incesto

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C’è il sole, è una bella giornata, è ora di aperitivo!
Sono appena uscita dalla doccia, devo vestirmi e poi raggiungere le mie amiche. Sarebbe carino scrivervi durante l’aperitivo, ma non so se ce la farò. Un po’ perché non voglio passare da asociale, un po’ perché non voglio che sappiano che scrivo. Male che vada, fanciulli miei, ci sentiamo dopo!
Intanto vediamo come vestirci… avete idee? Per questa sera ho deciso di mettere i collant, una gonna di jeans e i miei stivaletti neri che adoro. Sopra? Uhm… ho paura che quando scenderà il sole si farà freschetto… camicia, e giacchetta. Poi prendo su un maglioncino. Metti caso che serva!
Indossavo la stessa gonna la prima volta che baciai una donna in pubblico. E avevamo sempre iniziato dall’aperitivo. Beh, ma adesso proprio devo andare, un bacio!
Sera. O notte dovrei dire? Ho bevuto. Sono alticcia e di buon umore.
C’è stato un momento divertente durante l’aperitivo. Stavo chiacchierando con Martina, una mia amica e no, visto che so che me lo chiederete, non è quella del piercing al capezzolo, quando il mio telefono ha trillato. Ho aperto il telefono distrattamente, pensando che fosse la solita mail del solito fissato. Via, chiamarvi maniaci mi pare eccessivo! Resta che, ogni tanto, mi annoiate. Beh, stavo dicendo, ho aperto la mail.
“E per quanto riguarda l’essere troia, dovresti considerarlo un complimento.”
È stato imbarazzante trovarmi a ridere davanti a tutti. È stato ancor più imbarazzante dovermi inventare una scusa credibile così, su due piedi. Ho scoperto di avere innate doti teatrali! Ho improvvisato e mi sono salvata.
In ogni caso, grazie! Resta il fatto che, complimento o no, io mi ritengo una troia. E uso volutamente questa parola proprio perché son donna e voglio che lo sappiate. Mi piace scopare. O forse dovrei dire… mi piace essere scopata. E non solo dal mio fidanzato. Questo, ovviamente e già lo immagino, attirerà su di me i vostri “migliori” commenti. Ora, probabilmente è l’alcol che parla e sono un po’ troppo schietta.
Tutto questo per dirvi che penso di aver sempre avuto una predisposizione naturale a questo… mio lato. Perché? Adesso ve lo racconto, ma temo che mi prenderò i peggiori insulti.
Come vi ho raccontato, approfittando dell’assenza dei miei, invitai Mirko a casa mia e lo facemmo. Sì, fu davvero bello. Mirko mi soddisfò in pieno, in tutti i sensi, si potrebbe dire. Fatto sta che, proprio nel momento in cui Mirko si… svuotava… (diciamo così, va bene?) dentro di me, i miei fecero un terribile e anticipato rientro a casa. Perché, ovviamente, le cose non possono filare lisce, no! Mi salì il panico. Come avrei fatto con Mirko? Persa, ero completamente persa. Con la testa nel panico mi infilai il pigiama in tutta fretta e dissi a Mirko di infilarsi sotto al letto.
“Che cazzo hai combinato?”
Mio fratello si chiama Mattia e mi è sempre piaciuto il fatto che abbia due anni meno di me. Voglio dire… due fratelli… due anni di distanza… sono pazza?
“Che cazzo hai combinato?”
Era lì in piedi, davanti a me, seduta sul bordo del letto. Guardava verso di me… o meglio, verso il cavallo dei miei pantaloni. Il fatto è che (imbarazzante raccontarvi questo momento), presa dal panico, mi ero infilata i pantaloni senza le mutande. E la cosa vergognosa di tutta questa scena è che… lo sperma di Mirko era colato dal mio sesso e aveva macchiato il tessuto quando ero corsa a salutare i miei.
“Io… io… niente…”
“Ma come niente? Sembra che ti sei pisciata addosso!”
Al panico si aggiunse il panico. Credo che le mie guance abbiano assunto ogni possibile colore di questo mondo e quando alzai lo sguardo su di lui, capì che non era pipì. Mattia sgranò gli occhi e spalancò la bocca. Ero rido ripensando ad allora, ma quel momento fu follia.
“Quella non è pipì…”
Sbiancai.
Voi cosa avreste fatto al mio posto?
Mio fratello si guardò attorno e mi fissò.
“Tu stavi scopando!”
“Ssshhh!”
Mi alzai di scatto e gli misi una mano sulla bocca implorandolo con lo sguardo di tacere. Restammo immobili. Avevo il cuore che martellava a mille e non avevo la più pallida idea di come comportarmi. I miei non avevano sentito nulla.
Ma di colpo sentii io qualcosa. Le dita di mio fratello contro il mio sesso. Aveva spinto il cavallo in su, proprio contro… ehm… la mia figa…
Balzai di scatto per lo spavento e la vergogna e quasi mi scappò un urlo. Fu terribilmente imbarazzante e mortalmente vergognoso vedere mio fratello portarsi le dita alla bocca e leccarne uno. Sarei voluta morire.
“Tu stavi…”
Lo pregai di tacere e gli feci cenno di chiudere la porta. Fortuna mia lo fece e ci chiuse in quella camera, isolandoci dal resto del mondo. Mattia, io e Mirko. Nascosto sotto il letto.
“Ti prego non urlare.”
“D’accordo. Ma tu stavi scopando?”
Vergognosamente scoperta da mio fratello. Aveva senso mentire? Non ne trovai.
“Sì…”
“E hai la figa piena di sperma?”
“Sì…”
“Fa vedere.”
Immaginate la mia faccia, il delirio che mi passò in testa.
“Cosa?!”
“Fa vedere!”
“Ma… sei pazzo?”
“Io?”
“Sono tua sorella Tia…”
“Dov’è lui?”
“Per favore smettila.”
Fece per andare verso la porta. Il panico. La paura. Il terrore.
“Andrò a chiamare babbo e risolverà lui la cosa.”
“No aspetta!”
“Dimmi.”
“Ti prego, non fare così.”
“Cosa stavi facendo?”
“L’hai detto tu.. stavo scopando. Non dovevate essere qui.”
“E lui è venuto dentro.”
“Sì…”
“Voglio vedere.”
“Vedere… cosa?”
“La tua figa piena di sperma.”
“Ma… sono tua sorella…”
“Io non ti toccherò.”
“Mi vergogno…”
“Chiamo babbo?”
“Sei un infame…”
“Scegli.”
Voi che avreste fatto? Infilai le mani nell’elastico dei pantaloni e li abbassai. Nuda davanti a mio fratello. Voi non avete idea dell’imbarazzo e la vergogna della cosa. E tutto questo con Mirko sotto al letto, a pochi passi da me.
“Ecco.”
“Non vedo sperma.”
Mio fratello mi aveva in pugno. In quel preciso momento capii che avrei dovuto prendere in mano la situazione. Lo guardai negli occhi e, senza distogliere lo sguardo, mi misi un dito dentro. Lo tirai fuori e me lo misi in bocca. Poi mi avvicinai a lui e gli misi una mano sul pacco. In un attimo scivolai dentro i pantaloni.
“Mirko è sotto il mio letto. Stanotte tu starai in silenzio al tuo posto e noi faremo quello che vorremo. Mi aiuterai a farlo uscire. In cambio io ti farò il più bel pompino della tua vita.”
Restò perplesso. La sua espressione cambiò radicalmente e capii che era mio.
“Subito.”
“Subito cosa?”
“Me lo succhi ora. E io ti aiuterò.”
“Affare fatto.”
Mi vergogno terribilmente per quello che ho fatto, ma non avevo scelta. Mi misi in ginocchio davanti a lui. Mi perdonerete se sorvolo su quei dettagli e mi limiterò a dire che mantenni la promessa e ingoiai il suo seme.
Seguì la presentazione (imbarazzatissima per tutti) tra Mirko e Tia. Ricorderò sempre la faccia carica di disprezzo con cui mi guardò Mirko nei primi istanti. Avevo succhiato il cazzo a mio fratello. Che cosa terribile. Ma gli feci cambiare presto idea. Ci mettemmo a letto e scopammo. Tutta la notte. E aver mio fratello lì a guardarci rese tutto mille volte più eccitante. Capite perché dico che sono una troia?

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