istantanee

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Avevo 20 anni, ero un bel ragazzo, atletico e dinamico, ed avevo una grande passione, la fotografia.
Mi piaceva l’idea di fissare un momento che sarebbe rimasto lì, immortalato per sempre, e guardandolo successivamente mi avrebbe provocato un moto di ricordi nostalgici.
Capitava spesso che mi portassi in giro la reflex, una 5d, allora appena uscita, che mi prestava mio fratello fotografo di professione, anche la sera quando uscivo con gli amici per due motivi, il primo è che adoravo fotografare alcune situazioni in notturna con quelle luci particolari che a volte vengono a crearsi, il secondo è che era la mia preferita tecnica d’approccio con le ragazze.
Le cercavo da sole e, con la scusa di fare qualche foto iniziavo a flirtare con loro, provando a seconda delle situazioni di fare lo splendido o il simpaticone o il sofisticato.
Come tecnica dava ogni tanto i suoi frutti, non era infallibile al cento per cento, ma era facile in quel modo attirare la curiosità delle ragazze, e anche se quella volta non andava bene eri comunque entrato nell’immaginario della ragazza in questione.
La vicenda che racconterò qui riguarda una di quelle notti.
Mi trovavo nella piazza principale della mia città, Pavia, insieme ad alcuni amici, avevamo già iniziato a bere da un pò e, mentre iniziavo a sentire l’effetto dell’alcool, ecco che mi allontanai dal gruppo con macchina alla mano.
In quel momento dovevo solo farmi cogliere dalla situazione e girare, prima o poi avrei trovato un immagine da registrare o una ragazza con cui provarci.
La prima cosa che vidi fu un’anziana seduta sul balcone che guardava verso la piazza, ovviamente non volevo provarci, ma le luci dei lampioni la illuminavano in modo tale da rendere il suo volto di marmo, bloccato in quella posizione con un’espressione che era un misto di durezza, compassione e disgusto, tipico degli anziani, nei confronti di tutti noi ragazzi ammucchiati a bere nella piazza.
Passai un’altra mezz’oretta a fare foto in giro quand’ecco che la vidi.
Parlava con un’amica, era bellissima. Capelli lisci lunghi che le scendevano fino alla vita, viso dai lineamenti molto dolci, con un nasino all’insù appena accennato e due occhi verdi splendidamente sottolineati dal trucco. Fisicamente era magra con un bel sedere, il seno non era molto grosso ma quando il resto del corpo è di quel livello tralascio volentieri quest’aspetto.
Iniziai a provarci con lei usando la solita scusa della macchina, loro due sembravano apprezzare le attenzioni che stavo dando loro.
Lei si chiamava Siria, l’amica Erica, anche quest’ultima era una bella ragazza, ma in confronto a Siria non era nessuno.
Fare il simpaticone con loro stava funzionando, mi dissero che si erano diplomate da poco e che stavano rilassandosi quell’estate in attesa di intraprendere l’università a settembre. Erica abitava lì a Pavia, mentre Siria si era trasferita in un monolocale finanziato dai suoi genitori.
Mi divertii molto a parlare con loro, erano entrambe molto spigliate, ma non riuscivo ad avere un momento per stare solo con Siria.
Ma ecco che a una cert’ora Erica se ne va, lasciandomi in compagnia di quella splendida ragazza con un occasione da non farsi scappare.
Stavamo entrambi bevendo, ma non eravamo ubriachi, giusto un pò brilli.
Capii che a lei piacevo da come parlava e dai segnali che mi lanciava. Mi duole ammettere che fu lei a fare la prima mossa, mi guardò e mi chiese:’Ti va di venire da me a farmi qualche foto?’.
Compreso a quel punto come sarebbe andata la serata non esitai a dirle di sì e ci allontanammo così verso casa sua mentre lei mi teneva per mano.
Una volta arrivati da lei andò in bagno per qualche minuto, quando tornò mi guardò e con il suo sguardo penetrante mi disse:’ Iniziamo?’.
Andammo in camera sua, acccendemmo un paio di candele per creare atmosfera e iniziai con qualche scatto preliminare, lei era un po impacciata e continuava a fissare la reflex con sospetto, ma dopo poco perse ogni timore ed iniziò a lasciarsi andare.
Le feci qualche foto sul letto lei era là ferma che mi guardava, la profondità del suo sguardo era in contrasto con l’eccitazione che traspariva dai suoi occhi.
Piano piano si sdraiò sul letto ed iniziò a rotolarsi sotto il lenzuolo che copriva il letto. Nel frattempo io mi muovevo intorno al letto seguendo i suoi movimenti e cercando di starle al passo.
Il tempo passava e lei perdeva ogni inibizione a farsi immortalare, come due ballerini che cercano di trovare una unità di movimenti e una fluidità nei gesti, così facevamo noi due, con la differenza che era lei a dirigere ed io cercavo di stare al suo passo.
La sinuosità delle sue forme era sottolineata ed impreziosita dalle coperte che la coprivano e la scoprivano creando un gioco di vedo e non vedo. Si tolse lentamente la maglietta mentre era sotto le coperte, una spalla rimase scoperta mentre il reggiseno era rimasto come ultima barriera a coprirle il petto.
Ero completamente rapito dalle sue movenze, mentre la seguivo nei suoi movimenti, emanavano un misto di dolcezza ed erotismo.
Mi accorsi di avere un erezione che si vedeva dai pantaloni, ma non saprei dire se lei se n’era accorta, presa com’era dal suo coccolarsi con il lenzuolino che era ormai una parte di lei.
Così si tolse i pantaloni e rimase con un paio di mutandine striminzite mentre i suoi glutei e le sue cosce erano completamente in vista.
Poi di colpo tolse le coperte rimase distesa sul ventre in una posizione che sottolineava la bellezza del suo corpo, girò la testa e disse:’Vuoi continuare a fotografarmi o preferisci distenderti qui accanto a me?’.
Senza neanche pensarci misi da parte la macchina fotografica e mi sdraiai sopra di lei.
Le leccai tutto il sedere mentre poco dopo con i denti le strappai le mutandine esponendo alla mia vista il suo sesso.
Iniziai a leccarle la figa già bagnata in abbondanza mentre mi spogliavo di tutti i vestiti.
Una volta nudo ci dedicammo ad un pregiato 69 che ci mandò in estasi. Avere la sua fica in bocca con tutti i liquidi che mi colavano in faccia mentre la sua lingua era stretta intorno al mio cazzo mi eccitava a livelli incredibili.
Passammo qualche minuto in questa posizione poi lei mi infilò il preservativo e partimmo con una pecorina che mi fece sentire i suoi rantolii, potevo così guardare lo spettacolo del suo fondoschiena che si muoveva avanti e indietro sul mio uccello. Mentre la montavo le baciavo la schiena mordicchiandola in modo tale da sentirla gemere, le tolsi anche il reggiseno, ultimo baluardo di una pudica resistenza ormai abbattuta del tutto.
La girai dall’altra parte e la scopai per bene, baciandola sul seno e sul viso mentre sentivo la sua lingua sul mio collo.
Capitolammo qualche minuto dopo con un gemito di piacere da parte di entrambi, se chiudo gli occhi riesco ancora a sentire i suoi versi nelle mie orecchie.
Restammo lì distesi nudi fianco a fianco a parlare, ridere e scherzare per tutta la notte a lume di candela…

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