fino all’estremo

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Io avevo appena finito il mio terzo drink, ed ero pressochè sbronza, mi girava la testa e ridevo per niente: “No, grazie- borbottai, – Ho già bevuto abbastanza!”. “Non si direbbe – fece lui, ridendo, – Sei ancora in piedi….!” E mi mise in mano qualcosa che doveva essere un Long Island, o roba del genere. Si mise a chiacchierare con noi, mentre l’alcool mi saliva alla testa annebbiandomi i pensieri e facendomi ridere per qualsiasi stupidaggine egli dicesse; Tenendomi per i fianchi mi sollevò, mettendomi a sedere sul bancone del bar; io sorridevo, e non riuscivo a fare altro, dato che mi girava la testa, mi ronzavano le orecchie ed ero allegrissima. Mi girai con un’espressione inebetita sul viso verso di lei, che però mi sorrise e mi disse: “Buon compleanno, Tesoro!!”. Non riuscii a replicare: Sentii altre dita frugarmi tra le gambe, ed altre ancora agguantarmi le mutandine, sfilandole rapidamente, per avvertire, pochi attimi dopo, il piacevole contatto di una lingua lungo la mia fica che si stava aprendo. Qualcuno mi chiamava “troia”, o “puttana” . Stavo perdendo il conto dei cazzi che mi erano entrati dentro, di quelli che avevo succhiato e di quelli che mi erano passati tra le mani, Eppure, quando quelle due dita penetrarono di colpo, aiutate dai miei stessi umori che colandomi dalla fica avevano lubrificato anche lì, mi scoprii ad avere una voglia incredibile di farmi inculare! Lo dovettero capire, perché mi fecero girare, accucciandomi sul bancone, più o meno contemporaneamente a Letty. Ci sorridemmo, e la scena dovette solleticare Franco, perché sentii la sua voce dietro di me che diceva: -Che bel quadretto! Foto non gliene possiamo fare, ma un bell’autografo con dedica….Che ne dite ragazzi, le firmiamo, queste due belle troie?- Cercai di capire il significato della frase e il perché delle risa che la seguirono, ma qualcosa di molto duro e gelido mi penetrò l’ano di colpo, facendomi gridare. -Noo, niente paura, tesoro,- fece Franco, -E’ solo un pennarello! Cosa fai, sennò, appena ti ci ficco il cazzo?- Non ebbi il tempo di replicare: mi sentii agguantare per i fianchi e forzare il culo da una grossa cappella, tutt’altro che gelida! Dopo il dolore iniziale riuscii a rilassarmi, apprezzando di colpo quell’oscena intrusione, e poi capìì a cosa serviva quel pennarello: un attimo prima di lasciare il campo a qualcun altro, mi firmò sulla schiena! Scoppiai a ridere, capendo il gioco e accettandolo, mentre venivo inculata a ripetizione e contemporaneamente la mia schiena veniva “timbrata” col pennarello indelebile da tutti quanti. Qualcuno cominciava già ad eiaculare, colpendo tanto me quanto la mia amica: sentii più di uno spruzzo coprirmi la schiena, raggiungendomi i capelli. Il clou giunse quando decisero di riempirmi di carne, facendomi schizzare gli occhi fuori dalle orbite: Con un cazzo nella fica, uno nel culo e uno in bocca, mi sentii veramente al limite, raggiungendo un orgasmo travolgente, e tornando improvvisamente sobria. Io e la mia amica finimmo la serata sdraiate sul bancone, a ricevere le sborrate di tutti i presenti. Mi sentivo sporca, tutta appiccicosa, con la bocca piena di sapori diversi e con i miei pertugi piuttosto doloranti; ma provavo anche una sensazione di appagamento divertito e liberatorio, come se un peso enorme mi fosse stato tolto dalle spalle. Mi guardai attorno, non riuscendo a contare i presenti, sicuramente una ventina. Guardai allora la mia amica, il cui viso era tutto un programma, con il trucco tutto sbavato e rivoli di sperma bianchiccio che le scendevano lungo le guance e sul collo; io non dovevo essere da meno, dato che ci mettemmo tutte e due a ridere:
-Sei una gran puttana!- le dissi, continuando a ridere.
-Allora siamo in due! Ma ti sei vista?!- Mi sollevai sui gomiti per guardarmi allo specchio dietro il bar: avevo ciocche di capelli ritte sulla testa, incollate. Il mio viso era fradicio, e avevo il rossetto che si era mescolato allo sperma e alla saliva, impastandomi tutta la faccia. Grondavo sborra da tutta la faccia, e non smettevo di ridere!!
Il giorno dopo io ero carica di energia e allegrissima. Avevo anche un certo bruciore al sedere, ma mi sentivo caricatissima, al punto di avere una strana, perversa, eppure innocente voglia di raccontare tutto al mio ragazzo. -Amore, ho voglia che tu mi fotta il culo!!-
La mia richiesta lo lasciò completamente ammutolito.
-Ti prego!- insistei, accucciandomi sopra di lui, in modo che si ritrovasse praticamente con la punta del naso appoggiata al mio buchetto.
-Che t’è preso, stasera?- fece lui, cominciando finalmente a leccarmi. -Sei infoiata come una troia….-
-E’ solo che voglio essere inculata dall’uomo che amo!-
La mia risposta gli fece perdere definitivamente il controllo, così si mise dietro di me, mi appoggiò il cazzo sullo sfintere, e vi penetrò dolcemente, stupendosi di trovare poca resistenza. Ma dopo pochi e lenti movimenti si bloccò:
-Cosa sono questi segni che hai sulla schiena?-
Capii con terrore che non ero riuscita a lavarmi la schiena a fondo, e che nella penombra lui aveva scoperto la mia collezione di firme.
-Niente, non ci fare caso……….- cercai di tamponare.
-Non ci fare caso? Qui c’è scritto…. Massimo…. E qui Tommy…. Che cazzo… che razza di storia è questa?!-
-Niente, Amore! E’ solo un gioco che abbiamo fatto ieri….-
-Solo un gioco? Ma mi prendi per cretino?!
Non ce la feci più, e gli raccontai l’accaduto.
Cominciò a fottermi il culo in maniera piuttosto violenta, afferrandomi per i capelli e affondando il suo cazzo dentro di me quanto più profondamente poteva.
-Sei una puttana! Una grandissima troia!- cominciò a gridare. -Hai scoperto che ti piace il cazzo, eh? E ti piace anche così, troia?- Eccome se mi piaceva! Mi stava facendo impazzire, Mi alzò la gonna, e io non reagii: -Va bene, stronzo,- pensai, -Se vuoi la guerra, la avrai!!- Mossi un passo, liberandomi dalle sue mani, e mi rivolsi agli altri: -Okay, datemi da bere, allora!- Sembrò succedere tutto in un attimo: mi portarono qualcosa che somigliava a una tequila mista a qualcos’altro, e mentre bevevo, lasciai che molti di loro cominciassero a toccarmi. Trangugiai rapidamente, mentre le mani entravano dappertutto, e cominciai a ridere, provando un po’ di solletico: tutto sommato ero già bagnata da un bel pezzo, e mi lasciai subito andare. Fui io stessa a spogliarmi, rimanendo con indosso solo il reggicalze e le calze, e cominciando ad allungare le mani. Mi ritrovai con un bel cazzo in bocca, gustandolo piegata in avanti mentre qualcuno mi carezzava il sedere da dietro. Divaricai le gambe, per permettere che mi stuzzicassero la figa, e riconobbi subito il calore di una lingua su di essa Ero circondata, e mi detti da fare per assaggiare rapidamente ogni singolo soggetto di quella parataContinuai a succhiare cazzi, uno dietro l’altro, e ad un certo punto, riempiendomi la bocca per l’ennesima volta,Ebbi la voglia di reagire, ma in quel momento un cazzo particolarmente grosso mi penetrò, strappandomi un lamento e cominciando a fottermi alla stragrande!! Ero andata!! Da lì in poi persi ogni controllo, ogni inibizione. Li incoraggiavo a fottermi, a chiavarmi senza ritegno, guardando spudoratamente nella telecamera mentre ingoiavo centimetri e centimetri di cazzo, ridendo sfacciatamente verso il mio ragazzo mentre, tutti in fila dietro di me, mi sfondavano il culo a turno! Fui io stessa a chiedere di essere riempita di cazzo nel culo, nella fica e in bocca contemporaneamente, cominciando a sentire le sferzate degli schizzi di sborra sul mio corpo, via via che i partecipanti alla festa arrivavano al dunque. Mi ritrovai esausta, inginocchiata sul tavolo, coperta di sperma e di sudore, e ridevo, ridevo come una matta!! Tutti erano venuti, qualcuno anche due volte, ed io mi girai verso il mio ragazzo, sperando di farlo sentire un verme, sperando di averlo fatto pentire per la sua bravata!
-Sei contento, figlio di puttana?- gli dissi ridendo, -Hai visto come sono troia?-

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