Cortina: amori e corna

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Natale è passato… Per fortuna.
Congedati in fretta i parenti del Mauri (che mi hanno invaso la casa dal 23 al 27!!!) e caricata la macchina, partiamo e restiamo subito ingolfati nel traffico della Tangenziale. Quando sarò ricca mi farò una moto e manderò tutti a cagare.
Vabbè, passata la barriera le cose migliorano… Finché dopo Verona non comincia a nevicare. Per fortuna ho fatto montare le gomme da neve, così quando il Mauri accosta spaventato, posso finalmente guidare io.
Arriviamo a Cortina in orario non ostante tutto.
Parcheggio nel garage dell’albergo, congratulandomi con me stessa per aver costretto mio marito a prenotare nello stesso albergo scelto dal Fabio anche se è uno dei più costosi: almeno abbiamo il parcheggio coperto, la piscina per la Giusy, le terme e la palestra per me, quando il tempo si mette al brutto… E in due settimane, sicuramente succederà.
Ci sistemiamo nella nostra piccola suite, e la Giusy corre ad esplorare il thermarium, mentre l’ameba di mio marito si butta sul letto perché è stanco (ma se ho guidato io!).
Io ne approfitto per controllare sul telefonino gli sms di Eva: purtroppo loro arriveranno solo domani sera perché il Fabio ha da fare a Brescia, ma lei è già in Italia e spasima di rivedermi… E io di rivedere lei!
Spendo le ultime ore della giornata affittando sci e scarponi e comprando lo skipass per tutto il periodo, faccio un salto in farmacia a comprare una confezione doppia di sonniferi, poi raggiungo la Giusy in piscina: a lei sciare non piace, e si è già prenotata un corso di nuoto intensivo con lezioni tutti i giorni per due settimane… Lei è un pesce, starebbe sempre in acqua se potesse.
Quando torniamo in camera, l’ameba dorme ancora.
Lo sbrandiamo, ci cambiamo e lo trasciniamo a cena, così almeno paga lui.
Dopo cena, miracolosamente, convinco il Mauri ad andare tutti alla discoteca dell’albergo.
Per Giusy è la prima volta, ed è estasiata. In fondo ha dodici anni, quindi perché no?
Ci divertiamo, e riesco perfino a costringere mio marito a un paio di lenti…
Quando torniamo in camera per mettere la Giusy a letto, lui è tutto ingrifato. Nostra figlia ha una cameretta separata, quindi noi abbiamo la nostra intimità, così…
Credeteci o no, il Mauri riesce a farlo due volte.
Cazzo, la montagna gli fa bene!
Non che io mi diverta molto: entrambe le volte durano un paio di minuti ciascuna e si concludono con una venutina davvero modesta, senza che io mi sia neppure veramente riscaldata, ma in confronto alla performance media del mio legittimo sposo, si tratta pur sempre di un episodio da ricordare…
Lui si addormenta di schianto, e a me rimane da farmi un ditalino e poi da leggere un libro prima di addormentarmi e sognare la mia piccola Eva…
Il giorno dopo mollo a letto il Mauri ancora spossato dalle attività notturne (tanto lui non sa sciare), lascio la Giusy in piscina, e mi precipito alle piste da sci, dove intendo passare la giornata.
Il sole splende glorioso sulle Dolomiti, io mi imbratto il viso di crema solare e mi butto a testa bassa.
Sono un’ottima nuotatrice, ma scio molto meglio di come nuoto. Adoro la velocità, sentire il vento sul viso, l’adrenalina nelle discese libere e nei salti, l’ebbrezza di superare tutti… Peccato che mi ritrovi quasi sempre a sciare da sola, visto che non conosco nessun amico/amica/amante capace di starmi dietro.
Immagino che la mia olandesina non sia più brava degli altri, quindi sono decisa a sfruttare ogni momento senza di lei per sfogare la mia passione.
Prendo anche un istruttore, dopo aver precisato di essere già brava per conto mio, e con lui approfondiamo un po’ il mio stile e la postura, perché voglio migliorare un po’ in eleganza.
Si tratta di un bel tipo sulla trentina, abbronzantissimo, biondastro e con gli occhi azzurri, il fisico aitante e muscoloso sotto la tuta da sci olimpionica… Un po’ giovane per i miei standard, ma per un momento ci faccio un pensierino: Potremmo appartarci in un boschetto a bordo pista e farci una bella sveltina contro un albero…
Accantono rapidamente l’idea, impaziente come sono di rivedere Eva.
La Maserati del Fabio arriva in prima serata, e io sono nel garage ad aspettarli.
Il Fabio resta lì a guardare sorridendo, mentre io e Eva ci abbracciamo e ci baciamo appassionatamente, quasi con le lacrime agli occhi per la gioia. E’ una buona cosa che non sia geloso ne’ possessivo nei confronti di nessuna di noi… Così dopo aver baciato Eva per almeno venti minuti, mi dedico anche a lui, che a sua volta si merita un bel bacio: in fondo è il maschio migliore che abbia incontrato negli ultimi dieci anni o giù di lì.
Li lascio andare per sistemarsi nella loro suite, con l’intesa di ritrovarci più tardi in discoteca.
Ceno con i miei, approfittando dell’occasione per far ingoiare al Mauri un paio di sonniferi di quelli comprati la sera prima, poi riporto tutti in camera: anche la Giusy, esausta dopo tutte quelle ore di nuoto, crolla nel suo letto, mentre il Mauri resiste appena abbastanza da spogliarsi.
Rimbocco le coperte a entrambi, mi metto in ghingheri e raggiungo i miei amanti in discoteca.
Non mi sembra vero di essere di nuovo con Eva e Fabio… Sembra un’eternità dall’ultima volta che siamo stati insieme!
Eva è splendida: i suoi lunghi capelli così biondi da sembrare bianchi sono sciolti sulle sue spalle esili, e frustano il suo collo da gazzella mentre balla… Il vestitino corto da stupro le scopre gambe e braccia, rivelando le sue forme slanciate e armoniose – ancorché sottili – da adolescente ancora un po’ acerba.
Fabio potrebbe essere facilmente suo padre, ma un padre in forma smagliante, aitante e giovanile nel suo completo da yachtman che rivela il suo fisico sportivo, asciutto e muscoloso.
Per parte mia, sono fiduciosa di apparire all’altezza: alta come loro, slanciata, magra, un po’ muscolosa, ma perversamente seducente nei miei jeans attillatissimo con blusa di seta e stivali a metà polpaccio che disegnano le mie curve posteriori da ventenne.
Balliamo, beviamo, chiacchieriamo, e poi torniamo a ballare… La serata è fantastica, e spero non debba finire mai.
Mi aggiornano sulle loro vite, io racconto di me, ridiamo, ci esibiamo come ragazzini, e soprattutto continuiamo a ballare.
Poi, a metà di un lento, Fabio si fa indietro e mi offre galantemente a Eva, perché noi si possa ballare un po’ fra noi… Lui sa bene cosa ci sia fra l’olandesina e me, e non è geloso neanche un po’.
Eva mi getta le braccia al collo e io la conduco come se fossi un uomo, gustandomi il contatto del suo corpo contro il mio, mentre lei mi sussurra parole dolci all’orecchio…
Quando la musica finisce, Fabio ci bacia entrambe e si scusa con un sorriso: deve vedere una persona per affari, e del resto immagina che a noi due farà piacere un po’ di intimità, dopo una separazione così lunga… Possiamo usare la loro suite, lui farà sicuramente molto tardi.
Non mi sembra vero, aver trovato un uomo così sensibile e comprensivo, e così maschio e forte al tempo stesso!
Lo baciamo con gratitudine sulla bocca tutte e due, e poi ci avviamo, mano nella mano.
Eva mi guida alla porta della loro suite, un piano al di sopra della nostra e assai più lussuosa… Poi si chiude la porta alle spalle e si getta fra le mie braccia.
Facciamo l’amore per ore… Mi sembra di essere in paradiso.
Poco prima dell’alba mi faccio forza e mi rivesto per tornare alla mia suite prima che i miei si sveglino. Fabio non è ancora tornato, ma c’è il rischio che l’effetto del sonnifero che ho rifilato a mio marito si esaurisca e lui si accorga della mia assenza.
Mi infilo nel lettone accanto al Mauri che russa ancora beato, e mi addormento di schianto, ancora col sapore di Eva sulle labbra.
Il giorno dopo per una volta sono l’ultima ad alzarmi.
Raggiungo il Mauri e la Giusy a colazione, poi li lascio in albergo a godersi rispettivamente il thermarium e la piscina, e mi precipito sulle piste da sci, dove ho appuntamento col Fabio.
Ci troviamo in cima dopo un paio di sms, e dopo qualche pista insieme (anche lui si rivela un ottimo sciatore, quest’uomo è davvero fantastico!), ci fermiamo a una baita per uno spuntino.
Siamo tutti e due un po’ stanchi: non abbiamo dormito molto, e lui in particolare ha lavorato fino all’alba.
Mi spiega che la sua in effetti è una vacanza di lavoro, programmata da più di un anno. E’ a Cortina per incontrare un uomo d’affari russo, con cui è in trattative da tempo, e con il quale conta finalmente di chiudere un affare dannatamente importante. Il tipo ha mandato suo figlio, che gli fa da braccio destro, e hanno discusso tutta la notte, risolvendo diversi problemi ma senza arrivare ancora a una conclusione.
– E’ davvero un osso duro – ammette il Fabio – Si è portato dietro la moglie, ed è pronto a contrattare stretto fino all’ultimo per spremermi le condizioni migliori e fare bella figura con suo padre, che arriverà solo in un secondo tempo per chiudere l’affare… Ammesso che troviamo un accordo, naturalmente!
– Uh… Capisco – faccio io, che di finanza non capisco molto – Ma questo significa che non avrai molto tempo per noi.
Lui sorride: – Sicuramente troveremo un po’ di tempo per stare insieme, Patrizia… Ma sono sicuro che quando siete insieme, tu e Eva non sentite troppo la mia mancanza, vero?
Arrossisco un po’… In effetti mi sento un po’ in colpa verso di lui, ma è così.
– Eva è veramente presa dalla vostra storia – mi confida – Spero che tu sia consapevole che si è presa una bella cotta… Non fa che parlare di te.
Sorrido: – E’ lo stesso per me, te lo assicuro. Non credevo di essere capace di innamorarmi così, ma non ho mai provato niente di simile prima, niente di paragonabile in tutta la mia vita.
– Bene. Perché io tengo molto a Eva… Fra di noi c’è troppa differenza di età perché ci possa essere qualcosa di serio e duraturo, e in ogni caso io non voglio ne’ posso avere una famiglia stabile. Quindi in cuor mio sono davvero contento che vi siate trovate… Probabilmente non sarei stato abbastanza nobile da accettare che si innamorasse di un altro uomo, ma di te non sono affatto geloso, anzi. Mai avrei pensato che si potesse interessare a una donna, ma ora che è innamorata di te, mi rendo conto di come tu sia perfetta per lei. Spero che tu non la faccia soffrire.
– Non lo farei mai.
– No, si vede da come la guardi… Abbi cura di lei, è giovane, ma ha già sofferto molto: non ha un buon rapporto con la sua famiglia e le sue amicizie non erano delle migliori quando l’ho conosciuta. Si merita di meglio che essere la mantenuta di un ricco scapolo impenitente come me.
– Non mi sembra che essere la tua amante le dispiaccia molto – sorrido io, felice per le confidenze che Fabio mi sta facendo – Ti vuol bene…
– Certo, e io ne voglio a lei. Affetto, amicizia, sesso… Ma non è amore. Io non desidero amare ne’ essere amato: il rapporto che ho con voi due è tutto quello che desidero, perché odio sentirmi legato. Mentre voi due… Beh, se il vostro non è amore, allora è qualcosa che gli somiglia molto.
Lo bacio: – Sei un uomo magnifico, Fabio. E’ un peccato che tu non voglia rendere veramente felice una donna donandole il tuo cuore.
Un sorriso simpaticamente rassegnato: – Non ne sono capace, temo. E non ne sento il bisogno: sono contento così. Ma sono felice per voi, e spero di continuare a godere a lungo della vostra amicizia… E della vostra intimità.
Decido di togliergli ogni dubbio circa le mie intenzioni su di lui: ci fermiamo a bordo pista a metà fra due stazioni di skilift, ci infrattiamo dietro a un albero e gli tiro un pompino da urlo.
Non lo lascio venire, però: voglio farmi scopare… Così mi appoggio all’albero, abbasso i calzoni da sci e mi offro di schiena.
Lui mi prende da dietro, sbattendomi con forza contro l’albero mentre mi afferra saldamente per i fianchi. Sento il suo cazzo che mi scopa con forza e determinazione, strappandomi gemiti e grida strozzate che risuonano ovattati sul fianco della montagna innevata.
Alcuni sciatori che sfrecciano vicini possono vederci benissimo, ma solo per un istante, prima di superarci in quel punto particolarmente veloce della pista: quando si rendono conto di quello che stiamo facendo, sono già almeno cinquanta metri più a valle, ed è troppo tardi per interromperci…
Così continuiamo a fottere per oltre mezz’ora, finché Fabio mi sborra dentro con un grugnito di piacere.
Anch’io sono venuta, con una mano fra le cosce, e mi giro per ringraziare il mio amante con un lungo bacio di lingua.
Giunti alla base della pista, ci prendiamo un meritato riposo, con una bella cioccolata calda.
– Adesso però devo tornare in albergo per incontrare nuovamente Ivan – mi dice con un sospiro di rincrescimento – Temo che ne avrò per il resto della giornata. Peccato, perché adoro sciare con te…
Io avverto un guizzo di solidarietà: voglio aiutare.
– Non c’è niente che posso fare per darti una mano? – chiedo d’impulso – Se posso esserti utile in qualche modo…
Lui sorride, grato: – Non credo ci sia molto da fare, Patrizia… Ma grazie per l’offerta. Se ci sarà qualcosa che potresti fare, prometto che te lo dirò.
– Conta su di me – dico convinta – Qualunque cosa, e dico sul serio.
– Grazie. Ma adesso, perché non raggiungi la nostra Eva e le fai compagnia per pranzo? Scommetto che a quest’ora si è appena alzata, e sta morendo di fame…
Previsione azzeccata.
Rintraccio Eva nella hall dell’albergo, affamata come una tigre a dieta, e me la porto a pranzo in un localino tranquillo, dove chiacchieriamo per ore, prima di finire nuovamente nella sua suite a fare l’amore.
Nel pomeriggio raggiungo la mia famiglia e passo con loro il resto della giornata.
Dopo aver messo a letto figlia esausta e marito nuovamente impasticcato, mi cambio e raggiungo i miei amanti nella loro suite per andare ancora a ballare tutti insieme.
– Al night incontreremo Ivan e sua moglie Irina – ci dice Fabio – Siccome tutti e due conoscono Eva come la mia ragazza, ti dispiace fare la parte della mia segretaria, Patrizia?
A me non dispiace davvero. Sono seriamente intenzionata ad aiutare Fabio, e non vedo che importanza possa avere passare per la sua segretaria piuttosto che per la sua amante numero due…
Ivan si rivela essere un bel tipo sui trentacinque, dall’aria imponente e un po’ sovrappeso, alto e con una pelata incipiente, con una folta barbaccia castana e due occhi di ghiaccio. Abbastanza piacente, ma dall’aria arrogante.
Sua moglie è decisamente più interessante, almeno dal mio punto di vista… Avrà cinque anni di meno, capelli biondo cenere a caschetto, pelle di porcellana e occhi grigi, e un fisico minuto impreziosito da due tette al fulmicotone (una splendida quarta misura). Ha l’aria alquanto altezzosa tipica dei russi straricchi, ma m’intriga.
Prendiamo un tavolo e ci sediamo insieme; facciamo un po’ di conversazione e beviamo una serie impressionante di long drinks prima di andare in pista a ballare. Irina parla poco, ma l’alcool la riscuote, e in pista si scatena. Io e Eva cerchiamo di controllare l’impulso di strofinarci l’una contro l’altra, e facciamo uno sforzo per sembrare due brave ragazze… Quando arrivano i lenti, le due presunte coppie legittime danzano insieme e io mi accontento di ballare da sola vicino a loro.
Poi le coppie si scambiano e io vado a bermi un analcolico, ma al terzo lento Ivan mi invita a danzare con lui.
E’ un po’ alticcio, e sento subito le sue manacce sul posteriore. Mi infastidisce, anche perché fra tutti è l’unico con cui non mi interessa ballare, ma ho promesso di essere di aiuto e quindi mi mostro compiacente. Incrocio lo sguardo di Eva, che sogghigna dal tavolo dove siede in silenzio, mentre Irina discorre con fredda eleganza con Fabio.
Torniamo al tavolo in tempo per un altro giro di cocktails: sembra che i russi ci tengano a ubriacarsi. Bene, non sia mai che io dica di no a un buon Black Russian…
Finalmente, Ivan e Irina si scusano e ci lasciano.
Eva e io ne approfittiamo per un ultimo lento finalmente fra noi, e ci baciamo languidamente in pista sotto lo sguardo intenso di Fabio, poi ci avviamo tutti e tre alla loro suite.
Il sesso a tre, con un maschio maturo e una femmina acerba è quanto di più piacevole io possa immaginare. Eva, Fabio e io facciamo l’amore tutta la notte, alternando fra loro giochini soft e accoppiamenti tradizionali, sesso orale e amplessi appassionati, ma stranamente lasciamo da parte i rapporti hard, che pure ci sono così congeniali: sarà perché ci siamo mancati tanto, sarà desiderio di affetto più ancora che di piacere, fatto sta che i giocattoli mio e di Eva restano nelle borse, e i nostri culetti rimangono inviolati, almeno per il momento.
Come il giorno prima, raggiungo la mia suite poco prima dell’alba, senza essere notata da nessuno.
Al mattino del 30 Dicembre, invece di andare a sciare, dopo aver salutato la mia famiglia in camera con un bacio raggiungo i miei amanti nella hall.
Parliamo un po’ fra noi, e Fabio mi dice che dopo tutto, forse è arrivato il momento di chiedermi un favore.
– A quanto pare, tu piaci davvero molto a Ivan – mi confida con un sorrisetto agrodolce.
– Davvero? – sogghigno io, divertita dal sorrisetto canzonatorio di Eva – Non me n’ero proprio accorta…
Posso vedere che Fabio è imbarazzato. Non è molto convinto di chiedermi quel che ha in mente, così decido di semplificargli le cose: – Guarda che se devo andarci a letto, non è un problema. Non sono nata ieri, e immagino come possano andare queste cose, alle volte…
Lui mi guarda dritto negli occhi: – Sei sicura? Non voglio che pensi che io ti consideri…
– …Una puttana? – completo io con un sorriso serafico – Tesoro, ma è quello che sono e che voglio essere! Metto le corna a mio marito senza risparmio, fare sesso senza altro limite che la mia voglia è il mio sport preferito, e mi piace l’idea di aiutarti a chiudere un affare importante. Quindi ti assicuro che per me non ci sono problemi: che cosa vuoi che faccia?
– Non si tratta di andarci a letto come una escort di lusso, non è quello che ho in mente, e credo non l’abbia neanche lui, considerato il caratterino di sua moglie – mi spiega il Fabio con l’aria chiaramente sollevata – Vedi, per i russi come lui, sesso e vodka vanno di pari passo con gli affari. E anche la sauna… Insomma, non mi ha chiesto esattamente di lasciargli scopare la mia segretaria, ma soltanto di continuare per oggi la discussione in sauna, e di averti con noi. Immagino che gli piaccia l’idea di vederti nuda. E naturalmente una volta nudi nella sauna la possibilità che le cose possano degenerare è piuttosto alta…
– E se degenerassero davvero, la probabilità di concludere l’affare aumenterebbe, vero?
Mi piace dimostrarmi una donna di mondo.
Fabio sorride, mentre Eva ridacchia apertamente: – Direi proprio di sì. Ti scoccia?
Sorrido: – No davvero. Non l’ho mai fatto in una sauna… E poi, se ci sei anche tu, si tratta solo di farlo con un terzo incomodo, giusto? Io adoro i tramezzini! E Eva?
– Ivan pensa che dovrei accompagnare Irina a fare shopping mentre voi parlate di affari – sospira la mia olandesina preferita – Io passo per la donna del boss, mentre tu sei l’executive secretary… Mi tocca la parte più noiosa!
Vedo che dal suo punto di vista la mia parte è quella divertente… Beh, in fondo lei è puttana nell’anima, almeno quanto lo sono io; quindi cosa c’è di male?
– Non so come ringraziarti, Pat – Fabio sembra davvero rinfrancato dalla mia reazione – Questo renderà davvero le cose meno difficili.
– Figurati, è un piacere…
Ivan e Irina ci raggiungono proprio in quel momento.
Lui è vestito sportivo, lei è più elegante, con una gonna poco sopra il ginocchio e una blusa in tinta, color crema, accompagnati da orecchini e pendente che varranno almeno quanto la mia macchina.
Irina non è molto contenta quando sente che suo marito rimarrà in albergo per discutere ancora col socio italiano e la sua segretaria sexy, mentre a lei toccherà andare a fare shopping a Cortina senza di lui, e con la sola compagnia della sgualdrina olandese… Dall’occhiataccia che lancia a Ivan si intuisce che la signora annusi odore di inciucio da parte del marito, ma anche lei conosce le regole del gioco, e si rassegna a non metterlo in imbarazzo davanti a tutti facendo una scenata.
Il suo sguardo però dice tutto.
Irina annuisce gelida a Eva, e si allontana con lei senza degnare di uno sguardo il marito, ne’ tantomeno me… Così resto sola con Fabio e Ivan.
Appena le rispettive compagne sono sparite, i due maiali si scambiano un sorriso complice e mi sorridono. Sento un brivido scorrermi lungo la schiena, e mi accorgo di essere già bagnata…
Quando entro in sauna, loro sono già lì. Devono avere preso accordi con la direzione dell’albergo, perché sembra proprio che la sauna sia riservata solo per noi.
Mi sono avvolta in un asciugamano che mi copre dalle ascelle fin poco sotto il sedere, ma per il resto sono completamente nuda. Anche loro, del resto, indossano solo i rispettivi asciugamani che portano avvolti intorno ai fianchi, più per evitare di sudare sulle panche su cui siedono che per coprire le rispettive vergogne… O forse devono ancora rompere il ghiaccio.
Fa caldo, naturalmente, ma meno di quanto temessi: del resto, se devono discutere di affari, non credo vogliano restare intontiti dall’aria torrida.
Mi sorridono quando entro, e Ivan mi fa cenno di farmi avanti e di sedere accanto a lui, di fronte a Fabio che è d’angolo. Io mi accomodo, con il mio block notes e la penna a farmi figurare come segretaria diligente.
Devo ammettere che mi sorprendono: pensavo volessero solo scoparmi, invece riprendono per davvero a discutere di affari, come se io non ci fossi.
Parlano fitto in inglese; seguo il discorso ma mi perdo i dettagli, visto che la finanza non è esattamente la mia materia preferita… Un paio di volte Fabio mi fa cenno di prendere nota delle cifre e delle percentuali di cui stanno parlando, e io mi sforzo di fare come mi dice.
Ivan a un certo punto appoggia una mano sulla mia coscia nuda e sudata, facendomi sobbalzare: alzo lo sguardo, ma lui è sempre assorto nella discussione.
Ad un certo punto il tono di voce di entrambi si alza, e io capisco che siamo al punto.
La mano di Ivan mi si serra sulla coscia, e vedo che Fabio mi fa un cenno discreto.
Io afferro il messaggio, e mi rilasso un po’ contro Ivan, facendogli sentire il contatto con la mia pelle, spalla contro spalla.
Lo sento fremere, e lui mi passa l’altro braccio intorno alla spalla.
C’è un attimo di silenzio.
Io rilasso le spalle, e l’asciugamano mi scivola un po’ da sotto le ascelle, scoprendomi l’areola di un capezzolo…
Una mano mi accarezza il braccio, l’altra la coscia.
Una risata quasi dentro la mia orecchia, e il russo annuisce pesantemente mentre mi palpa di gusto.
Vedo Fabio che si rilassa: – OK?
– OK! – ruggisce Ivan, stringendomi forte.
Intuisco che l’accordo è fatto, e che l’evento merita un ulteriore caduta di asciugamano: resto con le tette di fuori, e Ivan apprezza visibilmente, palpandomene una di gusto.
Certo, in confronto ai meloni di sua moglie non c’è molto da sprimacciare, ma forse a lui piace cambiare…
Mi palpeggia senza pudore, e Fabio mi fa l’occhiolino: sa che il russo, sovrappeso, peloso e volgare, non è esattamente il mio tipo.
Ma io so stare al gioco, e devo dire che la situazione in sé mi eccita non poco.
Giro il capo mentre appoggio notes e penna sulla panca, e offro la bocca al socio del mio uomo.
Ivan non si fa pregare, e senza smettere di palpeggiarmi le tette e le cosce, mi bacia pesantemente in bocca.
Io gli do’ la lingua, e lui comincia a succhiarmela senza troppi riguardi.
L’asciugamani cade del tutto, lasciandomi nuda e disponibile… Per non essere da meno, allungo le mani anch’io aprendo quello di Ivan per ravanare fra le sue gambacce pelose.
Resto di stucco: il tipo ha un coso veramente particolare: ancora non del tutto duro, è di lunghezza abbastanza standard, ma è anche già grosso come il mio avambraccio, e fatico a chiudere le dita per saggiarne la circonferenza. E io ho le dita lunghe!
Ci baciamo, con qualche difficoltà da parte mia dovuta alla sua barbaccia ispida a cui non sono abituata, e io comincio a tirargli una sega per indurirlo come si deve.
Con la coda dell’occhio vedo che Fabio si è alzato in piedi lasciando l’asciugamano sulla panca, e si è avvicinato.
Allungo una mano per accarezzargli una coscia mentre lui mi carezza i capelli, incoraggiandomi a limonare il suo socio.
Mentre bacio Ivan e lo sego con una mano, con l’altra cerco il cazzo di Fabio, e comincio ad accarezzare anche lui.
E’ strano segare due uomini contemporaneamente: a prima vista, tutti i cazzi sono piuttosto simili fra loro, ma quando li tocchi appaiono immediatamente diversissimi.
Fabio è già più duro, è dritto e nerboso, di diametro standard e appena un po’ più lungo del normale; Ivan è decisamente più corto, ma sotto l’azione delle mie dita esperte diventa sempre più grosso.
Ha già superato per diametro il coso del bagnino di Rimini (come cazzo si chiamava, quell’idiota?), che era davvero grosso, e continua a indurirmisi in mano… Comincio a credere che non sarà affatto un sacrificio, farmi scopare da lui!
La mano con cui Fabio mi carezza i capelli preme un po’ verso il basso. Io afferro il segnale e interrompo il bacio per scendere col viso lungo il corpaccione del russo, che come me è ancora seduto sulla panca.
Lecco il torace villoso, vellico i capezzoli e scendo lentamente verso l’ombelico… I grassi non mi sono mai piaciuti, ma questo tizio mi ingrifa per l’aria da orso selvatico che si ritrova, e il sudore che corre copioso sulla pelle mi obnubila i sensi.
Ruoto i fianchi per tuffare lentamente la faccia nel suo grembo e sento le mani di Ivan sostituirsi a quelle di Fabio nell’accarezzarmi la testa, e così facendo il tipo mi guida verso il coso che continuo ad accarezzare, mentre il cazzo già ritto di Fabio mi sfugge dall’altra mano.
Chino il capo fra le gambe del magnate russo e mi porto il suo cotechino alle labbra.
Apro la bocca e ingoio il cazzone.
– Oh, sì… – ansima il tipo, sentendomi succhiare la cappellona violacea – Tu succhia bene… Brava!
Mi sistemo fra le sue ginocchia, a gambe larghe e coi piedi ben piantati per terra, preparandomi a stare piegata in due per un po’.
Il cazzone di Ivan è buono: una delle cose buone del fare sesso in sauna, è che hai la certezza che il tuo maschio si è fatto una bella doccia da pochi minuti, e il sudore è tutto pulito… Il cazzo in particolare sa di sesso e niente altro, rendendo gradevole anche un pompino fatto a uno che non ti ecciterebbe più di tanto.
Comincio a spompinare di gusto, e lui ansima di piacere mentre lo succhio e lo sego come si deve.
Mentre ci do’ di bocca con Ivan, sento le mani di Fabio che mi accarezzano i fianchi, la schiena e le spalle: il mio uomo mi segnala che lui è sempre lì, che non mi ha abbandonata fra le grinfie del suo socio, e che si aspetta anche lui la sua parte.
Troppo giusto. Allungo la mano libera e trovo il mio cazzo preferito accanto a me… Lo afferro e riprendo a segarlo.
Dopo un po’, ruoto il capo lasciando andare la coda di Ivan e do’ una bella succhiata al cazzo di Fabio, poi torno al nostro ospite, che capisco debba avere la precedenza.
Andiamo avanti così per almeno un quarto d’ora, con me piegata in due a spompinare Ivan seduto saporitamente sulla panca e con Fabio ritto accanto a noi, che si gode un segone da manuale e – a tratti – una succhiata volante.
Poi è Fabio che prende l’iniziativa. Mentre io spompino sempre Ivan, che ormai ce l’ha duro praticamente quanto lui, il mio maschio si parta alle mie spalle, mi afferra per i fianchi, e mi inforna con un movimento languido e deciso allo stesso tempo.
Sento il cazzo di Fabio che mi scivola dentro senza ostacoli, facilitato dal copioso sudore che mi scola fra le chiappe, e in un momento mi sento piacevolmente piena di carne tosta e pulsante.
– Hmmm… – grufolo, a bocca piena, sentendomi scopare con forza dal mio “capo” mentre succhio il cazzo al suo socio.
Un cazzone in gola e un altro in fica… E’ delizioso sentirsi riempire da due maschi per volta, una sensazione che perfino una mezza lesbica come me può apprezzare in pieno.
Ivan deve essersi accorto che Fabio mi sta scopando mentre io lo spompino, perché sento che il ritmo della sua respirazione è cambiato: deve aver riaperto gli occhi, anche perché le sue mani ricominciano a frugare il mio corpo.
Con un cazzo davanti e l’altro dietro e l’aria rovente che mi opprime, io sudo come una cavalla. Ma era da tempo che non mi divertivo tanto con degli uomini…
Fabio mi scopa in fica e Ivan mi chiava in gola: i due prendono rapidamente il ritmo, da bravi soci di affari, e io comincio a godere la doppia penetrazione oro-vaginale, cominciando a sentire il piacere diffondersi dai miei lombi a tutto il corpo.
Poi i due devono essersi accordati alle mie spalle, perché si staccano da me in contemporanea.
Mi rivoltano come una marionetta mentre si scambiano di posto, e all’improvviso mi ritrovo con la testa fra le gambe di Fabio a ciucciargli il cazzo intriso dei miei umori, mentre Ivan mi prende da dietro e mi impala con un grugnito.
– Auch! – annaspo io: il tipo è davvero grosso, e anche se non mi affonda dentro tanto quanto Fabio, mi apre tutta, come se non fossi già stata riempita da un altro cazzo. Per un attimo mi fa un po’ male, poi la sensazione di riempimento mi manda nuovamente in orbita, e riprendo a spompinare con più entusiasmo di prima.
Le gambe e la schiena, però, cominciano a farmi male… Temo di non essere più giovane ed elastica come un tempo.
Prendo io l’iniziativa: mi stacco da entrambi, mi sollevo per afferrare il mio asciugamano rimasto sulla panca, e lo metto per terra.
Ivan sorride con un ghigno selvatico e segue la mia dritta, stendendosi a terra col cazzo duro puntato all’insù.
Io lo scavalco e mi accovaccio lentamente su di lui, impalandomi sul suo coso fino a prenderlo dentro tutto, fino alle palle…
Ansimo di piacere, poi mi abbasso su di lui per baciarlo e gli schiaccio le tette sul petto villoso, mentre lui mi afferra per le chiappe.
Ci baciamo di gusto, mentre lui sgroppa per fottermi dal di sotto, poi io mi tiro nuovamente a sedere e comincio a cavalcarlo all’amazzone, scopandomi sul suo arnese mentre fisso negli occhi il mio uomo, che mi guarda con approvazione.
Poi Fabio si fa sotto e mi offre il cazzo da succhiare.
Nuovamente con due uccelloni dentro di me, io sono in estasi: il piacere riprende a montare dentro di me, e io sento che l’orgasmo non può essere troppo lontano.
Ivan riprende a sprimacciarmi le tette, e comincia a giocare coi miei capezzoloni gonfi, facendomi percorrere tutta da una scarica elettrica.
– Vengo…
Il mio è un lamento a bocca piena, mentre mi dimeno tutta sui lombi di Ivan, trafitta dall’orgasmo.
Godo a lungo, perché i due stalloni sono ancora in piena azione dentro di me, e anche se ho conosciuto estasi assai maggiori per potenza, questa dura veramente a lungo in termini di tempo.
Preso nota del mio orgasmo, quando questo si placa i due sono pronti a cambiare gioco per non venirsene troppo presto anche loro… Ho a che fare con due esperti scopatori di segretarie infoiate.
Fabio si stacca e mi prende per una mano, mentre Ivan mi sfila di peso da sopra a lui.
Faccio un passo indietro, e capisco che il russo vuole essere di nuovo spompinato, mentre Fabio vuole scoparmi.
Mi pare giusto… Vado a quattro zampe, mettendomi a pecora con la testa fra le gambe di Ivan, che resta comodamente a terra. Glielo prendo nuovamente in bocca, bello grondante del mio piacere, mentre Fabio si mette in ginocchia dietro di me per prendermi come una cagna.
Sculetto invitante, e il mio uomo mi infilza alle spalle, sprofondando nella mia fica slargata dal precedente pistone troppo largo.
– Cazzo come ti ha allargata! – commenta in modo poco galante – Mi sembra il traforo del Monte Bianco…
Che cafone. Come se non fosse sua, l’idea di farmi scopare dall’orso russo!
Per vendicarmi, mi dedico a succhiare il cazzone di Ivan con più lena ancora di come l’ho succhiato a lui.
Fabio mi sbatte con forza da dietro, mentre io spompino da brava segretaria, e il nostro cliente chiaramente apprezza.
Credo di averlo portato al dunque e mi preparo all’ingoio, ma lui mi ferma all’ultimo momento, obbligandomi a smettere.
Fabio approfitta dell’interruzione per cambiare canale. Con l’esperienza derivante dall’essere stato l’unico maschio a fottermi per gli ultimi tre giorni, appoggia la cappella turgida contro il mio forellino grinzoso e lo schiaccia senza complimenti per aprirmi il culo.
– Aahhh! – gemo, più per il dolore che per il piacere, mentre Fabio mi pianta il cazzo nel culo senza alcun riguardo.
Ivan si accorge che Fabio mi ha riempito il secondo canale: lo vedo sgranare gli occhi per l’eccitazione, e mi afferra la testa costringendomi a ingozzarmi nuovamente col suo cazzo.
Non ha avuto il tempo di recuperare: lui mi tiene per i capelli, affondandomi il cotechino in gola, fin quasi a soffocarmi, e subito sento uno spruzzo caldo, denso e salato che mi forza la glottide riempiendo l’esofago.
Ingoio, non posso fare altro…
– Bevi, bevi… – ansima il russo continuando a fottermi la testa tenendomi fermamente per le orecchie, mentre Fabio, del tutto indifferente alle mie difficoltà, m’incula a tavoletta.
Inghiotto una pinta di sperma colloso, e finalmente la presa delle manacce del russo si allenta consentendomi di riprendere il fiato, mentre Fabio continua a sodomizzarmi a ritmo costante.
Sorprendentemente, il cazzone che ho in bocca deflata solo un po’, restando abbastanza duro da darmi ancora soddisfazione.
Riprendo a succhiare come se non fosse successo niente, e mi do’ da fare anche con la mano; in breve, il coso di Ivan è più duro di prima e pronto per l’uso.
– Viene ancora sopra di me, adesso – ordina il russo, e io sono lieta di obbedire.
Fabio si stacca lasciandomi montare di nuovo sopra il suo socio: mi accomodo sui lombi del tipo, mi punto il suo coso fra le valve sgocciolanti e aperte della mia povera fica, e mi ci siedo nuovamente sopra, riempiendomi della sua carne calda e palpitante.
– Oowww… – gemo, contenta – Che bello, lo sento tutto dentro!
Ivan mi afferra di nuovo le tette e riprende a torcermi i capezzoli con cattiveria mentre io ricomincio a cavalcarlo da cavallerizza esperta.
– Sì, sì… Così!
Non mantengo le redini del gioco a lungo: Fabio è l’unico a non aver sborrato, e non è disposto ad aspettare a lungo. Mi viene dietro le spalle e mi costringe a sdraiarmi sopra Ivan, tornando a spiaccicargli le tette sul petto, poi mi apre di nuovo le chiappe.
Intuisco cosa intende fare, e mi spavento: capirete, io sono magrolina, e il cotechino (anzi, lo zampone!) di Ivan mi riempie già la pancia…
Ma lui non se ne da’ per inteso.
Fabio mi tiene ferma per i fianchi, appizza l’uccello duro come l’acciaio al mio sfintere già slabbrato e sgocciolante, e me lo ficca in culo senza pietà.
– Ahi! – strillo, con la faccia contro la spalla di Ivan – Così mi sfondi… Aahhh!
– Sta’ zitta e muoviti – mi ordina il Fabio, con tipica insensibilità maschile.
Da sotto, sento Ivan che cerca di sgroppare per scoparmi dal basso, ma io non riesco quasi a muovermi, schiacciata come sono fra loro due.
Così è Fabio che comincia a fottermi l’intestino, sbattendomi come una bistecca e impalandomi automaticamente sul cazzo di Ivan in modo che mi sembra di essere aperta in due come un’ostrica.
– Aahhh – grido, straziata – Ah… Aahhh!!!
Quel sandwich crudele mi ribalta le viscere e mi catapulta nel vortice di un nuovo orgasmo, cento volte più violento del primo.
Urlo, mi contorco come una biscia, bestemmio, mi dimeno fin quasi a disarcionare Fabio, ma lui continua implacabile a sbudellarmi col suo trapano.
– Godo… Godo… Aargghhh!
I cazzi mi sfondano le viscere, ma io impazzisco di piacere, non di dolore.
Non avevo mai goduto così tanto, in un rapporto etero.
Le contrazioni del mio ventre abusato devono essere deliziose per i due maschi, che cominciano a grufolare come maiali nell’incipienza della loro sborrata.
Io sono uno straccio, stremata dal piacere e dalla violenza di quell’accoppiamento bestiale e contro natura, ma non posso esimermi dall’estremo sacrificio che mi viene richiesto.
Fabio mi si sfila dalle budella con un “plop” nauseante e si tira in piedi alle mie spalle, menandosi il cazzo con forza, e subito anche Ivan mi solleva di peso per alzarsi in piedi davanti a me.
Mi sollevo penosamente in ginocchio, alzando il capo verso i due maschi che si menano i cazzi dritti davanti al mio naso, come padroni davanti alla schiava ormai usata.
Per non lasciarmi umiliare del tutto, allungo le mani e afferro le due bestie imbizzarrite per menare io gli ultimi colpi… Apro la bocca e ingoio un momento la larga cappella turgida di Ivan, mentre quella di Fabio mi fa un po’ schifo, ma non faccio in tempo a decidere se dargli comunque una bella succhiata, perché il russo mi esplode letteralmente in faccia.
– Sborrooo! – urla il porco, spruzzandomi tutta con un getto di seme caldo e trasparente che mi scola subito dalla bocca lungo il mento prima che mi riesca di ingoiare qualcosa.
Faccio in tempo a chiudere gli occhi, ma mi sento bagnare tutta, e fremo di piacere per la troiaggine che sto dimostrando all’ospite straniero.
Poi sento il cazzo di Fabio sussultarmi in mano, e anche il mio maschio preferito mi rovescia una secchiata di sborra sulla faccia e sulle tette, inzaccherandomi tutta. Per lui è la prima venuta della giornata, e il suo sperma è abbondante, denso e caldo: la sua venuta bollente mi cola lentamente addosso, collosa e bianchissima sulla mia pelle abbronzata.
I miei uomini mi guardano dall’alto in basso, soddisfatti: tutta imbrattata di sborra, devo offrire di me uno spettacolo davvero osceno e degradante.
Sono orgogliosa di me.
Mi affloscio a terra sull’asciugamano sporco come fossi una bambola di pezza rotta.
I miei due maschi ridacchiano, stanchi ma soddisfatti, e si scambiano un bel cinque, fieri dell’opera loro. Poi raccattano i loro asciugamani, Fabio recupera il mio block notes, e se ne vanno lasciandomi lì come un giocattolo usato.
Beh, era nell’ordine delle cose, essere trattata come una baldracca…
Mi tiro in piedi anch’io, anche se a fatica. Il culo mi fa un male boia, ho la bocca impastata e le mascelle indolenzite, e ho le membra intorpidite. Soprattutto, sono tutta incrostata di sborra che si va rapidamente asciugando nel caldo secco della sauna…
Raccolgo l’asciugamano e raggiungo la porta con le gambe tremanti.
Esco, e inspiro con gratitudine l’aria più fresca del thermarium, pregustandomi una bella doccia.
– Ciao Patrizia – mi fa il Mauri, uscendo dal bagno turco – Mi avevano detto che la sauna era chiusa per manutenzione… Ma deve essere bella calda, visto come sei sudata.
A momenti mi prende un infarto.
Mi sono fatta sbattere da due uomini a pochi passi da mio marito che si godeva il bagno turco. E adesso eccomi lì davanti a lui, nuda e fresca di ammucchiata…
Per fortuna c’è poca luce e un sacco di vapore nell’aria, lui è senza occhiali e non è molto sveglio. Lo abbraccio, premendogli sul petto le tette imbrattate di sborra fresca, e gli mollo un bacio che deve ancora sapere del cazzo di Ivan…
– Ciao, tesoro. Non sapevo che venivi qui, altrimenti ti avrei aspettato.
– Oh, non importa, cara… Che alito pesante, ti senti bene?
Trattengo una risatina: – Sarà la colazione… La sauna va che è un piacere, ma adesso ho bisogno di una doccia.
Mi infilo in una doccia prima che si accorga che grondo di sborra oltre che di sudore, e lui fa per entrare in sauna, poi dopo aver aperto la porta da cui sono appena uscita, la richiude con una smorfia: – Ma che cattivo odore… Avevano ragione a dire che c’era bisogno di fare manutenzione!
Sogghigno fra me: ci credo che adesso puzza, visto che l’ho preso in culo per mezz’ora e dentro c’era pochissima aria…
Il Mauri mi raggiunge sotto la doccia, e non me ne libero più per il resto della mattina.
Poco male, visto che Fabio è occupato con Ivan, e Eva deve fare da babysitter a Irina…
Per una volta me ne sto con la mia famiglia.

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