Gabry e i suoi piedini profumati

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Erano passati diversi anni da quella indimenticabile estate in cui per la prima volta osò baciare i piedi a sua cugina, era stato tutto molto coinvolgente per lui, ripensando a quelli avvenimenti ancora oggi si eccitava e, per la verità, innumerevoli volte si era masturbato immaginando di baciare e leccare i suoi piedi.
Nonostante ormai avesse anche lui una vita sessuale attiva, durante i rapporti che aveva con le sue partner immancabilmente si ritrovava a ripetere nella sua mente quelle fantasie, era ossessionato dal ricordo dei piedi di Gabry che suscitavano in lui ancora fortissime emozioni.
Ormai era molto tempo che non si vedevano, ma quell’anno il caso e la fortuna agirono per farli incontrare nuovamente.
Lui frequentava ormai da circa un anno l’università della sua città, era anche riuscito ad affittare un piccolo appartamento in zona universitaria in quanto oltre a studiare faceva un lavoro part time e con i guadagni e l’aiuto dei suoi riusciva a mantenersi dignitosamente
Anche Gabry frequentava con ottimi risultati ma aveva poi optato per un corso di studi non presente nella sua città, quindi si era deciso che si sarebbe trasferita a casa dei suoi genitori occupando la sua vecchia stanza, sarebbe dovuta arrivare quello stesso giorno e lui, sotto richiesta dei suoi, era ritornato a casa per festeggiare il suo arrivo
I suoi genitori erano molto contenti di poter ospitarla, vivevano ormai da soli sentivano la mancanza di avere qualcuno per la grade casa, non appena sentirono il citofono gli dissero di scendere per aiutarla con le valigie.
Lui scese trovandola impegnata a dare indicazioni al tassista che scaricava i bagagli“Ciao cugino!!! Che bello rivederti, ma quanto è passato?” esclamò lei sorridente vedendolo uscire dal portone e correndogli incontro.
Era sempre bellisima, alta e slanciata era vestita molto semplicemente, con una magliettina e dei jeans a zampa di elefante, dal momento che il clima non era caldissimo indossava anche un giubbottino di pelle, ai piedi calzava delle zeppe di sughero molto alte aperte sul davanti, i piedi erano avvolti da velatissime calze di nylon scura che facevano comunque intravedere le dita smaltate di giallo, come le unghie delle mani, i lunghi capelli castani raccolti in una coda. La vista dei suoi piedi scatenò subito in lui un’erezione, era incredibile, dopo tutti questi anni era bastato rivedere lei e i suoi piedi, per farsi travolgere nuovamente dalle stesse sensazioni provate al tempo delle vacanze.
Cercò di non far trapelare il suo imbarazzo e si avvicinò per aiutare a scaricare la macchina dai numerosi bagagli. Non appena la raggiunse lei lo abbracciò calorosamente “ Hey cugino! Finalmente ci rivediamo, cavoli sono anni ormai! Fammi pensare…. non ci vediamo da un sacco! L’ultima volta è stata quando siamo stati al mare insieme! Ti ricordi vero? È stato quando ho scoperto la tua passione segreta!” gli disse ridendo.
Lui arrossì violentemente alle schiette parole della cugina “Eh già Gabry, ma è passato molto tempo da allora, ma dimmi come stai? Sono contento che tu sia arrivata e starai qui” cercò di troncare il discorso con lo sguardo basso per l’imbarazzo che lo aveva colto e per sbirciare ancora i suoi piedi.
“Mamma mia che entusiasmo!” gli disse lei guardandolo interrogativa “non mi sembri così contento! Dai su! aiutami con i bagagli! io intanto mi fumo con una sigaretta”
Finì quindi di scaricare le numerose valigie della cugina e le trasportò vicino all’ascensore per portarle in casa, il tutto mentre Gabry si era seduta per fumare sui gradini delle scale e lo osservava incuriosita, ad un tratto, sempre guardando il cugino, si sfilò lentamente una delle zeppe e iniziò a massaggiarsi la pianta del piede, notando divertità che nemmeno a lui era sfuggito il movimento e che lanciava delle fugaci occhiate al suo piede, anche se cercava di fare il disinvolto continuando a trasportare i bagagli.
In effetti lui aveva subito notato la scena, il suo membro si era nuovamente indurito a quella vista, mentre sbirciava di sottecchi la pianta di Gabry, sperando in cuor suo che lei non notasse la sua eccitazione.
Finalmente salirono in casa, i suoi genitori la salutarono calorosamente mentre lui si preoccupò di trasportare il tutto nella sua vecchia stanza.
La madre aveva preparato un sontuoso pranzo di benvenuto e si misero allegramente a tavola, il tutto si svolse in una calda atmosfera conviviale, in cui Gabry raccontò della sua decisione di trasferirsi per seguire il corso di studi in un ateneo più blasonato e mise al corrente i genitori degli ultimi avvenimenti accaduti in famiglia. “Ma adesso basta, io ho già parlato troppo” disse ad un certo punto sorridente “Dai cugino, raccontami! come sta andando a te? stai procedendo con gli esami? anche il tuo corso è molto interessante”
“Si, si” mormorò lui mentre mangiava con la testa bassa “sto frequentando anch’io, sto anche lavorando e…” improvvisamente le parole gli morirono in bocca, mentre stava parlando sentì il piede della cugina insinuarsi tra le sue gambe, risalendo fino a posarsi sul suo pene, che subito reagì manifestando una potente erezione.
“E??? Dai finisci! cosa stavi dicendo” lo incalzò lei ilare, mentre muoveva la pianta del piede facendola scorrere sul pene eretto. Lui farfugliò qualche altra parola sul suo lavoro e lo studio, era eccitatissimo, il suo membro stava scoppiando costretto dentro i pantaloni, sotto l’azione dei piede velato di gabry che non gli dava tregua. Temeva che i suoi scoprissero la scena non sapeva come comportarsi.
“Beh ma cavoli! sei il solito orso! Bisogna sempre toglierti le parole di bocca con le tenaglie, dai! Dopo mi racconti tutto!” esclamo lei ridendo e togliendo il piede dalla patta dei pantaloni con suo grande sollievo misto a ad un po’ di rammarico.
Alla fine del pranzo Gabry gli chiese di aiutarla a disfare i bagagli, mentre i suoi genitori li lasciarono per andare a fare delle commissioni.
Andarono quindi nella sua vecchia stanza ingombra di valigie, Gabry si buttò sul letto sospirando “Ah, finalmente! Il viaggio è stato faticosissimo sai?” gli disse guardandolo divertita mentre si toglieva le zeppe facendole cadere rumorosamente per terra e lasciando scoperti i suoi meravigliosi piedi avvolti solo dalle velatissime calze.
Lui evitava di guardarla, il suo viso era cupo, alla fine prese coraggio e si girò di scatto verso di lei per affrontarla “Ma sei matta Gabry! E se ti scoprivano? Co-Cos’è? ti ha divertita?” gli inveì contro per farle capire che la scena di prima non gli era piaciuta, ma anche se voleva sembrare arrabbiato i auoi occhi caddero inevitabilmente sulle sue piante e finì per impappinarsi.
Lei lo guardò e si mise a ridere “Si mi sono divertita!” ammise sorridendo “Volevo metterti un po’ in difficoltà e vedere se i miei piedi ti facevano ancora lo stesso effetto e, a quanto a pare, è ancora così!”
“Beh, vorrei vedere!” esclamò lui “non sono mica fatto di marmo! E poi se proprio lo vuoi sapere non è più così!” disse mentendo “ora è diverso, ho una ragazza adesso e con lei va alla grande, quindi non ti permetto di…”
“Ah, hai la ragazza? Bene! Sono contenta per te! Però come sei diventato serio cugino! Prima eri più socievole sai?” lo interruppe lei sorridendo “Però io non ti credo! secondo me ti piacciono ancora i miei piedi, vero? Per tutto il tempo non hai fatto altro che guardarli, anche adesso!” Cosi dicendo si sedette sul letto e allungò le gambe nella sua direzione mostrandogli le piante, in tutta la loro bellezza “E’ così, vero cugino?” mormorò maliziosa “Sono sicura che non li hai dimenticati! guarda che mi ricordo di come me li baciavi appassionatamente e anche di quando sei venuto grazie a loro nella nostra famosa gita! E adesso mi dici che non ti fanno nessun effetto? Perchè non lo ammetti a te stesso e me lo dimostri invece? Dai vieni qui e baciali! Hai il mio permesso! Sai? Puzzano un pochino dopo il viaggio ma per te non è un problema, vero? Ti piaceva anche il loro odore se non ricordo male.” disse lei scherzosa muovendoli sinuosamente.
Lui deglutì rumorosamente alla vista delle morbide piante protese verso di lui. “No! Non posso!” cercò di reagire disperatamente “non sono più il ragazzino di allora e poi c’è la mia ragazza, sarebbe una mancanza di rispetto! no! Io non…!” mentre farfugliava queste scuse non riusciva a staccare gli occhi dai suoi piedi, poteva anche intravedere le morbide grinze dell’arco plantare sotto la calza di nylon, il suo pene intanto iniziò ad ingrossarsi vistosamente.
“Sciocchezze!” lo interruppe lei accigliandosi “non mi interessano le tue scuse banali, So che vuoi farlo! Ti avverto! Te lo dico per l’ultima volta! Vieni qui e baciali! Ora!” E così dicendo indicò perentoria i suoi piedi guardando fissa il cugino con un espressione autoritaria sul volto.
La gerarchia era stata rapidamente ripristinata, Il suo atteggiamento deciso vinse le ultime resistenze del cugino che, sconfitto, si avvicinò al letto e dopo essersi inginocchiato davanti alle sue piante iniziò a baciarle. Avevano quel forte odore che ricordava, erano morbidi e caldi, il suo membro nel frattempo era diventato durissimo.
“Lo sapevo!” esclamò Gabry trionfante “non potevi resistere ai miei piedi! Quando ti ho visto stamattina che facevi tutto il sostenuto ho voluto provocarti un po’! È bastato che ti mostrassi un attimo la pianta del piede per capire che ti facevano ancora impazzire! Poi a pranzo ho avuto la conferma definitiva, ti si è indurito non appena te l’ho toccato! Oh! come sei bravo però… dai continua!”
Così dicendo si rilassò completamente sdraiandosi sul letto mentre il cugino continuava a baciarle i piedi, inebriandosi del loro intenso aroma, alternava i baci a dei delicati massaggi che strappavano alla cugina dei gemiti di piacere. Era un po’ deluso dal fatto di aver ceduto così facilmente alle richieste di Gabry ma come lei aveva giustamente affermato, non era riuscito a resistere, dopo tutto quel tempo i suoi piedi esercitavano ancora una potentissima influenza su di lui, il suo membro duro come l’acciaio muto testimone
Dopo averli massaggiati e baciati per molti i minuti, Gabry lo interruppe con un’altra richiesta “Basta adesso! Ora levami le calze e leccali un po’, hanno bisogno di una rinfrescata dopo tutte quelle ore in treno!” gli disse ridendo “Ma Gabry, come faccio, non devi prima toglierti i pantaloni?” rispose lui imbarazzato.
“Non c’è bisogno stupidino!” gli disse tirandogli un leggero calcetto sul viso “Non sono dei collant ma arrivano fino al ginocchio, basta che le sfili! delicatamente mi raccomando!” lo ammonì sorridendo
Sfilò con la massima cura le calze di nylon della cugina, mentre lei si sdraiava prona sul letto rivolgendo le piante verso l’alto, lui allora si mise diligentemente all’opera, avevano lo stesso sapore di quando lo aveva fatto la prima volta, quella notte al mare, il suo pene era al massimo dell’erezione e spingeva vigorosamente e dolorosamente contro i pantaloni per uscire e dare sfogo alla sua eccitazione, mentre lui leccava accuratamente ogni centimetro, succhiando delicatamente anche le dita smaltate
“Mmm.. che sollievo! Ci voleva proprio! Bravo così!” mormorò Gabry sommessamente “il viaggio è stato lunghissimo e ho piedi doloranti, sei diventato molto abile sai? E tu Come stai li sotto? Allora dimmi! Come li trovi i miei piedini?
“S-Si Gabry! Sono stupendi” disse lui con voce strozzata
“Vedi che avevo ragione io? Buoni eh? E il tuo coso? È già bello duro? Ricordo che quando te lo toccavo diventava grossissimo, dai fammelo rivedere!” così dicendo si rigirò ridendo nel letto per osservare il cugino, sul suo volto era sempre impresso quel sorriso malizioso.
Anche in questo caso lui non potè fare a meno di ubbidire, imbarazzato si abbassò faticosamente i pantaloni e le mutande liberando il suo pene eretto, ora enorme, per mostrarlo a lei come richiesto.
“Hey! Cavoli cugino!” esclamò lei alla vista della sua possente erezione. “vedo con piacere che anche lui gradisce! cosa vuoi che faccia adesso? Vuoi che te lo tocco con i piedi? A vederlo mi sembra che ha bisogno di scaricarsi un po’! Dai! Dimmi pure! Non essere così imbarazzato!” gli chiese ridendo
“S-si Gabry, mi piacerebbe molto! Ti prego!” la implorò lui eccitato, ormai aveva dimenticato tutte le futili proteste di prima, ora voleva solo venire sui piedi della cugina
“Oh, finalmente un po’ di sincerità! Era ora cugino! ma purtroppo non ti posso accontentare! “Prima non sei stato onesto con me e ho dovuto dirti più volte di baciarmi i piedi! Quindi adesso puoi anche scordarti che ti faccia venire!” disse ridendo maliziosa, mentre osservava la faccia delusa del cugino. “però voglio comunque essere buona con te, quindi faremo così…” mentre parlava si era chinata per raccogliere le sue calze di nylon, lui la guardava interrogativa, era rimasto molto deluso dalle sue parole e ora non capiva cosa avesse in mente la cugina
Improvvisamente però, il telefonino nella sua tasca iniziò a squillare, era sicuramente Chiara, la sua fidanzata. In fretta tirò fuori il cellulare pensando di buttare giù la chiamata e telefonarle più tardi, non poteva assolutamente rispondere adesso, in quelle condizioni.
la cugina però fu più veloce e gli strappò di mano il telefono per vedere chi stesse chiamando “E’ Chiara, è la tua ragazza vero? Bene! allora adesso prendo la chiamata e metto il viva voce, voglio sentire cosa vi dite” annunciò ridendo mentre il telefono continuava a suonare, lui cercò disperatamente di riprendersi il cellulare ma Gabry lo tenne a bada piantandogli un piede in faccia e attivando contemporaneamente la funzione vivavoce.
“Pronto? Pronto? Hey ma ci sei? Ma quanto ci hai messo a rispondere?” si sentì dall’altro capo del telefono
“S-si Chiara, ci sono!” urlò lui cercando di togliersi il piede della cugina dal viso “Scusami ero… ero impegnato…. ad aiutare mia cugina…. con i bagagli! non avevo sentito la chiamata!” le disse cercando disperatamente una spiegazione plausibile
“Ah! E’ già arrivata quindi, tutto bene il viaggio? Chiese lei premurosa
“Si si, tutto bene abbiamo…. mangiato con i miei e ora..ora si sta sistemando! Umf!” la situazione era paradossale, lui era li in stanza con sua cugina, con i pantaloni calati e il membro eretto che svettava mentre cercava di parlare con la sua fidanzata nella maniera più disinvolta possibile, intanto Gabry continuava a tormentarlo sorridendo mettendogli i piedi in faccia, cercando di insinuare le morbide dita nella sua bocca mentre lui tentava di rispondere
“hey ma va tutto bene? Ti sento strano” gli chiese Chiara con una nota di preoccupazione nella voce
“N-no, non ti preoccupare! È solo che qui è un gran casino!” ammise lui “senti ora io…Ah no! Ma cosa…” Non riuscì più a proseguire, mentre stava parlando Gabry sorridendo si era chinata per infilare una delle sue calze di nylon sul pene eretto, cominciando a masturbarlo con le mani. Il suo membro era, se possibile, ancora più duro, la sensazione del contatto con le sue calze odorose era la cosa più eccitante che avesse mai provato, iniziò a gemere mentre la cugina continuava la sua opera
“ma che succede? Tutto a posto? Hey non ti sento più! Pronto? Pronto?”
“S-si Chiara! Eccomi” riprese lui con voce strozzata, Gabry imperterrita non smetteva di far scorrere le mani sulla sua asta vibrante, nel frattempo lo guardava, divertita dalla situazione imbarazzante in cui lo aveva ficcato “senti Chiara..” continuò “Io.. io…scusa ma adesso ti devo lasciare…mi..ah!…mi stanno chiamando di la…” mentre parlava si sentì travolgere dall’ondata di piacere che stava provando, il pene era al massimo dell’erezione e fremeva sotto il tocco della cugina, la cappella era gonfia e pronta a far fuoriuscire i liquidi che sentiva risalire dentro e già iniziava a bagnare il sottile tessuto che la imprigionava.
“Ok dai” rispose Chiara un po’ confusa dal suo atteggiamento “avrai un sacco da fare con l’arrivo di tua cugina, mi raccomando me la devi presentare! Stasera ci vediamo da te?”
“questa sera? Si dai… magari…Ah!” mentre stava parlando si interruppe sentendo Gabry che gli stringeva forte il pene, lo guardava fisso e gli fece un cenno di diniego scuotendo la testa
“N-no, No! scusa Chiara…..oggi…oggi non riesco, ciao!” così dicendo afferrò il telefono e troncò la chiamata, non ce la faceva più, stava per venire “Bravo cugino!” gli disse lei ridendo e riprendendo il massaggio “hai una buona resistenza! È così duro adesso! A vederti pensavo che saresti venuto al telefono! Dai, comunque sembra simpatica!” improvvisamente però smise di masturbarlo, continuava si a tenere saldamente tra le mani il suo pene duro come l’acciaio ma aveva interrotto quell’estasiante movimento “qui continui tu ora!” gli disse con un sorriso malizioso “finisci il lavoro mentre mi annusi i piedi! io mi sono stancata!”
Cosi dicendo tolse le mani dal suo pene e si risdraiò sul letto allungando pigramente le gambe in direzione del cugino, lui afferrò affannato il membro, continuando a pompare vigorosamente con la mano, mentre si protese in avanti per affondare il naso nelle piante che Gabry gli porgeva, dopo pochi colpi venne copiosamente, inondando la calza, mentre mugolava con la faccia nei suoi piedi.
“Ma che bravo! Ne hai fatto uscire un sacco cugino! Guarda! L’hai riempita tutta!” gli disse lei battendo le mani e scoppiando in una fragorosa risata mentre lo osservava, sfinito, che faticosamente si sfilava la calza gocciolante sperma dal pene ancora duro.
Era sconvolto, Gabry era arrivata solo da poche ore e lui già si ritrovava in questa situazione imbarazzante, in ginocchio teneva il capo chino, il volto rosso di vergogna mentre tra le mani stringeva la sua calza di nylon intrisa di sperma, la stessa che lei gli aveva infilato sul pene duro mentre rispondeva alla sua ragazza, facendolo godere incredibilmente.
Alzò leggermente lo sguardo per vederla svettare trionfante su di lui, era ancora seduta sul letto ma un’espressione vittoriosa aleggiava sul suo viso, riabbassò sconfitto il capo ma lei gli mise un piede sulla fronte e gli fece rialzare la testa, contemporaneamente gli piantò l’altro in faccia per far si che la guardasse mentre parlava
“Stai su! Devi guardarmi quando ti parlo cugino!” lo apostrofò sorridendo “come vedi, nonostante tutto questo tempo, i miei piedi ti eccitano ancora! Dimmi la verità! Quante volte ti sei masturbato pensando a loro? Sincero eh!”
“Tantissime volte, la maggior parte credo…” ammise lui “si! È da quell’estate che ci penso sempre, non sono mai riuscito a togliermeli dalla testa…”
“Dalla faccia vorrai dire!” rispose lei scherzosa “Lo immaginavo sai? Anzi ne ero sicura! quella volta sai, anch’io ho imparato qualcosa! Ho capito che i miei piedi potevano far uscire di testa gli uomini! Tutti i ragazzi che ho avuto da allora, alla fine si sono ritrovati sotto i miei piedi e nessuno di loro se ne è pentito, te lo assicuro” disse ridendo
“ora vatti a ripulire!” gli disse scuotendo la mano in segno di congedo “poi mi aiuterai a disfare la valigie! Tieni pure la calza, me la ridarai domani, pulita mi raccomando!”
Iniziò quindi a sistemare la roba di Gabry negli armadi mentre lei andò a farsi una doccia, dopo aver riposto ordinatamente i numerosi vestiti, aprì la valigia contenente la sua biancheria per sistemarla nella cassettiera, era piena di slip e mutandine di ogni tipo, in un angolo erano accuramente ripiegate un numero considerevole di calze di nylon di tutte le fogge e colori, si ritrovò tra le mani un paio di calze autoreggenti con la riga posteriore, toccandole si eccitò ancora immaginandole indosso a lei.
La cugina tornò dal bagno già cambiata, ora indossava un vestitino fucsia con una gonna un po’ sopra il ginocchio, molto elegante, era a piedi nudi e si avvicinò a lui per scegliere le calze da indossare.
“Bene!” disse sorridendo “vedo che hai già messo a posto la maggior parte della mia roba! Bravo! Questa sera mi porti a fare un aperitivo?” gli chiese mentre prendeva un paio di calze color carne autoreggenti, velatissime, e iniziando a indossarle.
Lui osservava la scena eccitato “Ok va bene Gabry..” rispose con un nodo in gola
“Grazie cugino, sei molto gentile” rispose lei con un sorriso “ come premio per la tua ospitalità sceglierai tu le scarpe che indosserò stasera”. Così dicendo aprì l’ultima valigia che conteneva un numero spropositato di calzature, invitandolo a fare la sua scelta, c’erano scarpe di tutti i tipi, lui prese un paio di altissime zeppe di sughero, molto sexy, solo una fascia di tessuto viola circondava la parte anteriore dei piede, proprio quel particolare lo convinse, pensando che si abbinassero ottimamente suo suo vestito.
“Mmmm… scelta audace cugino! per fortuna ho messo queste calze senza puntale! comunque sono tra le mie scarpe preferite, hai buon gusto! dai su! Mettimele!” così dicendo protese un piede nella sua direzione e lui solertemente lo calzò con lo splendide zeppe sotto il suo sguardo divertito.
Si incamminarono quindi verso il centro, lei era bellissima con quel vestito, non poteva fare a meno di ammirarla mentre camminava disinvolta sulle altissime zeppe che aveva scelto per lei, ad ogni passo il piede si sollevava mostrando la pianta avvolta dal velatissimo nylon, i suoi occhi erano sempre rivolti verso il basso per guardarle i piedi.
Scelsero un locale molto carino che serviva un abbondante aperitivo, si sedettero ad un tavolo e presero da bere, iniziando a parlare, ora lui si sentiva molto più tranquillo ed era più disinvolto, lei sembrava molto interessata ai suoi discorsi.
“Sai” lo interruppe dopo un po’ “ti invidio molto per il fatto che hai un appartamento tutto tuo, magari un giorno di questi me lo fai vedere, va bene?”
“Si certamente” rispose lui “non ti aspettare granchè però! Non è molto grande, è un monolocale con bagno, però è carino ormai è circa un anno che…”
Improvvisamente si interruppe trasecolando, vedendo entrare nel locale Chiara che si dirigeva sorridendo verso di lui,
“Hey ciao!” gli disse abbracciandolo “me lo potevi dire che sareste usciti, per fortuna vi ho visti dalla vetrina, sei tu Gabry vero? Piacere mi chiamo Chiara” così dicendo tese la mano verso la cugina, guardandola incuriosita
“piacere mio! Si sono Gabry, sono molto contenta di conoscerti Chiara! dai siediti così ci conosciamo iun po’, lui non mi ha ancora detto praticamente nulla” disse sorridendo guardando in direzione del cugino
Chiara si sedette al tavolo vicino a lui e iniziò a parlare fittamente con la cugina, lui era un po’ imbarazzato per la situazione e non partecipava molto la discorso, avrebbe voluto eclissarsi, dopo quello che era successo non si sentiva molto a suo agio a quel tavolo insieme alla sua ragazza e a Gabry
Lei notò l’imbarazzo del cugino e mentre continuava a parlare cordialmente con la sua fidanzata si sfilò una zeppa e sollevò il piede fino ad appoggiarlo sul pene del cugino, che reagì subito indurendosi. Sorrise vedendo la sua espressione terrorizzata ma continuò a premere sul suo membro iniziando a far scorrere la pianta per tutta la sua lunghezza, il suo membro rapidamente divenne duro come l’acciaio, lei poteva sentirlo distintamente anche sotto i pantaloni, malignamente spinse forte facendolo sussultare.
Lui era in panico, si irrigidì subito sentendo la pressione sul suo pene, sbirciando verso il basso vide spuntare da sotto il piede della cugina che iniziava a massaggiarlo insistentemente, non ci credeva! guardando nella sua direzione la vide sorridente che continuava a parlare con disinvoltura insieme a Chiara, rapidamente si avvicinò il più possibile al bordo del tavolo sperando che la tovaglia mascherasse la scena che si stava consumando, mentre Gabry gli lanciava delle occhiate furbe.
Lei intanto teneva sempre il piede sul suo pene eretto, continuava a massaggiarlo con la pianta sentendo con piacere il cugino eccitarsi sempre di più, lui era pietrificato, non sapeva come fare a liberarsi da quella situazione, il suo viso si era arrossato vistosamente mentre sentiva il piacere crescere, avrebbe voluto che la cugina si fermasse perchè la sotto la situazione stava rapidamente precipitando.
Cerecò di resistere il più possibile ma alla fine non riuscì più a resistere, Gabry continuava imperterrita a masturbarlo con il piede senza dare impressione di volersi fermare, il suo pene stava scoppiando e con un sussulto venne copiosamente nei pantaloni mentre le due ragazze continuavano a ridere insieme, la cugina si accorse subito di cosa era successo e sorridendo tolse il piede infilandolo nuovamente nella scarpa.
“Hey cugino! Tutto bene? Hai una faccia!” gli chiese sfacciata, Chiara si girò subito verso di lui preoccupata
“è vero! Sei tutto rosso! Cos’è non stai bene?” gli chiese premurosa
“N-No tutto bene! E’… è questo cocktail… è troppo forte!” disse lui con la voce strozzata,rapidamente guardò verso il basso notando terrorizzato la grossa chiazza che si era formata sui pantaloni, disperato non vide altra soluzione che afferrare maldestramente il suo bicchiere per rovesciarsi addosso il contenuto rimasto, allo scopo di mascherare la vistosa macchia di sperma.
Ganry vedendo la mossa del cugino scoppiò a ridere fragorosamente “Ma cosa fai! Ti sei bagnato tutto! Ti basta poco proprio poco a te! disse mentre lo guardava sorridendo maliziosamente.
Anche Chiara ora lo guardava sorridendo della sua goffaggine “Dai non fa nulla! È solo un po’ bagnato, ora torni a casa e ti cambi” nel frattempo diede un’occhiata al suo orologio e diede un gridolino “Uh com’è tardi! Dal momento che questa sera non dovevamo vederci mi sono organizzata con una mia amica per andare a mangiare un pizza, volete unirvi?”
“No Grazie Chiara!” rispose Gabry anticipandolo“sei molto gentile ma io sono un po’ stanca per il viaggio! Facciamo un’altra volta, te lo prometto! Ora scusate vado un secondo in bagno, tu mi aspetti vero? Disse rivolgendosi al cugino mentre si alzava.
“S-si Gabry” rispose lui ancora imbarazzato
Chiara intanto guardava la cugina che si dirigeva verso il bagno “Cavoli! È un bel tipo tua cugina! E’ molto simpatica! Ma Chissà come fa a camminare su quelle zeppe, sono altissime! io mi ammazzerei di sicuro! Non sono proprio il tipo di scarpe per me” gli disse ridendo mentre con un tovagliolo cercava di aiutarlo a ripulirsi
“Guarda!” disse sorridendo indicando la grossa macchia bagnata sul suo inguine “ti è caduto proprio lì, sei tutto bagnato, cos’hai in tasca, un fazzoletto? Dai toglilo sennò non ti asciughi più”
Lui cercava di schermirsi, ripensando terrorizzato alla calza di nylon appallottolata che aveva riposto poco prima in tasca “si Grazie Chiara, non ti preoccupare faccio io, lascia stare!” anche in quel frangente imbarazzante non potè fare a meno alzare lo sguardo per osservare la sensuale camminata della cugina che gli mostrava i piedi, proprio mentre stava per entrare un bagno lei si girò, fulminandolo con una strana occhiata e il solito sorriso furbo impresso sul volto.
“quindi che fai tu, vieni con me a mangiare una pizza o rimani?” le chiese intanto Chiara
“No grazie, hai sentito Gabry no? è un po’ stanca, magari ci facciamo un altro giro e poi la riporto a casa” rispose lui
“Ok dai!” rispose lei un po’ delusa e con una nota di preoccupazione nella voce “ci vediamo domani allora, ma tu sei sicuro di star bene? Mi sembri un po’ strano stasera”
Alla fine si salutarono e si incamminandosi in direzioni diverse, Gabry sembrava molto contenta lui invece era scuro in volto e camminava silenzioso e a capo chino.
“Hey cugino! Ancora con quella faccia! Dai su col morale! Alla fine non è successo nulla! Te la sei cavata egregiamente!” gli disse ridendo e prendendolo sotto braccio.
Lui si divincolò e la affrontò nuovamente “ma che stai dicendo! Non capisci che mi hai fatto fare una figuraccia! Se Chiara mi scopriva era finita! Metti che si fosse accorta che tu.. col piede…tu..” non riuscì a proseguire, la cugina ora lo guardava fissa sempre sorridendo, scoraggiato abbassò nuovamente lo sguardo che anche in quel caso cadde sui suoi piedi, non riusciva a confrontarsi in quel modo con lei, aveva un qualcosa di disarmante che vanificava tutte le sue proteste.
“Beh? Hai già finito?” lo incalzò lei “avevi paura scoprisse che ti tenevo il piede sul tuo coso? Eppure non mi sembra che tu abbia cercato di spostarti o di alzarti, anzi! Sei rimasto li seduto buono buono a godere fino a quando non sei venuto nei pantaloni! Che scena!” ricordò con una risata “perchè sei così arrabbiato? Non ti è forse piaciuto?”
“non è per quello!” reagì lui disperato “è per Chiara! Non capisci?”
Lei lo guardò con un aria di compatimento e riprese a parlare “ascoltami cugino, mi fa piacere che tu sia così premuroso verso la tua ragazza, ma ti ripeto che in ogni caso avresti potuto sottrarti quando volevi al mio piede! Invece non l’hai fatto! E conosci anche tu il motivo! Il mio piede ti fa godere più del sesso che puoi fare con la tua ragazza! Non è così? Dimmi la verità! scommetto che quando fai l’amore con lei pensi sempre a me e ai miei piedi per eccitarti! E’ così vero?”.
“E’-è vero….” ammise lui sconsolato “i tuoi piedi mi fanno impazzire!” sentiva di stare per scoppiare a piangere, come faceva a conoscerlo così bene, tutto quello che diceva corrispondeva alla realtà, in tutti quegli anni i suoi piedi erano la sua principale fantasia erotica
Improvvisamente la cugina si avvicinò a lui e lo abbracciò forte“Dai stai tranquillo! Non fare così…ho solo voluto un po’ prenderti in giro” gli disse in un orecchio “tu sei stato il primo ragazzo che ha adorato i miei piedi e in nessun altro ho trovato una devozione simile alla tua, rivedendoti oggi ho capito che per te era ancora così, ma volevo che lo ammettessi” mentre parlava fece scivolare la sua mano sulla patta dei suoi pantaloni per accarezzare il suo pene “ricorda che il tuo coso non può mentire come te ” gli disse sentendolo indurirsi al contatto e facendolo nuovamente sussultare.
“Ora riaccompagnami” gli disse sciogliendo l’abbraccio “Poi tornatene a casa, hai avuto una giornata dura, in tutti i sensi” gli disse sorridendo.
Presero quindi la via del ritorno, una volta giunti al portone lei si voltò e lo guardò fisso negli occhi “allora ci ci vediamo domani, in mattinata sarò in facoltà poi se sei d’accordo passo a vedere casa tua, va bene?”
“Si Gabry, va bene” rispose lui sommessamente
“Senti! Ora vai però ho due ultime richieste da farti, innanzitutto prendi questa!” Così dicendo aprì la borsa e tolse un piccolo fagottino mettendoglielo in mano “questa è l’altra calza che indossavo oggi, quando sarai a casa dovrai masturbarti ancora come hai fatto oggi, capito?” lui la guardò e silenziosamente annuì “Bene!” disse lei sorridendo “ti puoi divertire quanto vuoi ma dopo lavale bene, domani le riprenderò, quindi vedi di farmele trovare pronte” lui annuì ancora sommessamente “fino a domani potrai venire solo in questo modo! Se per caso vedi Chiara non dovrai assolutamente fare sesso con lei, capito?” lui rimase stupito dall’ultima frase e questa volta cercò di ribattere“Ma perchè? Ma che richieste mi fai, perchè mai dovrei farlo?”
Gabry lo guardò seria “non intendi fare quello che ti ho detto?” gli chiese semplicemente
“mi sembra una cosa stupida!” Rispose lui “perchè mai dovrei respingere Chiara?”
Lei sbuffò contrariata e riprese“Perchè te lo dico io! Se non farai quello che ti ho chiesto, puoi anche scordarti in futuro che ti faccia avvicinare ancora ai miei piedi! Potrai solo tornare a masturbarti pensando a loro, senza mai più sentire il loro odore o provarne il sapore! Sta a te cugino! Pensaci bene! se sei così deciso, ridammi pure le calze, così dopo le metto nella roba sporca per farle lavare a tua madre!”
Lui tentennò un po’, non sapeva cosa fare, pensò che forse questa poteva essere una via d’uscita, finalmente, rifiutando la sua assurda richiesta avrebbe potuto liberarsi da questa insana ossessione, ma mentre rifletteva il suo sguardo cadde ancora le sue zeppe che ora battevano nervosamente per terra in attesa della sua risposta, la vista dei suoi piedi inguainati dal velatissimo nylon, le sue unghie smaltate di giallo, riaccesero nuovamente la sua eccitazione e così, senza dire nulla, si infilò in tasca la calza.
Lei sorrise soddisfatta “Bene cugino! Vedo che hai preso la tua decisione! Ora vai a casa, ci vediamo domani! Non ti azzardare a prendermi in giro, me ne accorgerei subito! Dai salutami ora! convenientemente!” e così dicendo indicò la punta dei suoi piedi.
Lui capì subito cosa intendesse, guardando furtivamente intorno la strada, per fortuna deserta, si inginocchiò e posò due baci sui suoi piedi velati e odorosi, rialzandosi immediatamente, trafelato
“Bravo cugi!” rispose lei trionfante e sorridente “Buona notte! A domani allora e…buon divertimento, mi raccomando!” gli disse dandogli un bacio sulla guancia.
Lui corse a casa e dopo aver chiuso la porta alle sue spalle si buttò sul divano letto, rapidamente tolse dalle tasche la sua calza e come aveva fatto nel pomeriggio si calò i pantaloni per infilarla sul pene famelico. Sdraiato iniziò a masturbarsi con foga, strofinando il suo membro avvolto dal nylon sui cuscini, come al solito nella sua testa si affollarono le immagini Gabry che lo incitava a leccarle i piedi, lei ora aveva un cipiglio altero e autoritario che lo eccitava ancora di più, “Ecco Gabry! Ecco! E’ tutto per te! Solo per te!” ripeteva affannato e dopo aver pronunciato ancora queste parole venne copiosamente nella calza.
Stremato si rigirò nel letto per riposarsi, dopo un po’, essendosi fatto tardi, si alzò per ripulire accuratamente le calze dal suo seme e le stese sul balcone per farle asciugare. Infine si coricò addormentandosi profondamente.

La giornata era partita malissimo, aveva dormito fino al primo pomeriggio e al suo risveglio si era trovato di fronte Chiara inferocita, stringeva tra le mani le calze di gabry che aveva utilizzato le sera prima per masturbarsi.
“Adesso mi spieghi cosa ci facevano queste calze stese fuori dal tuo balcone! Sono gambaletti da donna! Allora? Perchè non parli? Di qualcosa invece di stare li con quella faccia da idiota!” Gli urlò contro arrabbiata “Cos’è? Avevi compagnia ieri sera?” gridò ancora Chiara “Figurati! Sei troppo fesso per rimorchiare! Oppure le hai fregate a tua cugina? Eh? E’ così?” lui trasalì alle sue parole “Guarda che ieri mi sono accorta sai? Continuavi a fissarle i piedi quando si è alzata per andare in bagno! SEI UN PORCO!”
Lui non sapeva cosa dire, si sentiva irremediabilmente scoperto “Ma no! Chiara! Che dici! Non è vero! Ti giuro! posso spiegare… vedi… io..”
Improvvisamente si sentì bussare alla porta, lui approfittò dell’imprevisto per andare ad aprire, era Gabry, entrò nella stanza abbastanza intimorita. Era vestita con una semplice magliettina bianca, un giubbottino di jeans e indossava un paio di pantaloni molto aderenti, i piedi erano avvolti da velatissime calze color carne e portava delle alte zeppe con la fodera scura, trasportava sotto braccio un fardello di libri e una cartelletta con delle fotocopie, anche in quel momento critico lui non potè fare a meno di sbirciare i suoi piedi e immancabilmentes sentì il suo pene indurirsi.
“Ops! Scusate! forse sono arrivata in un momento sbagliato, mi dispiace!” mormorò imbarazzata “Ciao Chiara, tutto bene?” disse rivolgendosi alla sua fidanzata “Hey ma quelle sono le mie calze!”
“Ah sono tue! le ho trovate oggi quando sono venuta qui per svegliarlo! Dal momento che ha dormito fino a tardi il signorino! Allora è vero!” Disse Chiara ancora arrabbiata fissandolo con disgusto
“Si, sono mie!” disse Gabry sorridente “sono quelle che avevo ieri quando sono sono arrivata, ma perchè le hai tu?”
“Questo dovresti chiederlo a lui! Le ho trovate stese fuori dal suo balcone!” disse Chiara sprezzante
“Ah si! È verò! non ti arrabbiare Chiara! Scusami!” disse ancora Gabry con una risata “È che ieri quando sono arrivata a casa dei miei zii, mi hanno offerto qualcosa di fresco da bere, ma lui ha fatto cadere il suo succo sulle mie scarpe e mi ha bagnato tutte le calze! Lo sai che è un po’ maldestro!” disse Gabry ridendo guardando teneramente il cugino.
“già! Ha proprio le mani di burro!” Disse Chiara ancora nervosa “ma perchè allora…”
Gabry la interruppe continuando la difesa del cugino“Dopo aver combinato il guaio era molto mortificato e ha voluto rimediare dicendo che le avrebbe lavate lui! Dal momento che ha insistito e le calze erano tutte appiccicose gli ho detto di si! Ho fatto male?” chiese preoccupata
Chiara sembrava ancora nervosa ma le spiegazioni della cugina la avevano un po’ calmata e alla fine disse sorridendo “No figurati! È colpa mia che mi sono fatta tutto un film! Scusa! Ci conosciamo da un giorno e già ti faccio vedere il lato peggiore di me!” disse un po’ imbarazzata, sembrava però ancora arrabbiata e gli scoccò un’occhiata in tralice, guardandolo sospettosa
“Beh!” disse infine Chiara “Ora io torno in facoltà, tu cosa fai?” lui stava per rispondere ma Gabry lo anticipò “veramente oggi aveva detto che mi avrebbe dato una mano, vero?” “s-si! È vero Chiara!” assentì lui impacciato
“Perfetto!” rispose Chiara ancora nervosa “Io vado allora! Mi raccomando stai attento con i bicchieri tu! Ciao Gabry a presto!” E così dicendo uscì di casa sbattendo la porta
“Uff!” sospirò Gabry “Finalmente! Hey cugino! Certo che la tua fidanzata ha un bel caratterino! Si sentiva urlare dalle scale!” “Già, non sapevo come calmarla!” rispose lui sconfortato, aveva ancora il cuore che batteva all’impazzata, per pochi secondi aveva temuto di essere scoperto, di dover confessare che nutriva un’insana ossessione per i piedi di Gabry, questo avrebbe sicuramente determinato la fine della storia con Chiara e, cosa peggiore, tutti ne sarebbero venuti a conoscenza, anche ora però i suoi occhi erano incollati sui piedi della cugina, come fossero calamitati.
“Dai vedrai che le passa!” disse Chiara tranquillamente “anche tu però! Se non vuoi che gli altri si accorgano della tua passione segreta, devi essere pià prudente! Vedi? Anche Chiara si è subito accorta che mi fissi sempre i piedi! ma lo so che è difficile! ” disse lei guardandolo ammiccante
Si avvicinò quindi al tavolo dove appoggiò i libri e la cartelletta, voltandogli le spalle iniziò quindi a sfogliare i programmi dei corsi mentre distrattamente sfilava un piede dalla zeppa e lo appoggiò sulla soletta, da dietro lui poteva ammirare la rugosa pianta del piede di Gabry, a quella vista, immancabilmente, il suo pene manifestò subito una potente erezione e restò quindi così, imbambolato a fissare l’oggetto del suo desiderio, mentre la sua eccitazione cresceva sempre di più.
Dopo qualche secondo la voce di Gabry lo riscosse “dai su! Vieni qui!” gli disse voltando la testa nella sua direzione e indicando con una mano il suo piede “Beh? Che aspetti? Bacialo!” lui si avvicinò prontamente e si prostrò fino a terra per fare come gli era stato detto, prese quindi delicatamente tra le mani le sua pianta del piede e avvicinò le labbra, inziando a ricoprirla di baci.
“Ecco bravo! Continua così!” disse lei soddisfatta “come ti ho detto ieri sera, mi devi salutare sempre convenientemente, ogni volta che ci vediamo voglio che ti inginocchi a miei piedi, dovrai… dovrai…come posso dire…”mormorò lei pensierosa guardandolo mentre lui continuava ad annusare e baciare la pianta odorosa “Ecco ci sono!” esclamò “Dovrai essere come un cagnolino che corre a leccare i piedi alla sua padroncina non appena la vede! Capito? Ti sembra valido come esempio?” gli chiese ridendo.
Lui sussultò eccitato alle sue parole, mentre la ascoltava, la sua erezione crebbe ulteriormente “s-si Gabry! Ho capito..” mormorò con voce strozzata “Bravo cugino! vedo che afferri le cose al volo!” si congratulò lei sorridente.Così dicendo infilò nuovamente il piede nella zeppa e si voltò verso il cugino che si stava rialzando, il suo pene rigonfio era ben visibile sotto i pantaloncini che usava per dormire.
“Ottimo!” annuì Gabry soddisfatta dando un’occhiata veloce alla sua erezione“Ora dimmi! Hai fatto come ti ho detto ieri sera? Oppure ci sei andato a letto con Chiara? Non mentire!” lo interrogò mentre guardava fisso negli occhi “N-no, non abbiamo fatto nulla” si schermì lui imbarazzato “anzi come hai visto era molto arrabbiata prima…” Gabry scrollò le spalle alle sue parole “Vabbè le passerà! Comunque sei stato bravo! Dovi continuare così mi raccomando! Per tutta la settimana non dovrai fare assolutamente sesso con lei, ricordati! se disubbidisci non potrai più venire a baciarmi i piedi, intesi?”
“Ma perchè Gabry?” chiese lui timidamente con lo sguardo basso “come farò? Dopotutto è la mia fidanzata e..” “Ora basta!” lo interruppe lei bruscamente“Io ti ho avvertito! O fai così altrimenti i miei piedi te li scordi! Non amo ripetere le cose più volte!” e così dicendo troncò il discorso innervosita
“Ok Gabry… farò come hai detto…non ti arrabbiare” mormorò lui preoccupato
“Oh così mi piaci!” disse lei mentre il sorriso tornava a illuminarle il volto “Bravo cugi! vedo che iniziamo ad andare d’accordo! Senti, dal momento che ho un sacco di cose da fare volevo chiederti se potevo rimanere qui, devo organizzare le lezioni e ho bisogno di un po’ di tempo per lavorarci su, potrei mettermi qui sulla tua scrivania, che ne dici? Disse mentre si accomodava sulla sedia “S-si certo Gabry! Rimani pure, anch’io dovrei studiare un po’, per la verità”
“Mmm… però il tavolo è un po’ piccolo” mormorò lei con disappunto guardando la piccola scrivania del cugino “senti, dal momento che sei stato così bravo e gentile ti faccio una proposta! io ho bisogno di spazio e qui in due non ci stiamo, quindi! se vuoi tu ti puoi mettere sul divano a studiare, oppure puoi farmi una altro piacere” mentre parlava tornò sul suo volto il suo sorriso disarmante.
“Certo Gabry! Dimmi pure, cosa posso fare per te?” rispose lui solertemente
“Sai…Io ho avuto una mattinata molto stancante” continuò lei guardandolo maliziosa “ho camminato un sacco e ho i piedi tutti doloranti, se proprio devi studiare fa nulla ma…. se vuoi puoi metterti qui sotto e farmi da poggiapiedi, eh? Che ne dici? Dai, te li metto in faccia, Va bene?”
Rimase esterefatto dalla sua richiesta, il suo membro invece reagì indurendosi ulteriormente, lui per un attimo rimase bloccato, non poteva credere che lei gli facesse una proposta del genere, così umiliante.
Per la verità, molte volte nei suoi sogni e nelle sue fantasie sessuali aveva immaginato una situazione simile, ma non credeva potesse succedere veramente e ora, non sapeva come comportarsi, una parte lui avrebbe voluto rifiutarsi sdegnosamente ma la tentazione ebbe la meglio e alla fine cedette. Deglutendo rispose sommessamente “Ok..Ok Gabry… va bene..”e così dicendo si incastrò faticosamente sotto la sedia facendo spuntare la testa proprio proprio sotto i suoi piedi, lei lo attendeva sorridente e quando lo vide far capolino scoppiò a ridere “Ah cugino! Che tipo che sei!” così dicendo si tolse le zeppe, le posizionò ai lati della sua testa e appoggiò entrambe le piante sul suo volto.
“Ah! Molto meglio! Mmmm..sei molto comodo sai?” disse soddisfatta mentre muoveva i piedi sul suo viso, come se stesse tastando un cuscino “quasi quasi ti promuovo a poggiapiedi ufficiale!”
Mentre giaceva silenzioso non vedeva nulla ma poteva sentire la pressione delle sue piante che premevano sul volto, erano calde ed amanavano un intenso che gli invadeva le narici, il suo pene era al massimo dell’erezione, Gabry intanto aveva iniziato a sfogliare gli orari e ad organizzare i suoi impegni di studio, fu un lavoro molto lungo e per tutto il tempo gli tenne i piedi in faccia, dopo una buona mezzora interruppe la sua attività e volle sincerarsi delle sue condizioni
“Hey cugino! Tutto bene li sotto?” gli chiese sorridente sollevando un piede per guardarlo, non appena vide il suo volto congestionato scoppiò a ridere “Cavoli che faccia che hai! Sei tutto rosso! Come stai? C’è qualche problema? Oh Scusami! Forse i miei piedi puzzano un po’ troppo?”
“N-no, no Gabry, hanno…hanno un buon odore…veramente…” confessò lui eccitato. Gabry scoppiò nuovamente in una fragorosa risata alle sua risposta “Che tenero che sei cugino! Mi stupisci sempre, ti meriti proprio un premio! Sù! Apri la bocca! Sù, Sù!” così dicendo abbassò nuovamente il piede e gli infilò le dita in bocca “dai! Succhia bene! Ecco così! Mi raccomando, lecca bene anche tra le dita, ecco! Allora, ti piace il sapore?” gli chiese scherzosa
“Umf! S-si Gabry, è..è buonissimo!” farfugliò lui con il suo piede in bocca, nel frattempo Gabry spostò l’altro piede e lo appoggiò sul suo naso per farglielo annusare meglio, maccanicamente lui afferrò con le mani il suo pene duro, era molto eccitato e poteva sentire la sua asta vibrare mentre si masturbava con foga, iniziò a gemere mentre continuava a leccare le saporite dita dei piedi della cugina.
“A-Ah! Ma cosa stai facendo cattivone? Togli subito le mani dal li!” lo riprese Gabry togliendo il piede dalla sua bocca e scuotendo un dito nella sua direzione in segno di monito “Non devi assolutamente fare queste cose, capito? Solo io posso darti il permesso!” Lui smise subito e tolse morfificato le mani dal suo pene “S-scusa Gabry! Perdonami!” rispose imbarazzato.
“Va bene, per questa volta ti perdono! Dopotutto non ti avevo ancora avvertito, ora però calmati, io devo finire ancora un po’ di cose, tu stai buono li e annusa i piedi!” così dicendo appoggiò nuovamente le piante sul suo volto rimettendosi al lavoro.
Improvvisamente il telefono di Gabry prese a suonare e lei rispose subito esclamando felice “ma Francy! Era ora! Come stai bella?”lui da sotto poteva ascoltare la conversazione, sentiva la cugina ridere e scherzare al telefono, evidentemente questa Francy era una delle sue amiche, Gabry le raccontò del suo arrivo e di quanto erano stati ospitali i suoi genitori, improvvisamente però iniziò ad agitarsi quando sentì pronunciare il suo nome “….? Si! Si! L’ho già visto ieri!… No figurati! Non è assolutamente cambiato! Anzi! La prima cosa che ha fatto è stata quella di guardarmi i piedi!” disse scoppiando a ridere “faceva tutto il sostenuto ma l’ho subito smascherato! Sai? Adesso sono a casa sua, devo programmare le prossime lezioni e pensa un po’? Gli ho chiesto se voleva ripassare i suoi appunti oppure farmi sa poggiapiedi e indovina?… Esatto!” si è subito fiondato sotto la sedia!” disse ridendo “si vede che preferisce studiare da vicino le piante dei miei piedi!… figurati! Ho ancora le calze che indossavo ieri! Aspetta un attimo però, lo sento un po’ nervoso qui sotto!” così dicendo sollevò un piede per guardarlo, non appena vide la sua espressione scoppiò nuovamente a ridere “Mamma mia Francy! Dovresti vederlo! Ha una faccia! Dai su! Stai buono tu!” disse rivolgendosi a lui “non vedi che sto parlando con Francy? Non ti muovere sennò mi fai il solletico, fai il bravo ok?” così dicendo appoggiò nuovamente il piede sul suo volto e continuò a conversare con l’amica, lui non poteva credere a quello che stava sentendo, Gabry parlava con disinvoltura degli avvenimenti della serata precedente come se lui non fosse presente, di come lo avesse fatto venire nel locale, della sua ragazza che non si era accorta di nulla, delle calze, si sentiva irremediabilmente esposto e compromesso. Finalmente la telefonata terminò, Gabry tolse quindi i piedi dal suo volto e si alzò per sgranchirsi le gambe e fumarsi una sigaretta, lui faticosamente si disincastrò da sotto la sedia e la raggiunse in cucina dove lei lo attendeva sorridente espirando sottili volute di fumo, dopo qualche secondo di imbarazzo riuscì a parlare “Ma scusa Gabry! Hai detto tutto alla tua amica… quindi lei sa che.. che io… cioè.. tu…i piedi..” non riuscì a proseguire, la vergogna che provava non gli permetteva di formulare concetti, non sapeva cosa dire.
“Ma certo cugino!” intervenne lei “Francy è la mia migliore amica e ci diciamo tutto! Sa benissimo che sei un gran feticista e che impazzisci per i miei piedi! Penso che mi abbia sempre un po’ invidiato per questo!” mormorò sorridendo “pensa che una volta mi ha confessato di aver provato a provocare il suo di cugino ma lui non aveva la tua stessa inclinazione! Poi però si è rifatta, te lo assicuro!” vedendolo rosso di vergogna e con il capo chino si intenerì “ dai cugino! Non fare quella faccia! Te l’ho detto! Francy è la mia migliore amica, non ti preoccupare, con lei il tuo piccolo segreto è al sicuro! E poi la conoscerai presto, mi ha detto che il fine settimana mi viene a trovare, quindi avremo occasione per stare un po’ insieme” lui sussultò alle sue parole “N-no Gabry, non è possibile! Non posso incontrarla! Mi vergogno troppo! E poi… e poi… ho già un impegno con Chiara nel Weekend! Abbiamo programmato un viaggio..e…” si schermì lui. Cercando disperatamente una scusa per evitare quell’incontro che si preannunciava molto imbarazzante, per la verità erano già diverse settimane che lui e Chiara avevano deciso di fare una gita fuoriporta
“Beh? che problema c’è? Annullalo!” disse Gabry scrollando le spalle “Ma non posso Gabry, veramente! Chiara si arrabbierà moltissimo! Io non…”
“Non ti preoccupare! Le passerà vedrai!” disse lei troncando il discorso “senti! Io e Francy abbiamo bisogno di una guida, non conosco la città quindi devi stare con noi! Ti divertirai vedrai! E poi cosa ci vai a fare con Chiara? Non potete nemmeno fare sesso! Ora smettila! Ormai è deciso! Ora seguimi! Dal momento che annullerai il tuo noioso viaggio voglio darti un contentino” così dicendo si diresse verso il divano letto.
Lui la seguì senza protestare ulteriormente, già eccitato,mentre camminava continuava a fissarle le sensuali estremità, ogni volta che faceva un passo il piede si sollevava sulla zeppa e lui poteva scorgere la morbida pianta rugosa avvolta dal velatissimo nylon, il suo pene manifestò subito una poderosa erezione.
Gabry si accomodò sul divano e protese le gambe nella sua direzione “Dai su! Toglimi le scarpe!” lui eseguì solerte e sfilò le zeppe dai suoi piedi “Bravo! Ora prendine una e annusa profondamente! Ecco così!” disse sorridente mentre osservava il cugino che avvicinava la scarpa al naso per ispirarne l’odore “Allora, dimmi! Di cosa sa?”
“Ha…ha l’odore..dei tuoi piedi…è buonissimo” rispose lui con il naso incollato sulla soletta della zeppa, lei lo guardava divertita “Ti piace eh? Sai?” disse iniziando a muovere i piedi davanti a lui “queste zeppe mi piacciono un sacco e le ho usate moltissimo questa estate! Ecco, così!continua pure ad annusare! Ora ho una sorpresa per te, dal momento che oggi ti sei comportato bene, ti concederò di venire! sei contento?” gli chiese sorridente. “S-si Gabry” rispose lui continuando a ispirare profondamente “fammi venire con i tuoi piedi! Ti prego!” la implorò eccitato, mentre sentiva il suo membro diventare duro come l’acciaio.
“Eh no! Non essere arrogante adesso!” rispose lei ammonendolo “ricordati che sono io che decido come e quando puoi sfogare la tua eccitazione! Tu non puoi assolutamente avanzare delle richieste! MI dispiace cugino! Non ti farò venire con i miei piedi! Ma… dal momento che sono molto buona… ti voglio comunque dare un altro privilegio!”
“No Gabry..scusami..ma allora come farò? Non capisco!” rispose lui confuso dalle sue parole.
“Beh! farai da solo no? Come hai fatto ieri sera con la mia calza, solo che questa volta avrai l’onore di masturbarti con la zeppa che hai in mano, contento? Adesso infilala sul tuo coso e inizia a strofinarlo, molto, molto lentamente però! Capito? Ti dirò io come fare!” disse sorridendo maliziosa “E ricordati! Potrai venire solo quando ti darò il permesso, non prima!”
Lui fece come ordinato, appoggiò il pene duro sulla soletta della zeppa e iniziò a muoverla lentamente avanti e indietro, mentre Gabry controllava attentamente il suo operato, il contatto con la pelle della scarpa lo fece subito fremere di piacere e iniziò ad ansimare.
“Bravo, così! devi fare molto piano! Devi farlo scorrere per tutta la lunghezza! ecco così” Gabry si accomodò sul divano e allungando le gambe nella sua direzione “devi guardarmi i piedi mentre lo fai! ecco” disse soddisfatta mentre il cugino, si avvicinava per posizionarsi a pochi centimentri dalle sue piante.
Lui era al culmine dell’eccitazione, inconsapevolmente iniziò ad accellerare il movimento “Piano ho detto! Non esagerare!” lo riprese subito Gabry “Devi farlo molto piano” gli disse suadente, mortificato lui riprese il lento movimento ma il suo membro era al limite, le istruzioni di gabry e la vista delle sue piante lo avevano oltremodo eccitato, il suo pene era incredibilmente duro e sentiva che presto sarebbe esploso, inondando di sperma la zeppa.
“Ah! Gabry! Sto per venire! Non resisto!” confessò con voce strozzata come per implorare la cugina di dargli il permesso di eiaculare “No,no cuginetto! Non ci pensare nemmeno!” “Non puoi assolutamente venire adesso! Sù! Fermati ora!” gli ordinò Gabry seria in volto
Lui si bloccò trasecolando, smise subito di masturbarsi e rimase li fermo, guardando la cugina con il pene duro infilato a forza dentro la sua scarpa. “Ecco bravo! Resta immobile! Devi essere più resistente cugino!” Ora calma i tuoi bollenti spiriti! Ti dirò io quando ricominciare” Gabry attese una ventina di secondi poi lo incoraggiò a riprendere “Forza! Ancora una volta! Ora puoi strofinarlo ma ricorda! ti dirò io quando e se potrai venire!” gli disse sorridendo “Ora però diventa più difficile! Adesso devi aumentare la velocità e mentre trofini il tuo coso nella zeppa, mi devi annusare i piedi” Lui eseguì nuovamente le sue istruzioni e si avvicinò ulteriormente per affondare il naso nella pianta odorosa che lei gli porgeva, il giocò durò circa venti minuti, ogniqualvolta il cugino stava per venire Gabry lo fermava, non concedendoglielo e dopo una breve pausa, lo faceva riprendere, sempre più velocemente, il suo pene stava scoppiando, la cappella era rossa e gonfia i testicoli doloranti e la frustrazione di non poter sfogare la sua eccitazione gli aveva fatto salire le lacrime agli occhi.
“Oh Poverino! Cosa c’è? Non ce la fai più?” gli disse finalmente Gabry “Dai su! Fai altri altri cinque colpetti, poi potrai venire!” pompando vigorosamente e sempre annusando i suoi piedi lui vibrò mugolando gli ultimi cinque colpi sulla sua asta, che esplose in una potente eiaculazione, facendolo godere incredibilmente. Riversò quindi un fiotto bollente di sperma che finì per ricoprire la soletta della zeppa, poi si accasciò sfinito sul pavimento, mentre la cugina osservava divertita la scena.
“Bravissimo cugino! Cavoli ha fatto un bel macello li!” disse ridendo mentre il cugino si rialzava stremato da terra “allora ti è piaciuto?”
“S-si Gabry” mormorò lui faticosamente “ho….ho goduto tantissimo!”
“Vedi che avevo ragione? Più resisti, maggiore sarà il piacere! Diciamo che sei andato abbastanza bene dai! Vedrai che con un po’ di allenamento diventerai ancora più resistente, allora si che ci divertiremo veramente!” ammiccò maliziosa.
“Co-cosa vuoi dire Gabry? Chiese lui speranzoso
“Non ti preoccupare tu!” gli disse sorridente “Ora ripulisci bene la scarpa, io devo andare, i tuoi mi aspettano per cena”
Diligentemente ripulì accuratamente la scarpa dal suo seme e una volta rassicuratosi che fosse tutto a posto si avvicinò a lei ancora distesa sul divano per calzarle sui suoi piedi
“Bravo cugi! Ottimo!” Annuì Gabry alzandosi “ora vado a casa, ricordati cosa ti ho detto, Francy e io abbiamo bisogno di un accompagantore, quindi annulla tutti i tuoi impegni e fino a domenica non fare sesso con Chiara!” Lui annuì tristemente “Ok Gabry…non… non farò nulla”
Lei lo guardò intenerita “Poverino!” disse “senti dai, se proprio vuoi ancora venire ti do il permesso di masturbarti, ok? Facciamo così! Quando sarò a casa mi provo un po’ di scarpe e posto qualche foto dei miei piedi su facebook, puoi guardare quelle mentre lo fai, va bene? però metti il “mi piace” sulle foto che usi, ok? Gli disse sorridendo mentre si dirigeva verso la porta di casa
“Va bene Gabry…grazie” rispose lui sommessamente poi la raggiunse e si inginocchiò ai suoi piedi per baciarli, prima che se ne andasse
“Bravo cugino! Così mi piaci!” disse accarezzandogli la testa mentre si rialzava
Rimasto solo provò inutilmente a chiamare Chiara, ma evidentemente l’arrabbiatura non le era ancora passata, perchè non rispose mai alle sue telefonate. Sconfortato andò in cucina per prepararsi qualcosa da mangiare.
Mentre la sua cena finiva di cuocere prese ancora il telefonino per curiosare un po’ su facebook, il suo pene si indurì subito quando vide che la cugina aveva mantenuto la promessa e aveva postato sul suo profilo una decina di foto dei suoi piedi calzati da sensuali scarpe dai tacchi altissimi, nell’ultima foto indossava le stesse scarpe del pomeriggio. cenò rapidamente, con in mano il telefono per guardare uno dopo l’altro gli scatti fatti da Gabry, dopodichè afferrò il suo notebook e si sdraiò sul divano letto.

Gabry sedeva comodamente sul grande divano dei suoi genitori, le gambe nude allungate su un morbido pouf posizionato davanti a lei, mentre consultava il suo tablet “Molto bene cugino!” disse ridendo “ vedo che hai messo il like su tutte le foto dei miei piedi che ho postato l’altro giorno! Ma ti sei veramente toccato con tutte? Che matto! A proposito come va li sotto?” lo interrogò alzando lo sguardo dallo schermo per osservarlo.“B-bene Gabry” ansimò “s-si con tutte le foto…”
Era inginocchiato davanti al pouf, intento a masturbarsi con foga il pene duro avvolto nelle calze di nylon che Gabry aveva indossato il giorno prima, mentre leccava e baciava le morbide e odorose piante dei suoi piedi, era in quella posizione li ormai da più di mezzora e il suo membro era durissimo e vibrante, al limite della resistenza, tuttavia Gabry gli aveva dato precise istruzioni di non venire fino a quando non gli avesse dato il permesso e ogniqualvolta stava per scoppiare lo interrompeva per farlo poi riprendere. “cavoli!” disse lei ridendo “sei stato molto impegnato! Forza continua così! Stai reggendo bene! Ancora un po’ di pazienza!”
La mattina era arrivato di buon’ora, quel giorno dovevano andare a prendere Francy in stazione, i suoi genitori erano partiti per un breve viaggio e avevavo acconsentito di buon grado ad ospitare per qualche giorno l’amica della cugina. Entrando in casa aveva subito avvertito l’aroma del caffè si diresse quindi verso la cucina dove trovò Gabry intenta a preparare la colazione, era vestita con una vestina da notte che lasciava scoperte le gambe, i capelli raccolti in una coda e calzava delle sensuali ciabattine rosa con un tacco di almeno dieci centimetri, ornate sul davanti da un batuffolo piumoso, a quella vista il suo pene manifestò una potente erezione e lui non aveva potuto fare a meno di gettarsi ai suoi piedi per baciarli appassionatamente. “Buongiorno cugino! vedo che le mie ciabattine hanno fatto subito effetto!” lo apostrofò lei sorridente mentre sollevava leggermente il piede per permettergli di adorare anche la pianta. “sei arrivato giusto in tempo! Questa mattina ho voluto prepararti una sorpresa! Una bella colazione! Sei contento?” “Si Gabry! Grazie! Sono affamato!” rispose lui riconoscente mentre si rialzava da terra. “Molto bene! Forza allora mettiamoci a tavola! Ti piace pane e marmellata? Si? Queste le ho preparate apposta per te!” e così dicendo gli indicò sorridendo un piatto dove erano state posate alcune fette di pane “E’ una ricetta speciale sai? Non vedi?” gli disse raggiante. Lui si avvicinò per osservarle meglio, sembravano diverse da quelle che stava mangiando Gabry, trasecolando vide infatti che nella mollica era impressa in modo evidente l’impronta del suo piede, non appena si rese conto di questo particolare il suo pene si indurì nuovamente e la cugina scoppiò a ridere vedendo la sua faccia stupita. “Esatto cugino! Dal momento che ti piace così tanto il sapore dei miei piedi mi è venuta questa idea fenomenale! Pane e marmellata all’odore di piedi! sai? Mentre preparavo il latte e il caffè le ho tenute per tutto il tempo sotto le piante! Allora che ne dici? Dai su assaggiale!” Costernato ne afferrò una e iniziò lentamente a mangiarla mentre lei lo guardava divertita, il pensiero che quelle fette di pane erano state tenute sotto i suoi piedi lo aveva fatto eccitare incredibilmente, mentre masticava silenziosamente seduto al tavolo il suo membro era diventato duro come il marmo.
Gabry sempre più divertita volle rendersi conto dell’effetto e alzò la gamba per appoggiare la morbida pianta rugosa sul suo pene. “Ooooh!” mormorò compiaciuta “vedo che ti piacciono proprio tanto cugino! Dai su! Dammi un tuo parere! Sono buone?” “S-si Gabry..” rispose lui affannato “sono buonissime…”
“sai? mi sono impegnata proprio tanto per preparartele, sono contenta che ti siano piaciute, magari te le faccio ancora ok?” mentre parlava sorbiva lentamente il suo caffelatte, continuando a far scorrere il piede sulla sua asta, facendolo eccitare sempre di più. “per fortuna sei arrivato presto, Francy sarà in stazione tra un paio d’ore ma prima di andare volevo continuare il tuo allenamento, voglio farti diventare molto più resistente!” e così dicendo si voltò verso il piano della cucina dove aveva appoggiato una calza di nylon che gli porse “Dai Forza! Mettiamoci al lavoro!” disse gioiosa…
Quella tortura durava da più di mezzora ormai, ma Gabry non sembrava intenzionata a interrompere il suo “allenamento”, oltretutto la cugina gli aveva sequestrato il telefonino per impedire che fosse distratto da eventuali telefonate, il cellulare giaceva per terra e poteva vedere sul display già diverse chiamate senza risposta da parte di Chiara, la sua fidanzata, era al limite della resistenza e con le lacrime agli occhi provò a implorarla “T-ti prego Gabry, non ce la faccio più, sto per scoppiare! T-ti prego concedimi…concedimi di venire…” “Eh no mio caro!” rispose lei sorridendo maliziosa “Ma cosa pensi? Che io sia cattiva? Guarda che lo faccio per il tuo bene! Devi essere forte cugino! Vedrai che presto mi ringrazierai, tutto questo ha un motivo! E non mi guardare con quella faccia, non mi faccio intenerire! Forza Sù! Lecca bene i piedi e continua!” disse schioccando le dita nella sua direzione
Sconfortato continuò a masturbarsi il pene infuocato, Gabry ora controllava attentamente il suo operato osservando soddisfatta le smorfie del cugino, dopo altri cinque interminabili minuti finalmente lo interruppe.
“Ok dai, Ora mi sembri proprio al limite” disse ridendo “Adesso però devi dare il meglio di te! Togli le mani!” così dicendo si alzò dal divano per accomodarsi sul puof, sovrastando il cugino da quella posizione afferrò saldamente il suo pene tra le piante grinzose facendolo sussultare, lui digrignando i denti fece appello alle energie residue per avitare di far fuoriuscire i liquidi che sentiva risalire lungo il suo membro
“Ecco! così mi piaci!” disse ridendo Gabry iniziando a far scorrere le piante sulla sua asta vibrante“devi essere forte cugino! Ora ti darò gli ultimi dieci colpi con i miei piedi, al decimo potrai venire, intesi? Sù, cominciamo! Uno!…” così dicendo iniziò quindi a vibrarli uno dopo l’altro mentre lui si sentì travolgere da un immenso piacere e quando gabry pronunciò finalmente il fatidico “Dieci!” venne violentemente, inzuppando di sperma la calza che lo imprigionava.
“Bravo cugino!” esclamò lei radiosa “Bravissimo! Ce l’hai fatta! Sono proprio fiera di te!” così dicendo tolse i piedi dal suo pene appoggiandoli sulle sue spalle “stai migliorando! Complimenti!”. Lui era sfinito e ansimante, faticosamente si sfilò la calza grondante e alzò lo sguardo, incontrando quello sorridente e divertito della cugina.
“Bene! Ora però dobbiamo muoverci perchè io devo ancora prepararmi e Francy arriva tra poco più di un’ora, pensa che devo ancora mettermi lo smalto” disse sorridendo mentre agitava un piccolo flaconcino verde che teneva in mano “ti ricordi come facevamo al mare? Eh?”
Lui ripensò a quella fatidica estate in cui aveva per la prima volta scoperto la sua passione per i piedi di Gabry, alla sera in cui lei si era stesa lo smalto sulle dita appoggiando i piedi sul suo viso, il ricordo lo fece nuovamente eccitare e il suo pene, pur provato dallo sforzo recente, si innalzò nuovamente.
Gabry rise di gusto alla vista della subitanea e poderosa erezione “Molto bene! Vedo che non ti sei dimenticato! Forza allora! Mi raccomando stai immobile! Non devi farmi sbagliare!” e così dicendo posò sorridente la pianta del piede sul suo volto.

Facendo appello a tutte le sue energie provò a liberarsi ma le scultoree cosce di Francy serravano il suo collo in una potente morsa, non poteva credere che quella ragazza potesse avere una tale forza, davanti a lui poteva vedere i suoi piedini con le unghie smaltate di bianco e Gabry che osservava divertita i suoi inutili sforzi. L’amica della cugina era arrivata solo da poche ore ma in questo breve lasso di tempo la situazione era rapidamente precipitata, oltre ogni sua aspettativa…
Gabry era seduta in macchina sul sedile del passeggero, quella mattina indossava dei jeans neri molto attillati, una maglietta bianca e un giubbottino di pelle, i deliziosi piedi, avvolti in delle magnifiche calze a rete a maglia larga, erano appoggiati sul cruscotto e le scarpe, degli eleganti zoccoli, anch’essi neri, giacevano sul tappetino dell’auto. Era molto difficile per lui concentrarsi sulla guida poichè il suo sguardo era continuamente attirato daile sensuali estremità della cugina, poteva intravedere sotto le calze le morbide pieghette delle piante, il suo pene era perennemente eretto in una fenomenale erezione. Ma dopo che la vettura dietro di loro aveva suonato per l’ennesima volta perchè ritardava la partenza al semaforo, Gabry sbottò innervosita “Eddai cugino! Ma cosa combini! Stai andando come una lumaca! Se procediamo di questo passo non arriveremo mai in tempo!” “scusami Gabry” rispose lui sommessamente “solo che.. è un po’ difficile guidare…con te di fianco,,”. Gabry allora tolse gli incantevoli piedi dal cruscotto notando divertita il suo rammarico. “Ah! Ma Sono questi che ti distraggono? “Ma dai cugino! Sei proprio incorreggibile, sai? Ma scusa! La hai avuti a disposizione per tutta la mattina! E ancora non ti basta? Guarda li! È ancora tutto grosso!” disse indicando sorridente il rigonfiamento dei suoi pantaloni “N-no, no! Scusami Gabry non è per quello! Cioè…non so! I tuoi piedi… È più forte di me..” disse lui sconfortato. “Si si! Ho capito! Adesso però vedi di darti una mossa! E stai attento! Non voglio mica farmi male perchè tu sei così distratto dai miei piedini! E non ti preoccupare” concluse ridendo “Tra poco conoscerai Francy, anche lei ha dei piedi fantastici e di sicuro non vede l’ora di farteli assaggiare! Vedrai che ti piaceranno, un LECCAPIEDI come te non potrà resistere! Sù dai! Parti!” Lui sussultò alle schiette parole della cugina, sentirsi appallare a quel modo lo aveva ulteriormente eccitato, “S-si, Gabry come desideri..” rispose con voce strozzata e ingranando la marcia
Arrivarono in stazione appena in tempo, l’altoparlante stava annunciando il treno di Francy, corsero quindi al binario mentre i passeggeri iniziavano a scendere dalle carrozze, improvvisamente Gabry si fermò e iniziò a salutare in direzione di uno degli sportelli “Francy! Francy! Siamo qui!” esclamò sorridente “dai cugino! Muoviti! Vai ad aiutarla con i bagagli”. Lui si precipitò e si trovò di fronte l’amica di Gabry che lo attendeva sorridente sulla scaletta del treno, era una ragazza molto carina, con i capelli neri lisci, occhi scuri e profondi, le labbra carnose erano risaltate da un lucidalabbra, era vestita con un abitino bianco molto corto e attillato che evidenziava le forme procaci e il fisico molto allenato, tutta la figura era caratterizzata da un’intensa abbronzatura, lui la osservò facendo scorrere lo sguardo sulle gambe muscolose fino ai magnifici piedi, calzati da sensuali zeppe di sughero molto alte con la fodera bianca, si poteva distinguere nettamente il contrasto tra la pelle più scura del dorso e quella più pallida delle piante, per alcuni secondi rimase a osservarle, ammutolito, mentre cresceva in lui una poderosa erezione, improvvisamente però venne riscosso dalla cristallina voce di Francy che esclamò in direzione della cugina “Hey Gabry! Avevi proprio ragione sai? Ma pensa! Manco mi conosce e già mi fissa i piedi” lui arrossì violentemente alle sue parole, alcuni passeggeri in procinto di scendere dal treno sentirono la battuta e lo guardarono incuriositi e divertiti, Gabry intanto li aveva raggiunti e allargando le braccia disse con voce sconfortata “Che ci vuoi fare Francy! Te l’avevo detto! È proprio ossessionato! Ma dopotutto è un bravo ragazzo! Forza cugino!” disse schioccando le dita rivolgendosi a lui“ Occupati dei bagagli e andiamo! Facciamo prima un salto a casa tua così potrai prendere confidenza con Francy!” “e con i miei piedi anche” aggiunse maliziosa l’amica mentre si sfilava una zeppa e allungava la gamba tornita nella sua direzione per mostrargli la pianta nuda, che agitò a guisa di saluto a pochi centimetri da suo volto “Piacere cugino di Gabry!” disse ridendo “non vedo l’ora di conoscerti meglio sai?” lui rimase impietrito a fissare le grinze che ricoprivano interamente l’arco plantare, come una tela di ragno, di cui si sentiva già prigioniero, a quella distanza era riuscito anche ad avvertirne anche l’intenso odore. Le due amiche si misero a ridere alla vista della sua espressione sbalordita poi si presero sottobraccio e si diressero verso l’uscita, lui le seguì traportando le voluminose valigie, il pene sempre duro, fissando ancora rosso di vergogna le piante dei loro piedi che si mostravano a lui ad ogni passo, le due ragazze chiaccheravano fittamente “Sai Gabry, dopo vorrei provare una delle mie mosse su tuo cugino, così faccio anche un po’ di allenamento per le gambe, posso?” chiese “Ma certo Francy! Consideralo a tua completa disposizione! Vedrai che ci divertiremo un sacco con lui!” concluse ridendo la cugina.
…Francy aveva incrociato i piedi nudi serrandogli il collo tra sue le potenti cosce , non contenta gli afferrò i polsi costringendolo ad alzare le braccia. Imprigionato in quella morsa emise un urlo soffocato, aveva difficoltà a respirare e il suo volto rapidamente si congestionò, le gambe di Francy avevano una forza spaventosa, poteva sentire i poderosi muscoli flettersi ogni volta che lei stringeva.
“dai Gabry! Questo non si muove più!” disse trionfante “Facciamogli vedere cosa possiamo fare insieme! io lo tengo bloccato! Tu pensa al suo pisellone! guarda li, è già enorme!” il suo pene infatti nonostante la scomoda posizione e il dolore infatti era diventato duro come l’acciaio, ridendo la cugina si avvicinò e dopo essersi accomodata su un cuscino e si tolse i sensuali zoccoli “forza cugino!” esclamò sorridente “Ora vedremo se il tuo allenamento sta funzionando! Ti faccio provare una cosa nuova!” e così dicendo infilò il suo pene tra le maglie di una delle calze a rete ponendolo a contatto con la sua soffice pianta lievemente sudata, iniziando nel contempo un superbo massaggio, badando di tenere fermo il membro eretto del cugino con il dorso dell’altro piede
Il tocco lo fece sussultare, nonostante il dolore al collo e la difficoltà a respirare la sua eccitazione crebbe enormemente, benchè tutto l’organismo fosse stato messo a dura prova, il suo pene aveva reagito subito al contatto con la sublime pianta della cugina e lui iniziò ad ansimare affannosamente
“ma guarda com’è arrapato questo! Senti come gode!” escalmò Francy divertita “è proprio un porcellino il tuo cuginetto Gabry! Prendi questo pervertito! Umf!” così dicendo serrò ulteriormente le cosce strappandogli ancora un doloroso grido soffocato “Ma no dai! Non trattarlo male poverino!” rispose la cugina ridendo mentre continuava a far scorrere la perfetta pianta grinzosa sulla sua poderosa erezione. “è fatto così! Impazzisce per i piedi! Ma non è colpa sua, è un solo un gran feticista!” Francy sorrise cattiva “Ah si? Allora preparati cuginetto feticista è in arrivo una sorpresa, sai? Ti ho portato un regalino!” così dicendo prese tra le mani un piccolo fagotto e lo premette con forza sul suo volto. Un fortissimo odore di piedi pervase le sue narici, ora respirare era diventato ancora più difficile. “ecco qui! Su annusa bene!” disse Francy soddisfatta “in previsione di questa visita per tutta la settimana, ho usato sempre gli stessi fantasmini di nylon, in palestra, te li ho proprio preparati per bene! Ti piacciono?” lui non riuscì a rispondere, il nylon odoroso gli impediva di parlare, il suo viso si era arrossato per la mancanza di ossigeno e la vista cominciava ad offuscarsi, cercò di opporre una disperata resistenza ma la tenace stretta di Francy non gli pemetteva di muoversi, Gabry intanto continuava sorridente e imperterrita a masturbarlo, il suo pene stava per esplodere, ma la mancanza d’aria lo stava mettendo in uno stato di estrema agitazione perchè Francy non sembrava intenzionata a permettergli di respirare liberamente, quando sentì che le forze cominciavano a mancargli cercò di liberarsi con uno scatto improvviso ma Francy vanificò il suo sforzo streingendo ulteriormente le cosce, oltretutto, improvvisamente, Gabry accellerò il ritmo del massaggio, Il suo pene era al limite della resistenza, infatti dopo pochi colpi venne violentemente con un singulto, perdendo contemporaneamente i sensi. L’ultima cosa che udì fu la cugina che lo chiamava ripetutamente per nome.
Al suo risveglio si ritrovò sdraiato per terra, avvertiva ancora nel naso ancora un’intensa e familiare fragranza, infatti aprendo gli occhi vide gabry che si ergeva sopra di lui, con la maestosa pianta del piede appoggiata sul viso, di fianco a lei c’era Francy che sorrise vedendolo aprire gli occhi “ecco hai visto! Si è ripreso subito!” esclamò “Te l’avevo detto che l’odore dei tuoi piedi lo avrebbe aiutato!” Gabry era molto preoccupata, ma sembrò rincuorarsi vedendolo rinvenire “cavoli cugino! Mi hai fatto prendere un colpo!” lo sgridò irritata togliendo il piede dalla sua faccia “Ma si può svenire così e spaventare tutti! Cosa avrei detto ai tuoi se ti succedeva qualcosa?” si portò quindi le mani ai lati del volto e inizio a recitare in un comico falsetto “Oh! Scusate zii! E’ stato male mentre gli facevo una SEGA con i piedi! eh, sapete, gli piaceva così tanto poverino! non ti pemettere mai più capito!” urlò arrabbiata e così dicendo abbassò violentemente la gamba calpestando il suo viso sotto la pianta e procurandogli un forte dolore al naso che lo fece riscuotere definitivamente. “Ahi! No.. Gabry…scusami…ma.. io… io non… non riuscivo più a respirare! Mi..mi stavate ammazzando!” disse lui stremato osservando le due ragazza che lo sovrastavano, mentre si rialzava faticosamente il suo sguardo ricadde ancora su quei piedi marziali e per l’ennesima volta, nonostante il dolore e il recente svenimento, il suo pene reagì indurendosi nuovamente.
Alle due amiche non sfuggì l’ennesima poderosa erezione e Francy di congratulò con lui ridendo “dai su! Non protestare!! Alla fine non è successo niente e a vederti mi sembra che ti sia anche piaciuto! Guarda li che roba! Si è ingrossato ancora!” Gabry scosse la testa ancora nervosa “sei proprio incorreggibile cugino! Prova ancora a farmi spaventare così e ti schiaccio la faccia sotto i piedi fino a cambiarti i connotati! Ma come! Io sono giorni che mi sto prendendo cura di te e mi ringrazi in questo modo? terrorizzandomi? E poi ti devo dire che mi hai deluso molto!” lo ammonì seria “La tua resistenza è ancora scarsa! Non appena ho accellerato un po’ il ritmo sei venuto come una fontana! Come puoi pretendere di essere utile a qualcosa, come puoi pretendere di…” Francy rise di gusto alle sue parole vedendo che lui chinava la testa mortificato di fronte alla cugina. “ dai Gabry! Non essere così severa! Ha solo bisogno di un po’ di tempo e poi secondo me se la cava già! Se me lo presti per un po’ posso metterlo alla prova in altro modo! Che ne dici?“ disse maliziosa sbirciando il pene duro “Questo è fuori discussione Francy!” rispose lei troncando il discorso “fino a quando non sarà pronto non se ne parla! Ora si cambia registro! Preparati! Adesso inizia l’addestramento vero e proprio! Francy! hai portato quello che ti avevo chiesto?
“ma certo Gabry” rispose l’amica e ridendo si diresse di corsa verso le sue valigie “ora cugino iniziamo a fare sul serio!” disse rivolgendosi severa a lui che la guardava attonito “finora sono stata buona con te ma mi sa che hai bisogno di qualche stimolo in più! Ora inginocchiati! da bravo! Giù!” Francy nel frattempo torno euforica stringendo tra le mani un lungo guinzaglio a catena “Eccolo! Eccolo! Gli starà benissimo! Vedi? L’ho fatto anche personalizzare proprio per lui” dal collare di cuoio infatti, pendeva una medaglietta con inciso il suo nome. Non appena lo vide trasecolò “N-no! Gabry! Ma cosa vuoi fare! Non..non puoi mettermi quella cosa! È troppo umiliante! N-non sono un cane” farfugliò inginocchiandosi e guardando implorante la cugina. “invece si!” rispose lei secca “E non ti preoccupare troppo! Te l’ho detto, è per il tuo bene! Basta con queste sciocchezze! Vieni qui!” così dicendo assicurò il collare al suo collo dolorante, lasciò poi cadere la catenella tenendola per un capo osservando soddisfatta il risultato “ecco ora sei perfetto!” disse sorridendo, Francy intanto rideva contenta.
Lui era in ginocchio, con i pantaloni calati, al suo collo ora pendeva un lunga catena di ferro tenuta fermamente dalla cugina, si sentiva mortificato e umiliato da questa situazione, eppure il suo pene continuava a rimanere duro ed eretto di fronte a quelle due ragazze che lo squadravano solenni.
“bene!” disse Gabry ora più tranquilla “ogni volta che saremo a casa tu dovrai tenere questo collare, capito? Forza muoviti!” quindi si voltò e si diresse verso il divano-letto strattonando la catena.
Le due ragazze si sdraiarono e Gabry accese il notebook per connettersi, poi di girò per infilare l’asola del guinzaglio attorno alla sua caviglia e si rivolse a lui che la guardava sbalordito. “ora io e Francy ci rilassiamo un po’ qui a letto, tu invece starai li in fondo e ti prenderai cura dei nostri piedi, vedi di fare un buon lavoro, ok? Ah! Non ti dovrai assolutamente toccare! Capito? Gli disse indicandogli il fondo del divano-letto“O-Ok Gabry…come vuoi tu…” rispose lui sommessamente e subito si mise all’opera, lue due ragazze si erano messe a pancia in giù le gambe stese e le saporite piante dei piedi rivolte verso l’alto, inziò quindi a leccarle mentre il suo membro continuava a rimanere eretto e smanioso. “bravo cagnolino! Sù! bravo continua!” disse Gabry rilassandosi e muovendo la gamba facendo tintinnare la catenella….

Gabry, come al solito, aveva deciso di ripassare gli appunti presi la mattina, distesa sul divano letto del suo piccolo monolocale, gli esami si stavano avvicinando e lei era molto impegnata nello studio, tuttavia quel pomeriggio era molto nervosa, probabilmente la pressione delle scadenze si faceva sentire. Lui era impegnato in alcuni lavori di pulizia e per questo motivo si divideva tra cucina, sala e bagno per completare i mestieri, scoccando di tanto in tanto delle occhiate agli invitanti piedi della cugina, che si muovevano nervosamente. Ad un tratto però Gabry chiuse di scatto il libro esclamando “ORA BASTA!” lui si immobilizzò voltandosi verso di lei che lo guardava seria “Senti cugino!” gli disse spazientita, mi stai distraendo con il tuo continuo girovagare per la stanza, non riesco a concentrarmi! ho bisogno di tranquillità, capito!” “scusa Gabry..” mormorò lui sommessamente “la casa purtroppo è piccola e…” “NON mi interessa” replicò lei “dobbiamo trovare una soluzione!” e alzandosi dal divano, si avvicinò e afferrò la catena del guinzaglio che pendeva dal suo collo “mettiti giù, forza!” lui ubbidì e si mise carponi fissando i piedi della cugina avvolti da una velatissima calza di nylon chiara. Gabry si voltò e strattonò la catena affinchè la seguisse, si diresse quindi verso il piccolo balcone e aprì la porta finestra “ecco!” disse guardandolo “ora tu ti metti sul balcone e te ne stai qui a cuccia buono buono, capito?” lui alzò il viso incontrando il suo sguardo perentorio “m-ma Gabry! Vuoi dire che devo starmene qui fuori al freddo? E..e se qualcuno mi vede?” la cugina sbuffò e lo fissò con uno sguardo di compatimento “Ma cosa sono tutte queste proteste? Se stai basso nessuno ti vedrà, non ti preoccupare! E poi non fa così freddo oggi! Comunque ho deciso così quindi non ci sono alternative! Allora siamo d’accordo? Su dai forza! Dà un’annusatina e fai il bravo!” così dicendo alzò la gamba e gli piantò in faccia il suo piede velato e odoroso per dargli un piccolo contentino. “o-ok Gabry” mormorò lui da sotto il piede “starò qui…” la cugina annuì soddisfatta e accostò la porta del balcone lasciandolo fuori, poi si riaccomodò sul divano per continuare lo studio.
Mentre si immergeva nuovamente nella lettura lui si sedette sul freddo pavimento, Lo studio della cugina continuò per un paio d’ore fino a quando lei chiuse i libri con un sospiro, sembrava stanca ma molto soddisfatta, dopodichè si stiracchiò un po’ e infine si sdraiò per schiacciare un pisolino, allungando le gambe fino a posare i suoi meravigliosi piedi sul bracciolo del divano, lui dal balcone ora riusciva solo a vedere le sue piante velate, non osava entrare nella stanza in quanto lei non gli aveva detto nulla e rimase ancora li a fissarle i piedi mentre il suo pene si induriva nuovamente. Il tempo passava e sembrava che Gabry si fosse profondamente addormentata, lui era intirizzito dal freddo e prudentemente, senza far rumore sgattaiolò dentro e si diresse verso il divano, dove giaceva la cugina assopita, attirato dalle magnifiche piante odorose rivolte verso l’alto, avvicinandosi potè finalmente osservarle in tutta la loro incredibile e insensata bellezza, le velatissime calze di nylon non riuscivano nella loro eccitante trasparenza a nascondere le innumerevoli ed grinzette che caratterizzavano, dal tallone fino alle dita le piante dei piedi della cugina, ne d’altronde potevano smorzare l’intossicante odore che emanavano. Per alcuni minuti rimase basito a guardarle, pur conoscendo ormai molto bene i suoi piedi come sempre la loro vista gli procurò un’intensa eccitazione, il suo pene infatti rapidamente manifestò una poderosa erezione mentre lui si avvicinò ulteriormente per baciarli, accoccolato vicino al bracciolo del divano iniziò quindi ad adorare quelle sontuose piante, annusandole e baciandole dappertutto, insinuando il naso tra le morbide dita per carpire gli odori più intensi, il suo pene era enorme ora e lentamente cominciò a masturbarsi con le mani mentre le leccava famelico e affannato, gustando il loro sapore acre. Sommessamente iniziò a mormorare frasi insensate “S-si Gabry…sono il tuo leccapiedi… t-tu sei la mia regina…”Ma ad un tratto la sua opera venne bruscamente interrotta…
“COSA STAI FACENDO AI PIEDI DI MIA FIGLIA BRUTTO MASCALZONE!” il grido lo fece sobbalzare, mentre anche la cugina si svegliava di soprassalto udendo quella voce familiare.
Alzando il viso dalle piante della cugina si voltò verso la porta di casa vide terrorizzato stagliarsi sulla soglia la figura di sua zia Alessandra, la mamma di Gabry, che lo fissava severamente, per un momento si sentì mancare sentendosi travolgere da un’ondata di vergogna, non riusciva a spiccicare una parola e già immaginava che tutti a breve sarebbero stati messi a conoscenza del suo terribile segreto.
“Allora?” lo incalzò “Rispondi razza di leccapiedi pervertito! Ma guardalo! Pure con il cazzo di fuori!”. Zia Alessandra chiuse la porta sbattendola e avanzò imperiosa nella stanza continuando a fissarlo altera e sprezzante. Indossava un elegante tailleur color panna che fasciava il corpo ancora atletico, lo stretto giacchino tratteneva a stento il seno procace, le lunghe a affusolate gambe spuntavano dalla corta gonna, fasciate da un sensuale e velatissimo collant bianco, i maestosi piedi erano calzati da delle scarpe contraddistinte da un vertiginoso tacco a spillo e rese ancora più alte da un plateau, dello stesso colore del vestito. Nonostante la vergogna e il terrore della terribile lavata di capo che incombeva lui non potè fare a meno di ammirare la sua camminata e i suoi piedi, dalla punta aperta intravedeva le dita smaltate di bianco, il suo pene era rimasto ancora duro e svettante.
Gabry sorpresa anche lei dal repentino ingresso della madre si mise a sedere sul divano stropicciandosi gli occhi “Mamma! Sei arrivata alla fine, ma che succede? Hey ma che ci fai tu qui?” disse rivolgendosi a lui. “te lo dico io cosa stava facendo!” intervenne la zia avvicinandosi “quando sono entrata l’ho beccato in flagrante mentre ti stava leccando i piedi, inoltre si stava menando quel cazzone! Che maiale! Non è forse vero? Eh nipotino?” lui era paralizzato dalla vergogna, “Ma no!” disse Gabry ancora assonnata “Non so proprio come sia finito qui mamma! Gli avevo detto di rimanere sul balcone? Sei proprio disubbidiente sai? No, no! Così non va bene cuginetto!” lo ammonì rivolgendosi a lui “Evidentemente non ti ascolta mia cara” disse la zia “Non dovrebbe fare quello che vuole! Cosa pensi di fare adesso?” Gabry sembrava pensierosa, lo fissò lungamente e poi prese sconsolata la sua decisione “Beh cugi! Purtroppo non mi lasci altra scelta… in passato ti avevo già detto che non potevi venire a leccarmi i piedi nel sonno! Ti ricordi? Eravamo molto più piccoli allora ma il divieto è rimasto! Dal momento che non hai obbedito ora sono costretta a infliggerti una punizione, forza! Mettiti qui in ginocchio di fronte a me!” disse severamente “M-ma c-cosa vuoi fare Gabry?” chiese lui deglutendo preoccupato mentre si posizionava nel punto da lei indicato, guardando intimorito la zia Ale che osservava seria la scena “Ora lo vedrai mio caro” rispose la cugina mentre si sistemava sul divano raccogliendo le gambe, non appena lo ebbe a tiro le allungò repentinamente colpendogli con forza il volto del con entrambe le piante dei piedi, il violento impatto lo fece cadere per terra mugolante di dolore, tra le risate di Gabry e di sua madre. Mentre era ancora a terra la cugina lo pungolò con la punta del piede “hey tu! credi di cavartela con così poco? Non lo pensare nemmeno mio caro! Forza! tirati su e rimettiti com’eri prima” disse mentre si preparava nuovamente a ripetere la punizione “t-ti prego gabry!” farfugliò lui ancora dolorante mentre si inginocchiava nuovamente di fronte a lei “mi hai fatto malissimo.. ti prego…non..” la cugina interruppe bruscamente le sue suppliche “BASTA! ZITTO! non mi interessa caro mio, chi sbaglia deve pagare, ora stai fermo così mi raccomando.. Ecco!” e così dicendo lo colpì ancora sul viso con i piedi facendolo ruzzolare nuovamente per terra con un grido “Erano questi che volevi no? Cos’è non ti piacciono più i piedi adesso?” esclamò ridendo Gabry mentre la zia annuiva divertita. “Molto bene figlia mia!” disse orgogliosa “E’ questo quello che si merita chi non osserva le regole! Se non lo tratti duramente poi farà come gli pare!” “Si si mamma, lo so! Non ti preoccupare! Dai cugino! Abbiamo quasi finito! Rimettiti in posizione!” lui si rialzò da terra ancora stordito, non capiva cosa stava succedendo, sua zia lo guardava severamente ma sicuramente sembrava approvare il trattamento che Gabry gli stava infliggendo, non osando protestare si inginocchiò nuovamente per ricevere il terzo colpo che immancabilmente arrivò, ancora più forte del precedente, addirittura il tallone di un piede lo colse in un occhio procurandogli un fortissimo dolore, anche questa volta cadde all’indietro e rimase riverso per terra tenendosi le mani sul volto per cercare di attenuare le fitte e cercare di proteggersi. “molto bene!” disse Gabry soddisfatta “spero tu abbia capito la lezione adesso! Dai su! rimettiti in ginocchio!” Lui si schermì spaventato “N-no Gabry! Basta ti prego! Ho capito te lo giuro! Non lo farò mai più! Te lo prometto!” le due donne si misero a ridere vedendo la scena. “Non ti preoccupare cuginetto, non voglio punirti ancora” disse Gabry ridendo “lo so che hai capito, ma ora lo devi ripetere nel modo giusto! Ringraziandomi per aver corretto il tuo errore e baciando i miei piedi” e sorridendo allungò nuovamente le gambe mostrandogli le marziali piante velate. Lui era ancora sospettoso, non sapeva cosa fare soprattutto la presenza della zia lo metteva in agitazione, tuttavia si avvicinò prudentemente ai suoi piedi e formulò le sue scuse “s-scusa ancora Gabry… ho sbagliato… n-non lo farò più…t-ti ringrazio per avermi fatto capire il mio errore” così dicendo iniziò a ricoprire di baci le sontuose piante della cugina.“così va meglio!” intervenne la zia annuendo “solo una cosa non capisco Gabry! Come mai si stava masturbando? Non dovresti dargli il permesso di fare certe cose, ricordati che l’astinenza è fondamentale per ottenere l’obbedienza totale, sei troppo buona con lui!” così dicendo si accomodò anche lei sul divano togliendosi con una smorfia le scarpe dal tacco vertiginoso che indossava, rimanendo scalza. “Ah molto meglio adesso!” sospirò “TU!” continuò rivolgendosi a lui e indicandogli un punto del pavimento proprio in mezzo ai suoi piedi “sdraiati qui, faccia rivolta verso l’alto!” Lui era ancora interdetto, l’unica cosa che riuscì a fare fu quella di guardare la cugina che annuì “forza dai! Hai sentito no? Sdraiati!” obbedendo si posizionò dove gli era stato detto mentre madre e figlia continuavano a parlare. “Lo sai come funziona Gabry, sei tu che devi avere il controllo! Altrimenti poi se ne approfittano! Cos’è che ti ho sempre detto?” “ma si mamma, lo so!” sbuffò la cugina innervosita “guarda che non fa mica quello che gli pare! È più di un mese che non gli permetto di toccarsi, gli ho perfino impedito di fare sesso con la sua fidanzata! “Ih! che sarà mai!” esclamò la zia scuotendo la mano per minimizzare “un mese….è il minimo sindacale! Pensa che in questa famiglia ci sono uomini a cui sono anni che non concedo di venire!” disse lanciandogli un’occhiata penetrante, mentre lui sbiancava in volto “Eh già nipotino! Non starò a raccontarti tutto ma sappi che non sei l’unico leccapiedi della famiglia! Anzi! la maggior parte dei rappresentanti di sesso maschile del nostro nucleo sanno qual è il loro posto! Esattamente dove sei tu adesso, SOTTO… I…NOSTRI… PIEDI!” e scandendo le ultime parole li appoggiò entrambi sul suo volto attonito, immediatamente un potente afrore invase le sue narici, le piante di zia Ale, inguainate in un sottile collant bianco, impreziosito dalla riga posteriore, con tallone e puntale rinforzati, erano calde e sudate, i suoi piedi erano più grossi di quelli di Gabry e per questo motivo coprivano interamente il suo volto, iniziò quindi a strofinarli sul suo viso badando a fargli annusare per bene soprattutto nella zona delle dita e tra le profonde rughe “ecco caro nipote!” continuò “Ora anche to lo sai! Stai sotto i piedi da bravo! Si! Sotto i piedi! Forza! Annusali bene! Più forte! Voglio sentirti inspirare! Devi riempire il tuo nasino e tuoi polmoni del mio odore! Non te lo devi più scordare!” lui, sepolto sotto le spesse grinze di quelle superbe piante, respirava a pieni polmoni l’aria viziata che riusciva ad attraversare il nylon odoroso, il suo pene era diventato enorme, le vene pulsavano ad ogni boccata “Oddio, Guarda mamma! Il suo coso è grossissimo, sembra che stia per esplodere!” esclamò gioiosa Gabry “Già vedo!” rispose la zia severamente “sei proprio un pervertito nipotino! Che vergogna! Eccitarsi in questo modo con l’odore dei piedi! Sei proprio patetico sai? Dovresti pensare ad altro alla tua età! E invece guardati! Scommetto vorresti anche leccarli, vero? O magari vorresti che ti facessi una bella sega strofinandoli su quel cazzone, ti piacerebbe sborrarmeli tutti? Eh?” Mentre parlava continuava a tenerlo bloccato sotto i piedi, rimarcando le sue parole aumentando di volt a in volta la pressione sul suo volto, lui con la bocca tappata dalle piante della zia non riusciva a proferire parola ma le volgari espressioni che zia Ale gli rivolgeva lo facevano eccitare ancora di più, il suo pene era duro come una roccia e smaniava per dar sfogo alla sua grnade eccitazione. Ad un tratto la zia alzò per un attimo i piedi dal suo volto lasciandolo libero di respirare, un sorriso cattivo era comparso sul suo volto “Mmmm…però! E’ diventato proprio grosso! Scommetto che le ragazze le fai impazzire con quel coso! Magari potresti essermi utile, eh Gabry? Che ne dici?” chiese maliziosa la zia mentre rincominciando a premere le rugose piante sul suo volto “Eh no!” esclamò Gabry stizzita “non se ne parla proprio mamma! Trovatene un altro! A Lui non è assolutamente permesso di fare sesso! Non ci deve nemmeno pensare! È il mio leccapiedi e basta! Capito?” “Ok, ok! Non ti arrabbiare cara!” rispose la zia Ale “ho capito, dopotutto lui è tuo, quindi sei tu che decidi”. Gabry alla risposta della madre si calmò e continuò “e poi non ha ancora la resistenza necessaria! È un po’ scarso il cuginetto, basta dargli un paio di colpetti e viene come una fontana, guarda!” così dicendo allungò la gamba e iniziò a strofinare la morbida pianta sulla sua poderosa erezione. Come predetto dalla cugina non appena il suo membro avvertì il contatto con le soffici grinzette dei suoi piedi, eiaculò violentemente facendo fuoriuscire una copiosa quantità di sperma bollente che schizzò verso l’alto, mentre lui si contorceva ancora sepolto sotto le maleodoranti piante della zia.. “ecco” disse Gabry alla madre che era scoppiata a ridere vendendo quella scena “hai visto? I piedi lo fanno eccitare così tanto che viene subito, sto cercando di allenarlo un po’ ma con risultati deludenti”.
“ho capito, ho capito” rispose la zia ancora ridendo mentre si alzava dal divano e si rimetteva le scarpe “sei proprio una fallimento nipote!” disse rivolgendosi a lui che faticosamente cercava di ricomporsi “spero proprio che Gabry riesca a istruirti a dovere, mi raccomando figlia mia! Continua così! Ricordati che i servitori devono essere trattati duramente per ottenere la loro totale devozione! Ora però si sta facendo tardi e devo ancora passare a casa dei tuoi genitori, mi stanno aspettando per i preparativi della cena di stasera, non vorrei farli attendere troppo scommetto che si stanno già chiedendo, soprattutto tuo padre, dove sia finita. Voi ci sarete?”
“Si mamma” rispose Gabry annoiata “certo che ci saremo” “perfetto” annuì zia Ale “ah solo un’altra cosa, procuragli un vestito più adatto alla sua posizione quando siete qui a casa, è importamte anche distinguere i ruoli, mi raccomando, allora a dopo figlia mia.” Così dicendo si incamminò verso la porta ma si fermò sulla soglia in attesa, guardandolo.
Lui era ancora sconvolto dagli avvenimenti, nella sua testa vorticavano mille pensieri, quindi anche la zia Ale, sapeva della sua condizione, anche lei dominava gli uomini usando i suoi piedi e aveva insegnato a Gabry come trattare chi aveva la sua stessa inclinazione feticista, gli sembrava tutto così assurdo. Nonostante ciò meccanicamente si avviò carponi in direzione della zia e giunto ai suoi meravigliosi piedi si abbassò per baciarli. “Molto bene nipote! Almeno le basi del rispetto le hai imparate” disse la zia soddisfatta “a stasera allora”
Una volta soli Gabry iniziò a prepararsi, vedendolo ancora assorto e scosso cercò di rincuorarlo “Non ti preoccupare leccapiedi! La mamma non è così cattiva, anzi! So che le sue parole ti hanno un po’ scombussolato ma pensarci troppo! Comunque l’hai sentita no? Dobbiamo procurarci un vestito più adatto a te, forza alzati da li e preparati! Questa sera dobbiamo anche andare a cena dai tuoi!”

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