, grazie a Rocco il suo locatore gli fece un bel servizio possedendolo analmente e anche oralmente, ma appena quella cappella era entrata nel budello anche con più facilità gli fece strizzare gli occhi, naturalmente il poveretto si morse le labbra per non urlare, anche se piano piano sempre più il dolore comincia ad essere più acuto, vedeva lampi di luce nelle palpebre chiuse, mentre lui riprese a reinsalivare e ricominciare dapprima pianissimo, e poi assestare certi colpi da porco zio con le anche da fargli mozzare il fiato tanto che il cazzo gli scivola meglio nel suo profondo sfintere, e senza aspettarselo lui approfitta per affondare ancora più duramente. Andrea fece un urletto di sorpresa mentre viene fottuto oramai da quel enorme stantuffo, sentiva le pareti anali dilatarsi mentre glielo tirava fuori, e poi dopo veniva aspirato come un cilindro di siringa. Era una vera bestia da monta continuava inesorabile senza sosta la fottuta, anche se si riprese da quel tremendo impatto, anche se madido di sudore soffriva e godeva, anzi godeva che soffriva. Osvaldo sbalordito ed incredulo nel vedere la sua massa enorme scomparire fra quelle chiappe da troia, mentre Andrea sospira di averlo preso tutto senza tanto soffrire da urlare: “Dai maschiaccio vai, spingi! Completa l’opera distruttiva. Spingi rompimi il culo cazzone!!” Osvaldo preso dalla frenesia si punta con le braccia su quelle spalle, e spinse con tutta la sua forza bruta facendo scivolare quel grosso palo duro in quel culorotto. Dopo circa un quarto d’ora che andava avanti e indietro dando delle bordate incredibili da possedere una forza spaventosa, che la checca di Andrea cominciava già a godere immensamente, come mai aveva provato fino ad allora con Rocco. In quel godimento surreale sente appoggiare delle mani poderose sulle chiappe da dilatarle al massimo. “Godi troia godi, questo culorotto mi fa morire, siiii! Non sei niente male puttana!!”, disse arrapato, mentre il cazzo andava per conto suo, e una mano lo solleva dallo stomaco spingendo ancora di più il culo al suo cazzo, il ritmo crebbe, diventa furioso. “Aaaaaaaaaaaaaaahhhhh!!”, urla Andrea dal godimento di piacere, o di dolore, anche se dal godimento non ci vedeva più, stava provando un orgasmo prostatico di intensità indescrivibile che con le donne non aveva mai provato. Di colpo, dopo quasi un’ora che veniva montato con molta frenesia andando fuori e dentro dal suo culo, cambiando varie posizioni, facendo roteare il culo a suo piacimento per goderne di più, fino a sentire l’attaccata della cappella di quella nerchia dura che espande nel stantuffare la budella dello sfintere ancora con maggiore attrito. “Aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhh!!!” Ruggisce Andrea godendo, mentre Osvaldo lancia una bestemmia liberatoria. Il calore di quel buco del culo aumentava intensamente da farlo sborrare, anche la checca aveva già acquisito una sensibilità da sentire i fiotti di sperma ad uno ad uno, caldi, sugosi e viscidi. Quel bel cazzone duro scarica tantissima sborra da riempire quel bel ovetto di carne, con un intensità tale che mai avrebbe immaginato di possedere un uomo. Osvaldo continua a dare colpi decisi ad ogni eiaculazione, mentre la sua sborra comincia colare in quel lurido buco del culo, anzi Andrea da brava troia cerca con le dita lo sperma e portarlo alla bocca, aveva un sapore diverso di quello di Rocco, anche se era sempre sborra.
Andrea era sudatissimo, gli faceva male boia tutte le ossa, ma si sentiva una grande troiona, non pensava che un giorno qualsiasi avrebbe dato con molta facilità il suo culo e bocca così senza pensarci ad un uomo, Rocco il suo ex locatore, e attualmente ad un altro uomo, Osvaldo il suo datore di lavoro, che se lo stava inculando da più di un’ora facendogli provare sensazioni che fino a quel momento aveva solo immaginato vedendo gli attori dei film porno. Osvaldo invece aspetta ancora aggrappato sulla sua schiena che il suo cazzo si ammosciasse un po’ e poi lo tira fuori, ci fu un risucchio e fece un flop quando uscì, non aspetta che Andrea si riprende tanto che con un salto si piazza in ginocchio davanti alla sua bocca da fargli leccare bene tutta la sborra appiccicata sulla cappella. “Adesso troia, puliscimi bene il cazzo, hai capito checca!!” Non serviva quella minaccia, in quanto Andrea glielo prese con lunghe slinguate da ripulirgli prima la nerchia e poi la cappella ormai in fase di smoscio, ma pur comunque sempre di dimensioni ragguardevoli. Andrea non si aspettava un’altra sborrata calda, che letteralmente gli inonda la bocca con altri schizzi spermatico. “Cazzo… cazzo, come godo!, siiiiiiii! Troia, sto sborrando in questa fottuta bocca da pompinara!!!” Oramai entrambi erano stanchi e sudati, lui emanava ancor di più un forte odore di maschio allupato. Tanto che Andrea venne per il troppo eccitamento, sentendosi completamente troia di aver fatto godere un uomo. “Non sei stato niente male, mi hai fatto proprio godere, era tanto che nessuno mi faceva godere con un’inculata degna di nota e sono contento che sei al mio servizio che, sarà il primo di una lunga serie di fottute… eeeh checca!?”, rise, mentre lui lo guarda malizioso. “Grazie, mio padrone!!”, rispose Andrea contento, che nel frattempo si era appoggiato con le chiappe sul letto e che sentiva un bruciore lancinante e qualcosa che colava dal buco del culo. “Adesso troia vado nella mia stanza a lavarmi, mentre tu puoi rimanere qui a riposare essendo la tua stanza da letto, non preoccuparti dormi, domani ti do le varie direttive, ok frocio!!” Osvaldo esce dalla stanza completamente nudo lasciando i suoi vestiti, mentre Andrea crolla nudo sul letto in un sonno profondo che domani gli aspetta altri cazzi da sfamare. I giorni passarono e Andrea prese attitudine nel sistemare la villa e la cucina senza creare problemi ad Osvaldo che non sempre lo montava, in quando lui spesse volte andava altrove ad altri buchi, anche se la cosa non gli faceva ne caldo ne freddo. Un giorno ebbe la fortuna di conoscere la padrona di casa che era tornata dalle vacanze, e con ella ebbe un buon rapporto più da amica che da maschio. In poche parole sapeva che era una troiona e si faceva sbattere sempre da diversi maschioni giovani e cazzuti, in varie zone della città in barba del marito. Da ella seppe che il marito lo cornificava sia con i maschi e con le femmine, e lei da meno gli restituiva il favore. Era un placido accordo prematrimoniale, importante che lei non trombava in casa, mentre lui non portava a casa nessuno e usava il cameriere gay per un surrogato quando lei non c’è in casa. Andrea invece si dava da fare con il suo Rocco che ogni tanto lo andava a trovarlo, e anche con il postino, il lattaio e l’idraulico. Un giorno come il suo solito fare, mentre i suoi padroni erano fuori casa per shopping o lavoro, oppure ai week end, lui si metteva in libertà totale per fare le pulizie domestiche: si metteva un grembiulino tutto sexy che lo copriva solo davanti, mentre con il culetto a poppa sculettava per tutta la casa fino al momento che si china per rassettare un tappeto Persiano, in quel momento non si aspettava che un bel cazzo duro si conficca nel suo buco del culo, anzi Andrea quel cazzo non lo smosse di tanto per quando ce l’ha troppo largo, e nel voltarsi per vedere chi era il padrone del cazzo, lui rimase di stucco che un bel ragazzo biondo lo stava trombando a tutto andazzo, e sbalordito chiese: come si permetteva di entrare in casa altrui per fottergli il culo, anche se lui si presenta come figlio di Osvaldo che da poco era tornato dal collegio in Svizzera, e poi replica: che rimase sorpreso da questa accoglienza ben gradita di un bel culo da fottere, anche se il buon sangue non mente, non si scompose di tanto da continuare la fottuta come suo padre e Andrea per non traumatizzarlo lo lascia fare. Beh in fondo e checca persa, in quella casa ci stava molto bene tanto che si faceva i cazzi sua, e di qualche altro cazzo di passaggio.

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