Grazia che sporca rivelazione

Questa è una storia vera che mi è successa circa quattro anni fa e che ancora oggi non riesco a togliermi dalla testa, e’ la mia ossessione.
Sono titolare di un piccolo bar di paese nel torinese quotidianamente frequentato dai consueti individui, un giorno di novembre intorno alle otto di una mattina piovosa vedo entrare una donna di una 50ina di anni, molto seria, piumino elegante, jeans, stivali, occhiale da professoressa che nascondeva uno sguardo austero e due labbra carnose lucidate da un rossetto rosa. Ordina un caffe’, e con fare molto distaccato saluta ed esce… subito mi cade l’occhio sul suo fisico in carne e sul culone che sembrava stesse per fare esplodere quei poveri jeans ma il pensiero fini’ li. Col passar dei giorni la vedo sempre piu’ spesso ed inevitabilmente si entra in confidenza… scopro che è sposata, casalinga e abbastanza benestante… col passare del tempo mi accorgo anche di quanto mi facesse sempre piu’ sesso non solo per il suo culo che sbottava all’ infuori, ma anche per quell’ enorme pacco che aveva sul davanti e, appena sotto a quella pancetta tonda tipica della donna in carne di mezza età… sembrava avesse il cazzo….
Col passare delle stagioni scopri’ anche i suoi enormi meloni , anch’ essi compressi dentro i reggiseni vintage che utilizzava…
Un bel giorno, Maria Grazia ( questo è il suo nome) entro’, ordino’ il solito caffe’ e, dopo qualche istante si rinchiuse in bagno per un quarto d’ora… saluto’ e si avvio’ con passo veloce…
Ero ancora solo pertanto non resistii ad entrare in bagno per vedere se avesse lasciato qualche traccia di lei … appena entrai fui avvolto da un odoraccio acre e forte di piscio.. beh mi eccito’ talmente tanto che fui costretto ad andare a frugare all’ interno del bidoncino della carta in cerca di qualcosa di suo… bene, avendo cambiato il sacco di nylon la sera prima, ero sicuro che quell’ enorme salvaslip che mi si era presentato al suo interno era suo… non esitando a portarmelo al naso e annusare fino il fondo quell’ odore forte di figa , di culo e del sudore di Grazia…. addirittura la grossa dimensione del pannolino aveva permesso il formarsi di una piega sicuramente formatasi per l’ entrata all’ interno di quella che io immaginavo una fica enorme…lo leccai piano , ma l’entrare di alcuni clienti non mi permise di dedicargli una copiosa sborrata…. alcuni peli neri e lunghi incastrati nel pannolino hanno tolto ogni mio dubbio… Grazia aveva la figa pelosa.
Lo presi e velocemente, lo infilai nei boxer ed uscii, cercando di camuffare un cazzo che era all’ esasperazione… passai le ore continuando a lavorare, sentendo l’assorbente umido strusciarsi sotto alle mie palle, fino a quando arrivo’ l’ora del cambio , tornai a casa, mi sedetti sul letto e incominciai ad avvolgermi l’ oggetto del piacere sul cazzo e a masturbarmi, portandolo piu’ volte al viso per leccarlo e per annusare quegli odori schifosi che mi mandavano in fibrillazione… non ci sborrai sopra, non volevo certo rovinare il suo aroma. Lo conservai poi in una scatola, ben sigillato e lo riposi in taverna in un luogo dov’ero sicuro che mia moglie non sarebbe mai andata a frugare.
Ogni giorno che passava , quando Grazia sorseggiava il suo caffe’ pensavo a quanto fosse una lurida…
Venne poi il fatidico giorno, dopo quasi tre mesi passati a dedicargli i miei piaceri, quando tornando a casa vidi la macchina di Grazia parcheggiata vicino a casa mia…. proprio mentre mi stavo chiedendo dove fosse, mi sentii chiamare…. mi girai, e la vidi nella palazzina accanto alla mia… la salutai e dopo essermi avvicinato nel praticello che divideva le due palazzine, cominciai a chiacchierare… mi spiego’ che il marito ne era il proprietario e che stavano effettuando dei lavori siccome l’inquilino al quale affittavano si sarebbe trasferito… mi invito’ a salire per vedere i lavori svolti ,siccome gli appartamenti erano tutti molto simili… avevo il cuore in gola.
Era li davanti a me, con una maglietta stretta rosa che stringeva quelle tette enormi e un po’ cadenti nonostante il reggiseno, un jeans abbastanza largo e delle scarpe basse dalla quale si intravvedevano dei collant color bronzo. Dapprima mi illustro’ sala e cucinino, camera da letto e poi cabina armadio… entrando in quella porticina mi ritrovai a strusciare contro di lei…. ci ritrovammo faccia a faccia in quei pochi metri quadrati…mi imbarazzai, ma il mio imbarazzo non ebbe tempo di prendere troppo sopravvento siccome Grazia, con mio grande stupore scoppio’ in una risata…e esordi’ dicendomi : Vieni rosso ? E avvicinandosi mi disse : Mi sono accorta di come mi guardi ogni tanto… Ero senza parole. Non sapevo che fare… Poco dopo si avvicino’ e facendomi accostare al muro si mise una mia mano su quell’ enorme seno dicendomi : Stringilo lo so che lo vuoi!!
Non me lo feci dire due volte, a mano aperta lo afferrai quando ormai le lingue si intersecavano, stringevo forte quasi per farle male e lei noncurante continuava a strusciare il suo figone costretto nei jeans sul mio cazzo… non ancora duro per l’ imbarazzo e la sorpresa…
le tolsi la maglietta sudata, poi quel reggiseno di pizzo ed eccole li’… due tette enormi che caddero non di molto su di lei… aveva due cerchi scuri e grossi sui quali svettavano due capezzoli carnosi e duri…. li lecccai con foga mentre passavo la lingua in mezzo a quelle pere sudate raccogliendo quanto possibile, Voglio scoparti le urlai !!! Con foga le sbottonai i Jeans con un po di difficolta’ siccome il bottone era incastonato il mezzo a due rotoli di carne, Li abbassai e finalmente vidi quel perizoma di cotone bianco che conteneva quel pacco enorme sotto i collant.
Infilai la mano e subito trovai quella cozza pelosa e lercia di liquido che nn deluse le mie aspettative.
Mi portai subito la mano alla bocca e al naso… ecco di nuovo quell’ odore di sporco e di selvatico che sognavo di poter assaggiare…. dopo avermi dato del porco schifoso , mi slaccio’ i pantaloni , infilo’ la mano e comincio’ ad assestarmi dei colpi lenti ma decisi da sopra a sotto il cazzo…. mi faceva male… ma quel dolore mi piaceva.
La feci girare poco dopo, non resistevo piu’ , volevo vederle quel culone dal vivo… la feci chinare, e a cagna mi apparvero due chiappe enormi tagliate in due da un perizoma per nulla sexy… nn le tolsi del tutto i collant, li strappai solo fino a quando facessero da contorno a quel pacco e a quel sedere
finalmente libero. Spostai subito il perizoma e lo abbassai di dieci cm, subito notai a quanto fosse bagnato e quante macchie di umori e piscio avesse. La troia perdeva come un vecchio rubinetto.
Avvicinai la bocca e subito lo intrisi della mia saliva per poi succhiare il tessuto che ormai si poteva strizzare… il suo odore il suo sapore acido e forte mi eccitava sempre di piu’, cosi’ alzai lo sguardo ed ecco cosa mi si presento’ : Un enorme figa pelosa e aperta , dilatata come quella di una vacca gravida che colava un liquido biancasto, dalla quale partiva un alone rosa che sfociava un un bel cerchio marrone scuro… un buco del culo gonfio e semi dilatato…. Cominciai a leccare con foga quei due pertugi larghi e bagnati mentre con una mano mi segavo forte il cazzo stracolmo di sangue quasi da esplodere….
Ansimando mi chiese di ficcarle il cazzo dentro e non me lo feci dire due volte, appoggiai la cappella sulle pareti di quella sorca ansimante e di colpo lo piantai fino in fondo, talmente forte che perse gli occhiali, la troia sbuffava e sbavava come un cane e io continuavo a stantuffare quella figa gigantesca che continuava a produrre liquidi che mi correvano sul cazzo … dopo non molto alzai il tiro, e prima di appoggiarglielo al culo, mi accorsi che era attorniato anch’ esso da alcuni peli neri appiccicati all’ orefizio… “che lurida troia pensai”… ero eccitato anche da quello… non appena le infilai l’ asta di qualche centimetro, sentii un forte attrito che mi strinse il cazzo fortissimo… Grazia si lascio’ andare con un orgasmo che la faceva gemere come un maiale al macello, e da quella viscida figa riuscii addirittura a vedere la fuoriuscita dei suoi liquidi. Non persi tempo e presi e scoparle il culo con le palle che sbattevano contro a quella figa allo stremo… non durai molto…ma non volevo finire cosi’… tirai fuori la verga e mi accorsi che era leggermente sporca di marrone sotto la cappella… la obbligai a succhiare per ripulirla qualche secondo, poi mi sedetti, la girai sopra di me, prese il mio cazzo e aiutandosi con le mani lo infilo’ nuovamente in culo, la bloccai poco dopo e ormai senza pudore le imposi di pisciarmi sopra…. non disse nulla, sembrava in trance… si blocco’ e chiudendo gli occhi comincio’ a comprimere l’utero ripetutamente … e dopo qualche schizzo e qualche minuto si lascio’ andare in una copiosa pisciata color giallo scuro,dal suo culo usci’ una forte scorreggia, probabilmente per laria che le avevo spinto dentro inculandola.. in quel frangente mi eccito a tal punto non resistii e dal mio cazzo comincio’ ad uscire a colpi una grossa sborrata liberatoria…
Quando Grazia di alzo’ ci accorsimo entrambe di quanto schifo facessimo… eravamo come due porci coperti di piscio, sborra liquidi vaginali e da un odore veramente sgradevole….
Questa fu la nostra prima volta… non vi racconto come ci lasciammo quel giorno, ma vi posso garantire che la mia scatola si riempi’ sempre di piu’ di feticci di quella zoccola di Grazia.

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