chat con Lucia

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Mi chiamo Carlo, ho 25 anni, mesi fa ho rotto con la mia ragazza, sono timido ed ora non mi resta che “conoscere” ragazze su qualche chat per trascorrere sere meno cariche di solitudine.
Ieri sera credo di aver praticato del favoloso sesso virtuale con Lucia, 20 anni, a un migliaio di chilometri di distanza. Iniziammo col parlare del più e del meno, del caldo di questa torrida estate, del sollievo portato da un temporale e della solitudine.
Lei una ragazza un po’ timida e riservata che scrive in un ottimo italiano e non da l’impressione di essere frivola, tutt’altro. Realizzo presto che non sarei riuscito a entrare in intimità con lei, non come desideravo, pensai sarebbe stato più semplice cercare un’altra interlocutrice forse più spigliata ma parlare con lei mi piaceva veramente allora decisi di proseguire. Parlammo di un sacco di cose ma di tanto in tanto il tarlo del desiderio mi assaliva ma non ritenevo opportuno portarla a un altro genere di conversazione, forse mi avrebbe risposto in malo modo forse non avrebbe capito, forse mi sentivo un maniaco.
Decisi ugualmente di provare. Le chiesi se le era mai capitato di intrattenersi in una sorta di conversazione intima, personale, di immaginare una situazione erotica con uno sconosciuto in chat. Feci un lungo giro di parole e lei, concisa, rispose in maniera affermativa specificando che era successo però solamente un paio di volte. Anche a me era successo solamente un paio di volte, durante la stessa settimana, ed avevo trovato la cosa tanto eccitante che non vedevo l’ora di poter riprovare però non so mai come introdurre l’argomento e non capisco se anche colei che c’è dall’altra parte ne ha una dannata voglia oppure se la cosa la disgusta.
Fatto sta che pian piano scivoliamo in quello che io considero il gioco della comune autogratificazione a distanza, sostenuti dalla nostra immaginazione e disponibilità reciproca a partecipare al piacere altrui e condividerne le sensazioni. Proprio come nel sesso reale. Vi racconto….

Le chiedo di immaginarmi li vicino a lei, in ginocchio alla sua scrivania mentre con le mani carezzo le sue ginocchia e con le labbra sfioro la sua pelle ma mi interrompe per dirmi che lei è sdraiata a letto e sta scrivendo dal suo smartphone. Situazione ancor migliore. Lei in camicetta da notte, indosso solo quella e le mutandine di pizzo.
Ai piedi del suo letto mi avvicino alle sue estremità per massaggiarle le caviglie e baciare la sua pelle delicata. Con la mani inizio un massaggio ai polpacci come e di tanto in tanto scorro su e giu dal ginocchio al piede, dal piede al ginocchio, desideroso di salire sempre più su sino a baciarle l’entro coscia sprofondando la mia bocca nella sua carne, immaginandola ansimare.
ogni 3-4 righe di descrizione, di fantasia, le domando come sta e lei risponde sempre che le piace. E’ di poche parole, spero si stia gustando il momento come lo sto gustando io. Sono eccitato, il pene mi pulsa nei pantaloni e sento che preme per uscire, per prendersi il suo spazio. Riprendo a scriverle
Mi soffermo un po’ sulle sue cosce, me le immagino fra le mie mani e lei immagina le mia mani sule sue cosce ma soprattutto la mia bocca che si sta avvicinando alla sua valle del piacere. Decido di non lanciami con la bocca sulla sua intimità bensì di passare al suo ombelico, alla sua pancia, voglio sentire la sua pelle morbida contro la mia bocca che schiudo appena per poterle solleticare l’ombelico con la punta della lingua mentre le mie mani la stringono lungo i fianchi e si muovono forsennate come stessero impastando. Sono sopra di lei, non resisto.
ancora 3-4 righe di fantasia, lei non scrive, le ridomando come sta e nuovamente mi risponde che sta bene ma stavolta mi esorta a non fermarmi, a proseguire senza queste soste. E’ chiaro che le piace un sacco. Io sono sempre più eccitato.
Dalla pancia mi sposto sui suoi grandi seni. Mi racconta di avere una quarta misura.
Le mie mani afferrano le grosse bocce all’esterno, le avvicino fra di loro e ci appoggio la faccia contro. Sono troppo eccitato, non resisto al solo pensiero di poterglielo fare realmente. So che sta impazzendo anche lei mentre legge le mie righe e decido, nonostante l’ammonimento precedente, di domandarle come sta. Voglio saperlo, voglio sentirmi dire che sta godendo, voglio partecipare al suo piacere, la voglio sentire rapita dalla mia fantasia. Mi confida che vorrebbe toccarsi.
Le chiedo di lasciarsi guidare da me, di non avere fretta, voglio tenerla col fiato sospeso, voglio farla eccitare alla pazzia,
Le chiedo quale mano ha libera dal telefono e con quella, la sinistra, le propongo di carezzarsi il capezzolo del seno sinistro. Io mi dedico al seno destro. Le tengo fra le miei mani, lo sollevo, avvicino le mie labbra al capezzolo e lo bacio, lo succhio delicatamente, con la punta della lingua gli giro tutto attorno inumidendolo allo stesso tempo. Vorrei morderlo e stringere forte quel seno fra le mani ma non devo farle male, voglio farle provare un piacere da estasi.
Le chiedo come va e mi risponde che le piace quello che sto facendo al suo capezzolo mentre lei, nella realtà, sta titillandosi l’altro. Scrive anche ce è bagnata, le chiedo se le andrebbe di spogliarsi, di levarsi la camicetta da notte, di smetterla di giocare da sotto e mettersi realmente comoda. Accetta e resta solo con le mutandine di pizzo. Vorrebbe toglierle anche quelle, dice che le danno fastidio, deve essere davvero molto bagnata, anzi lo ammette apertamente. Voglio tenerla sulle spine, le chiedo di appoggiare un attimo il cellulare sul letto e di guardarlo di tanto in tanto per seguire le mie disposizioni. Inizia a diventare un gioco di dominio nel quale le ordino di fare ciò che desidera però quando lo dico io, non quando vorrebbe lei.
La invito a portare la mano destra sopra le sue mutandine e strofinarle contro il suo sesso mentre con l’altra mano continua a stimolarsi il capezzolo. La invito a passare la mano sotto le mutande, a infilare le sue dita tra il pizzo delle sue mutandine e i peli della sua sicuramente favolosa passerina. Ormai non ce la faccio più neppure io e le comunico che è arrivato il momento in cui devo liberare il mio volatile allora sbottono i pantaloni e lo lascio uscire dalle mutante: è davvero sodo, parecchio umido. Le descrivo le dimensioni e lei ribadisce di voler levare le mutande. Credo sia proprio eccitata ma le ordino di aspettare. Voglio sfilargliele io proseguendo con la fantasia, aggiungendo altre righe alla nostra chat.
Aspettami, immaginami li accanto a te, anzi sopra, te le sfilo io le mutandine, sino sotto le ginocchia, sino alle caviglie, poi via sul pavimento. La tua passera è uno spettacolo e non ce la faccio più a resistere con questo pensiero. Anche lei non ce la fa più. Le chiedo se le va di iniziare a masturbarsi per me e la risposta è abbondantemente scontata. Inizia a comprendere e rispettare le regole del gioco tant’è che mi domanda con quante dita lo deve fare. Sorrido e son felice stia iniziando a entrare nella parte. Anche io vorrei entrare, in lei.
Le dico che può iniziare con una o due dita, come preferisce. Il mio pene è decisamente più grande ma non voglio chiederle troppo. Risponde che potrebbe provare con tre dita assieme e io non credo ai miei occhi, sono troppo eccitato, le do l’ok e inizio a credere che i ruoli si stanno per invertire, devo riprendere il controllo.
Ora è lei che sta facendo impazzire me.
le scrivo che sono nuovamente ai suoi piedi, le chiedo di aprire le sue gambe per accogliermi, sto indossando il preservativo, le chiedo se è pronta e intanto avvicino il mio bacino al suo puntando verso quella fantastica apertura. Lei è pronta, io non vedo l’ora di iniziare, ho atteso troppo tempo e non ce la faccio più.
le chiedo di prendermi per i fianchi e guidarmi dentro di lei ovvero di iniziare con le tre dita. Iniziamo a masturbarci al pensiero di essere sullo stesso letto, ora alterno la scrittura sulla tastiera a brevi assoli sul manico del mio strumento mentre lei prosegue forsennata e solamente di tanto in tanto mi rende partecipe della sua soddisfazione scrivendomi brevi frasi del tipo “mi piace” oppure “sento che sto per venire”.
Frasi che mi lasciano senza fiato mentre mi regalo goderecce carezze. Riprendo la tastiera e ricomincio a scriverle con la fantasia riguardo come sto bene sopra di lei, di come la desidero e inizio a scrivere anche della realtà, del fatto che è veramente eccitante, che non ce la faccio più a resisterle che mi sta scoppiando fra le dita e non trovo il tempo per scriverle perchè il mio assolo mi sta coinvolgendo troppo e immagino che anche il suo le stia lasciando poco tempo per scrivere o per leggere ma faccio un ultimo sforzo, mi calmo un poco e riprendo la fantasia
Sono dentro di lei, la sento fremere. Le scrivo che vorrei un poco della sua saliva sulle mie dita per stimolarle il clitoride mentre mi muovo dentro di lei. Le propongo di usare il pollice per simulare questa stimolazione ma lei mi ha anticipato e mi comunica che lo sta già facendo. Sta superando il maestro, riprendo a giocare con il mio arnese e sento che mi sta superando davvero, è bravissima, realizzo che è davvero avanti
scrive che è venuta
mi si blocca il fiato, fermo la mia attività per scriverle che son contento, per dirle di non andar via e di riposarsi un attimo e di aspettarmi li perchè ormai anche io sono prossimo, non ce la faccio più, accelero, sapere che è venuta per me mi eccita da morire. Procedo forsennato, sento che manca poco anche a me, le scrivo che sto venire anche io, e le domando se vorrebbe che uscissi, levassi il preservativo per irrorarle pancia e seno di caldo sperma oppure se preferirebbe sentirmi venire dentro di lei. Mi risponde di continuare così e di venire dentro il preservativo.
Le scrivo che sul finale rallenterei per fermarmi in fondo e farle sentire il mio pene pulsare una decina di volte altrettanti fiotti di sperma dentro di lei.
Lascio la tastiera e riprendo forsennato mentre giro la sedia per evitare di eiuculare contro al pc, sento salire il piacere sino alla gola, mai provata una cosa del genere in chat, mi si blocca il fiato, sento d’essere prossimo a… un sospiro a lungo bloccato ed ecco arrivare anche il mio orgasmo.
le riferisco che anche io sono venuto e le chiedo di attendermi un minuto per potermi pulire e tornare al pc.

Al ritorno era ancora li che mi aspettava, non credevo lo avrebbe fatto.
Abbiamo chattato ancora per un’oretta scambiandoci le nostre impressioni, ringraziandoci a vicenda per l’esperienza e riprendemmo anche a parlare del più e del meno come cari vecchi amici che si sentono di tanto in tanto. Davvero un gran bel feeling, come non me l’aspettavo.
Grazie Lucia, mia dolce sconosciuta.

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