Gravidanze

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Alla stessa ora Luciana e Giovanni sono alla fine della cena prematrimoniale organizzata per i parenti degli sposi. Sono arrivati a destinazione poco prima delle 19. Le stanze loro assegnate sono al quarto piano dell’albergo degli ospiti e sono contigue. Hanno preso possesso delle stanze, si sono fatti una bella doccia, poi, rinfrescati e messi a nuovo, si ritrovano al ristorante dell’albergo. 
La cena è di una noia mortale, le solite moine tra parenti, ma nulla di più. Alle 22 si sciolgono le righe e ciascuno si ritira in camera. Luciana e Giovanni aprono le rispettive porte, ma lei lo prende per un braccio, lo guarda negli occhi e gli dice:
– Mica vorrai farmi dormire da sola? non sono abituata … stai per un po’ nella stanza, per non dare nell’occhio, ma appena non si sentono più movimenti, vieni.
Una volta in camera, Giovanni si stende sul letto e guarda fisso la volta, in preda agli scrupoli. Quella Luciana è, sì, una troia che gli ha annebbiato il cervello, ma è pur sempre la moglie di suo figlio, ed è la figlia della sua donna. Sarebbe potuta essere sua figlia. Continua a rimuginare questi pensieri quando sente un tocchettìo sul muro che divide le due stanze. 
E’ lei, la troia della nuora, ed è impaziente. Giovanni si leva dal letto, chiude la sua stanza, la porta della camera attigua è accostata, la stanza è nella penombra, ma sul letto rischiarato dalla luna Luciana lo attende tutta nuda, con le cosce spalancate, e con uno sguardo ottenebrato dalla voglia. 

 

– Cosa aspettavi? mica ti eri addormentato? io qui sono già tanto eccitata. guarda!
Così dicendo si passa la mano sulla fica nera, titilla il clitoride, affonda due dita dentro le labbra vaginali e le tira fuori irrorate di liquido denso e se lo porta alla bocca:
– Uuhhmmm già sbrodolo tutta non lo vuoi assaggiare anche tu questo miele?!
La scena è irresistibile. Giovanni vince ogni titubanza, si strappa i vestiti di dosso e si scaraventa come un toro infuriato su quella preda. 
La ghermisce con forza, le allarga le gambe, si piazza in mezzo, infilo in quella fica fremente il suo bestione e comincia a pomparla con grande energia:
– Ora basta con i tuoi giochetti, troia! ora ti faccio vedere io chi è tuo suocero e ti faccio conoscere il suo cazzone.
Luciana è impressionata dalla foga un po’ brutale di Giovanni e dalla robustezza di quell’arnese che a malapena entra nella sua fica. Quando lui raggiunge il fondo avverte una fortissima scossa che la fa tremare tutta, lui continua a pistonarla con un ritmo continuo, con colpi che sbattono la cappella direttamente sul collo dell’utero, in un misto di piacere e dolore che la fa andare via di testa. 
Ora è Giovanni a condurre il gioco. La rigira senza troppe premure, la mette con il viso sul cuscino, le solleva il bacino e comincia a scoparla da dietro. Il suo piccone è devastante, è tanto lungo e penetrante che lei sente come se le arrivasse in gola. Luciana perde ogni cognizione di tempo e luogo, è travolta dal piacere, orgasma almeno tre volte, poi urla di goduria quanto si sente inondata da una sborrata di una intensità tale che sembra di un cavallo.
Sfiniti, si distendono affiancati. Giovanni è taciturno ma molto soddisfatto della bellissima chiavata. Luciana è ancora un po’ intontita; all’improvviso avverte un piccolo senso di colpa pensando a suo marito infortunato a casa, che a quell’ora starà dormendo da solo, mentre lei fa la vacca con suo padre. Ma è appena un lampo evanescente. In quel momento non realizza che si trovava nel periodo di massima fertilità e che quella meravigliosa ondata di piena, abbattutasi nel suo grembo, avrebbe potuto ingravidarla. 
Si addormentiamo abbracciati. Ma, alle prime luci dell’alba, lei viene svegliata dalle carezze insinuanti di Giovanni, dalle sue mani che le palpano le cosce e le mammelle, sente anche il cazzone di lui che si insinua tra le chiappe e preme sul buco del culo. Si gira verso di lui:
– Ehi, non ti è passata la voglia? stanotte mi hai sventrata!! 
Lui sorride e, senza rispondere, la fa salire sopra di lui e le pianta dentro il cazzo già inalberato. Impalata su quel pennone, Luciana comincia a muoversi avanti e indietro, sente nuovamente quel cazzone battere il fondo della sua fica, geme intensamente e chiude gli occhi, pensa che il suocero è ben più dotato del marito, che pure ha un arnese non disprezzabile. Intanto Giovanni la pompa energicamente e con le mani le strizza le tette e le tormenta i capezzoli. Luciana si scioglie completamente e si lascia andare al primo orgasmo mattutino. Poi guarda Giovanni negli occhi: 
– Ho il sospetto che ieri sera mi hai messo incinta? 
Lui aggrotta le ciglia, incredulo. Sospira, poi aggiunge: 
– Se c’è questo pericolo, lo tlgo subito. magari te lo metto dietro, hai un culo favoloso 
– Sei matto?! con quel bestione me lo spacchi, poi devi portarmi all’ospedale.
– Guarda, facciamo piano ci mettiamo un po’ di crema ….
– No, non se ne parla! resta dove sei, tanto credo che la frittata l’abbiamo già fatta!
– Davvero? non mi sembri disperata. 
– Sai, ho pensato che un figlio già pensavamo di farlo
Luciana sorride maliziosamente. Giovanni fa scendere da cavallo, lo mette di lato, le alza una gamba e la impala da dietro cominciando un’altra cavalcata. E’ un mulo, la trivella da dietro e, in breve, le scarica nella fica un altro bel getto di semenza. Restano così avvinghiati, con il cazzo che gocciola tra le natiche di lei, si riaddormentano. 
Alle 7.30 suona la sveglia. Lui si rialza di corsa, si riveste alla meglio e torna alla chetichella nella sua stanza. Luciana si leva più pigramente dal letto, sente la testa ancora confusa, si accarezza istintivamente la pancia, pensa già di essere incinta, e se non è stata la sborrata della sera a riempirla, lo è stato sicuramente quella mattutina.
Ma non c’è tempo per lasciarsi andare a tanti pensieri. Incombono i preparativi, la doccia, il trucco, la prova del vestito, e poi la colazione e tutto il resto. Sarà una giornata impegnativa, la cerimonia, le foto di gruppo, il ricevimento.

Anche Mauro si sveglia verso le 8, Mirella si è alzata alle 6 e già è all’opera sull’aia. Visto che lui si attarda ancora a letto, la suocera risale le scale e le porta la colazione a letto, lo aiuta ad andare al bagno, lo assiste nuovamente nei suoi bisogni e l’occasione è propizia per l’ennesimo pompino, il suo yogurt mattutino, come lo chiama scherzosamente lei. Quindi lo aiuta a trasferirsi sotto il portico, ma resta stranamente silenziosa. Mauro se ne accorge e le chiede: 
– Credi davvero che ti ho messo incinta? 
Lei sorride con un po’ di commozione:
– Sai, con Giovanni dicevo che, se ancora non era arrivato un figlio in famiglia, era colpa tua che non ingravidavi mia figlia. Ma ora credo di dovermi ricredere. 
Il resto della giornata è la copia fedele di quella del giorno prima. Ma la pacchia sta per finire, in tarda serata Luciana e Giovanni dovrebbero essere di ritorno. Perciò dopo pranzo hanno la fregola di tornare a letto a letto, sono entrambi infoiati, lei si mette subito a cavallo di lui e, quando lui spinge a fondo il suo cazzo e le innaffia nuovamente le pareti della fica, lei urla di piacere e resta immobile sopra di me, con le cosce strette intorno al cazzo; poi si piega in avanti, lo bacia e gli dice, come uscendo da un’angoscia: 
– Ma chi se ne frega di chi mi ha riempito la fica! e poi, è sangue dello stesso sangue! l’importante è che lo faccio questo figlio! 

Verso le 17 squilla il telefono, è Luciana che stavolta parla con Mauro. Sono stanchi, il matrimonio fra il caldo e tutto il resto si è rivelato una vera mazzata. Avverte che partono subito, anche se la festa non è ancora finita, e che pensano di arrivare per mezzanotte. Lei è particolarmente dolce, chiede se sua madre è stata una brava infermiera, Mauro di rimando le chiedo: 
– E mio padre? è stato un bravo autista? 
Lei ride: 
– Sì, mi ha portato in capo al mondo … 
In macchina, mentre Giovanni guida, lei lo guarda con occhi un po’ trasognati e gli accarezza la gamba:
– Giovanni, ti sento ancora dentro di me. Ho la fica tutta slargata. Che montone che sei! 
Giovanni si gira appena a guardarla, le sorride e dice:
– Guarda che sei stata tu a provocarmi! Ho resistito finchè ho potuto.
– Sì, ma poi mi hai quasi violentata …. e poi ….. e poi mi hai lasciato dentro il tuo lievito ….. sono sicura che farò un bambino bello e forte come te …
– Ma, se sei davvero incinta, come lo dirai a Mauro?
– A Mauro non gli dico proprio niente, tanto è del suo stesso seme.
Giovanni sorride commosso, le passa una mano sulle ginocchia e la fa scivolare fino alla fica, poi se la riporta al naso e la odora con grande trasporto.
Il viaggio è lungo, le ombre della sera lo rendono anche più faticoso, almeno per lui che guida. Ma, alle 11.45, sono finalmente a casa. Mirella li aspetta sull’uscio, Mauro è affacciato alla finestra della camera da letto. Ma Giovanni e Luciana sono stanchissimi, la curiosità di Mirella deve attendere, il racconto del viaggio e del matrimonio è rinviato all’indomani.

E’ stupefacente la disinvoltura con la quale i quattro riescono a dissimulare le due giornate di fuoco appena trascorse. Tutto torna nella norma, salvo qualche occasionale e furtiva toccatina che gli uni e le altre riescono a scambiarsi di nascosto. Il resto del mese di agosto trascorre in grande tranquillità, l’infortunio di Mauro ha fatto saltare le vacanze al mare, ma per fortuna egli recupera buona parte delle sue abilità motorie più rapidamente del previsto; lui e la moglie possono tornare su a Milano per la riapertura delle fabbriche e dei grandi magazzini.
Giovanni e Mauro non sono rimasti sconvolti dall’annuncio della gravidanza delle rispettive donne, anche perché esse sono state molto abili a sceneggiare le circostanze fatali. Dopo nove mesi Mirella e Luciana partoriscono entrambe, la madre ha avuto un maschietto, la figlia una femminuccia. 
Ma, subito dopo il felice evento, è scoppiata la crisi economica più grave degli ultimi anni, Mauro è stato messo in cassa integrazione, allo store di Luciana la maternità non è contemplata e lei è stata licenziata. Allora i due hanno pensato bene di tornare per un po’ a casa dei genitori, per far crescere la bambina in un posto più salubre della città, per ridurre le spese e magari trovare qualche nuova occasione di lavoro. Si sono sistemati nella casa di Giovanni, dato che lui convive con Mirella.
Sono passati tre mesi ed è di nuovo agosto, la sera stanno tutti al fresco davanti casa, hanno messo a dormire i due pargoletti, e parlano del più e del meno. Mauro dice che a settembre farà un colloquio presso una nuova azienda non lontana da lì, Giovanni dice che non deve preoccuparsi troppo perchè in campagna c’è sempre da fare qualcosa, Luciana e la madre parlano dei loro bambini. Chiede la figlia: 
– Che ne diresti mamma se facciamo un altro figlio?
Risponde la madre:
– Nooo… Io no, per me è già stata dura questa gravidanza… ma tu sì, sei giovane e i figli li devi fare ora…. guarda, se ti fai mettere incinta, ci penso io a tenere a bada questi due diavoletti durante la gravidanza ….
Luciana ride, la sua era una battuta, ma ora si accorge di pensarci seriamente. Perché no? Guarda il marito che è seduto vicino al padre qualche metro più in là, pensa che stavolta tocca a lui ingravidarla. Ma vuole assolutamente un maschietto e non sa se il suocero, col suo cazzo nodoso di cui le viene di tanto in tanto nostalgia, può garantire meglio il risultato.

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