il mio scopamico

Come ho conosciuto il mio scopamico.
Ciao, sono Antonia ho 27 anni e questa è la storia di come ho conosciuto il mio trombamico!
Sono laureata in storia dell’arte ma ormai sono anni che lavoro in una nota catena di supermercati. Sono alta 1,65 peso 70 kg sono biondina con una bella 46 e ho gli occhi verdi. Il mio lavoro mi porta spesso a fare turni che ben poco lasciano alla vita familiare, molto stressante da un lato, ma che di certo mi aiuta a mantenere il mio aspetto e il mio corpo slanciato.
Una sera, tra i tanti clienti che gestivo al box ho incontrato un ragazzo molto simpatico, era venuto per un reso, per mia fortuna era l’ultimo della giornata, così ho finito per farci una chiacchierata . Li per li non è successo nulla, mi era piaciuto questo ragazzo di nome Sam alto, scuro di capelli e dagli occhi scuri e profondi, così anche un sorriso beffardo ed intrigante, dal corpo asciutto e dai piedi lunghi (l’ho immaginato dal reso, da un 44 ad un 46) e con una simpatica barbetta. L’ho rivisto alla fine del turno, al bar mentre prendevo un caffè, li abbiamo ricominciato a chiacchierare, e cavolo quanta intesa è uscita fuori! Ho scoperto che faceva il corriere, portava pneumatici per una ditta di Viterbo, girava l’Italia (cosa che a me piace un casino!) con un furgoncino (cosa che magari lascia andare alla fantasia). Mi ha accompagnato al parcheggio, alla mia macchina e lui mi ha chiesto “vuoi vedere un posto?” Ho detto si, tralasciando che per me era uno sconosciuto. Siamo andati in un area archeologica li vicino, dove di notte si vedono le stelle più luminose, e li, complici le stelle la luna, tra un complimento ed una battuta è scattato un primo bacio, lungo, intenso, fu cosi che scoprii che aveva un sapore buonissimo, di miele, poi ancora un altro, un altro ancora, ma non di quelli innocenti, ma tanti di quelli da lingua in bocca, di quelli carichi di eros fino a che i giubbotti in quella sera di dicembre divennero inutili, le nostre mani cercavano e tastavano i corpi dell’altro, le sue mani calde e grosse erano finite prestissimo sulla pelle dei miei seni che sembravano fatti apposta per le sue mani, mentre le mie passavano con più timidezza dal petto alla patta dei pantaloni. Mi vergognavo un po’ perché non mi era mai capitato prima, che qualcuno mi piacesse così. Non volevo sembrare una facile, non volevo che dicesse in giro che aveva scopato una che lavora in quel supermercato, rovinando me, la mia famiglia ed il mio posto di lavoro, così in un attimo di razionalità gli chiesi di mantenere il segreto, che sarebbe rimasto tra noi. Ovviamente disse si, scoprendo tempo dopo che quello fu un si sincero.
Si slacciò i pantaloni, così da poter tirare fuori ed ammirare in tutto il suo splendore quel fantastico pene che era lì, tutto per me.
Ci volle una sua piccola sollecitazione a rompere la mia timidezza, così da prenderlo tutto in bocca, in una sola vogliosa volta; pensavo solo a quanto mi piaceva ed a quanto desideravo farlo ed essere li. Intanto lui gemeva e mi ripeteva di quanto fossi brava e troia, cose che mi eccitavano ad un ritmo crescente. Salivo e scendevo, non andavo oltre quella cappella rosa e saporita, per arrivare in fondo quasi arrivavo al dolore pur di prenderlo tutto in bocca, quasi fosse una sfida con me stessa, arrivare al limite e godere godere ancora. Mentre mi gustavo quel suo buonissimo cazzo, le sue mani si infilarono tra i miei pantaloni, ero a pecora su un sedile e ci mise poco a scendere con la mano sul mio culo, a tastarlo per bene e infine a solleticarmi la passerina, cosa che mi dava un piacere immenso; piacere che avvertivo anche con lui perché il suo pene già pregustava una fighetta alquanto desiderosa, bagnata, potrei dire “pronta all’uso”. Infatti dopo quel lungo e saporito preliminare non ci volle molto e mi indirizzò sui sedili posteriori; la notte era fredda, ero scesa dall’auto senza giacca, il mio corpo aveva avvertito il freddo ma nulla si era spento, anzi, sapeva che tutto doveva ancora succedere. Mentre impacciatamente mi spogliavo davanti a lui, lui si mise il preservativo (messaggio subliminale SEMPRE IL PRESERVATIVO ) la macchina si era appannata, gli chiesi , con la faccia paonazza come volessimo procedere, Sam mi guardò e mi disse sali sopra. Pochissime volte sono salita sopra, pochissime, ma quella ha battuto qualsiasi mia volta. L’ho baciato ancora per vincere l’imbarazzo, l’ho stretto forte a me, e ho premuto la sua testa contro i miei seni. L’ho sentito entrare come una mano in un guanto aderente, è stato bellissimo, il suo membro sembrava fatto apposta per la mia figa, ho goduto subito, incredula del piacere che provavo ed ancora non mi ero mossa!! Sotto la sua guida iniziai a muovermi tipo su e giù, alternato a davanti -dietro con il bacino, fu un turbine di godimento, mentre lo baciavo, ridevamo, scherzavamo, mi piaceva godere così e glielo dicevo apertamente, volevo mi dicesse quanto fossi brava e porca, che non aveva mai trovato una passera come la mia; che sensazione di pura estasi! È stato un continuo susseguirsi di piacere, mio e suo, quanto mi è piaciuto! ( se ci penso mi si bagnano ancora le mutandine!) poi non so come non ho trattenuto un orgasmo irrefrenabile, quasi violento. Avevo esagerato, avevo corso troppo, erano passati solo 35 minuti di splendido sesso! Non volevo arrivare subito, rallentai ma lui mi disse godendo “che fai? Dai godi, fammi sentire come godi, troietta” quelle parole furono la molla che mi fecero scattare. Altre piccole spinte e sentii un insieme di scosse pervadermi il corpo, gemetti come mai prima d’ora, avevo avuto fame di cazzo ed ora che ero piena e sazia, non ci credevo; mentre sentivo i muscolini della mia passerina stringersi attorno il suo uccello ancora carico.quasi avvertivo dolore perché oltre al latticello, si era stretta tutta, in più ero sfinita… Mi chiese ridendo “ti è piaciuto? ” risposi al limite della lucidità e del fiato”si ne voglio ancora, ma ora non ci riesco, mi dai un minuto? Posso ancora stare sopra? ” ripresi a baciarlo, a desiderarlo, fino a che incapace di altro splendido sesso, mi chiese ” vogliamo finire con un pompino?” Risposi di si, per due motivi, era tardi e non ce l’avrebbe mai fatta ad iniziare un secondo round. Ci volle poco, era quasi in dirittura d’arrivo, un paio di sali-scendi con le mani, saliva, bocca e lui arrivò in un getto copioso e vellutato, dal sapore dolce e lieve, che tenni in bocca un po’ perché mi aveva colto alla sprovvista, un po’ perché quel sapore a sorpresa mi era piaciuto tantissimo. Riuscii a berlo tutto, davvero tutto, tirò la testa indietro, accarezzandomi il collo e la testa, e mentre lui godeva a me sembrò quasi di arrivare con la bocca, tanto mi era piaciuto; mi alzai delicatamente da quella posizione che gli feci un gesto al limite del porno, mi leccai le labbra facendo segno che mi era piaciuto e stavo raccogliendo qualche goccia rimasta intorno la bocca. Scoppiammo a ridere, riprendemmo fiato, poi ritornammo al parcheggio dove ci scambiammo il cellulare, ci salutammo con un bacetto ed ognuno a casa.
Ora ci vediamo una volta ogni 8 giorni, la sera prima del mio giorno libero, così da finire la settimana in bellezza.
Ambra1985
(Messaggio subliminale SEMPRE IL PRESERVATIVO).

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