il treno chiamato desiderio

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Treno delle 8,05 in arrivo da Lecce per Bari in arrivo sul secondo binario. Quella voce metallica che ogni mattina mi sveglia dal torpore notturno è la mia sveglia ormonale.
Ogni mattina lo stress, il caldo e la calca la fanno da padroni, posti a sedere da cercare, studenti che ripetono, pendolari come me che si affannano a cercare i soliti colleghi che tengono il posto.
Non ho colleghi, amo viaggiare da solo ma poi ci sei tu.
Camicia bianca aperta davanti, gonna nera sopra il ginocchio ampia e pieghettata, chanel tacco 12 e borsa da lavoro.
Il tuo lavoro mi ha sempre affascinato, un po’ spia un po’ poliziotto ti da l’aria di donna che sa quel che vuole.
Sali prima di me ciò che vedo è meglio di un caffè, il tuo profumo mi sveglia e mi fa rendere conto di dove siamo.
Il treno a 2 piani mi da l’opportunità di guardare i tuoi polpacci e fantasticare sulla loro consistenza, vorrei morderli.
Flirtiamo spesso, sai che mi piaci ma, sai essere anche dura e mi tieni a bada.
Ci sediamo uno di fronte all’altro.
Solite chiacchiere, parliamo di lavoro, politica e altro perché con te riesco a parlare ad aprirmi.
Con te è tutto semplice come ora che mi perdo nel tuo sguardo.
Oggi è davvero malandrino e il tuo viso ha una nota in più grazie a quel rossetto che ben contrasta con la tua carnagione un po’ chiara.
Seduti di fronte poggiati allo schienale guardiamo fuori dal finestrino immaginando che quel mare sia a nostra disposizione.
Poggi una gamba sulla rientranza, scoprendo una parte della tua gamba.
Sono fortunato come chi ha vinto un biglietto per una prima al cinema.
Ingenuamente? Artisticamente? Volutamente?
Mentre mi guardi giochi con quella gamba poggiata sulla rientranza e come se fossi in teatro il sipario si apre donandomi la visione di un tanga trasparente e un sesso voglioso.
Distolgo lo sguardo mentre il tuo diventa interrogatorio, vuoi vedere e godere delle mie reazioni.
Paonazzo ed eccitato ti guardo e scorgo quel sorriso….. Malefico!
Un diavolo tentatore che sa che non posso reagire senza che gli altri viaggiatori capiscano tutto.
I tuoi occhi si posano sul mio pantalone ormai deformato all’altezza del cavallo.
Fatico ad essere calmo, i viaggiatori vicini sembrano interessati alle nostre smorfie e cerco di riparare la mia eccitazione che ormai è visibile a tutti con la mia borsa da lavoro.
Ridi, lo fai sempre quando mi metti in difficoltà, giochi come il gatto con il topo mettendomi nell’angolo e so che non vuoi mangiarmi ma solo giocare con me e questo mi spiace.
Preferirei ora soccombere e che facessi di me un sol boccone ma, tra poco libererai una via d’uscita perché sai che altrimenti il gioco finirà.
Il treno arriva a bari, le nostre strade si dividono e resto con il pensiero li con una grossa eccitazione.
In ufficio oggi il tempo sembra fermo, le pratiche giacciono sul tavolo mentre lo schermo del pc resta vuoto.
Non riesco a concentrarmi, il mio pensiero è sempre rivolto a quel tanga trasparente, sento nelle mie narici un vago profumo di sesso, un profumo che stamani sentivo più intenso.
La porta del bagno non è lontana, mi attrae a sé ed io come un giovane aladino vi entro.
“Apriti sesamo”, la stanza bianca e asettica del bagno mi accoglie, non resisto e come se avessi tra le mie gambe la lampada l’afferro e la sfrego. Immagino le tue mani sulla lampada, le tue labbra.
Immagino il calore del tuo sesso intorno al mio e come d’incanto non resisto tremo e il genio esce, spinto dalla mia voglia di averti e possederti.
Ore 12,00 si torna a casa.
Io dall’ufficio tu dai tuoi giri nei meandri dei pubblici uffici.
Stanchi ma pronti a dimenticare lo stress della grande città.
Arriviamo contemporaneamente un saluto e via al treno.
Ci sarà da attendere, tornare a casa è bello ma l’attesa è snervante.
Ancora una volta seduti di fronte, ancora vicino al finestrino.
Nel treno siamo in pochi e i nostri discorsi annullano le altre presenze.
Oggi sei davvero un diavolo, ancora con quel piede nel tacco 12 sulla rientranza, il polpaccio si contrae ed io assisto a questa replica teatrale.
Giochi come al gatto con il topo, oscillando la gamba e donandomi solo sprazzi di te.
Non vedo il tuo sesso ma so che è lì….
Mi guardi mi scruti e decido di azzardare.
Scivolo un po’ sul sedile e le mie ginocchia contrastano con le tue.
Mi guardi interrogandomi, non parli, spingo apro e…..
Il tuo sesso è lì, senza costrizioni….
Il tanga non c’è.
Ridi……
Ti avvicini, poni la mano nella borsa e aprendo le mie riponi quel tessuto.
Mi dici: “è tuo, visto che stamani ho notato che lo guardavi e ho notato che ti piaceva”.
Ti dico che ti ho pensata, che mi sono masturbato pensandoti e immaginandoti.
Mi chiedi cosa ho immaginato e ti racconto tutto il mio desiderio racchiuso in un palmo e cinque dita che mi hanno dato un orgasmo intenso e violento da sporcare tutta la parete del bagno.
Non parli, il tuo sguardo è perso, sento solo una parola: “anch’io……”
Aspiro il tuo odore portandolo alle narici, non l’ho mai fatto e mi avvicino a te, ti bacio velocemente, mentre ti accarezzo le gambe.
Mi allontani e ti guardi intorno, nessuno ci ha visti, prendi la borsa e ti alzi lasciandomi li.
Mentre ti allontani mi guardi, entri in un bagno.
Mi alzo e ti seguo, la porta dice AVANTI
Entro e sei li poggiata al lavabo è un piede sul coperchio del water
Ti bacio, ti accarezzo, tocco il tuo seno, gioco con il tuo sesso ormai umido…..
Sento di nuovo quel profumo che mi attrae, che mi ha portato a desiderarti e a giocare solitario con il mio sesso stamani.
Mi racconti che anche tu stamani hai giocato con il tuo sesso, in un bagno di un ufficio pubblico che frequesti, che le tue dita hanno percorso il tuo sesso come ora sta facendo la mia lingua, che l’indice ha indugiato sul tuo clitoride accompagnato poi dal pollice a stuzzicarlo come stanno facendo ora le mie labbra.
Ti sento ansimare, ti vedo da quaggiù ormai persa e mi dici che stamattina volevi ci fosse il mio sesso a giocare con il tuo quando come ora le mie dita sono dentro di te.
Tremi e mi spingi la faccia sul tuo sesso, il mio naso come un piccolo pene, struscia sul tuo clitoride, sento che stai venendo e immagino le tue labbra prima serrate e poi aperte e oscene alla goduria.
Mi alzo e una tua mano stringe il mio sesso ancora nei pantaloni………………
È la prima volta che accade, non hai mai giocato con lui ma oggi penso che sarà tuo prigioniero.
Ti siedi sul water oscenamente apri le gambe e mi attrai a te, mi spogli del pantalone e giochi con i miei boxer. Li tiri giù delicatamente e il pene esce da solo già turgido e voglioso, senza usare le mani che reggono ancora l’elastico del boxer avvicini le labbra, lecchi il mio pene e mi guardi.
Mi sfidi, vuoi vedere se resisto a questa piacevole tortura fatta di piccoli morsi, leccate profonde.
Sento le tue labbra racchiuderlo e farlo scomparire e poi inizi il tuo ballo sfrenato.
La tua testa ha un ritmo strano che piano piano comprendo e tengo insieme a te, sento forte la mia eccitazione ma ti voglio, non voglio finire così.
Mi sposto ti alzo dal water e prendo il tuo posto, ti avvicino a me…….
Quello che accade mi fa impazzire scendi piano su di me, la tua gonna oscura la visione di quello che accade ma scendendo sento il mio sesso aderire al tuo.
Sento il mio pene scivolare in un caldo pertugio e sei seduta su di me mentre mi baci, mi accarezzi e io bevo dal tuo seno tutto il nettare della nostra voglia di stare insieme di amarci e godere l’uno dell’altro.
Non smettiamo di amarci in quella posizione, le nostre gambe ormai fanno fatica a restare forti e un tremito ci prende entrambi.
Stiamo godendo insieme, sento il tuo sesso contrarsi sul mio come la mia mano stamattina nel massimo piacere ed io vengo dentro di te riempiendoti del mio sperma.

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