eravamo T e V

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Era un giorno come tanti quando lei si innamorò.
Si innamorò di un trentenne dolce e passionale, aveva un viso da cerbiatto contornato da piccole macchiette che lo addolcivano ancora di più, era altruista e generoso, aveva due occhi di un castagno molto particola, un alternarsi di chiaroscuro che sembrava quasi esaltassero i sentimenti di lui, era paziente , la trattava come una bambina ed era anche un po’ normale, V. Era una bambina rispetto a lui, lei aveva appena 19 anni, aveva un viso dolce, le guance appena paffutelle, qualche lentiggine sul viso e due occhi color nocciola con striature di verde pieni di speranze e sogni che aspettavano solo di venir fuori e prendere forma, erano due occhi di quelli strani, selvaggi, ribelli, non si potevano controllare, nemmeno lei riuscita a controllare il suo sguardo, così espressivo che ti parlava in silenzio, con lei infatti non c’era bisogno di dire una parola, le si leggeva sul suo dolce visino ciò che provava.
Anche per T. fu un colpo di fulmine , aveva visto in lei una purezza d’animo, una spontaneità di espressioni e gesti fuori dal comune, tutte le altre donne o ragazze volevano apparire, erano maliziose e anche un po’ montate ma lei no, era educata e calma, sembrava un tenero agnellino, sembrava avere le gambe bagnate da facile sottomissione. T. Aveva trovato la sua dolce bambina, innocente e pura, doveva solo farla diventare donna! V. Infatti era vergine, lui impazziva di desiderio per lei, voleva finalmente avere un amore fresco e pulito dopo tante delusioni, dopo un’adolescenza trascorsa tra commissariati e sobborghi isolati.
I due iniziarono la loro storia, V. Era affascinata da quel giovane uomo un po’ ambiguo, così tanto tenero e paziente con lei, da diventare un delinquente con le palle alla prima provocazione. T. Faceva di tutto per lei, era passionale, audace, riusciva a toccare delle corde che la bambina non sapeva nemmeno di avere, l’aveva sedotta, aveva sedotto il suo cuore, la sua mente e anche il suo corpo a tal punto che non ci volle molto che i ruoli si ribaltassero. Iniziò lei a prendere in mano la situazione, a provocarlo, a farlo sentire un vero uomo, forse come non si era mai sentito, o come forse nessun’altra donna l’aveva mai fatto sentire.
V. anche se inesperta si sentiva sicuramente tra le sue braccia, aveva voglia di lui, riusciva persino a chiudere gli occhi mentre lo baciava, provava una senzazione di sicurezza mai provata, era pronta, lo voleva, voleva tutto di lui, voleva assaggiare il suo sapore di uomo, T. riusciva a farla gemere ed impazzire di passione con una sola carezza, le procurava una tale tenerezza ad ogni singolo bacio che sembrava quasi stesse fingenedo. I due amanti si desideravano, si bramavano di continuo e finalmente, una sera V. Riuscì ad assaggiare la vera essenza del suo uomo, fu una sensazione unica, per lei era solo un gioco in verità, ma era un gioco straordinariamente bello ed emozionante che avrebbe voluto non finisse mai. Gli innamorati continuarono a cercarsi e a scoprirsi giorno per giorno, T. La faceva impazzire con la sua paziente e la sua dolcezza, sembrava quasi un papá intento ad aiutare la figlioletta volenterosa d’ imparare ad andare senza rotelline alla bici, la accompagnava in quest’esperienza mano nella mano, gemito dopo gemito, e come un lampo quella sera arrivó, lui riuscì finalmente ad averla, la bambina quella sera diventò donna, quella sera sapevano già cosa sarebbe successo, si respirava nell’aria l’eccitazione che li accompagnava, fu una sera piena di complicità e di naturalezza, V. con nessun’ altro avrebbe avuto una prima volta cosi. Lui non ebbe timore di manipolarla, iniziò a baciarla, a toccare i suoi seni ed i suoi fianchi, ad accarezzarla sopra le mutandine, poi scese con la testa e iniziò a baciarla su tutto il corpo, le sfiló la maglietta, e gli slanció i jens.
V. Era nervosa, ma allo stesso tempo sicura del suo amore, quella era la sua prima volta, era nella macchina di lui, sul sedile del passeggero quasi completamente reclinato, la luna brillava difronte al parabrezza dell’auto, il mare era una tavola, faceva freddo, erano i primi di marzo e non ci volle molto prima che tutti i vetri si appannassero, T. sfiló il suo reggiseno e piano le mutandine. V. cercó di andargli dietro, cercava di copiare i suoi movimenti, e lentamente lo spoglió, lui le si mise di sopra, Le accarezzava dolcemente la fichetta ancora inviolata con il suo cazzo e piano piano rassicurandola la penetró, avevano già provato questo gioco, ma T. non si era mai spinto oltre; lei aveva paura di farsi male <<rilassarti>> le sussurró lui con dolcezza, e lei lo fece, si fidava ciecamente di ogni sua singola parola.
Lui a quel punto diede un colpo deciso e prese per sempre ed in un singolo attimo la sua verginità e la sua purezza, da quell’ istante cruciale V. Non fu più la dolce bambina da domare, in V. Nacque in pochi secondi un lato del suo carattere Completamente nuovo, pulsante e furente, vivo, impaziente di svilupparsi e di venire fuori.
V. aveva assaggiato il cazzo e le era piaciuto, era una sensazione mai vista, mai sentita prima, una sensazione di controllo, di sicurezza che non aveva mai avuto nella vita! V. Si sentiva finalmente completa.
Da quel momento in poi non sembrò più una prima volta, una prima volta di quelle goffe e dolorose, che si rimpiangono per tutta la vita; lei divenne sicura di se, del suo corpo, del suo ruolo, V. Inizó a muoversi, ad assecondare i movimenti di T. rimandano sempre sotto di lui.
Dopo poco un’altra sensazione mai provata prima si stava insinuando nel corpo della ragazza, era come se l’intero cosmo si stesse fondendo con la sua anima, come se venissero a lei tutte le forze della natura, stava per raggiungere il suo primo orgasmo! T. la guardava, era stupito, era ammaliato da quel suo dolce visino gonfio di piacere, si strofinava il viso contro quelle guance tonde e arrossate dal calore dei corpi che gemevano, la vide arrivare al piacere godendo con voce spezzata dalle sensazioni, in quel momento il cuore di T. si riempì d’amore e impazzí di tenerezza nel vedere la sua bambina perdersi in quell’orgasmo lunghissimo che ne provocò subito dopo un’ altro.
Lui era felicissimo, soddisfatto di se e V. Lo percepiva benissimo, era quasi palpabile quel sentimento e le piaceva, la faceva sentire untile e altruista.
T. la prese per i fianchi e la tirò verso di se,le mise le mani aperte sotto le natiche e la penetró di nuovo, nel sedere però, il quel piccolo e stretto buchino del sedere.
V. Rimase interdetta per qualche secondo, non avvertì stranamente nessun male,nessun dolore o resistenza, si era concessa completamente a lui, le piaceva quella fusione di corpi, sentiva non solo il corpo di lui, ma anche la sua anima e venne nuovamente una terza volta.
T. Stava trattenendo il piacere da fin troppo tempo, stava quasi per cedere e poco dopo arrivò anche lui eccitato dagli spasmi spontanei del suo dolce amore.

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