due puttane in barca e i loro mariti

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Partiamo per tempo, per quella che è la nostra crociera più lunga, almeno per ora. Eva è tornata da Utrecht dove ha regolarmente passato i suoi esami, io ho pagato le tasse, chiuso tutti i conti e pagato i rifornimenti e la manutenzione della Serenissima, e constatato con preoccupazione che anche se non abbiamo debiti, il nostro conto in banca è nuovamente quasi a zero.
Ho fatto qualche seratina al Casino mentre la mia ragazza era via, e ho arrotondato un po’ il bilancio con qualche marchetta di lusso, così non siamo proprio a secco, ma è il caso di darci un po’ da fare. Il mercato immobiliare è in crisi, ma forse quello di lusso lo è meno del resto, e visto che dobbiamo andare in Sardegna è il caso di approfittarne e firmare un po’ di contratti lungo la costa dell’Adriatico…
Giulia sta sempre con Enzo, ma il suo ragazzo ha gli esami di Maturità e sta studiando più che può. Mi dispiace un po’ lasciarla sola, ma ormai la mia piccola è cresciuta e sa badare a sé stessa. La salutiamo la nostra ultima sera in laguna, con una cenetta sul ponte a lume di candela che inevitabilmente degenera in una dolce lesbicata a tre, dove la piccola viene messa al centro dell’attenzione per oltre tre ore.
Era un po’ che non la lesbicavamo, e cominciavo a pensare che ormai fosse solo più interessata ai maschi, ma la passione con cui la vedo fare l’amore con Eva mi rassicura: anche se fondamentalmente etero, la mia bambina non ha dimenticato il gusto della carne tenera…
Quanto a me, faccio del mio meglio per tenere un po’ le distanze… Nella foga ci scappano qualche bacetto e qualche carezza poco materne, ma nel complesso riesco a limitare i danni.
La lasciamo con un ultimo bacio al pontile della Biennale, molliamo gli ormeggi e prendiamo definitivamente il largo.
Appena oltre il porto di Lido, ci liberiamo degli abiti non necessari e ci offriamo al bacio del sole e della brezza dell’Adriatico.
Il ponte del Primo Maggio è appena trascorso, e ormai le condimeteo si sono stabilizzate: il sole è bello caldo anche se non scotta ancora, e di giorno si può tranquillamente stare sul ponte in canotta e mutandine… Sempre più spesso non servono più neppure quelle, specie se al riparo dal vento.
Dobbiamo presentarci ad Alghero all’inizio di Giugno, quindi abbiamo un sacco di tempo, che intendo impiegare al meglio acquisendo i contratti di vendita di quanti più immobili di lusso possibile lungo la costa.
Così, mentre io passo la maggior parte del tempo al timone o a manutenzionare i vari sistemi della Serenissima, Eva passa le ore su internet a tracciare le occasioni più propizie, e quando non ne trova, si dedica al nostro business alternativo, offrendo minicrociere fra le isole, con o senza “servizi aggiuntivi” a seconda del tipo di clienti…
Acquisiamo diversi immobili lungo la costa istriana e nel nord della Dalmazia. A Pola spendiamo due giorni imbarcando una famigliola soft per una gita alle isole di Brioni, e poi una coppia hard in cerca di emozioni la sera prima della partenza… Con la famiglia soft ci divertiamo più che con quella hard, perché mentre la prima è un gruppo di canadesi simpaticissimi, la seconda si rivela un disastro, con il marito francese praticamente impotente e la moglie croata che all’ultimo momento si tira indietro all’idea di un rapporto saffico: va a finire che Eva spende più di un’ora a spompinare un cazzetto vizzo e moscio, e io devo quasi stuprare una bionda slavata e platealmente frigida che alla fine pretende di essere riportata a terra e in fretta… Pazienza, avevano pagato anticipato e noi possiamo ripartire prima.
Ci va meglio dalle parti di Zara, dove stacchiamo due contratti, una mini crociera e tre marchette infuocate direttamente al porto, tutte e tre con singoli interessati a fare sesso con due ragazze alla volta.
Spalato è una delusione: due miserabili marchette al porto, anche piuttosto squallide.
A Curzola invece, niente sesso, se non fra di noi: però acquisisco una bellissima villetta nei pressi della casa natale di Marco Polo e due appartamentini in periferia; riusciamo anche a vendere un giro delle isole ad una comitiva di giapponesi interessati solo a fare foto (sì, anche a noi due, ma non nude).
Dubrovnik è uno spettacolo: la città vecchia di Ragusa è gremita di americani che stanno girando un film. Non solo ci godiamo la visita delle mura antiche, ma riusciamo a organizzare anche tutta una serie di mini crociere erotiche con i tecnici americani e perfino con un paio di attori di secondo piano, che ci tengono bloccate per sei giorni. E’ una scorpacciata di sesso che ci frutta quanto basta per coprire le spese dell’intero viaggio in Sardegna e ritorno; fra una scopata e l’altra, riesco perfino a chiudere altri due contratti.
Attraversiamo l’Adriatico e raggiungiamo il Gargano… Eva si sporge dalla barca più volte per vedere se trova ancora a galla il cazzone di Hamid, ma naturalmente non ce n’è traccia. Ogni segno della tragedia è scomparsa da tempo.
Per rilassarci ci fermiamo a Pugnochiuso due notti, che passiamo a folleggiare. Niente sesso mercenario, pensiamo solo a rilassarci e a divertirci. La prima notte rimorchiamo due ragazzi che ci piacciono e gli svuotiamo completamente le palle, mentre la seconda ci divertiamo fra di noi coinvolgendo una tipa ubriaca fradicia appena mollata dal fidanzato e in vena di trasgressione.
Scendendo verso Bari non trovo altri immobili di interesse, però ogni porto è buono per due o tre scopate a pagamento che vanno ad arrotondare il nostro budget…
Nella piccola Parigi del Sud rischiamo di essere derubate durante la notte, quando due tipi cercano di salire a bordo nel porto turistico; Eva si sveglia di soprassalto, io metto mano al kalashnikov e i due scappano a gambe levate… Uno dei due in effetti se la fa sotto quando mi vede con il fucile in pugno, e pulire dove ha sporcato per me è l’ultima goccia: salpiamo la mattina stessa.
La costa del brindisino ci porta più fortuna: due villette e una crocera al Capo d’Otranto per quattro impiegati dell’ONU che pagano una fortuna per scoparci in mare aperto… Quando Eva ha sparato la cifra, richiedendo il pagamento in anticipo, sono quasi svenuta; ma la mia olandesina ha il senso degli affari, e i quattro (di nazionalità indefinibile, ma parlavano un pessimo inglese) hanno pagato appena gli ha fatto vedere le tette.
Doppiata Santa Maria di Leuca, puntiamo dritti su Crotone.
I rattusi del posto sgomitano per salire a bordo, e in due notti abbiamo otto clienti. Pagano anche bene, e non sono troppo esigenti. Però quando uno ci lascia capire che ci sarebbe la possibilità di incontrare un boss locale, ci par di capire sia il momento di toglierci di lì: i carabinieri potrebbero non apprezzare…
Vista l’aria, evitiamo la Locride, giriamo intorno all’Aspromonte e imbocchiamo lo stretto di Messina.
Scilla o Cariddi? Alla fine optiamo per una breve sosta a Reggio. Visitiamo i Bronzi di Riace, dove Eva si lamenta della scarsa prestanza virile dei maschioni metallici (che cazzo ne so io, forse all’epoca i maschi erano meno dotati… In fondo le parola “lesbica” viene dalla loro era…), e facciamo due volte la spola fra le due sponde dello stretto a vantaggio di due famigliole in gita che vogliono far divertire i bambini.
A Cefalù trovo una bella villetta a picco sul mare che piacerà sicuramente a qualche magnate minore dell’Europa dell’Est, e vendiamo due mini crociere a turisti tedeschi in cerca di emozioni… In uno dei due casi la crociera soft si trasforma in hard quando Eva si accorge che il marito smania per lei: siccome fra l’altro il tipo non le dispiace, gli fa un’offerta che questi è felice di accettare. Così mentre io tengo occupata la mogliettina inconsapevole (non male, ma non ci sta), Eva si fa sbattere in cabina per duemila Euro in contanti.
A Palermo restiamo tre giorni. Non tanto per visitare la città, che pure è incantevole, quanto per il fatto che i giovani del posto sembrano avere il testosterone a mille e le tasche piene di soldi da spendere con due bionde straniere… Sì, perché mi accorgo subito che fingermi straniera anch’io aiuta molto. Solo due mini crociere erotiche fino a Punta Raisi e ritorno, per il resto semplici scopate standard all’attracco del porto turistico, per lo più con ventenni di buona famiglia ansiosi di provare il pelo biondo.
Ripartiamo e puntiamo verso il mare aperto.
Raggiungiamo Ustica al mattino, e lì troviamo un piccolo paradiso: Eva ha problemi a districarsi fra tutte le richieste di crociere che riceve, e in pratica ci mette all’asta. Alla fine vendiamo sei mini crociere soft e solo una hard, visto che le famigliole tedesche e americane in vacanza sembrano tutte abbastanza danarose, e noi cominciamo ad essere piuttosto stufe di cazzo, almeno per il momento.
Restiamo quattro giorni e tre notti estremamente proficue (la crociera hard da sola ci frutta cinquemila Euro, per tre ore di lavoro), poi alla sera del quarto giorno dopo aver fatto il pieno mettiamo la prua a ovest per la tratta di mare aperto più lunga.
Eva si fa in quattro per darmi una mano, ma mi rendo conto che lei è occupata per la maggior parte del tempo su internet a navigare in cerca di contratti e clienti di vario tipo; d’altra parte la Serenissima sarà anche largamente automatizzata, ma non è una barchetta di dodici metri, e governarla in mare aperto sulle lunghe distanze non è uno scherzo. Mi sorprendo a sognare di avere un marinaio a darmi una mano…
Già, ma poi ci toccherebbe pagarlo, e il salario di un nocchiero competente è – appunto – salato.
Meglio non pensarci.
Quando finalmente avvistiamo Villasimius sono esausta. Gettiamo l’ancora nella prima caletta che troviamo e vado a dormire.
Eva mi sveglia dopo poche ore: il mare si è fatto grosso e non è il caso di restare lì… Leviamo l’ancora e puntiamo a nord. Io bestemmio per tutto il resto della notte, e alla fine per calmarmi Eva si accovaccia fra le mie gambe mentre sto al timone, e mi lecca la fica fino a farmi sbrodolare tutta.
Che cara…
Attracchiamo ad Arbatax, e lì posso finalmente riposare.
Mentre io dormo, Eva si fa un giretto. Torna a bordo che mi sono appena docciata dopo un sonno di almeno dieci ore, e mi annuncia che abbiamo una crociera soft per il giorno dopo. Ottimo.
La crociera dura l’intera giornata e ci frutta un bel gruzzolo… Rinfrancate, ripartiamo verso nord e arriviamo in serata in Costa Smeralda.
Mancano tre giorni alla data di presentazione ad Alghero, e ci rendiamo conto di essere arrivate nel posto giusto per noi: a parte la straordinaria bellezza dei luoghi, del mare e delle isole, l’arcipelago della Maddalena si rivela affollato di gente disperata per una crociera con noi.
Eva alza continuamente i prezzi, e più questi si fanno esosi più i clienti si fanno numerosi. Forse dovremmo trasferirci lì…
Naturalmente è una questione stagionale, e da ottobre ad aprile non faremmo un Euro; però vivremmo in un posto davvero splendido.
Portocervo, la Maddalena, Tavolara, Budelli… Un posto più bello dell’altro, e tutti rendono al massimo se visti dal mare.
Alla fine Eva vende due crociere soft e una hard, quest’ultima per la cifra folle di diecimila Euro, pernotto compreso.
Si tratta della nostra ultima notte prima di puntare su Alghero, e siamo curiose di scoprire come mai il cliente è disposto a pagare così tanto per una serata con pernotto a bordo e giro intorno a Budelli…
Si tratta di una coppia piuttosto distinta: lui sulla cinquantina, alto, asciutto e brizzolato; lei sui trentacinque, a sua volta molto alta e snella, con due tette al fulmicotone chiaramente rifatte, abbronzatissima e con i capelli neri e ricci. Parlano entrambi l’inglese, ma con accenti diversi: più aspro l’uomo, e quasi francese la donna. Quando controllo i passaporti, vedo che in effetti lui si chiama Simon ed è svedese, mentre la sua compagna è Anjelique (lui la chiama Anja) e viene dal Brasile… L’accento francese infatti è un po’ forzato, e chiaramente vuole apparire sexy.
Generalmente, quando una coppia ingaggia due ragazze è perché la moglie intende regalare un’orgia da harem al suo compagno oppure è il marito che vuole offrire alla moglie un’esperienza bisessuale o propriamente saffica. Nel secondo caso di solito Eva si dedica al’uomo e io alla donna…
Questa volta le cose vanno diversamente.
Simon ci guarda entrambe con sguardo concupiscente, ma Anja è chiaramente attratta da Eva, che a sua volta mi lascia capire di essere interessata anche lei a quella tipa ambigua e dal timbro di voce profondo… La situazione mi intriga perché – a parte la sua torrida relazione con Giulia – di solito Eva non è particolarmente attratta dalle altre donne e resta fondamentalmente una cazzo-dipendente. Che la mia compagna stia sviluppando tendenze bisessuali più simili alle mie?
Di certo siamo un quartetto abbastanza ben assortito: siamo tutti e quattro fisicamente affini, decisamente più alti della media, di corporatura snella, e di età omogeneamente crescente dai 18 di Eva agli over 50 di Simon.
Dopo un aperitivo per rompere il ghiaccio, durante il quale si formano le coppie con Simon che mi corteggia con classe e Anja che si strofina più platealmente contro Eva, ci sediamo a tavola per la cenetta abase di pesce che il catering ha appena portato a bordo.
Non sono sicura di cosa avvenga sotto il tavolo fra Eva e Anja, ma di sicuro Simon comincia ad allargarsi con classe: inizia con lo sfiorarmi la mano, per poi cominciare a fare piedino, buttare lì qualche allusione via via più esplicita, e finalmente cominciare ad accarezzarmi la coscia nuda sotto il tavolo.
Da parte mia sono piuttosto recettiva: non è solo una questione professionale, perché Simon è un po’ il mio tipo, per età, fisico e portafoglio… Certo, nelle ultime settimane ho fatto veramente indigestione di maschi, ma i cazzi sono come le ciliegie: uno tira l’altro, e io sono piuttosto brava a farli tirare…
La mano di Simon mi si infila sotto la mini di pelle nera, facendosi strada fra le mie cosce: io le apro appena un po’ per fargli strada ma non troppo…
Davanti a noi Eva e Anja si stanno già sbaciucchiando con una certa foga, e dai loro movimenti intuisco una certa attività in atto sotto il tavolo. A un certo punto Eva si lascia sfuggire un’esclamazione di soffocata, piacevole sorpresa, e immagino che Anja le abbia raggiunto la fica: la mia compagna indossa un tubino bianco che contrasta magnificamene con la tinta ambrata dal sole della sua pelle e con quella dorata dei suoi capelli, e le sue grazie sono facilmente accessibili. Quelle di Anjia sono appena meglio custodite sotto un abito più vaporoso e semitrasparente che esalta la sua struttura atletica.
Lascio le due ai loro giochi e mi dedico al maschio, augurando buon divertimento alla mia amante.
Schiudo maggiormente le cosce e concedo la lingua a Simon, che comincia a giocarci con la sua, mentre la sua mano scivola maggiormente in profondità sotto la minigonna. Sento le sue dita nodose accarezzarmi l’interno delle cosce nude, e comincio a bagnarmi…
Il mio improvvisato partner ha un fremito di piacere quando con la punta delle dita raggiunge il pelo umido del mio sesso: è sempre eccitante per un uomo scoprire che la sua compagna non porta le mutandine sotto la gonna, spece se questa è piuttosto corta. Se poi la peluria è già bagnata, l’erezione è garantita.
Mi bacia in bocca mentre le dita si aprono la strada fra le mie valve surriscaldate.
Allungo una mano anch’io, cominciando a giocare con la patta dei suoi pantaloni.
– Ti voglio… – mi sussurra in inglese, cominciando a masturbarmi lentamente.
Sento l’uccello già bello tosto e mi preparo a liberarlo.
Il cliente ha espresso chiaramente il suo desiderio, quindi rompo gli indugi, anche perché Eva ha cominciato ad ansimare apertamente e ha già le tette di fuori, che Anja sta assaggiando con evidente piacere.
Scivolo dalla sedia inginocchiandomi fra le ginocchia di Simon, estraggo il suo pene e lo prendo in bocca, cominciando a smascellarmi.
Non è un superdotato: un attrezzo assolutamente nella norma, un classico diciassette centimetri ben proprzionato in diametro e bello dritto, duro quanto basta e piacevolmente pulito.
Mentre lo succhio lui mi accarzza la testa, giocando con i miei folti capelli biondi, tagliati piuttosto corti a spinacio come piace a Eva, secondo la quale mi ringiovaniscono e che secondo me accentuano il mio aspetto un po’ androgino.
Mentre ciuccio in ginocchio il cazzo del cliente guardo con la coda dell’occhio sotto il tavolo per vedere come se la passa Eva.
Si sta inginocchiando anche lei fra le gambe della cliente e sta ravanando sotto l’ampio vestito alla ricerca di qualcosa da divorare anche lei: allarga le gambe abbronzatissime e un po’ muscolose della cliente, solleva le falde dell’abito, sfila le mutandine di pizzo… E mentre due mani adunche le accarezzano le orecchie, si prende in bocca un bel cazzo, scuro e tosto!
Anja è una trans.
Il che spiega perfettamente l’ambiguità della situazione: la sua voce profonda, la statura imponente, la muscolatura superiore alla mia, la sua chiara preferenza per Eva, e soprattutto l’interesse della mia compagna per lei.
Ora che ci penso poi, il cazzo che sto succhiando sembra anche fatto apposta per il sesso anale… La situazione si fa sempre più intrigante.
Spompino con rinnovato entusiasmo, e Simon apprezza platealmente con sospiri e carezze che mi incoraggiano a darci dentro.
Io ed Eva ci prodighiamo oralmente sui nostri raffinati clienti per oltre mezz’ora, alternando aggressività e dolcezza in modo da prolungare il loro piacere ed evitare conclusioni improvvise e non gradite.
I primi a passare al dunque sono loro: Anja si alza in piedi e aiuta gentilmente Eva a sollevarsi a sua volta, poi le due si spogliano a vicenda con movimenti sinuosi finché restano entrambe nude, e allora vanno a stendersi su uno dei lettini di poppa, pochi metri più in là.
Io continuo a sgolinarmi con impegno per un po’, ma Simon deve essere impaziente perché non si può più godere lo spettacolo offerto dalle nostre compagne più giovani, e mi sollecita a raggiungerle.
Mi sollevo in piedi, e le mie ginocchia mi sono grate.
Sorrido al mio amante e comincio a spogliarmi per lui: via la camicetta già sbottonata, e via la minigonna nera… Non c’è altro: rimango davanti a lui, nuda nella mia abbronzatura uniforme e perfetta, con indosso solo l’orologio da polso e la catenina dorata alla vita che staccano con la pelle e si coordinano con i capelli.
Lui si sfila la camicia e lascia i pantaloni sulla sedia, poi mi abbraccia, mi gratifica con una saporita palpata di culo e di tette, poi con uno sculaccione amichevole mi incoraggia a raggiungere le altre due.
Eva e Anja sono a sessantanove sul lettino, intente a lavorare con la lingua una il sesso dell’altra, e sono piuttosto rumorose… Meno male che siamo all’ancora al largo, ad almeno un chilometro dalla barca più vicina e a due dall’isola.
La brezza notturna è tenue e piacevolmente fresca, e ha portato via l’umidità diurna: essere nudi in quell’atmosfera è rinfrescante e stimolante.
Ci stendiamo sul lettino accanto a quello delle nostre compagne e ci baciamo di nuovo, mentre io lo sego lentamente per non fargli perdere l’erezione.
Pomiciamo un po’ poi accanto a me riconosco il gemito di piacere che emette Eva quando viene penetrata in fica da un cazzo.
Giro lo sguardo insieme a Simon, e vediamo entrambi la mia amante che si è impalata a smorzacandela sulla bella trans e la sta cavalcando lentamente: le mani di entrambe sono impegnate a pastrugnare le tette dell’altra mentre si scopano ad occhi chiusi.
Simon emette un guaito di eccitazione e prende finalmente l’iniziativa: probabilmente la vista della sua trans che scopa una donna per lui è particolarmente arrapante, perché il suo arnese diventa improvvisamente durissimo.
Mi fa mettere a quattro zampe rivolta verso l’altra coppia e mi viene dietro.
Come immaginavo, lo sento trafficare con il mio buchetto grinzoso: ci sputa sopra e lo accarezza con delicata sicurezza. Ignora completamente la mia povera figa sgocciolante, e si dedica con professionalità al mio peraltro ben allenato sfintere che faccio occhieggiare a mo’ di invito finché non sento la testa del cazzo appoggiarvisi contro.
Fremo di anticipazione: è da quando ho scopato l’ultima volta con Riccardo che non lo prendo nel culo. Con i clienti il sesso anale è un’opzione piuttosto rara e molto costosa, ma questi due hanno pagato così tanto che abbiamo concesso loro un full included, e quindi lo lascio fare… E in fondo ho voglia anch’io.
Ho gli occhi fissi su Eva che si scopa come un’amazzone sul cazzo di Anja quando Simon immerge l’uccello nel mio buco.
Annaspo senza fiato per un attimo, il dolore mi rattrappisce strappandomi un rantolo, poi mi rilasso quando il glande affonda nel retto e lo sfintere si richiude intorno alla base del pene duro e liscio che mi sta impalando.
Niente vaselina o lubrificanti vari: Simon ha usato solo la saliva per ammorbidirmi, ma sono i rischi del mestiere…
Eva si volge a guardarmi e capisce che l’uomo mi sta sodomizzando. Mi strizza l’occhio e sorride con incoraggiamento… Poi comincia a sgroppare e a gemere più forte.
Evidentemente a Simon piace incularmi alla pecorina, perché andiamo avanti in questa posizione per un bel pezzo.
Eva e Anja invece cambiano più volte, rotolandosi nel lettino prima in una rapida missionaria, poi brevemente a pecorina, per poi scivolare sul fianco e continuare a cucchiaio in modo da poterci guardare meglio.
Scopiamo come ricci guardandoci a vicenda per almeno venti minuti: evidentemente esibizionismo e voyerismo reciproco sono un’ingrediente fondamentale della sessualità di quell’ambigua coppia con cui ci stiamo ammucchiando, perché traggono entrambi uno stimolo evidente nell’osservarsi l’un l’altro mentre sono impegnati a possedere una femmina.
Eva lancia un latrato da vera cagna inarcandosi tutta e tremando come avesse le convulsioni: per tenerla ferma, Anja l’afferra per le tette e le strizza forte, raddoppiando l’intensità del suo orgasmo, che si prolunga per un tempo incredibile. Sono invidiosa, io non sono mai riuscita a farla godere così a lungo: evidentemente la perversione di quel rapporto l’ha attizzata più di quanto pensassi…
Quando l’onda di piena – o piuttosto lo tsunami – del suo orgasmo finalmente si placa dopo aver spazzato via la sua mente conscia, Eva si affloscia come un palloncino vuoto; Anja estrae il suo uccello, e io mi rendo conto che l’attrezzo che nasconde così bene è assai più sviluppato di quello del suo maturo compagno.
Sono almeno venti centimetri di bega che la trans accosta alla mia bocca con un fare piuttosto sbrigativo che non ha nulla a che vedere con la dolcezza che ha riservato alla mia amante: senza troppi complimenti mi chiude il naso con una mano e mi caccia la nerchia in gola mentre il suo compagno continua a incularmi come un treno.
Annaspo, tossisco, mi strozzo, e alla fine ingoio la cappella fino alle tonsille.
Chiudo le labbra sull’asta durissima e assaporo i succhi vaginali di Eva di cui è impregnato dopo l’orgasmo squassante della ragazza olandese.
Essere trattata come una puttana mi eccita, ma non ci sto ad essere sottomessa da una semi-donna: io sono una lesbica dominante, e sono abituata a comandare il gioco. Così, sempre tenendomi sulle ginocchia e sostenendo il busto con una sola mano, allungo l’altra e strizzo i coglioni della trans, che caccia uno strillo da perfetta checca.
Le sue palle sono gonfie da scoppiare dopo la selvaggia scopata che si è fatta con Eva, e il mio golino non perdona; spremendogli le sacche lo sparo letteralmente oltre la vetta del piacere, e così Anja mi esplode direttamente in gola.
Lo spruzzo di sborra mi allaga l’esofago, obbligandomi a inghiottire tutto per non restare soffocata: peccato, perché così non mi godo il sapore dello sperma, ma d’altra parte l’ingoio profondo è anche terribilmente eccitante sia per chi lo riceve che per chi lo fa.
Anja raglia come un’asina che viene munta, mentre le risucchio la sborra dai testicoli speremendoli con le dita al ritmo preciso della venuta… Dev’essere l’eiaculazione più violenta e dolorosa della sua vita, ma a Simon deve piacere un sacco, perché mi spreme le tette con forza incitandomi a succhiare ancora più forte, e poi con un singulto mi sborra nel culo allagandomi l’intestino con il suo seme viscido e bollente…
Lo svedese mi scivola fuori dall’ano, stremato, e io sento la sua abbondante venuta che comincia a sgorgare dal buco rotto e a colare lungo l’interno delle mie cosce.
Ho ancora il cazzo di Anja in bocca e non smetto di risucchiare: ormai le ho prosciugato i coglioni che continuo a spremere senza pietà, e il risucchio oltre a piacermi ha lo scopo di tenere il cazzo duro e impedirgli di sgonfiarsi.
Tutto sommato la trans deve apprezzare il trattamento un po’ rude che le ho riservato, perché non cerca neppure di suttrarsi al supplizio.
Mi fa piacere che apprezzi: in fondo devo esserle grata per aver fatto godere così tanto la mia ragazza…
Quando finalmente la libero dalla morsa delle mie fauci, la nerchia è più dura di prima anche se ha i testicoli mosci.
Sono l’unica che non ha ancora goduto, e glielo faccio notare. E siccome Eva e Simon sono momentaneamente fuori combattimento mentre il suo cazzo è bello duro, tocca a lei soddisfarmi.
Mi rivolto offrendole le terga e le ordino di leccarmi: la sborra del suo uomo mi ha impiastricciato la fica e le cosce e tocca a lei ripulirmi con la lingua…
Come immaginavo, l’idea le piace. Si china e sento prima il suo alito, poi la sua lingua che mi accarezzano la pelle delicata dell’infracosce. Risale dal basso verso l’alto, recuperando il seme goccia a goccia, rivolo a rivolo, arrivando prima a brucare nel mio pelo biondo e poi a succhiare direttamente lo sperma di Simon dall’ano ancora slabbrato.
– Adesso mettici il cazzo – ordino seccamente – Inculami anche tu!
Ora che lo sfintere è spalancato e l’interno è ancora lubrificato con la sborra del mio amante precedente, la sodomizzazione è quasi indolore.
Guaisco di piacere nel sentirmi riempire di nuovo il culo, e questa volta da un cazzo più grosso e più lungo del precedente.
– Aahhh! – rantolo, portandomi una mano fra le gambe e cominciando anche a masturbarmi – Sì, così… Spaccami il culo!
Anja non si fa pregare: evidentemente i due giocano a incularella scambiandosi spesso le parti, e lei è piuttosto allenata anche a fare la parte attiva.
E’ la mia prima volta con una trans: non sono mai stata particolarmente attratta da questa particolare perversione, ma devo dire che non è male. In fondo è come prenderlo in culo da Eva quando giochiamo con lo strapon…
Mi sgrilletto con forza mentre vengo sodomizzata da quell’ermafrodita fuori di testa, e in pochi minuti raggiungo anch’io l’apice del piacere.
– Godo, godo… – guaisco con la faccia contro il materasso del lettino, sbrodolandomi tutta mentre Anja non smette di scovolarmi il retto con il suo arnese sempre durissimo.
Mi accascio appagata sul lettino, e Anja estrae il suo attrezzo dalle mie budella infiammate, alla ricerca di un altro buco da riempire.
Eva è ancora semi svenuta, ma Simon si sta riprendendo. Nuovamente con fare autoritario, la trans si avvicina la suo uomo, lo afferra per i capelli e gli ficca in bocca il cazzo grondante dei miei liquami intestinali.
Lo svedese spalanca la bocca e ingoia ubbidiente il membro che gli viene offerto.
Anja scopa letteralmente in bocca l’amante tenendolo per i capelli con una mano e appoggiandosi al lettino dove giace ancora Eva con l’altra, biascicando qualcosa in portoghese che non afferro del tutto, ma che suona come alquanto umiliante per chi le sta praticando la fellatio.
Incontro lo sguardo divertito di Eva: è chiaro che alla mia compagna l’esperienza con la trans è piaciuta parecchio. Le strizzo l’occhio, il suo sorriso si allarga, e lei si alza per sparire un istante sottocoperta.
Ricompare subito dopo, trafelata, con i nostri strapon in mano, e viene a baciarmi in bocca.
Ci rotoliamo sul mio lettino, nude e vogliose, baciandoci in bocca e offrendoci agli sguardi allupati dei nostri clienti; Eva si siede sulla mia faccia e si fa leccare la fica, ancora spatasciata per la scopata precedente, e io bevo avidamente i suoi succhi abbondanti e dolcissimi…
Anja emette un suono gutturale che di femminile non ha più nulla, e sborra in bocca al suo amante, che diligentemente ingoia tutto il poco seme che i testicoli stremati della trans sono riusciti a produrre in quei pochi minuti trascorsi dalla precedente mungitura.
Momentaneamente placati, rimaniamo in quella posizione: io pratico il connilinguo a Eva, e Simon ciuccia il cazzo a Anja… Finché Eva non decide di allungarsi fra i due lettini per prendere in bocca l’uccello moscio dello svedese per intostarlo di nuovo.
Anja approva con un ghigno, senza smettere di pestare il suo membro ormai sgonfio nella bocca del suo uomo.
Quando mi separo dalla fica di Eva per tirare il fiato, vedo che la situazione si è evoluta un’altra volta.
Ora Simon ha il cazzo duro, mentre quello di Anja è ancora moscio.
Eva alza lo sguardo sul cinquantenne e gli dice in inglese che le piacerebbe vedere come si scopa la sua compagna.
Lo svedese annuisce, si alza, si porta alle spalle di Anja e la infilza nel culo facendola urlare di dolore.
A quel punto Eva, evidentemente famelica, prende in bocca in cazzo di Anja, decisa a raddrizzare anche quello.
Ammiro affascinata il terzetto e finisco di riprendermi a mia volta.
Eva si sistema meglio, inflandosi sotto Anja che lo prende in culo a pecora, e senza smettere di succhiarle l’uccello le offre in cambio la sua fica: ora le due sudicione sono a sessantanove, con Simon che continua a sodomizzare quella che sta sopra.
Come mi piacerebbe scattare loro una bella foto! Scommetto che su internet farebbe furore…
Hmmm… Perché no?
Osservo i tre che si ammucchiano selvaggiamente sul lettino alla luce tenue delle lampade di bordo e mi sento tirare di nuovo la fica: ho voglia di ammuchiarmi anch’io.
Indosso lo strapon, gustandomi la sensazione del dildo che mi riempie la fica e mi avvicino al groviglio di corpi sudati che si stanno accoppiando disordinatamente sul lettino.
Simon ha lasciato libera Anja che si è rigirata andando sotto: Eva si è infilzata sul membro della trans nuovamente lungo e duro grazie al succoso pompino della mia compagna, e si è piegata per baciarla in bocca. Lo svedese ne ha approfittato per cambiare buco, e ha trafitto il culo dell’olandesina cogliendola di sorpresa e strappandole un grido lacerante.
Mi propongo di vendicare Eva della stessa moneta. Più civile del pervertito inculatore di trans e ragazzine, mi lubrifico con cura lo strapon con il lubrificante al silicone, poi mi avvicinoda dietro al culo stretto e accuratamente depilato di Simon, lo afferro per i fianchi facendogli credere di volerlo aiutare a sodomizzare Eva, e glielo pianto senza pietà nel buco già aperto.
Il mio strapon è notevolmente superiore per dimensioni al pene di Anja, e anche se lo sfintere era già dilatato dalla sodomia precedente, lo sforzo cui lo sottopongo è comunque tremendo.
– Aaarghhh! – strilla il tipo, irrigidendosi nel ricevere l’imprevista penetrazione – What the fuck!
– That’s called anal fuck, dude – lo informo, spingendo a fondo dentro di lui.
Ora siamo tutti e quattro uno sopra all’altro: Eva impalata sopra Anja è inculata a sandwich da Simon, che a sua volta lo prende in culo da me, che mi ritrovo a fare da motore per tutti e quattro. Ogni volta che affondo nel culo di Simon, pianto a mia volta il suo cazzo nelle viscere di Eva, che si ritrova ulteriormente infilzata su quello di Anja, che si sente schiacciare sotto il mucchio dei nostri corpi che si stanno sbattendo in quel modo bestiale.
Solo tre anni fa non avrei neanche potuto immaginare di trovarmi coinvolta in una situazione così terribilmente scabrosa: quella coppia di porci ha veramente fatto emergere i miei istinti animali più repressi, e adesso non mi sembra di avere più limiti nel cercare di soddisfare la furia dei miei sensi.
Del resto, non mi sembra davvero di violentare nessuno: quel mezzo frocio di Simon apprezza rumorosamente la sodomia cui lo sottopongo, nonostante ci metta tutta la ferocia di cui sono capace: lo inculo senza pietà, ed è come se stessi inculando anche Eva attraverso di lui e usando il suo cazzo…
Infatti Eva è quella che strilla più forte, trivellata in entrambi i buchi dai cazzi dei clienti più pervertiti che ci siano mai capitati.
– Aahhh! Aahhh! Mi state sventrando… Ahiaaaa! AAAGHHHH!!!
L’olandesina esplode in un nuovo orgasmo al fulmicotone, che la squassa con tale violenza che la fa disconnettere dal mucchio.
Rotoliamo di fianco, e io finisco addirittura rumorosamente giù dal lettino: ho paura di aver lacerato l’ano di Simon, ma mi rassicuro quando mi accorgo che lo strapon non è sporco di sangue.
Mi rialzo in piedi, con gli occhi iniettati di sangue dalla foia, pronta a infilzare il primo culo che vedo.
L’unica rimasta stesa a gambe larghe sul lettino è Anja, ancora scombussolata da quel che è successo. L’afferro per il cazzo, duro e tutto bagnato degli umori di Eva che ci ha appena goduto sopra, le sollevo una gamba e le pianto lo strapon nel culo.
La trans caccia un urlo agghiacciante, ma se lo becca tutto fino in fondo con stile. Comincio a fotterla così, lei stesa di schiena sul lettino e io all’inpiedi fra le sue gambe spalancate: con un braccio le tengo sollevata una gamba e con l’altro le tiro una sega brutale mentre mi posiziono in modo da ricevere il dildo interno dello strapon dritto contro il punto G.
Mentre scopo Anja, vedo che Eva, ripresasi dall’orgasmo, ha recuperato lo strapon che aveva messo insieme al mio vicino ai lettini, l’ha indossato, e si prepara a fare a sua volta la festa a Simon: lo fa stendere sull’altro lettino nella stessa posizione della sua bella trans, e lo incula esattamente allo stesso modo. Simon, che ha avuto modo di riempire tutti i buchi disponibili, adesso è anche stato inculato da tutte e tre…
Eva e io procediamo alla sodomizzazione in parallelo dei nostri clienti per un bel pezzo: non c’è pericolo che i nostri cazzi si smoscino, e quando godiamo noi siamo ancora più stimolate a continuare.
Quando mi accorgo che Anja comincia a sanguinare, accelero la sega che gli sto facendo da più di dieci minuti, e la trans erutta un denso fiotto di sborra, che descrive un arco verso l’alto fin quasi all’altezza del mio naso, per poi ricadere all’indietro e impiastricciarla tutta in faccia e sul petto prosperoso. Io me ne vengo in punta del mio dildo, e finalmente estraggo la lancia dal buco martoriato della poveretta.
Accanto a noi, Eva è altrettanto impietosa e sta letteralmente tirando fuori le budella di Simon con il suo strapon mentre lo sega con ferocia. L’uomo emette un barrito e sborra anche lui, solo che la mia compagna è più avida di me e si dirige lo schizzo contro: il seme biancastro di Simon la raggiunge in mezzo alle tette e alla base del collo, inzaccherandola tutta dal mento all’ombelico.
E’ finita.
Dimostrando professionalità, Eva si china su Anja e la bacia in bocca, poi le prende in bocca il cazzo spento e lo succhia raccogliendo le ultime gocce di sborra…
Offriamo ai nostri clienti prima un bicchiere d’acqua per rinfrescarsi e poi un superalcolico per stroncarli del tutto, e li riaccompagnamo alla loro cabina per una meritata doccia e un meritatissimo riposo.
Quanto a noi, ripuliamo velocemente il ponte, facciamo sparire gli avanzi della cena e dell’orgia, e poi raggiungiamo il nostro lettone dove ci liberiamo degli strapon e crolliamo, nude e stremate, una fra le braccia dell’altra.

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