il pomeriggio che mi ha cambiato la vita

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L’ascensore come al solito non funzionava per cui Edmond si rassegnò a dover salire 4 piani di scale a piedi. Si incamminò sbuffando e rileggendo nella sua mente il messaggio che Erika, la sua ragazza, gli aveva inviato mezz’ora prima: “Dopo pranzo vai a casa delle ViPs che io appena finisco la lezione all’uni ti raggiungo lì così studiamo insieme”.
Le ViPs erano le 4 amiche d’infanzia di Erika ed avevano questo soprannome perché (oltre che essere l’unione delle iniziali dei loro nomi: Vanessa, Irene, Paola e Sara) erano talmente belle che quando uscivano in gruppo sembravano top model o attrici di Hollywood e tutti per strada si giravano a guardarle restando a bocca aperta; a differenza di quello che la gente pensava però non avevano affatto la puzza sotto al naso ma erano socievoli e simpatiche ed avevano subito “adottato” Edmond come loro mascotte al punto che frequentava casa loro molto spesso anche quando Erika non era con lui.
Una volta arrivato al quarto piano e suonato il campanello Edmond si trovò davanti uno spettacolo a cui ancora non riusciva ad abituarsi nonostante fossero passati 6 mesi dalla prima volta che era stato in quell’appartamento. La porta si aprì e sull’uscio si presentò una ragazza di una bellezza mozzafiato: lunghi capelli castani, occhi verde smeraldo, carnagione ambrata, indossava un top striminzito che a malapena riusciva a contenere un seno sodo e straripante e dei pantaloncini cortissimi che mettevano in risalto le gambe lunghe e affusolate.
Era Sara, la più dolce e timida del gruppo, che appena si trovò di fronte Edmond fece una faccia sorpresa e, dopo averlo salutato con un bacio sulla guancia e un sorriso, disse:
“ciao Ed, che sorpresa, come mai qui? Non dovevi andare a prendere Erika dopo le lezioni? Su dai, entra”
“no, veramente mi ha detto di venire qui, a te non ha detto niente?”
“no, non l’ho sentita per niente oggi”
“boh strano, mi aveva detto che avreste studiato insieme… ma sei sola? E le altre?”
“sono andate in montagna tornano stasera, Erika avrebbe dovuto saperlo sono giorni che non parlano d’altro!!”
Entrando Edmond notò che la tavola era ancora apparecchiata. Il suo cellulare squillò: era un messaggio di Erika che diceva: “scusa amore ho avuto un imprevisto arriverò più tardi, verso le 5”. Contemporaneamente anche il telefono di Sara squillò: era ancora Erika che le scriveva: “ciao Sarina ho dimenticato di dirti che sarebbe passato Edmond, io vi raggiungo alle 5 trattamelo bene mi raccomando”. Entrambi guardarono il telefono poi Edmond disse:
“hai letto?”
“sì”
“vabbè senti, a questo punto io vado via e torno più tardi, ti ho anche interrotto il pranzo almeno ti faccio mangiare tranquilla”
“ma sei matto? Non osare neanche pensarlo!!! Tu qui sei di casa, e poi ho finito sparecchio in un minuto e sono da te. Siediti qui e non ti muovere!!”
E ridendo gli diede una spintarella facendolo cadere seduto sul divano. Dopo qualche minuto lo raggiunse sedendosi accanto a lui, sollevò i piedini nudi e ben curati e li mise sulle gambe di Edmond; lo faceva spesso e lui si era abituato al punto che oramai neanche ci faceva più caso, eppure in quell’occasione appena sentì il contatto con la sua pelle cominciò ad agitarsi ed ebbe un’improvvisa erezione.
Cominciarono a parlare del più e del meno ma entrambi avvertivano uno strano imbarazzo e spesso si ritrovavano a stare in silenzio senza neanche riuscire a guardarsi negli occhi, infatti appena uno dei due fissava l’altro subito questi volgeva lo sguardo altrove. Sara si alzò di scatto come se avesse ricordato all’improvviso qualcosa di importante, e disse: “vieni con me devo farti vedere una cosa”.
Fece alzare Edmond e lo condusse tenendolo per mano in camera sua ma appena entrata nella stanza disse: “aspetta ho dimenticato di prendere il cellulare” e fece un brusco dietrofront andando a sbattere contro di lui che stava entrando. Rimasero così quasi incastrati sulla soglia, con i loro volti a pochi centimetri di distanza; Sara arrossì e scoppiarono a ridere imbarazzati, e poi senza neanche rendersene conto le loro labbra si unirono.
Fu un bacio rapido, durò forse meno di un secondo ma a loro sembrò un’eternità. Sara si morse il labbro e sembrava quasi volesse sprofondare per la vergogna mentre il volto di Edmond si rabbuiò, e dopo essersi schiarito la voce disse:
“scusa ma forse è meglio che vada via, non mi sembra il caso di rimanere qui… facciamo finta che non sia successo nulla, siamo solo andati a sbattere l’uno contro l’altra”
Sara aveva gli occhi lucidi e trovò il coraggio di parlare, seppure con il groppo in gola:
“no aspetta, per favore… lo so che è sbagliato e che non avremmo dovuto ma ti prego… se lo devi fare una volta nella vita fallo ora e fallo con me”
Edmond rimase immobile e impassibile per qualche secondo, perdendosi nei dolcissimi occhi verdi della sua amica, poi tra loro esplose improvvisa la passione con un bacio profondo e bollente. Entrarono nella stanza continuando a baciarsi e Sara si mise seduta sulla scrivania, togliendogli la maglietta e sfilandosi il top mostrando un seno perfettamente sodo; Edmond le baciò i capezzoli e lei rispose tirando giù i suoi pantaloncini e i boxer.
Appena si trovò davanti il suo cazzo durissimo lo prese in mano e sorridendo annuì compiaciuta, poi sfilò via il suo perizoma e scese dalla scrivania ancheggiando sinuosamente verso il letto e invitandolo a seguirlo; poi si sdraiò ed allargò le gambe iniziando a palparsi il seno. Edmond si buttò su di lei e iniziò a leccarle la figa infilando dentro tutta la lingua e mettendole un dito nel culo, naturalmente Sara si bagnò come non si era mai bagnata prima e la sua figa gocciolava umori che subito venivano leccati dalla vorace lingua del suo partner. La ragazza raggiunse velocemente l’orgasmo e si mise a sedere prendendo il cazzo in bocca e succhiandolo come un’assatanata, e quando sentì che era duro abbastanza e che stava cominciando a pulsarle in bocca si fermò e con lo sguardo gli fece cenno di metterlo dentro.
Eccitati come mai prima in vita loro i due iniziarono a strusciarsi furiosamente con il cazzo di lui che entrava sempre più in profondità nella figa bagnatissima di lei, che lo avvinghiò con le gambe stringendolo a sé come se volesse quasi costringerlo a venirle dentro. Dopo pochi minuti entrambi ebbero un orgasmo intensissimo e proibito e la figa di Sara venne completamente inondata di calda sborra e dopo essersi baciati teneramente entrambi si distesero sul letto.
Sara appoggiò la testa sul petto di Edmond, accarezzandogli la pancia, poi scoppiò in lacrime dicendo:
“scusami, è tutta colpa mia non dovevamo farlo… ora mi sento in colpa”
Lui le diede un dolce bacio e rispose:
“no, lo abbiamo voluto entrambi e siamo entrambi colpevoli, ma non mi importa perché è stato bellissimo”
Sorrisero e rimasero in silenzio per qualche minuto finchè Sara non prese con la mano il cazzo di Edmond cominciando a giochicchiarci un po’. Divertito, lui le chiese:
“ma che hai ancora voglia?”
“io ho sempre voglia, soprattutto con te… e poi non sono neanche le tre e mezza facciamo in tempo a farci una seconda scopata”
“anche una terza, perché no”
Accortasi che il cazzo era diventato subito duro Sara si mise a cavalcioni su di lui e lo lasciò scivolare nella figa.
Cominciò a strusciarsi avanti e indietro con movimenti sinuosi mentre Edmond le palpava e baciava il seno, aumentando il ritmo sempre più; erano già di nuovo eccitatissimi e pregustavano entrambi un nuovo intensissimo orgasmo quando all’improvviso lui si fermò e sbiancò in volto. Senza che si accorgessero di nulla alle spalle di Sara era comparsa la figura di una ragazza bionda, dal fisico statuario, con una maglietta che lasciava scoperto l’ombelico con il piercing e una minigonna mozzafiato. In altre circostanze lui avrebbe fatto salti di gioia vedendola ma stavolta non sapeva proprio come comportarsi: si trattava infatti di Erika, che era arrivata in anticipo di oltre un’ora entrando senza fare rumore e li guardava con un misto di rabbia feroce e incredulità.
Si buttò come una furia sul suo fidanzato tirandogli due ceffoni in faccia poi prese i capelli di Sara tirandole la testa all’indietro; la ragazza urlò per il dolore ma sentendosi in torto non si ribellò e chiuse gli occhi in attesa di essere picchiata. Con sommo stupore invece non arrivarono schiaffi o pugni ma il viso di Erika improvvisamente si addolcì con un sorriso, fece una carezza sul viso dell’amica e la baciò appassionatamente con la lingua. Poi fece una smorfia mettendosi a ridere e iniziò a spogliarsi mentre i due amanti si guardavano perplessi senza avere il coraggio di parlare.
Fu proprio Erika a rompere il silenzio:
“vedo che il mio piano è riuscito alla perfezione, certo che ce ne avete messo di tempo voi due eh?”
“ma di cosa parli?” chiese Edmond, mentre la sua ragazza ormai nuda saliva sul letto e cominciava ad accarezzare il corpo di Sara
“era tutto preparato, sapevo che le altre non c’erano per cui ti ho fatto venire qui con una scusa per farti stare da solo con lei… nella speranza di beccarvi a letto insieme!! Erano mesi che avevo questa fantasia, e ho tanta voglia di farlo in tre con voi”
disse mentre cominciava a masturbare la figa di Sara che, inizialmente timida, si lasciò andare e le baciò il collo e il seno.
“e se tra me e lei non fosse successo nulla?”
Erika rise:
“ma per favore!!! Vi conosco troppo bene… si vedeva da un chilometro che c’era attrazione tra di voi!!! Vi bastava soltanto l’occasione giusta… e poi solo un coglione non sarebbe saltato addosso ad una figa del genere, e tu non sei un coglione, vero amore mio?”
E lo baciò in bocca, prendendogli il cazzo in mano. Poi si sdraiò e disse:
“prima avete goduto voi, adesso fate godere me come una maiala!!!”
Edmond e Sara non se lo fecero ripetere e così mentre lui scopava la sua fidanzata lei si sedette sul viso di Erika in modo che potesse leccarle la figa, facendole sentire in bocca un sapore misto di umori vaginali e sperma della sborrata di prima. Dopo che le due ragazze ebbero raggiunto l’orgasmo si guardarono con uno sguardo d’intesa e sorridendo maliziose si lanciarono sul cazzone duro di Edmond leccandolo in contemporanea, succhiandogli le palle e stuzzicando la cappella con le punte delle loro lingue; dopo qualche minuto esplose in un orgasmo mai avuto prima, e le due porcelline si divertirono a prendere al volo con la lingua lo sperma che schizzava ovunque, per poi baciarsi e scambiarselo passandolo dalla lingua di una alla lingua dell’altra.
Esausti si sdraiarono tutti e tre sul letto abbracciati, ed Erika disse a Sara:
“è stato bellissimo, lo volevo da tempo… sei la mia migliore amica, abbiamo sempre condiviso tutto e volevo condividere con te anche il mio ragazzo”
Sara arrossì e rispose:
“Sì ma… le altre? Abbiamo sempre fatto tutto insieme… che vuoi fare, tenerglielo nascosto?”
Erika non rispose ma si limitò a sorridere, e i suoi occhi dicevano che sapeva perfettamente cosa fare… le altre tre amiche stavano per tornare a casa, e nulla sarebbe più stato come prima dopo quel giorno…

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