il regalo

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Sto andando a prendere Joel alla stazione di … il nostro appuntamento è alle sei del pomeriggio. La volta precedente ci siamo incontrati di mattina, per scambiare quattro chiacchiere prendendo un caffè. Joel ha trentanni ed è in Italia dal 2010, viene dalla Costa d’Avorio e quest’anno è riuscito ad iscriversi all’università. E’ un bel ragazzo, con una pelle liscia color ebano, poco più alto di me, forse un metro e ottanta o giù di lì. E’ simpatico e parla abbastanza bene l’italiano. Il suo annuncio recitava: “Sono un semplice vivente nero africano a Roma e ho bisogno di divertimento con una ragazza o signora che è interessata ad avere un divertimento con un uomo di colore, per me l’età non conta….. “, corredato di foto esplicite del suo notevole membro. Preso da un impulso trasgressivo decido il regalo di mia moglie Laura per il suo compleanno, il prossimo sabato. Così rispondo all’annuncio di quel semplice vivente nero per chiedergli un incontro conoscitivo in centro solo tra noi due, e lui accetta. Quando ci vediamo, gli spiego che per noi sarebbe la prima volta con un ragazzo di colore e stiamo cercando il partner giusto, mentre lui ha già avuto altre esperienze con coppie, reciprocamente soddisfacenti. L’incontro è positivo, almeno a parer mio, Joel è bello, giovane, pulito ed anche gradevolmente profumato, spero che Laura condivida le mie valutazioni. Dopo qualche giorno chiamo Joel al numero che mi ha lasciato e gli comunico che è stato prescelto come regalo di compleanno per mia languida mogliettina, però dovrà essere molto delicato e gentile. Lui è felice, mi ringrazia e mi rassicura, fissiamo l’appuntamento per sabato pomeriggio e ci salutiamo.
Dirlo a Laura è stato più semplice di quanto pensassi: «Amore, ti ho ordinato un regalo, lo vado a prendere sabato, tu però ti devi far bella per riceverlo come si deve.» – «Perché?», chiede lei. «Perché è bello, giovane, simpatico, pulito, profumato ed anche nero», le rispondo. «Ma tu sei pazzo! Starai scherzando!?» fa lei. «No, no. È proprio vero, lo vuoi vedere?» Le mostro l’annuncio, le foto, le racconto del nostro incontro e riferisco i suoi apprezzamenti su di lei, concludendo: «Comunque la festa è tua ed il regalo deve essere di tuo gradimento, pertanto, se pensi che così non sia, faccio sempre in tempo a richiamarlo ed annullare tutto.» Lei ci pensa su un attimo e poi mi chiede se quel regalo fa piacere anche a me. Che domande….
Eccolo è arrivato, gli vado incontro, ha un pacchetto in mano, ci salutiamo e saliamo sulla mia auto. Non pare particolarmente emozionato, certamente meno di me. Gli ripeto di essere molto dolce e delicato con Laura, nel caso pronto anche a lasciar perdere, deve capire che è la nostra prima volta. Joel fa di tutto per tranquillizzarmi, noto che è ancora più profumato della volta scorsa, oltre che essere curato nell’abbigliamento, sportivo ma ordinato e pulito. Siamo arrivati, parcheggio, scendiamo dall’auto e ci avviamo verso casa mia. Apro la porta e dico: «Siamo arrivati», a voce alta. In soggiorno non c’è nessuno, faccio accomodare Joel e vado a prendere qualcosa da bere in cucina, chiamando Laura. Mentre sto rientrando in soggiorno col vassoio in mano, eccola che fa la sua apparizione dalle scale. E’ truccata, col rossetto sulle labbra e lo smalto rosso alle unghie, indossa il collare con gli strass e le scarpe nere con i tacchi alti, però l’impermeabile chiuso nasconde il vestito che ha al di sotto, anche se dalla parte scoperta delle gambe riesco ad intuire che ha indosso qualcosa di sexy. Joel si alza mentre lei finisce di scendere le scale, poi quando le è davanti le offre il pacchetto che ha portato, dicendole: «Auguri Laura, buon compleanno.» Anch’io le dico «Auguri amore», dandole un bacetto sulla guancia. Nel pacchetto c’è una confezione di marron glacé, molto gradita da Laura (confesso che è stato un mio suggerimento).
Dopo qualche minuto di convenevoli ed un drink, Laura si alza, si sfila l’impermeabile e imperturbabile chiede: «Che ne pensi Joel, sono meglio dal vivo o nelle foto?» Avevo ragione, era proprio il catsuit ciò che indossava sotto l’impermeabile, il catsuit e null’altro. Che gnocca!
INIZIANO LE DANZE
Joel spalanca gli occhi e dice: «Sei molto meglio delle foto!». Laura si gira per farsi ammirare da tutti i lati: non indossa le mutandine. S’avvicina a Joel con fare provocante e, quando è a portata, lui inizia ad allungare le mani sulle cosce e sul culo. Lei si lascia accarezzare lascivamente fissandomi con malizia. Ecco che Joel si alza e le si posiziona dietro, le sue mani si muovono dalle tette al pube e Laura gli si struscia sul pacco. Mentre Joel è intento a baciarle il collo, io mi avvicino e giunto davanti a mia moglie, le prendo la testa con le mani e la bacio appassionatamente. Lei mi sbottona i pantaloni, abbassa i boxer e afferra il mio cazzo già duro, mentre con la mano sinistra va a carezzare sopra i pantaloni la mazza di Joel che le si strusciava sul culo. Il cazzone nero di Joel spunta improvvisamente fuori dai pantaloni calati sulle caviglie, Laura un po’ lo sega e un po’ se lo struscia sulle chiappe, poi si volta, s’inginocchia e comincia a leccarselo, ma prima dice: «E’ proprio grande!», con un tono da acquolina in bocca. Osservo l’espressione beata di Joel mentre viene sapientemente spompinato. Mi allontano per prendere la cremina e i profilattici, e mi viene in mente di immortalare quel momento straordinario, così prendo lo smartphone e ritorno in salone ritrovando la situazione pressoché invariata, con mia moglie inginocchiata a succhiare la mazza di Joel, che nel frattempo s’era denudato, mostrandosi in tutta la sua prestanza africana e giovanile. Scatto qualche foto con mano emozionata, poi mi denudo anch’io, scosto dolcemente la testa di Laura dal cazzo di Joel e le chiedo di mettersi a pecorina sul divano. Lei esegue, mentre io passo un condom a Joel e mi spremo un po’ di cremina sulla mano, che vado a passare dolcemente tra le labbra della sua fica, soffermandomi a lungo sul clitoride. Lei inizia a gemere. Joel ha indossato il condom, gli faccio cenno di avvicinarsi, poi afferro quella sua notevole dotazione e la conduco dolcemente nella fica in trepida attesa. Laura caccia quasi un urlo di piacere alla penetrazione repentina di cotanta nerchia, poi comincia ad assecondare i colpi di Joel, gemendo sempre più forte. Io mi vado a posizionare davanti a lei per chiuderle la bocca con il mio uccello, impedendole di gridare troppo forte e farsi sentire da i vicini, come quando eravamo più giovani. Ora Laura mugola e gode. Joel l’ha afferrata per i fianchi e se la tromba con ritmo crescente, lei accelera il ritmo della mia pompa e geme più forte. L’arrivo dell’orgasmo intenso, irrefrenabile, le fa perdere il coordinamento e smette di succhiarmelo, io ne approfitto per fare qualche altra foto, poi propongo di spostarci sul lettone, che è più comodo.
Adesso è il mio turno nella fica bella larga di Laura, mentre lei si gusta con la bocca il bel bastone nero di Joel. Quando le titillo il clitoride non può fare a meno di avere un altro orgasmo, che tuttavia non le fa perdere la coordinazione, continuando imperterrita a ciucciare e leccare la mazza di Joel. Nuovo cambio di posizione, altro condom e Joel se la scopa alla missionaria mentre io mi prendo una pausa fotografando. I due porcellini si stanno baciando in bocca e lei se lo tiene ben stretto, mentre lui le stantuffa la fessa. Tempo pochi minuti e Laura gode di nuovo, siamo al terzo orgasmo, Joel le alza le gambe sopra le proprie spalle e le spinge il pisellone fino in fondo alla fica. Lei sta godendo come una vacca. Di nuovo sono costretto a tapparle la bocca con il mio cazzo per impedirle di gridare troppo forte. Joel continua instancabile i suoi colpi di bacino, come un ritmo tribale africano. Arriva il quarto orgasmo di mia moglie. Faccio cenno a Joel di cambiare posizione e chiedo a Laura di cavalcarmi, mentre mi metto supino. Laura si accuccia sopra di me e si impala sul mio cazzo mai stato così duro, io gioco con le sue tette. Vedo Joel prendere la cremina e ungerselo bene, poi va dietro Laura e le spalma la cremina sul culo. Lei chiede: «Che vuoi fare?» Lui risponde: «Vedrai che è bello.», continuando a massaggiarle il culo. Io le domando: «Te la senti di provare la doppia?» – «Se non mi fa troppo male», risponde lei. «Ahi!, Piano!», la penetrazione è iniziata, io sono infoiato da morire e le bacio il collo e i capezzoli, mi muovo piano col bacino per non ostacolare la penetrazione anale da parte di Joel. «Ah… ah… Ahii! Fai piano, come sei grosso! ah… ah…». Ora la scopo con più foga ed anche Joel ha preso un buon ritmo. «Ti piace?» le chiedo. «Si! Ah… ah… maiali… siii.» risponde. Sto per venire, lei se ne accorge e gode ancora più forte. Il nostro orgasmo è quasi simultaneo e stavolta non ho potuto evitare che Laura gridasse. Finalmente è stato infranto il record del quarto orgasmo, era una vita che ci provavamo.
Joel si sfila dal culo di Laura, lui non è ancora venuto. Si toglie il preservativo e viene a distendersi sul letto. Scherzando dico a Laura che è giusto far godere anche lui. Lei gli si accuccia a lato e riprende in bocca quel formidabile membro. Io fotografo, mentre Laura mette in opera tutta la sua maestria con bocca e mano per far meritatamente sborrare Joel. Dura tanto quel pompino, ma alla fine quel bel cazzone nero esplode in un fiotto di sperma bianco che Laura si lascia colare dalle labbra, continuando a spompinarlo fino all’ultimo.
Sto riaccompagnando Joel alla stazione di … e sono circa le nove, abbiamo scopato per quasi due ore, e non è finita qui. Stanotte ci aspetta un nuovo round, ripensando a quanto appena avvenuto. Laura ha ringraziato Joel con un bacio, lui ha ricambiato ringraziamenti e saluti, auspicando un altro incontro in futuro. Personcina davvero squisita e sopratutto profumata.

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