il telescopio amatoriale

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“Allora?! Ci stai?… Guarda che fra un po’ noi cominciamo… anche senza di te.”
Questo è il messaggio comparso sul mio telefono un attimo fa. E’ Gianni ad averlo mandato e non l’ha fatto per invitarmi da qualche parte o a qualche festa. Il motivo della sua richiesta ha quasi dell’incredibile e io sono combattuto sulla decisione di assecondarlo o meno. Sono in piedi sulla terrazza di casa mia e sto osservando il telescopio amatoriale che da un po’ di tempo mi “accompagna” nei miei fantasiosi viaggi interplanetari. Stasera, però, il mio potente occhio bionico non è puntato verso l’alto, bensì in direzione della casa di Gianni e per la precisione sull’ampia porta-finestra della sua camera da letto. Lui vorrebbe che mi mettessi comodo, magari completamente nudo, e poi guardarlo attraverso il mio telescopio mentre scopa sua moglie.
“Se quando la guardi ti viene duro e non riesci a fare a meno di menartelo, fai pure, ma ricordati di farmi uno squillo per informarmi che stai godendo nel guardare quel gran pezzo di fica della mia donna.”
Così mi ha detto l’altro ieri dopo aver visto per caso il mio “cannocchiale” ed essersene pazzamente innamorato, ma non nel modo in cui farebbe un astrofilo. Le sue domande tecniche si sono tutte concentrate sullo scoprire se con quell’affare si poteva spiare nelle case vicine, se avevo mai visto qualche donna nuda prendere il sole in giardino, se mi ero mai imbattuto in qualche coppia esibizionista impegnata a fare l’amore sui prati delle splendide montagne che circondano il nostro piccolo paese…
“Ma sei fuori?…” Gli ho chiesto infastidito. “…Neanche ci penso a queste cose… ma cosa ti gira per la testa?”
Da lì in poi è nata una discussione semi-seria fra amici di lunga data, conclusasi con una domanda che mi ha fatto trasalire: “Perché Sergio?!… Non ti piacerebbe vedere mia moglie nuda?”
Piccola parentesi: Ilaria, la moglie di Gianni, è una delle più belle donne che io abbia mai visto. Una moracciona di origini napoletane con talmente tante curve al posto giusto da far invidia ad una strada di montagna. Piccolina, ma perfettamente proporzionata. Il culo a mandolino e due tette da sballo. Occhi verdi da cerbiatto sopra una bocca apparentemente disegnata da un fumettista erotico di manga giapponesi. Anche lei è amica mia; era presente al funerale di mia moglie. E’ la maestra di mio figlio e l’allenatrice di nuoto di mia figlia. E’ un assessore comunale; la volontaria più attiva della croce rossa della nostra zona; una discreta pittrice e chi più ne ha, più ne metta. Tutto questo per dirvi che il mio migliore amico, sposato ad una delle donne più belle ed in vista del paese, mi sta chiedendo se mi piacerebbe vedere sua moglie nuda.
“Certo! Brutto stronzo… mi sono immaginato di scoparmela almeno un migliaio di volte! Nessun maschio sano potrebbe evitare di farlo di fronte ad una fica del genere!…” Penso fra me e me… però deglutisco rumorosamente e con l’eloquente gesto di una mano lo mando a cagare chiedendomi da quanto tempo abbia cominciato a soffrire di problemi mentali.
Lui non risponde. Tira fuori il telefono dalla tasca e dopo aver razzolato fra un’infinità d’icone colorate ingrandisce un’immagine e me la mostra. Mi molla in mano l’apparecchio e fa segno di far scorrere le foto. Osservo la prima e rimango di stucco di fronte ad Ilaria immortalata su una spiaggia assolata e piena di gente nuda. E’ seduta su una sdraio con le gambe chiuse e un braccio poggiato sopra i seni. Sorride leggermente a chi la sta fotografando e mi sembra un pochino tesa. Comunque non posso far a meno di notare il suo splendido fisico abbronzato e pieno di eccitanti curve. Il mio indice parte istintivamente e scivola sul display trascinando la seconda e conturbante immagine. Adesso ha le mani poggiate sulle ginocchia e tiene le gambe divaricate a “favore” di telecamera. Le mie pupille si sgranano di fronte a due capezzoli perfettamente rotondi e paffuti, coperti a malapena dall’impalpabile e striminzito tessuto di un microbikini bianco. Vengo pervaso da un arrapante sospetto ed immediatamente sposto lo sguardo là sotto, in mezzo alle sue gambe, dove vengo accolto da una misera striscietta di peli rasati, che al pari di una pista d’atterraggio accompagna i miei occhi fin sopra a due grandi labbra depilate e impegnate a fare da cornice ad un piccolo, impertinente e umido clitoride. Tutto questo ben di Dio coperto da un microscopico triangolino di velo bianco totalmente trasparente. Sposto il telefono con fare schifato, ma gli istinti non hanno padroni e devo accettare il fatto di sentire il mio membro indurirsi sotto i boxer.
“Continua.. dai… il meglio deve ancora venire. Non mi da fastidio… continua…”
Assumo un’espressione scocciata, ma non riesco a trattenermi dall’accogliere quella supplica e in un attimo mi ritrovo ad assistere ad una sequenza d’immagini dal tasso erotico inimmaginabile. Rimango sconvolto dall’eccitantissimo spogliarello effettuato da una donna che, fino a qualche minuto prima, era la maestra di mio figlio, l’allenatrice di mia figlia e bla… bla… bla. Adesso partecipo alle pose oscene di una gran femmina impegnata a mostrare le proprie vergogne a mezzo mondo. In una successione dal contenuto quasi pornografico posso spiare le sue tettone abbronzate strisciare i capezzoli sulla sabbia bollente. Ho lo possibilità di osservare le sue gambe spalancate sul bagnasciuga; talmente divaricate da permettere al microbikini d’infilarsi completamente fra due magnifiche labbra glabre. Posso scorgerla nuda, distesa con la schiena all’aria e il culo leggermente sollevato, mentre si tormenta il clitoride con un dito medio spuntato all’improvviso da sotto la sua pancia. Sono quasi in estasi, fino a quando i miei occhi la inquadrano seduta sulla sabbia e con la mano destra avvolta ad un cazzo durissimo, impegnato a spruzzarle addosso potenti fiotti di sperma. Lo scatto scandaloso è stato fatto dal fortunato maschio sedutole di fianco, il quale si è preso la briga di effettuare una ripresa stretta del proprio membro, per evidenziare la gran quantità di seme andato ad imbrattare la pelle di pesca della donna. Gli schizzi l’hanno raggiunta sul pube rasato per arrampicarsi poi fin su… ai capezzoli turgidi, gonfi e abbronzati. In quel momento mi rendo conto che quel liquido seminale è di Gianni e una sensazione di puro schifo mi assale fino a costringermi a spegnere l’apparecchio.
“Hai visto che roba?” Mi chiede orgoglioso e soddisfatto.
“Ma dove hai scattato quelle foto?” Rispondo io quasi scandalizzato.
“Spiaggia per nudisti, in Croazia… quindici giorni fa…”
“Tua moglie è al corrente che giri con quella roba nel telefono e che se tu lo perdessi… chiunque potrebbe accedere ai suoi contenuti?”
“Diciamo che ama essere fotografata… ma pensa che io abbia già cancellato tutto!”
“Lo sai che se quel materiale finisse in mani sbagliate… la reputazione di Ilaria andrebbe a puttane?”
“Sì me ne rendo conto, ma è più forte di noi…”
“Cosa intendi Gianni?”
“Niente… voglio solo dire che Ilaria… non ha una pistola puntata alla tempia quando fa queste cose… Comunque… torniamo al nocciolo della questione: ti va di regolare il telescopio sulla mia finestra e guardarmi mentre la monto come un toro?”
Ed eccoci qua! Sono trascorsi due giorni e io mi ritrovo sul terrazzo di casa con l’occhio bionico già posizionato sulla finestra di Gianni. Lui ha mandato un messaggio per avvisarmi dell’imminente inizio dello spettacolo e io non so cosa fare. La personalità del voyeur non l’ho mai avuta… però… Sono un uomo solo e senza grandi intrallazzi. In fondo non farei niente di male… Sarebbe un favore fatto ad un amico… quindi… mi alzo, abbasso il viso sul telescopio e metto a fuoco. Sorrido a me stesso nel rendermi conto di aver risolto un problema di coscienza in meno di dieci secondi, ma come dice il proverbio: tira più un pelo di fica, che un carro di buoi… E a me, quella santarellina dell’Ilaria, dimostratasi invece una porcellina in grado di bagnarsi quando offre a qualcuno la possibilità di guardarle sotto la gonna e scoprirla nuda… mi sta dando alla testa.
In linea d’aria la casa di Gianni è lontana circa due chilometri dal mio terrazzo. Fra me e sua moglie nuda… una distesa infinita di alberi di mele. Il grosso del paese è alla mia destra, abbarbicato sulle pendici di una montagna del nord Italia.
Faccio fatica a calibrare le lenti, ma nel momento in cui la luce della camera viene accesa, tutto diventa molto più semplice. La potenza del mio telescopio amatoriale è più che sufficiente per dare l’impressione alla mia retina destra di essere proprio di fronte al vetro, a pochi centimetri dalla lussuriosa alcova. L’angolatura da cui sto spiando mi permette di inquadrare totalmente l’interno della camera, innaturalmente illuminata a giorno. Gianni entra improvvisamente in scena. Indossa solo un paio di boxer neri. Si porta vicino alla finestra e sorridendo nella mia direzione accende anche la luce del poggiolo. Si stende sul letto a pancia all’aria e subito lo vedo armeggiare con il telefono. Cinque secondi dopo ricevo l’avviso di messaggio sul mio apparecchio.
“Luci accese per il pubblico!… Inizia lo spettacolo!… Non perderti l’occasione.”
Non rispondo, e torno subito con gli occhi sul cannocchiale per inquadrare anche Ilaria. E’ appena entrata e mi sta girando la schiena. E’ posizionata proprio davanti alla porta finestra e posso spiarla in tutto il suo splendore. Avverto immediatamente una fitta di piacere al basso ventre vedendola Indossare una camicia da notte nera, trasparente e incapace di coprirle completamente le natiche. Le magnifiche forme dei suoi glutei sono esaltate dagli striminziti strings di un perizoma in pizzo. Si muove di fronte al vetro in modo suadente, come seguisse delle note che io non posso sentire. Fa roteare il bacino, porta le mani alla vita e lentamente solleva ad intermittenza il bordo del baby-doll. Realizzo di essere il fortunato testimone di un vero e proprio spogliarello e che l’autrice del capolavoro erotico è ignara di avere uno spettatore in più del solito. Fa scivolare una spallina e dall’espressione attonita immediatamente assunta da Gianni deduco che una splendida tetta gli sia appena “esplosa in faccia”. Anche la seconda bretella si arrende ed il misero indumento scivola di colpo verso il basso fermandosi sui generosi fianchi della donna. Lei porta le mani alla nuca ed inizia a scuotere lentamente il busto. Il conturbante topless offerto a Gianni posso solo immaginarlo, poiché vedo il mio amico far ciondolare la testa come un ebete per raggiungere lo stesso ritmo della “quarta” abbondante di sua moglie. Lui sorride eccitatissimo e con un dito le fa segno di girare su stessa. Piegandosi con il tronco la spogliarellista accompagna la camicia da notte a terra e spingendo in fuori il sedere mi fa vedere fino a che punto il suo perizoma si sia spudoratamente infilato fra due labbra gonfie e umide. Sì… non mi sbaglio! La santarellina è bagnata fradicia e quel particolare mi costringe a realizzare la fantasia del mio amico: mi spoglio completamente e avvolto dal buio della notte mi prendo l’uccello in mano. Torno all’occhio bionico per scorgere la femmina girarsi nella mia direzione. Ha ancora le mani sulla nuca e i suoi seni dondolano ora in modo ipnotico davanti a me. Le aureole sono perfettamente rotonde e paffute. I capezzoli sono piccoli, ma duri come chiodi, perchè sono obbligati a scivolare lentamente sul vetro fresco della porta. Si china piano piano mostrando il culo al marito. Afferra gli strings delle mutandine e facendoli scorrere su due gambe diritte come fusi si libera dello striminzito indumento trattenendolo poi fra le dita di una mano. Si rialza violentando il mio sguardo con un pube rasato di fresco, assieme al cappuccio del clitoride che sporge sbarazzino dal fradicio solco delle sue grandi labbra. Sbandiera il perizoma per qualche secondo, prima di girarsi nuovamente e lanciarlo in faccia al compagno. Lui lo afferra, lo annusa in modo estasiato e pronunciando parole che non posso ascoltare si toglie i boxer per mostrarsi nudo a sua moglie… e a me!… Che schifo!
Ilaria continua a danzare nuda. Sembra una di quelle splendide ballerine apprezzabili nei migliori “night” cittadini. Si tormenta i capezzoli, poi porta una mano tra le cosce e tornando a mostrare il culo allo sposo inizia a masturbarsi lentamente. La posizione da cui sto spiando m’impedisce di apprezzare lo show, ma proprio per questo giungo ad uno stato d’arrapamento totale e sono costretto a dare inizio ad una liberatoria sega. Anche il mio amico comincia a fare lo stesso, ma il durissimo pisello fra le sue dita mostra delle dimensioni insignificanti. Io non sono proprio un superdotato, tuttavia in questo momento sto provando una soddisfazione puramente maschile nel valutare il diametro della mia verga sicuramente doppio rispetto a quella osservata. “Un bel cazzetto da rapporti anali indolore…” Penso fra me e me con un leggero sorriso sulle labbra. Un fallo artificiale sbuca improvvisamente da sotto un cuscino. Gianni sorride nel mostrare le considerevoli dimensioni di quel nuovo giocattolo erotico e pronunciando frasi che potrei capire solo se fossi un cultore del “labiale”, avvicina un grosso glande di lattice rosa alle labbra della moglie. Lei sorride stupita ed eccitata allo stesso tempo; poggia le mani sul materasso e consegnando ai miei occhi una “pecorina” da collasso, apre la bocca e comincia a spompinare quel gradito surrogato maschile come se fosse un cazzo vero. Un’unghia dipinta di rosso fuoco appare come una lampadina accesa da sotto la sua pancia, permettendomi di seguirne il lento e sconvolgente movimento masturbatorio assegnatole. L’insospettabile porcona sta dimostrando al marito quanto sia talentuosa nell’ingoio di membri maschili dalla taglia forte e nel frattempo, senza esserne al corrente, regala ad uno dei suoi più intimi conoscenti una lezione gratuita sulla divina arte del ditalino perfetto. Questa cosa mi fa impazzire! Mai avrei pensato di poter spiare di nascosto una donna, apparsa fino a qualche giorno prima ai miei occhi come una timida, seria e quasi asessuata amica di famiglia. Adesso, in completo stato confusionale, sto osservando una “maiala” nata solo per fare sesso e le fantasie erotiche sull’animale in questione mi stanno portando velocemente all’orgasmo. Sto spiando la maestra di mio figlio completamente nuda, mentre fa un pompino ad un alunno fuori corso. Vedo l’assessore allo sport del mio piccolo paese con le gambe spalancate sotto al tavolo e due dita infilate di nascosto nella fica, nel bel mezzo di un affollato consiglio comunale. M’immagino la più assidua volontaria della croce rossa in camice bianco e senza mutandine, messa a cavalcioni del proprio paziente sdraiato su una barella perché colto da letale crisi respiratoria. Sogno l’allenatrice di nuoto sincronizzato di mia figlia, che immersa a testa in giù in piscina e davanti ad un folto pubblico, esegue alla perfezione una spaccata a pelo d’acqua senza accorgersi di avere il costume completamente infilato fra le grandi labbra e di far così notare a tutti la sua particolare passione per la depilazione totale. Fantastico su una discreta pittrice decisa a posare nuda per il suo allievo preferito, ma assalita improvvisamente da una vampata di passione prende in mano il grosso “pennello” del giovane artista e con fare distratto lo mena su e giù fino ad imbrattarsi completamente di “vernice” densa e biancastra…
Eccitanti vagheggi che durano fino a quando vedo Gianni parlare nuovamente a sua moglie, assorta completamente dal fantastico “golino” in fase d’esecuzione. Ilaria si libera improvvisamente da quel soffocante ingombro. Assume un’espressione confusa, guarda un paio di volte in direzione del vetro, tanto da farmi temere di essere stato sgamato, poi torna a sorridere e portando con sé il grosso fallo si riavvicina alla porta finestra. Solo in quel momento mi rendo conto della potente ventosa in dotazione al giocattolo e che lei la sta utilizzando per fissarlo all’esatta altezza raggiunta dal suo nido bagnato e voglioso. Un attimo dopo ci salta sopra e lentamente inizia a far scivolare le piccole labbra su tutta la lunghezza di quella verga falsa, ma comunque capace di farle ribaltare la testa all’indietro per il piacere provato. Due natiche tonde e sode si spalmano ritmicamente contro il cristallo per una decina di volte, poi la mano destra scende fin sotto l’osso sacro ed avvinghiandosi al grosso cilindro di lattice lo costringe a mantenere un’invidiabile erezione orizzontale. Il busto si abbassa, le gambe si divaricano leggermente rimanendo tese e la luce accesa del poggiolo mi permette di andare in estasi al cospetto dell’immagine fissatasi un attimo dopo sul mio occhio destro. Con la mano rimasta libera Ilaria artiglia una natica aprendo così la strada al considerevole ingombro del nuovo amante virtuale, ma allo stesso tempo mi regala la sconvolgente visione dei suoi più intimi e lussuriosi anfratti. Devo bloccare la mia mano, perchè se andassi avanti, anche solo di un colpo, inizierei a zampillare seme dappertutto. Le sue piccole labbra sono completamente aperte ed io sto aspettando il momento in cui quella grossa cappella rosa vi passerà attraverso per concedermi finalmente un maestoso orgasmo. Sembra che Gianni stia aspettando la stessa cosa, poiché ha bloccato anche lui ogni movimento ed ora si è seduto sul letto proprio a pochi centimetri da una donna giunta quasi al culmine del piacere. Continua a parlarle e sembra che ogni parola uscita dalla sua gola sia come una piacevole frustata di godimento sul volto della compagna. La vedo spalancare la bocca a più riprese in quelle che, presumo, siano urla di pura delizia sessuale. Un improvviso cambio di movimenti spostano la mia attenzione laggiù… dove il fallo finto ha trovato finalmente una via. Rimango senza fiato quando mi accorgo che entrambe le mani della femmina sono impegnate ad allargare a dismisura le natiche e che il possente glande in lattice è penetrato completamente nel suo buco più stretto. Deglutisco a fatica nell’assistere a quella divina sodomizzazione che si completa con l’aiuto di Gianni. Il premuroso maritino ha afferrato le creste iliache della moglie ed ora sta spingendo su di esse per coadiuvare l’estasiante impalatura alla quale lei si è concessa. Il cilindro rosa scivola completamente nella pancia di Ilaria, la quale rimane immobile per alcuni secondi. Gianni molla i fianchi, si alza in piedi ed afferrandola per i capelli obbliga l’amante a piegarsi ulteriormente per accogliere tutto il suo uccello in bocca. Assisto ad una scena mai vista nemmeno nei migliori film pornografici: una splendida quarantenne, messa a novanta gradi, si sta facendo inculare da un grosso fallo attaccato ad un vetro e allo stesso tempo viene letteralmente scopata in gola dal marito. I suoi affondi sono potenti e profondi. Ad ogni colpo Gianni tira e spinge sulla nuca della donna costringendola ad un movimento ondulatorio, il quale trova il proprio fulcro esattamente nei venti centimetri di pene finto impegnati a sfondarle il culo. Lei non si lamenta, anzi, pur di godere appieno di quel nuovo piacere continua a tenere spalancate le natiche, mentre il compagno, pur con la faccia sconvolta dal piacere, continua a parlarle senza mai smettere. Vorrei essere una mosca per sentire quali oscenità si sta inventando per riuscire a far godere Ilaria a quella maniera. Sembra una “tarantolata”, tanto sono diventati frenetici i suoi gesti di femmina posseduta e prossima ad esplodere in un cataclisma di orgasmi multipli. Riporto la mano sulla mia cappella viola e dolorante proprio nel momento in cui il mio amico comincia a venire. Ilaria lo segue a ruota e senza riuscire a completare l’ingoio si stacca da un cazzo ancora zampillante. Si raddrizza di scatto fino a poggiare completamente la schiena al vetro, con l’evidente scopo di farsi violare il culo da ogni centimetro ancora disponibile. Rovescia un’altra volta la testa all’indietro. Porta le mani ai capezzoli pizzicandoli fra pollice e indice. Spalanca la bocca permettendo ad un lungo filo di seme maschile di scivolare dalle sue labbra fin giù… fra il solco dei seni. Le sue gambe tremano, ma non smettono di piegarsi ritmicamente assicurando così al bacino quel perverso su e giù che le sta permettendo di venire in modo talmente violento da farle addirittura perdere il controllo della vescica e di bagnare il marito con caldi e violenti schizzi di pioggia dorata. Scorgo la mano destra dell’uomo sparire fra le cosce della donna e suppongo le stia dando il colpo di grazia infilandole qualche dito nella fica. Ilaria continua a saltare per qualche secondo ancora. La vedo urlare di piacere, poi in un attimo le sue gambe cedono e scivolando ai piedi del marito si chiude a riccio lasciando il culo sollevato in aria. Sta ansimando come un treno a vapore e tutto il corpo è percorso da brividi. Io sono venuto insieme a lei trattenendomi dal gridare al mondo intero tutta la mia goduria. Mi siedo per riprendere fiato, ma la calma dura solo un paio di minuti. Il telefono suona e io so già chi mi sta cercando.
“Allora?!… Hai visto che roba?” Chiede Gianni bisbigliando in modo quasi incomprensibile.
“Sì!” Rispondo stringatamente.
“Ti è piaciuto?”
“Sì..”
“Hai visto come godeva?… E lo sai il perchè?”
“No…”
“Perché le ho fatto una fantasia erotica… una di quelle che ama tanto… Le ho fatto immaginare che quel cazzo finto fosse il tuo… e che tu la stavi inculando di fronte a me nei gabinetti della piscina… dopo gli allenamenti…”
“Ma sei scemo?… Cosa le metti in testa?… Sei sicuro di essere tutto a piombo?” Mi alzo e torno a guardare nel telescopio. Gianni è appoggiato al parapetto del suo poggiolo, completamente nudo.
“Guarda che a Ilaria piacciono tantissimo le fantasie erotiche!…” Esclama una attimo dopo con tono alquanto sostenuto. “…E’ lei a chiedermele sempre più spesso… e ultimamente predilige quelle dove tu sei protagonista. A me sta bene così… non sono geloso. Mi piace immaginare mia moglie scopata da qualcun altro e se devo dare una faccia all’uomo che mi renderà cornuto… preferisco sia la tua.”
“Mi stai dicendo che tua moglie ti chiede di farle immaginare di essere posseduta da un altro uomo in tua presenza e che questo vi eccita entrambi da morire?”
“Sì… Ilaria fa l’esibizionista per me… io faccio le fantasie per lei… almeno fino a quando riuscirò a realizzarne una… e ti assicuro che ci sono molto vicino… soprattutto dopo che le ho mostrato le tue foto… ”
“Cosa?… Le mie foto?… Di che diavolo stai parlando?”
“Non ho tempo di spiegarti! Sta tornando… ma se vuoi delle risposte non riattaccare il telefono! Te le darà lei di persona…”
Non ho capito un accidente e sono confuso come un camaleonte in una vasca di smarties. Vedo Gianni tuffarsi sul letto e nascondere il cellulare fra i due cuscini.
“Diabolico!” penso fra me e me.
Ilaria entra in camera sorridendo. E’ avvolta in un casto accappatoio bianco che subito si apre sul suo splendido fisico ancora umido di doccia.
“Ti è piaciuto?” Chiede lui con la solita e classica domanda da maschio imbecille, ma quella frase mi permette di raggiungere la consapevolezza di poter distinguere perfettamente le loro voci.”
“Da morire!… Stavolta hai superato te stesso!… Ho avuto tre orgasmi da favola… Grazie.”
L’uomo sorride ancora e allungando una mano in direzione della moglie la invita a spogliarsi e stendersi: “Mettiti a pancia in giù… ti faccio un bel massaggio.”
Lei obbedisce. L’accappatoio scivola a terra e mentre la vedo gattonare nuda sul letto avverto distintamente un nuovo ed imprevisto eccitamento. Gianni si siede a cavalcioni sulle sue natiche e portandole le mani sulle spalle inizia a massaggiarla dolcemente.
“Allora… mi merito qualcosa di speciale o no? Tre orgasmi non sono cosa di tutti i giorni!”
Ilaria geme leggermente sotto alle carezze del marito, poi risponde: “Hai ragione… mmhhhh… meriti una bella ricompensa! Pensavo che se la prossima settimana mi accompagni all’ikea… mmmhhh… potrei mettermi un vestitino bianco senza sotto niente… ci facciamo un bel giro fra gli scaffali… mi fai piegare tutte le volte che vuoi… scatti le tue foto e poi… mmmhhh… ci chiudiamo nel primo gabinetto disponibile… Ti va l’idea?”
Rimango basito. Non posso crederci… E’ tutto vero. Gianni non mi ha raccontato cazzate… è tutto maledettamente vero.
“Certo che mi va… ma vorrei sapere una cosa…”
“Di…mmhhh…iii…”
“Qual è la parte della fantasia che più ti ha fatto eccitare?”
“Mmmhhh… quando mi hai aiutata ad infilare quel bel cazzone nel culo e intanto facevi finta di incitare Sergio a spingere di più… per un attimo mi è sembrato tutto vero… mmhh… ho creduto veramente di avere i suoi occhi addosso… mmhhh… e il suo grosso cazzo nel culo.”
Rimango letteralmente senza fiato e nel frattempo il mio membro torna ad indurirsi dolorosamente. Gianni scende con il sedere lungo le cosce della moglie; ha fatto posto alle mani che sono scivolate lentamente sopra due splendide natiche rotonde. A questo punto il massaggio si è trasformato in qualcosa di meno rilassante, ma molto, molto più piacevole per la donna.
“E dimmi Ilaria… pensi abbia indovinato le misure di Sergio comprando quel fallo finto? Sai… nelle foto che gli ho scattato di nascosto negli spogliatoi… lui ce l’aveva moscio… quindi ho potuto solamente immaginarmi le dimensioni del suo uccello in tiro… non è una cosa semplice!”
“Mmhhh… l’hai preso bello grosso… mmhhh… comunque sarebbe andata bene anche la misura da moscioo…oohh…”
Quell’improvviso gemito di goduria è stato provocato dal rientro in scena di quello che adesso posso definire un “mini-mè”, il quale è stato infilato da Gianni in mezzo alle gambe di Ilaria, ma non riesco a capire quale delle due “strade” abbia imboccato.
“Aahh… Sì? Ti sarebbe andato bene anche qualcosa di meno realistico?” La mano dell’uomo comincia a spingere dentro e fuori il mini-mè quasi con rabbia.
“Sììì… lo sai che per me le misure non contano moltooo… ohhh e comunque… mmmhhh…”
“Comunque cosa?”
“Sergio ha una gran bella sberla anche da mosciaaa… aahhh… sììì… inculami di nuovooo… ohhh…”
Ecco!… Ho scoperto quale strada ha imboccato il mini-mè… e sono tornato a segarmi come un ragazzino di quindici anni.
“Ti piace, troia?”
“Sììì… Oddiooo… sìììì… Raccontami ancora di Sergiooo… oohh… dimmi cosa sono riuscita a fargli fare… sììì… ti pregooo… ooohh.”
“Vuoi sapere come sia potuto finire il suo grosso cazzo nel tuo buco del culo? Lo vuoi veramente?”
“Sììì… dimmeloooo.”
“E’ finito lì perchè siamo andati a casa sua per una grigliata. Sergio ti ha chiesto di andare prendere delle birre dallo scaffale più alto della sua cucina… tu hai dovuto usare la scaletta per arrivare al mobiletto e quando lui è corso ad aiutarti, gli hai fatto vedere che sotto al vestito hai solamente una splendida fica completamente depilata e fradicia. Hai fatto finta di cadere e lui per sostenerti ti ha piazzato entrambe le mani sul culo e poi…”
“E poi… mmhhh… cos’ha fatto quel porco schifosooo…oohh. Mi ha forse infilato le dita da qualche parte?”
“Sì cara mia!… Ti ha tirato giù dalla scala, si è abbassato i pantaloni, ha poggiato l’uccello duro fra le tue natiche e dopo averti infilato due dita nella fica ti ha aperto il sedere con la sua enorme mazza. Ti ha preso lì in piedi, nella sua cucina…”
“E tu…ooohhhh…. Dov’eri?”
“Io ero in terrazza… ti ho sentita urlare di piacere e mi sono fiondato in cucina. Ti ho trovata con le braccia poggiate al bancone, il vestito alzato sopra la schiena, le mani di Sergio sulle tette e il suo cazzone infilato nel buco più stretto…”
“E cosa hai fatto dopooo… ooohh. Ti sei eccitato come un porco… veroo…oooh?”
“Mi sono tolto i pantaloni e ho chiesto a Sergio di girarti…”
In un attimo vedo Gianni stendersi sul letto e tenere il cazzo in verticale con una mano. Ilaria capisce prima di me le sue intenzioni, si solleva, allarga le gambe e mostrandomi quanto sia ben piantato il fallo finto nel suo culo, si cimenta in uno smorzacandela da infarto. Gianni alza il tono di voce e continua con la sua fenomenale fantasia.
“… Lui ti ha preso le cosce… ti ha sollevato prendendoti in braccio alla rovescia… ti ha fatto spalancare le gambe e continuando a pomparti mi ha offerto la tua fica… Io non mi sono fatto scappare l’occasione… Te l’ho messo dentro… e insieme abbiamo cominciato a chiavarti in due allo stesso tempo… Ti abbiamo fatto provare per la prima volta la goduria della doppia penetrazione…”
“Sììì… Oddiooo… ohh… sììì… quanto godooo…ooohhh… Due cazzi in un colpo solooo… Sìììì.”
Ilaria è diventata una furia. Si abbassa e si alza sull’uccello del marito come se qualcuno le avesse detto che quella sarebbe stata la sua ultima volta. Con una mano si stantuffa il retto, con l’altra si tormenta un capezzolo e con la bocca… urla a squarciagola. Di nuovo mi ritrovo di fronte ad una scena da film porno e non posso fare a meno di lasciarmi andare al piacere. Vedo la mia amica Ilaria saltare su due cazzi come fosse percorsa dalla corrente elettrica e un attimo prima di esplodere in uno sconvolgente orgasmo, grida al mondo intero tutta la consapevolezza appena raggiunta: “Sìììì… Il cazzo di Sergio nel culooo…oohhh… Sììì… mi sta scopando in cucinaaa… aahhh… Mi sta sborrando dentro… Vengoooo… oooohhh…”
Vengo insieme a lei spruzzando sperma dappertutto. Quasi perdo l’equilibrio da quanto il piacere mi sta annebbiando i sensi e sono costretto a sedermi. Tengo il cellulare premuto sull’orecchio e fra un fischio e l’altro sento Gianni chiedere ansimando: “Allora?… Cosa ne dici se chiediamo a Sergio di farlo veramente?”
Il mio cuore si ferma per un secondo, giusto il tempo per sentire Ilaria rispondere in modo severo: “Ma sei scemo o cosa?… Non ci pensare nemmeno! Vuoi vedermi sputtanata da tutto il paese?… Te l’ho detto cento volte… finchè sono solo fantasie mi va benissimo, ma non metterti in testa idee strane… soprattutto con Sergio!”
“Ma…”
“Niente ma!… Discorso chiuso! Vado a farmi un’altra doccia.”
Sento il rumore di passi in allontanamento. Tutto tace per qualche secondo, poi la voce di Gianni torna a bisbigliare: “Hai visto quanto gode quando parla di te?… E’ quasi fatta amico!… Ormai sta per alzare bandiera bianca!…”
“Bahhh… se lo dici tu! A me non sembrava molto convinta!”
“Fidati amico mio! Organizza per sabato prossimo una grigliata a casa tua. Sbarazzati dei figli… metti le birre in un posto molto alto e indossa un paio di pantaloni da ginnastica senza mutande…”
“Senza mutande?… Pantaloni da ginnastica?… Che diavolo stai dicendo?”
“Niente… queste due cose appartengono ad un’altra fantasia… molto apprezzata da Ilaria… organizza tutto e vedrai… Fra uno po’ ti offrirò mia moglie su un piatto d’argento. Ciao.”

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