il genio Giovanna

Ehh,già, l’amore….
Sara, non avrei mai pensato , quel culetto che vedevo muoversi in palestra, che sognavo di sfondare in ogni modo possibile, oggi, è la mia donna, anzi, la donna che mi ama.
Si, perchè, dopo quasi due anni , nulla potrebbe andare meglio..
Luglio, decidemmo di andare al mare una settimana, e prenotammo un albergo a tre stelle, molto modesto
quasi in riva al mare, volevamo trascorrere una settimana d’ozio;
la sera prima di partire invitammo a cena le solite due coppie di amici, più la solita amica single, Giovanna.
Consapevole del nostro rapporto, dopo qualche bottiglia di vino, Giovanna cominciò a raccontare di quante coppie consumino tradimenti, se pure affiatate, proprio durante la settimana di ferie al mare,
Lucia e Giovanni cominciarono a darle man forte, mentre Lita e Roger stavano dalla nostra parte;
Non fu lunga la strada che portò al ‘gioco’ della confessione sulle fantasie di ognuno di noi.
Prima Lucia, parlò semplicemente di farsi una donna, era da sempre una fantasia repressa; Giovanni invece avrebbe sempre voluto una donna xxxl; Lita e Roger sorprendettero tutti, dichiarando senza problemi di frequentare locali di scambisti da diverso tempo…..dopo qualche minuto di racconti e spiegazioni,
eravamo tutti in preda all’eccitazione….ma mancava Giovanna.
Arrivò il suo turno, e riuscì a sorprendere tutti ancora di più; si alzò dalla sedia, si dirisse verso Roger,
gli aprì i pantaloni sotto gli occhi arrapati ed increduli di tutti e disse “io ho sempre sognato di farvi tutti e tutte, contemporaneamente, ho sempre visto nei miei film un’orgia tra noi amici”
Afferrò l’uccello di Roger, e, davanti agli occhi visibilmente eccitati di Lita, comincio a succhiare emettendo rumori di bava che salta ovunque, sembrava non vedesse un uccello da vent’anni, e mentre succhiava esclamava:”tenetevi pronti che tocca a voi due, dopo”…
Stupito, ma curioso ed arrapato, guardai Sara, e riuscii a dirle , pensando quasi in modo altruista,…:”se vuoi, Giovanna me lo succhierà, e per par condicio tu puoi succhiare l’uccello di Roger……”
Giovanna si voltò, prese per mano Lita, la portò da me, e cominciarono a succhiare la mia asta sotto gli occhi ancora increduli di Giovanni e Lucia, che, dopo aver capito in quale situazione si trovavano, preferirono andarsene a casa, cosa, che ,a tutti noi in preda al delirio dell’eccitazione, al momento quasi nemmeno notammo.
Mentre Sara e Lita pensavano al mio piacere, Giovanna continuava con Roger, la vedevo mentre lo cavalcava pienamente soddisfatta ed appagata nel riuscire a trasformare in realtà un suo sogno;
Sara ad un certo punto lasciò solo la bocca di Lita sul mio uccello, e si spostò verso gli altri due,
la vidi prendere da dietro Giovanna mentre cavalcava, cominciò a leccarla a partire dal collo mentre le stringeva quei due seni non proprio perfetti, ma gonfi come fossero stati due coglioni in procinto di sborrare;
Nel frattempo Lita si distese, si mise tre dita in quella fichetta che ne avrebbe di certo accolte molte di più,
e fece posto al mio uccello, così cominciai a fotterla, davanti agli occhi di Sara, che continuava a fissarmi con approvazione….fino al momento in cui, finalmente, Giovanna si prese una pausa per staccarsi dalla nerchia di Roger, sulla quale Sara non esitò a fiondarsi……la vidi succhiare con una foga tale che quasi non respirava, più la guardavo, più l’uccello mi diventava come il marmo, cosa che faceva godere non poco quella zoccola di Lita.
Nel frattempo, Roger alzò tirando per i capelli la mia compagna, le infilò la lingua in bocca ed un dito nel culo, cosa che Sara adorava in particolare, era abitudine infatti che, prima di incularla, generalmente le slargavo il culo a dovere con un dito mentre mi succhiava l’uccello….
Poco dopo Roger si accorse che quel culo voleva ben altro;prese sara e la lanciò sul divano, la mise a novanta gradi e mentre lei mi sorrideva e cercava da me uno sguardo d’approvazione, lui, la penetrò nel culo senza fatica; non aveva un uccello mostruoso, era praticamente come il mio, ma, Sara, sentendo un cazzo diverso da quello che prendeva sempre, cominciò ad urlare di piacere, tanto da sbavare.
Io, a vedere quella scena non potei far altro che girare Lita, quando, Giovanna, in quel momento libera,mi disse:”Se vuoi il culo di Lita, prima devi meritartelo….”
Cominciai a fottere Giovanna mentre Lita leccava tra il mio uccello ed il suo clitoride….dopo tutto quello che Giovanna aveva già fatto con Roger, non passarono nemmeno cinque minuti, e sentimmo tutti
un urlo d’orgasmo,saltò via dal mio uccello in preda alle convulsioni, distesa sul divano mentre continuava ad emettere gemiti…il merito era più di Roger, ma averla fatta venire mi trasformò definitivamente l’uccello in un blocco di marmo.
Roger continuava a fottere la mia Sara nel culo, lei tra bave e lacrime godeva come non l’avevo mai vista godere prima;io presi Lita, cominciai a fotterla nel culo con tutto il peso del mio corpo, urlava di piacere e di dolore,e, ad un certo punto sentimmo Sara dire a Roger:”Non sborrare, la voglio tutta in faccia”.
Pensai fosse buona idea ricambiare il favore, per cui interrompemmo la fantastica inculata , mettemmo le due meravigliose compagne sedute una accanto all’altra e cominciammo a masturbarci per poter regalare loro il momento che desideravano….e così in breve tempo partirono due sborrate da campionato dirette sui loro visi, entrambi ne avevamo a sufficienza per tutte e due.
Appena fatto, cominciarono tra di loro a leccarsi i visi.
Giovanna, stremata sul divano, aveva assistito ed era però l’unica rimasta senza la sua sborra, così mi venne un’idea:”che ne dite se tutti e quattro premiamo la fantastica idea di Giovanna per questa fantastica serata?”
In men che non si dica, Giovanna aveva la lingua di Lita in bocca e quella di Sara nelle fica, sarebbe stato così fino al momento in cui io e Roger saremmo stati in grado di tornare all’opera, cosa che a me riuscì in tempo record, a causa dell’eccitazione di quella serata così ‘diversa’;così ebbi l’onore di assaporare anche il culetto , di quella cagna di Giovanna…
Poco dopo, Roger le infilò l’uccello in bocca, mentre io la inculavo,in parte a noi Lita e Sara erano impegnate in un sessantanove spettacolare per gli occhi.
Ad un certo punto, Roger si tolse dalla bocca, e per quanto avesse già sborrato, riuscì ad imbrattarle a dovere la faccia, immediatamente dopo io, decidetti di non replicare, ma rimanere dove fossi, e le tirai un clistere di sborra che ancora oggi mi ringrazia.
Dovette finire da sola, e ci mise ben poco, altro urlo ed altre convulsioni, subito dopo aver visto (e sentito)
le altre due venire praticamente contemporaneamente leccandosi a vicenda.
Occasionalmente, ancora nudi e con la sborra ovunque, andammo tutti e cinque nella terrazza sul retro a fumarci una sigaretta (gli unici fumatori della compagnia erano Giovanna e Lita), tutti divertiti e felici per la serata, poi, a turno, andammo a farci una bella doccia, prima Roger e Sara, poi io insieme a Lita e Giovanna…
Finite le docce, Sara mi raccontò che Roger ne aveva ancora, e lei era riuscita a farlo sborrare nuovamente, da dietro l’aveva scopata fino a riempirle la fica; Giovanna ribattè che, a fatica, insieme a Lita, tra leccarmi le palle e l’uccello un pochina di sborra ancora me ne avevano tirata fuori.
Dormirono tutti a casa nostra, ci svegliammo presto per prepararci per la settimana al mare,
Giovanna ebbe un’altra idea fantastica, chiese a me e Sara se avesse potuto unirsi a noi per qualche giorno,
decidemmo che sarebbe stato bello anche tutta la settimana…..
Così facemmo, vi racconterò dettagliatamente quella settimana a breve,
ovviamente partimmo già con l’idea di divertirci il più possibile, sfogando ogni fantasia, e non riuscimmo a stare ‘tranquilli nemmeno la prima giornata di ferie…”
Arrivati al mare, ci mettemmo a prendere il sole tutti e tre, e vicino ai nostri posti assegnati notammo subito una signora sui cinquant’anni, con qualche chilo in più, curata come poche, con due gambe sensualissime e dei piedi che avrebbe leccato chiunque, considerate che non sono feticista, ma due piedi così ammetto , sono irresistibili.
Notammo subito che non era accompagnata, in particolare nel come si comportava ogni volta che un venditore ambulante di colore si fermava per tentare la vendita, con un savoir faire fuori dal comune, tirava fuori una carica erotica degna di poche.
Non ci volle molto per far viaggiare la fantasia di noi tre, tanto che poco dopo ci ritrovammo, per merito del genio Giovanna, al bar della spiaggia io, Sara, Giovanna e Paola…..
quindi a breve vi racconterò di ..
GIOVANNA E QUELLA FANTASTICA SIGNORA

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