Ciao Veronica

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Ciao Veronica,
avrei voluto salutarti, lasciarti con un sorriso guardandoti negli occhi.
Avrei voluto dirti semplicemente ciao, non so da dove cominciare, lascerò parlare la voce del mio cuore colmo dei nostri ricordi, sperando che le mie parole arriveranno fin lassù.
Tutto ebbe inizio in quel lontano Natale di diciotto anni fa.
Notando subito la tua presenza in quel salotto addobbato a festa, eri seduta di fianco il camino acceso con i tuoi cari su quel divano enorme difronte a me.
Eravamo entrambi presi da tutt’altro.
Io stavo giocando a carte per creare un po’ di confidenza con i presenti e conoscere il più possibile i parenti di tua cugina (oggi diventata mia cognata), cercando di attirare la tua attenzione in qualsiasi modo, anche con una semplice risata.
I nostri sguardi s’incrociarono, ebbi un sussulto, ci guardammo senza sosta, quell’istante sembrava non finire mai.
Quei occhi color ghiaccio, di più belli non ne ho visti e mai li rivedrò, i tuoi capelli biondo platino, lisci come la seta, i tuoi lineamenti perfetti per i tuoi quattordici anni.
Faccio fatica nel continuare a scrivere, ma non mi lascio sopraffare dai ricordi.
Con una scusa lasciai perdere di giocare a carte per gustarmi meglio quella situazione che si era creata.
Avevo notato che, anche tu eri meno presente nei discorsi dei tuoi cari, rispondevi a monosillabi!! Quanto eri dolce.
La serata si svolge al termine, saluto di rito fra tutti i presenti, man mano che ti avvicinavi non vedevo l’ora di stringerti la mano.
Ero nervoso, appena ci siamo stretti la mano, dentro di me ebbi di nuovo un sussulto, lo stomaco in subbuglio, le mani mi sudavano, ci siamo guardati e notai le tue gote rosse, eri bellissima, per spezzare quell’imbarazzo ci siamo messi a ridere.
Tua cugina ci ha presentati ed andammo via.
Fremevo nel tornare a casa con mio fratello per riempirlo di domande. Volevo sapere tutto di te, dovevo sapere tutto di te.
Chi eri, cosa facevi, quanti anni avevi, perché non ti avevo mai vista prima, insomma lo bombardai di domande.
Mio fratello mi aveva detto che se volevo le risposte le domande potevo farle direttamente a te, perché mi aveva detto che saresti rimasta per tutto il periodo natalizio.
Passai una notte insonne, non riuscivo a trovare pace nel mio letto, non capivo cosa mi stesse succedendo, di ragazze ne avevo viste tante, però nessuna mi aveva fatto quell’effetto, finalmente Morfeo mi portò dentro il suo fantastico mondo dove ho rivisto i tuoi occhi.
Mi svegliai presto, non riuscivo a smettere di pensarti, eri entrata dentro di me come un ciclone.
Era davvero tanta la curiosità di vederti e riempirti di domande.
Mi affrettai ad andare in cucina per fare colazione, avevo un certo languirono, come sai il buonumore mi mette fame!
Accesi la TV per vedere qualche cosa, ma non c’era niente d’interessante, facevo zapping da un canale all’altro, per finire dove c’erano le previsioni dell’oroscopo, quando ho sentito che nel segno del capricorno si sarebbe prospettata una piacevole giornata, pensai che le cose stavano andando bene.
Non credevo all’oroscopo, però quel giorno avrei creduto a tutto pur dì auspicarmi una delle migliori serate.
Aspettai mio fratello in cucina per sapere il programma della giornata, purtroppo come ben sai all’epoca dipendevo da lui se volevo andare da qualche parte, essendo lui il fratello maggiore e patentato!
Mi ha detto che si partiva nel primo pomeriggio per andare a casa di tua cugina, quelle ore sembravano non passare mai.
Dopo pranzo andai in camera per prepararmi, mi feci una doccia al volo, bagno nel profumo!
Quel profumo che a te piace tanto, gai mattiolo that’s amore, camicia bianca e jeans stretto, ero pronto per vedere quei occhi di ghiaccio.
Finalmente si parte, entrato in macchina ringraziai mio fratello per avermi coinvolto in ciò che faceva, altrimenti non ci saremmo mai conosciuti.
Arrivati a casa di tua cugina entrai subito dentro, dovevo parlare con lei, avevo bisogno di fargli qualche domanda su di te.
Mi ha confessato che quella mattina anche tu avevi chiesto di me e semplicemente dicendomi che saresti arrivata da lì a poco, così ogni nostra curiosità sarebbe sparita.
Suona il campanello, tua cugina apre la, tu che entri ed io che non capisco più niente.
Quella strana sensazione mi prende un’altra volta, sento un calore su tutto il corpo.
I nostri sguardi s’incrociano, ci salutiamo, sei troppo dolce quando sorridi, le tue gote rosse che colorano il tuo bel viso, quelle piccolissime lentiggini appena accennate sul tuo nasino, un’armomia. Eh chiudo gli occhi e penso a te, impossibile dimenticare.
Mio fratello è in salotto con i tuoi zii e cugini che parlano del più e meno, io e te seguiamo tua cugina, che va verso la sua camera.
Rimaniamo per ore a parlare, inizialmente in silenzio, era tua cugina che , con il suo carattere spiritoso prese iniziativa e spezzò il ghiaccio.
Poi a turno abbiamo iniziato a farci domande, a parlare di tutto, la scuola, i nostri piaceri, la musica, hobby, insomma un dialogo innocente, anche perché non mi sarei mai permesso di andare oltre, quel momento non doveva finire mai.
C’era attrazione, il giusto feeling, anche tu eri attratta da me.
Quel tuo accento partenopeo che mi scaldava il cuore.
All’epoca eravamo giovani ed acerbi, entrambi quattordicenni, con le prime curiosità sulla parola amore.
Tua zia richiama l’attenzione di tutti, era pronta la cena, cuoca superba, ci teneva a far bella figura.
Si prospetta una splendida serata, tra chiacchiere e risate, portata avanti innanzi a quel bel camino dove ti ho visto la sera prima.
Purtroppo arriva quasi l’ora di andar via.
Dovevi tornare a casa di tua nonna, che si trovava lì vicino.
Presi l’iniziativa di riaccompagnarti fino al vicolo con la scusa di prendere una boccata d’aria, tua cugina e mio fratello si misero a ridere.
Dovevamo essere proprio così impacciati e teneri.
Arrivati al vicolo ci siamo messi l’uno difronte l’altra, i nostri sguardi non volevano staccarsi, attratti come una calamita.
Presi coraggio eri con le spalle al muro, mi sono avvicinato e ci siamo baciati.
Wow, che spettacolo, dentro di me c’era una festa.
I nostri corpi uniti da un tenero abbraccio, le nostre mani strette l’una nell’altra.
Quel bacio infinito, bello, dolce, caldo, le nostre lingue che s’intrecciavano in una splendida danza.
Non so quanto tempo era trascorso, ma la voce di tua nonna ci fece tornare con i piedi a terra.
Siamo rimasti lì per altri due minuti, il tempo di dirci ciao ed un tenero bacio sulle labbra.
Era stato il nostro primo bacio, quel bacio che nn ci ha mai separati sentimentalmente.
Da quel bacio passarono altri giorni insieme, a breve dovevi ripartire con la tua famiglia per Napoli.
Non so quando ti avrei rivista, no so quanto sarebbe durata la nostra storia.
Ci siamo scambiati i numeri con la promessa di sentirsi tutti i giorni, anche con un semplice messaggio.
Arriva il giorno della partenza, i baci avevano un sapore salato per le lacrime che scorrevano sulle nostre labbra.
Dovevamo aspettare le vacanze estive per vederci, per vedere quei occhi di ghiaccio.
‘Fine prima parte’
Sono graditi commenti
La storia continuerà se vi è piaciuta.
È una storia vera, dedicata ad una persona che non c’è più la quale ho tanto amata. .

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