la comitiva delle troie e dei cornuti

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Forse lo ero già di prima e non lo sapevo, ma da quando scopo con Alfredo tutta la mia troiaggine è venuta fuori. Sono quasi 2 anni. Purtroppo facciamo salti mortali per incontrarci in quanto lui e Margherita, la moglie, io ed Andrea, mio marito, Mauro e Cristina, Roberto e Anna M. formiamo una solida comitiva da alcuni decenni. Sono diventata così libidinosa e vogliosa del cazzo di Alfredo che non potendolo avere a disposizione a mio piacimento mi diletto, navigando, a frequentare questi siti eccitandomi e masturbandomi leggendo soprattutto di mogli troie come me o di scambi di coppie. Fu così che per caso, su un sito che non è questo, mi imbattei nel racconto di Alfredo che parlava di noi. Non ebbi dubbi; non potevamo essere che noi; mi riconobbi nella descrizione che fa di me: bionda, occhi azzurri, formosa e due belle tette che, come dice lui, sono motivo di sfottò da parte loro, nell’ambito delle nostra amicizia, e motivo di vanto per me. E poi la storia era quella: il primo approccio quasi per caso e per gioco, il primo incontro con qualche remora da parte mia ma lussuriosamente trasgressivo e appagante e il secondo incontro con più consapevolezza da parte mia e più porcaggine da parte sua. Già in questi 2 incontri mi esibii, grazie alla sua porcaggine, in atteggiamenti sessuali che non mi ero mai permesso con mio marito. Per farla breve, la prima sborra che ho preso in bocca è stata quella di Alfredo e il primo cazzo nel culo è stato quello suo. Che stronzo però! Perché non mi ha detto niente? Fra l’altro non pensavo che frequentasse questi siti. Nemmeno io gli dissi niente. Un sabato sera, mentre eravamo tutti insieme, osservando le 3 mie amiche, mi sono chiesta: possibile che sono tutte santerelline e non hanno qualche scheletro nell’armadio? Sono solo io la troia qui dentro? Un giorno, trovandomi da sola con Anna M., commentando la separazione di una coppia conoscente, si diceva perché lei avesse un amante, la mia troiaggine, dopo essere d’accordo che di questi tempi, con la vita che si fa, può anche accadere di avere un momento di debolezza, mi venne di confessare un falso tradimento. “Sai! Posso dirti una cosa? Lo dico a te che so chi sei e so che posso fidarmi. E’ successo pure a me qualche anno fa” “No! Non mi dire! E se lo sapesse Andrea?” Aveva poco di che meravigliarsi in quanto, raccontandole delle fesserie di come era successo, alla fine le dissi: “Scusa, può succedere in certi momenti di essere deboli” “S ma….” “Perché a te non è mai successo?” Sobbalzo sulla sedia e arrossì. Insistetti: “Che c’è di male? Tutte possiamo trovarci in certe situazioni!”- Si sentì in buone mani e mi raccontò di aver tradito suo marito Roberto una volta, una decina di anni fa. Una bella scoperta. Feci la stessa cosa con Margherita, la moglie del mio amante, e mi disse che non mi condannava perché purtroppo sono cose che possono accadere e che comunque, anche se lei ne avesse già avuto l’opportunità e l’occasione, essendosi trovata in una certa situazione, non l’ha mai fatto. Con Cristina non ebbi nemmeno il tempo perché qualche giorno dopo, sabato sera, come tanti altri sabati, eravamo tutti insieme proprio a casa sua e casualmente, uscendo dal bagno, sentendo un parlottio, diedi uno sguardo nella stanza accanto e vidi Cristina, la padrona di casa, e Roberto, il marito di Anna M., che, sicuri di non essere visti, si baciavano. Rimasi sorpresa e tornai dagli altri cercando di essere serena. Anche loro, prima lui e poi lei, sembravano sereni. Erano dunque amanti. Cristina è la più grande di noi donne, avendo 53 anni. E’ ancora una gran bella donna: castana, longilinea e sensuale. Roberto è il più giovane dei mariti, avendo 51 anni ed è un bell’uomo. Che bella comitiva la nostra! La comitiva dei cornuti e delle troie. Non dissi niente a nessuno, né a mio marito Andrea né al mio amante Alfredo. Ad un certo punto ebbi una strana idea e quando se ne presentò l’occasione, sicura che non sarebbe stato possibile che si verificasse un’eventualità così favorevole, cercai di metterla in pratica. Anna M. era a Milano in quanto la figlia a giorni avrebbe partorito e Roberto, suo marito, nonché amante di Cristina, l’avrebbe raggiunta dopo. Margherita da qualche giorno dormiva dalla mamma, in un paesino vicino, in quanto quest’ultima stava poco bene. Mauro, il marito di Cristina, era partito per Roma domenica pomeriggio per suoi problemi sindacali e Andrea, mio marito, l’indomani mattina, lunedì sarebbe andato fuori per 2 giorni, come spesso capita, per motivi di lavoro. Quindi restiamo in città io, Alfredo, cioè il mio amante; Cristina e Roberto amanti. Lunedì, nel primo pomeriggio, metto in atto il mio piano. Organizzo una pizziata a casa mia. Li chiamo al cellulare ad uno ad uno. Rassicuro Alfredo sul fatto che comunque, come programmato, avremmo trascorso la notte insieme. Cristina e Roberto in un primo momento sembrano contrariati: possibilmente avevano programmato la stessa cosa pure loro. “Come, senza i nostri mariti e le loro mogli?” dice lei, “Che c’è di male! Mica ci stiamo conoscendo ora!” le dico io. Infine siamo tutti d’accordo. Li aspetto per le 20,00. Che troia che sono! Impasto la farina e preparo gli ingredienti, fortunatamente ho tutto in casa. Ritelefono Alfredo e gli dico di portare del buon vino. Non voglio usare le riserve di mio marito, l’avrebbe notato. Doccia e poi cerco qualcosa che mi faccia sexy. Inizio dall’intimo: slip azzurro e niente reggiseno; gonna di jeans 4 dita sopra le ginocchia e con spacchetto posteriore; maglietta bianca lasciata libera sui fianchi ma che, nello stesso tempo, non copre del tutto la rotondità del mio culo e mette in evidenza il mio gran seno; infine un paio di sandali che, seppur con tacco non eccessivamente alto, mi slanciano le gambe. Mi guardo allo specchio e mi vedo provocante. Anche molto troia per la situazione che avevo organizzato. Apparecchi la tavola del soggiorno, accendo la TV e alle 19,30 incomincio ad infornare le 3 qualità di pizza che avevo preparato. Il primo ad arrivare è Alfredo. Essendo da soli ci baciamo e ne parliamo chiedendomi il motivo di tutto questo. Naturalmente non gli dico della mia idea e restiamo d’accordo che dopo sarebbe tornato per dormire insieme. Arriva Roberto con una bottiglia di prosecco e come sempre ci baciamo sulle guance. Anche loro, come sempre. Quindi si accomodano sul divano per seguire il TG. Io ritorno in cucina; la pizza è pronta e porto a tavola degli antipasti a base di sottaceti, olive e salumi. Mentre faccio avanti e indietro dalla cucina avverto i loro sguardi addosso, specialmente quelli di Roberto. E’ proprio in questo momento, quando chinandomi noto i suoi occhi sulle mie cosce, che decido di civettare con lui. Quando arriva Cristina sono le 20,10. Si scusa per averci fatto aspettare, saluta tutti con i soliti baci sulle guance e poi mi chiede come mai di questo fuori programma. La guardo come per rimproverarla e le dico di venire in cucina per aiutarmi. Indossa una gonna bianca attillata e una camicetta blu. A tavola tra di noi gli argomenti non mancano. siamo tutti in confidenza e già, subito dopo gli antipasti, assaggiando la pizza, tutti mi fanno i complimenti. Non voglio dilungarmi tanto ma Roberto insiste, forse perché conoscendomi bene, come tutti gli altri, spera che mi lasci andare, come al solito, essendo io l’animatrice del gruppo, a qualche mio famoso doppio senso. “L’hai fatto proprio bene sta pizza!” “Io faccio tutto bene” “Cioè? Parliamone” “Magari qualche volta che ci troviamo da soli” rispondo guardandolo in modo accattivante e strappando pure una risata a Cristina e ad Alfredo. Cristina mi aiuta a sparecchiare mentre Roberto e Alfredo seguono qualcosa in TV. Io mi attardo qualche minuto in cucina e poi ritorno in soggiorno. Il grande divano del mio soggiorno è a forma di elle – L – Sono seduti sul lato lungo in quanto di fronte alla TV. Alfredo proprio al limite estremo, Roberto dall’altra parte dove fa angolo retto con l’altro lato e Cristina nel mezzo. Il lato è lungo e non sono per niente in contatto. Io mi seggo quasi all’angolo del lato corto, proprio vicino a Roberto. Noto del nervosismo nel loro dire: “Mamma mia come mi sento piena” dice Cristina; “Come sempre ci fai sempre abbuffare” dice Roberto. E’ come se cercassero la scusa per andare. Chissà cosa avevano in programma? Sicuramente era lo stesso programma mio e di Alfredo. Quest’ultimo mi guarda come per dirmi che quasi quasi va via così se ne vanno pure loro. Devo anticipare una loro decisione. Che fa la troia che sono? Sollevo le gambe e le distendo sulle cosce di Roberto. “Fammi riposare, sono stanca. E’ una giornata che sono in piedi”. Ridono tutti. “Che sono uno sgabello? dice lui. Però mi lascia fare e anzi, dopo un minuto, mi toglie i sandali e mi massaggia i piedi per farmi rilassare. Capirete che in quella posizione la mia gonna corta e con lo spacchetto posteriore mi lascia scoperte un bel po di coscia e di sotto, suppongo, permette la visione fin quasi le natiche. Noto un grande disagio in Cristina, incredulità in Alfredo e tanta eccitazione in Roberto il quale, massaggiandomi il piede sinistro con la mano destra, mi accarezza la gamba destra con la mano sinistra. Insomma, mi piace e mi lasci volutamente andare a dei lamenti di piacere: “Ahaa! E’ rilassante! Come sei bravo!” “Sapessi…”- Cristina sorride e alterna il suo sguardo a noi e alla TV. Sicuramente si sarà pure accorta del mio piede destre sulla patta di Roberto. Il suo cazzo è duro. Lui mi guarda come per dirmi che ha capito che lo sto facendo di proposito. Cristina è strana: sta pensando che sono una gran troia oppure è gelosa delle attenzioni reciproche tra me e il suo amante? Alfredo è tutto paonazzo: è stupito del mio atteggiamento o anche lui è geloso? A questo punto spero che anche lui prenda delle iniziative nei confronti di Cristina. Invece si alza e si dirige verso la cucina dicendo che va a prendere il prosecco dal frigo. Allora faccio tutto da me: “Vieni Cristì, guarda che ce l’ha duro questo porco” “Io? E tu allora?” dice lui tutto preso con la mano destra ormai a contatto dei miei slip. Cristina ride palesemente a disagio e sicuramente gelosa. E’ indecisa. Insisto e viene a sedersi proprio a fianco del suo amante. A questo punto tolgo le gambe da sopra le cosce di Roberto, mi chino e glielo palpo con la mano sinistra. Lui sobbalza e Cristina non crede ai suoi occhi. “Guarda, tocca” le dico. Fa la titubante ma poi allunga il braccio destro e la sua mano si alterna alla mia nel tastare il cazzo. Con la mano destra mi alzo la maglietta e lo invito a palparmi le tette. “Dai, chissà quante volte l’hai pensato di palparmele! Che credi che non l’ho mai capito? Che pensi quando mi sfotti che ce li ho grosse?” Sento la sua mano sulle tette e poi mi strizza un capezzolo strappandomi un gemito. A Cristina tutto questo non è indifferente e, a quanto pare, aspettava solo l’occasione per essere più troia di me: le slaccia la cintura, abbassa la zip e glielo tira fuori. Lei lo conosceva bene, io no e mi rendo conto che ha proprio un gran bel cazzo. “Ah, Complimenti! vi date ai piaceri della carne? Ed io?” dice Alfredo tornando dalla cucina con la bottiglia del prosecco e 4 bicchieri. Si dimentica della sete e del prosecco ghiacciato; si siede a fianco di Cristina, prende a palparle le tette e poi, tirando su la gonna, le cosce. Io mi impossesso del cazzo di Roberto impugnandolo e segandolo; lui continua a giocare con i miei capezzoli e cerca la mia bocca; gliela faccio trovare spalancata e accolgo la sua lingua succhiandola avidamente. Vedo anche le lingue di Cristina ed Alfredo che si intrecciano freneticamente. I giochi ormai sono fatti e dopo che Roberto mi lecca avidamente le tette mordicchiandomi i capezzoli, mi chino a leccare il suo cazzo. Nel frattempo gemendo si sfila i pantaloni, mi sfila la maglietta e tira giù la cerniera posteriore della mia gonna. Mentre lo spompino senso i lamenti di piacere di Cristina ed Alfredo: sono completamente nudi e impegnati in un 69- Roberto tenta di sfilarmi la gonna; lo faccio io; mi sfilo pure gli slip e lui si libera completamente dei pantaloni della camicia e dei boxer; dopo di che ci sistemiamo anche noi nella posizione del 69- Ho trasformato casa mia in un casino: rumori di succhi, imbatto di carni, gemiti di 4 porci, un da parte nostra e un da parte loro; Alfredo che dice: “Cristì che bella pompinara che sei! Lo immaginavo! Fammi vedere come fai” “Non mi fare vergognare”- Roberto che mi dice: “Antonè che gran bel culone che hai! Te lo lecco” “No, non mi va” dico facendogli capire, per finta, che non me l’hanno mai leccato; “Si invece, dobbiamo fare le cose che non fai con tuo marito”- Scommetto che ad Alfredo veniva da ridere. Non vi dico quando Cristina ed io arriviamo quasi contemporaneamente all’orgasmo: il soggiorno rimbomba di gemiti e grida di piacere e di soddisfazione. Ho un’idea, tanto per stare più comodi ed evitare di macchiare il divano: dico ai 2 uomini di spostare il tavolinetto ed io, nel frattempo vado a prendere un plaid ed un lenzuolo. Sistemo il plaid sul tappeto e sopra di esso il lenzuolo. “Ma che ti sei messa in testa? Che vuoi combinare?” dice Cristina come se fosse dispiaciuta. Ma Alfredo non le da il tempo di dire altro: la trascina giù e glielo mette in bocca; Roberto si sistema supino e mi invita a cavalcarlo. Quando mi ci seggo sopra e me lo faccio entrare tutto nella fica non posso fare a meno per il piacere e, nello stesso tempo, per fare eccitare pure gli altri, di gridare: “Che bellooo! Che bel cazzone che hai!”- Dopo qualche secondo anche Cristina ed Alfredo sono nella nostra stessa posizione, al nostro fianco e, quando se lo ficca dentro sospira forte di piacere. Cavalchiamo per un bel po di minuti durante i quali i 2 uomini si scambiano opinioni su due troie e che la mia pizza era stata proprio una bella idea. Cristina è chinata, si baciano con libidine e sussurra che sta per venire di nuovo. Io sono rotta, faccio su e giù e Roberto mi strizza forte le tette e i capezzoli fino a farmi male ma dandomi anche tanto piacere. Godiamo ancora e poi, rotolando, Cristina è sotto con le gambe ripiegate, ginocchia su e Alfredo che la pompa a più non posso. Lei continua a godere e a gridare di piacere. Io continuo a cavalcare furiosamente Roberto, godo ancora e lui mi fa capire che sta per venire. “Si, riempimi tutta di sborra” dico forte appositamente per fare sentire quanto sono troia. Mi tira giù, mi ficca la lingua in bocca e, nonostante il mio peso, si agita, mugugna di piacere e mi fa sentire la sua sborra bollente nel più profondo delle mie viscere. Anche Alfredo non resiste più e pompa sempre più velocemente e con colpi che inducono cristina a gridare: “Calmati, calmatiiii, mi stai sconquassando tutta” Al che lui viene e gridono insieme di piacere. Mi alzo; sento colare la sborra lungo le cosce; qualche goccia cade sulla pancia di Roberto. “Spostati, altrimenti mi….” “Miiii, come sei esagerato! E dai che ti pulisco così non ti lamenti più” dico; al che vado giù e la lecco destando la meraviglia di Cristina. Anche lei è nella mia stessa situazione e corriamo insieme in bagno; ci asciughiamo con la carta igienica e le dico di rinfrescarsi la fica nel bidè. Mi dice che abbiamo fatto una grossa cazzata e che non è giusto nei confronti di Margherita e Anna M., a parte il fatto che siamo state 2 donnacce da strada. “Non è colpa di nessuno, è stata la situazione. E poi che donnacce siamo state? Mica lo dobbiamo raccontare a Margherita e Anna M.”- Prendo 2 tovaglie da bidè e li raggiungiamo. Io pulisco il cazzo di Roberto e lei quello di Alfredo. Poi dice che è meglio andare via. Verso il prosecco nei bicchieri e lei sorseggiando incomincia a raccogliere i propri indumenti. “Te ne vuoi andare così? Non vedi che questi 2 porci hanno le palle ancora piene?” dico tastando le palle di Alfredo. Poi continuo: “Come ce l’ha Roberto? Tasta” “Dai smettiamola” “Perché non telo vuoi fare il cazzo di Roberto? Io quello di Alfredo lo voglio provare”. Al che mi chino e prendo a leccarlo. “Sei una cavalla eh?” dice lei. La cavalla, a quanto parer, non sono solo io, visto che, mentre spompino Alfredo, Roberto la prende e sono nella posizione del 69- La cavalla non sono solo io, tanto che la vedo al mio fianco, entrambe alla pecorina, che ci facciamo scassare ancora la fica godendo come cagne. La cavalla non sono solo io, tanto che la prima a prenderlo in culo è lei. Ci inculano così, nella stessa posizione e godiamo ancora di più. E veniamo inculate ancora così quando i 2 porci si scambiano il culo fino a quando Roberto me lo sfila, me lo mette fra le tette e sborrando mi innaffia il collo, il mento e qualche schizzo mi arriva in bocca. Cristina gode con la sborra bollente di Alfredo nell’intestino e poi lui glielo strofina sulle labbra. A quanto pare siamo tutti soddisfatti. Nessuno di noi dice: Vanno via tutti insieme per evitare che Cristina andasse da sola, sono le 23,30- Dopo 15 minuti ritorna Alfredo. “E adesso?” “Adesso cosa?” “Ti sembra niente tutto questo?” “Non è mica la fine del mondo! E’ iniziato tutto stasera per caso e tutto stasera è finito”. Facciamo la doccia e andiamo a letto. Per tirarlo su faccio miracoli: pompini, spagnole, ma non invano.

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