Cristina

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Finita la maturità Cristina, la mia amica da sempre, mi aveva invitata a trascorrere una settimana al mare a casa di suo padre. I suoi erano divisi da molti anni e lui si era trasferito. Cristina era comunque molto legata a suo padre e andava a trovarlo spesso. Così abbiamo preso il treno per Pesaro e nel giro di poche ore eravamo al mare, finalmente libere da impegni di scuola. Il padre di Cris era un bell’uomo sui 45, bel fisico tenuto in forma dalla palestra e qualche capello bianco che gli dava un tono ancora più interessante.
Ops… non mi sono presentata. Io sono Ginevra e all’epoca dei fatti che sto raccontando avevo 19 anni. Mora, capelli corti e neri, bel viso con occhi verdi, alta circa 1,75… direi abbastanza carina…. Ufff… poi divento antipatica lo so…. Decisamente carina! Cris invece era un tipino tutto pepe. Almeno 10 centimetri più bassa di me, con occhi azzurrissimi e lunghi capelli biondi. Una bambolina per quanto era bella…
La casa aveva il salotto, una cucina, la stanza da letto del padre di Cris e un’altra stanza arredata con due letti dove ci siamo sistemate. I primi giorni li abbiamo passati ad arrostirci al sole avendo come unica preoccupazione quella di mandar via tutti i “mosconi” che ci ronzavano attorno. Cris si era mollata da poco con il fidanzato e aveva giurato che per quella vacanza non avrebbe voluto sentir parlare di ragazzi. Io, mio malgrado, mi sono adeguata anche se ero single e non mi sarebbe dispiaciuto fare un po’ di sesso con qualche bel ragazzo.
Erano passati già due o tre giorni di vacanza… Roberto, il papà di Cristina, le chiese di andare a fare un po’ di spesa perché la dispensa era vuota. Io stavo per andare a fare la doccia ed essendo già abbastanza tardi Cris andò da sola. Il supermercato distava poco più di un chilometro e tra andata, ritorno e spesa ci sarebbero voluti almeno tre quarti d’ora. Io ero già sotto la doccia quando lei uscì. Finito di lavarmi mi avvolsi nell’asciugamano. Roberto era in cucina a preparare la cena e indossava dei pantaloncini ed era a dorso nudo. Pensai che era molto attraente e che forse….
Così mi avvicinai con la scusa di vedere cosa stava preparando.
“Cosa ci fai di buono stasera Roberto?” dissi poggiandomi allo stipite della porta? Lui si girò e restò a guardarmi. Io avevo l’asciugamano avvolto intorno al corpo che mi copriva dal seno fin poco sotto l’inguine con spalle e cosce scoperte. Essendo sempre in bikini non credevo che gli avrei fatto quell’effetto ma ero contenta di averlo lasciato stupito. “Sei uno splendore Ginevra” Mi disse senza staccarmi gli occhi di dosso.
Mi sentivo bruciare mentre lui mi guardava. Feci due passi verso di lui e poi lasciai cadere l’asciugamano restano nuda. “Ed ora ti piaccio ancora di più Roberto?” Mi stava scopando con gli occhi. Si avvicinò e mi accarezzo un seno. Poi prese il mio viso tra le mani e lo avvicinò al suo per baciarmi. Mi cinse la vita e prese tra le mani i miei glutei stringendomi a se. Sentivo la sua erezione. Infilai le mani nei suoi pantaloncini e li feci scendere lungo le sue gambe muscolose. Aveva un cazzo fantastico ed io lo presi in mano iniziando a segarlo. Lui continuava a palparmi il culo e baciarmi in bocca. Mi inginocchiai davanti a lui e passai la lingua tutta lungo la sua asta per poi, una volta arrivata in punta, prenderlo tutto in bocca. Aveva ancora il sapore del mare. Roberto di appoggiò con le spalle al frigo dicendomi che ero fantastica. Nella mia bocca il suo cazzo divenne, se possibile, ancora più duro. Sentivo la figa completamente bagnata che reclamava di essere riempita. Mi alzai facendo un passo indietro e salendo sul tavolo con il sedere. Spalancai le cosce e mi accarezzai la figa infilandomi due dita dentro. “Scopami Roberto” lo supplicai “scopami subito”.
Roberto non se lo fece ripetere e si avvicinò prendendosi il cazzo in mano. Accompagnò la sua cappella tra le labbra della mia figa e spinse. Ero così vogliosa e bagnata che non trovò alcuna difficoltà ad entrare tutto. Finalmente stavo scopando, tra l’altro con un uomo molto più grande di me. Era sempre stata una mia fantasia e fino ad allora non era mai successo. Roberto mi stava fottendo che era un piacere ed io sentivo che da li a poco sarei venuta. Però prima di raggiungere l’orgasmo si sfilò fa me lasciandomi la sensazione di vuoto. Mi fece scendere dal tavolo e mi girò facendomi piegare in avanti. Un attimo dopo avevo di nuovo il suo cazzo che mi riempiva la figa. Mi stava scopando da dietro, tenendomi per i fianchi e dandomi colpi profondi. Infilai una mano tra le cosce per toccarmi il clitoride. Nel giro di pochi secondi fui investita da un orgasmo quasi violento. Non capivo più nulla in quel momento se non che avevo un cazzo enorme nella figa che mi stava scopando. Roberto non si fermò un secondo facendomi venire ancora. Mi stava portando via tutte le forze mentre lui continuava a scoparmi. Quando stava per venire mi inginocchiai ancora davanti a lui. Presi tra le mani il suo cazzo enorme e duro segandolo e succhiandolo. Roberto venne nella mia bocca ed io accolsi tutta la sua sborra senza perdermene una sola goccia. Tenni tra le labbra quel cazzo continuando a succhiarlo e massaggiarne la punta con la lingua. Mi rialzai e solo in quel momento, alle sue spalle, vidi Cristina che ci osservava………..
Aveva gli occhi sgranati. Non credo fosse li ad osservarci da molto tempo ma sicuramente la situazione le era più che chiara. Roberto disse il suo nome e lei, furibonda, si girò ed andò in stanza. Roberto fece per seguirla ma lo fermai dicendo che ci sarei andata io da Cristina. Entrai in stanza e lei stava buttando alla rinfusa i suo vestiti nella valigia. “Cristina.. “ dissi. “Che cazzo vuoi Ginevra? Ah si… lo so che cazzo vuoi.. quello di mi padre. Me ne vado così potete scopare liberamente tutte le volte che volete”. “Cristina dai… non fare così… non prendertela con lui. E’ tutta colpa mia. Sono stata io a spogliarmi davanti a lui e invogliarlo. Me ne vado io… Tuo padre non ha alcuna colpa.” Cristina mi guardava con gli occhi rossi di rabbia e di pianto. “Non me ne frega un cazzo di chi è la colpa…” disse continuando a cercare di mettere in valigia i suoi vestiti. Mi avvicinai e la spinsi sul letto saltandole addosso per tenerla ferma. Con le mani le presi i polsi bloccandoli all’altezza della testa mentre le ero a cavalcioni sul suo bacino. Io ero ancora nuda ed i miei seni con i capezzoli ancora ritti per l’eccitazione dondolavano sopra di lei. “Perché l’hai fatto Ginevra?” mi chiese singhiozzando “Perché con lui?”. Cristina si stava calmando e non cercava più di divincolarsi anche perché io fisicamente la sovrastavo ed ero molto più forte di lei. “Perché sono una ragazza a cui piacciono i begli uomini e tuo padre lo è. Mi spiace Cristina. Ti giuro che non era premeditato. E’ capitato per caso. Ci siamo trovati soli ed io non ho saputo resistere.” Ormai la sua furia si era placata e non era più necessario tenerla ferma. Lasciai la presa dei suoi polsi e mi stesi accanto a lei. Io ero sdraiata sul fianco con un gomito sul letto e la testa appoggiata alla mano. Lei si mise nella stessa posizione difronte a me e mi guardò tutta. “Sai Ginevra.. credo di capirlo mio padre. Sei bellissima e non poteva resisterti”. Rimasi un attimo in imbarazzo. “Grazie Cristina”. Aveva lo sguardo fisso sul mio viso. Non sapevo cosa fare. Ero immobilizzata. Lei invece sorrise e avvicinò il suo viso al mio. Le sue labbra cercarono le mie e la sua mano si poggiò sul mio seno. Non avevo mai considerato di baciare o essere baciata da una donna ma vista la situazione che avevo creato feci buon viso a cattivo gioco. Lasciai che Cristina mi baciasse e che le sue mani mi toccassero. Cristina mi fece sdraiare sulla schiena e senza mai smettere di baciarmi mi accarezzò tra le cosce. Dopotutto era molto piacevole. Cominciai ad accarezzarla anche io. “Spogliami Ginevra” mi sussurrò. Ormai Cristina era stesa sul mio corpo. Feci scivolare le mani sul suo sedere sotto i pantaloncini abbassandoli insieme al costume. Lei continuava a baciarmi sempre con più passione e a me piaceva sempre di più. Le presi il sedere tra le mani e la attirai ancora di più a me. Sentivo il suo monte di Venere strusciare contro il mio. Le sfilai la maglietta. I suoi seni contro i miei.. la sua bocca contro la mia… il suo sesso contro il mio… Cristina alzò il viso guardandomi dritta negli occhi e mi disse “Ti amo Ginevra… non sai quanto… sono anni che aspettavo di baciarti!” Vi giuro che rimasi di stucco. Mai una volta Cristina mi aveva dato il benché minimo segno di essere innamorata di te. Cristina scivolò lungo il mio corpo fino ad arrivare con il viso tra le mie cosce. Con le mani sulla ginocchia mi fece spalancare le cosce ed iniziò a leccarmi la figa. La sua lingua saettava sul mio clitoride per poi penetrarmi. Mi accarezzava con la lingua e le dita penetrandomi a fondo e facendomi godere. Cristina ci sapeva proprio fare e mi ci volle davvero poco per raggiungere l’orgasmo. In quel caleidoscopio di sensazioni vidi Roberto che si era affacciato alla porta della stanza. Cristina, intenta a leccarmi la figa, non poteva vederlo. Io gli feci segno con il pollice alto che tutto andava bene e lui si allontanò sorridendo. Cristina mi fece venire ancora diverse volte prima di ritenersi soddisfatta. Tornò a sdraiarsi sul mio corpo. Baciai il suo viso e la sua bocca che sapevano dei miei orgasmi. “Cris…” dissi sottovoce. Lei alzò il suo viso verso il mio. “E’ stato bellissimo Cris…. Sei fantastica. Ti giuro che mai nessuno mi ha leccata e fatta godere così intensamente.” Lei poggiò ancora la testa sul mio petto e non mi guardava più. Rimanemmo così un paio di minuti, in silenzio. Poi lei si sdraiò al mio fianco e accarezzandomi con un dito un capezzolo mi disse: “Sono innamorata di te da quando avevamo 14 anni. Mi sono masturbata per anni pensando a te. Io lo so che avevi le tue avventure con i ragazzi ma quando ti ho vista con il bocca il cazzo di mio padre sono impazzita di gelosia. Vederti con un uomo mi ha fatto scoppiare il cervello. E sinceramente poco importa che fosse mio padre. So che non posso pretendere che tu sia mia. Sono contenta di aver fatto l’amore con te almeno una volta e di averti detto che ti amo.” Si lasciò andare sul letto e i suoi occhi si riempirono di lacrime. Fu il mio turno avvicinarmi a lei. Leccai dalla sua tempia una lacrima che scendeva. Sei sorrise a quel gesto e girò la testa verso di me. Le bacia le labbra e dissi “Sei dolcissima Cristina… e bellissima… mi è piaciuto tantissimo fare l’amore con te. Vorrei farlo ancora… vorrei che mi insegnassi a farti godere… a leccarti fino a farti venire. Voglio darti almeno un po’ del piacere che tu mi hai regalato.” A quel punto lei scoppiò a piangere a singhiozzoni. Mi baciò ancora dicendomi che mi amava e che mi avrebbe insegnato ad amare una donna.
Ho 30 anni e da 7 vivo con Cristina. Siamo ufficialmente fidanzate, innamoratissime e fedelissime una all’altra. Con la sua dolcezza mi ha fatta innamorare di lei. Siamo una coppia felice e facciamo l’amore tutte le sere. Spero di non avervi annoiati ma quando ho scoperto casualmente questo sito mi è venuta voglia di raccontare la mia storia.
Ginevra

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