la festa sbrodolante

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Li avevo inviati quasi tutti, nonostante la distanza e un oceano da attraversare in molti avevano accettato.
La avevo chiamata festa sbrodolante, mi sembrava un nome sobrio ed elegante.
Con Mari eravamo già uscite nel pomeriggio, con Cosmopolitan nella mano a fare le zitelle acide.
Gli altri arrivarono alle 22, ora della festa, arrivarono MarcoMundi, Nora, Lamú, Sara, Alba con Jacob e Christian, Soft, Sbronzolo, Concita, Saphire e tanti altri di cui mi scuso in anticipo per non aver nominato.
All’entrare in casa il primo che ebbe problemi fu Christian, non riusciva a passare per la porta senza raschiarla, tutti guardarono maliziosamente Jacob e Alba, che nel frattempo era già bagnata e si guardava intorno per trovare un posto in cui masturbarsi.
Dopo qualche minuto qualcuno suona alla porta e mi dicono che c’è uno che dice di essere un grande scrittore di PDF.
L’ho invitato, lo ammetto, ma solo per prenderlo per il culo, tanto so che rimarrà alla porta aspettando che qualcuno gli apra.
Le persone sono piacevoli, ben vestite, ben curate, ma nessuna si è presentata con camicetta e capezzoli turgidi e la cosa mi dispiace un po’. Ci sono anche alcuni amici miei.
Saphire comincia un discorso intenso, un po’ troppo ad essere sinceri, parla del borbottio del minestrone di lenticchie, di fare sesso cosparsi di insalata russa.
Non ho invitato il gruppo cinofilo, quelli francamente non sono di mio gradimento. Del gruppo degli psicopatici ho invitato solo Concita, che infatti continua a chiedere dov’è suo padre, lo cerca ovunque.
La tranquillizzo, le dico che non c’è, mi chiede almeno uno zio, un cugino di secondo grado, cerco di rassicurarla, ma devo dirle una bugia, le dico infatti che il padre sarebbe arrivato dopo con vodka e rape. Così si tranquillizza e la smette di rompere.
Suonano di nuovo alla porta, è di nuovo il romanziera dei PDF, dice che una volta ho scritto in un racconto ‘a me mi’ e che quindi ha diritto ad entrare. Ma niente, rimane fuori, non viene fatto entrare.
Parliamo del più e del meno, l’ambiente è decisamente frizzante e le tette di Nora sono da urlo.
Non ho mai capito come fa un ambiente a essere frizzante, ci sono le bollicine? E le tette da urlo? Ma che ti urli?
I ragazzi sono simpatici, c’è anche Aramis e il suo ragazzo, perché in casa mia gli esseri umani entrano tutti, nessuno chiede che orientamente sessuale abbiano. I psicopatici invece no, prima devono curarsi, poi eventualmente entrano.
Lo scrittore di PDF fuori continua a piagnucolare, disturba i vicini, dice che cacca si scrive ch, a seconda de contesti. Ma non entra.
Appena le discussioni cominciano ad essere più hot, la prima che si scalda è Alba che si siede in un angolo, mette la manina da 19enne sotto la gonna, scosta le mutandine ovviamente bagnatissime e comincia ad accarezzarsi.
La riprendo, le dico che non è ancora il caso. Mi dice che sua madre le ha comparto un vibratore, modello Tyrannosaurus Rex, una decina di compresse di Viagra da distribuire agli amici più intimi, ma le ha detto di stare attenta agli spifferi, di coprirsi per bene, che non vorrebbe prendesse il raffreddore.
Marco è il più simpatico, fa battute a raffica, una su cinque è una battuta brillante, le altre sono forzate tipo #sonoUnCuccioloPollo.
All’improvviso si sente un rumore, vedo il lampadario muoversi … “Christian!! Per favore stai attento a dove cammini, abbassati un po’, sei pericoloso.
Jacob e la sua tartaruga sorseggiano qualcosa e dialogano con la gente, la tartaruga sembra però un po’ più brillante nella conversazione.
Sbronzolo comincia a bere un po’ troppo e quando beve comincia con storie improbabili di dominazione, dove lui chiede il permesso su tutto.
“Ehi tu, dolce dama, avresti il piacere di essere ammanettata da me? Senza impegno eh, se vuoi. Poi dopo potrei anche darti qualche sculacciata, ma giusto un accenno. Se vuoi eh? Posso?”.
E Lamú? Dov’è Lamú? Ci guardiamo attorno e non c’è, in sottofondo però sentiamo dei rumori, vengono dal bagno: è Lamù che sta scopando con un mio amico. Non ha perso tempo, visto che tromba un giorno sì e uno no, oggi chiaramente è il giorno sì.
Si è presentata alla festa con una mini da ahhhhhhhhhhhhh (urlo) e uno sguardo che faceva capire che quella sera non avrebbe risparmiato nessuno.
Sara era corteggiatissima, i suoi capelli ricci avevano fatto colpo e dallo sguardo si capiva che anche lei prima o poi si sarebbe lasciata andare..
Mi venne un’idea, facciamo quei giochini scemi che si facevano da ragazzi nelle feste, ma con un tocco più ardito, poi vediamo cosa succede.
Il classico gioco della bottiglia, ma il sorteggiato avrebbe scelto una persona che si sarebbe dovuta togliere un capo d’abbigliamento.
Io rimasi accanto a Mari, curiose di sapere se qualche ragazzo avesse quello che a noi piaceva.
Marco fu la prima grande sorpresa: è inutile, è proprio vero che gli uomini con ironia alla fine hanno l’uccello più bello.
La regola fu confermata sia da Sbronzolo, sia da Soft. Jacob non volle mostrarsi, la sua tartaruga neppure. Christian a furia di sbattere ovunque aveva mal di testa. Lamú a furia di essere sbattuta anche, ma non smetteva e faceva bene.
Purtroppo a rovinare l’atmosfera se sentì il campanello: era la polizia. Il tizio che sbraitava fuori dalla porta, sentendo che la festa aveva preso una piega hot, si era masturbato e dopo 4 secondi e 33 centesimi venne copiosamente. Ma i vicini invece di meravigliarsi per l’abbondante produzione di liquido seminale, chiamarono la polizia. E la polizia da queste parti non ama scherzare, nè prese in considerazione il fatto che lo scrittore di PDF avesse pubblicato le sue cagate in siti prestigiosi quali fuckmea4zampe.com lasagradellafrega.it e persino misegoergosum.org
Lo portarono via.
Dentro dopo il momento di smarrimento e dopo che Alba, intravedendo il pacco di un poliziotto, si era masturbata appesa a un lampadario, l’atmosfera tornò a essere hot.
Saphire cercava intensamente un borbottio da usare come sottofondo per eccitarsi e dovetti farle un brodo, molto dirty.
Sara si era unita a Lamú ed entrambe scopavano beatamente, non disdegnando anche qualche bacio saffico tra loro.
Mari provò il pene di Marco, ma poi Sbronzolo, geloso, la volle tutta per sè, decise di dominarla a modo suo, prendendola per mano, facendola accomodare sul letto dolcemente chiedendo il permesso persino di sfiorarle i capelli, ma lo fece in modo rude “ehi ti posso sfiorare i capelli, perbaccolina?”.
Mari, sbrodolante per cotanta audacia, si lasciò andare completamente e scrisse il racconto ‘N come Ndo cojo cojo’.
E io? La Marzia insopportabile che fa incazzare gli ometti senza palle?
Io mi ero preparata una sorpresa tutta per me.
In camera mi attendeva Zeus, che nel frattempo si era preparato con lo scettro in mano.
Baffetto da sparviero, vestito da D’Artagnan, aprì il suo mantello facendo bella mostra della sua spada.
Alla cui vista l’unica cosa che mi venne in mente fu
TUTTO QUI?
Sì, fine.

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