il sostituto

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Era un pensiero che lo affliggeva tutte le volte che avvicinava la moglie.
Fin dalla prima notte si era accorto di non riuscire ad avere un rapporto sessuale prolungato, e di questo ne soffriva terribilmente.
Aveva tentato anche un approccio terapeutico, consultando uno studio specializzato, ma dopo un penoso colloquio, nel quale aveva dovuto, non senza imbarazzo, svelare il suo problema ad una giovane assistente, aveva pensato di rinunciare e ripiegare sulle solite carezze manuali che portavano la moglie ad un orgasmo clitorideo che non lo appagava per niente.
La moglie non si lamentava con lui dei rapporti incompleti, ma una volta, in un momento di rabbia, lo aveva ferito, deridendolo per la sua scarsa abilità sessuale.
Ora, ascoltando i discorsi dei colleghi, che narravano di prolungati e appaganti amplessi aveva cominciato a coltivare un’idea che lo turbava e lo attraeva sempre più: trovare un sostituto che facesse provare alla moglie i piaceri di un rapporto completo.
Aveva però due ostacoli quasi insormontabili: trovare una persona comprensiva che lo avesse aiutato e convincere la moglie.
Parlarne non era certo il caso: temeva una sua violenta reazione.
Decise di affrontare il problema trovando prima il sostituto, poi, anche coi suoi eventuali suggerimenti avrebbe provato a risolvere il resto.
Pensando chi potesse essere il candidato, decise di sceglierlo nella cerchia dei suoi amici, sperando di evitare eventuali brutte sorprese.
La scelta cadde su Paolo, il suo amico più caro. Era stato il suo confidente, era sempre a caccia di donne, ed anche piuttosto attraente.
Ne conosceva le doti amatorie, oltre che da alcuni suoi racconti, anche da testimonianze d’altri amici e decise di mettere in pratica il disegno.
Quel giorno, il fato gli fornì l’occasione.
Paolo gli chiese di andare con lui a mangiare durante la pausa pranzo.
Accettò di buon grado e quando furono seduti al tavolino, dopo alcune frasi di circostanza, tirò un profondo sospiro.
– Senti ti devo parlare di una cosa che mi sta molto a cuore, ma non riesco a trovare le parole giuste. E’ molto personale e faccio affidamento sulla tua amicizia –
L’altro lo guardò sorpreso.
– Cosa ti è successo? Mi sembri piuttosto pallido. Ti senti poco bene? –
Fece un gesto per rassicurarlo.
– Sto benissimo! è che non so come cominciare, ascoltami attentamente e non interrompermi per favore. Ho un grosso problema sessuale con mia moglie… soffro d’eiaculazione precoce e non riesco a soddisfarla –
Paolo era imbarazzato.
– E allora? –
– Allora ho pensato che se potessi contare su di un amico, che mi sostituisse… –
Paolo lo guardava fisso, come fosse impazzito. Lui continuò.
– Ti piace mia moglie? –
– Ma che discorsi stai facendo? Hai perso la ragione? –
– No! ascolta! Ti prego! E’ importante! Se te lo chiedessi come un favore… ci andresti insieme a letto? –
Paolo lo guardò in silenzio e fece per alzarsi.
– Senti è meglio cambiare discorso, penso che tu abbia bisogno di un medico, di uno psichiatra! –
– Ti prego, aspetta! Sto parlando seriamente. Aspetta! Rispondimi! Ti piace mia moglie? –
Paolo era notevolmente imbarazzato.
– Dimmelo per favore! – scongiurò.
– Non ho mai pensato a lei in questi termini – mormorò l’amico – ma mi sembra una donna attraente, ma cosa mi fai dire? –
– Ci andresti a letto una volta sola per farmi un piacere? –
– Ma scusa! – interruppe Paolo – lei cosa dice di questi tuoi discorsi? –
– Lei non ne sa niente. Rispondimi ti prego! Ti attira sessualmente? Ti posso garantire che ha un corpo ben fatto! –
– Ti credo, ma tutto questo è assurdo! Senti, lascia perdere, se proprio vuoi fare una cosa del genere rivolgiti ad un altro, io non me la sento –
– Ascoltami – riprese con un tono implorante – ti prego! è molto che ci penso. Quest’idea mi sta facendo impazzire! Sono alla disperazione! Tu sei l’unica speranza. A questo punto non ritorno più indietro. Te lo chiedo per l’ultima volta, accetti la mia proposta? –
Paolo rimase in silenzio: si vedeva che era turbato. Passarono alcuni minuti, poi ruppe il silenzio.
– Senti, tu sei il mio miglior amico, mi hai sempre aiutato nei momenti di bisogno perciò non posso tirarmi indietro anche se l’idea mi sembra pazzesca. D’accordo, dimmi cosa devo fare, ma vedrai che lei capirà tutto al volo e non ci starà. Almeno lo spero, perché le donne sono sempre imprevedibili –
– Grazie! Grazie! – rispose con le lacrime agli occhi – ci ho pensato e faremo così: tua moglie è al mare e tu sei solo. Dirò ad Elle che venerdì sera sei invitato a mangiare le tigelle a casa nostra. Cercherò di lasciarti il più possibile solo con lei. Tu cerca di farle un poco la corte poi mi saprai dire come ha reagito. Mi raccomando, sono nelle tue mani! tu sai come abbindolare le donne! invitala a vedere il tuo nuovo terrazzo. Casca a proposito, lei ama i fiori e fai il tuo dovere. Grazie ancora! –
Il venerdì sera Paolo si presentò con un mazzo di fiori e una bottiglia di vino. Elle li accettò con un sorriso e mise i fiori in un vaso.
– Adesso vado a preparare le tigelle e a mettere la bottiglia in frigo. Tu fai compagnia ad Elle – terminò il marito strizzando l’occhio.
Rimasti soli Paolo era piuttosto imbarazzato.
La proposta dell’amico l’aveva scombussolato notevolmente ma n’era anche un poco lusingato.
Guardò Elle per la prima volta con uno sguardo interessato e dovette ammettere che non era male.
Aveva i seni pronunciati e sodi, le anche larghe e le gambe un poco grosse, ma nell’insieme traspirava una notevole sensualità.
Provò ad immaginarla nuda e sentì un fremito: se non aveva quasi mai avuto dei veri rapporti sessuali avrebbe sicuramente reagito in modo interessante! Lui era molto bravo a solleticare le zone erogene femminili.
Ma non poteva farlo!
Ad un tratto ebbe un’idea : le avrebbe detto tutto e insieme avrebbero escogitato uno stratagemma per far credere all’amico che le cose erano andate come sperava.
Prese il coraggio a due mani e raccontò in fretta il colloquio avuto col marito. Elle ascoltò dapprima esterrefatta, poi interdetta e l’unico suono che emise fu Ah!
Entrò il marito con le tigelle e cominciarono a mangiare.
Ogni tanto guardava Paolo in modo interrogativo ma l’amico sfuggiva lo sguardo, mentre si chiedeva perplesso come uscirne.
Elle non dava alcun segno di nervosismo e sembrava completamente a suo agio.
Verso la fine della cena Paolo si decise.
– Sai devo arredare il terrazzo di casa mia con delle piante e non so quali scegliere, tu che sei un’esperta potresti aiutarmi, consigliandomi le qualità? –
La donna sollevò lo sguardo con naturalezza.
– Mi sopravvaluti, ma se posso esserti d’aiuto, ben volentieri! –
Paolo continuò.
– Ti ringrazio, però, vedi, dato che vorrei fare una cosa elegante, bisognerebbe che tu vedessi il posto per potermi consigliare. Cosa ne dici? puoi venire anche tu – finì rivolto al marito.
– Non è il caso che facciamo dei complimenti. Io non me ne intendo e poi ho diversi impegni in questi giorni, può venire lei tranquillamente –
Paolo guardò interrogativamente la donna.
– D’accordo, potrei venire domani pomeriggio –
Il giorno dopo Paolo era seduto nel suo appartamento e guardava nervosamente l’orologio.
Sperava che tutto fosse stato un brutto sogno.
All’ora stabilita sentì suonare il campanello.
Si alzò bruscamente e andò a dare il tiro. L’ascensore giunse al piano e ne uscì l’amico con la moglie.
Paolo sospirò di sollievo: aveva cambiato parere!
L’amico gli dette una pacca sulla spalla sorridendo.
– Ero di strada e l’ho accompagnata. All’ultimo momento era indecisa e ho dovuto insistere. Quando avete finito l’accompagni tu a casa? Grazie –
Baciò la moglie sulla guancia, salutò l’amico ed uscì.
Rimasero loro due, soli.
– Visto che sei venuta possiamo approfittarne per dare veramente un’occhiata al terrazzo. Quanto tempo pensi di fermarti? Vuoi che ti riaccompagni a casa subito? –
Mentre parlava aveva aperto una lattina d’aranciata e le aveva porto un bicchiere.
Elle lo guardò fissa negli occhi.
– Cosa ne diresti se gli dessimo retta? –
Paolo rimase col bicchiere in mano.
– Cosa intendi dire? –
– Questo – sussurrò Elle diventando un poco rossa in viso.
Si avvicinò a lui e posò le labbra sulle sue.
Poi si staccò.
– Ho qualche speranza con te? –
Paolo l’allontanò leggermente: emanava un profumo gradevole, il petto era rigoglioso sotto la camicetta e le anche erano invitanti
L’attirò a sé baciandola con trasporto.
Avvertì che la donna si abbandonava.
Con la mano destra scivolò verso il basso, sollevò la gonna e trovò le mutandine: erano leggermente umide.
Sempre baciandola la attirò sul divano. Lei lo seguì docilmente.
Le accarezzò con la mano un seno, aprendole la camicetta e sentì che era bello turgido col capezzolo che si stava indurendo.
Rialzò il capo e la guardò negli occhi.
– Spogliati – disse con voce strozzata – lentamente –
Lei si alzò e con movimenti languidi si tolse la camicetta.
Con le mani dietro la schiena si sganciò il reggipetto.
Lui la fermò e glielo tolse. Le due mammelle gli comparirono davanti in tutta la loro bellezza.
Si chinò a baciarle.
– Ora la gonna –
Elle si abbassò la sottana rimanendo con le mutandine.
Lui di nuovo la fermò e con le mani scoprì il triangolo ricoperto di leggera peluria.
Il ventre era un poco pronunciato e le anche tondeggianti emanavano una sensualità prorompente.
Ammirato gli sfuggì un complimento.
– Ma sei bellissima! Non l’avrei mai creduto! vieni –
La trascinò in camera, la fece adagiare sul letto e le tolse le calze: ora era completamente nuda.
– Voltati – le ordinò.
Elle si mise a pancia sotto e Paolo le accarezzò i glutei vellutati e sodi.
Con le mani le allargò le gambe e mise in mostra le grandi labbra e l’ano.
Inserì le dita nella vagina e arrivò al clitoride.
Lo accarezzò, mentre Elle si dimenava. Poi la fece voltare, si spogliò completamente e si avvicinò al letto.
Aveva il pene eccitato ed Elle ne notò le dimensioni.
Si sdraiò di fianco a lei e le mise in mano il membro.
Elle ne avvertì la durezza e si spaventò al pensiero di riceverlo. Intanto Paolo aveva cominciato a baciarla e mordicchiarla leggermente prima sui seni poi sui capezzoli, mentre con una mano era sceso sulla fessura e si era insinuato con due dita all’interno.
Avvertì l’umore sulle pareti della vagina e cominciò a spargerlo come lubrificante per la penetrazione.
Elle lo assecondava con il bacino sospirando.
Continuò a baciarla scendendo lungo il ventre e avvicinandosi lentamente al triangolo vellutato.
Il movimento era molto lento ma andava a toccare alcuni punti particolarmente ricettivi che facevano inarcare il corpo ad Elle.
Poi quasi senza accorgersene lei cominciò a manipolare il membro con un movimento leggero e ritmico.
Paolo si avvicinò all’orecchio e sussurrò.
– Brava, continua così dolcemente, sei molto brava –
Raggiunse il triangolo ed affondò la lingua nella fessura ormai stillante umore.
Ne gustò il sapore acre e cercò di affondare il più possibile le dita nella vagina. Mentre con la lingua leccava e succhiava il clitoride, inserì dolcemente tre dita nella vagina, cercando di allargarla.
Elle si lasciò sfuggire un leggero gemito.
Paolo si fermò.
– Ti faccio male? –
– Un poco… –
– E’ perché non sei abituata, vedrai! ma sai che la cosa mi eccita, sembri quasi vergine. Ti prometto di essere delicato e sono sicuro che proverai un piacere nuovo –
Dopo avere inumidito bene la vagina pose il membro sulle grandi labbra e spinse leggermente.
Elle fece una smorfia.
– Ma è enorme! non riuscirò mai a riceverlo! –
– Lasciami fare – rispose Paolo eccitato- ora spingo un poco –
Con un movimento brusco spinse il pene nella vagina.
Elle urlò. Paolo non si fermò e spinse ancora: il pene penetrò quasi tutto.
Elle gridò
– Ti prego! sento male! –
Lui non le dette retta e spinse ancora: ora era penetrato del tutto.
– Stiamo fermi – sussurrò – quando il dolore si calmerà comincia a spingere, lentamente, vedrai! –
Cominciò a succhiarle i capezzoli e con una mano le toccò l’ano, cercando di entrarvi con un dito.
Elle sentì montare il desiderio dentro di se e provò a spingere.
Il pene si mosse lungo le pareti della vagina che ora si stava lubrificando maggiormente e le dette una sensazione meravigliosa.
Accennò ancora al movimento ed ora il pene scorreva abbastanza bene sebbene la vagina fosse ancora stretta. Paolo si accorse dei movimenti di lei e cominciò ad assecondarla.
Dopo alcune volte, il pene scorreva fino in fondo ed Elle avvertì i testicoli che urtavano le grandi labbra. I movimenti ritmici le procuravano ora ondate di piacere mai provato.
Cercò anche di muoversi lateralmente per accogliere il più possibile l’asta che le procurava un godimento incredibile.
Sentì Paolo mormorare
– Lo vuoi proprio tutto? Ormai è completamente dentro, provi piacere? –
– Oh si! Immensamente! non avrei mai creduto che si potesse godere tanto! –
Paolo continuò a spingere ritmicamente ed Elle era in estasi.
Poi un pensiero la gelò. E se fosse venuto dentro di lei? Ma quanto resisteva?
Chiese tremando
– Stai per venire? –
Paolo ridacchiò
– Scherzerai! Questi sono i preliminari. A me occorrono circa venti minuti, poi so controllarmi, non temere, pensa solo a godere, poi lo rifaremo! –
– Ma come? –
– Sì non te la cavi con un solo orgasmo. Ti lascio un po’ di tempo poi lo rifaremo, vedrai la seconda volta sarà più piacevole della prima. Ora cominci a eccitarti vero? Lasciati andare! –
Paolo accelerò i movimenti. Elle avvertì un’onda di piacere sconvolgente travolgerla e cominciò ad accompagnare i movimenti con rauche grida di godimento.
Si vergognava di se stessa ma non riusciva a controllarsi. Finalmente l’orgasmo arrivò e un fiotto d’umore lubrificò la vagina.
Si accasciò sul letto, madida di sudore, mentre stringeva il corpo di Paolo.
– Più di prego! Più! non resisto! –
Lui uscì e con la bocca si chinò sulla fessura, ora madida, affondando la lingua
Elle lo trattenne con le mani.
– Ti prego! lasciami un attimo! –
Lui per tutta risposta le mise il proprio membro in mano e le mormorò dolcemente
– Succhialo –
Senza pensarci avvicinò le labbra al glande e avvertì il sapore acre della sua vagina. Pulì il membro con le dita poi cominciò timidamente ad appoggiarvi le labbra.
– Leccalo – sentì dire – come un gelato –
Cominciò a sfiorarlo dalla testa ai testicoli: le piaceva il sapore di quell’organo che le aveva procurato tanto godimento.
– Ora prendilo in bocca e succhialo da brava –
Lo mise in bocca e si sforzò di ingoiarne il più possibile. Le sue labbra si chiusero e cominciò ritmicamente a succhiarlo tenendo la bocca ben chiusa sul pene.
Sentì che Paolo la incoraggiava e continuò per un poco. Intanto lui ogni tanto le toccava la fessura.
Ad un tratto lei si accorse di reagire alle carezze spingendo il ventre come per ricevere nuovamente il membro.
Lui la fermò, poi, le allargò le gambe e introdusse nuovamente il pene nella vagina.
Questa volta entrò molto più facilmente ed Elle avvertì subito un piacere deciso che la portò ad inarcare il bacino per farlo penetrare più a fondo.
Paolo sorrise e mormorò
– Vedo che non sei ancora sazia. Molto bene, ma ora si cambia –
La fece alzare, lui si sdraiò sul letto e la fece venire sopra, col busto alzato.
– Mettilo dentro tu ora – disse.
Elle afferrò il membro e lo infilò nella fessura
– Muoviti anche lateralmente – disse Paolo.
Elle eseguì e il piacere che provava ora era superiore a quello precedente.
Si muoveva in libertà, andando a toccare le pareti laterali più ricettive, mentre Paolo con le mani le carezzava i seni che ballonzolavano su di lui.
Il piacere andava aumentando ed Elle cominciò ad accelerare i movimenti. Poi l’orgasmo montò, più sconvolgente del primo e si accorse di continuare a muoversi anche dopo che lo aveva provato.
Era diventata più resistente. Ebbe un terzo veloce orgasmo che la travolse e si lasciò cadere esausta sul petto di Paolo.
Questi la accarezzò, poi in tono ironico chiese
– E io? Non ci pensi a me? –
Lei lo guardò spaventata.
– Non ce la faccio più, non ne posso più! –
– Tranquilla – disse lui – faccio tutto io –
La fece nuovamente sdraiare, poi si sedette su di lei e mise il suo membro fra le sue mammelle. Le prese con entrambe le mani e cominciò a manipolarle sul pene, chiudendo gli occhi.
Accelerò il movimento poi, si staccò ed Elle si avvide che voleva coprire il pene con un fazzoletto.
– No! – esclamò
D’istinto lo afferrò e continuò a manipolarlo con le sue morbide coppe.
– Voglio che tu mi venga qua! – continuò eccitata.
Paolo chiuse gli occhi e si lasciò andare: abbondanti getti di sperma caldo coprirono il petto di Elle.
Con le mani lo sparse sulle sue grandi mammelle con movimenti circolari.
Paolo si lasciò cadere accanto.
– Questo mi ha eccitato moltissimo! ora vorrei venire dentro di te, con tutta la sicurezza che vorrai. C’è speranza che tu me lo permetta ? –
Elle rimase in silenzio ma dentro di sé era sicura che ci sarebbe stato un seguito…

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