i piedi del desiderio

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MrsFeet o La signora dei piedi, è cosi che mi facevo chiamare su facebook. Li avevo il mio “pubblico”, se cosi si può chiamare.
Mi piaceva mostrare i miei piedi, piedi particolari, che molti dicevano essere divini, diversi, spettacolari, incantevoli, unici.
Proprio quei “molti” erano disposti anche a pagarmi per poterli vedere in cam…..o magari vederli dal vivo, cosa che però non ho mai accettato.
Li mostravo con foto giornaliere, come se fossero bambini, cuccioli. Quello che facevano, quello che indossavano: scarpe, smalti, calze, calzini, collant…..tutto.
Il “pubblico” apprezzava ed era sempre di più.
Cosi conobbi Federico. Lui era uno dei tanti di quel pubblico, uno che impazziva per i miei piedi, mi chiedeva foto personalizzate tutte per lui. Foto dove scrivevo, sulla pianta o sul collo, “per Fede”.
Era felicissimo di quei regali che gli facevo. Questa è la sua storia, la sua e dei miei piedini.
La prima volta che ci parlammo in chat mi chiese se fossi una Padrona, io gli risposi di no. Non mi sono proprio mai vista Padrona, ma di cosa poi. Signora si, Padrona non direi.
“Non vorresti uno schiavo che adorasse i tuoi piedi?”
“Uno schiavo?”
“Si….potrei essere il tuo schiavo”
“Mah sinceramente la cosa mi sembra ridicola”
“E perché? Non ti piacerebbe avere un ragazzo ai tuoi piedi che se ne sta’ buono buono a leccarteli?”
“Ah beh, questo si, mi piacerebbe molto!”
“Posso vederli?”
“Ci sono le foto, li vedi…”
“Eh no, vorrei vederli in cam. Ti pagherei”
“Come ti chiami innanzitutto” chiedo.
“Mi chiamo Federico, ho 26 anni, sono di Roma”
“Sei giovane”
“Immagino che tu sei Simona….e sei di Roma come me”
“Si, sono Simona. Che intuizione eh?” il mio nome è scritto sul profilo, cosi come la città.
“Non so quanti anni hai però. So che a una donna non si chiedono, ma se dicessi un Ti pregoooooo e un perdona la mia curiosità, potrei saperli?”
“Ne ho 36. Sono un bel po’ avanti rispetto a te…..ragazzino!”
“Dai, ma che ragazzino. Non sono un ragazzino, sono molto ma molto uomo!”
“Si come no”
“Quindi ragazzino cosa vorresti?”
“Vorrei vedere quelle delizie in cam, pagando. Me lo permetti?”
“Devo pensarci….”
“Aspetterò la tua decisione mia Dea”
“Ok”
Addirittura Dea sono diventata….questa è davvero nuova per me.
Penso e ripenso, ma alla fine sarebbe uno come un altro. Anche altri hanno pagato per vederli, e perché con lui ci devo pensare su? Mah, forse perché lui non è uno di quei bavosi vecchioni?
Lo ricontatto.
“Accetto”
Dopo aver effettuato il pagamento, ci diamo appuntamento su Skype.
Accendo la cam che è già pronta puntata sui miei piedi. Ho delle decolletè nere con tacco a spillo, e dei collant neri.
Durante queste chiamate non guardo mai la cam dello spettatore, non me ne frega niente.
Stavolta però lo faccio e rimango stupita.
Stupita dal suo corpo nudo, dal suo cazzo già eretto, un cazzo di tutto rispetto, una misura di tutto rispetto….
Non vedo il suo viso e lui ovviamente non vede il mio.
“Puoi togliere le scarpe e i collant lentamente?”
“Certo”
Piano piano tolgo le scarpe, prima una poi l’altra e successivamente passo a sfilare i collant.
Federico si sega con impazienza, velocemente.
“Toccali per me ti prego”
Inizio a toccarli, prima le dita, una ad una, poi il collo, la caviglia. Lo sento ansimare. Mi distraggo a guardarlo, fermando la mano sulla caviglia.
“Puoi mostrarmi la pianta?”
M’inginocchio sulla sedia e faccio in modo che la cam inquadri le piante. Le accarezzo, le massaggio e passo le dita della mano tra quelle dei piedi, dolcemente, senza correre.
Federico ansima sempre più forte. Lo guardo eccitata, guardo quel cazzo imponente che scorre nella mano, senza sosta, godendo a più non posso per la semplice visione dei miei semplici piedini.
“Ti piacciono?”
“Siiiii….li adoro….li voglio!”
Io potrei rispondergli che voglio il suo cazzo ma non dico niente, vado avanti ad accarezzarli finché lo vedo col cazzo pulsante che schizza fiotti di sperma sulla pancia e sulla mano.
Chiude la chiamata subito.
Ci salutiamo e dopo alcuni giorni rieccoci ancora a fare lo stesso giochetto. Stavolta non voglio nessun pagamento. Godo anche io nel vederlo e dei soldi non mi frega niente.
Andiamo avanti cosi svariate volte, forse 8 o 10, non so, poi un giorno…..
“Simo, siamo tutti e due di Roma, no?”
“Si, e allora?”
“Ci hai pensato che potremmo vederci?”
“Sei impazzito?”
“No, sono serio”
“Non accetto incontri, di nessun genere”
“Non ci sarebbe sesso….vorrei poter toccare i tuoi piedi dal vivo, poterne sentire l’odore, ammirarli, coccolarli”
“Fede non se ne parla. Scordatelo!”
“Ti prego Simo. Cosa ti costa?”
“Mi sembra una stronzata e poi sono sposata”
“E allora? Ti ho detto che non ci sarà sesso tra noi”
“Ne sei sicuro?”
“Si!”
“Ma dai su finiscila….mi sembri come un bambino che vuole mettere le dita nella marmellata”
“Per favore Simo. Ti chiedo solo d’incontrarci, anche in un parcheggio, ce ne stiamo in macchina. Voglio stare ai tuoi piedi….farei qualsiasi cosa”
Ecco la frase magica….”farei qualsiasi cosa”. Questa frase innesca nella mia mente qualcosa di inarrestabile. Una voglia, una perversione, un desiderio, un potere.
“Con chi vivi?” chiedo.
“Con due amici, perché?”
“Puoi avere casa libera?”
“Si, potrei, se vuoi posso averla”
“Vedi di averla allora e c’incontreremo”
“Dici davvero Simo?”
“Si!”
“Va benissimo”
Mi chiedo se quello che sto facendo è giusto, se è cosi che deve andare….
Ci accordiamo e ci diamo appuntamento in un parcheggio della metro che conosciamo entrambi.
Arrivo puntuale e scendendo dalla macchina inizio a guardarmi intorno.
Accidenti! Non gli ho chiesto come sarebbe arrivato, se in macchina anche lui o in metro.
Mi siedo lasciando lo sportello aperto. Il tempo passa. Riesco fuori a guardare ancora una volta.
“Pssssss” sento un verso dietro la mia nuca.
Mi giro di scatto….lo guardo e non ho nemmeno la voce per parlare.
“Mia Dea….”
“Che ne sai che sono io?”
“Lo vedo perché sei come t’immaginavo”
Beh si vede che ha 26 anni, e non è davvero niente male, alto, atletico, la faccia da bravo ragazzo.
“Piacere Simona”
“Federico….piacere mio Dea!”
“Sei a piedi?”
“Già, sono con la metro”
“Sali!”
Seguendo le sue indicazioni ci ritroviamo sotto casa sua. Saliamo, e tutto gentile mi mostra l’appartamento, poi mi porta in salotto dove mi offre qualcosa da bere.
“Prego Dea, siediti”
Guardo intorno sorseggiando la mia bibita, ma più che altro osservo lui. Il suo modo di muoversi mi attrae, è cosi eccitante, cosi sensuale….
Sono seduta sul divano, quando Federico si inginocchia davanti a me.
Indosso un vestito di maglina, aderente, un paio di collant neri, come piacciono a lui e degli stivali con tacco alto, molto alto.
Mi accarezza le gambe.
“Posso?”
“Mah, forse!”
“Ah grazie! Perché forse?”
“Devo pensarci se posso concederti di toccarmi”
“Allora vorrà dire che nel mentre me ne starò qui in terra ad aspettare”
I suoi occhi scuri mi scrutano e le sue labbra carnose mi sorridono dolcemente.
“Va bene va….puoi accarezzarmi le ginocchia”
“Grazie mia Dea”
Federico passa le mani sui collant sfiorando piano le ginocchia e addentrandosi nell’interno coscia.
“Beh?” chiedo.
“Beh?” chiede.
“Non ti sembra di sconfinare?”
“Scusami!”
Accarezza lo stivale e afferrando la zip laterale, la tira giù. Fa’ la stessa cosa con l’altro.
Li sfila delicatamente come se stesse maneggiando un vaso di cristallo.
Togliendoli sfiora i piedi, li accarezza e li poggia lentamente per terra.
Si alza e prende due cuscini dalla poltrona li accanto.
Li posiziona sotto entrambi i piedi.
“Questi splendori devono stare comodi” dice sorridendomi “Rilassati mia Dea e lasciami fare”
Mi sento in imbarazzo, e davvero non me lo sarei aspettato. Forse perché è più giovane, forse perché è cosi carino….forse perché è tremendamente sensuale il suo modo di fare.
Afferrando un piede inizia ad annusarlo, le dita, la pianta, e nel mentre sfiora e accarezza il polpaccio.
“Fermo!” dico interrompendolo.
Mi alzo in piedi e tirando su il vestito sfilo lentamente i collant. Li spingo fino alle caviglie poi mi risiedo e li tolgo con sensualità toccando per bene i piedi.
Federico sospira eccitato guardandomi.
“Posso?”
“No, non puoi!”
Si rattrista per la mia risposta e sospira ancora una volta.
Alzo la gamba e poggio il piede sulla sua spalla mentre lui lo guarda estasiato.
“Ohhh siiii. Grazie Dea!”
“Strofinaci la guancia!”
E’ quello che fa’, senza nemmeno fiatare. Mentre se lo spinge sulla faccia lo annusa…sniffandone l’odore con violenza.
“Slacciati i pantaloni adesso!” gli ordino.
I suoi occhi incontrano i miei, la sua bocca rimane socchiusa, è bella e invitante, e il suo respiro è affannoso e profondo.
Abbassa le mani facendole scendere tra le sue gambe. Li slaccia senza nemmeno guardare. Il suo sguardo è rimasto nel mio, solo che il mio è altrove. L’ho abbassato a guardare….non posso resistere.
Li apre, mi mostra l’abbondanza nei boxer.
Lascio scendere a terra il piede, togliendolo dalla sua spalla. Lo riappoggio sul cuscino, ma Federico prendendolo per la caviglia lo rialza mettendolo nuovamente sulla sua spalla.
Allora decido di impiegare l’altro.
Lo alzo e lo appoggio sulla sua coscia, ce lo struscio sopra fino a portarlo tra le sue gambe, posizionandolo sul cazzo eretto, e una volta li sopra, continuo a strusciarlo con forza, godendo di quel che sento.
Nel mentre Federico socchiude gli occhi e mi lascia fare.
Piegandomi in avanti gli apro i boxer lasciando uscire il cazzo eccitatissimo e duro come il marmo. Lo scappello senza pensarci nemmeno, inizio a segarlo e la voglia di lui mi assale. La fica incomincia a colare nelle mutandine, bagnandole completamente.
“Leccami l’altro piede!”
Apre gli occhi, mi guarda e afferra il piede poggiato sulla sua spalla. Prende a leccarlo, si ficca in bocca le dita, una ad una e passa la lingua tra gli spazi, assapora il gusto e l’odore e ansima come se mi stesse penetrando.
La mia mano scivola sul suo cazzo, mi avvicino, metto le labbra vicino alla cappella, ne sento l’odore, quell’odore particolare di cazzo che mi fa impazzire. Vorrei aprirla e farmelo entrare dentro, poi però non faccio altro che lasciar colare della saliva sopra e spargerla su tutta l’asta con la mano.
Mentre io gli lavoro il cazzo, lui continua a passarmi la lingua sotto il piede, sulle unghie, sulla caviglia. La passa sulla pelle come una piuma. Mi procura solletico ma il piacere è molto di più.
Addentra una mano tra le mie cosce e con le dita sposta il perizoma…..sfiora le labbra della fica e infila un dito all’interno mentre col pollice insiste delicatamente sul clitoride.
Non lo lascio proseguire.
“Perché?”
“Perché prima devo fare una cosa….ho già aspettato troppo!”
Abbasso la gamba e mi piego arrivando con la bocca vicino al cazzo. Lo prendo con la mano e inizio a strofinarmi la cappella sulle labbra, come se mi stessi mettendo un rossetto. Ci prendo gusto e questo suo odore di cazzo mi manda in estasi e mi spinge a strofinarmelo su tutta la faccia….non riesco ad averne abbastanza, starei cosi per ore, col suo cazzo addosso.
Questo però non sazia l’altra voglia che ho….succhiarglielo. Cosi posiziono le labbra sulla cappella e leccandola la faccio scivolare in bocca, me la riempio con ingordigia. Inizio a farlo entrare e uscire, sento la sua carne che mi pulsa nella bocca, sento i suoi gemiti che crescono piano piano fino a diventare grugniti, i grugniti di un porco in calore.
Sego e succhio….succhio, succhio….e godo col suo cazzo in bocca.
Su e giù sull’asta eretta, fin sotto alle palle.
Interrompo il pompino, mi alzo in piedi e prendendolo per la maglia, costringo anche lui ad alzarsi, lo faccio sedere al mio posto e io mi metto in ginocchio tra le sue gambe. Riprendo il lavoretto…..la mia bocca vuole essere riempita.
Me lo rificco in bocca….ho fame di cazzo, lo voglio da impazzire. Lecco tutta l’asta e stavolta quando arrivo alle palle posso succhiare anche quelle senza problemi.
Gioco con la cappella usando la punta della lingua, gliela passo intorno, disegno piccoli cerchi intorno ad essa.
Federico ansima più forte….
Inizia a muovere il bacino e prende a spingermi il cazzo in gola, mi tiene la testa, sento quasi soffocare ma adoro quello che fa’. La mia fica è talmente bagnata da colare la sua voglia sull’interno delle cosce.
Lascia la mia testa e mi da’ la possibilità di muovermi e farmelo uscire di bocca.
“Ti prego aspetta” mi chiede ansimando.
“Cosa?”
“Voglio che continui in un altro modo….”
“Vuoi?”
“Si per favore”
“Sentiamo cosa vuoi….”
“Spogliati mia Dea”
Mi alzo in piedi e mi tolgo il vestito, Federico anche si alza, mi afferra le tette chiuse e strizzate nel reggiseno. Le stringe incastrandoci la faccia, le bacia, le odora, le lecca. Tira fuori i capezzoli e inizia a succhiarmeli, poi slaccia il reggiseno liberandole e continua mordendole e strofinandosele in faccia.
Sento il cazzo che mi sbava le cosce, me lo strofina in mezzo e io le tengo strette apposta per sentirlo meglio.
Adoro mentre scivola viscidamente avanti e indietro, mentre si scappella da solo. Mi fa’ impazzire.
La fica alimenta l’umidità favorendo ancora di più lo strofinamento.
Sto godendo a sentirlo impuntarsi sulle labbra della fica, spinge per entrare ma non è questo quello che vuole Federico e io lo so bene. Per lui sarebbe troppo stupido scoparmi in questo modo.
Mi prende con le mani sotto le ascelle e mi sdraia sul divano a pancia in sotto con il mento poggiato sul bracciolo.
Lui è ancora in piedi, lo sento spogliarsi, completamente. Si siede dietro di me e io non vedo cos’altro fa’.
Con le mani mi afferra i piedi e li tira verso di se, sento la lingua bagnarmi la pianta, provo a rimanere ferma ma sento troppi brividi attraversarmi il corpo.
“Non muoverti Dea”
Sto’ ferma.
Allontana la lingua, fremo a sentire il calore del suo corpo dietro di me e non so cosa aspettarmi.
Tremo per i brividi dell’attesa.
Un istante e poi qualcosa di duro e liscio accarezza i miei piedi. Le sue mani li afferrano per il dorso e li costringono a chiudersi imprigionando al loro interno quel qualcosa.
Poco dopo scopro che è il suo cazzo duro e bagnato ad essere racchiuso tra le due piante.
Tenendo le mani sui dorsi e stringendole, fa’ in modo che il cazzo scivoli su e giù. Sento la saliva colare sui piedi creando un’ottima lubrificazione per farlo scivolare meglio.
Muove i miei piedi lentamente ma la morsa che si è formata lo fa’ gemere e ansimare profondamente.
Allontana le mani.
“Continua mia Dea, ti prego!”
M’impegno più che posso. Ora sono io a tenere il suo cazzo incastrato tra i miei piedi, lo massaggio e glieli strofino lungo tutta l’asta, sentendone la consistenza, le curve, sentendone la voglia.
Continuo cosi per alcuni minuti poi Federico decide di alzarsi, mi allarga le gambe, mi allarga le piccole labbra, e facendoci colare della saliva all’interno mi penetra usando le dita.
Ho un sussulto, un brivido seguito da un guaito….godo godo godo!
Scende col suo corpo sul mio, sfila le dita da dentro e mi ci fa’ scivolare il cazzo.
Spinge delicatamente facendosi strada e quando è arrivato fino all’utero inizia a muoversi sempre con più forza e velocità, sbattendomelo bene dentro.
I nostri gemiti si mischiano creandone uno forte, intenso.
Respira come un porco e io faccio altrettanto.
Le sue mani afferrano le mie, le tira a se, poi preferisce tirare altro e prende i miei capelli facendomi piegare la testa indietro.
Sento solo il piacere.
Li lascia e si piega su di me. Il suo corpo caldo, sudato, è pesante sul mio.
Spostandomi i capelli si avvicina al mio orecchio che mi scalda col suo fiato caldo.
“Oddio mia Dea perché è cosi bello scoparti?” sussurra.
“Non so…forse perché mi piace farmi scopare da te…..”
“Impazzisco per te!”
La sua voce è trascinata, debole, calda, soffocata dal piacere.
Ansimo più forte dopo quel che mi ha detto.
Nel mentre continua a infilare e sfilare la sua carne dal mio corpo in fiamme. La mia fica lo brama, freme per lui.
Diminuisce intensità e mi riafferra per i capelli, poi sfila il cazzo e si rimette come stava prima. Lascia i capelli e con le mani mi prende i piedi, li stringe e nel mentre ci ficca ancora il cazzo in mezzo. Non serve la saliva perché è completamente bagnato.
“Fammi godere mia Dea!”
Toglie le mani e lascia continuare a me, è quello che faccio. Li stringo forte sentendo ogni rilievo sulla sua carne eccitata e dura.
Li muovo velocemente su e giù e nel mentre mi godo i suoi sospiri focosi.
Vorrei guardarlo godere, guardare i suoi occhi socchiusi. Potrei venire solo guardandolo.
La mia mente è presa dal piacere di sentire un uomo strofinarsi su un’altra parte del mio corpo.
Non mi era mai capitato prima e devo dire che è una cosa che mi piace troppo.
Continuo alternando velocità a lentezza, quando Federico ansima in modo diverso.
Guaisce. Le sue mani riafferrano i piedi stringendoli ancora più forte di quanto siano.
Sento addirittura l’aria aspirata che passa tra i suoi denti tenuti stretti e immagino la sua bocca carnosa contorcersi, aprirsi nell’assaporare l’aria del piacere.
Un gemito più forte anticipa l’uscita dello sperma che schizza qua e la, sul mio culo, sulla mia schiena, ma non contento si prende il cazzo e lo dirige sui miei piedi, sulle piante bagnate, riempendole completamente, tanto da farle gocciolare.
Mi afferra una mano tirandola e facendomi piegare una gamba. Me la pogggia sulla pianta del piede, sento lo sperma caldo che l’ha imbrattato.
“Spalmalo….Lo senti com’è caldo?”
Ci provo gusto a spalmarmelo sul piede, su tutto il piede, come se fosse una crema. Arrivo fin sopra alla caviglia, lo passo bene anche sulle dita e nelle fessure tra di esse.
Ripeto l’operazione anche sull’altro.
Poi sento un’altra necessità, quella di assaggiare il suo gusto…. porto le mani sporche alla bocca leccandole con cura finché non le pulisco del tutto.
Federico si alza dal divano e guardandomi mi fa’ capire che vuole che gli pulisca anche il cazzo. Mi metto seduta davanti alla sua asta ancora in erezione e, prendendolo in bocca con ingordigia, inizio a succhiarlo voracemente come piace a me….ingoiando lo sperma rimasto sulla sua carne.
“Mia Dea non ho parole….Ma ho un conto in sospeso con te….”
“Tu hai molti conti in sospeso con me….e troppo dovrai concedermi per ripagarmi”
“E lo farò se me ne darai la possibilità”
“Questo lo vedremo!”
Porgendomi una mano mi aiuta ad alzarmi in piedi poi mi gira con le spalle verso di lui e mi piega in avanti, mettendomi a novanta sul divano.
Si mette dietro di me e inizia a strofinarmi il cazzo in mezzo al culo, si sputa su una mano e me la passa in mezzo alla fica e nel culo, bagnando ancora di più di quanto non sia.
Con le dita allarga le labbra della fica e ci poggia la cappella dentro, spinge piano ma intensamente e con quel suo modo eccitante di inspirare l’aria, me lo ficca tutto dentro, centimetro per centimetro, facendomi ansimare come una gatta in calore.
Mi riempie e mi svuota molto lentamente, facendomi sentire anche quell’arrapante scalino tra la cappella e l’asta, facendomi sentire le palle che sbattono sul culo.
Ogni pompata è un urlo di piacere e dolore….di godimento assoluto. Ho la bocca aperta e come lui inspiro l’aria assaporandola e mordendomi le labbra, passandomici sopra la lingua….la saliva è tanta e mi cola agli angoli della bocca formando un rigagnolo che cola sul mento.
“Stavolta sono io a pregare te….scopami, fammi godere….”
“Oh si mia Dea…farò tutto quello che vuoi e ti farò godere come è giusto che sia!”
Infila una mano tra le mie cosce e la fa’ arrivare fin sopra al clitoride, lo sfiora con delicatezza e con grande sapienza.
Ansimo profondamente, e agito il culo per ogni brivido che mi fa’ provare quando accarezza le terminazioni nervose della fica.
Riporta la mano alla bocca, la riempie di saliva e va a bagnare quel piccolo pezzo di carne che mi fa’ urlare.
Sento il culmine avvicinarsi e mentre spinge pompandomi con insistenza e profondità, la fica inizia a contrarsi dandomi un piacere pazzesco che mi fa’ urlare come una dannata gatta in calore.
Gli stringo il cazzo come una morsa insaziabile….le unghie si piantano sullo schienale del divano, quasi strappandone la stoffa.
Mentre ancora sto godendo del piacere più estasiante che potesse capitarmi, Federico tira fuori il cazzo e lo passa tra le labbra, amplificandone la potenza.
Rimango col culo all’aria e Federico s’inginocchia dietro di me, ficcandomi la faccia in mezzo alla fica, leccando tutto il prelibato succo che ne sta’ uscendo.
Poi non contento lecca i piedi pulendoli dallo sperma che ci aveva scaricato sopra e insiste spostandosi sui polpacci, sulle cosce.
“Basta ti prego! Tu mi fai diventare matta!”
“Come vuoi mia Dea….Io faccio quello che tu mi chiedi”
“Ma finiscila Fede….”
Ci mettiamo a ridere e ci rilassiamo, standocene sdraiati l’una sull’altro, sul divano.
Il tempo passa in fretta e, come tutte le belle storie, anche questa è destinata a finire.
Me ne sono tornata a casa e dopo quella volta io e Federico ci siamo rivisti ancora….a volte nel parcheggio della metro, altre ancora a casa sua…..
Per fortuna che non doveva esserci sesso tra noi. Infatti non c’è sempre, spesso c’incontriamo solo perché lui ha voglia di leccarmi i piedi e io godo nel vederglielo fare.

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