in regalo la verginità di mia sorella

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La prima donna che mi sono inculata è stata mia sorella. All’età di 13 anni io e dodici anni lei. La fica però l’ha data molto più tardi.
Me l’ha data in occasione del mio diciottesimo compleanno.
Fino allora si faceva solo inculare e sborrare in bocca. Gli piaceva essere inculata. Mi ha detto che se ne veniva sempre mentre gli stantuffavo il culo. Gli piaceva anche farmi i bocchini e bere la mia sborra, quando poi ho cominciato a sborrare qualche tempo più tardi. Lei ha un anno meno di me. Una vera troia. L’ho vista crescere. Ho visto crescere la sue tette. Quando sono diventate abbastanza grandi me le ha fatte anche scopare. Non ricordo quante volte ho sborrato in mezzo alle sue zinne. Ho anche visto la sua fica ricoprirsi di peli neri. A me piace moltissimo la fica pelosa, nera. Gliela avrò chiesta un milione di volte. Ma lei niente. Diceva che la sua patacca era per chi l’avrebbe sposata.
Quella sera d’estate, in una festicciola a casa nostra, ospiti alcuni parenti, zii e cugini, mentre mangiavamo la torta dopo aver scartato i regali, mi si è avvicinata e, sottovoce, mi ha detto che il più bel regalo l’avrei avuto più tardi.
Non ho immaginato neanche lontano un miglio di cosa si trattasse e, passato un po’ di tempo, neanche ci ho pensato più.
Appena andato a letto la porta della mia cameretta si è aperta. Si è accesa la luce ed è apparsa mia sorella avvolta in una vestaglia che la ricopriva tutta. Ero abituato ai suoi ingressi notturni nella mia camera. Ho pensato che, come al solito, voleva il mio cazzo. Più spesso ero io che andavo da lei. Ma anche lei qualche volta, se aveva voglia di cazzo, prendeva l’iniziativa.
Noi si dormiva su in mansarda, sopra il piano dove dormivano i nostri genitori, i quali non si accorsero mai di nulla. Non dico che me la sono inculata tutte le notti, ma quasi. Mia sorella ha ancora oggi un gran bel culo, ma ora se lo gode solo suo marito. Mi ha detto che anche a suo marito piace tanto incularsela. Beato lui. A me adesso non lo da più. In effetti da quanto ha avuto il primo figlio, all’età di trent’anni, non mi ha dato più neanche la fica. Anzi non mi ha dato più niente, neanche un bacio sulla guancia.
“Ti ho portato il regalo che ti ho promesso” mi ha detto.
“E dov’è” ho chiesto io.
“Eccolo”.
Si è aperta la vestaglia. Sotto era in mutandine e reggiseno. Proprio bona. Uno schianto. Il cazzo fece un guizzo al pensiero di ciò che sarebbe poi accaduto.
Inculata, bocchino e spagnola secondo le mie voglie e la mia resistenza.
Invece lei mi ha indicato con un dito la fica sotto le mutandine. Rimasi di stucco.
“Che c’è non la vuoi” mi ha chiesto vedendomi perplesso.
“Certo che la voglio. E’ un pezzo che te la voglio spaccare”, le ho risposto riprendendomi dalla sorpresa.
“Com’è che ti sei decisa?”
“Né ho voglia anch’io e ho pensato che è inutile aspettare a farmi sverginare. Chissà se e quando mi sposerò!”
Si è tolta la vestaglia ed è venuta nel mio letto. Ha posato qualcosa sul comodino. Il mio era un letto a una sola piazza e ci siamo entrati tutti due a malapena, girati di fianco, l’una di fronte all’altro. Naturalmente potevamo anche starci l’uno sopra l’altra.
Subito mi ha abbassato le mutande. Portavo solo quelle. Ha preso il mio cazzo già dritto in mano e ha cominciato a farmi una sega.
“Bello il tuo cazzo, mi piace sempre di più. Fai piano adesso che mi rompi la fica. Maura mi ha detto che quando è stata sverginata ha sentito male”, mi diceva mentre mi menava il cazzo su e giù e io la baciavo sul collo.
(Maura è nostra cugina. Ci avrei giurato che non era più vergine. Era molto carina, ma si vedeva dalla faccia che era una che scopava molto. Aveva la mia stessa età e aveva un fratello coetaneo di mia sorella).
Ho messo le mani sul suo culo. Ho scostato le mutandine per arrivare al buco. Gli ho messo un dito dentro. A lei piaceva. Poi sono andato a tastarle la fica. Non era la prima volta. Di tastarle la patacca me lo aveva sempre permesso…
“Vuoi che te lo prenda in bocca prima?”
“No. Voglio mettertelo subito in fregna. E’ tanto tempo che aspetto”
“Va bene. Come mi devo mettere?”
Io scesi dal letto. “Mettiti supina”
Mi levai le mutande e le tolsi anche a lei lasciandole cadere a terra.
“Allarga le cosce”.
Che bella patacca ho visto. Bella pelosa. Tutta aperta e bagnata. Il clitoride eretto nell’eccitazione. Si vedeva bene l’entrata della fica. Ho raccolto con un dito la sua sborra e l’ho succhiata. Mi piaceva. Anche se ancora ero inesperto non ho trovato difficoltà a mettergli il cazzo dentro.
Ho appoggiato leggermente la cappella sul buco della sorca.
“Fermo. Che fai? Che mi vuoi mettere incinta?
Mi ha scostato da se e giratasi un pochino, ha preso il pacchetto dal comodino. Ne ha tirato fuori un preservativo. Non ho pensato di chiederle come li aveva avuti i preservativi. Dopo mi ha detto che glieli aveva dati nostra cugina.
“Dai tirati su che te lo metto”.
Mi sono messo seduto. Si è messa seduta anche lei, di fronte a me. Mi ha appoggiato il preservativo sulla cappella. Poi si è piegata e con la bocca mi ha spinto giù il preservativo sul cazzo. Non ha fatto a tempo a togliere la bocca dal cazzo che, eccitatissimo com’ero, ho sborrato dentro il preservativo.
“Che hai fatto. Te ne sei venuto. E adesso io?”
“Non preoccuparti, mettimene un altro”. Era stata previdente e era ben fornita.
Me ne ha messo un altro, ma questa volta con le sole mani. Si è poi di nuovo distesa.
“Dai, adesso mettimelo dentro la sorca. Spingi. Ma fa piano”
Spinsi il cazzo lentamente, ma poi non seppi resistere e con un colpo solo glielo mandato tutto a fondo.
Lei ha emesso un grido soffocato quando le ho sfondato la patacca. Non ha provato, credo, però, moltissimo dolore. Ho iniziato a scoparla.
Mentre ero tutto concentrato a scoparmela mi ha detto:
“Se ti piace di più sborrami in bocca come al solito, avvertimi prima, che ti tolgo lo sborrino e ti prendo il cazzo in bocca prima che te ne vieni”.
(si riferiva al fatto che quanto mi permetteva di fare un fracosce, con lei distesa supina sul letto, io in quel caso, per non sporcare il letto sborrando sulle lenzuola, quando stavo per venire mi rialzavo sempre e glielo mettevo e sborravo in bocca).
Poi mi ha abbracciato le spalle tenendomi stretto a se. Stavo completamente disteso su di lei con tutto il mio peso su di lei. Sentivo i suoi capezzoli duri sul mio petto attraverso la stoffa del reggiseno. Mentre la scopavo con foga, velocemente e con colpi a fondo, lei sollevava su e giù il bacino venendo incontro al mio cazzo con la sua fregna. Le ho chiesto di mettermi un dito nel culo. Lei lo ha fatto e un attimo dopo l’ho sentita sussultare sotto di me e, anche se non ero un esperto, ho realizzato che se ne era venuta. Lei mi ha tolto il dito dal culo mentre anch’io sono venuto baciandola in bocca e versando litri di sborra nel preservativo.
Sono rimasto su di lei per qualche minuto in attesa che il cazzo si ammosciasse, poi glielo ho tolto da dentro la patacca.
“Madonna quanto sei bona. Che scopata!”
Lei mi ha sfilato il preservativo dal cazzo e si è bevuta tutta la mia sborra in esso contenuta. Poi si è alzata dal letto, ha cercato un pezzo di carta e lo ha incartato e appoggiato sul comodino.
“Dobbiamo poi farlo sparire”, ha detto
Ci siamo rimessi di fianco sul letto l’uno di fronte all’altra. Ho ricominciato a tastarle il culo mentre la baciavo sul collo e le soffiavo l’alito nelle orecchie.
“Togliti il reggiseno”.
“Levamelo tu”.
Ho aperto il gancio, ho gettato il reggiseno a terra e ho preso in bocca un capezzolo succhiandolo. Lei ha cominciato a sfregare il pube contro il mio cazzo che, in brevissimo tempo ridivenuto durissimo come una colonna di marmo, ha cominciato a premere sulla sua fica. Lei lo ha sentito.
“Ce l’hai di nuovo dritto. Dio quanto è duro! Vuoi ancora la mia fica o mi vuoi inculare?” mi ha domandato.
“Voglio la fica”.
“Controlliamo prima le lenzuola se sono sporche del mio sangue”.
Siamo scesi dal letto. Le lenzuola erano leggermente imbrattate di sangue. Anche le sue cosce erano sporche di sangue.
Ha tolto le lenzuola e mentre è andata in bagno per metterle in lavatrice e pulirsi le cosce, io ne ho preso un altro paio e ho rifatto il letto.
E’ tornata quando io disteso supino sul letto mi stavo massaggiando il cazzo dritto come un palo telegrafico.
Mi osservò solo per alcuni secondi, poi mi ha chiesto:
“Fai mettere sopra me? Voglio scoparti io”.
Ha preso un altro preservativo ed è salita di nuovo sul letto. Si è messa inginocchiata a cavalcioni sul mio pube. Ha prese il mio cazzo, la rifoderato di nuovo e poi con la mano destra se lo ha guidato dentro la fica.
Poi ha cominciato a cavalcarmi, mentre io con tutte due le mani gli tastavo alternativamente le zinne e il culo.
Quindi l’ho attirata a me e l’ho baciata in bocca, con la lingua ad avvolgere la sua. Questa volta ho sborrato io per primo ma ho tenuto il mio cazzo dritto dentro la sua fica fino a quanto non è venuta anche lei. Dopo che ha smontato da sopra di me e ci siamo messi nella solita posizione abbracciati di fianco l’uno di fronte all’altra, bocca sulla bocca, mi ha mormorato:
“Grazie di non aver pensato solo a te. Sei come papà”.
“Cosa!!” esclamai.
“Si sei stato come papà quando scopa la mamma. Aspetta sempre che lei viene prima di sfilarglielo”.
E mi ha raccontato che qualche volta li spiava mentre scopavano e che aveva visto anche papà che si inculava la mamma.
Mi fece diventare il cazzo di botto di nuovo durissimo. L’ho rigirata e gliel’ho rimesso di nuovo in fregna con decisione. Da quel momento il cazzo non ha più voluto sapere di ammosciarsi. Me la sono scopata altre sei o sette volte. Non riuscivo ad essere soddisfatto. Immaginavo mia madre a pecorina con mio padre dietro che se l’inculava. E scopavo mia sorella con rinnovata lena. Mia sorella alla quinta scopata mi ha pregato di smetterla che ormai lei aveva la fregna tutta sfatta e non riusciva a venire più.
Ma il mio cazzo non voleva saperne di afflosciarsi. Come lo toglievo dalla sua sorca sentivo il bisogno di rimettercelo. Lei mi ha domandato se non era il caso che me la inculassi. Che forse poi la voglia mi sarebbe passata. Ma io quella notte volevo solo la sua fregna. Quella volta i coglioni mi si sono seccati. Dopo la quinta scopata neanche ho sborrato più. Venivo a secco e non ho messo più neanche il preservativo. Scoparla senza preservativo era ancora più eccitante. Sentire la carne della sua sorca fasciare il mio cazzo era sublime. Finalmente all’ottava scopata, quando l’ho tolto dalla sua fica, ho capito che non sarei riuscito a scoparla per la nona volta. Mi sono staccato da lei e mi sono addormentato senza che neanche me ne sia accorto.
Mi sono risvegliato ancora stanco la mattina dopo.
Sono stato poi quattro notti senza andare in camera di mia sorella, ma alla quinta notte l’ho fatta mettere a pecorina e me la sono inculata e scopata. Un po’ in fica un po’ in culo fino a sborrarle nel culo. Poi mi sono fatto fare un bocchino con la solita sborrata nella sua bocca e bevuta di lei.

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