io e lei lo scambio

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La storia che vi racconterò è come sempre vera. Per chi non ci conoscesse vi invito a leggere le nostre prime storie intitolate “IO E LEI” dalla n.1 alla n.6.
Dopo i vari racconti inseriti (tutti veri), siamo stati contattati da una coppia di fidanzati della provincia di Bergamo che saluto. I nomi che inserisco sono inventati per ovvie ragioni. Lui, bruno 44enne, alto circa 1,75m, fisico palestratissimo, ex culturista a livello agonistico, biondo, professione ragioniere. Lei, Angela, 19enne, alta (si fa per dire) 1,58, molto piccola, gambe magrissimi, fianchi strette, ma non so come mai aveva una quarta abbondante di seno, bionda, capelli lisci, e un sedere niente male. Lui era divorziato da 10 anni e conviveva da circa 1 anno con lei, studentessa di biologia.
Dopo il contatto per mail, lo scambio di foto e una serie di telefonate, decidemmo di incontrarci a Roma per passare il weekend scorso insieme. Mara era eccitatissima. Non avevamo mai provato un’esperienza di scambio e per questo eravamo un anche un po’ preoccupati sulla reale presenza dei due tipi.
Partimmo la mattina presto in macchina. Mara era eccitatissima e in valigia avevo messo qualsiasi tipo di diavoleria:dall’intimo, alle scarpe, agli indumenti. Arrivammo a Roma per le dodici ma prima di uscire dal casello autostradale mara volle cambiarsi. Indossava una tuta e voleva farsi più sexy (per me anche troppo). Ci fermammo in un’area di servizio e parcheggiamo in una zona piuttosto marginale. Andò in bagno poi ritorno: si spogliò, rimase completamente nuda, poi indossò un perizoma nera con la trasparenza all’altezza del pube, un reggiseno a balconcino con la solita parte che lasciava libera in bella mostra i capezzoli, un reggicalze e calze nere non troppo scure. Poi una minigonna grigia aderentissima e una camicia bianca aperta all’altezza del seno. Era una schianto. Vide la mia eccitazione e mi disse: “Ehi, già da ora stai così?! Non posso mica lasciarti così, non vorrei che stasera venissi troppo presto e rovini la festa!” detto questo, lei sedeva sul sedile anteriore del passeggero, mi sbottonò e abbassò i pantaloni e tirato fuori il mio arnese sin inclinò verso il mio pene e lo divorò. Anche lei era eccitata e iniziò a dimenarsi come una pazza e ad andare su e giù con la testa. Non venivo. Ogni tanto lo tirava fuori e lo leccava a mo’ di gelato con tutta la lingua fuori e la bocca spalancata. Ad un tratto vedemmo un pallone rimbalzare sul cofano della nostra macchina. Più in là c’erano due bambini che giocavano mentre i loro genitori facevano una pausa. In un primo momento pensammo fosse finita con il bambino che avesse ripreso il pallone e si fosse allontanato … invece, mi girai vero il finestrino destro posteriore e vidi i due spiaccicati contro il finestrino a spiarci. Glielo dissi a mara e lei mi rispose:”quanti anni potranno avere?” e io:”tredici, quattordici”. E lei:”lasciali pure guardare, anzi abbassa il mio finestrino e fai cenno di passare avanti così vedranno meglio e imparano.” Così feci, abbassai il finestrino, e loro si appoggiarono proprio alla portiera. Mara continuava a dimenarsi sul mio cazzo:se lo leccava da esperta e ogni tanto lanciava sguardi da porca ai due, poi mi guardava e sorrideva. Io ero attento affinché non facessero registrazioni con cellulari. Dopo una ventina di minuti venni in bocca a mara e lei mi ripulì per bene tutta la cappella. Ci ricomponemmo, salutammo i due e ce ne andammo.
Il punto di incontro era all’una alla piazzetta della Fontana di Trevi, piazzetta piuttosto piccola e quindi di facile controllo. Li vedemmo: lui indossava un paio di jeans e una maglietta nera elasticizzata. Lei un vestitino che le copriva a malapena il sedere che nel camminare saliva su mettendo in evidenza la balza delle autoreggenti color carne, capelli legati dietro, bellissima. Io e mara eravamo davvero contenti perché i due erano ben messi anche dal vivo. Ci salutammo come si fa tra vecchi amici, poi decidemmo di andare in un ristorantino e pranzammo. Durante il pranzo si parlava di un po’ di tutto, ci si lanciavano occhiate intriganti. Pagai il conto e facemmo il giro tra le vie e negozi. Le due ragazze sembravano andare d’accordo e ci fecero spendere a me e a bruno un bozzo di soldi per vari capi. Ci mettemmo in macchina mia e facemmo in giro, poi andammo in albergo e prenotammo due stanze contigue. Lasciammo le valigie e ci demmo una sistemata per uscire e cenare. Ci incontrammo dopo circa un’ora. Io e bruno indossammo un abito il classico. Angela indossava un vestitino cortissimo tipo il precedente tutto luccicante di pagliette, decolté in bella mostra, scarpe alte tacco penso 15cm da trampoli. Mara invece indossava una mini di jeans che più mini non si può, una camicia di seta nera. Entrambe non indossavano le calze in quanto era una serata piuttosto mite e neanche il reggiseno.
Dopo il pomeriggio a spasso a far shopping ci concedemmo una bella cena a base di pesce fresco e cotto. Il vino si beveva con facilità eravamo tutti su di giri ma lucidi.
Dopo la cena ci concedemmo una bella passeggiata fino al nostro albergo. Il momento stava per arrivare ne eravamo tutti consapevoli. Strada facendo mara ci propose di scambiarci partner per provare il brivido di camminare abbracciata ad un altro uomo mentre il proprio partner la guarda. Così facemmo. Angela al mio fianco era davvero piccolina. Dal di sopra potevo ammirare le sue tettone: belle davvero e non mosce ma rimanevano ben su. Bruno cinse il suo braccio al fianco di mara e con la mano poco sopra il sedere la stringeva a sé. Feci lo stesso io con angela. Noi eravamo dietro bruno e angela. Mentre camminavamo iniziai a palpare il culo di angela che mi guardò sorridendo. Era una nuova emozione che non provavo dai tempi delle scuole medie quando si palpava il sedere alle proprie compagne di classe. Ve lo ricordate? Pino piano visto che stavamo percorrendo una via laterale poco illuminata le alzai leggermente il vestito che comunque copriva il sedere e le toccai da dietro la vagina:era senza mutande la sporcacciona e già tutta bagnata. Dopo un po’ anche bruno mise la mano sul culo di mara. Lei di istinto si girò verso di me quasi dicendomi vedi?
Giungemmo all’albergo. Nell’ascensore iniziammo a limonare. Le due tipe si avvinghiarono a noi maschi. Entrammo in camera loro. Mara era su di giri. Appena chiusi la porta della camera fece appoggiare al muro bruno e si inginocchiò sbottonandogli i pantaloni e facendo uscire un bel cazzo. Se lo infilò in bocca e iniziò a spampinarlo. Angela invece si abbasso le bretelle del vestito e se lo sfilò rimanendo nuda davanti a me che ero seduto a bordo del letto. Angela salì in piedi sul letto e su di me e stando in piedi mi diede modo di leccarle quella figa ormai un lago di umori. Poi scese dal letto, io mi spogliai, rimasi completamente nudo, lei mi fece sdraiare su letto e facemmo un bel 69. Una leccata lenta ma continua. Vedevo penzoloni due tettone esageratamente grandi e naturali con i capezzoli che si strofinavano sulla mia pelle. io avevo la faccia incollata tra quelle due natiche fantastiche. Ogni tanto lanciavo un’occhiata a mara. Si erano entrambi spogliati: lei era appoggiata al muro a 90 gradi e lui da dietro la stava penetrando. Era la prima volta che mara si faceva penetrare da un uomo un po’ più giovane. Vedevo quest’uomo muscoloso che si afferrava ai fianchi di mari e la penetrava così forte da farla gridare ad ogni colpo. Angela poi si girò, si sedette sul mio cazzo e iniziò a cavalcare. Sembrava proprio stesse cavalcando: saliva e scendeva molto velocemente e io che vedevo sobbalzare quelle tettone. Poi mi feci leggermente su con la schiena mentre lei continuava a galoppare io mi leccai quel paradiso di tette. Si avvicinò al mio orecchio dicendomi che era contentissima di me e del mio pene: in effetti il pene di bruno era in parte nascosto dai muscoli anche se comunque era rispettabilissimo. Facemmo sesso per un paio d’ore alternando momenti di sesso sfrenato a momenti di tenerezza e calma. Io due si fecero poi sul lettone e continuammo a scopare: posizionammo le due ragazze a pecora con la faccia verso il muro e noi dietro che le penetravamo. Ragazzi vi dico una scopata bellissima: si sentivano i colpi per lo sbattere dei corpi durante l’affondo. Stavamo per arrivare: decidemmo di sborrarle un faccia. Si girarono: noi in ginocchio su letto, loro a pecora con la lingua sui nostri cazzi: sborrammo. Lunghi e consistenti fiotti di sperma bagnarono il viso delle ragazze. Non potevano più neanche aprire gli occhi. Le accompagnammo in bagno per sciacquarsi. Poi stanchi noi tornammo nella nostra stanza. Mara era contentissima … io più di lei. Ci facemmo la doccia assieme e riprendemmo a fare l’amore: per la situazione vissuta eravamo ancora eccitati. Ci baciammo a lungo e teneramente. Poi salì su di me con le gambe mi cinse la vita e la iniziai a penetrare. La ripresi a scopare alla grande, mi ripeteva in continuazione che mi ama. Poi scese, mi diede le spalle e la continuai a penetrare … sembrava non le bastasse mai e aveva orgasmi ripetuti. Io ero stanco. Uscimmo dalla doccuia… ci sdraiammo sul letto: io sfinito, lei con le sue ultime forze prese in bocca il mio pene e mi fece un pompino da favola … le sborrai dopo circa mezz’ora.
Pensavamo fosse finita lì. Ci eravamo organizzati per partire subito dopo pranzo. Angela e bruno invece avevano il treno alle 11.30.
Al mattino presto verso le 7.30 eravamo in pieno sonno quando sentì bussare alla porta. Mara era completamente nuda al mio fianco che continuava a dormire. Io ero nudo. Apri leggermente la porta: era bruno in accappatoio. Mi disse che angela al mattino presto aveva avuto il ciclo e ora dormiva profondamente. Mi disse se mi andava di farlo in tre con mara. Gli dissi di sì. Lo feci entrare in silenzio: io ero nudo, lui si tolse l’accappatoio e rimase nudo. Scostai il lenzuolo da mara: era a pancia in su nuda. Ci mettemmo in ginocchio sul cuscino io da un lato e lui dall’altro e iniziammo ad accarezzare con le nostre cappelle le labbra di mara. Lei pian piano si svegliò, prima quasi intimorita per un po’ poi quando capì la situazione sorrise e aprì la bocca accogliendo le nostre cappelle una alla volta. Poi si girò di pancia sul letto mettendo in bella mostra il su fantastico culo. Le nostre quattro mani la accarezzavano dolcemente, le nostre lingue la leccavano dappertutto. Era eccitata: si sedette sul bordo del letto e noi in piedi davanti a lei: iniziò a spompinarci con estrema bravura e dimestichezza. Poi io mi sdraia i sotto di lei e bruno si mise in ginocchio dietro di lei che era a pecora: bruno la inculò (scusate il termine) io le penetrai la vagina. Andammo così avanti per circa 15 minuti: mara sotto i nostri colpi gridava come una pazza e ci incitava a fare più forte e veloce. Poi bruno tirò fuori il suo cazzo e sborrò sul culo di mara. Poi venni io. Stanchi ci sistemammo. Più tardi salutammo i due e partimmo.

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