la mia dolce vicina

Ho appena compiuto diciott’anni. Non userò il mio vero nome in questo racconto ( e se mai ne pubblicherò altri ) ma userò lo pseudonimo di ” Chuck “. Mi sono appena trasferito con il resto della mia famiglia nella zona residenziale del mio quartiere. Sono un ragazzo genovese abbastanza simpatico,moro,dal fisico atletico e molto alto. Ho due particolarità molto rare : I miei occhi sono color dell’oro. Devo dire che mi fanno riscuotere un discreto successo con le ragazze. La seconda particolarità riguarda principalmente il mio pene. Ahimè,il mio uccello non è una cima in fatto di lunghezza,ma madre natura ha fatto sì che fosse ” spesso ” più del normale rendendolo così molto eccitante per il gentil sesso. Sono ancora alle mie prime esperienze è ovvio,ma nell’ultimo periodo ho cominciato a conoscere sempre più a fondo il sesso e a sviluppare la mia piccola perversione che manifestavo già da bambino : I piedi delle ragazze. Sono un feticista e non mi vergogno di esserlo. Ovviamente non sono un depravato che si mette a fissare i piedi di qualsiasi ragazza li capiti attorno sbavando come un cane in calore che si attacca alla gamba,anzi. Durante i rapporti ho avuto l’occasione di sperimentare vari ” giochetti ” con le mie ragazze e i loro piedini e anche la tecnica del ” footjob ” che personalmente apprezzo moltissimo. La mia storia inizia quando incontrai per la prima volta la mia nuova vicina di casa,Loredana. Notai subito le sue forme prosperose : Una bella donna quasi sulla cinquantina,bionda,non molto alta e con due sise da favola. Un culo che solo a guardarlo urlava ” sfondami ” e soprattutto due piedi incredibili. A primo acchito la cosa non mi diede molto da pensare o da eccitarmi. Donna sposata e molto più grande di me non era assolutamente immaginabile che io potessi scoparla e farla urlare di piacere,quindi lascia perdere. Vennero gli operai di mio padre a riassettare la casa ( sapete,il bianco,qualche piccolo lavoretto,cose così ) . Si instaurò subito un buon rapporto di amicizia tra la mia famiglia ed i miei vicini di casa,così finì che gli operai diedero una sistemata anche all’appartamento per Loredana,che confina assurdamente troppo con il mio,tanto che sembrano quasi un unico ” maxi-appartamento “. Ho un buon rapporto con gli operai di mio padre,così finirono col raccontarmi degli aneddoti piuttosto divertenti su Loredana e le sue forme,ma sopratutto sulla sua apparente indole lasciva,lussuriosa e disinibita. Insomma un’affamata di cazzo. Anche in questo frangente,la cosa non mi diede più di tanto da pensare. I problemi cominciarono quest’estate,quando ci incontrammo casualmente in ascensore. Era da molto tempo che non ci incrociavamo e incontrandoci ci salutammo più calorosamente del solito,ma leggermente. Abitando all’ultimo piano,l’ascensore metteva qualche secondo a salire. In quel momento mi caddero gli occhi sulla sua scollatura vertiginosa,sul suo culo pazzesco e sui suoi piedi avvolti in delle infradito piccolissime. Improvvisamente mi sentii il pacco esplodere nei pantaloni. Non avevo mai avuto un’erezione del genere e abbassando lo sguardo notai un rigonfiamento davvero fuori dal normale nei miei jeans. Inizia a fare pensieri molto sexy e mi venne l’impulso che trattenni molto a stento di possederla lì sul momento. Arrivammo al nostro piano e ci salutammo normalmente. Entrato di corsa nell’appartamento mi sparai una sega. Andavo veloce come un treno,non riuscivo a fermarmi. Ma per quanto forte me lo menassi non riuscivo a togliermi il desiderio di quei piedi,di quelle labbra,di quel culo. La notte un sogno erotico tormentò il mio sonno. Io mi considero un tipo impulsivo e così decisi di tentare subito il tutto e per tutto. Dopo una settimana origliando mentre portavo fuori il cane riuscì a venire a sapere che quella sera suo marito sarebbe stato nella loro casa di campagna. I miei uscirono. Era l’occasione perfetta. Suonai al campanello. Venne ad aprirmi con una maglietta da uomo che le faceva da vestito e un paio di boxer anch’essi maschili che le facevano fa pantaloncini. Era scalza e la maggior parte delle cosce era scoperta. Il pacco iniziò a gonfiarsi. Mi fece accomodare,con la scusa di quattro chiacchere visto che eravamo entrambi soli in casa. Iniziò a complimentarsi con me per il mio fisico,e io ” scherzando ” con lei per le sue forme ancora molto prosperose ed attraenti. Il discorso degenerò involontariamente e finì per toccare il discorso del sesso. Mi confessò che non aveva rapporti con suo marito da ormai quattro anni e che stava morendo dalla voglia. Io non mi feci scappare l’occasione. Mi avvicinai lentamente e le appoggiai una mano su un fianco,dicendole che era veramente una bella donna e che suo marito era un coglione. Mi ringraziò con un sorrisino e fu allora che colpì. ” Lory ascoltami,siamo entrambi maggiorenni e vaccinati. Sei una donna fantastica,e ti desidero da molto tempo. Voglio sbatterti. ” lei mi fissò stupita e mi fiondai ferocemente sul suo corpo. La bacia sulle labbra e feci trapelare la lingua. La sentivo fremere e dopo un minimo di resistenza le nostre lingue si unirono in una danza selvaggia mentre i nostri corpi di strusciavano. Toccai il suo seno strizzandolo fino a farla gemere e le sue sode natiche infilando le mani sotto i boxer e stimolandole l’ano. Ci staccammo fissandoci vogliosi uno dell’altra. Mi scaraventai sui suoi piedini e cominciai e leccarli copiosamente. In poco tempo li riempii di saliva e il loro odore mi inebriava. Mi fece sdraiare sul divano,posizionandosi su un bracciolo. Iniziò a stimolarmi prima le palle e poi l’intero cazzo con i suoi bellissimi piedi. Su e giù su e giù. Con l’alluce si soffermava sulla cappella. Sborrai copiosamente inondando quelle favolose estremità. Come una vera cagna iniziò a leccarsi i piedi ingoiando tutto il mio lascito. Dopodichè senza dire una parola iniziò a leccarmelo e a succhiarmelo. Spalancò il suo antro e lo ingollò tutto. TUTTO. Con la lingua stimolava la punta e poi lo rispingeva dentro. Io preso dalla frenesia inizia a pomparle ferocemente la bocca,come se fosse la fica. La inondai di nuovo in tutta la bocca e ingoiò ogni singola goccia di sperma. Finimmo di spogliarci e la feci girare. Lubrificai con la lingua il suo bellissimo buchino e la penetrai selvaggiamente,sfondando finalmente quel culo spettacolare. L’orifizio e lo sfintere fecero non poca fatica ad adattarsi al mio uccello,ma la cosa mi eccitava ancora di più e stetti un buon quarto d’ora a pomparla selvaggiamente,nel silenzio della casa rotto solo dai nostri gemiti di piacere che presto si trasformarono in urla. Finalmente era mia,la sentivo fremere,la sentivo godere come una troia e soffrire perchè il cazzo la stava letteralmente aprendo in due. Ma ne voleva sempre di più e arrivò fino a prenderlo tutto dentro,in tutta la sua lunghezza e spessore,fino ai testicoli. Io dal mio canto non mi risparmiavo. La inchiappettavo sempre più velocemente e violentemente,dando al tutto un’atmosfera selvaggia. Sborrai tre volte ed ogni volta la violenza dei miei colpi aumentava. Alla fine,sfinito,tolsi l’uccello dal culo e iniziò a colarle dal buco un copioso fiotto di sborra che continuò per circa cinque minuti. Rimanemmo così,accasciati uno sull’altra,mentre le accarezzavo i capelli che prima le avevo quasi strappato tenendola. Non ci rivolgemmo una parola per tutto il rapporto,e dopo mezz’ora mi alzai,mi vestii e tornai nel mio appartamento. Non ci rivolgemmo mai più la parola.

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