il giorno dopo

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Dopo l’incontro avvenuto ieri sera, a casa dell’altra lei, che tanto piacere ci aveva dato ad entrambi, comincio’ a prendere sempre piu’ corpo in noi, la consapevolezza di essere giunti all’inizio di quella complicita’ che tanto speravamo di riuscire ad ottenere e che ci portasse a vivere e condividere momenti di assoluta passione e di piacere, tali da cementare sempre di piu’ il nostro amore e quel desiderio di partecipare insieme ad esperienze travolgenti, sia con il corpo che con la mente.
Il viaggio di ritorno da quella magica serata, si svolse tra commenti compiaciuti e il desiderio di riporre i nostri corpi esausti, nel NOSTRO lettone. Arrivammo ormai a notte inoltrata. Facendo attenzione a non disturbare tutti coloro che ormai da tempo erano tra le braccia di Morfeo, mettemmo la pandina a riposo nel suo posticino, in garage, e risalendo pian piano le scale,entrammo in casa. Il tempo necessario di svolgere le consuete mansioni di preparativi della notte, in men che non si dica, ci ritrovammo avvinghiati sotto quel caldo piumone. Ma il pensiero di quanto accaduto, ci accompagno’ per l’intera restante notte, tanto che al nostro risveglio, avevamo una grandissima voglia di fare l’amore. Ma….. volemmo rimandare, visto che la mattinata ci vedeva impegnati in cose gia’ programmate e da svolgere. “Aspettiamo che arrivi il pomeriggio, amore mio”… le dissi con un po’ di rammarico….. “ma vedrai che ne varra’ sicuramente la pena”….. continuai, fiero e consapevole di quanto potesse poi accadere.
Presi dai rispettivi impegni, lei si occupò delle faccende domestiche restando a casa in attesa del mio ritorno, mentre io mi recai alla fiera dell’elettronica che si svolgeva nel polo fieristico di Modena, a pochi passi da casa.
Centinaia di persone, già alle prime ore del mattino, si apprestavano a varcare la soglia di quei padiglioni, per poi diventare un vero fiume di gente, per la gioia di quei ‘mercanti’ che li attendevano, per proporre loro di ogni. Ed io, non disdegnai dal lasciarmi ‘condizionare’ da tale ‘incanto’.
Fatti i miei cauti acquisti, decisi che fosse giunta l’ora di tornare a casa. La mia mente non ne vedeva l’ora…
Giunto a casa, mostrai con soddisfazione, quanto da me acquistato : un tablet dedicato esclusivamente a tutto ciò che di trasgressivo potessimo mettere in atto …. un staffa portacellulare per poter effettuare degli ‘interessantissimi selfie’ …. uno stock di batterie adatte al funzionamento dei molteplici dildo, vibro, toys da noi posseduti…. insomma…. tutte ‘cosine utili’ al nostro …. ‘giochino’ !
Il pensiero di quanto accaduto la sera precedente, la voglia già presente fin dalle prime luci dell’alba e l’acquisto di tali oggetti per i palesi fini, fecero si che quella fiamma di desiderio che ci ardeva dentro, cominciò a trasformarsi in un vero fuoco di desiderio.
In casa però, avevamo la prole, quel bimbo ormai grandicello, e anche lui, in compagnia della fidanzatina. In quel momento, loro se ne stavano serenamente e comodamente sul divano, a godersi quel bell’impianto tv che qualche giorno fa avevo provveduto a realizzare, non curanti di quanto stesse accadendo intorno a loro. Erano totalmente immersi nella visione di quel film che catalizzava ogni loro attenzione.
“Andiamo in bagno, a vedere se ‘funziona’ la lavatrice?”…. mi disse lei sorridendo, …”oppure andiamo giù in garage a controllare la nostra pandina”? … proseguì con quel sorriso che continuava ad aumentare in quel suo faccino.
“No amore mio…” gli risposi….”salutiamo i bimbini che tanto si stanno divertendo e che non hanno proprio bisogno di noi, e ce ne saliamo su in camera. Ho proprio una gran voglia di fare l’amore con la A maiuscola !”
Non se lo fece ripetere neanche una mezza volta. Prese la mia mano, e con fare un po furtivo, ci apprestammo a raggiungere le scale.
Con fare sibillino, salutammo i ragazzi e proseguimmo per quel cammino che ci avrebbe condotto nella nostra tana dell’amore.
Chiusa la porta, eravamo in quello che era il nostro mondo, la nostra dimensione. La luce che filtrava dai lucernai era poca, ma tale da far intravedere i nostri corpi già senza abiti. Accendemmo la nostra lampada ‘magica’, che proiettava una moltitudine di piccole lucine colorate in ogni angolo della stanza. L’atmosfera era completa.
Questa volta, la presi con dolcezza e passione e la stesi comodamente sul nostro letto. Bello il nostro letto…. rotondo, di pelle bianca, e con sopra un baldacchino con teli a scendere di colore rosa e nero.
La baciai… tanto tanto, perchè baciarla è una delle cose che mi fa più impazzire e poi, da quelle dolci labbra mi staccai, per raggiungere quelle altre due labbra che mi aspettavano vogliose e che io non vedevo l’ora di assaporare.
Iniziai a leccarla e a baciarla tra le gambe. La sua schiena si inarcava ogni qualvolta succhiavo il suo clitoride che sentivo crescere attimo per attimo. Glielo succhiavo quasi come se gli stessi facendo un pompino (e l’immagine della cosa della sera precedente mi si materializzò piacevolmente in un attimo).
Più succhiavo, e con la lingua glielo leccavo e più la sentivo gemere di piacere, continuando ad inarcarsi sempre di più. E succhiavo, succhiavo sempre di più…. le sue grandi labbra, le piccole labbra.. . Tutta la sua vagina ormai era nella mia bocca.
La sentii finalmente sussurrare…”Godo amore…. godo”…. e simultaneamente oltre ad essersi inarcata ulteriormente con la schiena quasi a quarantacinque gradi, mi inondò del suo umore, del suo nettare che io proseguii a succhiare fino a quando lei non ne potette più. Qualche secondo utile a prendere fiato entrambi, che lei mi salì a cavalcioni, sul mio uccello pronto ad accogliere quell’adorabile vagina, ma… sopratutto lei, la mia dolce compagna di vita, ancora in preda di un estasi infinita.
Non passò molto che i suoi gemiti, ormai costanti, diedero vita a molteplici orgasmi che si susseguivano rapidamente. Non si contavano… e i suoi umori fuoriuscivano a flotte, inondando con quella calda rugiada, ogni parte presente del mio corpo dall’ombellico in giù. Non si può spiegare cosa si provi a tale situazione. Una vera apoteosi di piacere tale da farti da li a breve godere. E così fu. Venni impetuosamente, sfarfugliando qualcosa di incomprensibile. Durante tutto il coito, un brivido mi partiva dalla cute dei capelli fino alla punta dei piedi.
Esausti e soddisfatti, capimmo quanto sia favoloso ma sopratutto UNICO fare l’amore vero. Il piacere di giocare con altri partner, con la complicità di entrambi è qualcosa di bello, piacevole e gratificante.
Anche se riusciresti ad esaudire tutti i sogni nel cassetto che tu possa avere …. farlo con un trans…farlo con un’altra coppia… farlo in tre con un altro uomo o con un’altra donna… farlo in quattro, in cinque, in dieci.…. ma…. fare l’amore con chi ami veramente, resta la cosa più impagabile al mondo.
Grazie amore mio ….. Grazie di esistere ! .

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