chissà com’era il film

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Quella sera, appena entrati, notammo la presenza di due singoli ed una coppia piuttosto anzianotta. Ci sedemmo al solito posto, in una fila di mezzo, con ampio spazio per il passaggio degli spettatori.
I due singoli rimasero fermi al loro posto, nelle ultime file. Il film stava per finire, e stava per iniziare l’ ultimo spettacolo. Sotto il leggero impermeabile che mi ero tolta appena seduta, indossavo solo un “camicione” nero molto trasparente, un perizoma in pizzo e calze nere autoreggenti.
Marco, che voleva vedere se sarei stata seguita da qualcuno, mi disse di andare in bagno, e di trattenermi un pò. Lentamente, come mi aveva detto Marco, mi diressi verso la tenda rossa che separa la sala dalla breve rampa di scale che porta ai bagni, situata all’ altezza dell’ ultima fila di poltroncine. Quando, sempre con studiata lentezza, scostai la tenda, la luce dell’ ambiente disegnò perfettamente la mia silhouette, rivelando in pieno come ero “vestita” sotto il camicione. Dapprima stetti un pò nella toilette delle donne, lasciando la porta socchiusa, poi, fingendo di lavarmi le mani, sbottonai completamente il camicione e mi soffermai a lungo davanti ai lavandini, perfettamente visibili da qualcuno che guardasse dalla tenda. Visto che non succedeva niente, tornai in sala. Avevo sempre il camicione slacciato e, quando scostai la tenda, il seno destro fuoriuscì per un attimo. Tornai a sedermi accanto a Marco. Nei pochi minuti in cui mi ero trattenuta nei bagni, era iniziata l’ ultima proiezione ed erano entrati tre nuovi singoli: uno nelle ultime file, uno nella fila dietro di noi ed un’ altro si era seduto nella prima fila dopo lo spazio e, invece di guardare lo schermo, era semigirato e mi fissava. Gli altri guardavano un pò loro, un pò l’ altra coppia, evidentemente aspettando un segnale o dall’ una o dall’ altra. L’ altra coppia li ..levò dall’ imbarazzo, forse perchè aveva già visto il film o forse, più probabilmente, perchè seccata dalla nostra presenza, alzandosi ed uscendo dalla sala. Marco inizia a succhiarmi le tette e ad accarezzarmi la fica sopra il perizoma.
Questo è il segnale che i singoli attendevano, ed iniziano la “marcia di avvicinamento”. Non si spostano direttamente da dove sono per avvicinarsi, ma si alzano..e si siedono due fila più in giù. Uno o due fingono di andare in bagno e, quando tornano su, si siedono nella nostra fila. Quello che era seduto nella fila dietro si sposta lungo le poltroncine, e si siede in quella dietro a me. Ora sono tutti abbastanza vicini, ma nessuno si decide. Sembra che ognuno di loro aspetti che sia un altro a fare il primo passo. Marco rompe gli indugi, si tira fuori il cazzo e se lo fa succhiare, alzandomi il camicione fino alla testa, esponendomi così, praticamente nuda, alla vista dei presenti. Quello dietro allunga il braccio e, con una specie di “mano morta”, inizia ad accarezzarmi il culo. Gli altri, visto che da parte nostra non c’è stato nessun cenno di rifiuto, si fanno coraggio e, in un attimo, sono praticamente circondata da uomini col cazzo in mano. Proprio quello che io aspettavo. Abbandono il cazzo di Marco ed inizio a dedicarmi agli altri, prendendoli in mano, leccandoli, succhiandoli.
Faccio appena in tempo a spompinare il cazzo di uno che fino ad allora se ne era stato a menarselo un pò in disparte, che questo mi riempie la bocca con una gigantesca sborrata. Mi sento soffocare, non me lo aspettavo, il tipo mi spinge il cazzo quasi fino in gola mentre continua a venire. Sono circondata, non posso sputare lo sperma, così, mentre un violento schizzo mi riempie di sborra anche il naso, e sento che sta per tossire, ingoio lo sperma, e poi corro in bagno a tossire, a soffiarmi il naso e a sciacquarmi accuratamente la bocca
Marco mi segue…e non solo Marco. I quattro “superstiti” aspettano che abbia finito.
Marco mi toglie il camicione e il perizoma ed io, completamente nuda eccetto le autoreggenti, mi preparo ad affrontare la…situazione.
Mentre le loro mani mi toccano, frugandomi in ogni centimetro del mio corpo nudo, mentre sento lingue che mi leccano, dita che si infilano nella fica, nel culo, riprendo a masturbare e a succhiare cazzi.
Cazzi, solo cazzi. In quelle circostanze non mi interessa minimamente delle “persone”. Le persone non esistono, esistono solo i cazzi con cui giocare, da far indurire nella mia calda bocca per poi abbandonarli e passare ad un altro. A volte, io e Marco ci divertiamo pensando che loro credono che io sia la loro preda. In realtà, sono loro la mia preda. Quello che fanno, lo fanno solo perchè noi glielo permettiamo, e glielo permettiamo perchè è esattamente quello che “noi” vogliamo e cerchiamo.
Uno dei quattro si sottrae precipitosamente alla mia mano e va a scaricarsi nel lavandino. A quel punto ne sono rimasti tre: uno con un cazzo “normale” e due con cazzi di grosso calibro. Marco mi dice di occuparmi di quello normodotato e di spompinarlo fino a farlo sborrare in bocca.
Mi accovaccio sui talloni e lo spompino di gusto, lo faccio arrivare fino in gola, con la punta della lingua gli lecco le palle, succhio avidamente mentre lo insalivo per farmelo scivolare meglio in bocca, muovo la lingua sul glande mentre è in fase di…risalita finchè quello, dicendomi: “Sì, daiii, troia, siii…succhialomelo..cosiiiì”, mi riversa in bocca tutto lo sperma che sputo nel lavandino, poi gli riprendo il cazzo in bocca e continuo, delicatamente, a leccarlo e succhiarlo finchè non elimino ogni traccia di sperma.
Mi risciacquo la bocca ed eccomi pronta a spompinare i due restanti, ma Marco ha ben altre idee. Con l’ aria più “normale” e tranquilla del mondo dice: ” Bhe, ragazzi, a qualcuno di voi due non piacerebbe incularla?”
Dopo un attimo di esitazione, i due rispondono insieme: “A me sì, eccome”.
Ora capisco perchè Marco ha voluto che facessi godere il normodotato con un pompino: essere inculata da lui sarebbe stato troppo…normale. Guardo con più attenzione i due cazzi: se uno è grosso, l’ altro lo è di più, e più lungo. Per fortuna, hanno entrambi la cappella “a punta”, che favorisce l’ introduzione.
Marco, passandomi la vaselina e un guanto in lattice, mi dice di lubrificarmi, mentre lui scatta foto su foto.
Mi prendo tutto il tempo necessario: inserisco prima un dito, poi due, ungendo accuratamente il canale. Quando sono ben lubrificata, mi metto alla pecora, pronta per il primo. Marco sta valutando i cazzi: uno si è messo il preservativo. E’ quello col cazzo più “piccolo”. Marco gli dice di cominciare lui, e quello si precipita.
Entra bene, lentamente, con delicatezza. Non sento alcun fastidio, anzi, comincia a piacermi. Sento il cazzo che, all’ inizio un pò…semiduro, diventa sempre più rigido, più grosso mentre quello mi incula sempre più convinto. Adesso mi sto decisamente eccitando, ma quello non accenna a carezzarmi la fica, si è aggrappato ai miei fianchi e stantuffa incurante di me.
Allora gli afferro la mano destra e me la porto sulla fica ormai fradicia. Quello, finalmente, capisce ed inizia a masturbarmi. L’ inculata sta durando da alcuni minuti. Probabilmente il preservativo gli toglie sensibilità. Il cazzo è sempre durissimo, ma il tipo non accenna a venire, si muove nel mio culo sempre con lo stesso ritmo. Sembra più un esercizio di ginnastica che un’ inculata. Sto per venire, prendo due dita del tipo, me le infilo in fica, mi sento completamente sfondata e godo in un lungo, intenso orgasmo. Godendo ho istintivamente contratto sia i muscoli della fica che quelli del culo e, forse per questo anche il tipo, dicendo in un soffio semplicemente….ohhhh siiiiì….finalmente mi gode in culo. Sento, attraverso il preservativo, il calore dello sperma, e questo mi eccita nuovamente.
Quello si toglie e, immediatamente, sento la cappella dell’ altro cazzo puntata sul buchino. Anche questo non è al massimo dell’ erezione, ma, grazie ai muscoli ancora rilassati, entra senza problemi.
Lo sento gonfiarsi ed indurirsi ad ogni movimento, mi sembra sempre più grosso, più lungo….e mi piace. Questo ci sa fare, sa come muoversi, mi “sente” sotto di sè, percepisce l’ eccitazione crescente. Mi accarezza la fica ma io gli tolgo la mano: voglio godere solo con la penetrazione. Raramente mi è capitato, ma sento che questa è una di quelle volte. Il grosso cazzo mi riempie completamente, la sottile divisione fra culo e fica è superata. E’ come se il tipo mi stesse scopando…anzi…immagino di essere scopata e godo nuovamente, con un orgasmo tanto intenso da lasciarmi letteralmente senza fiato, le gambe mi tremano, devo afferrarmi saldamente agli stipiti della porta per restare in piedi.Capisco che anche il tipo sta per godere….non voglio farmi sborrare in culo e gli dico: esci e sborrami sul culo. Quello non aspetta altro: si toglie, si inarca, lancia un urlo roco e mi riempie l’ inizio della schiena e la chiappa sinistra di sborra bollente. La raccolgo con la mano, impedendo che cada a terra, e poi lecco avidamente le dita intrise di quella…crema.
Aiutata da Marco, mi risciacquo accuratamente poi, ultimi, usciamo dal cinema e ci dirigiamo al nostro “rifugio”, per dare inizio ad una lunga, esaltante, notte d’ amore.

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