Francesca

Finalmente è arrivata l’estate. La stagione preferita di un feticista. Per le strade, nei negozi, ovunque c’è un tripudio di piedi. E ne vedi di ogni: dai piedi delle ragazze giovani a quelli delle milf a quelli delle over65. Puoi ammirarli nudi, o infilati nei tacchi o nelle zeppe, o con le infradito o con sandali tutti aperti. Che belli che sono i piedi, che emozioni che danno…
Francesca è una mia amica. O meglio, lo è diventata da quando ho iniziato a frequentare casa sua in quanto sorella del mio migliore amico, Roby. Quindi lei è la sorella di Roby. Quando andavo a casa loro spesso la vedevo e devo confessare che mi è piaciuta fin da subito sia fisicamente che come modo di essere e di fare. L’ho vista perfetta, era perfetta.
Francesca è la classica ragazza mediterranea: bassina, sul metro e 60, mora con capelli lunghi e lisci, nasino piccolo, bocca da pompini, seconda abbondante/terza di seno, culetto marmoreo, gambe lisce affusolate e piedini n.36/37.
I suoi piedi sono bellissimi: abbronzati, sempre curati, profumati, lisci, vellutati, morbidi, sottili, dita perfette in stile egizio, predilige smalti scuri e a volte li lascia naturali, senza smalto, collo del piede abbastanza sottile e pronunciato.
Ogni volta che vado a casa loro e c’è anche Francesca non posso far altro che ammirarla in tutta la sua bellezza e come sempre lo sguardo mi finisce sempre sui suoi piedini. Ogni volta che li guardo impazzisco. Impazzisco dalla voglia di toccarli, massaggiarli, assaporarli, baciarli, leccarli…E mi eccito. Molto.
Ormai ci conosciamo da qualche anno e anche se non le ho detto apertamente che impazzisco per lei e per le sue estremità credo che se ne sia accorta. Deve essere per forza così. E lei ci gioca su sta cosa. Sa che ho un debole e si diverte a “indebolirmi”. Spesso in casa gira a piedi nudi; li distende sul tavolino quando guarda/guardiamo la tv; se invece ha le infradito si diverte a giocarci sfilandole e a farla dondolare sulla punta del piede; si mette lo smalto quando io sono a casa loro; quando si siede accavalla le gambe e inizia a muovere energicamente il piede “sospeso” facendolo ondeggiare e muovendolo avanti e indietro…insomma fa di tutto pur di provocarmi e di suscitare in me una reazione. E ci riesce benissimo. Mi eccita, e lo sa.
Purtroppo, fino a oggi, non sono mai riuscito ad avere un contatto diretto con i suoi piedi. Avevo pensato allora di provarci con le sue scarpe e le sue calze e mi ero detto “se non puoi avere i suoi piedi godi con le sue scarpe e le sue calze”. Non è successo neanche questo. O meglio, ho annusato e leccato svariate volte le sue scarpe, le sue ciabatte e le sue calze ma non sono mai riuscito ad andare oltre, a venirci sopra. Forse perché mi sembrava sbagliato, o per vigliaccheria, o perché mi stavo prendendo qualcosa di non mio che non mi spettava e mi sembrava di farle un torto e quindi ho sempre desistito dal godere con le sue cose. L’unica cosa che ho fatto e di cui un po mi ero pentito è stato rubarle un paio di calze. Le aveva appena tolte dopo l’allenamento in palestra ed erano quindi molto sudate e odorose. Emanavano un odore paradisiaco a cui non ho saputo resistere e quindi le ho prese con me. Tuttore le custodisco gelosamente come fossero una reliquia. E ogni volta che ritorno a casa dopo essere stato da loro e averla vista mi masturbo selvaggiamente in quelle calze fino ad inondarle di piacere. Presto dovrò rubarle un altro paio perché queste ormai si sono consumate..
Oggi ero ancora a casa loro. Io e Roby stavamo giocando alla play quando sua madre gli ricordò che oggi sarebbe dovuto andare dal dentista per il controllo e la pulizia. Roby se l’era dimenticato e un po scocciato ci andò accompagnato dalla madre. Mi dissero di rimanere tranquillamente a casa loro che avrebbero fatto in un attimo. Accettai.
Francesca, complice il caldo, stava riposando nella sua cameretta.
Continuai a giocare ancora un po alla play ma mi venne in mente Francesca. Sapevo di essere solo e volevo sfruttare l’occasione. Mi sarei accontentato di guardarle e di ammirare da vicino quei piedini erotici.
Piano piano aprii la porta della sua cameretta. La vidi. Bellissima, perfetta. Dormiva prona con addosso solo una canottiera di suo fratello che le copriva fino alle cosce. Si vedeva tutto. Vedevo le piante dei suoi piedini nudi ma vedevo anche le sue mutandine, bianche, e si intravedeva anche il taglio della sua intimità. Non capii più niente. Il pisello era di marmo e premeva per uscire. Francesca sembrava dormire. E così forte di questo fatto in un attimo di lucidità tirai fuori il telefono e iniziai a scattare svariate foto alla sua intimità e ai suoi piedini. Già i piedini. Non riuscivo a smettere di guardarli. Non resistevo più. Mi inginocchiai e dopo essermi assicurato che dormisse misi il naso sotto le dita dei suoi piedini erotici e inspirai a pieni polmoni. Erano profumati, leggermente sudati. Annusai ancora. Avevo la faccia e il naso immerso nei suoi piedi. Fantastico. Dopo un po poggiai delicatamente le mie labbra sulla pianta nuda del suo piedino destro.
Quanti brividi mi invasero. Quante emozioni mi attraversarono. Lo rifeci. Ribaciai delicatamente quel piedino. Lei era immobile e questo mi spronava a spingermi oltre. Iniziai a baciarle le piante dei piedi. Iniziai anche a toccarmi da sopra i pantaloni tanto era duro e grosso. Continuai a baciarle i piedini per non so quanto. Era bellissimo. Un sogno che si avverava. Ero felicissimo. Continuai. Facendomi più audace tirai fuori la lingua, dapprima più timidamente per paura che si svegliasse e mi trovasse in quelle condizioni ma vedendo che così non fu iniziai a spennellare con la lingua quelle piante divine e succulenti. Bellissimo. Mi sembrava di sognare. Le succhiai persino le dita. Una ad una. Che meraviglia!
F:”leccami anche tra le dita, non solo li..”
Alt. Mi bloccai subito. Ero agitato. Mi ha beccato. E ora? Mi alzai di scatto. Avrei voluto parlarle e spiegarle ma non mi venivano le parole. Ero pietrificaro.
Francesca si girò e mi guardò dritto negli occhi. Non sembrava arrabbiata, anzi sorrideva. Un sorriso malizioso, bellissimo.
F:”bè?! Già finito?! Dai su, continua..”
Io ero imbambolato. Non capivo più niente. Ero molto in imbarazzo. Lei mi guadava. E mi sorrideva.
F:”sei diventato sordo? Continua! Dai leccami i piedi..so che ti piace e vuoi farlo..cosa aspetti?”
Niente. Ero sempre immobile. Non riuscivo a muovermi e a parlare. Mi vergognavo troppo. Però abbassai lo sguardo sui suoi piedini..quanto sono belli!
F:”non te lo dico più..o ricominci a leccarmi i piedi o non te li faccio più vedere..e dico davvero, eh..dai su, lecca!”
Cedetti. Mi inginocchiai di nuovo. Imbarazzato ed eccitato tirai fuori la lingua. Ma ancora prima che potessi avvicinarmi alle sue estremità lei iniziò a strusciarmeli in faccia facendoli scorrere anche sulla lingua.
F:”bravo il mio cagnolino…ti piace vero?”
Con un po di fatica risposi di si.
Francesca continuava a muovere i suoi piedini sulla mia faccia. Ogni tanto mi prendeva il naso tra alluce e secondo dito e stingeva procurandomi dolore e molto piacere.
F:”allora come sono i piedi? Puzzano?”
Risposi di no.
F:”ah si?”
E mi piazzò un piede sul naso facendo si che annusassi sotto le dita.
F:”e ora? Puzzano?”
Risposi ancora di no. Era vero, non puzzavano. Erano un po sudati e il profumo che emanavano era afrodisiaco.
Stizzita mi ordinò di aprire la bocca. Lo feci e una volta aperta ci infilò il piedino.
F:”dai apri la bocca..di più..si, così, bravo..dai succhiami le dita, passami la lingua..dai..bravo..siii..mmm..”
Hai capito la Francesca? Porcona..
Cambiò piede mettendomi in bocca l’altro.
F:”scommetto che sei eccitato, vero?”
Annuii.
Scoppiò a ridere. Mi vergognai ancora di più. Mi stava umiliando.
Senza che li avessimo sentiti rientrare, Roby e la madre fecero la loro comparsa nella camera.
Roby:”ma che cazzo state facendo? Fate schifo…”
Non so cosa successe ma vidi la madre darle uno schiaffo.
Madre:”stai zitto! È ora che impari cos’è l’educazione e cosa vuol dire servire una donna”
Roby tentò di ribellarsi ma un altro schiaffo lo fece desistere.
M:”vai a leccare i piedi di tua sorella!”
Roby la guardò incredulo. La madre accennò a un altro schiaffo e Roby pauroso si fiondò sui piedi della sorella. Io ora leccavo il piedino destro di Francesca e lui il sinistro.
M:”amore (riferito a Francesca) vado di la a cambiarmi, tu continua a farti leccare i piedi e inizia a spogliarli che ho in mente una cosa…”
F:”che cosa mamma?”
M:”dopo vedrai amore mio..” e se ne andò.
F:”avanti su, avete sentito? Continuate a leccarmi i piedi mentre vi spogliate..e sbrigatevi!”
Io e Roby ci guardammo increduli e timorosi. Francesca sorrideva sarcastica e maliziosa. La madre tornò. Vide noi due intenti a leccare i piedi alla figlia semi-nudi. Scoppiò a ridere.
M:”bè?! Che fate ancora ai piedi di Francesca?”
Io e Roby ci guardammo.
F:”sciocchi è tutto uno scherzo..sapevamo che eravate feticisti e abbiamo voluto giocare un po..”
M:”si esatto..dai rivestitevi..”
Non so come mi sentii in quel momento. Non so descriverlo. Non so neanche come si sentì il mio miglior amico, umiliato da madre e sorella. So solo che ho realizzato un mio sogno, quello di stare ai piedi di Francesca.
M:”ti è piaciuto leccare i piedi di mia figlia? (Riferito a me)”
Non potei far altro che rispondere di si. Altroché se mi è piaciuto. Lo rifarei.
M:”Roby Roby..scusami per prima se ti ho fatto male ma faceva parte del gioco..però so di aver fatto una cosa che ti è sempre piaciuto fare, vero amore?”
E anche lui rispose di si.
F:”bene schiavetti, da oggi sarete i miei leccapiedi e quando avrò voglia dovrete leccarmi i piedi..tanto vi piace e non sarà un peso, o no?”
Lei e la madre risero.
M:”se volete potete leccare pure i miei, così assaggiate prima i piedi giovani e poi quelli maturi..”
Altre risate.
M:”quanta sborra ho tirato fuori dai cazzi con questi piedi..quanta sborra…”
Che rivelazione! Bomba!
F:”anch’io mamma lo farò e so già a chi tirarla fuori per primo..”
M:”brava figlia mia..e ricorda, ricordatevi tutti che un piede, a volte, fa più godere di una figa”.

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