Erika

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Ho appena finito di lavorare. Torno a casa, mi cambio e vado in palestra. Oggi è più vuota del solito. Inizio ad allenarmi.
Ad un certo punto vedo con la coda dell’occhio una ragazza. Cerco, senza farmi vedere, di guardarla meglio. In un primo momento non l’ho riconosciuta ma sforzandomi di ricordare ho dato un nome a quel volto. Erika. Lei probabilmente non si è accorta di me in quanto era intenta ad eseguire il suo esercizio.
Era veramente bella: capelli lunghi biondo scuro raccolti in una coda, un mini top viola che risaltava la sua, credo, terza misura, pantaloncini inguinali che risaltavano un bel culetto e facevano vedere tutte le gambe. Che bomba! Sexyssima!
Finisce l’esercizio. Sicurissimo fosse Erika mi avvicino a lei.
Io:”ciao Erika! Da quanto tempo?”
E:”ehi ciao! E si, da tanto tempo..” – e ci scambiamo i tradizionali baci sulle guance –
Io:”allora che mi racconti?”
E:”eh tante cose..”
Io:”ah però..ne hai fatte di cose allora eh?” – sorridendole
E:”eh si..però facciamo cosi, troviamoci uno di questi giorni e ci raccontiamo bene tutto..ok?”
Io:”idea perfetta!”
E:”poi prima di uscire ci mettiamo d’accordo..”
Io:”va bene va bene”. Ci sorridiamo e torniamo ognuno al proprio allenamento.
Erika mi si avvicina e mi informa che lei ha finito e qui sta per andare a cambiarsi. La seguo. (ovviamente in spogliatoi diversi). La aspetto fuori e poco dopo mi raggiunge.
Io:”eccoci..”
E:”allora cosa vogliamo fare?”
Io:”mah non so..un caffè, un aperitivo, un giretto cosi…”
E – facendo l’occhiolino:”vada per l’aperitivo”. Ci sorridiamo.
Io:”che giorno facciamo? Domenica?”
E:”perfetto!” – ci salutiamo e facciamo per andarcene quando Erika dice
E:”comunque credo sia meglio scambiarci i numeri..”
Io:”sisi certo..”. E li scambiammo.
Arrivò domenica. Come d’accordo passai a prenderla e andammo a fare l’aperitivo.
Quando la vidi scendere mi salì in cuore in gola. Era stupenda. Capelli sempre raccolti in una coda, trucco presente ma non eccessivo, un vestitino nero tutto ricamato poco sopra il ginocchio e a maniche lunghe, collant scuri abbastanza velati e ai piedi stivaletti neri con il tacco. Mamma mia che figa! La spogliavo con gli occhi e un po mi stavo eccitando. Ci salutammo affettuosamente e le feci subito i complimenti per la bellezza e i vestiti. Mi ringraziò con un sorriso bellissimo.
In macchina e la parlammo del più e del meno e non so come ma si arrivò a parlare di scarpe e di riflesso anche di piedi.
E:”sai a me piacciono tantissimo le scarpe..ne ho cosi tante che non so più dove metterle..” – ridendo
Io:”poi mi spiegherai cosa te ne fai di tutte queste scarpe..”
E:”non preoccuparti..me ne faccio, me ne faccio..” – e ci sorridiamo.
Io:”che tipo di scarpe preferisci?”
E:”impazzisco per i tacchi..le vorrei tutte..poi mi piacciono tanto anche le zeppe e gli stivali e stivaletti, come questi” – e me li fece vedere. Bellissimi. Pisello semi-duro.
E:”ti piacciono?” – guardandomi negli occhi e sorridendomi
Io – eccitato:”si, sono molto belli..mi piacciono..”
E:”ma grazie..” – sempre sorridendo.
Pausa di silenzio di qualche secondo.
E:”comunque sai che ho un blog dove metto foto di vestiti, accessori, scarpe..?”
Io:”davvero?! Nome?” – e mi disse il nome
Io:”lo guardo subito” – feci per aprire il sito quando mi interruppe
E:”no, non guardarlo adesso. Dai, torniamo a casa”.
Io la guardai stupito e cercai di capire se avevo detto o fatto qualcosa di sbagliato. Restai con il punto interrogativo fino a casa sua. Mi invitò a salire e accettai immediatamente.
E:”aspettami qui. Torno subito”. Non so perché ma comincio ad eccitarmi di nuovo.
Ad un certo punto sento che mi chiama e mi dice di raggiungerla in camera da letto. Mi precipito.
Appena la vedo rimango a bocca aperta. Non riuscivo più a muovermi o dire niente tanta l’emozione e lo stupore. Ero come pietrificato.
Erika era sdraiata sul letto in una posizione hot e indossava solamente un reggiseno in pizzo nero abbinato a un mini perizoma, autoreggenti sempre in pizzo e ai piedi aveva i tacchi, aperti sulle dita e sul tallone. Che bomba sexy!
Io ero ancora imbambolato sulla porta. Ero molto eccitato.
Con l’indice mi fece segno di avvicinarmi. Mi avvicinai come se fossi telecomandato. Indicò le scarpe. Non capivo più niente, ero suo. Mi inginocchiai ai suoi piedi e delicatamente e lentamente iniziai a baciarle e leccarle le scarpe. È stato bellissimo. Lei intanto mi guardava e muoveva le scarpe in base a dove avrei leccato. La cosa andò avanti qualche minuto.
E:”toglimi le scarpe e fai la stessa cosa ai miei piedini..”
Il fatto che Erika disse “piedini” mi fece perdere del tutto la ragione.
Ha due piedini da infarto, perfetti in ogni cosa. Sono un 38 bellissimo, con le dita perfette e simmetriche, senza smalto. Hanno una forma perfetta con due archi plantari stratosferici. E sono molto profumati.
Le sfilai delicatamente le scarpe e le appoggiai per terra. Lei osservava il tutto. Chiusi gli occhi e iniziai ad sniffare quei piedini. Misi il naso ovunque, anche tra le dita per raccogliere quanto più profumo possibile. Ero ubriaco dei suoi piedi. Iniziai a leccarglieli tutti. Passai la lingua sul dorso, poi sui talloni, poi le piante e infine le dita. Le succhiai ogni singolo dito.
Mi sembrava di sognare. Era bellissimo. Ero molto eccitato. Anche Erika che si portò due dita sulla vagina per godere. Era tutto cosi surreale, ma vero. Stupendo.
Erika appoggiò le sue deliziose piante sulla mia faccia e le lasciò cosi. Wow! Non vedevo più niente. Sentivo i suoi piedini ma anche del movimento. Quando mi tolse i piedi dalla faccia notai, con grande stupore, che si era tolta il reggiseno. Avevo davanti agli occhi due tette bellissime, sode. Mi fece alzare in piedi e appoggiò i piedini sul mio petto mentre io scesi a palparle le tette. Erika muoveva i piedi sul mio petto mentre io ora gliele strizzai per bene facendola mugolare dal piacere. Che tette bellissime!
E – con voce bassa, sexy e maliziosa:”spogliati..”.
Mi denudai immediatamente. Dalle mutande uscì un pisello ormai incandescente, completamente scappellato pronto per godere di lei e con lei. Erika lo guardò maliziosa e senza che io dissi niente, prese a masturbarmi con i piedi.
Quante cose indescrivibili ho provato.
Chiusi gli occhi per concentrarmi al meglio nel godere. Ogni tanto abbassavo lo sguardo e vedevo il mio pisello in mezzo ai piedini erotici di Erika che scorrevano lungo tutta la lunghezza del mio amichetto infuocato. Incrociai il suo sguardo. Malizioso, sicuro di se, concentrato…Non resistetti a lungo.
Io:”aaa oddio Erika..vengo vengooo..aaa..”
Lei non disse nulla. Aumentò il ritmo e con lo sguardo illuminato ed estremamente malizioso si preparò al mio godimento che tardai a far arrivare.
Il pisello si indurì ancora di più ed iniziò a pulsare. Dopo l’ennesimo colpo di piedi, iniziò a spruzzare. Sborrai violentemente. Sborrai principalmente sui suoi piedini ma raggiunsi anche le sue gambe e le lenzuola. Il tutto sotto il suo sguardo “porco”.
Ero scosso. Appagato. Il pisello ormai moscio. Erika smise di toccarmi con i piedi e si girò. Si avvicinò con la faccia al mio pisello. Ci guardammo. Delicatamente lo prese in mano e iniziò una sega lentissima. Che bello! Godevo! Poco dopo mollò la presa e lentamente se lo fece scivolare in bocca. È difficile spiegare cosa si prova in questi momenti. Dico solamente emozioni. Tante. Era bravissima. Lo faceva entrare tutto in bocca e quando arrivava alla cappella giocava con essa con la lingua. Ogni tanto emetteva quei rumori tipici che ti eccitano di più. Io mi ero abbandonato al godimento e le lasciai fare tutto quello che voleva. Mi risucchiò perfino le palle. Top!
Si staccò. Ci guardammo. Tolse quel sottile filo che ricopriva la sua intimità. Ora non c’è più niente a dividerci. Eravamo completamente nudi. Uno di fronte all’altra. Occhi negli occhi.
Si sdraiò supina e spalancò le gambe invitandomi a lei. Lo feci subito e piano piano penetrai in lei. Era molto accogliente. Calda e ben lubrificata. Non feci fatica a entrare nel tunnel più bello del mondo. Iniziai a spingere man mano sempre più forte sotto le sue urla di godimento e di piacere. Cambiammo posizione. Si mise alla pecorina. Mamma che spettacolo! Entrai nuovamente in lei. Sfruttando la sua coda le tirai i capelli per il miglior godimento di entrambi. Andammo avanti per diverso tempo.
Arrivò il momento. Ero prossimo al godimento. Glielo feci presente. Si fece dare ancora qualche spinta poi sentendo il pisello contrarsi e pulsare se lo sfilò velocemente. Si fece sborrare in bocca. Mi scaricai completamente in quella bocca che poco prima mi aveva fatto godere. Ingoiò tutto. Non rimase neanche una goccia.
Ci sdraiammo ancora nudi sul letto abbracciati. Il resto è storia.

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