coscientemente schiava dell’esibizionismo

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Ci scoprimmo esibizionisti una sera, per caso, e da quel giorno la fantasia e la realtà, galopparono….
Eravamo come di solito alla sera, nella zona artigianale, seduti nei sedili posteriori della auto di suo papa, una sw molta comoda, e mi stava facendo uno dei suoi insuperabili pompini, mi accorsi che qualcuno ci stava guardando, non le dissi nulla per non farla intimorire, la feci inginocchiare sul sedile e con una mano le sollevai la minigonna e le infilai due dita nella fichetta masturbandola lungamente, sicuro che quello che ci spiava avrebbe gradito lo spettacolo, forse era uno di quei ragazzi che frequentavano il nostro bar e che spesso ci seguivano.
La sera dopo le raccontai tutto, ero pronto ad una delle sue solite scenate, invece mi guardo sorridendo “sei un porco” mi disse “ti è piaciuto che mi guardassero vero?” io ovviamente non potevo negare la mia doppia soddisfazione, “bene ora che lo so farò in modo che tu sia sempre soddisfatto, ma ricorda che quello che piace a te, piace anche agli altri”.
Non andai a fondo di queste sue ultime affermazioni, ma capii che qualcosa era cambiato.
Infatti la sera dopo la vidi scendere velocemente da casa sua vestita e truccata in maniera appariscente, mi invitò a partire velocemente “prima che mi vedano i miei” effettivamente era preparata molto bene, miniabitino rosso aderente e cortissimo tacchi a spillo “portami in un posto pieno di ragazzi, che così mi guarderanno tutti così tu sarai contento …vero?” “certo” risposi io.
La portai al Pub, in un paesetto li vicino, fu una serata memorabile, alla fine eravamo così eccitati che ci fermammo in un parcheggio, la misi con le mani appoggiate al cofano e dopo avergli sollevato quel poco di vestito, la scopai incurante di essere visto da chi passava sula strada e ci suonava aumentando il nostro piacere, questo fu l’inizio…
Siamo andati avanti molto con questa storia, lei sempre abbigliata in maniera supersexy, e sempre più disinibita davanti agli estranei, indossava solo e sempre minigonne inguinali, miniabiti aderentissimi, era sempre tutto più ridotto, la misura ormai era appena sotto al culo, al limite o forse oltre, della decenza per andare in giro l’unica cosa che aumentava erano i tacchi, zeppe e spillo erano vertiginosi, ma lei galleggiava sempre in maniera impeccabile li sopra, esibendo il suo fantastico corpo d’estate, ma anche d’inverno, rischiando magari di patire un po’ di freddo, unica concessione per la stagione fredda, si “copriva” con delle sensualissime autoreggenti, aumentando ancora di più l’effetto sexy, visto che spesso l’attaccatura il bordo si intravedeva, quando non era in bella vista.
La portai in molti posti per esibirla, mostrarla, farla desiderare a tanti, ma poi un giorno, a lei, non bastò più essere guardata e desiderata, ma manifestò il desiderio di provare nuove sensazioni, io ovviamente non ero d’accordo, ma ormai non potevo evitare quello che sarebbe successo, anche perché era frutto delle mie esagerazioni, volerla sempre più sexy, più svestita, mi confidava che spesso, quando non indossava l’intimo, sentiva il calore delle mani vicino ai suoi posti più segreti, e si eccitava da morire all’idea che tutti potessero toccarla in un posto affollato, “ma no sto scherzando!!” poi si giustificava ridendo, e io facevo finta di non capire, quando lei velatamente si manifestava, o minimizzavo la cosa e per tranquilizarla, gli facevo credere che mai l’avrei pensata capace di tanto, però in cuor lo temevo.
E così lei, forte del fatto che io la credevo incapace di certe cose, e della mia assoluta fiducia nei suoi confronti, inizio a dare concretezza ai miei timori.
In un locale all’aperto, d’estate, avevo notato che era stata oggetto delle avance, da parte di due ragazzi al bar poco prima, si alazò dicendo che doveva andare al bagno, ma dopo una decina di minuti non vedendola tornare decisi di andare a vedere dov’era, dopo poco incrociai i due ragazzi che uscivano da un giardinetto, ridacchiando soddisfatti, sistemandosi la camicia nei pantaloni, e poco dietro lei, intenta a ripassarsi il rossetto nelle labbra…non ci volle molto a capire quello che era appena successo, due bei pompini.
Impietrito feci finta di nulla e la accolsi con il sorriso, continuo così normalmente la serata, quello fu solo l’inizio.
Ne seguirono altri accadimenti del genere, dove lei si assentava per qualsiasi motivo, nei posti e nelle situazioni più diverse, per seguire e farsi seguire da chi voleva lei, a volte riuscivo vederla all’opera, altre volte immaginavo, era impossibile resisterle sempre estremamente sexy e provocante nei modi e soprattutto nell’abbigliamento, a volte mi chiedeva “non ti imbarazza se vesto così da troia quando esco con te amore?” io le rispondevo rassicurante “no anzi…mi piace quando sei provocante per me amore” in realtà avrei dovuto risponderle “no! perché sei una troia ed è giusto così!” ma preferivo tacere per non rischiare di perderla e soffrire dentro di me, piangere, come quella volta che con i miei occhi la vidi nel anti bagno del ristorante mentre era all’opera con un grosso cazzo in bocca, un altro che la pompava da dietro e un altro che se lo stava menando davanti a lei mentre guardava, o in discoteca dove era circondata da un gruppetto di ragazzotti che coprendosi a turno, la scopavano, o nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale dove stava segando due enormi cazzoni neri, e poi ancora, e ancora…
Trovò lavoro in un supermercato, pensai che il lavoro, la maturità la portassero a rivedere questi suoi comportamenti, ma ahimè era in un ambiente prettamente maschile, qui le sue grazie non tardarono molto a farsi notare, grazie ovviamente al suo abbigliamento e comportamento, Per contratto doveva indossare un camice, normalmente fino al ginocchio, per tutte, passai un giorno a trovarla al lavoro, e la vidi che era strizzata dentro ad un camice, due taglie più piccole e corto fino a mezza coscia, casualmente, aperto due bottoni sotto e uno sopra, così non appena si piegava per sistemare le merci, le sue tette erano in bella vista, come le sue belle gambe slanciate da zeppa con tacchi poco adatti al lavoro ma di grande effetto, e di “effetto” sicuramente doveva farne ai suoi colleghi, sempre pronti a darle una mano nei lavori più pesanti, poi per comodità, mi disse, fu trasferita a preparare cesti nel magazzino.
Una mattina la vidi mentre si preparava per andare al lavoro, tanta attenzione al trucco, e all’acconciatura, mi sembravano fuori luogo per un magazzino merci, perizoma succinto niente reggiseno e autoreggenti a rete sotto al “camicino”, mi fecero venire mille dubbi, decisi di seguirla senza fammi notare, così abbigliata andò al lavoro, mi mescolai ai numerosi clienti, allungai lo sguardo ma nel magazzino non la vidi, con un pretesto chiesi di parlare con il direttore, che mi dissero essere impegnato, e di aspettare nel corridoio degli uffici, fu semplice trovare l’ufficio del direttore, origliai un po’, risate e mugolii uscivano da quelle pareti in vetro coperte da grandi tende azzurre e proprio da una fessura di queste vidi cosa capitava all’interno, lei era con le mani appoggiate al tavolo piegata, gambe divaricate, addosso aveva solo le autoreggenti e le scarpe, attorno a lei quattro uomni ben vestiti che la toccavano le schiaffeggiavano il culo, e le zinne, qualcuno gli infilava le dita in bocca, “deve essere brava a succhiare cazzi questa troietta” disse uno dei quattro, un altro la prese per i capelli, lunghi e neri, e le giro la testa verso un altro che nel frattempo aveva estratto dalla patta il cazzo, glielo mise in bocca, lei mugolando di piacere inizio a fargli un pompino, conoscendo i suoi pompini non potevo che invidiare quei quattro, si capiva che godeva visto come agguantava a turno quei cazzi e dopo averli scappellati li succhiava, i quattro poi senza mai spogliarsi a turno la scoparono, lei sempre appoggiata al tavolo del suo direttore, autoreggenti e tacchi era sicuramente super eccitata per essere posseduta da quattro bei maschioni distinti e molto più grandi di lei, dopo un oretta un ragazzo chiamo il direttore senza entrare nell’ufficio che usci assieme agli altri tre sorridenti e rossi in volto “fa bene cominciare la giornata in maniera rilassante ahahahahah ” disse ridendo, da dove ero nascosto riuscivo a vedere che lei con calma indossò il minicamice si sistemo i capelli ed il trucco e usci dell’ufficio rossa in volto e provata avvaiandosi al magazzino, mi rifugiai nei bagni appena in tempo per sentire il commento di altri due magazzinieri:” se riesco la invito fuori una sera poi vi chiamo e ce la scopiamo tutti e quattro, dicono dia il meglio di se presa in mezzo a diversi cazzi” “hahaahha” risero e se ne andarono.
Puntualmente la settimana dopo mi disse che doveva uscire con delle colleghe per una cena aziendale.
Truccatissima sfilo via velocemente indossando uno spolverino nero lungo fino a sopra il ginocchio, sotto notavo calze nere e tacchi altissimi, come sempre pensai, la segui fino al parcheggio vicino, li c’era un auto sportiva nera con un uomo dentro, si guardo attorno e sali in fretta, li segui con l’auto fino ad arrivare ad un locale lungo un laghetto per la pesca sportiva, li altre auto parcheggiate, aspettavano l’arrivo della “coppia” subito cercai un punto dove poter osservare cosa succedeva all’interno, girando attorno trovai una scala e dall’alto riuscii ad avere una buona visione dell’interno, una grande sala con alcuni mobili attorno e dei grandi divani, appena entrati furono accolti da una decina, forse più, di uomini, che bicchiere alla mano aspettavano impazienti di conoscere quella ragazza, subito l’amico la prese da dietro e richiamando l’attenzione di tutti gli sfilò lo spolverino suscitando l’approvazione di tutti i numerosi presenti, in un secondo la mia giovane compagna fu esibita e fatta sfilare in mezzo a molti uomini, autoreggenti nere e tacchi a spillo altissimi, uno spettacolo, che tutti gradirono fatte le presentazioni si intuiva subito quale era lo scopo della serata, fu avvicinata da un primo gruppetto di cinque uomni di varie età e corporature, si spogliarono e la circondarono fu invitata a prenderli in bocca e succhiarli “come sai fare tu bella troietta” l’invito rivoltogli al, quale lei non poté sottrarsi, iniziò così una serata fatta di scopate dove lei era sempre al centro delle attenzioni di uomini che non gli risparmiarono nulla scopandola e soddomizandola in gruppi molto numerosi, alcuni erano muniti di telecamera e filmavano tutto, completamente avvolta da gambe e braccia pelosi, si vedevano spuntare le sue belle gambe inguainate dalle autoreggenti nere e tacchi a spillo, mentre veniva riempita di cazzi e sborrate in tutti i suoi orifizi, andarono avanti per molte ore quei 18 uomini, riuscii a contarli a fatica, e quando tutti quei porci ebbero finito si lavo e ritorno a casa da me, fino alla prossima volta.
Era una vera Troia, grande troia, giovane ma in grado di essere posseduta da un gran numero di maschi assieme, e di questo lei ne era cosciente ma schiava, non poteva più sottrarsi, e lo faceva con passione,
Ovviamente usciva sempre con me abbigliata e preparata per essere esibita e ammirata per la gioia del suo “amore”, ma anche per essere posseduta…..

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