finalmente gli ho pisciato in bocca

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Non credevo potesse succedere ancora, nè ieri sera nè qualsiasi altra volta. Se qualcuno ieri mattina mi avesse svegliata dicendomi che la mia serata sarebbe andata così come poi è andata..col cazzo che gli avrei creduto. “Vaffanculo” gli avrei detto e avrei continuato a dormire. Ho sognato e desiderato quel momento mille notti e ho provato dolore fisico ogni volta che ci sono andata così maledettamente vicino per poi essere lasciata sola in preda a un’eccitazione folle.
Eppure è accaduto, stamattina mi sono svegliata realizzando che è tutto successo veramente, non è stato un sogno..no..non è stato uno dei miei dannati sogni , non è stata una delle dannate notti in cui mi sono svegliata ansimando e bagnata fradicia di voglia. Gliel’ho preso in bocca ancora, gliel’ho succhiato di nuovo, gliel’ho leccato, io, che non ho fatto altro che pensare a quel cazzo, tutte le volte che ho preso il cazzo di chiunque altro. Mi ha concesso un aperitivo ieri sera, in una serata di semifinale di coppa Italia, in una serata strana e calda che mi ha fatto pensare alle serate estive, quelle frizzanti e spensierate. Eppure siamo solo ad inizio aprile. Non era in programma, sono tornata a casa dopo aver fatto il turno a pranzo, stanca e convinta che, come succede sempre quando non lavoro la sera, avrei semplicemente riposato. E invece, no! Una volta a casa, ho ascoltato la parte peggiore di me, quella più prepotente, quella che mi spinge ad uscire fuori dagli schemi, quella più selvaggia, quella che mi accende i sensi, quella che non rispetta nessuna volontà se non la propria. La parte che non riesco a zittire, la parte di me più autentica, la parte più vera, la parte che mi fa sentire viva. Invio..dando vita a una serie di messaggi provocatori, una lunga serie di botta e risposta che va avanti mentre i miei buoni propositi sono già un ricordo lontano.
Gli propongo di bere qualcosa insieme, senza impegno, in fondo che c’è di male, io, lui, un bar e due bicchieri. Se la ride, se la spassa, mi prende in giro ma poi cede..cede ai miei estenuanti tentativi.
“Ooook..ok aperitivo! Aspettami alle 19.30 in piazza….”
Ho creduto che mi prendesse in giro come sempre. Mi sarei vestita, truccata, sarei andata fino a lì e mi sarei ritrovata l’ennesima volta da sola. Avrei detto qualche parolaccia e incazzata nera avrei incassato il colpo. Sarei tornata a casa, avrei sbattuto la borsa sul letto e avrei giurato che non l’avrei più cercato. Si l’avrei giurato, io che ho perso il conto delle volte che l’ho fatto, tanto quanto l’ha perso lui delle volte che gli ho promesso di fare la brava.
“Guarda che sto per farmi una doccia, dimmelo se stai cazzeggiando, scendo per le 19.15 e hai tempo fino a quell’ora per dirmi se verrai o meno.”
“Ma rischia no? In fondo mal che vada te ne ritorni a casa così come sei arrivata!”
“Invece sai che ti dico? Io alle 19.30 sarò li e se non ci sei poco male! Ho tanti amici in zona, cercherò la compagnia di un altro!”
“Ma magari! Giuramelo!Giurami che cercherai la compagnia di un altro!”
Vaffanculo! Vaffanculo! Ma quale amico, quale altro..già mi vedo correre a casa a leccarmi le ferite!
Mi spoglio nuda, mi guardo allo specchio e prima di entrare nella vasca, mi tocco.
Con le dita torturo i capezzoli duri e turgidi, cerco di leccarli..alzo più su le tette con le mani e guardo allo specchio la mia lingua che si allunga per prenderli in bocca. Le mani sinuose scivolano sul mio corpo formoso, mi tocco il culo e poi i fianchi fino a stringere con decisione la carne dell’interno coscia. Affondo lentamente il dito medio nel mio buco nero e profond, lo spingo dentro mentre allargo bene le cosce per sentirmi totalmente aperta..lo sfilo via subito e lo avvicino al naso mentre ad occhi chiusi inspiro il mio odore. Lo porto alla bocca, lo lecco, mi assaggio e sospiro mentre lo faccio ancora scivolare giù..stavolta nel culo e mentre il pollice mi penetra la fica. E’un orgasmo veloce e intenso, non ho molto tempo sono già le 18.40.
Indosso un pantalone grigio, stretto alla caviglia e un top nero e grigio scollato sul seno..voglio che le tette si vedano ma non troppo. Scelgo sandali neri col tacco, fa caldo, voglio sentire i piedi nudi..voglio mostrare le dita e il mio smalto rosso. Mi trucco cercando di coprire la stanchezza di una giornata vissuta pienamente, mi pettino lasciando i capelli sciolti sulle spalle. Prendo la giacca corta in pelle nera e scendo. Sono le 19.20..il mio compagno non c’è e mi sento libera. Scelgo un bar molto carino, ha le luci soffuse e l’atmosfera è calda e accogliente. Lo chiamo.
“Sono qui..mi trovi dentro, ti aspetto.”
“Va bene, ma inizia a ordinare, non so fra quanto arriverò.”
Verrà..verrà cazzo! Sento le gambe molli..prendo al banco un gintonic e mi siedo all’unico tavolo disponibile..tutti gli altri sono prenotati per la partita. Mi guardo intorno, impaziente e desiderosa, il tempo scorre lento, le voci sono in sottofondo, sento solo il mio cuore che batte..batte forte come se volesse uscirmi fuori dal petto.
Ordino un tagliere di formaggi e salumi, ho fame, non tocco cibo da mezzoggiorno, ho quasi finito il gintonic e sento gli occhi addosso dell’uomo che è al tavolo di fronte al mio.
“Buonasera” dice entrando.
Sussulto al suono della sua voce, mi giro e mi alzo per accoglierlo con un bacio sulle guance. E’ quando mi è così vicino che non mi sento pazza, è quando sento quel brivido lungo la schiena che me ne sbatto della mia dignità, è quando provo quelle intense sensazioni che ricordo perchè ancora una volta mi trovo con lui. E’ di fronte a me e il tavolo piccolo ci permette una certa vicinanza, più volte le nostre gambe si toccano e quando i miei piedi gli sfiorano il polpaccio penso che con un piede gli vorrei accarezzare il cazzo. Ordina un bicchiere di prosecco mentre io passo a un Falerno rosso. Assaggia un pezzo di formaggio, lo prende con le mani e lo bagna nel miele prima di portarselo alla bocca. Lui non fa tante mosse da damerino, lui è sciolto a tavola come è sciolto a letto, è disinibito, è se stesso sempre.
Mi piace come tocca le cose, come le scruta, a tratti è brutale e indelicato com’è brutale e indelicato nel sesso. E’ maschio, è uomo, è come piace a me. E’ un pò nervoso e mi dice che non si tratterrà a lungo perchè mi aveva avvisata..un aperitivo veloce e sarebbe andato via. Ma non voglio raccontare questo. Non voglio raccontare che il suo sguardo mi ha immobilizzata, non voglio raccontare che gli ho chiesto di non lasciarmi sola lì, non voglio raccontare che mi ha messo fretta, che siamo usciti da lì insieme mentre sullo schermo iniziava la partita. Voglio raccontare invece, che appena usciti si è acceso una sigaretta e ha camminato con me. Siamo scesi verso il mare e nel primo tratto deserto gli ho preso una mano e l’ho infilata nei miei pantaloni. E’ entrato senza fare storie stavolta, mi ha spostato il perizoma di pizzo e si è fatto strada tra le mie labbra che avidamente hanno risucchiato il suo dito. Lo ha leccato facendomi bagnare ancora di più e ha sorriso scoprendomi grondante di piacere.
Voglio raccontare della mia voglia di fare sesso in strada e dei miei occhi che non riuscivano a scrollarsi dal suo cazzo.
Voglio raccontare del suo sorriso, della sua faccia eccitata quando ancora gli ho chiesto di penetrarmi con le dita, in strada.
Sarà stato il fatto che lascerà presto la città…sarà stato che mi son vestita da troia..sarà stato che i miei occhi l’hanno implorato di non lasciarmi ancora una volta a bocca asciutta..non so cosa è stato ma a un certo punto ma ha detto.
“La strada di casa mia la conosci..l’interno è il 16C..io vado avanti. Se trovi dove abito..entri.”
Provo una confusione incredibile..sto ancora analizzando le sue parole, il fatto che mi abbia proposto casa sua mi fa uscire fuori di testa e quando ritorno in me, ha già aumentato il passo ed è sparito.
Conoscevo la zona dove aveva preso casa, conoscevo la strada ma non ci ero mai stata e cazzo non ci credevo..se l’avessi trovata sarei entrata.
Cammino veloce, salgo, salgo la strada in salita senza fermarmi e mi trovo di fronte un cancello. Lo apro, c’è una rampa di scale e inizio a controllare il civico di ogni palazzo. Lo voglio, voglio entrare a casa sua e scoparmelo, lo voglio. Sono a un punto di non ritorno e non capisco la numerazione, provo a chiamarlo ma mentre faccio il numero sento una porta aprirsi. Voglio impazzire..eccolo di fronte a me..mi ha aperto. Entro e mi avvicino a lui senza dire una parola.
Mi guardo intorno, è tutto vero..sono a casa sua.
Cerco di sbottonargli la cintura subito, non voglio aspettare, ho aspettato troppo per essere paziente ancora. Lui mi ferma.
” Voglio farmi una sega, masturbati mentre mi sego. Mettiti di fronte a me e fammi vedere come godi!”
“No, no..io ora ti voglio succhiare il cazzo. Io ora te lo voglio prendere in bocca, ora senza aspettare.” Gli dico mentre sono di nuovo sulla sua cintura.
Il suono dello schiaffo tirato sul mio viso rimbomba nella stanza vuota, la stanza vuota che mi fa capire che ha già portato via tutte le sue cose. Questa volta non posso fermarmi. Mi dispiace, questa volta non posso fermarmi! Voglio essere picchiata a sangue ma io ora voglio succhiare questo cazzo che mi fa impazzire! Gli sbottono i jeans, mi inginocchio davanti a lui e finalmente gli abbasso le mutande vedendolo schizzare fuori duro più che mai. Lo guardo con ammirazione, quanto l’ho desiderato! Si è rilassato, si abbandona alla mia bocca famelica, sa che non serviranno gli schiaffi, sa che non può più niente, può solo godere.
“E’ grande come il mio il cazzo del tuo compagno?” Mi dice mentre lo spinge con forza nella mia bocca.
“No..no..no! Non è così grande, e nemmeno così duro. Hai il cazzo più duro di tutti i cazzi che ho preso, lo sai?” Cerco di dire mentre sono piena della sua carne.
Gli lecco le palle, gliele succhio e poi ritorno al suo uccello che sento sempre più gonfio. La sua cappella è enorme, è bollente, la prendo fra i denti e poi ci sputo sopra per tornare a leccarla. Si, gli sto succhiando il cazzo, lo sto guardando negli occhi mentre gode a scoparmi la bocca.
Siamo nella sua camera davanti a quel letto dove si scopa un’altra donna. Sono in ginocchio..in tutti i sensi.
“Girati, voglio metterti la lingua nel culo.” Lo accompagno con le mani e gli apro le natiche, affondo la lingua, prima lecco intorno e poi ci entro fino a dove riesco. Mentre gli slinguazzo il buco del culo glielo prendo in mano..si gli sego il cazzo mentre gli lecco il culo.
Sono così vogliosa e in preda all’eccitazione che penso a tutte le volte che avrei voluto pisciargli in bocca.
“Voglio pisciarti in bocca. Ho voglia di pisciarti in bocca! Ci posso provare?” Gli dico mentre mi alzo con ancora il sapore del suo culo in bocca.
“Si..provaci..vai.. vediamo.”
Ci avevo provato diverse volte prima senza mai riuscirci. Lui,invece, più volte mi aveva urinato in bocca e sul corpo e sapeva benissimo quanto mi era piaciuto. Ora toccava a me provarci ancora. Gli sfilo la maglietta grigia scoprendo i suoi pettorali d’acciaio. Sono persa, voglio fare tutto, voglio godere. Mi abbasso a metà i pantaloni e lui si stende a terra sotto le mie gambe. E’sotto di me..sento brividi in tutto il corpo, lo guardo, guardo la sua bocca pronta a ricevermi, tremo dall’eccitazione e piscio abbandonandomi a quel forte stimolo. Cazzo eccola, sto pisciando a terra, la sento calda scorrermi lungo le cosce mentre lui beve e ingoia la mia pipì, è eccitato e ha il cazzo sempre più duro. Ha un’asta di ferro fra le cosce ed è pronto a rimettermello in bocca. Vorrei che mi scopasse, vorrei sentirlo dentro quel cazzo da toro, vorrei mettergliela in bocca e farmi leccare fino a venire perchè non ho mai desiderato nessuno come desidero lui..Si alza e si sposta in cucina, mentre lo raggiungo guardo i miei pantaloni sporchi di piscio. Non mi tocca, non può farlo, sa che se mi mette una mano addosso potrei scoparmelo senza tregua per ore. Mi abbasso e succhio, succhio avidamente, lo spompino, lo lecco, lo bagno e me lo spingo fino in gola tanto da non respirare. Il suo cazzo quasi mi affoga, spinge, scopa, mi tira a se, mi riempie. Nessun cazzo mi ha fatto mai godere così! Mentre ce l’ho in bocca penso a quanto mi ha saputo sfondare e a quanto mi ha fatto desiderare di prenderlo ovunque. Non so come farò stavolta a non implorarlo di mettermelo dentro, non so come farò a non mettermi a pecora e a invitarlo di scoparmi il culo mentre con le mani me lo apro sguaiatamente. Non so come farò a scacciare via la voglia di farlo mio.
“Fammi vedere le tette! Fammele vedere!”
Le caccio fuori e me le tocco mentre continuo a succhiare con gran voglia. Sento che sta per venire, il suo cazzo enorme sta per sborrare e vorrei che lo facesse nella mia bocca ma mi sposta. Vuole guardarmi in faccia per bene, vuole guardarmi godere, vuole guardare la mia faccia da troia. Mi tira indietro per i capelli e mi schizza in faccia tutto il suo sperma denso mentre geme di piacere. E’ ovunque..nei capelli, sugli occhi, nel naso, sulla bocca e sulla lingua che lecca per non perdere neanche una goccia. Ancora in ginocchio penso che adesso mi chiederà di andare via.
Mi infilo due dita dentro.. mi penetro da sola con queste dita che sembrano farmi niente. Alla mia fica non bastano..la mia fica vuole il suo cazzo..io voglio le sue mani addosso, voglio il suo fiato sul collo e la sua lingua nella mia bocca. Mi vengo in mano..godo..ma è un piacere misto a insoddisfazione.
Vado via contenta e scontenta allo stesso modo..penso che lo voglio ancora e che quel desiderio fa troppo male. Ritorno a casa ripensando alla mia bocca piena del suo cazzo e il sapore della sborra lascia il posto all”amaro che mi ha lasciato in bocca.

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