I rischi del Poker

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Gli ordini secchi e precisi si susseguono nella cadenza regolare ed abituale di ogni manovra di attracco al fine di coordinare le operazioni di entrata dei due caccia della Royal Navy inglese nel piccolo porto militare di Stonehaven, poco lontano da Aberdeen, sulla costa nord orientale della Scozia.
Il Southampton e lo York, due veloci e potenti destroyers in servizio di pattugliamento nelle acque del mare del nord, in una solare giornata di giugno, stanno entrando nella piccola rada per il normale rifornimento di base previsto dalla routine della loro missione d’ingaggio con il compito di fermarsi solo per un paio di giorni: il tempo strettamente necessario ad imbarcare le poche cose richieste via radio qualche giorno prima, e riprendere poi il mare per continuare il loro pattugliamento.
L’unico diversivo, riservato però ai soli ufficiali dei due equipaggi con l’esclusione di quelli in servizio a bordo, sarebbero stati due pomeriggi al piccolo circolo ufficiali della Royal Navy di Stonehaven, all’interno dell’unico edificio militare a servizio del piccolo porto.
Robert O’Neil, il giovane tenente di vascello comandante della stazione marittima militare di Stonehaven, tranquillo dopo aver dato tutte le necessarie disposizioni per il rifornimento delle due unità che stanno entrando in porto, osserva dalla finestra del suo ufficio le manovre di attracco dei due destroyers. Sa che a bordo dello Southampton presta servizio Alan Blarney, sottotenente di vascello simpatico e gran chiacchierone di nome e di fatto, mentre a bordo dello York è imbarcato il giovane guardiamarina Roland Asher, entrambi suoi vecchi amici di università con i quali si accinge a trascorrere due giorni di libera uscita a terra, magari ricordando gli spensierati tempi dei vent’anni condivisi ad Edimburgo.
Tutti e tre sono infatti originari di tale città ed assieme avevano concordato di entrare nella Royal Navy. Alan e Roland, terminata l’accademia navale, si erano subito imbarcati e sulle navi erano sempre restati, mentre Robert, dopo il primo imbarco era stato assegnato alla stazione di Stonehaven e lì si era fermato trovando soddisfazione anche nell’umile lavoro di dirigere uno dei tanti minuscoli punti di rifornimento della flotta di Sua Maestà. Senza richiesta di trasferimento nessun comandante viene spostato da Stonehaven, tanto poco ambita è tale assegnazione di servizio.
Negli ultimi anni vi è però un’altra ragione che l’ha fatto restare a terra che nulla aveva a che fare con la Royal Navy. A Stonehaven vi è infatti la Britdance High School, una piccola, ma esclusivissima scuola di danza femminile a livello universitario tenuta da un eccellente corpo di insegnanti e frequentata da Kristine, la vera ragione che ultimamente tiene inchiodato Robert al suo modesto posto di comando.
Kristine Flagherty, una ventiquattrenne allieva della Britdance High School, figlia di Arthur Flagherty, nato da una famiglia di Dublino vissuto in Provenza ed ammiraglio in pensione della flotta di Sua Maestà britannica, e di Marianne Hanklit, bellissima danese proveniente da una antica e nobile famiglia di Copenaghen che Arthur aveva conquistato e sposato ai tempi del suo servizio come guardiamarina sulla Cornwall, potente fregata inglese di pattugliamento nei mari dello Jutland nel periodo della guerra fredda.
Kristine ha un viso d’angelo (Robert è più propenso a paragonarla ad una Madonna di Filippino Lippi) contornato da bellissimi capelli di un chiaro e caldo color biondo/miele ed impreziosito da due perle d’occhi chiari ed ammalianti di un colore azzurro/verde che sanno sorridere sempre in maniera diversa.
Il corpo poi non è da meno alla graziosità del viso: flessuoso e scattante con le curve piene e sode al meglio dell’immaginabile, sostenuto da due lunghe e magnificamente tornite gambe che per strada, quando la ragazza indossa qualche gonna sopra il ginocchio, fanno immancabilmente girare la testa a più d’uno.
Ciò però che ha stregato maggiormente il nostro tenente di vascello è la miscela di prorompente femminilità che Kristine, senza quasi rendersene conto, raggia attorno a sé con la straordinaria bellezza associata ad un felino modo di muoversi in ogni circostanza simile ad una pantera in caccia pur mantenendo sempre un elegante ed altezzoso portamento da modella. Ciò è probabilmente dovuto alla combinazione delle caratteristiche latine assimilate dal padre nella sua lunga permanenza nel sud della Francia con quelle insite nel DNA della nordica bellezza ereditata dalla madre, ed alla sua innata propensione all’esibizione artistica coltivata ed affinata nella scuola.
La ragazza, oltre al naturale amore per la danza, ha altre due particolari passioni: la cura del proprio corpo che mantiene in piena forma con minuziosa e quasi maniacale attenzione; detesta ad esempio i segni del costume sull’abbronzatura e si sottopone quindi regolarmente a delle brevi sedute di lampada solare in tenuta adamitica per mantenerlo di un uniforme colore bronzeo; o, altra sua piccola mania, cura di avere sempre addosso un capo di vestiario, che sape scegliere con particolare maestria al punto da essere considerata una delle allieve più eleganti della scuola, di ugual colore dei suoi magnifici occhi azzuro/verdi. Tutte peculiarità trasmessele dalla madre danese. Dal padre ha ereditato la passione del gioco d’azzardo in particolar modo per il poker di cui il padre Arthur era considerato giocatore impareggiabile. Tale sua maestria è stata trasmessa alla figlia oltre che per naturale propensione ereditaria in maniera più esplicita tramite l’insegnamento diretto di tutte le tecniche ed scaltrezze per primeggiare al tavolo verde. Kristine si è sempre dimostrata anche in quel campo un‘eccellente allieva e, nell’ambito dei suoi amici, è considerata insuperabile come il padre.
Tutte queste sue caratteristiche, associate al naturale meccanismo di difesa che la sua bellezza le impone nei rapporti soprattutto con il sesso maschile, la fanno apparire ad un primo approccio scostante ed altera nei confronti di chi tenta di avvicinarla; in realtà Kristine se nell’arte della danza e nei rapporti superficiali è spigliata e vivace nell’animo rimane una ragazza timida e gelosa dei propri sentimenti profondi.
Robert attratto dalla giovane, pur ritenendosi con i suoi trentatré anni quasi troppo anziano per lei, aveva tentato qualche goffo approccio sdegnosamente ignorato da Kristine con atteggiamento che all’uomo era apparso altezzoso e superbo; in realtà il tenente ha già da tempo catturato la particolare attenzione della ragazza che, essendo figlia di un ufficiale di marina, subisce il fascino delle bianche divise della Royal Navy oltre dell’indiscusso glamour di cui Robert è dotato soprattutto nell’atletico e prestante fisico e nello sguardo vivido ed intrigante dei suoi occhi che assumono un colore fra il nocciola ed il verde a seconda della luminosità del cielo. L’atteggiamento scostante e falsamente superbo di Kristine è ricercabile nel suo inconscio desiderio di non manifestare le sue vere sensazioni.
Nel pomeriggio stesso dell’attracco dei due destroyes il cellulare di Kristine suona ripetutamente per poterla risvegliare dal sonnellino pomeridiano che si era concessa in quanto, a causa di una delle interruzioni quindicinali estive previste nel calendario didattico della Britdance High School, la giovane da un paio di giorni si è concessa una settimana di assoluto riposo.
Kat (squilla la voce di Annette l’amica francese che frequenta con lei gli stessi corsi di danza) sono arrivate due navi militari con il loro carico di giovane carne umana che domani pomeriggio sarà ricevuta con un rinfresco al Circolo Ufficiali della Capitaneria; potrà partecipare anche qualche civile, possibilmente ragazze giovani e carine hanno raccomandato (precisa con tono malizioso) dietro rigoroso ed ufficiale invito; Margaret (altra loro giovane amica) si è procurata alcuni inviti e ci ha chiesto di accompagnarla; sei dei nostri?
non so, fammici pensare (risponde la voce assonnata di Kristine);
dai non fare la difficile come al solito, molto probabilmente ci sarà anche il “tuo” Robert (insinua maliziosamente Annette che da intima amica aveva intuito anche quello che Kristine non le aveva mai confidato);
cretina! (piccata e un po’ toccata sul nervo) io non “ho” nessun Robert; comunque (con voce allegra e disinvolta per recuperare la situazione) dì a Margaret che riservi un posto anche per me voglio proprio vedere quanti ufficiali riuscirò a conquistare rispetto a voi due messe assieme;
la solita egocentrista piena di sé (chiosa Annette) ci vediamo al Circolo domani alle 14.00 (conclude festante) ciao Kat mantieniti bene, almeno fino a dopodomani.
Il giorno successivo, dopo aver consumato il suo consueto frugale pasto vegetariano, Kristine si fa una doccia e, davanti allo specchio per potersi rimirare, inizia a prepararsi con la consueta minuziosità nella scelta dell’abbigliamento: corta collana a giro collo di perle color verde/azzurro identico a quello delle sue iridi, orecchini delle stesse medesime perle e sexy sandali del medesimo colore, con tacco alto come gran parte delle sue scarpe, che ben si addicono ad evidenziare la felpata camminata delle sue sinuose gambe; elegante intimo color malva in morbido tessuto e vezzoso pizzo composto da reggiseno a balconcino con chiusura anteriore coperta dal pizzo che evidenzia nella giusta misura il seno e mutandine aderenti che le esaltano la rotonda parte dove la schiena cambia nome
la mia parte migliore (si ritrova a pensare mentre si ammira allo specchio) “…un antenna nervosa e scattante protesa a raccogliere le vibrazioni del mondo…” come l’aveva definita Lynn il boy-friend di cent’anni fa che studiava arte pittorica e che mi aveva chiesto di fargli da modella per i suoi studi di nudo (piantato immediatamente subito dopo tale “proposta indecente”); allora ero troppo giovane per una cosa del genere chissà oggi come reagirei (riflette pensando alla scena di Titanic dove Leonardo DiCaprio ritrae Kate Winslet languidamente distesa sul divano ed osservando con soddisfazione il corpo statuario, in slip e reggiseno, riflesso dallo specchio).
Bianco aderente e corto negligé in raso che arriva qualche centimetro sotto l’inguine in modo da coprire completamente le mutandine ma lasciare bene in vista le gambe e scolpisce le forme del busto; finissima camicetta in seta bianca infilata in una gonnellina in tweed azzurro vivo a portafoglio, una striscia di stoffa attorno al bacino con le estremità sovrapposte sostenuta da un unico bottone automatico da controllare attentamente per evitare che aprendosi faccia crollare a terra l’indumento; ricercato maglione di lana delle isole Aran, con cappuccio, color bianco ed azzurro vivo della stessa tonalità di quella della gonnellina svasata che svolazza un buon palmo sopra il ginocchio.
Al termine delle vestizione si rimira allo specchio, che le rimanda l’immagine di una splendida e sexy giovane donna;
tutto molto OK! (commenta mentre nella mente le si forma l’immagine degli occhi di Robert), ma sono nocciola o verdi?
Cap. II^ – La partita
Kristine, soddisfatta del proprio aspetto si incammina verso la stazione marittima militare fermandosi solo davanti alla vetrina della boutique di O’Connors ad ammirare per l’ennesima volta lo splendido aderente vestitino in elegante raso del colore dei suoi occhi che ormai da mesi desidera ardentemente acquistare, pur frenata dal prezzo che giudica un po’ eccessivo.
Alle 14.15 raggiunge le altre ragazze, frizzanti ed allegre come non mai, ed entrano nel Circolo Ufficiali; Kristine perlustra con lo sguardo l’ampia sala dei ricevimenti, che ha già iniziato a riempirsi delle bianche divise dei soldati di mare di Sua Maestà, ricercando l’atletica figura di Robert; lo scorge quasi dalla parte opposta del locale in allegra conversazione con altri due giovani tenenti, e fa ben attenzione a non manifestare qualche indizio di questa sua ricerca.
Dopo un certo tempo impiegato a gustare il buffet posto sull’enorme tavolo ovale, solidissimo (ci si avrebbe potuto ballarci tranquillamente sopra senza timore di farlo né muovere né oscillare) e posto al centro esatto della sala ed a respingere con successo, duellando di fioretto verbale, le avanches dei più intraprendenti guardiamarina dei destroyes che l’avevano subito notata fra il gruppo delle sia pur estremamente carine ragazze, coglie dietro di lei la seguente frase che le fa drizzare le orecchie:
avrei proprio desiderio di una partitina a poker, ma purtroppo non riusciamo a trovare un quarto disponibile;
Girandosi ed osservando Alan Blarney (era stato infatti costui a esprimersi) gli si rivolse:
chiedo scusa per la mia sfrontatezza ma non ho potuto fare a meno di ascoltare, mi sto un po’ annoiando anch’io e dato che trovo il poker abbastanza piacevole mi permetto di offrirmi quale quarto giocatore, sempre che non vi siano problemi (lanciando uno sguardo felino al Blarney);
credo che in tutta la Royal Navy non vi sia un uomo capace di rifiutarvi qualche cosa Signorina, fra l’altro lei ci risolve il problema di come far serata in questo uggioso pomeriggio;
Alan, da gran simpatico affabulatore, dopo le doverose presentazioni intrattiene la ragazza in una spiritosa conversazione facendola divertire con le sue battute ed invitandola infine a seguirlo nell’apposita appartata saletta da gioco, poco distante dalla sala.
Quando Kristine entra nel locale riservato ai giocatori di carte le si accelerarono i battiti del cuore: al tavolo assieme ad un altro ufficiale – Roland Asher – nella sua impeccabile divisa bianca vede Robert che alzandosi le sorride e mentre Alan procede alle presentazioni e si complimenta apertamente con sé stesso verso i colleghi per il magnifico quarto giocatore trovato, si siede con un lieve batticuore.
Nel piccolo locale con l’unica finestra chiusa da una pesante tenda si trovano solamente il tavolo da gioco, coperto dal classico panno verde vivamente illuminato da una forte lampada posta esattamente di sopra, e le quattro sedie necessarie ai giocatori: la classica situazione da poker che Kristine predilige.
La partita inizia e Kristine mette in atto tutti gli insegnamenti e l’esperienza acquisita dal padre, studiando innanzi tutto i comportamenti e la psicologia dei tre uomini per avere l’esatta cognizione delle capacità degli avversari; nessuno dei tre ufficiali è un giocatore esperto, l’unico che non riesce ad comprendere completamente è Robert, ma razionalmente e correttamente si convince che tale sua incapacità è solo causata dalle emozioni che le suscitava la presenza dell’uomo e che come avversario non è assolutamente alla sua altezza come del resto gli altri due; ovviamente sa che il poker non è una scienza esatta e che la sua attenzione, nel seguire l’evolversi del gioco e del dipanarsi statistico delle varie combinazioni, deve essere sempre elevata come quella di una tigre in agguato.
Il risultato è che dopo un’ora di gioco i tre Ufficiali hanno quasi perso a suo favore le risorse finanziarie fissate all’inizio di partita, imputando la sua vincita continua alla sfacciata fortuna delle principianti in quanto lei, da abile gattoparda si è ben guardata da mostrare le sue effettive armi.
Roland, il più scozzese dei presenti, pur trovando il gioco piacevolissimo propone la sospensione della partita riconoscendo Kristine vincitrice.
La ragazza, conscia della sua netta superiorità, presa dalla passione dell’azzardo, forse ancora impegnata a risolvere il suo dubbio (verdi o nocciola?) sul colore delle iridi di Robert e convinta di poter gestire a suo piacimento il gioco se ne esce con una battuta che fa trasalire i suoi compagni di tavolo:
e se provassimo, per non dover smettere subito e considerate le vostre magnifiche divise, qualche colpo a strip-poker?
E’ una evidente sfida al loro orgoglio maschile, ferito dalle recenti perdite, che se accettata gli avrebbe messi in una condizione emotiva ancora più intensa e sfavorevole per le loro possibilità di vincita; (o così almeno la predatrice che era in lei calcola).
Mentre gli occhi di Robert si dilatano impercettibilmente al pensiero della proposta di lei Alan, riprendendosi per primo dallo sbigottimento:
signorina Flagherty sono pronto a giocarmi qualsiasi cosa sul fatto che in tutte le forze armate inglesi, di terra, di mare e di cielo, vi sia un sol uomo che rifiuterebbe la sua offerta.
Riprendono la partita con la convenzione che i capi di vestiario sarebbero stati puntati solo dopo il verificarsi dell’apertura garantendo così l’azzardo degli indumenti solo a chi avesse accettato la partita e dopo aver visto le proprie prime carte.
Kristine si apposta metaforicamente in agguato e decide mentalmente di concedere agli avversari un piccolo vantaggio con la perdita del maglione e della gonna, per illuderli ad entrare nella giocata decisiva, dove avrebbe inflitto la sua zampata, per ulteriormente far aumentare la loro già evidente agitazione e metterli così ancor più in confusione.
Si fa quindi volontariamente battere in un paio di piatti che la obbligano a sfilarsi prima il maglione e poi, fingendo un imbarazzo superiore a quello provato, la vivace gonnellina lasciandola con la camicetta che scopre abbondantemente, agli sguardi interessati dei suoi avversari, le sue affusolate gambe. Si apposta quindi in attesa delle carte e della situazione ideali per sferrare il suo affondo.
Purtroppo per lei, e con evidente soddisfazione dei tre ufficiali, il giro delle carte per un po’ non le è favorevole cosa che la costringe prima a sfilarsi la camicetta e quindi a spogliarsi anche del negligèè restando praticamente coperta solo da reggiseno e mutandine.
La temperatura emotiva dei maschi è di conseguenza salita notevolmente, pur mantenendo loro un irreprensibile comportamento da gentiluomini, quando finalmente le arrivano in mano le carte che attendeva: tre donne servite con un asso ed un dieci. Mentre Alan si ritira, la gattoparda accetta il gioco con finta riluttanza e cambia due carte; le entrano la QUARTA DONNA ed un Jack: UN POKER!
Robert rilancia alto offrendo sul piatto la restituzione di tutti gli indumenti fino a quel momento persi dalla ragazza e Roland abbandona la partita.
Era l’occasione che aspettava: un testa a testa con Robert. Scatta l’attacco felino; offre il proprio reggiseno precisando però di ritenere che la perdita di tale suo indumento le sembra eccessiva rispetto al recupero dei precedenti capi di vestiario e chiede a Robert di valutare la differenza chiedendogli un congrua offerta, puntando sul senso di cavalleria dell’uomo. Robert non delude le sue attese e offre sul piatto la sua divisa completa di ogni capo specificando che se lui restava completamente privo di ogni indumento in pratica era un rilancio e quindi si aspettava, per poter mostrare le proprie carte, che anche lei si privasse del suo ultimo capo di vestiario e lancia un eloquente sguardo sulle mutandine della ragazza.
La tensione al tavolo è palpabile mentre Alan e Roland assistono ammutoliti ed in spasmodica attesa allo scontro.
Kristine riflette per un brevissimo attimo: ha in mano un poker di Queen con un Jack, sul tavolo vi è il suo asso lasciato precedentemente, sa che statisticamente la scala reale è quasi impossibile da ottenere in così poche giocate, le sue carte sono imbattibili fatta eccezione che da un improbabile poker di re in quanto non aveva visto alcun King, ma questo è l’imponderabile che fornisce la carica adrenalinica al gioco, vede inoltre Robert tentare di sovrastarla e ciò la irrita. Decide di rilanciare:
va bene mi gioco anche le mutandine, ma essendo una femmina per evidenti motivi di cavalleria questo mia giocata deve essere considerata un rilancio e per poter vedere le mie carte dovrete mettere sul piatto l’accettazione di spogliarvi completamente non qui, ma fuori nella sala del circolo davanti a tutti i vostri colleghi (fissa l’avversario con aria spavalda);
Ormai entrambi sono trascinati ad alzare i toni della sfida dalla constatazione che nessuno dei due vuole essere prevaricato, volontà ampliata dall’interesse reciproco dell’uno per l’altro.
Robert raccoglie ancora una volta la sfida e rilancia affermando che trattandosi di un militare il gesto che lei pretende, se i due comandanti delle navi presenti in sala non avessero avuto la necessaria comprensione, avrebbero potuto avere la conseguenza di rovinargli la carriera e quindi
…vi chiedo di mettere sul piatto, essendo voi un’allieva della scuola artistica presente in città, un’esibizione di strip-tease come voi la richiedete a me nel nostro Circolo a favore degli Ufficiali della Southampton e dello York attualmente presenti in sala;
Lo scontro è ormai aperto, Kristine indispettita ma sicura della forza quasi imbattibile della sua combinazione di carte rilancia ancora una volta:
mi sta bene, ma quello che vi offro accettando non mi sembra comparabile a quello che avete messo voi sul piatto vi chiedo quindi la disponibilità alla vostra esibizione di strip integrale al tè delle cinque che assieme alle mie amiche consumo in ogni giorno feriale per tutta la prossima settimana e qualora tale puntata non vi sembri sufficiente a mostrarmi le vostre carte ditemi che offerta da parte mia riterreste adeguata per andare a scoprire le nostre combinazioni;
Robert osserva le proprie carte, alza lo sguardo negli occhi fiammeggianti della ragazza e spara la sua richiesta:
accetto di mettermi a vostra disposizione per l’intera settimana ma per porre scoprire chi ha il gioco più alto vorrei le vostre “dolci rotondità posteriori”;
come? (interdetta);
cosa non capite esattamente? (ironico);
la riscossione…cioè…voglio dire…il modo in cui…(in evidente confusione ed imbarazzo in quanto ha capito benissimo a cosa Robert si riferisce);
non vi preoccupate il mio “possesso” si limiterà ad un solo intensissimo attimo fuggente (specifica Robert togliendola elegantemente dall’imbarazzo di dare un senso compiuto alla frase che aveva cominciato);
Freddissima all’esterno, ma in completa turbolenza emotiva nell’animo, nella mente di Kristine i pensieri si accavallavano in uno scontro fra razionalità ed emotività.
(hai sentito “occhi color non so” ti vuole, che porco!, – si ma hai un poker in mano non può vincerti, peccato!? – Come “peccato” sei cretina? guarda che ci sono qui anche questi due giannizzeri – si ma in paese si dice che Robert sia una persona buona e molto dolce, se dovessi scegliere da chi farmi fare una proposta come la sua sceglierei proprio lui e poi ho già sul piatto tutto l’intimo ed uno spogliarello al circolo – Katreeeen! hai sentito cosa vuole! Ti vuole sodomizzare!!! – va bene, va bene, adesso cerco di modificare la situazione);
Alza il viso verso Robert, si perde nei suoi occhi e sente la sua voce:
va bene accetto, metto sul piatto anche quello che desiderate e scopriamo finalmente le nostre carte;
Alan non riesce a trattenersi:
adesso andiamo a vedere cosa avete di bello (e mai battuta fu più premonitrice di questa);
Kristine cala il poker di donne e guarda Robert scrutandone le reazioni: il bel volto dell’uomo non rivela alcuna emozione, le sue mani pongono sul tavolo le carte e le scoprono: QUATTRO KING!, una combinazione superiore con la partita praticamente chiusa non avendo lei alcun altro capo di vestiario da giocarsi.
La ragazza si sente raggelare e viene colta da un leggero capogiro: ha puntato grosso ed ha perso. Meccanicamente scopre le sue carte e, fissando i quattro re di Robert, si alza in piedi e si discosta di un passo dal tavolo, immediatamente anche i tre ufficiali si alzano e la osservano.
Kristine in reggiseno e mutandine con sgomento si rende conto che a seguito della combinazione di carte ottenuta da Robert l’ufficiale è il vincitore e che quindi anche tali sia pur esigui indumenti devono essere sfilati per essere posti sul tavolo verde quale prima parte della consistente posta giocata e persa.
Mentre il battito del cuore le si accelera al pensiero della situazione in cui si trova cerca mentalmente una possibilità di fuga, ma le vengono alla mente solo le parole che tante volte suo padre le aveva ripetuto: “la posta vinta al gioco, quando possibile, va subito riscossa al tavolo verde” e che lei stessa aveva infinite volte ricordato agli avversari esigendone l’immediata applicazione.
Guarda i tre uomini in piedi in attesa davanti a lei: è evidente che in silenzio carico di una certa tensione stanno attendendo l’assolvimento del suo debito di gioco; constatato di non avere alternative fa un respiro profondo e a malincuore si decide.
Porta le mani al gancio di attaccatura del reggiseno celato dal pizzo nella parte anteriore e, incespicando leggermente con le dita, lo sgancia separando le due coppe contenenti i seni: le sue due magnifiche e sode poppe sono così denudate ed esposte completamente all’aria nella luce intensa della lampada da gioco.
Per far scendere le spalline e sfilare l’indumento dal retro, è costretta ad aprire ampiamente le braccia e portarle dietro la schiena provocando un leggero inarcamento del busto che mette in ancor maggior risalto i suoi morbidi seni e gli espone completamente all’ammirazione degli sguardi dei tre uomini.
Getta il reggiseno sul tavolo ed osserva come gli occhi dei tre ufficiali non perdano alcun suo movimento: Alan e Roland con un lieve sorriso lascivo sul volto e Robert con un’espressione imperscrutabile, ma con un luminoso riflesso nelle pupille che rivela quanto sia interessato allo spettacolo che gli si offre davanti.
Il suo disagio aumenta, ma chiudendo gli occhi per non vedere e pensare ai tre uomini, con un altro respiro che sente sussultante per l’imbarazzo della situazione, si fa nuovamente forza ed infila le dita nel bordo dello slip all’altezza della dolce curva dei fianchi. Con un movimento che cerca di essere il meno volgare possibile abbassa le mutandine, le fa cadere ai suoi piedi, le raccoglie e le getta sul tavolo verde a raggiungere il reggiseno.
Si trova quindi completamente nuda davanti a tre ufficiali di marina, perfettamente vestiti nelle loro impeccabili bianche uniformi, che alla distanza di un paio di passi possono godere dello spettacolo che suo malgrado è costretta ad offrire loro.
Sente le sue guance imporporarsi dalla vampata di calore della vergogna anche se sul fondo di quel sentimento, con una certa apprensione, comincia a percepire un briciolo di piacere tutto femminile nel considerarsi così palesemente ed impudicamente esposta alla loro maschile ammirazione.
Ricaccia sul fondo dell’animo quella improvvisa piccola sensazione e cercando quasi in modo incurante di coprirsi i seni con un braccio ed il pube con l’altra mano, arretra leggermente per togliersi dalla zona di luce provocata dalla forte lampada posta sopra il tavolo verde nel tentativo di raggiungere lentamente la zona d’ombra che l’avrebbe messa in una condizione di minor visibilità.
Per distogliere l’attenzione da quel suo timido tentativo di eludere gli sguardi che continuano a non lasciarla un attimo chiede quasi con noncuranza: “per il resto della posta come possiamo fare?”
Tale sua sortita ottiene però l’effetto opposto a quello ricercato: Alan e Roland le si pongono ai fianchi, le prendono gentilmente le mani portandole un po’ in alto ed allargandole le braccia, facendo così crollare la timida difesa delle sue nudità; dichiarano solennemente: “la posta vinta al gioco, quando possibile, va subito riscossa al tavolo verde e fra l’altro ci sembra che lei indossi l’abbigliamento più adatto alle circostanze” e la portano in piena luce sotto la lampada del tavolo. La sospingono ad appoggiare il ventre al bordo del tavolo e le fanno porre i gomiti in completo appoggio sul panno verde in modo tale che il suo busto sia inclinato sopra il piano.
In tale posizione è evidentemente nascosta la parte anteriore del corpo, con il petto e la parte pubica celati agli sguardi indiscreti, ma il sedere completamente nudo ed esposto, è assai impudicamente e fin troppo provocatoriamente esibito alla vivida luce della lampada, situazione di cui i tre ufficiali subito approfittano ponendosi tutti e tre alle sue spalle a godere della rotonda ed affascinante visione che lei offre.
Mentre loro ammirano lo spettacolo Kristine è in notevole apprensione in quanto, non essendo mai stata sodomizzata, non sa esattamente cosa l’aspetta nei prossimi momenti della serata.
Quasi intuendo i suoi pensieri Robert le si avvicina, si appoggia anch’egli con un gomito sul tavolo, le sfiora delicatamente la guancia con il dorso della mano facendole aprire gli occhi, che la ragazza teneva chiusi per sfuggire in qualche modo alla situazione, le cattura lo sguardo e con voce estremamente calma e rassicurante le comunica: “ora per facilitare le cose le spalmerò delicatamente dell’olio di vaselina per provocarle il minor disturbo possibile; non sia preoccupata si rilassi tranquillamente e vedrà che potrà essere molto piacevole anche per lei”.
Kristine fa un piccolo cenno di assenso con il capo constatando come lui abbia la straordinaria capacità di tranquillizzarla anche in una situazione assurda come la presente e rimane in attesa degli eventi cercando di svuotare la mente da ogni pensiero.
Cap. III^ – Il pagamento della posta
Sempre nella medesima posizione con il suo bellissimo e levigato sedere issato al vento, sentendo il rumore dell’armeggiare di Robert con il contenitore di vaselina, cerca di volgere il capo verso le sue terga e, rivolgendosi ad Alan e Roland, chiede con voce quasi supplicante: “ma lor signori, non essendo i diretti interessati alla riscossione della posta, non potrebbero lasciare la stanza per una forma di elegante discrezione?”
“veda Kristine –le risponde prontamente Roland- noi siamo qui anche a sua garanzia affinché il nostro Robert non possa lamentarsi che la Signorina Flagherty non abbia adeguatamente assolto al suo debito corrispondendogli quanto da lui correttamente vintole al gioco”
Sconsolata Kristine socchiude le palpebre e, cercando inconsciamente una posizione lievemente più adeguata al suo stato d’animo, accentua leggermente la posizione inclinata in avanti del busto con l’effetto, involontario, di protendere ancor di più verso l’alto le sue dolci curve posteriori, quasi ad accentuare l’offerta delle sue terga.
Dopo qualche secondo sente entrambe le mani di Robert posarsi lievemente sulle sue natiche esposte e ben erette ed iniziare a spalmare l’olio con gesto lento, profondo e regolare. Il dolce massaggio praticato dall’uomo assume un ritmo costante e voluttuoso che le trasmette tranquillità e serenità al punto tale che lei si abbandona a tale ritmo, le si allenta la tensione ed inizia ad assecondarne il movimento con un leggero, ma evidente ancheggiamento del bacino seguendo ondulatoriamente con i glutei il movimento di Robert creando nell’aria un immaginario ma sensuale disegno.
Robert alle sostanziali carezze della diffusione dell’olio ritmicamente intervalla un delicato ma energico palpeggiamento delle dolci curvature delle natiche quasi a saggiarne la consistenza e provoca in Kristine ogni volta un lievissimo brivido di piacere; quando l’uomo si rende conto che la parte che accarezza e massaggia si è completamente rilassata e la ragazza ha ormai abbandonato ogni resistenza muscolare lasciandogli nelle mani le proprie terga completamente abbandonate e a disposizione di ogni sua volontà, inizia a penetrare con il dito reso scorrevole dall’olio, in maniera molto delicata e sempre all’unisono con il ritmo del lento ondeggiare dei fianchi della ragazza, fra il solco delle natiche avvicinandosi lentamente all’orifizio anale.
Kristine, osservando di sottecchi oltre la propria spalla si era accorta che Robert, con un discreto ed imperioso cenno del capo, aveva fatto allontanare dalla stanza Alan e Roland, ed aveva quindi constatato di essere alla mercé solo dell’uomo che la stava sapientemente massaggiando. Quando percepisce come le mani maschili posate sulle sue natiche approfondiscano ulteriormente l’esplorazione viene invasa da una fremente sensazione di sensuale piacere scoprendosi felice di potervisi abbandonare senza remore provocate da presenze estranee a quella del suo manipolatore.
Continuando ad assecondare e quasi a sollecitare l’intrigante lavorio di Robert con il sensuale ondulatorio movimento dei fianchi e di tutte le sue “dolci rotondità posteriori” inarca le spalle lasciando protese le natiche nelle mani che le stanno frugando, disegnando nell’aria con il suo magnifico corpo un gesto assai rivelatore della voluttà che la sta sempre più avviluppando.
Sfruttando questo evidente abbandono Robert continua il massaggio perlustrativo con una sola mano soffermandosi sempre più frequentemente, ed a intervalli ogni volta più lunghi, sull’orifizio anale della ragazza che a causa del rilassamento e del continuo protendersi delle natiche viene sempre più in luce, ed entrandovi leggermente per immettere anche all’interno del condotto l’olio, fino a quando Kristine ha la netta sensazione che il lucido ed un po’ grosso dito di lui si sia fermato ad occludere la sua delicata apertura, senza peraltro provocarle alcuna sensazione spiacevole, ma seguendo perfettamente il continuo lento e voluttuario movimento che lei fa disegnare nell’aria al suo bacino e donandole la strana impressione di essere sull’orlo di un precipizio che non le incute però alcun timore.
Quando, provando l’ennesimo fremente brivido di godimento, sente entrambe le mai dell’uomo accarezzarle le reni, sfiorarle i bordi laterali della schiena, spostarsi nella parte anteriore del busto, risalire aprendosi a coppa e afferrarle delicatamente i seni capisce che quello che sente premere fra le natiche non è una falange; non ha neppure il tempo di prendere piena coscienza di tale evidenza e di capire cosa le stia premendo fra i glutei che i polpastrelli di Robert iniziano a titillarle delicatamente, ma in un crescendo continuo, i capezzoli ormai tesi allo spasmo dall’eccitazione. E’ in quel momento che il membro di Robert, sospinto delicatamente dall’uomo, supera la debolissima resistenza dei bordi dell’orifizio ed inizia a introdursi dentro di lei donandole la turbinosa sensazione di essere penetrata con una semplicità ed una dolcezza, favorite dal lavorio preparatorio precedente e dalla sensibilità dell’uomo, che la fanno affondare in un mare di voluttuario piacere; quando poi, con il membro completamente dentro di lei, Robert lascia liberi i capezzoli di vibrare eretti nel vento e scende con entrambe le mani afferrandole le grandi labbra esterne del pube la voluttà assume toni parossistici; due dita dell’uomo le entrano vibranti a stuzzicarle il clitoride Kristine perde la cognizione di sé dischiude la bocca in un muto grido di piacere e, all’unisono con l’uomo che le stava facendo sussultare il bacino scuotendole con il membro la cavità anale, raggiunge l’acme.
Al termine del lunghissimo “estasiante attimo fuggente” mentre Kristine spossata si rilassa appoggiandosi con i palmi delle mani sul panno verde spingendo in alto le spalle ed il capo all’indietro distendendo la sua sinuosa schiena Robert le afferra nuovamente i seni massaggiandoli teneramente ed accarezzandole i capezzoli ancora turgidi, inizia a mordicchiarle il collo e baciarle la nuca; le fa sentire la presenza del suo membro penetrato nelle sue posteriori profondità facendolo poi dolcemente uscire con un delicato risucchio fra i glutei, scostandosi all’indietro e percorrendole soavemente con le mani la linea morbida dei fianchi.
Kristine completamente rilassata ed in uno stato di quasi felice estasi assapora appieno le ultime dolci sensazioni che le sta facendo provare e si mette a riordinare il turbinio di pensieri scatenatosi nella sua mente.
Dopo diversi secondi si volge abbandonando la posizione quasi prona tenuta fino a quel momento sul tavolo, mette le mani dietro la schiena afferrando il bordo del tavolo e vi si appoggia con le rotondità posteriori che tanta parte avevano avuto in quel caldo pomeriggio.
Robert le è di fronte impeccabile nella sua bianca divisa che ha appena repentinamente rassettato e riordinato mentre lei era rimasta abbandonata per qualche secondo nei suoi pensieri; Kristine sempre completamente nuda davanti al suo “vincitore” distende le lunghe bellissime gambe accavallando un piede sull’altro per assumere un’elegante posizione che le lascia scoperta e bene in mostra la bionda zona pelvica, senza peraltro tradire alcun segno di volgarità, spinge leggermente all’indietro le spalle per ergere il busto ed ampliare l’esposizione dei suoi magnifici seni che fieri ed eretti gridano la loro solida consistenza; esibisce questa volta in maniera più sfacciata del solito la bellezza del suo splendido corpo nudo all’uomo che le sta davanti, gustando nettamente l’orgoglio e la vanità di potersi offrire ai suoi occhi senza alcuna pudicizia o timore.
Gli occhi di Robert percorrono tutte le sinuose curve del corpo della ragazza ed assapora a pieni polmoni, se così si può dire, lo spettacolo che lei gli offre cercandole infine gli occhi che trova sorridenti ben piantati nei suoi.
Per un interminabile lungo momento i loro sguardi non si staccano unendosi in un silenzioso, ma intenso amplesso carico di mille significati mentre le loro bocche si dischiudono in un dolce sorriso che scambievolmente si offrirono.
E’ Kristine ad interrompere il magico momento esplicitando a parole la percezione più intensa e profonda che prova in quel momento:
“l’esperienza non è stata poi così disgustosa come mi aspettavo, anzi si è rivelata piuttosto piacevole anche per me, come lei mi aveva preannunciato” (facendo allargare il sorriso di Robert e facendo comparire nei suoi occhi quello strano luccichio che tanto la affascina).
vi lascio sola a rivestirvi ed a prepararvi per la conclusione del vostro debito di gioco nella sala accanto; a riguardo vorrei prestarvi questo costume che mi sembra più adatto per la vostra esibizione (pone sul tavolo un piccolo involucro) fate pure con calma verrò a prendervi io stesso fra una trentina di minuti; non siate preoccupata per i miei colleghi sono tutti ufficiali ed in presenza dei loro comandanti le assicuro che non avranno alcun comportamento scorretto; e poi io personalmente garantisco che tollererò solo qualche vivace apprezzamento orale; (le strizza l’occhio ed esce).
Kristine incuriosita apre l’involucro che lui le ha lasciato e scopre trattarsi di un ridottissimo tanga di filamenti elastici e stoffa rossa purpurea che per la parte superiore consiste in due piccole minuscole roselline sufficienti a coprire un po’ più dei capezzoli mentre lo slip non è altro che un triangolo che copre esclusivamente il pube trattenuto da un filamento elastico da allacciarsi ai fianchi ed un filamento annodato allo stesso sulle reni che lascia le natiche completamente scoperte o meglio celate solo da un filo svolazzante che scende dal nodo sulla schiena.
Kristine, per innata civetteria, vuole comunque indossarlo per verificarne la vestibilità e mentre si rimira i seni coperti solo per un’area leggermente superiore a quelle dei capezzoli schiacciati dalla tensione dei fili allacciati sulla schiena (con un effetto di aumento del volume delle sue già adorabili poppe) ed il pube celato dal triangolo purpureo (praticamente seminuda coperta solo da piccoli frammenti di stoffa e filamenti di un rosso brillante che esaltano la sensualità del suo corpo) in un momento di ripristino della propria pudicizia.
Se quel tenente di vascello pensa che mi spogli e resti in queste condizioni davanti a tutti i suoi colleghi si sbaglia di grosso (pensa indossando sopra il tanga il suo reggiseno e le sue mutandine facendo ben attenzione che la sua biancheria vada a coprire completamente il tanga, operazione che le riesce senza alcuna difficoltà)
Con minuziosità termina poi di rivestirsi completamente rassettandosi i capelli e ritoccando lievemente le condizioni del leggerissimo trucco del viso.
Robert bussa ed entra chiedendole se era pronta ed al suo cenno di assenso la prende sottobraccio e la conduce verso la parte centrale del circolo.
Cap. IV^ – Lo show
Nell’entrare nella vasta sala dei ricevimenti del circolo Kristine si accorge che il grande tavolo centrale è stato completamente liberato e scorgendo la presenza dei trenta ufficiali con un piccolo gruppo di ragazze comprese le sue amiche si sente mancare al pensiero di quello che deve accingersi a fare.
Robert si accorge del suo sgomento e le offre un bicchiere di whisky e mentre lei dà disposizioni a Roland sulla musica da diffondere Alan richiama l’attenzione dei presenti ed annuncia:
il tenente di vascello Robert O’Neil comandante di questa stazione giocando a poker con la graziosissima Signorina Flagherty che vedete al suo fianco, che è un’allieva della locale Britdance High School, ha vinto alla stessa un’esibizione a favore di questo circolo ed è quindi lieto di offrirvi un momento artistico che spera gradirete
Robert conduce Kristine al centro della sala, cingendola delicatamente ai fianchi la issa sul tavolo e si rivolge ai colleghi:
ricordo che la Signorina Kristine è ancora un’allieva e non un professionista per cui certo che il suo charme le farà perdonare qualche eventuale imperfezione tecnica vi invito ad un applauso di incoraggiamento perché credo sia una delle prime volte che si esibisce davanti ad un pubblico così numeroso;
Sorridendo timidamente al battimani Kristine inizia a danzare al ritmo delle note di un vivace swing che Roland ha fatto partire. Dopo qualche evoluzione, seguita da alcuni ufficiali soltanto in quanto la maggioranza immagina di dover assistere ad uno stucchevole saggio di ballo, mima una sensazione di eccessiva calura e si sfila il pesante maglione lasciando cadere fuori dal tavolo affinchè non le sia d’intralcio. Proseguendo nelle sue allegre evoluzioni, senza che nessuno se ne accorga, libera il bottone che le regge la corta gonnellina a portafoglio in modo tale che al primo movimento d’anca un po’ più vigoroso del solito esca completamente dall’asola; cosa che accade dopo pochi attimi facendo iniziare a scivolare l’indumento verso il basso; prontamente la ragazza lo ferma con un rapido gesto delle braccia e, mimando un notevole imbarazzo, tenta senza successo di riallacciarla; con un sorriso forzato finge quindi la rottura della gonna e, facendo poi con allegria e maliziosità spallucce, la apre completamente se la sfila e la getta verso il suo pubblico mettendo in mostra le splendide gambe coperte solo nell’estremità alta delle cosce dal bordo della camicetta.
A quel punto molti dei presenti iniziano a dubitare del contenuto dell’esibizione e l’attenzione verso i sinuosi movimenti della magnifica ragazza che elegantemente e felinamente si muove sul tavolo sale in maniera esponenziale.
Quando mentre la musica rallenta il ritmo e da vivace diventa quasi sensuale e Kristine, con lenti gesti inizia ad aprire ad uno ad uno i bottoni della camicetta, ne apre i lembi, se la fa languidamente scivolare dalle spalle, la fa ruotare e la lancia nella sala, qualsiasi dubbio sullo spettacolo che si sta svolgendo viene a cadere e tutti gli occhi dei presenti sono su di lei.
Seguendo armoniosamente la musica sempre più intrigante la corta ed immacolata sottoveste di raso viene afferrata per i lembi inferiori ed inizia voluttuosamente a risalire verso l’alto e si scopre lentamente un magnifico e giovane corpo femminile coperto ormai solo da mutandine e reggiseno.
Mentre ormai tutti gli sguardi, compresi quelli esterrefatti delle sue amiche che stentano a riconoscere nella Kristine che si sta così sfacciatamente esibendo la ragazza altera e riservata che conoscono, non si staccano dall’improvvisato palco il negligeè viene fatto ruotare e fatto volare verso la sala dove, ancora in volo, viene afferrato da un paio di giovani rudi uomini di mare che se lo contendono.
Eccitata un po’ dal whisky bevuto ma soprattutto dal sentire soddisfatto il proprio femminile esibizionismo Kristine succintamente vestita si muove lungo il bordo del tavolo offrendo una smagliante visione ad ogni angolo della sala mentre nella mente la sua parte razionale cerca di frenare la Kristine più impudica e spregiudicata:
(ora basta cerca di chiudere il tuo “numero” perché mi sembra che hai già mostrato a sufficienza – si ma lui mi ha dato quel rosso costume che mi sembra mia stia deliziosamente e chissà cosa penserà se vede che non l’ho neppure provato – sei impazzita? Hai visto che si tratta di un tanga ridottissimo non vorrai mica farti vedere seminuda? – OK, OK va bene non ti agitare)
Percorre la sala con uno sguardo compiaciuto osservando l’effetto che produce sugli uomini presenti ed inizia a far danzare le mani nell’aria come il volteggio di due vivaci farfalle, le fa posare poi sull’attaccatura anteriore del reggiseno (tutti gli ufficiali della Royal Navy sembra trattengano il respiro in un’attesa che qualche secondo dopo non viene delusa) le mani sganciano infatti i lembi dell’indumento e si divaricano verso l’esterno aprendo le due coppe di stoffa e pizzo mostrando il florido petto coperto soltanto dalle due piccole vermiglie roselline di stoffa del tanga; ruotando lentamente su di un piede e mantenendo le braccia aperte in una posa di offerta il magnifico seno viene generosamente esibito a tutti gli eccitati occhi maschili che si dilatano dal piacere. Con il consueto gesto di incurvare all’indietro le spalle per far scendere le spalline sulla schiena e liberarsi dell’indumento le sode rotondità si protendono ulteriormente nell’aria. Sempre più coinvolta dal proprio spirito esibizionistico la ragazza compie un sensuale giro sul tutto il bordo del tavolo scuotendo le roselline che le coprono i capezzoli, quasi a farle volar via ben sapendo però quanto sia stretto il nodo dei lacci che sulla schiena le sostengono, mandando in visibilio di volta in volta la parte del circolo su cui quelle due rosse punte frementi vengono puntate.
Non perde occasione di osservare il comportamento di Robert, studiandone le reazioni e trovandolo in estasiata ammirazione, con l’effetto di sentire una vampata di soddisfazione percorrerle il corpo. Decide quindi di dare un altro duro colpo alla sua abituale pudicizia che disperatamente le grida: fermati, fermati! Le mani riprendono il loro malizioso volteggio di farfalle e vanno a porre i pollici all’interno del bordo superiore delle mutandine (la tensione in sala diventa quasi palpabile e a lei sembra di sentire tutti gli occhi maschili puntati come spilli su quel bordo dello slip che sembra in procinto di muoversi) mentre le altre falangi continuano a muoversi nel fremito del volo i pollici lentamente scorrono lungo il bordo elastico che sostiene il vezzoso capo di abbigliamento e si portano sulle reni, il busto piega in avanti e mentre il dolce viso si volge all’indietro a scrutare gli effetti prodotti le dolci rotondità posteriori si ergono sporgendosi verso il pubblico; le mani delicatamente e per pochi secondi abbassano parzialmente il lembo posteriore delle mutandine mostrando la parte superiore delle nude natiche e subito si rialzano riportando il bordo dello slip al suo posto originario provocando negli uomini che avidamente stanno osservando prima “…hooo…” di ammirazione e poi un gemito di delusione; l’operazione viene ripetuta più volte continuando però a spostarsi sul tavolo e rivolgendosi in direzioni sempre diverse per permettere ad ogni angolo del gremito locale di poter gustare lo spettacolo offerto ed aumentando di volta in volta il tempo di esposizione e la porzione di glutei esibiti, fino a quando le morbide rotondità non si ergono davanti alla zona di sala dove si trova Robert: lì le mutandine si abbassano definitivamente fino a metà delle cosce leggermente divaricate esponendo sfacciatamente il nudo sedere alla smaniosa contemplazione dei presenti; le gambe poi si serrano donando ai glutei una nervosa, osservatissima e sensuale contrazione, le mutandine cadono ai piedi della giovane, vengono raccolte e lanciate nel locale non facendo neppur in tempo ad iniziare la loro ricaduta afferrate da due giovani guardiamarina che per impossessarsene le lacerano provocando un sorriso divertito nella ragazza;
Coperta ormai solo dal minuscolo tanga che le dipinge sullo splendido e sinuoso corpo due purpuree pennellate, che più che coprire esaltano le ambrate sensuali curve che gli uomini della Marina Inglese di Sua Maestà si stanno letteralmente divorando con gli occhi, si muove eretta e spavalda con un elegante ancheggiamento che fa muovere il seno ed i glutei in modo tale da mozzare il fiato e far rischiare l’infarto ai deboli di cuore.
Robert segue eccitatissimo ogni più piccolo movimento della ragazza, sexy come non mai, domandandosi se mai avrebbe avuto altra occasione di poterla ammirare così magnificamente esposta.
A quel punto la ragazza cerca nuovamente la sua posizione nella sala ed individuatolo ne cattura lo sguardo fissandolo per un relativamente lungo periodo, alza entrambe le braccia con gli indici puntati direttamente su di lui in modo tale che l’intera sala ed il “suo vincitore” capiscano che quello che sta per fare fra poco è soprattutto dedicato al lui.
Seguendo il melodioso dipanarsi del suono musicale si gira lentamente nella direzione opposta della sala, porgendo così la parte retrostante del proprio corpo all’uomo che la interessa; con un ampio e studiato movimento delle braccia porta le mani in alto sopra la testa inarcando la schiena e, inclinando il busto in avanti, protende le praticamente nude natiche verso la parte della sala dietro di lei assumendo una provocatoria e sensuale posizione in cui le sue sode rotondità posteriori sembra vogliano librarsi in volo verso il cielo aperto.
Sente le sue guance arrossarsi per effetto del pudore che, ancora presente in lei, continuava a combattere una battaglia ormai quasi persa contro la sua vanità per la bellezza del suo corpo ed il recondito profondo desiderio femminile di esibirsi ed esporsi agli sguardi maschili per suscitare l’accentuata ammirazione che aleggiava chiaramente nel circolo.
Posa quindi le palme delle mani sulle cosce e, mantenendo inalterata la posizione assunta, inizia un languido movimento ondulatorio del bacino facendo oscillare i filamenti del tanga che le pendevano dal minuscolo nodo sulle reni che sosteneva il piccolo triangolo anteriore del posto a copertura del pube.
Accentuando il ritmo del movimento i filamenti iniziano ad aumentare la loro oscillazione provocandole un piacevole solletico sulla levigata pelle dei glutei e lei, come ammaliata dal movimento e continuando ad ergere il sedere bene in alto, inizia a farlo dolcemente roteare in una danza sensuale che disegna nell’aria un erotico cerchio offrendosi alla intensa attenzione dei presenti.
Non volendo portare l’eccitazione dei trenta uomini oltre i limiti consentiti ritorna quindi in posizione normale e, lanciando a Robert di sottecchi un eloquente sguardo, con la sua consueta morbida ed elegante andatura da grossa gatta in amore inizia, sempre seguendo la melodia di fondo a percorrere i bordi della pedana quasi a salutare gli astanti e mostrare loro un’ultima dettagliata visione del suo corpo così succintamente vestito.
Mentre lei, al centro dell’improvvisato palco, lentamente rotea al ritmo delle ultime note ritenendo ormai conclusa la sua inconsueta esibizione si accorge però che Robert è anch’egli salito sull’estemporanea pedana e le si avvicina con quella strana luce negli occhi che ancora una volta le provoca un leggero piacevole capogiro.
Kristine sente i battiti del cuore lentamente aumentare, non capisce ancora se per la vicinanza di lui o per il timore di qualche nuova sorpresa, e mentre può osservare i verdi/nocciola occhi di Robert avvilupparle con uno sguardo estasiato ed ammirato le dolci forme del suo splendido corpo così poco coperto, sente che le si rivolge con un dolce sorriso:
“Signorina Kristine il costume che attualmente indossa le è stato prestato dal sottoscritto unicamente per questa speciale serata al nostro circolo ufficiali ed ora – rivolgendosi alla platea dei colleghi che incuriositi ed attentissimi seguono l’evolversi di quanto succede sul palco – mi sembra il momento più opportuno per richiederne la restituzione e – guardandola direttamente nei bellissimi occhi azzurro/verdi – se lei è d’accordo, riprendermelo magari personalmente”
Nel profferire la proposta Robert continua ad avvicinarsi a Kristine che retrocedendo lentamente, in un tentativo di inutile e finta fuga, sibila a mezza voce con un tono di fin troppo falso disprezzo “Ma allora lei tenente è proprio una carogna”, ma il suo lievissimo sorriso e soprattutto i suoi occhi esprimono tutt’altro.
Mentre la ragazza si gira verso la platea cercando le parole per richiedere un improbabile aiuto che le permetta di sfuggire alla situazione sente la mano di lui che lievemente le si posa sulle reni, nella zona di confine fra il termine della schiena e l’inizio dei glutei, e lentamente risale verso il piccolo nodo dei fili che sostengono il minuscolo reggiseno, accarezzandola impercettibilmente e provocandole un leggero brivido di piacere.
Quando la mano giunge all’intreccio dei fili elastici posti al centro della schiena Kristine, a seguito della piacevole sensazione provocatale dalle dita di Robert, inarca lievemente all’indietro le spalle con la conseguenza che i seni si protendono ancora di più verso i sessanta famelici occhi maschili presenti nella sala quasi sotto di lei e nel momento in cui Robert, con sapiente e veloce gioco di dita, scioglie il nodo e fa scivolar via le piccole purpuree roselline di stoffa che ricoprono i capezzoli, ormai resi quasi turgidi dal piacere tutto femminile del proprio mostrasi, si ha la sensazione che le magnifiche poppe siano finalmente felici di slanciarsi al vento ed offrirsi completamente nude all’ammirazione degli avidi sguardi degli ufficiali della Royal Navy ormai totalmente ammaliati dallo spettacolo che si presenta loro.
Kristine resasi conto dell’effetto che produce sulla platea ed ormai rapita dal gioco esibizionistico sapientemente condotto da Robert accentua l’effetto di esposizione del petto alzando le braccia e, con un tipico e sensuale gesto carico di femminilità, si infila le mani fra i capelli facendole lentamente scorrere dolcemente all’indietro come per ravvivarsi la pettinatura reclinando contemporaneamente un po’ il capo di lato quasi a cercare il viso di Robert che nel frattempo le si era posto completamente dietro ed avvicinato al punto tale da farle sentire il suo caldo respiro sulla nuca. Kristine socchiude gli occhi ed inizia un lentissimo oscillamento del busto, quasi al ritmo di una serena melodia udibile solo da lei e scandita dal respiro di Robert sul suo collo, con l’effetto di suscitare un ulteriore ammirazione per gli splendidi e sodi seni con i loro capezzoli turgidi come deliziosi carnei fiori che, al ritmico oscillare del busto, non denunciano alcuna vibrazione diversa dalla cadenza che la ragazza volutamente da al suo corpo.
Tutta la platea segue affascinata la dolce e delicata danza, quasi impercettibile e priva di qualsiasi traccia di volgarità, che lo splendido corpo di Kristine, ormai coperto solo dal minuscolo purpureo triangolo del tanga che ricopre il biondo pube della ragazza e trattenuto dai sottili fili di stoffa che si allacciano in vezzosi lacci sui curvilinei e snelli fianchi, disegna nell’aria davanti all’immacolata divisa della Royal Navy di Robert.
Kristine sente le mani di Robert posarsi delicatamente sul retro delle sue cosce, appena sotto l’inizio della dolce curva dei glutei, e risalire lentamente accarezzandole le natiche completamente denudate. Assapora poi la tenera carezza che le dita dell’uomo le donano spostandosi, senza mai abbandonare la sua vibrante epidermide della zona renale, verso l’esterno posandosi poi sui suoi fianchi iniziando in maniera esasperatamente lenta ad armeggiare con i lacci dello slip.
La ragazza sa e nello stesso tempo teme quello che Robert ha intenzione di fare ed osserva la sala davanti a lei: il silenzio è totale, le sembra quasi di udire il respiro leggermente affannoso dei trenta uomini in attesa, le pupille maschili sono dilatate e fissano tutte, come ipnotizzate da una Gorgone, il triangolo purpureo unica difesa, rimasta ormai eroicamente sola, dell’aureo vello del suo biondo pube.
La sua parte razionale dotata della normale pudicizia di una ragazza ventiduenne sia pur splendida ed abituata all’ammirazione maschile, le grida di fermare le mani dell’uomo dietro di lei mentre la sua femminilità profonda gioisce al pensiero di quello che stava per accadere in quanto il raptus esibizionista, sempre latente in ogni donna, ha ormai preso il sopravvento e alimenta prepotentemente la sua vanità conscia inoltre del fatto che Robert nell’intimo esulta nell’esibirla a tutto il circolo ufficiali quale propria magnifica preda di gioco.
I nodi del tanga sui fianchi si sciolgono ed i palmi delle mani di Robert, per un attimo lunghissimo e soave – questa è la sensazione precisa che lei prova – le si posano pienamente sui morbidi fianchi trattenendo, controllandoli con le dita, i fili che reggono il triangolo di stoffa ormai unico indumento rimastole addosso.
Le mani del tenente di vascello, rimaste immobili per qualche secondo quasi ad aumentare la “suspense” ed a far crescere il desiderio quasi percepibile fisicamente nella sala del circolo, iniziano a scendere facendo cadere il purpureo slip ed il biondo pube di Kristine, dello stesso splendido colore dei capelli, viene così finalmente sfacciatamente esibito alla vista dell’intera sala mentre una vampata di calore arrossa le guance della ragazza.
Completamente nuda, vestita solo dei suoi sexy sandali a tacco alto, una corta collana di perle e degli orecchini delle stesse perle, il tutto del medesimo colore azzurro/verde dei suoi occhi, che sul suo splendido corpo ambrato da un’abbronzatura integrale senza alcun segno di costume, mettono in evidenza ancor più le curve sinuose dei fianchi, gli eretti e sodi seni con i loro ritti capezzoli resi turgidi dalle sensazioni che la giovane prova, le lunghe e magnificamente tornite gambe che si muovono felinamente, le morbide e vibranti curve delle natiche che si esaltano nel suo caratteristico armonioso muoversi, il tutto unito in un insieme di proporzioni perfette a formare un esplosiva miscela di femminilità che farebbe, o meglio sta facendo, rimescolare il sangue ad ogni maschio con la fortuna di poterla guardare così completamente spogliata.
Kristine sente il cuore batterle precipitosamente per un groviglio di sentimenti che come un turbine la fanno vergognare per essere così impudicamente esposta, la fanno gioire per la coscienza che l’esibirsi totalmente denudata suscita nel locale un’ammirazione ai limiti della sua immaginazione e non ultimo per la coscienza del piacere che sta suscitando in Robert la visione del suo corpo nudo.
Tale piacere si accentua quando il suo “possessore” mentre con la sinistra tiene in pugno il rosso costume di cui l’aveva così abilmente e voluttuosamente spogliata qualche attimo prima, con la destra la prende gentilmente per mano e la spinge delicatamente, rimanendo scostato da lei ma non lasciando che il contatto fra le loro mani cessi, quasi sul bordo della pedana verso il gruppo più numeroso degli ufficiali quasi ad esporla ed esibirla ulteriormente.
Robert tenendola sempre delicatamente per le dita le fa quindi unire entrambe le mani alte sopra il capo portandole leggermente all’indietro, movimento che produce un lieve allargamento del torace e mette in ulteriore maggior risalto il seno della ragazza che, a seguito del respiro un po’ accelerato dall’emozione, si alza e si abbassa esaltandone la bellezza; con il semplice movimento della sua mano, subito assecondato da Kristine ormai in preda alla voluttà della propria esibizione che la percorre da capo a piedi tramite piccoli brividi di piacere; la mano di Robert la invita a roteare lentamente e languidamente su se stessa al fine di permettere che i numerosi sguardi presenti frughino sensualmente in ogni più piccolo anfratto e lungo ogni sinuosa curva della sua splendida nudità.
Kristine, con gli occhi semisocchiusi si abbandona languidamente al movimento impostole dal suo “vincitore” assaporando completamente la vibrante sensazione di essere ammirata, guardata, esplorata, indagata, spiata, perlustrata, rovistata, frugata dai mille occhi in sala che quasi sente scorrere su ogni curva del suo splendido corpo esposto in mostra come non lo era mai stato.
Mentre alcuni ufficiali, non potendo manifestarle la loro esaltata ammirazione nel modo che nel loro intimo avrebbero voluto, iniziano ad applaudire fragorosamente, seguiti poi da tutta la sala, Robert con un cenno si fa gettare un accappatoio di ciniglia dello stesso colore azzurro/verde dei suoi occhi, glielo fa indossare e la avvolge coprendo, con rammarico dei presenti che però continuano il loro frenetico battimano, la sua nudità, sussurrandole “è un po’ corto, ma alla vista del suo colore, che quasi si avvicina a quello dei suoi magnifici occhi, non ho saputo resistere e l’ho comprato con l’intento di donarglielo”.
A sentire queste parole Kristine rimane interdetta e, mentre si avvolge stringendolo a sé il morbidissimo tessuto dell’indumento per coprire quanto fino ad ora aveva fin troppo generosamente esibito, non può fare a meno di pensare come quest’uomo continuasse a stupirla e ad intrigarla.
L’accappatoio in realtà è solo una corta giacca che lascia completamente scoperte le sue bellissime gambe e che la obbliga, per coprirsi completamente l’inguine, mentre gli applausi continuano incessantemente e tutti gli ufficiali erano in piedi ad acclamarla, a tirare energicamente verso il basso la parte anteriore dell’indumento con la conseguenza che il retro non riesce a coprirle completamente le terga lasciando in vista, ed in modo estremamente sexy, l’ultima parte bassa delle sue natiche là dove queste si uniscono alle cosce. Nel rispondere con un elegante inchino del busto ai continui applausi si rende inoltre conto come il tessuto, sollevandosi anche solo di qualche centimetro, le scoprisse ulteriormente le dolci curve del sedere esponendo a chi le era dietro una buona parte di tale affascinante visione. Con estrema femminilità e calcolato languore si muove quindi sulla pedana in modo tale da essere sempre davanti a Robert ed ogni volta, e sono numerose in quanto il circolo è in delirio, che si inchina per ringraziare degli applausi è una maliziosa ed attraente offerta delle sue dolci rotondità posteriori che, ha modo di notare con intimo piacere, continuano ad affascinare il suo “conquistatore”.
Quando finalmente l’entusiasmo si placa Robert la fa scendere dal palco di esibizione e, indicandole la saletta da gioco, le comunica che vi avrebbe trovato gli indumenti per vestirsi che ha personalmente provveduto ad acquistarle subito dopo la partita e prima della sua esibizione, pregandola inoltre di accettarli come un omaggio alla sua bellezza ed alla sua disponibilità ad accettare le regole del gioco.
A Kristine pare addirittura di cogliere nel suo tono una vena di rammarico per averla sottoposta al pagamento della posta facendole ancora una volta riflettere su come sia incapace di prevedere i comportamenti dell’uomo nella stessa misura in cui non riesce a definire l’esatto colore dei suoi occhi che non è capace di togliersi dalla mente.
Si precipita nella conosciuta saletta da gioco, vi entra ed il cuore le balza in gola: su di una sedia fa bella mostra di sé l’elegante vestito che da mesi sognava di acquistare completo di sottoveste e biancheria intima di un’eleganza e qualità che non si aspettava, il tutto accompagnato da una mantella con cappuccio di pari eleganza e funzionalità. Spostando lo sguardo sul tavolo sente la sua emozione aumentare: un delizioso mazzo di fiori accompagnato dal seguente biglietto vergato in una precisa calligrafia da ufficiale di marina:
Cara Kristine
spero di essere riuscito ad indovinare i suoi gusti in fatto di vestiario, ma quello che desidero più di ogni altra cosa, sentendomi ancora in colpa nei Suoi confronti e non volendo che Lei interpretasse male questi miei modesti omaggi, è di poterle chiarire a voce i miei sentimenti durante una cena al Mill’s questa sera.
Fin da ora sono in ansiosa Sua attesa con la mia automobile, una Morris verde, davanti al mio Comando in Graffon Street 18.
Robert
Il Mill’s di Aberdeen è uno dei più esclusivi ristoranti della città; lo rilegge tre volte per imprimerselo nella mente; con estrema lentezza e minuziosità si riveste e si riassetta con l’intenzione di verificare, con consumata civetteria, quanto Lui è disposto ad aspettarla; addirittura attende completamente vestita che il suo cuore in tumulto si plachi un po’; indossa infine la mantella con il cappuccio ben rialzato a coprirle il capo e sgattaiola fuori della stazione cercando di non essere né vista né notata da qualche Ufficiale di Marina che sa in partenza per il mare aperto già dalle prime ore dell’alba di domani.
Cap. V^ – Serata a due
Quando finalmente giunge all’appuntamento nota come Robert non le manifesti alcun disappunto per il suo evidente e voluto ritardo, anzi lungo tutto il breve viaggio, Aberdeen dista solo 16 miglia da Stonehaven (25 Km circa per gli abitanti del continente), i due giovani conversano in modo brillante e divertente ed in piena naturalezza senza che quello che era accaduto tra loro nel pomeriggio provocasse il minimo imbarazzo, cosa che accentua il già intenso “feeling” fra loro.
Robert si dimostra un perfetto cavaliere assumendo il comando delle operazioni nel ristorante ed circondando Kristine di continue piccole attenzioni che la mandano in solluchero.
La fama della cucina del Mill’s è pienamente meritata e le scelte di Robert, solo antipasti di ostriche e di una varietà infinita di altri crostacei deliziosamente preparati, accompagnati da un leggerissimo vino frizzante, e seguiti da una serie di assaggi di primi piatti di pesce, sono quanto di meglio Kristine si aspettasse.
Quello che non aveva previsto è invece il fatto che l’uomo le apra il suo cuore in maniera così intensa e completa; fin dall’inizio della cena come lei si era spogliata fisicamente nel pomeriggio lui si denuda l’animo dichiarandole, con estrema semplicità e naturalezza, di essere innamorato da oltre un anno e di non avere mai avuto la capacità di esternarle i suoi sentimenti; il poker organizzato al circolo, ben sapendo della sua passione per tale gioco, è stato solo un espediente per poterla avvicinare e se le cose hanno assunto una piega così intensa se ne assume tutta la colpa e responsabilità in quanto non ha saputo resistere alla sua bellezza che non si aspettava così travolgente.
Si racconta mettendosi alla luce fin nel profondo facendola entrare nel suo mondo sensibile e delicato fatto di passione per le arti e la letteratura: è infatti appassionato di pittura ed ama soprattutto il rinascimento italiano mentre in letteratura è meno esclusivo interessandosi di più autori anche se le confessa di avere una predilezione per la scrittrice francese Marguerite Yourcenar di cui conosce quasi tutte le opere e ne descrive le più significative con estrema sintesi ma notevole capacità introspettiva, dimostrando una cultura ed un’apertura mentale inaspettata per un uomo formatosi alla scuola navale militare inglese; le confida di essersi arruolato in Marina soprattutto per la passione dei viaggi ed per il desiderio di conoscere nuovi mondi ed ambienti e di come poi nel corso degli anni si sia reso conto che il vero viaggio per la conoscenza si può fare soprattutto con la mente facendosi accompagnare dai grandi poeti o scrittori, per poi sognare di fermarsi in qualche tranquillo porto come gli occhi di Kristine.
Tutto ciò senza che questo suo concedersi richiedesse alla ragazza una contropartita o la inducesse ad assumere una posizione nei suoi confronti o ad esprimere i sentimenti che lei provava, ma solo per l’evidente piacere di donarsi a lei.
Inutile dire che Kristine lo ascolta affascinata sempre più, ed ora non più solo dai sui splendidi occhi che continuano a mandare dei lampi di intenso bagliore ogni qualvolta le accarezzano il viso; per tutta la serata conduce lui la conversazione, o meglio la avviluppa di parole impedendole, ma senza alcuna costrizione e senza l’ombra che lei ne sentisse l’esigenza, di esternare il suo stato d’animo o i suoi sentimenti; la conquista e la travolge in maniera ancor più intensa di quanto aveva fatto nel pomeriggio.
Le propone di concludere la serata ad un’esibizione di musica in programma nella nottata al Seaton Park della Old Aberdeen, ma lei con un sorriso:
guarda oggi è stata una giornata abbastanza impegnativa ed intensa (accentua molto quest’ultimo aggettivo), sono stanca preferirei mi riaccompagnassi a casa;
Robert regola quindi il ristorante ed escono nella serata che si sta trasformando in nottata; per proteggerla dai refoli di vento che provengono dall’atlantico le solleva il cappuccio della calda mantella e vi introduce le mani per sistemarglielo ulteriormente dall’interno, cogliendo poi l’occasione di sollevarle il viso e di baciarla delicatamente sulle palpebre chiuse, sull’angolo della labbra e, per la loro prima volta, in un intenso incontro delle loro bocche.
Si incamminano poi verso la macchina per il ritorno a Stonehaven e Kristine, ebbra di una dolce felicità, gli si stringe al braccio. Durante il breve tragitto in automobile rimangono in silenzio ciascuno ad assaporare al meglio la vicinanza dell’altro.
Giunti sotto casa di lei Robert l’accompagna alla porta, la stringe a sé baciandola delicatamente e le sussurra:
domani dopo lavoro, se vuoi, vengo a prenderti, ho i programmi delle manifestazioni di danza, musica, teatro e cinema fino alla fine dell’estate dell’intero nostro distretto, basta tu mi dica cosa preferisci e, sempre se ti aggrada la mia compagnia, ti ci porto;
hai pagato tu la cena e quant’altro, se vuoi salire ti offro almeno il bicchiere della staffa (era la prima volta che Kristine faceva salire nel suo appartamento un uomo solo e a quest’ora della serata, ma si rendeva perfettamente conto che il pericolo non era assolutamente lui, ma lei stessa);
Robert la segue docilmente ed entrano quindi nel piccolo appartamentino di Kristine che subito si rivolge a lui:
le bottiglie ed i bicchieri sono in quell’armadietto a vetri lì, serviti pure mentre io devo assolutamente rinfrescare, ti lascio solo un attimo e se intanto vuoi liberarti della giacca della tua “preziosa divisa” che questo pomeriggio mi hai negata mettiti pure comodo;
guarda che, come ogni altra mio avere, se tu la desideri puoi considerala già tua;
nei prossimi giorni ti prenderò in parola e ti chiederò di mandarmela (scherzando mentre si richiude nel bagno per l’agognata doccia);
Sollevata e rinfrescata, dopo essersi lavata e cosparso due gocce di profumo sul collo, Kristine si avvolge in un lungo ed ampio asciugamano che la fascia interamente fin quasi a sfiorarle i piedi e che fissa sovrapponendone i lembi e fissandoli nell’incavo dei seni; soddisfatta esce dal bagno e si trova davanti, sulla sedia, ben sistemata in ogni suo più piccolo componente la bianca divisa da tenente di vascello che ben conosce; con un certo fremito gira il capo per scorgere, mentre un sorriso di malizia le increspa deliziosamente le labbra, Robert completamente denudato che la fissa con un whisky in mano; stavolta è lo sguardo di lei che estasiato percorre i tratti del viso, scende sulle atletiche spalle, si sofferma sul muscoloso torace, accarezza i fianchi, percorre la linea delle snelle gambe fino ai piedi per poi risalire centralmente fino al vigoroso membro che osserva spudoratamente nella sua evidente tensione verso di lei e non può esimersi dal chiedere con gaiezza:
ma oggi non sei ancora sazio di me?
signorina Kristine (mimando le battute di Alan) non so gli altri uomini della Royal Navy, ma credo che personalmente mi sarà ben difficile essere un giorno sazio della sua persona; credo però che oggi lei sia stata troppo soggetta all’azione degli occhi e non vorrei si sciupasse (posando il bicchiere e spegnendo la luce lascia la stanza illuminata solo dal soffuso e suadente chiarore dei punti luce notturni a pavimento) voglio che anche i tuoi splendidi occhi si riposino e che tu ti abbandoni solo alle sensazioni corporee del tatto;
Kristine, nella semioscurità, lo sente avvicinare e iniziare a strofinarle addosso l’asciugamano per asciugarla delle gocce d’acqua della doccia che ancora imperlano il suo corpo. Per facilitarli il compito alza le braccia le appoggia sul capo e si abbandona al tenero sfregolio della ciniglia. Al termine dell’asciugatura il debole sistema che sosteneva l’asciugamano è sciolto e basta che le mani si scostino lasciando libera la stoffa che questa silenziosamente vola sul pavimento lasciando ancora una volta il magnifico corpo completamento nudo alla mercé dell’uomo.
Kristine con un fremito per una frazione di secondo attende l’arrivo delle sue mani che le si posano sul collo e iniziano a scorrere sulle sue spalle in lieve rilassante massaggio mentre sente il solido membro iniziare una danza di strofinamento sulle sue natiche.
Le mani scendono lungo la schiena, aggirano le ascelle e le si stringono sui seni attirandola all’indietro facendole sentire il vibrante contatto di quasi tutto il corpo maschile dietro di lei. Mentre, sempre con le braccia appoggiate sul capo per evidenziare anche nella posizione il suo completo abbandono Kristine sente i polpastrelli maschili turbinare attorno ai suoi capezzoli che iniziano ad indurirsi dall’eccitazione mentre la bocca di Robert, con continui piccoli baci e lievi morsicature di labbra, le è sulla nuca; mentre le dita con il loro incessante lavorio hanno fatto ergersi le punte dei seni la bocca dell’uomo, intervallando baci e carezze con la lingua e facendola fremere di piacere, le sta percorrendo verso il basso la spina dorsale e giunge fino all’inizio del taglio fra i glutei;
Dalla posizione delle labbra e dalle sue mani che ora le stanno accarezzando il ventre appena sopra l’inguine la ragazza intuisce che l’uomo le si è accovacciato ai piedi come in una posizione di assoggettazione alla sensualità del suo corpo facendola emozionare.
Le mani di Robert si spostano sulla dolce curva dei fianchi mentre le bocca inizia a tormentarle con dei piccoli morsi indolori la soda carne delle natiche; ebbra di sensazioni sente poi che le labbra si stanno spostando dalle “dolci rotondità posteriori” verso la zona anteriore del pube.
Le mani dell’ufficiale ai suoi piedi le giungono poi sui glutei serrandoli saldamente, quasi a prendere definitivo possesso mentre anteriormente i baci stanno diventando sempre più intraprendenti affondando nel biondo pelo pelvico e circumnavigandole le grandi labbra vaginali.
Stordita di voluttà lascia il suo stato di abbandono ed affonda le mani nella capigliatura dell’uomo assecondandone il continuo movimento sul suo basso ventre e stringendolo per farlo penetrare ulteriormente; sente poi l’uomo che afferrandola ancor più saldamente nella bassa curvature delle natiche la solleva e la porta ad appoggiarsi con la schiena al muro della stanza stringendola in una tenera morsa fra la parete ed il suo corpo.
I baci sono ora sul seno e le labbra cercano i capezzoli iniziando a succhiarli alternativamente; le mani, facendole divaricare le gambe ed inducendole le stesse a cingergli le reni, la fanno scendere posizionando l’apertura della sua vagina sulla punta della turgida verga ormai tesa allo spasimo; mentre le due bocche freneticamente si cercano in un avido profondo bacio Robert delicatamente la fa scendere ulteriormente penetrandola sia con la lingua che con il pene e, coordinando il movimento sussultorio dei due organi che la ragazza sente vibranti dentro di sé, la fa impazzire nell’intenso attimo dell’orgasmo reciproco.
Nel riprendersi dallo stordimento sente che le forti braccia maschili la stanno delicatamente posando sul letto e tutto il corpo dell’uomo le si distende vicino sfiorandola delicatamente il fianco.
Al rumore del respiro leggermente affannoso per il piacere appena raggiunto i due giovani con le dita di una mano intrecciate fra loro assaporano l’ennesimo loro momento di felicità condivisa.
Non appena la tensione estatica tende a scendere Robert riprende a far decollare nuovamente l’emotività della ragazza iniziando a baciarla dolcissimamente sui lobi delle orecchie, sull’attaccatura frontale dei capelli, sulle palpebre chiuse, sul dorso del naso e nell’incavo della sua congiunzione con gli zigomi, appena sopra il labbro superiore, nell’angolo della bocca, sotto il mento, sulla delicata pelle del collo, sulla dolce depressione del taglio fra le poppe, sul morbido petto che ormai stanno ansimando di voluttà, sui capezzoli che inizia dolcemente a succhiare mentre Kristine con un movimento quasi condizionato apre in un ampio gesto le braccia allungandole sul letto e distendendole le dita delle mani, innalzando in alto i seni offrendoli ulteriormente alla bocca dell’uomo; mentre continui brividi sensuali le percorrono la schiena senta la mano destra maschile posarsi sul pube ed iniziare con i polpastrelli ad accarezzarle le sue più intime carni mentre la sinistra le si infila sotto, le avvinghia il sedere e con un dito fruga fra i glutei e si introduce delicatamente nelle recondite profondità; la sua libido stimolata sapientemente sui capezzoli, nella penetrazione anale e nel titillamento vaginale sta vorticosamente salendo alle stelle; quando però arriva al punto quasi culminante sente la mano sul pube ritrarsi e dileguarsi per l’attimo che le impedisce di raggiungere l’acme; subito dopo le avvinghia nuovamente il biondo cespuglio riprendendo il suo voluttuoso gioco di dita e rifacendola volare nuovamente fin quasi all’attimo culminante per poi dileguarsi nuovamente; tale gioco viene ripetuto alcune volte facendo vibrare il fremente corpo femminile fino allo spasimo che induce la ragazza, ogni volta che la mano si allontana, ad inarcare violentemente le reni ed ad innalzare all’aria il pube in una ricerca famelica di solida soddisfazione fino a che l’uomo si decide a distendersi sopra di lei e, afferrandosi ai seni che stringe in tutta la loro interezza, la penetra con vigoria placandole la fame pelvica e trasportandola nuovamente al culmine del piacere.
Ora è lei che nel rilassamento orgasmico conseguente gli cinge con un tenero abbraccio il collo gli trascina giù il viso, con gli occhi nocciola/verdi languidamente chiusi, portandoselo continuamente alle labbra per riempirlo di baci fino all’amplesso profondo e prolungato delle loro bocche.
Dopo una breve pausa, con la sua libido femminile a lungo mortificata e compressa e finalmente da lui fatta esplodere nelle esperienze del pomeriggio, prende decisamente l’iniziativa supinandolo ed accarezzandolo sul viso e sulle spalle con le mani, strusciandoli contro tutto il resto del corpo la soda voluminosità dei suoi seni, le morbide curve dei suoi fianchi, le tenere carni delle sue cosce e chinandosi poi a baciarli delicatamente il membro e tutta la zona pelvica gli fa risorgere la forza vitale del desiderio (più realmente che metaforicamente in quanto la bramosia di lei, almeno nell’animo, non lo aveva mai abbandonato); sentendolo e vedendolo vibrante e teso al punto desiderato gli si accavalciona sopra con il busto ben eretto per permettergli di avvinghiarle e stringerle i capezzoli frementi al vento e si fa penetrare, o meglio soddisfa la sua concupiscenza avvolgendogli la verga con la vagina, indi con la forza delle cosce, poggiando sulle ginocchia, iniziando lentamente e via via aumentando delicatamente il ritmo, si produce in una dolce danza sussultoria che trascina entrambi ed all’unisono nell’empireo della voluttà assoluta.
Esausta e sfiancata dalla sua stessa imprevista carica sessuale Kristine si abbandona al fianco dell’uomo che sente ormai ineludibilmente “suo” tenendogli, quasi a simboleggiarne fisicamente il possesso, il palmo della mano abbandonato sui muscoli pettorali e lasciandosi cullare dalle sensazioni del momento che la stanno librando in un mondo paradisiaco.
Con stupore ed un po’ di apprensione sente l’amato corpo maschile muoversi nuovamente verso di lei e le fantastiche mani dell’ufficiale tornare a posarsi sulla sua pelle per un ennesimo dolcissimo attacco.
Al limite ormai della sua resistenza fisica gli cinge il capo in un affettuoso abbraccio e gli sussurra all’orecchio:
amore sei inesauribile, ma come fai? (con tono esageratamente stupito);
forse sono state le ostriche afrodisiache (chiosa ironicamente lui) o molto più probabilmente era oltre un anno che desideravo una serata come questa (con tono più romantico e sensuale);
ascolta (strofinandoglisi addosso come una gatta che fa le fusa) io normalmente mi addormento sempre prona quindi adesso mi sodomizzi come ben sappiamo sai fare tu, così io mi abbandono senza far nulla e poi continui a fare ciò che vuoi di me; non rovinarmi però gli occhi che domani mattina voglio continuare a guardarti ed adorarti;
tesoro scusami non voglio assolutamente importi niente di più di quello che anche tu desideri (allontanandosi da lei);
tenente! (fermandolo con la mano e trascinandoselo di nuovo addosso e con tono ironicamente solenne) se non fa immediatamente quello che le è stato ordinato, mi riterrò profondamente offesa! mi convincerei inoltre che comincio a non piacerti più; ne potrei morirei lo sai? (scoccandogli un dolcissimo sorriso e pronosupinandosi);
Convincendosi di non avere altra scelta, ammirando ancora la morbida e flessuosa schiena con le rotonde terga che Kristine per l’ennesima volta gli offre Robert le trascina sotto le pelvi i due grandi e morbidi cuscini facendo rialzare ed ergere spavaldamente, dal piano su cui è languidamente abbandonata, le natiche della ragazza; teneramente le massaggia i glutei divaricandone con dolcezza il solco per metterne in evidenza la profonda nascosta cavità nella quale poi delicatamente penetra in una vampa di piacere senza peraltro che Kristine se ne renda conto in quanto si è già serenamente addormentata piena del “suo” uomo.
…eeeiiiiiiiiiii …eeeiiiiiiiiiii… eeeiiiiiiiiiii … il suono stridulo, incessante e ripetuto della sveglia fa emergere Kristine dal placido sonno profondo e mentre allunga la mano sinistra sul comodino per cercare, senza trovare nulla, il pulsante per fermare il tormento …eeeiiiiiiiiiii …eeeiiiiiiiiiii (porc…ma dov’è finita sta’ sveglia?”) si ricorda della giornata precedente e subito l’altro braccio scatta a perlustrare la parte di letto libera (“…dov’è Robert? …se n’è andato? …perché?? ….non sarà mica un bastardo!? …no! è impossibile!) …eeeiiiiiiiiiii …eeeiiiiiiiiiii …di nuovo a cercare la sveglia …eeeiiiiiiiiiii… eeeiiiiiiiiiii … (“…bastaaaaa!!! …smettila!! …dove seiiii?”) …eeeiiiiiiiiiii …eeeiiiiiiiiiii… eeeiiiiiiiiiii …
Finalmente si alza rendendosi conto che la sveglia sta suonando dalla cucina …eeeiiiiiiiiiii …eeeiiiiiiiiiii… eeeii con un gesto deciso la ferma accorgendosi che sta borbottando la teiera annunciando che la sua preferita bevanda mattutina è già pronta.
Il tavolo è imbandito: fette biscottate, pane fragrante appena acquistato, brioche ancora calde da forno, burro, marmellata e faticosamente nella mente, ancora un po’ appannata dal sonno, cominciano a formarsi i pensieri:
“Robert, diavolo d’un uomo, mi ha preparato la colazione coordinando la suoneria con il temporizzatore della teiera per farmi svegliare e trovare tutto pronto, devo solo versare il tè e mangiare…“ (addentando una brioche che apprezza particolarmente) “…oddio… fiori!!! “ (raccogliendo un delizioso mazzo di fresie e fiori di campo) “…hooo…” (tuffo al cuore) “…c’è un suo biglietto…” (freneticamente lo apre e lo legge):
Kristine, dolcissimo mio amore
il lavoro mi impedirà di vederti fino alle 16.00, ma non illuderti di non trovarmi in attesa alle 16.05 sotto casa tua; nel caso tu volessi ancora vedermi ho già predisposto una serie di programmi per trascorrere la serata che non ti descrivo dettagliatamente per solleticare la tua curiosità: cinema, musica, teatro, passeggiata sulla scogliera, al parco in relax totale chiacchierando o in silenzio assoluto, tutto quello che vuoi, scegli tu, a me basta esserti vicino
tuo Robert
Kristine sorride dall’emozione e comincia a pensare che quel famoso giro di poker forse l’hanno vinto entrambi e le sue quattro donne sono state tutt’altro che perdenti.
“io quasi quasi mi vesto e vado a trovarlo in ufficio…”

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