chi lo fa lo riceve

Hits: 2

Era le undici e mezza di quella notte nella periferia Romana, precisamente nel Tuscolano, dove un giovane di 20 anni di nome Prudenzio che stava aspettando Nico e gli altri cinque della squadra di basket, essendo tutti alti quasi sui due metri usano il pulmino del padre di Ottavio per andare in discoteca. Nico gli diede l’appuntamento verso le mezzanotte nella piazzetta vicino al distributore di benzina che viene usato per parcheggi auto quanto nel quartiere c’é la festa, anche per ritrovi per coppie e gay, il posto piuttosto isolato dal paese. Prudenzio dalla euforia di uscire con gli amici della squadra di basket aveva anticipato trenta minuti, anche se non si aspettava di avere una avventura indesiderata. Appena giunge alla piazzola non si accorse che giungeva una macchina nera, una BMW ultimo modello che stava per rallentare, rimase alquanto perplesso quando vide che la macchina si era fermata davanti a lui da interpretare un malinteso, mentre il finestrino si abbassa intravede una persona sulla quarantina che gli chiede: “Scusi.. questa strada porta per Roma!!!” Prudenzio attese qualche minuto per non creare un imbarazzante equivoco, e poi decise di aiutarlo, ma appena giunto vicino al finestrino ed essendo alto era costretto a piegarsi per dare le cordinate, anche se vide ciò che non avrebbe mai immaginato di vedere in quella sera.
Non si aspettava di vedere i pantaloni e mutande dell’uomo abbassati dove un enorme cazzo in erezione: mai visto nulla di simile! Una sleppa di carne umana da paura che gli sventolava sulla faccia, era lungo circa trenta centimetri duro e venoso sormontato da una grossa cappella lucida e violacea; l’uomo allora senza più ritegno, gli urla: “Dai cosa aspetti spilungone, succhiamelo un po’ il cazzo!!” Il volto di Prudenzio divenne paonazzo, non si aspettava quello spettacolo tanto da ritrarre la testa. Non fece il tempo di scansarsi, che l’uomo gli prese per un braccio e strattonando lo fece porgere quasi dentro l’abitacolo, e contemporaneamente estrasse un coltello a serramanico e glielo punta sulla gola dicendo: “Allora spilungone di merda forse non hai capito un cazzo, me lo devi succhiare!, fregnone di un Tuscolano?! Non mi sono perso, era solo una scusa per adescare i fresconi come te! Ormai ci sei e fai quello che ti dico altrimenti ti garantisco che ti faccio un bel fiorellino sotto la gola!!” Prudenzio sempre più terrorizzato, capii subito che non aveva nessuna possibilità, ribellarsi era impossibile, cercare di resistere pure, probabilmente lo avrebbe scannato se solo avessi tentato di oppormi, decise quindi di lasciarsi andare e far capire che ci stava tanto da afferrare quell’enorme cazzo duro che non riesce a chiudere con le dita per quando é grosso di spessore, e di buona lena comincia a fargli una sega, ma era completamente fuori strada; infatti l’uomo incazzato lo corregge urlando: “Vedo che non ci capiamo! Devi tirarmi un bel pompino con l’ingoio, altrimenti ti sgozzo…..! E ricorda che ho le palle piene di sborra… sono mesi che non chiavo, e devi ingoiare tutto lo sperma fino all’ultima goccia!!” Non finì con quella minaccia che già gli molla una sberla fortissima in faccia da stampare tutte le cinque dita sulla guancia destra, il dolore intenso ed acuto lo fece rintronare da farlo inginocchiare. L’uomo con la forza erculea lo prese per la nuca e lo attira dentro l’abitacolo fino a portare la testa al suo bacino; Prudenzio si trova così con il busto completamente dentro e le gambe piantate a terra per quanto era alto, ma le sue labbra a tu per tu con quell’enorme cazzo incredibilmente turgido e paonazzo, sporco e che puzzava terribilmente di piscio e sborra risecchita; in un primo tempo istintivamente si ritrasse, ma quando vede una lama di coltello infilarsi sotto al gozzo della sua gola, la paura ebbe il sopravvento sulla dignità e quindi si spinse in basso facendosi coraggio: avvicina la bocca trattenendo a stento il disgusto, comincia lentamente a leccargli la punta della cappella con abbondante saliva vischiosa, quindi passare la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, poi lungo il solco e poi leccare con la lingua tutta in fuori l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto, e per non contrariarlo fece uno sforzo allargando il più possibile le mascelle da introdurre tutta quella grossa minchia dentro la propria bocca, che al massimo dell’apertura le sue labbra erano perfettamente aderente su quella massa di ciccia dura.
Per poco Prudenzio non vomitava dal disgusto, aveva un odore ed un sapore schifoso, era bagnato e viscido, ma cerca di vincere il ribrezzo ficcando quasi tutto dentro quella stanga dura come il ferro. L’uomo senza troppi complimenti lo afferra per la nuca gridando: “Succhia bene il cazzo brutto finocchione! Guarda che ti pesto a sangue, spilungone di merda! Non mi far perdere tempo succhia sta minchia vacca che sei!!” L’uomo inizia a fottere in quella bocca accompagnato con dei mugoli di godimento. Prudenzio invece cominciava a succhiare e leccare, oramai era in ballo e non poteva certo tirarsi indietro, continua a dedicarsi al pompino avvolgendo la cappella con la lingua e muovendo con la bocca avanti ed indietro. L’uomo non gli dava pace era eccitatissimo inizia a mettere le mani dietro la nuca, e con un colpo secco giù fino a sbattere le sue labbra sui coglioni duri e pelosi. Prudenzio evidentemente consapevole della situazione in cui si era cacciato, soffriva ad allarga la bocca per ricevere tutta quella stanca dura, anche se cercava di respirare il meno possibile per non soffocare, mentre l’uomo sorridente ed ancora più eccitato a causa del suo disagio, inizia a muovergli freneticamente la testa su e giù in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente stantuffandolo a dovere; in quel modo vedeva il suo enorme cazzo scomparire nella bocca del ragazzo madido di sudore e ricomparire immediatamente dopo, secondo un ritmo frenetico e rapido da introdurre tutto fino a sentire le tonsille, ma non ancora contento a tratti il suo cazzone sobbalzo ed esce da quella bocca grondante di saliva che poi lo obbliga a leccare ed a succhiare la grossa cappella. Anche se a Prudenzio non tarda molto l’effetto di gustarsi un bel cazzo duro in bocca, forse perché era l’unico del gruppo che non aveva una ragazza, oppure la sua timidezza verso le donne, oh.. quel modo violento che stava subendo forse gli piaceva avere una bella minchia che gli riempiva la bocca, purtroppo non capiva ovviamente nulla e continuava a bearsi di quel palo di carne dura da farlo entrare ed uscire dalla gola, con gusto, leccando ben bene mentre con le mani accarezzava quelle palle gonfie e sode come uova. Dal troppo godimento l’uomo teneva la testa completamente indietro poggiata sul poggiatesta, mentre Prudenzio leccava e succhiava con una certa avidità e decisione e ritmicamente immetteva molta saliva calda e vischiosa, la quale per evitare di soffocare, era costretto ad ingoiarla, ora la sua lingua grondante di saliva lottava in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente su quella mazza di carne che allarga quella bocca calda per ricevere quel cazzo succoso dell’uomo, sempre più in fondo, a sbattere nell’ugola e le tonsille.
Dopo circa dieci minuti che lavorava di bocca come una consumata prostituta di strada da sentire quell’enorme proboscide pulsare in gola, e poi una frenata di un pulmino che si era fermato vicino alla BMW nera, Prudenzio dal vociare riconosce i suoi amici che si era del tutto scordato di loro, li sente parlare a voce bassa tra loro che si scambiavano risatine ironiche e gomitate d’intesa. Nico e i cinque della squadra di basket non capivano che era Prudenzio a fare il pompino all’uomo al volante. In quei pochi secondi Prudenzio dalla vergogna fece il gesto di ritrarsi ma, anticipato nell’intenzione, si sentì afferrare con violenza i capelli della nuca e con forza si ritrova costretto a muovere la testa su e giù molto più velocemente di prima: i ragazzi stufi di aspettare il loro amico e incuriositi da quella strana e bizzarra coppia che lei indisturbata dalla loro presenza continuava a fare il pompino fuori dall’abitacolo a poca distanza da loro, anche se fecero cerchio attorno alla macchina per levarsi una certa curiosità su quella stranezza. Nico capii che non era una donna a fare un pompino, ma forse un ragazzo della sua età, insospettito gira intorno alla macchina e si mise a guardare bene dentro l’abitacolo e poi sbalordito riconobbe il suo amico Prudenzio, si ritrae incredulo e va verso i suoi amici. “Porcatroia ragazzi… Prudenzio sta facendo un pompino ad un cazzo enorme? Cazzo come glielo… allargato ben bene la bocca!!!” Prudenzio non si aspettava che gli amici invece di aiutarlo stranamente, nessuno di loro si mosse e tutti con lo sguardo voglioso continuavano a ridacchiare come fossero ubriachi davanti ad uno spettacolo divertente. Mentre l’uomo vizioso aveva capito che quei giovani era gli amici della sua vittima e per non creare un certo allarmismo fra di loro, nasconde il coltello sotto il sedile e allarga le gambe facendo spazio alla veduta, e con la mano afferra i capelli di Prudenzio che spinge la testa in avanti per farli assistere meglio a quel pompino. Il ragazzo non capiva quella mossa e prese a leccare la cappella famelica-mente, la sua lingua girava intorno all’attaccatura del prepuzio, con una mano cerca di tirarglielo fuori, riusciva a malapena a tenerlo in mano. “Che porco frocione, che sei!, quanti te ne sei fatti di cazzi fino ad ora?” Gli chiese con la voce un po’ roca, Nico.. neanche Terenzio non sa perché e non poteva rispondere: ma si sentiva un verme davanti ai suoi amici, non era frocio, non ci aveva assolutamente mai pensato che quella sera uno sconosciuto lo avrebbe stuprato, ma la situazione era proprio quella di un frocio che lo prendere beatamente in bocca. Pure gli suoi amici si erano arrapati ad assistere a quel pompino, in piedi, chi si calano i pantaloni e avevano tirati fuori degli invidiabili arnesi da monta, chi si sfilano del tutto restando nudi e mettendo in evidenza dei bei cazzi duri. Tutti intorno a lui lo guardano vogliosi, la voglia era troppa, l’uomo lancia un’occhiata maliziosa e complice verso i ragazzi come per dire: favorite anche voi di questa zoccola, e mentre Prudenzio indisturbato dalla loro presenza continua con il cazzo in bocca andando su e giù, anche se la gola era piena di ciccia la sua lingua lateralmente prese a leccare voracemente ripercorrendo l’attaccatura della cappella con la verga, con le dita scese a fatica nei pantaloni e afferra le palle, le contenevo a malapena, enormi pelose, cariche di sborra.
Prudenzio era molto impegnato con il pompino e non poteva vedere quello che gli amici gli stavano a fare, anzi sente delle mani che lo teneva sempre stretto sulle chiappe attraverso la stoffa dei pantaloni, e paralizzato in quella morsa di piacere, non poteva vedere che Ottavio gli tira giù i pantaloni e l’elastico delle mutande sfilandole completamente e gettate a terra, denudamento con le chiappe a vento mentre viene posizionato con il culo un po’ più in alto e poi viene brutalmente allargato da due mani in quelle chiappe fino a scoprire il suo buchetto del culo, appoggia la punta del cazzo eretto sullo spacco delle chiappe, e comincia lentamente a spingere con molta fatica. “Certo che uno abituato ai cazzi ce l’hai proprio stretto, ma non ti preoccuparti che te lo spacco bene da farci entrare anche i coglioni, checca!!” Ottavio sputo sul culo e con due dita unse ben bene il fiorellino di carne, poi incomincia ad infilare dentro un dito ancora cosparso di saliva per ungere meglio. “Ora stai molto rilassato e non preoccuparti. Adesso ti allargo le chiappe e ti infilo il cazzo fino allo stomaco!!” Sotto gli occhi completamente eccitati degli altri ragazzi, Ottavio si appresta a fottere il culo del suo amico, e sistema per benino la sua cappella al suo buchino vergine per poco. Mentre Terenzio sente un bel cazzo duro contro il suo buco che comincia a premere costantemente fino a dare un colpo di grazia e spingere con molta violenza, qualcosa si lacera é come se aprisse un cocomero, e in breve fu tutto dentro. La saliva stava facendo il suo effetto; il dolore ad Prudenzio cominciava a crescere mano a mano che il cazzo di Ottavio entrava dentro di lui, ma sempre deciso a non mollare. Prudenzio non poteva urlare in quanto era occupato dal pompino, anche se volesse non poteva essendo pressato da quelle mani come avrebbe potuto fare altrimenti. La cappella ora entra con più facilità, naturalmente, non poteva urlare, ma gli fece strabuzzare gli occhi e mugolare, piano piano sempre più, il dolore comincia ad essere più acuto da bloccare il pompino, vedeva lampi negli occhi chiusi, ma uno strattone ai capelli gli fece riprendere la pompa che re-insaliva e ricomincia, dapprima pianissimo, anche se Ottavio assestava bei colpi con le anche. Ad un certo punto Prudenzio sente il ventre del suo amico sopra la sua schiena e capii che glielo ha infilato tutto dentro. Per un paio di minuti ce lo lascia facendo ruotare il bacino lentamente e poi comincia a toglierlo, ma di scatto inverte la direzione, una, due, tre volte a ritmo sempre più crescente. Il culo gli faceva male e bruciava, ma il piacere era più forte del dolore da cominciare a gemere di piacere e i suoi mugolii si confondevano con gli altri due. Prudenzio si sentiva la bocca e il culo pieno di cazzi riempito e farcito indefinibile. Il cazzo scivolava meglio, madido di sudore, Ottavio affondare con più riprese in quel buco martoriato che oramai sembrava un enorme cratere vulcanica, e nello stantuffo, il rumore delle pareti anali si dilatavano, e quando nello stantuffare veniva tirato fuori Prudenzio si sentiva aspirato come un tirabuscio. Ottavio era una vera bestia da monta continuava inesorabile a fottergli il culo. “Non posso crederci, questa troia riesce a prendere due cazzi contemporaneamente, e poi ci gode!”, disse Nico sbalordito ed incredulo. Gli altri stavano ancora a guardare con gli occhi sbarrati a quella massa di carne di cazzo scomparire fra quelle chiappe, eccitati i ragazzi con i cazzi in mano si sparavano delle belle seghe. Prudenzio all’idea di prendere dentro la mazza del suo amico, gli fece drizzare ancor più il cazzo, e, sentendosi ormai completamente perso e asservito solo al piacere del maschio che affonda inesorabile il palo nel suo culo e godendo alla meglio come una troia.
Qualche istante dopo l’uomo esplose con un grugnito di piacere e tenendo la testa di Prudenzio stretto a se per evitare che potesse allontanarsi all’ultimo momento, gli sborra in bocca: una enorme quantità di sperma denso e caldo che si riversa copiosamente dentro a quella bocca famelica sotto forma di fiotti abbondanti ad elevata pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembra interminabile; l’uomo con odio gli urla: “Inghiotti, inghiotti troia, sino all’ultima goccia!!” Nonostante il profondo ribrezzo ubbidì prontamente e per la prima volta in vita sua bevve lo sperma; ad ogni fase esplosiva, la sua bocca era allagata da una quantità enorme di sperma che usciva dal cazzo e con eguale rapidità lo ingoiava, non prima inevitabilmente e con suo grande disgusto, di averlo assaporato per bene, percependone a pieno oltre al sapore, anche la densità, il calore e l’odore intenso; con quel mostruoso cazzo in bocca e nonostante il notevole impegno, non riuscì però ad inghiottire tutto; appena ingoiava spruzzi di sperma che emette durante l’orgasmo, e continua a eiaculare di continuo, la sua bocca si riempiva di altro sperma dell’ondata successiva, con il risultato che Prudenzio comincia a tossire ed il liquido spermatico comincia a fuoriuscire dalle sue labbra. A quel punto l’uomo estrasse il suo cazzo dalla bocca e continua ancora ad eiaculare addosso in modo copioso: il ragazzo si sentì investito da una sborrata abbondante e caldissima e in pochi secondi si ritrova tutto impregnato; lo sperma lo aveva inondato la bocca, il collo, la faccia, i capelli e la maglia; persino le mani si ritrova immerso della sborra bianca ed appiccicosa. L’uomo ritrasse il suo cazzone dalla bocca di Prudenzio, e mise lui ancora in imbarazzo mettendo nella mano destra un biglietto da 50 euro. “Mi ci voleva proprio! Sto bel pompino. Non sei niente male a bocca ragazzo, te li sei meritati… i 50 pattuiti!!” Fu il solo commento di quella carogna. Prudenzio del tutto mollato dallo sconosciuto e con la bocca aperta dove i suoi amici potevano vedere che la sua lingua, il palato e i denti erano cosparsi di sperma che gli colava ancora fuori dalle labbra e non poteva difendersi ne incolpare nessuno, in quando lo sconosciuto la fregato per bene. Nel parcheggio cala un silenzio interminabile; nella macchina l’uomo rimette il cazzo dentro ai pantaloni e tirava su la lampo senza scomporsi, accese una sigaretta e senza dire una parola li guarda soddisfatto, mise in moto la macchina e partì lasciando il ragazzo con un bel cazzo inculo e pieno della sua sborra. Ottavio senza interrompere la fottuta andava avanti e indietro con un intensità tale che mai nessuno avrebbe immaginato che possedeva, continuando a dare colpi decisi ad ogni eiaculazione di lui, dava delle bordate incredibili e possedeva una forza spaventosa, cominciava a godere immensamente, come non aveva mai provato fino ad allora con la sua ragazza. “Godi troia godi, questo culo stretto mi fa morire…!”, disse arrapato. Il suo cazzo andava per conto suo, con una mano solleva una gamba spingendo ancora di più il cazzo nel suo culo, il ritmo crebbe, diventò furioso. “Aaaaahhhhh…!!!” Urla, di piacere, di godimento, non ci vedeva più, aumenta intensamente con maestria la monta andando fuori e dentro in quel culo. Di colpo, scarica fiotti di sperma ad uno ad uno, caldi, si svuota le palle sudaticce da riempire quel culorotto di Prudenzio, lasciandosi ad una bestemmia liberatoria.
Ottavio aspetta che il suo cazzo si ammosciasse un po’ e poi lo tira fuori, ci fu un risucchio e come un bucatino all’amatriciana, che lui vede uscire un tarello semi-moscio da quel buco tafanato da poco dal suo cazzo, lasciando i suoi amici con le labbra pendule dallo stupore. Purtroppo Prudenzio aveva capito di quella situazione, era irreparabile e non cerca scuse o incolpare lo sconosciuto oppure farsi perdonare da una cosa che non ha colpa, il danno e fatto, come maschio e perso davanti ai suoi amici, non si diete animo, anzi come una troia affamata di cazzi si piazza in ginocchio davanti al cazzo di Ottavio da cominciare a leccare per bene tutta la sborra, lasciando il cazzo bello pulito, ma non smette quelle lunghe linguate a ripulirgli prima la nerchia poi la cappella ormai in fase di smoscio, ma pur comunque sempre di dimensioni ragguardevoli. Oramai il cazzo ha Prudenzio gli piace e non può far senza, anche se entrambi sono stanchi e sudati, e lui in particolare ansante e del tutto sbracato a terra, mentre Ottavio si tira su i pantaloni e si allontana dal gruppo. “Porca troia che cazzo di pompino….? Incredibile due cazzi ti sei pappato… hai un buco allargato ben bene dal cazzo di Ottavio! E non hai fatto una piega, come abituato ai cazzi. Ora da bravo finocchio tocca a noi!!” “Cazzo è stato ancora meglio vedere un porno! Altro che fica, da oggi abbiamo un bel buco a disposizione!!” “Già, al diavolo la discoteca, c’é una troia da soddisfare ragazzi!!” Quando Prudenzio decise di tirarsi su da terra, viene completamente spogliato e trascinato dentro al pulmino per evitare sguardi e incontri spiacevoli. Mentre Ottavio a un certo punto sente un forte bisogno fisiologico di pisciare e con i pantaloni ancora semi-calati, e lontano dal pulmino si apposta fermo a una siepe e prontamente un getto di orina calda esce dal suo cazzo moscio. Ottavio aveva la prostata piena di piscio sembra che il getto durasse all’infinito fino a diventare gocce, e poi dopo aver vuotato la vescica e dato appena una scrollata al cazzo, all’improvviso da dietro una lama gli arriva sotto la gola. “Stai fermo e zitto stronzo, sennò ti sgozzo come un cane!!”, gli bisbiglia una voce sconosciuta. Ottavio non si mosse dalla paura, stava in piedi ancora con il cazzo moscio in mano, mentre contemporaneamente altre due mani gli cala i pantaloni giù fino alle ginocchia. Non capisce quante persone sono, ma viene bloccato da quella lama tagliente. Non passa un secondo una mano gli afferra con forza il culo, divaricando le chiappe e separando il buco ancora inviolato; inizia quindi ad entrare quasi tutte le dita dentro il canale rettale; subito dopo medio e indice scivolarono fino al buco del culo e, divaricatolo, lo tenne ben spalancato. “Ora caro finocchietto, trattieni il fiato!!!” Ottavio naturalmente non aveva mai avuto rapporti anali e ora capiva chiaramente che stava per essere sodomizzato come lui ha sodomizzato Prudenzio; poco dopo infatti sentì l’enorme ed infuocata cappella appoggiarsi al suo sfintere; colto dal terrore tenta di divincolarsi, ma il maschio che gli stava dietro a lui lo minaccia con la lama alla gola. “Calma frocetto, ora sperimenterai subito quello che già il tuo amico ha provato quando tu l’hai fottuto per la prima volta!!”, gli sussurrava sfregando un palo duro nel suo culo, mentre Ottavio iniziava ad urlare: un cazzo, che le parve grosso all’inverosimile e duro come un pezzo di legno, lo sfonda all’improvviso ed impietosamente il culo penetrando rapidamente dentro lo sfintere strappandogli dei urletti di dolore: che mai, fino a quel momento, non era mai stato violato, il retto dovette cedere all’improvviso, lacerando i tessuti ed un getto di sangue inizia a colare giù per le sue cosce; il dolore, dovuto a quel violento atto di penetrazione da provocare un poderoso urlo; ma il suono non fece neanche in tempo ad uscire dall’ugola che brutalmente la sua testa viene spinta giù verso il basso e gli apparve subito un grosso cazzo duro e lo fece cozzare contro la sua bocca, Ottavio, era chino e non si rese ancora conto che lui stava ingoiando un cazzo, essendo tenuto per la nuca da altre mani, mentre un bel cazzo gli entra in bocca che approfitta dell’apertura provocata dallo sgomento, e obbligato a succhiare con due sganascioni. Passa i minuti. Gli piace. Non capisce più nulla. Succhia avidamente ed inizia ad eccitarsi, forse la situazione di quella notte, oppure la fottuta appena terminata con Prudenzio, ma fatto sta che il suo cazzo inizia ad ergersi lentamente mentre viene sbattuto davanti e dietro, anche perché alla gola premeva ancora la punta di una lama da coltello. “Urla piano mia piccola troia da monta!”, disse con tono minaccioso lo sconosciuto dietro alle sue spalle. “Sennò divento più cattivo, ti sgozzo e ti lasciò qui a marcire come un cane rognoso!!”, e chiude gettando a terra il coltello, e senza mai cacciare fuori il cazzo gli passa con entrambi le mani ai suoi fianchi da fargli alzare in su il culo, mentre ritorna ben piazzato da dietro gli ficca di brutto il suo cazzo enorme e duro in quel buco del culo che entra dentro lentamente in quel budello che si apriva del tutto dilatando con molta facilità sempre più a fondo, adattandosi al suo calibro.
Ottavio si rese conto che il suo culo era sfondato al massimo e mentre i stupratori lo ingiuria in male modo dandogli del culorotto e succhiacazzo, anche se continua imperterrito a stantuffarlo nel culo che ormai era bello e rotto che riusciva pure infilarci le palle. Come spinto da una forza sconosciuta e contento di avere una nerchia dura inculo e l’altra in bocca, e mentre succhiava, quel pezzo di carne che pulsava, gli venne voglia di afferrare quelle palle dure con la mano, anzi era tanta, ma tanta da tastare con entrambi le mani e continuare a spompinare senza mai fermarsi fino a lambirli sapientemente con tocchi da troia. “Cosa sto facendo?”, pensa. “Sono a carponi davanti a due sconosciuti, succhio e mi faccio inculare dai loro cazzi, e non solo vengo stuprato da loro, mi piace anche da matti, forse sto diventando anch’io una checca come Prudenzio!!!” Ma viene distolto dai pensieri bruscamente da due mani che afferrato per la testa continua ad infilare brutalmente un cazzo dentro a quella bocca come se fosse una fica, spingendolo fino in fondo a gozzarsi il mento su quelle palle dure e pelose. Ottavio, si masturbava il cazzo, gemendo e infilandosi sempre più a fondo il grosso cazzo di lui. Ottavio con molta foga continuava a succhiare quel cazzo duro senza mai smettere, mentre al culo si sente spezzato in due da quell’enorme mazza che gli riempiva lo stomaco, lo sentiva affondare sempre più profondamente nell’intestino; straziato dal dolore, e stupito da sentire le palle dell’uomo sbattere sulle sue magre chiappe e pungersi con i peli del pube, poi prendere a muoversi ritmicamente in lui, sbattendola sonoramente avanti e indietro. Lo sconosciuto arrapato nel vedere che il ragazzo gode nel prenderlo nel culo dice: all’altro di sdraiarsi giù a terra con il cazzo dritto, e mentre il complice stacca il cazzo dalla bocca e si posiziona a terra con un bel piolo dritto, Ottavio in un secondo si sente sfilare il cazzo dal culo e una mano da dietro che lo fa girare, e riconobbe in lui l’uomo della macchina nera che Prudenzio gli fece un pompino, non gli diede tempo di reagire e riprendersi da quella fottuta che viene ordinato di sedersi a cavalcioni su quella punta di cazzo. Non se lo fece ripetere due volte, e con estremo piacere si mette esattamente seduto sulla grossa cappella dura, che viene lestamente afferrato per le chiappe dal stupratore e allargato tutto pronto ad accogliere quella stanga dura, mentre il suo buco del culo si dilatava con facilità abituata dal primo cazzo!, non gli da neanche il tempo nel proseguire nell’abbassamento, che già si sente afferrato ai fianchi e attirato giù bruscamente. Al secondo impatto Ottavio sente che quel palo duro è stato molto violento e immediato, che gli penetra tutto dentro di colpo e sentirlo in gola; sussulta di paura, di gioia, di godimento, come un bersaglio che becca un proiettile di cannone. Rimase fermo a bocca aperta, e poi comincia a muovere i fianchi e roteare il culo in modo da adagiarsi meglio e per riceverlo più profondamente. Ad ogni colpo che gli dava, lui si sentiva come se qualcuno gli infilasse un palo rovente al culo! Tutto questo sembra farlo godere infinitamente! Anzi non demorde, aumenta sempre più il ritmo; Sentiva il suo buco del culo bello largo adesso, infatti quando nel sali e scendi riesce a prenderlo tutto inculo, Ottavio si fotte da solo, sentiva, un bel cazzo duro e caldo che pulsava nel suo retto da dilatare del tutto il buco del culo da farlo godere. Ad un certo punto l’altro lo blocca, attirandolo verso di sé con le braccia e gli dice: di stare fermo. Viene manomesso e infilato un dito nel suo buco del culo già pieno del primo cazzo, poi infila un secondo dito e comincia ad allargare il buco per fare spazio anche ad un altro cazzo, Ottavio si ferma a capì subito le sue intenzioni. “Ma che vuoi fare!?”, grida spaventato. “Noooooo!? Non insieme, no, noooooooo!!!”, implora. Ma non viene ascoltato, lo sconosciuto si abbassa sui i due e infila il cazzo nel culo già occupato dall’altro compagno e forzando un po’ riesce ad infilare anche la sua grossa cappella, ed alla fine lo incula pure lui. Ottavio si trova così ben piantato da un grosso palo nodoso e un secondo palo più grosso che gli trapanava il buco del culo, le sue chiappe slargate al massimo e dilatate a sfregio sfasciando completamente il retto. Una volta che tutti e due i cazzi furono dentro, Ottavio si sente ripieno, e il secondo complice afferra il suo compagno per le chiappe da incitarlo ancora di più a sfondare quel culo tirandolo verso di se. Il dolore è insopportabile all’inizio, ma in breve il ragazzo comincia a provare sensazioni che mai avrebbe immaginato prima, vorrebbe che quei due non smettessero mai di incularlo. Il contatto dei due cazzi dentro la budella stimolava entrambi i stupratori, che sentivano i loro cazzi ingrossarsi sempre più, fino a quando Ottavio divarica le chiappe per riceverlo sempre di più a fondo, e il suo buco è completamente dilatato da quei due cazzoni poderosi che lo fottono senza pietà. Dopo un po’ gli vennero dentro nel culo con dei urli liberatori. I due figli di puttana sfilarono i loro cazzoni posizionandoli sulle sue labbra per farsi leccare gli ultimi schizzi di sborra che uscivano dai loro cazzi frementi, anche se Ottavio ricevette una grossa quantità di sperma al buco del culo, e con ingordigia imbocca le due cappelle per non perderne neanche una goccia. Anche lui, dopo venne copiosamente urlando che stava venendo e poi schizza a terra. I due delinquenti si alzano soddisfatti e lasciano li disteso il povero Ottavio con le chiappe al vento e imbrattato su tutto il corpo di sperma, e appena si gira li vede sparire con la macchina scura nel buio della notte.
Prudenzio invece nel pulmino vide Nico che intanto si stava segando già un bel cazzo più grosso di Ottavio e pronto per godere, mentre gli altri quattro mostravano anche essi delle belle stanghe niente male. Prudenzio non fa onore al suo nome e come una checca affamata di cazzo li guarda stupefatto, senza potere evitare che il suo sguardo si posasse sui loro bei cazzi enormi ed eretti. Erano cinque grossi cazzi che si avvicinano al suo viso per sostituire ai precedenti cazzi, ed loro impazienti presero a premere sulle sue labbra, sul suo naso, dentro le orecchie, sugli occhi, sul viso e sul collo; lui eccitatissimo e ormai disinibito non sapendo che fare, prese subito ad accarezzare e a succhiare tutti i cazzi che le capitavano a tiro; i cinque alternandosi gli infilavano i cazzi in bocca e contemporaneamente le muovevano la testa su e giù; più volte Prudenzio comunque prese in bocca due cazzi contemporaneamente. Uno di loro e precisamente Nico ad un tratto si mise dietro al suo culorotto e diede un tremendo colpo di reni e il suo cazzo scivola in un colpo solo su tutta la sborra ancora calda di Ottavio che gli riempiva il culo, e penetrandogli fece fuoriuscire e colare sull’interno delle sue cosce.
Prudenzio allora inarca la schiena ed emise dei urletti di godimento; Nico spinse ancora con decisione e l’enorme palo di carne che entra completamente dentro allo sfintere, allargandole di parecchio il diametro del foro, per andare infine a sbattere contro le sue chiappe; Prudenzio emise un altro lungo, disperato ed ansimante urletto da troia; a quel punto Nico da dietro prese i suoi fianchi ed inizia a montarlo come una vacca; Prudenzio rapidamente torna allo stato di delirio raggiunto qualche momento prima; mentre l’uomo gli fotteva la bocca ed Ottavio gli stuprava il culo. Non passa molto tempo che lui inizia ad ansimare ed a emettere lamenti di piacere per poi vicino all’orgasmo perdere completamente il controllo dicendo: “Ah si, si, ancora, fottimi, fottimi, sono una puttana troia! Vi supplico ragazzi chiavatemi tutti a turno e sborratemi inculo; voi presto venitemi in bocca ho sete di sperma e tu, Nico continua a fottermi il culo!!” Nico che lo fotteva emise un gemito e venne, allagandogli lo sfintere di caldo e denso sperma; anche gli altri iniziarono uno ad uno a venire nella bocca di Prudenzio che rapidamente degustava ed ingoiava quantità indescrivibili di sperma caldo e filante; altri a turno finivano a sborrare in gola. I ragazzi a turno si alternarono, venendo varie volte ciascuno nel culo ed in bocca. E così i successivi continuarono a fargli colare sborra sulle gambe. Si succedevano con una rapidità che non si sarebbe mai aspettato. Non davano grandi spinte, e venivano quasi subito. Evidentemente il rito li eccitava molto. Alla fine Prudenzio si ritrova con il buco del culo bruciante e fradicio e tutte le gambe piene di sborra. Non osava alzarsi e resta in posizione per un po’, come una cagna in calore si agita ansimando dal piacere, Franco si porta davanti a lui porgendo oscenamente il suo cazzo congestionato: Prudenzio ormai rassegnata di essere la loro puttana, spalanca la bocca e lui glielo affonda in gola fino all’ugola con un colpo deciso, quindi lo prese per i capelli ed inizia a muoversi avanti ed indietro.
Mentre lo violentano dentro il pulmino, soprattutto e durante la violenza Prudenzio assunse varie posizioni, come vuole i loro stalloni! Dopo che fu ripetutamente violentato a turno dai suoi cinque amici che non soddisfatti lo presero di peso e venne posizionato sopra al cazzo di Alfonso che stava disteso nel pulmino che con violenza lo infilano sul cazzo al culo ormai rotto e ridotto ad un cratere vulcanico, di-slabbrato, rossissimo e sanguinante. Intanto le braccia di Alfonso che stava sotto di lui iniziava a cingerle le chiappe e stringerla con decisione e farlo calare tutto sul piolo duro, contemporaneamente due cazzi lo scopava in bocca che fu costretto ad segare gli altri due rimanenti, mentre il suo culo veniva a trovarsi innalzato e abbassato dal maschione di sotto. I cinque ora si muovevano contemporaneamente e Prudenzio travolto dalla loro foga e dai loro colpi frenetici, non capiva più nulla. Il tempo scorreva veloce, ma i maschi parevano instancabili e continuavano a scoparlo con vigore in una meravigliosa effusione. Intanto Alfonso da sotto allenta la presa e
lascia che un altro compagno prende il suo posto che lestamente lo fece alzare il busto iniziando a palpare le grosse chiappe ormai tumefatte per strizzate e palpeggiamenti, e fottute a cui erano state sottoposte; lo stallone di turno incula Prudenzio a ritmo crescente, mentre il dolore al suo culo era sempre fortissimo, ma gradatamente si riduceva, trasformandosi in godimento crescente, sempre più crescente; ad un tratto Prudenzio raggiunse l’orgasmo emettendo un gemito da vera cagna; poco dopo anche i cinque raggiunsero a loro volta contemporaneamente l’orgasmo, eiaculano copiosamente dentro ai due fori del compagno di basket; nonostante ciò i cinque non si fermarono anzi incredibilmente continuarono a chiavarlo, senza mai toglierle le verghe dalla bocca, e dal retto; incredibile soprattutto il numero di volte che eiacularono dentro di lui: orgasmo dopo orgasmo, i fiotti caldi di sperma lo stavano riempiendo totalmente. Non disdegnano di infilare, senza alcun ritegno, la loro lingua in bocca, ma dopo i primi pompini la bocca di Prudenzio incominciava ad emanare un odore nauseabondo di sperma e di cazzi che raggiunse l’indecenza nelle fasi finali dello stupro; così nessuno dei suoi compagni di squadra osa più neppure avvicinarsi col naso alla sua bocca, per non vomitare dalla puzza tremenda! “Ragazzi, per piacere aspettate un momento, mi fa male le ginocchia e vorrei sgranchire un po’ le gambe!!” “Ma si.. facciamo un po’ di pausa!!”, rispose ridendo Tommaso. “Ok, andiamo fuori a fumare, ma dopo riprendiamo, tanto mi sa che facciamo l’alba!!”, fini Martino soddisfatto.
I cinque completamente nudi escono a fumare, nel piazzale non c’era un anima viva a pagare d’oro, oppure era una bella notte d’Estate. Indaffarati a fumare e scherzando su qualsiasi cosa da non sentire la mancanza di Ottavio che nel frattempo del tutto malridotto cerca di tirare su i pantaloni e cammina con le gambe larghe verso il pulmino, appena lo videro non capirono cosa lo aveva ridotto in quel modo, incuriositi si avvicinarono. “Cazzo, é pieno di sborra dalla testa ai piedi!!” Esclama quasi divertito Nico. “Si!, ridi al cazzo, ma fottuto lo sconosciuto della macchina nera che Prudenzio gli faceva la pompa!?” “Cosa?” Esclama Nico. “Ah!, se volete un consiglio andiamo via, sennò ci rimettete anche voi il culo!!”, sentenzia Ottavio. “Beh!, se l’hai preso nel culo, forse ti piaceva!!”, disse Martino. “Forse? Ha.. ragione, potevi difenderti!!”, concluse Tommaso. “Siete bravi a parlare, ma con un coltello alla gola, e due farabutti che ti stuprano!!” “Sarà, ma per me.. se le cercato!!”, sbotta Nico. Ottavio li snobba e apre il pulmino e vede Prudenzio che giaceva ancora lì dentro inerme, terribilmente tumefatto e dolorante; il suo culo infuocato e sanguinante lasciava uscire rivoli di sperma misto a sangue che le colavano lungo le coscie ed il buco del culo, dal quale usciva pure sperma misto a sangue, praticamente aperto, era simile ad una buca da golf. “Scusa Prudenzio, non sapevo che sei stato costretto da quel figlio di puttana!!”, disse pietosamente Ottavio, mentre gli gettava i suoi vestiti addosso, anche se Prudenzio non lo poteva ascoltarlo in quanto dormiva. “Beh!, se non mi volete credere, questi sono i vostri vestiti. Io e Prudenzio andiamo via da qui!!” “Ma.. ci lasci così!!” “Il paese e a quattro passi, il pulmino e di mio padre, e lo riporto indietro, voi rinfrescatevi le cervella la notte e lunga e porta consiglio!!”, disse arrabbiato Ottavio che parte tutto sparato. I suoi compagni lo vedono sparire verso il paese, senza parlare prendono i loro vestiti. “Che stronzo!!” “si.. e proprio uno stronzo!!” “Mi sa.. con la scusa di averlo preso nel culo, si fa Prudenzio alla faccia nostra!!”, si lamenta Alfonso. “Vabbé.. lasciamo perdere, la festa e finita, su andiamo a casa!!” “Si.. ma una botticella a Prudenzio si poteva dare!!” “Lascia perdere Franco, domani chissà Prudenzio ci viene a cercare!!” “Beh!, se per questo, una botticella lo darei volentieri anche ad Ottavio tanto la presa nel culo, uno di più e uno di meno, non gli fà male no!!”, disse ridendo Nico. “Beh!, forse anche lui domani verrà a trovarci!!”, chiuse Martino. A quelle battute gratuite i ragazzi si misero a ridere come matti, mentre cercano di vestirsi alla meglio. Ma poco dopo in quella piazzola sbuca come nei film tre macchine nere che sfrecciavano e sgommavano per fermarsi vicino al distributore ed escono senza rendersi conto di quello che gli stavano capitando dodici maschi che rapidamente si denudarono davanti a loro; sette di loro erano giovani e cinque erano sulla cinquantina, tutti molto eccitati; tre dei giovani erano negri. I ragazzi li guardano stupefatti, senza potere evitare che i loro sguardi si posasse sui loro cazzi enormi ed eretti, mentre due sulla cinquantina li minaccia con una pistola. “Dove credete di andare spilungoni, restate come siete, nudi, adesso viene il bello della serata, c’é un bel divertimento per voi, dodici bei cazzi duri tutti per voi frocetti!!”, disse l’uomo che loro conoscono bene.. “l’uomo della macchina nera”. Gli maschi arrapati non diedero tempo a loro di vestirsi, che già i cinque ragazzi vengono strattonati e picchiati, e poi posizionati sui cofani delle tre autovetture con le chiappe a vento.
La prima auto: Alfonso – Tommaso con tre giovani, uno e negro. La seconda auto: Martino – Franco con le stesse condizioni. La terza auto: solo soletto con un bel negraccio Nico, mentre i cinque matusalemme guardavano divertiti la scena segando i loro cazzi. Uno di loro e precisamente uno dei negri ad un tratto si mise dietro a Martino posizionando il suo grosso cazzo sull’ostio anale; a quel punto il ragazzo lo implora dicendo: “La prego signore, non lo faccia, non sono frocio! La prego, non lo mai preso nel culo da nessuno!!” L’uomo di colore scoppia a ridere e gli disse: “Stai zitto frocio di merda! Sono i tuoi ultimi istanti da verginello!!”, detto questo diede un tremendo colpo di reni e il suo enorme e duro cazzone che frantuma la sua verginità in un secondo! E in contemporanea gli altri due negri sfondano le chiappe di Nico – Alfonso, mentre Tommaso e Franco se la cavano a ciascuno due bei cazzi bianchi, non troppo grossi come i negri. Dal dolore i ragazzi inculati dai negri inarcano la schiena ed emisero dei urli tremendi e di disperazione; i cazzi spingevano ancora con decisione e gli enormi pali duri di carne entrano completamente dentro ai quei sfinteri verginali, allargandoli di parecchio il diametro del loro ovetto anale, e per andare infine a sbattere contro la bocca rettale; la fottuta prosegue spedita mentre i ragazzi emisero altri lunghi e disperati ed ansimanti urli tremendi; mentre Tommaso e Franco non emisero nessun urlo in quanto viene tappati completamente le bocche rettali e orali, ed impegnati a reggere il ritmo dei loro stalloni che non davano spazio alcun respiro. Dopo che furono ripetutamente violentati a turno dai dodici maschi, i ragazzi erano allo stato di delirio raggiunto qualche momento prima; mentre vengono montati come delle vacche: iniziano ad ansimare ed a emettere lamenti di piacere per poi vicino all’orgasmo perdere completamente il controllo dicendo: cose senza senso; siiii, siiiii, ancora maschioni, fottimi, fottimi, sono una puttana troia! Vi supplico chiavatemi tutti a turno, sborratemi dentro e fuori, siii, siiiii, maschioni riempitemi la bocca di sperma, erano senza ritegno fino ad emettere gemiti da troie, mentre i primi stupratori allagano i loro buchi di caldo e denso sperma; anche gli altri iniziarono uno ad uno a venire nella bocca dei ragazzi che rapidamente degustavano ed ingoiavano quantità indescrivibili di sperma caldo e filante; altre sborrate sulla testa e schiena. Gli uomini a turno si alternavano, vennero varie volte ciascuno in quei fori e soprattutto i vecchi stalloni, davanti a quei bei culetti giovani, che si agitavano ansimando dal piacere, non disdegnavano di infilare, senza alcun ritegno in quei lerci buchi tafanati. I dodici uomini non esausti in quei culi ormai rotti e ridotti ad un porto di mare, di-slabbrati, rossissimi e sanguinanti; in quella sera i cinque ormai rassegnati a prenderlo nel culo beatamente, mentre gli stupratori con i cazzi congestionati: porgevano oscenamente davanti a loro che spalancano la bocca e glielo infilano in quelle gole fino all’ugola con un colpo deciso, quindi la prese per i capelli ed iniziarono a muoversi ritmicamente sbattendoli sonoramente avanti e indietro. I maschioni ora si muovevano contemporaneamente e i ragazzi travolti dalla loro foga e dai loro colpi frenetici, non capivano più nulla. Il tempo scorreva veloce, ma i maschi parevano instancabili e continuavano a fotterli con molto vigore.
Intanto i maschi raggiungono contemporaneamente l’orgasmo, eiaculano copiosamente dentro quei orifizi distrutti; nonostante ciò i maschioni non si fermarono anzi incredibilmente continuarono a fotterli, senza mai toglierle le loro verghe dure dalla loro bocca, e dai loro culi sfondati; incredibile soprattutto il numero di volte che eiacularono dentro di loro: orgasmo dopo orgasmo, I fiotti caldi di sperma gli stavano riempiendo. I ragazzi furono inculati a sangue e ripetutamente senza pietà per tutta la notte. Alle prime luci dell’alba giacevano a terra inerti, terribilmente tumefatti e doloranti; le bocche rettali e orali infuocati e sanguinanti che lasciava uscire rivoli di sperma misto a sangue che colavano lungo le cosce ed il buco del culo, dal quale usciva pure sperma misto a sangue, praticamente aperti dai cazzi presenti. L’uomo della macchina nera prima di andarsene, disse: “Allora puttanelle, vi siete divertiti?… chissà se dopo aver assaggiato il vero cazzo di maschio, vorrete solo questo!!” Sbotta ridendo toccandosi il cazzo. Mentre i ragazzi semi-coscienti, non risposero; intanto gli stupratori li lasciarono soli, nudi, dispersi qua e là, esausti ed umiliati; ma, soprattutto gli lasciarono con le bocche ed il culo abbondantemente riempiti ed irreparabilmente rotti!, anche se seppero, qualche giorno dopo, che Ottavio da lontano aveva assistito tutto e filmato la violenza sessuale da loro subita, anzi furono costretti a tacere sulle violenze subite e fare sesso di gruppo, sennò li sputtanava.

Commenti [24]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *