il cartello

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Camminavo lungo una strada affollata, quando mi ritrovai davanti un negozio senza alcuna insegna, solo un cartello con una dicitura, “baci e piacere per una lieta giornata”.
Entrando un’odore mi inebriò i pensieri, non vidi nessuno, il corridoio di fronte a me si perdeva nella sua
lunghezza. Un altro cartello: “baciala e scoprirai cos’è”. Dalla porta adiacente uscì una mora formosa che mi tolse i pantaloni dicendomi di procedere. Feci una decina di passi, trovai un vano che attirò il mio pene al suo interno, non appena lo inserii, una colata vischiosa cosparse tutto il mio attrezzo, ritraendomi ebbi modo di appurare che mi si era stato versato del miele… perplesso continuai a camminare, dal pavimento ad un tratto spuntò un’acida vecchia ma ancora molto bella che ripulì per benino tutto, subito mi spinse dentro la botola da dove uscì lei, questa scaletta mi dava la possibilità di scendere, piano piano, scesi, ero soprappensiero, quando smisi di pensare guardai giù. Vidi una decina di donne che tenevano le gambe spalancate facendo ben attenzione che le loro vulve boccheggianti si indirizzassero verso i miei occhi. Alla vista il mio pene si rinvigorì, battendo su ogni gradino che rimaneva da fare. Appena appoggiai i piedi a terra una di loro si fece trovare sotto di me accogliendomi tra le sue cosce. Mentre piegavo le ginocchia l’uccello entrava nella sua vulva. Un’altra si avvicinò, si aggrappò alla scala e mi riempì la faccia con la sua fregna. Mi rialzai mentre ricevevo baci su tutto il corpo, venni condotto in una zona predisposta alla preparazione (come indicava un cartello). Entrò una splendida donna accomodante che con un unguento massaggiò il mio pene, tirandolo, allungandolo lo strizzò tutto così di dolce con un’esperienza appassionante.
Non appena terminò ne entrò una seconda che prese ad occuparsi dei miei capezzoli, rammollendoli dolcificandoli di un liquido profumato. Si trasformarono così belli che non si trattenne dallo strizzarli. Entrò una terza che si occupò del mio ano bagnato, e docile prese con le sue dita esperte a palparlo, e con colpetti di invidiabile perizia lo allargava sempre meglio.Terminò il suo compito, mi baciò piedi-mani e bocca e se ne andò.,Stavo fermo in attesa che arrivasse qualcuno ma niente accennava a capitare.
C’era una poltrona, andai a sedermici compiaciuto. Non so come mi ritrovai nudo completamente, nel pensiero la poltrona prese a muoversi entrando in un tunnel buio. Si accese una scena zoomorfa dove si accoppiavano un uomo dalla testa di cavallo con un sesso enorme e una donna che metà cerbiatto urlava appassionata il piacere che provava. Tutt’intorno uomini lupo si davano da fare con altrettante donne, che avevano fattezze da gatta. Le scene a cui assistivo non mi davano il tempo di pensare, mentre la poltrona procedeva, si spensero le luci dal mio di fronte e se ne accese una nuova, potevo vedere chiaramente un amplesso dallo stretto punto di vista del pene. Guardavo come si avvicinava alle porte della fica, come si strusciava e la plasticità dell’atto. A quella scena ne conseguì un’altra che vedeva protagonista un serpente, che esperto si dava da fare nel provocare orgasmi nella figa complice della bella signora. Una scena concentrò su di un capezzolo grondante della donna, subito il serpente venne fuori dalla figa per leccarne il liquido che ne usciva. Ad un tratto la poltrona prese a vibrare, mi trovai di fronte ad una donna, che seduta su di una poltrona come la mia, si masturbava in un evidente delirio di piaceri profondi. Non appena si accorse della mia presenza mi si scaglio contro leccandomi dappertutto-introdusse il mio pene nella sua fregna delirante e mi assalì un brivido, che mi trasmise le sue sensazioni. Divenne duro e grosso dentro di lei tanto da fargli male, essa si calmò del dolore ma la poltrona prese a vibrare più forte, non seppe resistere nel fare centimetri su centimetri sul mio pene enorme. Godeva di piacere, Venne,e riempiì il mio cazzo del suo umore. La donna voleva bersi il suo succo. Dopo poche boccate il mio sperma si unì al suo in un esplosione che la saziò e la fece placare. Le due poltrone si unirono e ripresero a muoversi, portandoci in un luogo pieno d’acqua, ci lavammo sotto splendidi getti d’acqua tiepidi che rinfrancarono i nostri Sensi. Questa guardava fissa davanti a lei come ipnotizzata, io ancora eccitato godevo sgocciolando dal mio uccello nel pensare cosa ci aspettasse ancora.
Come su delle montagne russe un video ci riportava alla realtà. Si riprese del tutto la donna accanto a me, che ritrovò le parole e mi fece una domanda chiedendomi se c’ero mai stato. Di tutta risposta affermai di si, (anche se non era vero), mi chiese ancora che cosa sarebbe accaduto, gli risposi distinto, che ci saremmo trovati in una stanza dove avremmo ascoltato orgasmi di ogni tipo, e così fu. Una stanza morbida in ogni suo aspetto. Appena scendemmo dalle poltrone scomparvero lasciandoci in balia di tutti quei gemiti. La donna non resisteva fra le gambe e mi prese la testa infilandosela tra le sue cosce calde. non resistetti affatto nel leccargliela tutta quanta, era rabbiosa di piacere, sembrava che godesse ogni parte del suo corpo, appena vide il mio uccellone cosi grosso-enorme tanto da somigliare al cazzo del mostro metà cavallo, volle subito sedercisi sopra. Si ammansì all’istante provando un profondo amore che rivolse al mio cazzo. La volutta la pervase di nuovo! Godeva ormai stùpida da tutto e mi assalì la voglia di fottermela, la presi rigirandola facendo lavorare il mio arnese che non correva il pericolo di uscire. Facevo lunghe passeggiate dentro di lei, che apparentemente mansueta non voleva perdersi nemmeno un attimo di godimento. Andammo avanti per più di un ora, fin quando i gemiti si fermarono e arrivò un ondata di aria calda che mi indusse ad estrarle il pene e scaricarle in bocca tutto ciò che si era accumulato dentro. Un lungo suono acuto non ci dette il tempo per rilassarci, questa mi abbraccio ed io feci lo stesso, entrarono due persone un uomo per lei e una lei per me, e ci condussero in due posti differenti. Ritrovai la poltrona mi sedetti e la donna mi chiese se desideravo continuare, ci pensai e conclusi che poteva bastare, allora la donna mi si avvicinò marchiò a fuoco un rettangolo in una parte poco in vista del mio corpo, mi salutò soavemente e mi accompagnò all’uscita dove incontrai la donna che aveva condiviso con me l’avventura.
Ci guardammo in faccia senza batter ciglio, lei mi invitò a casa sua per una tazza di thé, rimasi a casa sua tutto il giorno fin l’indomani mattina.
Avevamo deciso di tornare in quel luogo per continuare la nostra esperienza, ma la vetrina non c’era più, al suo posto un muro con affisso un cartello: baci e piaceri per……. FINE
la storia presente vuole stimolare l’atto sessuale. al contempo tiene prettamente a fantasie totali, quindi impensabile nella realtà quotidiana. Premessa…. licenza poetica cosparsa Sagoa N.

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