La migliore amica di mia moglie

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C’era una volta una ragazza che era la migliore amica della mia signora, loro andavano a scuola insieme, stavano sempre insieme sin da bambine, e anche adesso, da grandi, quando potevano, stavano insieme, molto tempo lo passavano a giocare a carte, o a fare altro, ma sempre insieme, era come si vuol dire una coppia fessa e fissa, a me personalmente lei mi stava un bel po’ sul cazzo ma bene o male la dovevo frequentare e sopportare. Questa ragazza era “ tanta, troppa, in tutti i sensi“. Pesava più di 100 Kili, le sue cosce erano enormi; quando era in costume da bagno, una coscia delle sue era come due cosce di una scrofa in cinta di 15 maialini messe in pila una sopra l’altra, e quando lei stava diritta in piedi all’interno delle sue cosce, non c’era un filo di spazio, anzi c’era tutta ciccia, tanta ciccia e anche con un bel po’ di cellulite. Il suo seno era molto formoso, anzi tanto grosso, era formato da una coppia di enormi zinne grosse come due palloni da calcio, tenuti insieme al loro posto da un costume o da un reggiseno della sesta misura, rinforzato con le stecche di elefante, per sostenere quella po’ po’ di attrezzatura. … Ma, anche se tanta, era tutta roba sua, non c’era niente di falso; questo dal lato fisico, ma era tanta anche caratterialmente parlando, invadente, pettegola, maligna, ecc. insomma se c’era una che mi stava proprio sul cazzo, nel vero senso della parola, era lei Questa ragazza si chiamava “ Simona “ e suo marito, povero uomo, “ Mario “, lei passava tutte le vacanze estive in una cittadina al mare, dove aveva una casa proprio in riva al mare, in quella stessa cittadina anch’io avevo una casa che era un po’ distante dal mare, ma non molto distante da casa di Simona, 15 minuti a piedi, una passeggiata.
Un giorno, era in piena estate, ed io, non mi ricordo perché ma quel giorno, ero rimasto solo a casa in vacanza al mare, la mia signora e i miei figli erano rimasti in città; erano le ore 15,30 e faceva un caldo bestiale, 40 gradi era la temperatura esterna, al sole non si resisteva e dentro casa con tutte le finestre aperte non circolava un filo d’aria. Così ho deciso di uscire e di andare a trovare Simona, a bere una birra fresca in compagnia, anche perché a casa sua, stando più vicino alla riva del mare la ventilazione era maggiore. Arrivo sotto casa di Simona, salgo la rampa di scale, e mi trovo davanti alla porta di casa sua, che normalmente è sempre aperta, suono comunque il campanello per avvertire che sto entrando, entro e chiamo “Simona, ci sei?”, lei mi risponde “chi è”, rispondo “sono io, Piter posso entrare,? E’ aperto”; lei dice “vieni avanti, e chiudi la porta, quel cazzone di Mario la lascia sempre aperta, glielo ho detto tante volte di chiuderla quando se ne va dopo pranzo, perché sono sola in casa e di solito mi sdraio seminuda sul letto a leggere, ma se mi addormento chiunque può entrare e uscire, fare quello che vuole, ed io neanche me ne accorgo”. Chiudo la porta, e senza accorgermene tiro anche il paletto a mano, chissà perché, non c’è un motivo preciso, anche perché tutte le altre volte che sono entrato a casa di Simona non ho mai chiuso la porta e non ho mai tirato il paletto. Mentre entro nel corridoio chiedo “Simona dove sei?” mi risponde “dove vuoi che sia a quest’ora e con questo caldo, sono qui in camera mia, sono sola soletta e sdraiata nel mio lettone, ma tu vieni, vieni avanti, entra, fai come se fossi a casa tua”.
La trovo, è’ ……. seminuda, in camera sua, sdraiata nel suo lettone.
Entro in camera, lei è sdraiata nel lettone a pancia all’aria, a gambe larghe e con le ginocchia piegate e allargate verso l’alto, di fronte a lei c’è un grosso ventilatore acceso che gira e manda aria, anche se calda, sopra il lettone, proprio in mezzo alle gambe di Simona. Lei indossa, si fa per dire, una vestaglietta leggera e trasparente che gli ( copre ) tutto quel ben di dio di ciccia che comunque si intravede sotto, non avendo addosso né mutande né reggiseno. In mano ha un libretto che penso stia leggendo, o gli serve come ventaglio per farsi vento nelle parti calde, sudate e nascoste, ne vedo la copertina, ce’ un bel pezzo di fica, una ragazza nuda con un fustone negro anche lui nudo, da lì capisco che è un giornaletto pornografico; strano non ho mai visto giornaletti porno in casa di Simona, è la prima volta. Le finestre e le tende della camera sono aperte, così come le finestre di tutte le altre stanze, e si vede perché la tenda si muove abbastanza, significa che un po’ d’aria circola nella casa, infatti, è molto più fresca di casa mia. Sono in piedi al lato del lettone e me la guardo dall’alto in basso: “Ciao Simona come stai? Fa un caldo bestiale oggi, meno male che qui da te gira un po’ d’aria, che abbassa la temperatura percepita di almeno 5 gradi?”, lei risponde “ciao Piter, io sto bene, sì fa tanto caldo, sono tutta sudata, anche se non ho quasi niente addosso, non ostante il ventilatore acceso al massimo, e meno male che qui da me è ventilato, ogni tanto mi sventolo con la vestaglietta e con questo giornaletto sex, approfitto di questo venticello che entra dalla finestra, passa sopra il mio corpo quasi nudo ed esce dalla porta, anche se è aria calda, ma meglio che niente”, un attimo di sospensione sembra ci stia pensando su poi continua “siediti qui, accomodati vicino a me, leggiamo insieme queste barzellette sex e poi ci sono anche foto di begli attori e belle attricette completamente nude; fammi compagnia, che oggi, non so perché, ma mi sento proprio sola, triste e moscia, con il morale a pezzi, fisicamente calda ma senza stimoli, tirami un po’ su di morale, vieni qui, siediti vicino a me”, mi dice, battendo ripetutamente la mano sul bordo del lettone, al suo fianco destro, mentre sposta leggermente tutti i suoi 100 kili fatti di seno, fica, culo, cosce, e altro, insomma sposta tutto il suo corpo per farmi spazio il più vicino a lei, al bordo del lettone, mentre continua con il suo libretto sex davanti agli occhi a … far finta di leggere?, o sta guardando con molto interesse le foto porno?, Non lo so. Ma a proposito di libretto sex, chiedo a lei “scusa Simona, ma come mai vedo un giornaletto porno in questa casa? Non mi sembra di averne mai visti, chi te lo ha portato o lo hai comprato tu?”, Simona alza gli occhi, che mi sembrano un po’ languidi, verso di me e mi risponde “sapessi chi me lo ha portato, non te lo puoi neanche immaginare, io te lo dico, ma deve restare un segreto fra noi, non lo deve sapere nessuno, ma proprio nessuno, giura!” io gli rispondo “ma che stai parlando con un bambino, non lo dico a nessuno stai tranquilla, e poi che sarà mai è solo un giornaletto porno” Simona mi dice “si ma me lo ha portato ieri la tua signora, che lo ha visto dal giornalaio e gli è piaciuta la copertina, perciò lo ha comprato e lo ha portato qui da me per poterlo leggere, da sole, noi due insieme in santa pace, senza farti sapere niente e mi ha chiesto che dovevo nasconderlo io; ma lascia perdere il porno e siediti qui accanto a me, vienimi vicino o non ti va?”; io, restando sempre in piedi a lato del suo lettone continuo a guardarla tutta dall’alto, me la vedo tutta,tanta, enormemente tanta e per di più nuda, le dico “si, si mi siedo mi siedo vicino a te, ma sono curioso sul giornaletto tu dici che lo ha comprato la mia signora, io ti credo, ma mi sembra strano che proprio lei abbia comprato quel tipo di rivista, a lei quelle foto e quelle posizioni hanno sempre fatto schifo, almeno a parole con me, guai a parlare in casa di sesso, cazzo, pene, vagina, culo, pippe, scopare ecc. ecc. a lei, come penso anche a te, fino a prova contraria, a parte il mazzo …… di carte da gioco che è buono in qualsiasi giorno, luogo e ora, per il resto …. del cazzo non c’è mai tempo, è sempre lo faremo dopo o lo faremo domani, se non fosse che avete fatto entrambe due figli potreste dire di essere ancora come vi ha fatto mamma, vergini, avanti e a maggior ragione, anzi sicuramente dietro”. Simona, sempre con il porno in mano, continua a guardarmi in modo strano non la ho mai vista guardarmi così, non so come dire, strano … , sarà il caldo ma i suoi occhi mi sembrano sempre più languidi, sembra che mi voglia mangiare con gli occhi, che oserei dire sembrano essere arrapati, ammesso che anche gli occhi si possano arrapare, o sarà effetto del porno-sesso?, continuo a chiedergli “scusa Simona, ma da quanto tempo stai guardando quel giornaletto porno? “ lei mi risponde “caro il mio Piter (a) è vero che il porno ci fa schifo, ma solo quello volgare, e quello che io vedo in questo libretto non lo è, direi che è piuttosto piacevole, anzi più lo guardo e più mi piace; (b) è vero che a noi ci piace tanto, il mazzo …. di carte da gioco, ma non solo quel mazzo ci piace, ci piace anche il resto, forse siete voi maschietti che il cazzo non ce lo fate piacere, o non siete capaci di fare sesso con noi; (c) ti sei mai chiesto se non sarà anche colpa vostra, che con noi donne sessualmente non ci sapete proprio fare, per cui noi rimandiamo sempre a dopo o a domani lo ‘strazio’ di fare sesso con voi; (d) per quanto riguarda da quanto tempo guardo il giornaletto porno, sarà circa mezz’ora e mi piace proprio tanto, adesso che ho risposto a tutte le tue domande lo vuoi appoggiare il tuo delicato culetto qui vicino a me o no, se non ti va pazienza, farò tutto da sola …. , tu vai pure da solo fuori in terrazzo a prendere il sole”. Sento, Simona alquanto agitata, direi quasi arrapata se non fosse lei a dirmi quelle cose; poi che vorrà dire con ‘ farò tutto da sola’, che vorrà fare da sola? Gli chiedo “cara Simona, che mi vuoi dire con la frase che se non mi siedo subito vicino a te farai tutto da sola, cosa vuoi fare da sola, e cosa centro io; ma che il porno che guardi, anzi che stai mangiando con gli occhi ti fa questo effetto, mi sembra che tu sia un po’ affamata …. , figurati che cosa succederà quando guarderai il porno tu e la mia signora insieme e da sole, visto che la mia signora è molto più affamata di te, lo dico io che la conosco personalmente, è una vita che noi due non facciamo più sesso insieme, ma ognuno per conto suo, che farete mai voi due sole in compagnia delle foto porno, dopo che vi sarà venuta la voglia, la fame, e dopo che vi sarete arrapate che vi farete per far calmare i bollenti spiriti?”. Penso fra di me, meglio finirla qui, almeno per il momento.
Primo approccio, che faccio?, me la faccio?, io ci provo?, e perché no?
Finalmente mi siedo al suo fianco, i nostri corpi, anzi il mio fianco destro tocca la sua coscia destra, appoggio tutta la mia coscia destra, piegata fino al ginocchio, sul bordo del lettone, il mio ginocchio tocca il suo zinnone destro, che per il peso è scivolato e si è appoggiato sul lettone. A questo punto, la osservo, la guardo bene, non la ho mai vista in questa posizione, così, sdraiata nel lettone, nuda o quasi, con il suo pancione all’aria? o meglio non l’ho mai guardata in questo modo? La ho sempre guardata come l’Amica della mia signora, la rompicoglioni che andava sopportata e basta, ma che fisicamente e sessualmente non valeva un cazzo, anzi meno di un cazzo. Invece ora, che mi sta succedendo? Sarà il caldo che mi sta facendo alzare l’uccello al sol pensiero? Oppure sarà il giornaletto porno che Simona ha in mano con una femmina completamente nuda che si vede in copertina, o la situazione strana, in cui anche senza volerlo, entrambi ci siamo venuti a trovare, cioè che per la prima volta siamo noi due soli, lei quasi nuda in casa sua, anzi proprio nella sua camera da letto, sdraiata nel suo letto ed io seduto al suo fianco e a contatto con il suo corpo, è lei che forse mi sta provocando, da brava femmina affamata di cazzo sta prendendo l’iniziativa, dopo che si è alleprata con il porno; o è la fame di passera che è tanto tempo che io non … scopo?, fatto sta che mi sto ingrifando tutto da solo. Il mio pisellino sta diventando un pisellone e mi sta per scappare fuori, sul lato destro, dove abitualmente lo tengo in fase di riposo, sta per uscire fuori dai pantaloncini da mare cortissimi che indosso, sotto i quali non ho le mutande, io vedo che una grossa protuberanza mi sta gonfiando i pantaloncini e la grossa rossa punta del pisello sta cercando di uscire all’aria aperta. Lei non lo vede, o almeno mi sembra che non lo guardi, sta sempre sdraiata nel lettone a pancia all’aria, con le ginocchia aperte e piegate verso l’alto, la vestaglietta trasparente gli copre a malapena la sua enorme coppia di zinne e da lì arriva dritta fino all’alto delle ginocchia e quasi per miracolo la vestaglietta si ferma lì, sembra tenuta ferma miracolosamente da un paio di spilli. Perciò dal punto di vista di Simona la vestaglietta lascia tutta la parte sottostante coperta, ma dal mio punto di vista, le gambe, le cosce, la pelosa passera, il culo e la pancia, è tutto alla luce del sole, anzi dei miei occhi, e cioè restano coperte, anzi visibili, ai miei occhi nella trasparenza della vestaglietta solo le sue due grandi zinne, che per il loro peso sono scivolate ai lati del corpo, rispettivamente una a destra e una a sinistra, appoggiate sul materasso; e non visibile ai miei occhi resta anche l’ombelico, che suo malgrado resta al centro del pancione di Simona, in quanto non si può proprio muovere di lì. Dopo essermi seduto al suo fianco, mi giro verso di lei e appoggio la mia mano destra sul lettone, in mezzo alle sue enormi cosce divaricate, ma guardandomi bene dal toccarle ché io non la voglio toccare, non voglio sembrare il maniaco sessuale, che approfitta della situazione in cui mi sono venuto a trovare; poi se lei in quanto femmina mi vuol far capire che vuole essere “lavorata dal maschio” me lo farà sicuramente capire in qualche modo. Gli chiedo “quale barzelletta sex mi vuoi far leggere, o mi vuoi far vedere qualche donna completamente nuda, o che sta in una posizione particolare, come quella che è in copertina?”. Simona mi risponde “Sì ti voglio far vedere le foto porno di qualche attrice che si è messa in posa completamente nuda, stanno in certe posizioni che non avevo mai visto, io non mi sognerei mai di mettermi nuda in quelle posizioni, anche perché non me lo potrei permettere, data la mia siluette non proprio esile”, dico io, “certo, sono posizioni particolari, che loro da giovani attricette, magre, peseranno si e no 45 kili, solo loro si possono permettere mettendo in mostra davanti all’obiettivo, tutto il meglio che di porno ce’ nel corpo di una donna, come le sisette, il sederino e la passerina, ma anche di un uomo, come il pisellone di quel negro che è in copertina, mica male no, forse è quel grosso cazzo nero che è piaciuto tanto anche alla mia signora da fargli comprare il giornaletto porno, quel pisellone che adesso ha fatto arrapare anche te, e perciò ti vuoi fare da sola … o stai provando a fare qualcosa con me, tu che ne dici?”.
Simona sposta il libretto sex e vedo che mi guarda, no non guarda me ma sta guardando i miei pantaloncini, anzi la grossa punta rossa del mio pisello che si è affacciata e che sta cercando di uscire all’aria, poi alza la testa e guardandomi in faccia con i suoi occhi che sono diventati sempre più lucidi, mi dice “caro Piter lascia stare la tua signora, di lei e dell’effetto che farà su di lei il grosso cazzo nero del negretto ne parleremo dopo, adesso che stai con me parliamo solo di noi due che siamo qui soli; ma tu che guardi il pisello del negro, invece di guardare le forme, il sedere, il sesso delle donne, eppure sono giovani e belle no, fossi per caso finocchio?, guarda che sto scherzando, quel negretto piace anche a me”; io ribatto “cosa ti piace di quel negretto? Forse il suo viso, il suo naso, il suo corpo o meglio il suo bel pisellone fuori misura, che poi non è tanto fuori misura, non credo che il mio uccellino sia molto più piccolo di quello lì” La conversazione sta diventando un po’ frizzante e dal mio punto di vista anche sessualmente interessante, Simona parla tranquillamente con me di sesso, sedere, pisello; cosa che non era mai successa, anche perché quando siamo in compagnia dei nostri rispettivi partner di queste cose non se ne può parlare, è tabù. Simona ricomincia a guardare e sfogliare il libretto, e torna a dirmi “ dai, vienimi più vicino, sei proprio sicuro che il tuo uccellino sia uguale a quello del negro sulla foto? Io non credo, penso invece che sia molto più piccolo, ma adesso guardiamo le foto insieme e dimmi se ce ne è qualcuna che ti piace in modo particolare o che ti tira di più, a me questa è piaciuta molto mi ha fatto arrapare tutta al sol pensiero, guarda in che posizione sono messi lei è in ginocchio, alla pecorina e lui gli sta sopra, ma non capisco bene dove gli ha messo il pene, se è dentro alla vagina o dentro al sedere, non lo vedo bene, tu che ne dici, dove sta?”. A questo punto sono quasi sicuro che Simona mi sta stuzzicando sessualmente, mi sono incuriosito, lei mi vuole dire qualcosa ma io ancora non ho capito cosa vuole da me, allora le domando, “scusa Simona, ma tu come fai a dire che il mio pene è molto più piccolo di quello del negro, che ne sai tu, quando cazzo hai mai visto il mio cazzo, e da quando sei diventata intenditrice del pene, quanti piselli hai visto, toccato, baciato, leccato, succhiato, mangiato, o quanti cazzi sono penetrati nella tua vagina, o nel tuo ano, per poter giudicare quanto grande e grosso è il mio Pierino.” Simona mi risponde “caro Piter, non ti arrabbiare,non volevo offenderti, forse hai ragione tu, io il tuo Pierino lo ho visto solo e sempre di nascosto e lui era sempre nascosto sotto al costume o sotto i pantaloni, e mi è sembrato di vederlo sempre piccolo e moscio, mi sarò sbagliata, staremo a vedere, ma adesso vienimi più vicino e guardiamo insieme queste foto sex”, io penso a quello che ha detto circa il “staremo a vedere”, cosa avrà inteso dire o dirmi, io mi avvicino e mi sporgo verso il suo viso per cercare di guardare meglio il libretto porno insieme a lei, come mi aveva chiesto di fare prima di sedermi sul lettone al suo fianco, e come mi ha continuato a ripetere, ma così facendo tocco con il mio braccio la vestaglietta, che era in bilico sopra le ginocchia. La quale scivola in basso, e si appoggia sul pancione di Simona, lasciandomi vedere così tutto il corpo nudo di Simona, ma proprio tutto, quello che prima, anche se di nascosto, vedevo solo io ora è anche alla vista di Simona. Ora lei sa di non essere più coperta dalla vestaglietta, lei sa che io la sto guardando proprio lì dove non batte il sole, in mezzo alle sue gambe nude, dove la sua natura è coperta solo da una foresta di peli. Insomma lei sa di essere completamente nuda davanti a me. Lei non fa un fiato, come se nulla fosse accaduto, continua a far finta di leggere il libretto sex, o a guardare intensamente le foto degli uomini e delle donne nude; ( non è possibile che lei non si sia accorta che io la sto guardando proprio lì sotto dove è nuda ché non ha nulla indosso, mentre lei è a letto, a casa sua, con la porta di casa chiusa, in casa siamo solo noi due e dulcis in fundo è che lei è completamente nuda e per di più dentro il suo letto e con me, “uomo maschio”, anche se marito della sua amica più cara, ma sono troppo vicino a lei, vicinissimo ), ha visto pure che il mio pene è diventato grosso, duro, rosso e mi sta per uscire dai pantaloncini, sicuramente lei mi sta provocando per vedere quello che faccio.
A questo punto prendo il coraggio a due mani, (penso fra di me: o la va o la spacca, vediamo se ci sta, amica o non amica sempre una donna è, e vista la posizione in cui sta messa che cosa mi può fare, mi dirà di no, pazienza, chiedo scusa, mi alzo e me ne vado con il cazzo ammosciato fra le gambe; ma se non ci provo si può anche arrabbiare pensando che lei proprio non mi piace, anzi che lei mi fa schifo, e questo per una donna è molto grave, o può pensare veramente che sono frocio, devo provarci, specie ora, dopo quello che mi ha detto riferito ai punti a,b,c,d, cioè che potrei essere io a non saperci fare, e in riferimento al fatto che mi ha detto che si è arrapata guardando per mezz’ora il porno e in particolare la foto in cui i due fanno sesso nella posizione alla pecorina e dove Simona non capisce dove è infilato il pene di lui, se è in vagina o nell’ano). Anche perché dopo certe parole e certe allusioni sessuali penso proprio che mi stia provocando, sessualmente, che voleva dire con il “staremo a vedere” circa le dimensioni del mio pene, paragonato al pene del negro del porno, lei si è arrapata e ora si vuole sfogare con me, mi provoca per fare sesso con me o per incastrarmi e poi dirlo alla mia signora, mi ricatterà, ma a che pro e poi che gli può dire che la ho stuprata in casa sua, dove era nuda sul suo letto ed era sola con me. Ho deciso, guardo la sua vagina in mezzo ai peli e alle sue cosce larghe, si muove, sembra che respiri, sposto la mia mano destra sempre appoggiata sul lettone verso le sue cosce, che sono sempre divaricate, gliele tocco, le accarezzo, salgo su e arrivo fino alla vagina, gliela accarezzo, gliela pizzico, apro un pochino la fica con la punta delle dita, delicatamente e con il dito mignolo gli tocco il suo culone e, mi fermo lì, con la mano incuneata tra il suo culo e la sua fica ..… il mio dito mignolo è appoggiato al suo ano e glielo solletica, il mio dito medio e l’indice sono appoggiati alla sua pelosa vagina, dentro alle grandi labbra, che gli muovo girando il mio pollice all’esterno sulla pelle e dito medio e indice all’interno, muovo tutto molto delicatamente .…. Simona non dice niente, ed è già positivo, non ha detto di no, non è scattata per coprirsi o per allontanare la mia mano che sotto le sta toccando tutto il suo sesso contemporaneamente il sedere e la passera, non mi ha mollato uno schiaffo; io resto fermo, immobile in attesa di una sua reazione, nulla, non succede nulla, il silenzio incombe, la guardo in faccia con lo sguardo interrogativo come per dirgli che cazzo vuoi fare, allora devo andare avanti o … . Sì o No, sono interminabili secondi. Resto in dolce attesa, lei forse sta pensando al dopo, a me, alle nostre corna, alla sua amica d’infanzia che è anche la mia signora, al suo Mario, se questa sarà una botta e via oppure ci sarà un seguito, e se non ci sarà un seguito perché non ci dovrebbe essere se la cosa avrà funzionato??. I secondi sono interminabili, ma passano. Lei da dietro il suo libretto sex sente il mio sguardo che silenziosamente la interroga sul da fare, siamo entrambi tirati come due archi che stanno per scoccare la freccia, consapevoli entrambi che è una freccia molto importante, che nel bene e nel male potrà cambiare il corso della nostra vita.
È andata, me la faccio tutta,
lei silenziosamente mi ha detto di SI, SI.
Simona continua a non parlare, ma posa il libretto porno, con la donna e il negretto che fanno sesso, lo posa in terra e, ora, mi guarda con i suoi languidi e sempre più arrapati occhioni celesti nelle palle dei miei occhi, il suo faccione è diventato rosso e accaldato, sta sudando freddo per la tensione, sempre in silenzio, lentamente, allunga la sua mano destra, la posa dolcemente sul mio ginocchio destro, quindi la sua mano sale lungo la mia coscia destra nuda, mi fa il solletico accarezzandomi i peli, salendo mi sfiora la punta del mio pisellino che fa l’occhiolino fuori dai pantaloncini, dove sta per scoppiare e che pian piano sta diventando un pisellone che sta uscendo all’aria aperta, lei lo sente sotto la sua mano, lo schiaccia un po’ ma non si ferma lì, non si ferma sopra di lui, no la sua mano continua a salire. Mi tocca i pantaloncini corti che porto addosso, la sua mano è arrivata all’inguine, all’interno dell’attaccatura delle cosce, sale ancora più su, dove vuole arrivare? sta cercando la chiusura lampo dei miei pantaloncini; Simona in silenzio mi ha “ URLATO SI, SI, LO VOGLIO TUTTO E ADESSO, SUBITO ”, di scatto mi tira giù la cerniera, sotto la quale c’è il mio pisellino che nel frattempo a forza di maneggiarlo io mentalmente e lei materialmente è diventato una bella e vera spada dura come l’acciaio. Una spada che una volta aperta la cerniera, salta su, esce fuori di scatto come una molla che si allunga, che si distende, Simona di corsa, al volo se lo prende in mano, non lo vuole far scappare, me lo stringe, finalmente lo guarda il mio pene, la aiuto, mi alzo in piedi, per sfilarmi e lasciar cadere in terra i pantaloncini da mare che Simona ha aperto, sotto non ho niente, mi tolgo la maglietta che ho addosso, mentre lei con una mano tiene il mio pene, non lo vuole proprio lasciare, e con l’altra mano si toglie la famosa vestaglietta trasparente, che è poco più di un bebi-dolly, ma che adesso le dà solo fastidio, perciò fa il cambio di mano, si passa il mio passero dalla mano destra alla mano sinistra, per far si che la vestaglietta scivoli dal suo corpo e cada, rimanendo ammucchiata sopra il lettone. Simona, sempre in silenzio, in certi momenti le parole non servono a niente, si rimette giù sdraiata nel lettone a pancia all’aria, con le ginocchia divaricate e piegate verso l’alto, com’era prima, come se non fosse successo niente, eppure ora lo scenario è del tutto diverso, anche l’atmosfera è diversa, il nostro respiro è diverso, quasi affannoso, certamente morbosamente e sessualmente eccitato. Lei ora è …. tanta come sempre, ma è tutta completamente tanta e nuda, e per di più tanto affamata come non la ho vista mai, non me la sarei mai immaginata una Simona così sessualmente incazzata e arrapata allo stesso tempo, le sue mani destra e sinistra insieme cingono la mia spada, fanno il solletico ai miei coglioni che sotto la spada si sono intostati anche loro. Io pure sono completamente nudo, sono seduto al suo fianco, sono girato verso di lei, il mio braccio destro è appoggiato sul lettone, e mentre la mano destra si muove toccando, carezzando, e infilandosi in tutti i buchi che trova nella sua strada, la mano sinistra sale su dall’ombelico fin sulle due palle delle zinne. Le tocco e le carezzo entrambe delicatamente, sento le sue zinne che si induriscono, gli pizzico il capezzolo della palla sinistra e grattugio con il palmo della mano il capezzolo della zinna destra, che si inturgidisce sempre di più, poi faccio il contrario, per non fare torto a nessuna delle due zinne, ché a forza di toccarle e maneggiarle sono diventate toste e dure anche loro e non penzolano più tanto. Ma andiamo per ordine: Ora Simona si trova sdraiata sul lettone, è lei che manovra la mia spada con una mano e stringe i miei due coglioni con l’altra, mentre io mi trovo seduto accanto a lei, al suo fianco con le due palle del seno e i suoi turgidi capezzoli carezzati dalla mia mano sinistra e con il suo fodero e il suo culo sfiorati dal mio dito medio e pollice della mia mano destra.
Cominciamo a leccarci, ci facciamo un signor 69, bello e ricco.
A questo punto Simona, che ha capito l’andazzo, e gli è venuta una voglia matta di cazzo, sta fremendo e ballando tutta dalla sorca in su e dalla sorca in giù, anche lei vuole provare a fare qualcosa di diverso dal solito, vuole assomigliare alle attrici del giornaletto porno, vuole fare sesso in posizioni estreme, è diventata tutta rossa in faccia per l’eccitazione; prende l’iniziativa, si gira sul fianco destro, inarca la schiena, porta il suo grosso faccione sopra il mio pene, lo guarda tutto ma proprio tutto per bene, lo esamina da cima a fondo, se lo mangia con gli occhi, lo stringe delicatamente ma con decisione tra le sue manine, apre la bocca e …. comincia a baciarlo, leccarlo, lo stringe delicatamente coi suoi dentini, se lo mette tutto in bocca, rischiando di soffocare. Se lo succhia come fosse un cremino o meglio un bel gelato caldo, con le dita delle sue mani pizzica delicatamente la pelle esterna tirandola su e giù, e dopo averlo scappucciato completamente, se lo lecca dalle palle in su’ fino alla punta che è diventata grossa e rossa, ed è lì che la sua lingua si sofferma, leccando tutto intorno al glande che è completamente spellato, lo lavora delicatamente con le labbra bagnate di saliva, facendogli fare dentro e fuori dalla bocca, senza saperlo mi sta facendo un bel bocchino, mi fa impazzire, sembra una professionista del sesso (mi domando dove e da chi o con chi avrà imparato a fare queste cose, dopo glielo chiederò, adesso ho altro da fare, spero solo che insegni qualche cosa anche alla mia signora), mentre con le mani mi fa il solletico ai testicoli e mi accarezza tutto, sotto, fino all’ano, lei me lo stuzzica delicatamente con il suo ditino mignolo, sto morendo dal gusto che mi sta facendo provare. Anch’io, seguendo lei ma al contrario, mi sposto con il corpo verso il centro del lettone, divarico delicatamente con le mie mani le sue enormi cosce, le teneva strette strette per l’eccitazione, gli accarezzo l’ombelico e glielo lecco tutto, anche dentro. Mentre continuo a carezzare e leccare tutta la pancia, gli accarezzo l’interno delle sue due grandi cosce, dall’inguine fino al ginocchio, gli bacio con forza e gli lecco l’interno delle cosce, quasi a fargli tanti succhiotti uno dietro l’altro. Sento che lei freme tutta, non solo nelle parti intime, ma è tutto il suo corpo che trema, la sua schiena è tutta tesa come un violino quando l’archetto strusciando sulle sue corde le fa vibrare; arrivo sopra la sua fregna piena di peli, sembra una foresta umida e pelosa, foresta riccia che io cerco delicatamente di aprire, di creare un varco per far entrare adesso la mia lingua e poi il mio passero. Ora con le mani appoggiate rispettivamente a destra e a sinistra della fregna pelosa e che si sta bagnando sempre di più, pian piano, con la punta delle dita, sposto rispettivamente a destra e a sinistra la matassa di peli che copre la fica di Simona, gliela apro come un’ ostrica, la sfoglio come una margherita, facendo uscire da dentro prima le grandi labbra, poi le piccole labbra, quindi in mezzo a tutto quel marrone – rosso, esce anche un pisellino, che non è verde, ma sempre rosso; e mentre con le dita delle mani gli tengo aperta la fica, con la bocca gli lecco e succhio pian piano il suo pisellino. Tengo divaricato il tutto, ci soffio sopra delicatamente e a lungo, rinfrescando un po’ tutta questa roba vogliosa, rossa e incandescente; vedo la sua fica che si apre e si chiude ritmicamente, fa tutto da sola, sta impazzendo dal piacere, anche le sue cosce stanno muovendosi come la fica, imprigionando la mia testa dentro di loro. Quindi, con la lingua riempio di saliva il buchino della pisella per lubrificarla, do una bella serie di leccate delicate ma veloci a tutto il pacchetto in bella mostra. Simona ricomincia a sudare freddo, a fremere, a tremare, si dimena tutta, sono 100 Kili di ciccia arrapati, vogliosi di cazzo che si muovono convulsamente; dentro alla sua fessura ci infilo il mio naso, lo bagno, lo muovo un po’ all’interno, poi ci passo la bocca e con forza bacio e lecco tutto, dal pisellino alle piccole labbra, alle grandi labbra, mentre strofino il mio naso che ora ho infilato nel suo sedere, naso che ho bagnato prima uscendo dalla sua vagina tutta bagnata, e che perciò ora scivola delicatamente sul culetto di Simona. Dopo un po’ con le dita delle mani, delicatamente, richiudo tutto il mio pacchetto rosso, che sta ancora ballando per l’eccitazione, e, forzando un po’ rimando dentro tutto quello che ho appena fatto uscire; prendo a mordicchiare sempre molto delicatamente tutto il pacchetto che compone quella bella pelosa vagina che è davanti a me, ( praticamente abbiamo consumato un bel 69 ). A questo punto mi fermo, riprendiamo fiato entrambi, restando sdraiati uno accanto all’altra, adesso viene il bello, penso fra di me, non possiamo certo restare così, finire così, o facciamo finta di avere scherzato e ci alziamo, ci rivestiamo e buon giorno e buona sera, ognuno per la propria strada, abbiamo fatto solo un 69, oppure ……… andiamo avanti; mentre penso questo fra di me, mi tolgo qualche pelo di fica di Simona che mi è rimasto in bocca, sulla lingua e in mezzo ai denti, non è roba commestibile, non si mangia.

Ora me la scopo, infilo il mio pene dentro la sua vagina.
Io però non vorrei finire qui e in questo modo, esserci fatti solo un 69, anche se bello e fatto bene, mi sembra un po’ pochino, ormai ci siamo sporcati, nel senso che abbiamo fatto quello che da vecchi amici non avremmo dovuto fare mai e ora non possiamo sprecare questa occasione che forse sarà unica, dobbiamo andare avanti e vedere, anzi sentire come sessualmente va a finire questa avventura. Perciò mi tiro su, in ginocchio sul lettone, anche Simona è silenziosamente della mia stessa idea, visto che mi segue, sempre arrapatissima, nel fare quello che faccio io, si alza in ginocchio, a pecoroni, con ancora il mio cazzo dentro la sua boccuccia, non lo vuole lasciare più, gli piace proprio tanto, io glielo sfilo dalla bocca e gli dico “Cara Simona, lo sai che sei molto brava dove, da chi, e con chi hai imparato a fare sesso così bene, la tua è proprio fame di cazzo o no? ti ricordi che in merito alle misure del mio Pierino a confronto con il pisellone del negretto del porno mi avevi detto “staremo a vedere”adesso che lo hai visto, toccato, baciato, leccato, succhiato e mangiato, come ti sembra il mio pene, ti può andare bene, ne sei rimasta soddisfatta, ma lasciamo perdere, adesso resta in ginocchio e girati, metti la testa sopra il cuscino e abbraccialo, divarica le gambe che arrivo con una grossa, calda e bella sorpresa, prima però dimmi dove trovo un po’ di crema per le mani o se hai della vaselina”. Lei timidamente mi risponde e mi chiede “caro Piter, io non ho mai fatto sesso con nessun altro, la mia forse è anche e non solo fame di cazzo come dici tu, forse mi sono arrapata molto guardando troppo il giornale porno, spero che domani faccia lo stesso effetto anche alla tua signora quando lo guarderemo insieme, poi ti farò sapere, ma tornando a noi dicevo che sono molto contenta di quello che mi stai facendo provare sessualmente, e anche io cerco di fare contento te, spero di riuscirci, per quanto riguarda le misure del tuo Pierino forse avevi ragione tu, adesso che lo vedo e lo sento grosso, lungo e duro è proprio bello, è proprio della mia misura, e quando sarà entrato nella mia vagina te lo farò sapere con più certezza; ma mi devo proprio girare, mi devo mettere con il mio sederone all’ aria, a pecorina, perché, dove me lo vuoi mettere? cosa mi vuoi fare? A proposito dentro il comodino trovi la vaselina, ma a che ti serve“, mi chiede innocentemente, io le dico “prima vorrei sapere dopo che avrete guardato la rivista porno voi due insieme e che vi sarete arrapate voi due da sole, con chi vi sfogherete, farete tutto da sole come le lesbiche, non credo proprio, o mi manderete a chiamare e faremo sesso noi tre, a me sta bene, ma tornando a noi non ti preoccupare sarà qualcosa che sicuramente ti piacerà, fino ad ora com’è andata, sei rimasta contenta, sei soddisfatta? Per quanto riguarda la vaselina davvero non sai a cosa mi può servire, ma dove vivi nel mondo delle fate turchine?” , mentre lei si mette nella posizione da me richiesta, cioè a pecorina, io mi allungo e prendo la vaselina dentro al comodino e la metto sopra il letto, a portata di mano, poi Simona mi risponde “si Piter per ora è stato tutto bello, ma stai attento non voglio lì …. lì no, lì no” (Penso fra di me attento a cosa?e lì no? Non capisco, forse è la posizione che le sto chiedendo di assumere a farle pensare giustamente a chissà che cosa, ma non fa niente, io vado avanti normalmente ché la sorpresa che pensa lei gliela farò, ma solo dopo …. , prima la passera poi il culo). Anche io mi sono girato, sempre in ginocchio sul lettone mi metto dietro al sedere di Simona, con le mie ginocchia in mezzo alle sue, appoggio entrambe le palme delle mie mani sulle sue enormi cosce. Le accarezzo tutte e due, all’interno e all’esterno, quando le carezzo la parte interna, salgo con le mani dalle ginocchia in su fino ad arrivare alla grossa vagina pelosa, che urto volutamente con un po’ di forza e contemporaneamente la strizzo con i mignoli delle mani, provocando un leggero fremito di piacere alla sua passera, ché ogni volta che urtandola la solletico trema, passera che fra poco sarà il fodero dove riporrò la mia spada; dopo aver urtato e strizzato la passera con i mignoli per un po’ di volte, giro con le mani intorno alle cosce carezzando delicatamente il culo rosso e caldo di Simona e scendo lungo l’esterno delle cosce. Continuo a carezzare l’interno coscia, vagina, sedere e con le dita delle mani, molto delicatamente comincio ad aprire il mio fodero.
Appoggio i palmi delle mani contro le cosce di Simona, con i pollici rivolti verso l’interno, e muovendo i pollici sulla vagina faccio in modo di aprirla come prima, come sfogliare un bocciolo di rosa, apro la mia gran bella cozza; pian piano dalla vagina escono le grandi labbra, le piccole labbra e il pisellino, metto un po’ di vaselina sulla punta della mia spada per lubrificarla e un po’ la metto anche sul mio fodero che è pronto a riceverla, questo per godere di più e irritare meno entrambi i nostri organi sessuali, già che ci sono metto un po’ di vaselina anche sul sedere di Simona, sta lì a portata di mano, e non si sa mai, potrà essere utile prossimamente, potrebbe essere la prossima sorpresa che farò a Simona; a questo punto sono pronto, appoggio la punta della mia spada contro il suo fodero, questa è la prima bella sorpresa, quella che avevo promesso a Simona, (me la scopo, gli infilo il mio cazzo dentro la sua grossa rossa fregna), ma appena la vagina di Simona viene toccata dal mio pene, sento che Simona s’irrigidisce un po’, diventa dura, si ritrae, la sua vagina si restringe, mi respinge, forse la sorpresa non le piace penso fra di me, forse il mio Pierino è una sorpresa troppo grossa, ma va non è ancora neanche entrato, glielo ho appena appoggiato sulla sua ficona, le dico “stai calma, rilassati, che non succede niente, hai partorito due figli e il mio pisellino non è grosso com’erano loro quando sono usciti dalla tua passera, non ti farò niente di male, ma se per caso dovessi sentire fastidio o dolore dimmelo che tornerò indietro, stai tranquilla, prima di oggi non hai mai fatto l’amore?, e come lo hai fatto?, solo col pensiero? non mi dire che dentro la tua passera non è mai entrato nessuno prima di me, che non ci posso credere, non hai mai scopato prima.” Simona, alzando la testa dal cuscino, mi risponde “stai tranquillo Piter, sono calma, rilassata, tranquillissima, è solo che: il sesso che ho fatto fino ad oggi era solo routine, ma non era sicuramente sesso, solo dopo cena, una volta al mese, 10, 15 secondi di puro lavoro straordinario, sempre sdraiati nel letto, lui sopra ed io sotto, ta ta, una botta e via, come i conigli, sempre nello stesso modo, nella stessa ed unica posizione, una sveltina fatta in religioso silenzio, al buio senza poter vedere niente di quello che stavamo facendo, non abbiamo mai visto i nostri corpi nudi mentre scopavamo, ma neanche in altri momenti, sesso fatto con la tv accesa, poi lui veniva e io restavo appena un po’ ingrifata, con il suo cerino moscio in mano, la cosa era finita, di corsa al bagno, io seduta sul bidet e lui in piedi sul lavandino a lavare i nostri sessi, senza neanche guardarci??, ma perché il sesso è una cosa sporca??, e poi di nuovo a letto con la tv sempre accesa, fine del rapporto sessuale, orgasmo, coito, sesso completo, ma che roba è?? Da film porno, è roba che si mangia? Poi la misura del pene di Mario bene o male la conosco, me la ricordo, anche perché è l’unico che ho provato, la misura del tuo uccellino invece no, visto, anzi sentito, che è la prima volta che stai penetrando dentro il mio corpo, dentro la mia povera passerina, perché il tuo uccellino non lo avevo ancora mai ne visto ne tantomeno sentito o provato, lo ho solo intravisto al mare sotto al costume, ma non è che ho capito molto sulle sue dimensioni, anche perché lo ho visto sempre moscio, e poi ti dico la verità, fino ad oggi non è che tu mi interessavi più di tanto, si eri il marito della mia più cara amica, ma tutto lì, sessualmente parlando eri un signor nessuno, uno che non valeva la pena di guardare con un certo interesse, figurati se mi poteva interessare di guardare quel bozzetto che si intravedeva sotto ai pantaloncini o sotto il costume, di certo non era una bella grossa banana di marca ‘ CIQUITA ‘”. Simona continua “adesso invece è tutto diverso perciò la mia è solo una normale agitazione perché sto facendo sesso con te, che è la prima volta, sono le 4 del pomeriggio, è pieno giorno, siamo entrambi nudi come mamma ci ha fatto. Ci possiamo tranquillamente guardare e parlare mentre facciamo sesso, è più di mezz’ora che stiamo giocando a fare l’amore e ancora non abbiamo iniziato a fare sesso veramente, adesso è come se fossi una verginella per te, ma anche per me, essendo la prima volta che proviamo a scopare insieme noi due, poi almeno per quanto mi riguarda, anche se non ci credi dentro il mio corpo, nel mio seno, nel mio ventre, insomma, dentro di me non è mai penetrato niente e nessuno, è la prima volta che faccio sesso con un uomo che non sia Mario, anzi sai che ti dico, visto che ci sono e che ne abbiamo parlato voglio proprio vederlo questo tuo uccellino, lo voglio toccare e strizzare a dovere, sentire che misura ha da duro e da moscio, quanto è grosso e quanto è lungo, voglio sentire se mi va bene come misura, per la mia passerina, poi ti dirò se è meglio del pisellone del negretto del porno, io voglio sapere tutto di te, e perciò del tuo pisellone, quante volte hai chiavato altre femmine, chi sono queste altre oltre alla mia migliore amica, cosa ci hai fatto insieme, sei soddisfatto dal sesso coniugale o no? E da quello extraconiugale?”; la sento tutta agitata perciò le dico “calma, Simona stai calma va bene, va tutto bene, anche a me con te va bene così, anche per me è la prima volta che faccio sesso con te; anche tu sei molto brava e ti dai molto da fare per farmi contento, ti sento molto calda tutta tanto calda, e da per tutto, sei cotta a puntino; in merito al mio punto di vista sessuale nei tuoi confronti tu per me fino ad oggi eri solo la più cara amica della mia signora, una enorme signora cicciona, senza forme ne davanti ne dietro, un grosso baule pieno di ciccia, sessualmente zero senza zinne, culo e fica; per quanto riguarda il mio sesso coniugale è come il tuo con Mario, niente di che, tutto alquanto moscio, per quanto riguarda il sesso con le altre donne, non ci sono altre femmine, perciò … , e anche se non ci credi sei la prima donna femmina con cui vado a letto, dopo la mia signora, con la quale il sesso fatto fra noi , è come il sesso che tu hai fatto fino ad oggi con Mario, tuo marito; oggi invece, da un’ora fa circa, da quando cioè sono entrato qui dentro e tu eri seminuda nel tuo lettone già mezza arrapata con il negro del porno, mi è scattata una molla nel cervello che inspiegabilmente mi ha fatto addrizzare il cazzo, per cui sono qui a fare sesso con te. Ma a questo punto non mi ricordo più dove ero arrivato, scherzo, ricominciamo da capo”.
Sono finiti i preliminari, era ora, finalmente me la scopo davvero.
Sto sempre con il mio cazzo appena appoggiato alla fica di Simona e riprendo a muovere i pollici sulla vagina facendo uscire nuovamente le grandi labbra, le piccole labbra e il pisellino, l’apparato è di nuovo tutto fuori, in bella mostra, pronto per l’uso, appoggio di nuovo la punta della mia spada contro il suo fodero e sempre tenendo con i pollici la sua vagina aperta spingo piano e dolcemente il mio cazzo contro il suo corpo, contro le cosce di Simona. Cerco di penetrarla pian piano, ma non appena è entrata la sola punta del mio uccello mi fermo, non entro più ….. continuo a muovere solo i pollici, con i quali gli muovo tutto il pacchetto vaginale. Simona dondola di qua e di la il suo culone enorme, freme, si muove a destra e a sinistra, si agita tutta, è in attesa, si aspetta che io continui nella penetrazione, ma io invece voglio che sia lei a volersi far penetrare, deve essere lei a cercare il mio pene, a volerlo sentire tutto per intero dentro di sé, lei deve voler sentire tutti i miei 20 centimetri di cazzo entrare e muoversi dentro la sua fregna prima e poi tenerlo al caldo nel suo grande pancione, sì ma come può farlo?, indietreggiando col suo culo, e così facendo, cioè indietreggiando, aprirà al massimo la sua fregna vogliosa di cazzo; e tutti i suoi organi ricettivi, la sua panciona, le sue cosce, il suo culone e la sua ficona; passa qualche secondo e lei sente che io continuo solo a muovere il suo sesso con le dita dei pollici, ma che con il mio cazzo sono rimasto fermo, Pierino è rimasto solamente puntato contro la fica di Simona, ne sono entrati solo un paio di centimetri; a questo punto ha capito cosa deve fare se vuole godere, se vuole scopare, se vuole essere penetrata dal mio cazzo, Simona si muove, indietreggia, è lei che, dondolando lentamente a destra e a sinistra muove il suo enorme sedere all’indietro, facendo cosi penetrare il mio cazzo duro ma immobile, entro nella sua fregna che si allarga sempre di più, ma non solo, anche il suo culo indietreggiando lo vedo che si apre sempre di più, mi sembra che la passera sia diventata una caverna rossa enorme, si è bagnata tutta, sento Simona che ansima, trema tutta, le sue braccia stringono con forza i due cuscini e continua ad indietreggiare piano molto piano, dolcemente, continuando ad aprire tutto quello che sessualmente può ancora aprire, assaporando e gustando l’amplesso che stiamo vivendo insieme, e il mio pene sta entrando dentro ad un vulcano in piena eruzione che è la fica di Simona; anzi adesso è entrato tutto, fino in fondo, la grossa fica rossa di Simona si è succhiata tutti i miei 20 centimetri di cazzo, ne restano fuori solo i peli e i coglioni, ma mi sembra giusto; Pierino è entrato tutto, ma proprio tutto, la mia spada è tutta nel suo fodero, finalmente il mio Pierino è tutto dentro al fodero e nelle viscere della calda pancia di Simona.
Simona rimane impietrita, immobile per un attimo, tira il fiato, sta con la bocca aperta, ritira tutti i suoi muscoli sessuali dentro al suo corpo e con loro si risucchia anche il mio Pierino, come sorpresa di quello che sta facendo e che sta provando per la prima volta in vita sua; che cosa sta facendo?, cosa le sta capitando?, perché proprio con me, il partner della sua migliore amica, non riesce a crederci che a essere cosi felice è proprio lei e me lo dice “grazie Piter di quello che tu mi stai facendo, e di quello che io sto facendo con te, se non c’eri tu non avrei mai capito cos’è il sesso, sto provando quello che non avrei mai e poi mai pensato di provare in vita mia, e cioè il sesso quello vero con la esse maiuscola, l’amore”. Io non dico niente, m’inchino con il corpo leggermente in avanti, restando sempre in fase di amplesso, metto le mie mani sotto di lei, sotto la sua pancia, sui suoi seni enormi che penzolano dal corpo, e quasi toccano il lettone, li prendo tutti e due a piene mani, li carezzo, ne tocco i suoi grossi capezzoli turgidi e duri, gli do una leggera strizzatina, poi passo le mie mani sopra il suo ombelico, ci gioco un po’, gli infilo un dito dentro e glielo giro un po’ all’interno. Arrivo sotto, alla pancia, gliela stringo forte con entrambe le mani, gliela muovo e tasto tutta, sto cercando di sentire dall’esterno la mia spada che è all’interno del suo fodero, e che si trova e si muove dentro la calda pancia di Simona, anche lei ha capito cosa voglio fare e sta cercando di aiutarmi, muovendo il suo corpo avanti e indietro e da destra a sinistra, poi toglie la sua mano destra da sotto il cuscino e mi prende la mia, toccando lei con la mia mano la sua pancia dove lei sola sente il posto dove si trova il mio pisellone, infatti, eccolo finalmente lo sento anch’io, la mia mano sente il mio pene che si muove dentro la pancia di Simona, la cappella è vicino all’ombelico e si muove, si agita come se fosse una creatura. Che bello, anche Simona è contenta e gode da morire, lo sento da come agisce e reagisce, freme e trema tutta, dalla punta dei capelli a quella dei piedi; forse è lei che muovendosi e agitando i muscoli del suo ventre muove e fa fare su e giù al mio uccello che è dentro la sua passera, siamo 100 Kili i suoi e 70 Kili i miei, 170 Kili di ciccia sessualmente arrapata e ardente, è come se fossimo sulla graticola, ma stiamo facendo solo sesso, che fino a prova contraria piace a tutti e due, siamo entrambi nella fase di quasi orgasmo, ma non ci va di finire così.
ATTAPPO DUE BUCHI ALLA VOLTA
Continuo la scopata, con il mio pene in vagina e dito nel suo culone.
Ci fermiamo un po’ tutti e due, ci riposiamo un momento, restando sempre a pecoroni, attaccati in fase di amplesso, mi alzo con la schiena, guardo il suo sederone che è sempre tanto, troppo, a me sembra enorme. Quel suo culone sta proprio sopra il mio uccello che è ancora dentro la sua passera ed é un bel buchino tutto marrone, è l’ano di Simona, è tanto troppo invitante, non posso non farlo, glielo tocco prima con tutta la mano, accarezzandolo, poi con il dito indice, ma sento Simona che irrigidisce un po’ tutto il suo apparato genitale, vedo lo sfintere del suo culone che si chiude, anche la sua passera dove dentro c’è ancora il mio uccello si stringe, le chiedo “cosa c’è che non va? Perché sei diventata così rigida? Non ti sto facendo male vero?”, lei mi risponde “no, no, non mi fai male, ma lì non voglio, …. lì no, lì no, ho paura per via delle emorroidi, mi hanno detto che dopo … lui si rompe e sono guai, non so se è vero, tu che dici?” le rispondo “ti pare che se non fossi sicuro di farti solo felice e di farti godere, mi azzarderei a toccarti e a farti del male o addirittura a romperti qualcosa come il tuo culetto, no sono tutte fesserie, non fa assolutamente male, tu rilassati e non irrigidirti, stai calma, moscia. Pensa solo al mio Pierino che sta ancora al caldo dentro la tua pancia, muovilo, succhialo con i tuoi muscoletti interni, fagli sentire con forza che lo vuoi tenere dentro di te, non lasciartelo scappare. Per quanto riguarda le emorroidi quelle vengono solo se sei predisposta o dopo un grande sforzo, non certo per quello che stiamo facendo noi, comunque se non vuoi per me, va bene lo stesso, quando senti che non vuoi più continuare me lo dici ed io mi fermo subito, torno indietro, te lo prometto”, non la sento molto convinta, ma mi dice che va bene. Metto un po’ di vaselina sopra il dito indice della mano destra e torno a toccare il buchino marrone che Simona ha proprio in mezzo alle sue cosce e che si chiama culo, ano, sedere, chiamalo come vuoi, ma sempre di quello si tratta. Ungo nuovamente il buco tutto intorno all’esterno e poi piano piano senza fare male ne dare fastidio, infilo dentro il dito, un pezzettino per volta, quando è entrato tutto chiedo ad Simona “come va, senti fastidio, dolore, è tutto dentro di te, come te lo senti, ti piace, cosa ti senti?” Simona mi risponde “no non sento né fastidio né tanto meno dolore, non è tanto male, anzi mentre lo muovi delicatamente dentro di me, quando lo giri, mi piace. Si certamente mi piace, quando poi tu con il tuo dito, cerchi di toccare il tuo pene che è dentro il mio corpo, ed io da dentro la mia pancia, con i miei muscoletti cerco e riesco a muovere il tuo pisellone, questo è il massimo di godimento che posso provare, una sensazione meravigliosa, che non si può descrivere, pene e dito che si toccano, che giocano dentro la mia pancia da due entrate diverse, culo e vagina, non lo avrei mai pensato fino ad oggi, grazie di nuovo Piter di quello che mi stai facendo provare per la prima volta, continua così, fai di me quello che vuoi, io sono la tua schiava e tu il mio re e padrone, metti il tuo Pierino dove ti pare, non mi chiedere più niente, fallo e basta”.
A questo punto e dopo questi buoni risultati non mi resta altro da fare se non di andare avanti, mi fermo un momento, così prendiamo fiato entrambi, pur continuando a restare attaccati, uniti sessualmente, perché nessuno dei due ha la minima intenzione di smettere o di staccarsi, ma neanche di venire, provocando l’orgasmo e quindi il coito, finendo così quest’amplesso meraviglioso che è troppo importante per noi, poiché potrebbe essere la prima ma anche l’ultima volta che …. .
Mi riposo un p0’ medio nell’ano e pollice in vagina.
Dopo un po’ tolgo, piano piano il mio pene dalla sua vagina e poi sempre con molta delicatezza tolgo anche il mio dito indice da dentro il sedere di Simona. Al suo posto ci infilo il mio dito medio, bello oliato, che entra senza alcuna difficoltà, liscio come l’olio, poi infilo il mio dito pollice dentro la sua fregna, li muovo entrambi con un movimento a mo di tenaglia che si apre e si chiude, chiedo a Simona “come va, come ti senti?” mi risponde “era meglio prima, questa posizione non è un gran che, tu che ne dici?”. Fra me e me penso che ha ragione e …… cambio
Cambio posto, ora ci metto il mio pene dentro il suo ano,
si direbbe che (me la … inculo), ebbene si.
Sfilo entrambe le dita e dal culo e dalla vagina di Simona; che a questo punto rimane vuota, non ha più niente di mio dentro al suo corpo, resto fermo così per qualche istante, sento Simona che è un po’ delusa e mi dice “Piter che già hai finito così, non facciamo più niente, io non vorrei aver finito in questo modo, mi sento vuota, sento che sono rimasta a metà, ché non sono ancora venuta come avrei voluto, e tu nemmeno hai ancora il pisello pieno e duro.” Le rispondo “cara Simona, stai calma, non avere fretta, hai appena finito di dirmi che sono il tuo re, di fare di te quello che voglio, e ora pensi davvero che io finisca così, lasciando scontenta te e anche me, il mio uccello e la tua passera a questo punto si aspettano qualcosa di meglio dalla nostra accoppiata, che fino ad ora mi sembra stia andando al massimo, o no?, capisco che sei affamata di pene, ma dimmi quanto tempo è che non …. , anche io sono affamato di fica”. Mi riprendo in mano il mio bel pene sempre diritto e oliato, lo appoggio sul sedere di Simona; lei dopo quello che le ho appena detto, in merito alla rottura del culo, e la prova del dito che gli ho appena sfilato da suo sedere, non fa nulla, non si irrigidisce, anche perché sessualmente non ha più niente di mio dentro perciò resta fiduciosa in attesa di quello che gli faccio io, si sente vuota, lei vuole essere nuovamente riempita; io intanto gli appoggio il palmo delle mani contro le sue cosce, con i pollici rivolti verso l’interno, e muovendo i pollici intorno alla vagina faccio in modo di farla sbocciare come una rosa, gli apro i petali uno alla volta, poi mentre lei è tutta intenta ad aprire la sua fregna ancora affamata di cazzo, io, piano, quasi di nascosto, passo i miei pollici un po’ più in alto, sul suo sedere, dove è appoggiato il mio cazzo dritto, lucido e in attesa di essere usato; strappo un paio di peli dal suo sedere, ché danno fastidio all’entrata del mio Pierino, sento Simona che fa un piccolo strillo di dolore allo strappo dei peli, e mi dice “ Piter che mi stai facendo così mi fai male, mi vuoi depilare dal vivo”, le dico “scusa, scusa ma c’erano un paio di peli della tua Pierina che ho dovuto proprio togliere perché si erano infilati tra il mio Pierino e il tuo culetto, dopo ci avrebbero dato fastidio” . Con il palmo delle mani muovo le sue cosce e con i pollici, muovo il suo sedere, con un movimento coordinato atto a far aprire e chiudere il suo ano, e mentre vedo che lo sfintere del culo di Simona si apre e si chiude io cerco delicatissimamente di penetrare dentro il suo culone, ma per cercare di assecondarla e fargli pesare il meno possibile questa posizione che ho capito per lei non è molto semplice da accettare, la penetro piano molto piano, seguendo l’aprire e chiudere del suo ano provocato dall’azione alternata dei miei pollici sul suo sfintere; cioè quando i miei pollici e il suo sfintere si muovono verso l’interno io non spingo, non penetro con il mio pene ma resto fermo, mantengo la posizione acquisita, mentre quando i miei pollici e il suo sfintere si muovono verso l’esterno io spingo, penetro con la mia spada cerco di metterla dentro al suo fodero, che in questo caso è il culo di Simona. Devo stare molto attento ché probabilmente l’ano di Simona è veramente vergine e non vorrei farle male, qui dentro al 99% non ce’ entrato niente e nessuno all’infuori oggi del mio Pierino, perciò se vorrò riprovare ad entrare anche un domani, dovrò stare molto attento oggi, non devo assolutamente fare qualcosa di sbagliato.
Sto lavorando in questo modo, cioè quando il suo sfintere, sollecitato dai miei pollici che lo spingono, rientra all’interno del suo corpo, il mio pene non spinge tentando di entrare di più, ma segue l’andamento naturale della natura, cioè resta fermo nella posizione che ha conquistato nel culo di Simona; perché in questa fase lo sfintere si sta chiudendo verso l’interno, cioè il muscolo si ritira, si restringe, il culo si chiude. Invece quando il suo sfintere, sollecitato dai miei pollici che lo tirano, riesce verso l’esterno il mio pene spinge cercando di entrare più a fondo, approfittando del fatto che lo sfintere è in fase di apertura, cioè il muscolo si allarga, il culo si apre verso l’esterno, come quando naturalmente espelle il contenuto dello stomaco. Così pian piano, facendo alternativamente su e giù, almeno metà del mio pene è entrato dentro l’ano di Simona, senza che lei abbia detto o fatto niente che mi potesse far capire di smettere perché c’era qualcosa che non andava o che non le piaceva; a questo punto mi fermo e chiedo a Simona “come va?, ti piace?, ti da fastidio?, ti fa male? dimmi qualcosa, che devo fare?”, Simona mi risponde “no, no, va tutto bene, avevi ragione tu è tutta un’impressione, non fa male, forse anche perché tu sei bravo e delicato, dove hai e con chi hai imparato?” io rispondo “ grazie, ma lascia perdere, il merito è anche tuo ché non mi ostacoli, anzi tante volte mi precedi in quello che sto facendo, sembra che mi leggi nel pensiero, le tue voglie sessuali sono più audaci e incazzate delle mie, ma vai avanti dimmi tu cosa devo fare?”. Simona mi dice “no no davvero mi piace, non fa male, certo era meglio prima, quando con l’uccello eri dentro la passera e col tuo dito nel mio sedere, ma va bene lo stesso, a che punto sei, nel senso è entrato tutto, perché ti sento distante, non mi tocchi tutta, non ti sento appiccicato, non sei a contatto completo con il mio corpo?”, le rispondo “no non sono entrato con tutto il mio pisello, perché forse è la prima volta che un uccello penetra nel tuo sedere, insomma è la prima volta che lo prendi nel culo … e avevo paura di farti un po’ male, o che non ti piacesse questa posizione, visto che mi avevi detto … lì no, lì no; comunque ne è entrato circa la metà del mio uccellino , che faccio, lascio perdere ed esco, o continuo e vado avanti?” mi risponde Simona “in tutto questo tempo ne hai infilato solo metà?, come sarebbe a dire che esci e te ne vai, ma dove vai?, e mi lasci così a metà, non fare lo sciocco, vai avanti, che aspetti, devo fare tutto io, mettilo tutto dentro, però stai attento, quando arrivi all’ombelico, gira a destra o a sinistra ma gira, non mi fare un buco nuovo”. E Simona si mette a ridere, ride forte con metà del mio cazzo dentro il suo culo, io per non farlo uscire, perché me lo sento spingere fuori, lo spingo per rimandarlo dentro, e oplà Pierino entra tutto di botto, tutto insieme, in un istante, i peli del mio cazzo sono a contatto con il culo e le cosce di Simona e i nostri corpi sono fusi insieme, il culo di Simona si è bevuto tutto il mio cazzo in un sorso solo. “Come è bello” penso fra di me, sento il mio Pierino che è diventato bollente, qui dentro dove si trova lui, la temperatura è salita di parecchi gradi, sembra un fornetto acceso che mi sta cucinando il mio passero, lì fuori ci sono due uova, dentro ce’ la salsiccia , ci facciamo due uova al tegame con salsiccia?, scherzo. Sono rimasto con le mani appoggiate sul culo, i pollici che ancora muovono lo sfintere e il mio cazzo che è entrato di botto dentro sta lì fermo. Chiedo a Simona “scusa, ti ho fatto male?, ma è stato più forte di me, quando ridevi sentivo che il pesciolino mi stava scappando fuori dell’acquario, me lo stavi spingendo fuori, e mi è venuto d’istinto di spingere forte e lui è entrato tutto insieme, di colpo, scusa di nuovo”. Simona, che ha smesso di ridere, mi risponde “ma che scusa, no non mi hai fatto male, si effettivamente è la prima volta che il cazzo di qualcuno penetra dentro il mio culone, fino ad ora era vergine, sono contenta che sia stato tu Piter il primo a farlo, a sverginarlo mi dispiace solo che il tuo pesciolino è entrato tutto di colpo mentre io ridevo, così mi sono persa una parte della sensazione di sentirmelo penetrare tutto insieme nel mio sedere e perciò all’interno della mia pancia, ma non fa niente, sarà per un’altra volta … , comunque è stato bello lo stesso, tu resta fermo così, muovi solo il tuo Pierino dentro di me, ché lo voglio sentire bene dentro, voglio sentire fin dove arriva ”, restiamo entrambi in silenzio, un silenzio strano, imbarazzante Simona ha detto che staremo insieme a fare l’amore un’altra volta, e poi per quante altre volte, io pure penso questo, ma non lo ho detto, perché? Perché lei sì ed io no; mi rispondo da solo, perché lei è donna, e sono le donne che comandano, dico sempre che se rinasco voglio nascere donna, possibilmente “bona” e metterò tutti gli uomini, in ginocchio, ai miei piedi, con la loro testa in mezzo alle mie cosce, farò di loro e gli farò fare tutto quello che voglio io.
FINALMENTE CI SIAMO. ERA ORA .
Arriviamo insieme all’orgasmo, pene e coito in vagina e dito medio nel culo.
Dopo un attimo di riposo sfilo il mio cazzo ancora pieno e duro dal suo culone, lo sfilo forzando un po’, ché Simona non vuole lasciarlo uscire, lo trattiene stringendo il suo sfintere e quando il mio passero esce dal culo di Simona fa FLOP, un rumore simile al tappo che esce dalla bottiglia di spumante, io lo riposiziono subito qualche centimetro più in basso, nella sua fregna pelosa, che è tutta bagnata e il mio Pierino entra piano, ma deciso all’interno del suo corpo, ora è tutto dentro la sua vagina, in cerca del punto G di Simona, io metto dentro al suo culo il mio dito medio bello lucido di vaselina; lei comincia a muovere il suo corpo in tutte le direzioni, sento l’interno della sua pancia girare intorno al mio pisello, sembra che me lo stia succhiando da dentro, sento Simona che muove i suoi muscoli del ventre e manda il mio Pierino al massimo, io invece pian piano faccio su e giù con il dito medio dentro all’ano, e avanti e indietro con il corpo, infilando e sfilando il mio cazzo da dentro al fica, man mano che passa il tempo entrambi acceleriamo i nostri movimenti, fino al punto che sento Simona che freme, ansima, saltella, trema, si contorce dal piacere, vibra tutta, quasi fa un salto sul lettone; io,invece, mentre lei salta mi sono fermato, sono rimasto immobile …. , anch’io me ne sto venendo, tre forse quattro spinte vigorose del mio cazzo, stanno per entrare nel suo grosso ficone anche i miei coglioni, ed eiaculo dentro la vagina di Simona, anche la fica di Simona si è aperta tutta, anche la sua natura si sbrodola, se ne viene, eiacula anche lei insieme a me, siamo arrivati all’orgasmo, insieme restiamo fermi, rigidi, attaccati come i cani, assaporando tutto quello che stiamo provando per la prima volta. Poi ci rilassiamo entrambi, lei stanca ma pienamente soddisfatta si sdraia a pancia sotto nel lettone, ed io, che non voglio ancora uscire da dentro di lei, tolgo il dito medio dal suo sedere e metto la mia mano destra sotto la sua pancia, con il palmo premo sul pube e con le dita mi tengo dentro la sua vagina quel poco che è rimasto del mio Pierino, che a poco a poco si sta sciogliendo insieme al coito che lascia dietro di se. Sento Simona che con i suoi muscoli vaginali e interni sta facendo le prove per buttare fuori Pierino dalla sua fica, le dico “no stai ferma non lo fare, non ancora, aspetta un altro po’”.
Abbiamo finito, ci riposiamo, stanchi ma felici.
A questo punto mi giro con tutto il corpo, di 180 gradi, sempre tenendo con la mano il mio pene dentro la sua vagina, metto le mie gambe a forbice dentro le sue, il mio piede destro tocca la nuca di Simona e il mio piede sinistro tocca il naso di Simona, mentre al contrario il piede sinistro di Simona tocca il mio naso e quello destro tocca la mia nuca, e così continuiamo il nostro amplesso in fase di riposo assoluto, io con calma continuo a carezzare con le mani i seni; in mezzo ai grossi seni di Simona si trova la mia gamba sinistra, accarezzo la schiena di Simona, mentre lei anche mi carezza con le sue mani il mio corpo, lei mi prende in bocca il pollice del mio piede e me lo succhia delicatamente, poi con la lingua mi fa il solletico sotto la pianta del piede, anch’io faccio altrettanto, e chiedo a Simona “che vuoi fare, per caso vuoi ricominciare da capo, io adesso subito non ce la faccio di sicuro e tu?”, Simona con la vocina di una bimba felice, soddisfatta, e contenta di quel che ha appena fatto risponde “no, no non so se ce la farei, forse io si, vista la mia fame di cazzo arretrata, come dici tu, ma no, voglio solo godermi questo momento di gioia, di felicità, nel più assoluto riposo, fisico e mentale, senza pensare a niente, giocando un po’ con quello che mi capita fra le mani, se poi quello che ho tra le mani, o tra i piedi, o nella mia vagina è roba tua che ci posso fare, questo passa casa adesso, meglio così per te o no?”; anche io sono dello stesso parere e le dico “si, si, hai proprio ragione, godiamoci con molta calma questo momento, che per me è stato fantastico sotto tutti i punti di vista, anch’io sto giocando con le palle e i capezzoli dei tuoi seni, con la tua fica e con il tuo culo, e domani è un altro giorno e si vedrà”.
Dopo un’ora di lavoro pensiamo alla prossima volta, se ci sarà??.
Siamo entrambi stanchi ma felici, guardo l’orologio, sono passate da poco le 17,00, stiamo “lavorando” da un’ora circa, e mi sembra di aver ottenuto un buon risultato, con la partecipazione di entrambi, chissà se la prossima volta sarà uguale, ammesso che ci sia una prossima volta.????

Stiamo organizzando il sesso a tre.

Mentre stiamo così rilassati mi ricordo di alcune domande che mi erano venute in mente mentre stavamo facendo sesso, domande che volevo fare a Simona, ma non in quel momento, pena l’ammosciamento di Pierino e la rovina del nostro primo rapporto sessuale in corso d’opera, ora però è il momento giusto di farle. “Cara Simona, mi permetti di farti qualche domanda, per pura curiosità, se vuoi puoi rispondermi altrimenti non fa niente, vorrei tanto sapere come o con chi hai imparato a fare sessualmente certe cose, io spero che tu le possa insegnare anche ad Anita, la tua migliore amica, così io potrò fare del sesso decente, come abbiamo fatto noi due adesso, anche con lei, tu che ne dici?” Simona smette di giocare con il mio dito pollice che aveva in bocca e mi risponde “caro il mio Piter, torno a ripeterti che tu sei il primo maschio con cui sono andata a letto, dopo mio marito Mario ovviamente, ma sicuramente sei stato il primo essere umano con cui ho fatto tutto quello che abbiamo fatto noi due fino a pochi minuti fa, per altro mi sembra di avertelo già detto, ti ricordi quando mi hai chiesto perché mi ero irrigidita, che tu avevi solo appoggiato il tuo uccellino sulla mia fica, io ti ho risposto che non mi stavi facendo male, ma era solo una mia reazione per avere fatto sesso come non lo avevo mai fatto prima e lo stavo facendo con te. Per quanto riguarda il fare sessualmente certe cose, come dici tu, non capisco di che cose tu stia parlando, per me abbiamo fatto solo del bel sesso completo e che rifarei, solo con te, in qualsiasi altro momento. Certo che io posso parlare alla mia migliore amica che per altro è la tua signora, sicuramente non per dirle di quello che noi due abbiamo fatto stasera, ma per tastare il terreno e sentire come la pensa dal punto di vista sessuale, posso chiederle se lei è contenta del vostro rapporto intimo, e comunque cercherò di stimolarla a parlarmene e cercherò di farle capire come si dovrebbe comportare quando fa sesso con te, le chiederò se le piace farsi scopare e non solo da te, certo non posso insegnare a lei quello che fino a poco fa neanche io sapevo di poter fare, dovrei fare io sesso con lei, oppure fare sesso noi tre insieme ed allora si potrebbe fare una specie di lezione, parlando fra di noi mentre giochiamo a masturbarci a vicenda, sul quando, come e dove dobbiamo toccarci per godere al meglio, prima di arrivare all’amplesso vero, per venire insieme, tu che ne dici ?.” Io sono incerto se continuare con le domande o no, decido di continuare e gli chiedo “cara Simona, dimmi un’altra cosa poi risponderò alla tua domanda; per quanto riguarda il giornaletto porno che, lo hai detto tu, ti ha fatto arrapare, quando domani lo guarderai con la tua amica, non è detto, ma se farà anche a lei lo stesso effetto che ha fatto a te, cioè se veramente lei si arraperà, che farete voi due sole e arrapate, come hai detto proprio tu poco fa dovrete fare sesso voi due, o mi verrai a chiamare?”.
Intanto io e Simona ci siamo seduti nel lettone con le gambe incrociate, siamo ancora nudi e uno di fronte all’altra, io guardo le sue enormi zinne che penzolano, gliele prendo in mano le accarezzo e strizzo i suoi grossi turgidi neri duri capezzoli che sporgono al di sopra delle palle, lei sta guardando il mio Pierino, che tutto abbacchiato e moscio se ne sta a penzoloni sul letto, Simona se lo prende in mano e ci gioca facendolo ballare sul palmo della sua mano destra, alza la testa, mi guarda in faccia e mi dice “lo sai Piter che non ci avevo pensato proprio al fatto di trovarci con il libretto porno in mano e noi tutte e due arrapate; a quel punto che facciamo? No, no non va bene, questa cosa la dobbiamo prevenire e guidare noi due, non dobbiamo lasciarla al caso; domani Mario non viene qui al mare, ché deve lavorare tutta la settimana, perciò da quel punto lì siamo tranquilli, la tua signora domattina invece viene in spiaggia con me, e lì certo non possiamo leggere il porno, con tutta la gente che ce’, perciò io gli dico di venire con te a casa mia verso le 15,00, e mentre tu vedi la tv in terrazzo e bevi una birra fresca, noi due in camera mia ci leggiamo il porno, ti va bene il programma?” io rispondo “cara Simona, fin qui va tutto bene, ma adesso viene il bello, se a questo punto vi siete arrapate tutte e due, che decidi di fare, ci sono solo tre soluzioni, A) rimanete voi due in camera e vi masturbate da sole, B) mi chiami e facciamo sesso in tre, C) mi chiami e faccio sesso con una di voi due e l’altra rimane a guardare o se ne va, deciderete voi con chi farò sesso e cosa farà l’altra, che ne dici?” mentre Simona continua a giocare col mio Pierino, che continua a essere moscio, lei alza la testa verso di me dicendomi “caro il mio Piter, la prima soluzione, cioè masturbarci noi due da sole potrebbe andare bene, ma solo per iniziare il gioco, mentre noi guardiamo il porno, poi man mano che andiamo avanti nella lettura se sento che la mia amica Anita si agita, frigge, strofina le cosce una sull’altra, vuol dire che non è solo arrapata, ma si sta anche eccitando, io posso provare a stuzzicarla toccandola sopra il vestito, gli tocco prima i seni, poi gli strizzo i capezzoli, se ci sta e non dice niente, anzi se vedo che gli piace, vado avanti, comincio a spogliarmi io, mi slaccio il davanti della mia vestaglietta, poi mi tolgo il mio reggiseno, con la scusa che fa caldo e che sono tutta sudata, gli prendo la sua mano e la metto sul mio seno nudo, per farglielo sentire che è sudato, poi io tocco il suo, quindi, sempre se ci sta, ci spogliamo entrambe, quando siamo completamente nude, mentre comincio a masturbarla le chiedo se è contenta del vostro rapporto intimo, a seconda di come mi risponde e di come sta andando l’eccitazione, la lettura del porno, e la nostra masturbazione le chiedo di chiamarti, di farti entrare in camera con la scusa di vedere che faccia fai di fronte a noi due nude, mentre leggiamo il porno con in copertina la foto di un bel pezzo di fica, che è una ragazza nuda la quale si fa fottere da un fustone negro anche lui nudo con un grosso cazzo nero che ad Anita è piaciuto molto, tanto da fargli comprare il giornaletto porno; quel pisellone che adesso ha fatto arrapare di nuovo anche me, che ne dici Piter, può funzionare?” le rispondo “cara Simona, io penso di si, però dipende tutto dalla tua amica Anita, lo sai che in fatto di sesso è molto strana, e pensa che sia una brutta cosa che meno si fa e meglio è, come per altro dicevi anche tu almeno fino a un’ora fa circa, o mi sbaglio? Speriamo che quello che ha fatto cambiare idea a te lo faccia anche a lei, tu sola gli puoi far scattare quella molla erotica, che però dovrebbe essere già partita con l’acquisto del giornale porno. Ora me ne vado, prima che tu continuando a trastullare il mio Pierino con le tue manine d’oro non lo fai rimettere sull’attenti ed io devo ricominciare da capo, mica che non lo vorrei fare di nuovo, ma noi due ci rivediamo domani. Ciao.” Do’ un lungo bacio sulla bocca di Simona, una carezza alla vagina, una strizzatina ai capezzoli duri e neri uno schiaffetto al suo culone, e me ne vado.
DOMANI
La mattinata al mare si svolge come aveva previsto Simona, e alle 15,00 io e Anita arriviamo a casa di Simona, stiamo un po’ all’ombra in terrazzo insieme a chiacchierare, a vedere la tv. Simona indossa un paio di mutandone nere, un reggiseno nero e una vestaglietta leggera e trasparente che sotto si vede tutto, Anita invece indossa un paio di mutandine rosse e un reggiseno rosso con sopra un vestitino corto e leggero. Simona, mi porta una bella birra gelata, e mi dice “stai attento Piter che è gelata, bevila piano, quella è come una bella donna, va sorseggiata con la cannuccia, va presa pian piano, deve penetrare nella pancia molto lentamente, altrimenti ti può far male, e poi ti viene una congestione. Andiamo Anita, vieni con me ché ti voglio far vedere una cosa piccante, che è per sole donne, tu Piter resta qui e non ti muovere, se non ti chiamiamo noi.” Simona porta Anita in camera da letto, la finestra è aperta, il ventilatore è acceso al massimo e orientato sul lettone, Simona fa sedere Anita sul bordo del letto, di fronte alla porta, prende il porno dal comodino e si siede anche lei sul letto al fianco di Anita, dopo aver socchiuso la porta, cominciano dalla copertina dove ce’, un bel pezzo di fica, una ragazza nuda con un fustone negro anche lui nudo, che con un grosso cazzo nero si accinge a scopare la ragazza, Simona apre subito il discorso e dice “cara Anita, intanto vorrei sapere perché hai comprato questo giornaletto porno, ti hanno sempre fatto schifo fino ad oggi, ti piace questa foto, ma dimmi che cosa ti piace, la bella ragazza nuda, il bel pisellone del negretto o quello che stanno cominciando a fare, ti piacerebbe essere al posto di quella lì?” Anita risponde “non so cosa mi è passato per la testa quando ho comprato quel porno, di certo la sua copertina mi ha colpito, quella ragazza nuda è molto bella, sicuro che mi piacerebbe essere al suo posto, lei è giovane, bella, attraente e peserà forse 50 kili, ma ha tutto al posto giusto, anche il negretto col suo pisellone non è male, anzi direi che è un bel fico, anche quello che stanno facendo mi ha eccitato, forse perché è parecchio tempo che non … insomma hai capito, che non faccio sesso, che non vedo e non tocco un cazzo, che mi sono messa a dieta, e perciò niente salame, poi per quanto riguarda se vorrei stare al posto di quella lì , ti dico forse si, o no, non lo so, ma andiamo avanti prima di risponderti sono curiosa di vedere il resto.” Le due signore sfogliano in silenzio altre pagine del porno, poi Simona si ferma e chiede “scusa Anita, io non ti avrei chiesto niente, ma visto che lo hai detto tu, mi spieghi perché il tuo rapporto sessuale con Piter non va bene, tu dici che è molto che non vedi e non tocchi un cazzo, ma quello di Piter, tuo marito, non è buono cosa ha che non va, a me sembra che Piter sia un uomo normale, o no; ogni quanto tempo fate sesso voi due, e come lo fate, nel senso 10 15 secondi, solo dopo cena, una volta al mese, al buio, con la tv accesa, sempre sdraiati nel letto, lui sopra e tu sotto, ta ta, una botta e via, come i conigli, lui se ne viene subito e tu no, così resti sempre più frustrata di prima; lo fate sempre nello stesso modo, nella stessa ed unica posizione, una sveltina fatta in religioso silenzio, al buio senza poter vedere niente di quello che state facendo, avete mai visto i vostri corpi nudi mentre scopate; ma neanche in altri momenti, lo hai mai visto, anzi guardato bene, con voglia, con fame di cazzo, il tuo Piter nudo; hai mai guardato bene il bel pisello di tuo marito e Piter ha mai visto il tuo corpo completamente nudo, ha mai guardato da vicino come è fatta la tua vagina; voi due fate sesso con la tv accesa e poi di corsa al bagno, tu seduta sul bidet e lui in piedi sul lavandino a lavare i vostri sessi, senza neanche guardarvi? ma perché il sesso è una cosa sporca??, lo sai quanto è grande, grosso e lungo il cazzo del tuo Piter?, lo hai mai preso in bocca, sicuramente no; e lui la conosce la tua fica, gliela hai mai fatta tastare come si deve, le sue dita sono mai entrate dentro la tua vagina, per esplorarla e sentire come è fatta, e dentro il tuo culetto, gli hai mai detto mentre ti scopa quali sono i tuoi punti sensibili dove ti piacerebbe essere toccata, e da lui masturbata, infine te ne sei mai venuta mentre lui ti masturbava o ti scopava? E quante volte insieme a lui, hai mai avuto un orgasmo insieme; poi, come dicevi tu quando è finito il lavoro straordinario, di nuovo tutti e due a letto con la tv sempre accesa. E’ questo il vostro modo di fare sesso, che schifo, ma non ti preoccupare perché anche io fino a ieri ho fatto sesso così, non sapendo cosa mi perdevo, ma andiamo avanti.” Anita risponde “si Simona cara, è proprio così, tutto come lo hai descritto tu, il sesso fatto da me e Piter è quello che hai descritto tu, non so perché, ma è proprio così, e più andiamo avanti e peggio diventa, è molto faticoso, è diventato un lavoro, meno male che lo si fa forse una volta al mese per 10 15 secondi, altrimenti sarebbe una disgrazia, avrei già chiesto il divorzio, pensa che sono arrivata al punto che se per caso a letto durante la notte mi tocca inavvertitamente o volutamente io mi incazzo come una bestia e gli dico di stare al posto suo altrimenti me ne vado a dormire sul divano; ma tu mi stai dicendo che anche per te fino a ieri era così, perché cosa ti è successo ieri che ti sento sessualmente agitata e tutta pimpante come non ti sentivo da molto tempo, a parte quando vinci con il mazzo …. quello delle carte, per il fare sesso eri molto moscia e riluttante, ti faceva quasi schifo solo a parlarne, o no, per caso hai trovato il principe azzurro, o il cazzuto fighetto negro, io ieri non c’ero, cosa hai fatto di nuovo che non mi hai ancora detto”. Simona e Anita continuano a sfogliare pian piano il porno e Anita guardando le foto porno ricomincia ad agitarsi, sembra friggere, strofina le cosce una sull’altra, vuol dire che si sta eccitando, Simona è arrivata alla foto che la ha fatta arrapare tutta al sol pensiero, e dice ad Anita “a me questa è piaciuta molto mi ha fatto arrapare tutta solo guardandola bene, guarda in che posizione sono messi; lei è in ginocchio, alla pecorina e lui è dietro e gli sta sopra, ma non capisco dove gli ha messo il pene, se è dentro alla vagina o dentro al sedere, non lo vedo bene, tu che ne dici, dove sta?” Anita è diventata tutta rossa in faccia, si sta agitando sempre di più, si sta sventolando con la vestaglietta, non riesce a stare ferma, fissa la foto e dice “si, Simona, anche io non capisco dove sta infilato, non si vede bene, ma sicuramente deve essere bello, perché io mi sto arrapando al sol pensiero di essere al suo posto e di sentirmi penetrata da qualche parte, di sentire un bel pisellone che gioca dentro la mia vagina, il mio sedere, la mia pancia, insomma dentro di me.” Simona chiede a Anita “scusa amica mia, mi sbaglio o tu ti stai arrapando sul serio solo guardando la foto porno, ma fino a prova contraria tu non hai mai preso in bocca il cazzo di tuo marito, non solo, ma anche il pene di Piter lo hai accolto e soddisfatto nella tua fregna ben poche volte, e quelle poche volte per soli 10 15 secondi, che cazzo volevi fare in 15 secondi, forse volevi godere e venirtene, solo tu forse lo sai , ma tu hai mai provato a fartelo mettere nel culo da Piter, quasi sicuramente no, il tuo culetto è ancora vergine, come te lo ha fatto la tua mammina, lo sai che se non è uno bravo come quello che conosco io ti può fare molto male e te lo rompe il tuo culetto vergine e santo, poi che gli racconti al tuo Piter, da chi te lo sei fatto rompere, da lui, che è bravo, no ma da altri si.” Anita ci sta pensando su poi risponde a Simona “tu come lo sai che Piter è bravo, Piter non è capace di fare quello che tu dici, in tanti anni che stiamo insieme io non sono mai riuscita a fare sesso completo con lui, ma solo una (sveltina in religioso silenzio) come dici tu”; Simona a questo punto si incazza e risponde “sentimi bene amica mia, quando tu sei a letto con Piter gli hai mai toccato il suo pene, glielo hai mai preso in bocca, te lo sei mai fatto mettere nel tuo culo: rispondo io per te, tre volte no; quando lui ti bacia sulla bocca, con la sua lingua dentro la tua di bocca, tu ti sposti dicendo A) che non ce la fai a respirare, che gli puzza il fiato o B) lo corrispondi e gli metti anche tu la lingua in bocca a lui; quando lui ti tocca il tuo seno, accarezza le tue zinne e stringe forte i tuoi capezzoli tu gli dici A) che ti fa il solletico, che ti da fastidio, che ti fa male, gli fai sentire le croste della psoriasi o B) lo incoraggi ad andare avanti perché stai godendo e lo preghi di continuare; quando lui ti accarezza l’interno delle tue cosce e arriva sul pube, sopra i peli della tua vagina, cercando delicatamente di aprirtela, di solleticarla, di masturbarla, tu cosa fai, A) gli dici che ti fa male, o che oggi sei indisposta e lo faremo domani, che questa volta non ti va e ti giri dall’altra parte o B) che ti piace da morire e gli apri le gambe ché sei pronta a farti penetrare e a venire con lui; e dulcis in fundo, quando capita che sei girata dall’altra parte, cioè stai sdraiata a pancia sotto e con il tuo culetto in aria, e Piter ti apre le cosce, ti tocca le chiappe, si mette in ginocchio in mezzo alle tue gambe e cerca di toccare, con il suo dito medio o con il suo Pierino, il tuo santo culetto vergine, tu che fai, A) ti alzi tutta incazzata per l’affronto che ti sta facendo e gli dici -eh no li no, il culo è mio e lì tu non ci entri- o B) ti metti in ginocchio alla pecorina per assecondarlo e gli apri le tue coscette sante per farlo entrare meglio, non sai bene dove se nel tuo santo e vergine ano o nella tua beata vagina; bene mia cara, se a tutte le domande che ti ho fatto hai risposto con la prima risposta negativa che io ho dato A), allora Piter è un santo uomo che sta ancora con una come te che sei una lesbica, se invece hai risposto a tutte con la seconda B) allora è Piter che è un finocchio e tu cambia partner, trovati un bel negretto cazzuto che ti farà contenta. Io che vi conosco entrambi dico che la fasulla sei tu, una donna solo per il fatto di essere una femmina è la più forte nel letto e fa, e fa fare al suo uomo, se gli piace, quello che vuole lei”.
Simona e Anita iniziano a masturbarsi da sole.
Simona, vede che Anita continua a guardare la foto dove stanno facendo sesso a pecorina e lei si agita, si strofina le cosce una sull’altra, se continua cosi se ne viene da sola, è cotta a puntino, Simona prova a stuzzicarla, la accarezza da sopra il vestitino leggero e trasparente, tocca i suoi seni sotto al suo reggiseno rosso; Anita ha un bel paio di zinne che non gli calano molto, e nonostante non sia più giovanissima si mantiene ancora bene, sarà una quarta misura molto soda, e con due capezzoli neri molto sporgenti, turgidi e duri, buoni da succhiare; Anita non fa un fiato è rimasta rigida in attesa, intanto Simona continua a maneggiare le sisette, dà una leggera strizzatina ai capezzoli di Anita che non dice niente, anzi posa il libro porno e mette entrambe le sue mani sopra quelle di Simona, vuol dire che gli piace, Anita ci sta, Simona va avanti, sfila le mani dal seno di Anita, lasciando che continui a toccarselo da sola con le mani sue e Simona comincia a slacciarsi la sua vestaglietta, che cade sopra il lettone, poi si toglie il suo reggiseno nero, con la scusa che fa tanto caldo e che é tutta sudata, prende le mani di Anita e le appoggia sulle coppe del suo seno nudo che è veramente sudato, poi Simona accarezza di nuovo il seno di Anita, poi gli slaccia i bottoni del vestitino trasparente e lo lascia cadere sul letto, gli toglie anche il reggiseno rosso; Anita è in trance, ha chiuso gli occhi, non connette più, Simona prende una zinna di Anita in mano e la spinge all’indietro facendo cadere Anita sul lettone anche Simona si sdraia con la schiena sul lettone, lei con la mano destra masturba le zinne di Anita, gli pizzica forte forte i turgidi capezzoli sporgenti fino quasi a fargli male, sente Anita che si lamenta dal piacere che prova, mentre Simona con la mano sinistra scende sulla pancia, arriva sul pube e col dito medio cerca di toccare la fica di Anita, che sta fremendo tutta, apre le cosce per farsi toccare la sua natura che si trova sotto le mutande rosse; intanto anche Anita con la mano sinistra massaggia le enormi zinne di Simona, gli strizza i suoi capezzoli, e con la mano destra scende anche lei sulla pancia, arriva al pube, tocca la grossa ficona di Simona, che sotto le mutande nere sta fremendo anche lei di piacere, anche Simona apre le sue cosce per farsi toccare meglio la sua vagina dalla mano di Anita. Adesso sono quasi completamente nude entrambe, visto che praticamente indossano solo le mutandine, Simona chiede ad Anita “cara Anita, dopo ti racconterò di quello che ho fatto ieri in tua assenza, e del perché sono cosi contenta o pimpante come dici tu, ma ora torniamo a te, mi stavi dicendo che non sei molto soddisfatta del rapporto intimo e sessuale che hai normalmente con Piter, anzi sta diventando una tortura; perché non lo chiami, digli di venire qui a giocare con noi, in fin dei conti è tuo marito, ed è mio amico, anche se ci vede così, quasi nude, che male vuoi che ci sia, siamo al mare e fa tanto caldo, ci ha sempre viste in costume a due pezzi, ora ci vede con un pezzo solo, in monochini; gli facciamo vedere il porno anche a lui e vediamo che effetto gli fa, anche la foto di quei due che fanno sesso alla pecorina e che noi non riusciamo a capire dove sta infilato il pene del bel negretto, dai chiamalo che ci divertiamo un po’” Anita è un po’ esitante, non è convinta che chiamare Piter sia una buona soluzione, e lo dice “cara Simona, tu lo sai che per me sei più di una sorella, tanto è vero che siamo seminude sdraiate sul tuo lettone a masturbarci reciprocamente guardando un libretto porno, cosa che fino a mezz’ora fa non avrei lontanamente pensato che sarebbe potuta accadere, però da questo a chiamare Piter per farlo entrare in camera dove noi due siamo sdraiate in un lettone mezze nude a masturbarci a vicenda ce ne passa; lui viene qui per giocare con noi, a che gioco giochiamo in tre dentro un letto con noi nude, poi mi dici che gli facciamo vedere il porno, con la foto di quei due che fanno sesso alla pecorina e dove lui, il negretto, si sta scopando lei o se la sta inculando, noi non lo abbiamo capito, comunque se Piter vedendo il porno e noi seminude si arrapa anche lui, che cosa faremo noi tre arrapati in un lettone, tu dici che ci divertiamo un po’, a fare che cosa in tre, due femmine e un maschio?” Simona intanto continua a maneggiare con la mano destra i seni e i capezzoli di Anita, mentre con la sinistra sposta le sue mutande rosse ed infila il dito medio dentro la fregna di Anita, che a gambe larghe continua a tremare dal piacere che prova nell’essere toccata e masturbata proprio lì, dove non la ha mai toccata nessuno; Simona approfittando dello stato di eccitazione di Anita continua a stuzzicarla sessualmente, alza la sua testa dal letto e appoggia la faccia sulle zinne di Anita, gliele bacia, lecca, e gli succhia i duri, sporgenti, e turgidi capezzoli, facendo impazzire di piacere Anita che si sta contorcendo tutta, entrambe le mani di Anita hanno lasciato i seni e la fica di Simona per spostarsi sulla sua testa, la vuole tenere stretta proprio sopra le sue zinne. Anita ormai è arrivata al settimo cielo, sta per venire, balla tutta, non riesce più a controllarsi, è troppo eccitata, quello che Simona sta facendo alla sua fica e alle sue zinne non glielo aveva mai fatto provare nessuno. Simona, che ha capito la situazione sessuale a cui Anita è arrivata, adesso cerca di calmarla, di raffreddarla almeno un po’. Ora Simona si distacca dal corpo di Anita e torna alla carica dicendo in modo autoritario ad Anita “senti Anita, adesso mi hai stancato con tutte queste storie da bambina capricciosa, io lo faccio anche per il tuo bene, ché se non fossi la tua migliore amica potrei farti andare a casa tua, restare sola con il (tuo) Piter e giocare sessualmente con lui fino a che voglio, ora se non lo chiami subito tu ti rivesti e te ne vai da sola e io resto a giocare con il tuo Piter, perciò chiamalo e digli di venire qui subito che gli devi far vedere una cosa” Anita sta ancora fremendo dal gusto che sta provando nell’essere masturbata per di più da una donna che in questo caso è Simona, la sua migliore amica, è la prima volta nella sua vita che sessualmente fa cose del genere, ha però capito che Simona non scherza, anzi è alquanto incazzata e non è il caso di contraddirla, perciò decide di chiamare Piter.
Simona e Anita chiamano Piter e si masturbano davanti a lui
“Piter, Piter, vieni qui subito che ti devo far vedere una cosa molto importante”, mentre Anita e Simona aspettano che Piter entri nella camera si sistemano sedute nel lettone, io arrivo, apro la porta ed entro; lo spettacolo che si presenta ai miei occhi è che vedo Anita e Simona sedute sulla sponda del letto, Simona è ( vestita ) solo con le mutande nere, le sue zinnone enormi penzolano lungo il corpo, i suoi grossi capezzoli sono neri, grossi, e sporgono in fuori, in faccia lei è tutta rossa dall’eccitazione, Anita pure è ( vestita ) solo con le mutandine rosse, le sue zinne calano, ma non troppo in basso, i suoi capezzoli sono marrone scuro, grossi, molto sporgenti e belli turgidi, anche lei in faccia è tutta rossa e sudata, mi sembra quasi in trance, è troppo arrapata per essere la Anita che conosco io, resto fermo sulla porta e rivolto ad Anita chiedo “ sono qui, mi hai chiamato per farmi vedere lo spettacolo di voi due che state nel letto nude, la mia signora e la sua migliore amica stanno masturbandosi a vicenda, da quando in qua invece di fare sesso con me fate sesso fra di voi, non lo sapevo di avere a che fare con due lesbiche, vedo anche che tu Anita sei tutta rossa in faccia e arrapata al punto giusto come non ti avevo mai visto così, cara Simona, come e cosa gli hai fatto?” Simona che ha capito cosa voglio fare mi tiene il gioco e mi dice “caro Piter, stai calmo non è come pensi tu, lo abbiamo fatto apposta per farti arrabbiare e ingelosire, ora vieni qui siediti sopra le mie ginocchia e fai il bravo, fai quello che ti diciamo noi”, io mi siedo sulle ginocchia di Simona, la sento tutta tanto calda, anche lei mi sembra abbastanza su di giri, arrapata; lei mi toglie la maglietta, poi prende le mie mani e le mette sopra il seno di Anita, e me lo fa stringere e accarezzare con le mie mani, con le dita delle mie mani mi fa stringere forte i turgidi capezzoli di Anita, vedo che anche Anita ci sta, è lei che allunga le sue mani prende le zinne di Simona e strofina i suoi bei capezzoli neri e duri contro il mio corpo. A questo punto è Anita che dice “senti Simona, gli facciamo vedere a Piter il porno di quei due che fanno sesso alla pecorina, per vedere se lo capisce lui dove sta infilato il pene, se è dentro la fica o dentro al culo, ché noi non siamo riusciti a capirlo” vedo che Simona annuisce e Anita prende il porno e me lo passa, lo guardiamo insieme, io comincio dalla copertina dove ce’ un bel pezzo di fica, una ragazza nuda con un fustone negro anche lui nudo con un grosso cazzo nero che è piaciuto tanto anche ad Anita da fargli comprare il giornaletto porno, quel bel pisellone che adesso sta facendo arrapare tutti e tre, sfoglio pian piano il porno e vedo che non sono solo a ingrifarsi, la differenza tra me e loro due è che a me si vede subito, invece a loro no, infatti io sto guardando i miei pantaloncini corti dai quali spunta la grossa punta rossa del mio pisello che sta crescendo, ingrossando e allungando, quella punta si è affacciata e sta cercando di uscire all’aria, anche Anita e Simona si sono accorte del mio arrapamento, vedono che il mio cazzo si è ingrossato e allungato, facciamo finta di niente tutti e tre e continuiamo sfogliare il porno, arriviamo alla pagina della pecorina, la guardiamo bene tutti e tre, la donna è in ginocchio, alla pecorina e lui gli sta sopra, ma non si vede bene dove gli ha messo il pene, se è penetrato nella vagina o dentro al sedere, siamo tutti e tre con gli occhi fissi su dove sta quel cazzo, poi io dico “care ragazze, essendo lei alla pecorina, la fica si trova in basso e in alto si trova il culo, perciò secondo me il pene è dentro il culo, perché non si vede la vagina che è coperta dal cazzo, se invece il pene era dentro la fregna si sarebbe dovuto vedere il suo ano che sta più in alto, comunque è una posizione che a me piace molto e si può scegliere dove mettere il pene e a voi?”
Simona, Anita e Piter si masturbano in tre
Simona mi fa alzare in piedi ché gli fanno male le gambe, dove io stavo seduto, poi allarga le gambe di Anita e mi spinge in mezzo alle sue cosce, prende le mani di Anita e le mette sui pantaloncini miei, Anita anche se un po’ intontita, ha capito e mi tira giù la lampo, libera così il mio Pierino che come una molla salta fuori e si mette sull’attenti a 90 gradi, è proprio bello, duro, e grosso quanto basta per soddisfare le mie due donne affamate, Anita se lo prende in mezzo alle sue mani, come se fosse una salsiccia dentro un panino, Simona finisce di tirare giù i miei pantaloncini e mi lascia completamente nudo, ché sotto non ho le mutande, spinge un po’ indietro le mani di Anita, dentro le quali ce’ il mio Pierino, e lo sbuccia un pochino, facendo uscire una parte della cappella all’aria, ora noi vediamo la grossa punta rossa di Pierino , Simona prende dal comodino un po’ di vaselina e la spalma sulla punta del mio cazzo, poi prende una zinna di Anita e strofina il suo capezzolo contro la punta del mio cazzo bello lucido, quindi tira in avanti le mani di Anita e fa richiudere la pelle di Pierino, dentro la quale si viene a trovare il capezzolo di Anita, praticamente il mio uccello sta baciando il capezzolo di Anita, gli sta facendo un succhiotto ora Simona muove in tondo il mio pisello con il capezzolo dentro, io e Anita stiamo morendo dal piacere, intanto Anita mi bacia e lecca il mio ombelico e la mia pancia, lascia il mio cazzo nelle mani di Simona che continua a lavorare col capezzolo di Anita, mentre la mia signora porta le sue mani dietro la mia schiena, sulle mie chiappe nude, me le stringe forte e con le sue dita arriva a toccare il mio ano e mi solletica contemporaneamente i miei coglioni, io penso fra di me ‘cazzo’, (articolo per signora) Anita sta diventando proprio brava, hai visto che in compagnia si fanno cose che da soli non ti saresti mai sognato di fare, vedi quello che Simona ha fatto con me ieri e quello che sta facendo oggi Anita, quello che in venti anni che la conosco non ha mai fatto da sola con me, lo sta facendo oggi alla sua amica e a me insieme, si vede che in compagnia il sesso viene meglio. Però ora devo prendere in mano la situazione e guidarla io, altrimenti queste due affamate di cazzo mi fanno nero, nel senso che a forza di toccarmi il mio Pierino me lo fanno venire e poi loro che fanno? giocano da sole e io sto a guardare; faccio un passo indietro, staccandomi da entrambe, loro restano sedute nel lettone, io me le guardo dall’alto, sono tutte e due ancora con le mutande addosso, una le ha rosse e l’altra nere, dico a tutte e due “Cara Simona e cara Anita, adesso alzatevi in piedi, e mettetevi una di fronte all’altra, poi Simona toglie le mutande rosse a Anita, e quando Simona ha finito toccherà ad Anita a togliere le mutande nere a Simona, io sono già senza mutande, perciò resterò a guardare e vi dirò chi è più brava nel fare questo spogliarello sex”, Simona, che ormai, dopo 2 ore di sesso fatto in mia compagnia è diventata molto perspicace, e sessualmente capisce al volo tutto quello che io voglio far fare a tutte e due loro mi asseconda molto volentieri in tutto quello che gli chiedo; loro si alzano tutte e due in piedi, sono una di fronte all’altra, si guardano, non si erano mai viste in quel modo, in quella posizione e sopratutto in quella situazione, tutte e due nude, rosse in faccia, eccitate e arrapate, e di fronte a me, marito di una e amico dell’altra. Simona è enorme, è grossa il doppio di Anita, solo di poco più alta, le sue zinne enormi gli calano un po’ e arrivano fino all’ombelico, i suoi capezzoli sono sporgenti quanto basta per succhiarli bene, sotto l’ombelico ci sono le enormi mutande nere dentro le quali ci sono due bei buchi che io conosco da ieri, ma che sono sempre tutti da scoprire, e fuori si vedono due cosce enormi, sembrano due bei prosciutti con un bel po’ di cellulite, l’interno delle sue cosce è talmente attaccato che non si vede un filo di luce; Anita invece non è molto grossa, un po’ più piccola, ma ben fatta, con un po’ di pancetta, il suo seno bello pieno si mantiene abbastanza alto, i suoi capezzoli sono belli turgidi, molto sporgenti, neri e duri, da poter essere tranquillamente succhiati e masticati, sotto l’ombelico ce’ una mutandina rossa con dentro due buchi da provare, io uno un po’ lo conosco, la fregna, l’altro il culo no, non solo non me lo ha mai fatto penetrare, ma neanche fatto toccare con le mani; all’esterno delle mutande rosse ci sono due belle normali cosce.
Simona, masturba Anita e Piter guarda.
Anita se ne viene da sola, Piter e Simona la guardano
Simona si siede sul lettone, allarga le gambe e gira Anita, che è in piedi, verso di lei, mettendo le gambe di Anita in mezzo alle sue, mette le mani di Anita sopra le sue spalle, prende le zinne di Anita con le sue mani, prende in mano solo le coppe, ma lascia fuori tra il pollice e l’indice i turgidi capezzoli neri, sui quali appoggia la bocca, li bacia, li lecca, li succhia prima piano, poi sempre più forte, fino a masticarli dolcemente, mentre con le mani strizza e agita ripetutamente le coppe, finché Anita che ha gli occhi chiusi, e si sta contorcendo dal piacere che sta provando, non lancia uno strilletto di piacere e si lamenta per la gioia, allora Simona, tenendo sempre in bocca i capezzoli, accarezza dolcemente i fianchi di Anita e gli fa scendere le mutandine rosse, ma solo fino alle ginocchia, poi tasta per bene le chiappe di Anita, le stringe, le pizzica e con le dita delle sue mani entra tra le chiappe fino a toccargli l’ano, (ano che non ha mai toccato nessuno) Anita trema tutta, vibra, si sposta con il corpo e si mette di traverso, ora è il fianco sinistro di Anita che è a contatto con il corpo di Simona, che a questo punto lascia la mano destra dentro le cosce vicino al culo di Anita e carezzandole il corpo passa la mano sinistra davanti, sopra la fica pelosa di Anita, che continua a fremere sempre di più, lei cerca di aprire le cosce per farsi toccare anche dentro la vagina, ma non ci riesce, perché ha le mutandine rosse che sono ferme alle ginocchia e glielo impediscono, allora Anita si inchina in avanti, alza la gamba destra mentre con la mano si sfila le mutandine rosse che lascia cadere in terra, ma Simona approfitta di questa manovra per fare un cenno a me di intervenire e di tenere alzata la gamba di Anita, io avvicino una sedia che era lì davanti, prendo il ginocchio di Anita e appoggio il suo piede sulla sedia, e anche io mi siedo a guardare cosa vuol fare Simona; che intanto, approfittando della nuova posizione di Anita, che sta con la fregna e il culo aperti, prende dal comodino un po’ di vaselina con il dito medio e lo passa sul culo di Anita, lo unge tutto intorno, mentre con l’altra mano tasta la coscia sinistra di Anita fino all’inguine, gli tasta tutto il pacchetto peloso della fica e cerca di aprirla per penetrarla con il suo dito medio, ma sono io che questa volta faccio cenno a Simona di aspettare che ci metto il mio Pierino dentro la passera di Anita; Anita che sta con gli occhi chiusi, è come in trance, sta come morendo dal piacere che sta provando, ma ancora non è venuta, mentre io ungo per bene con la vaselina il mio uccellino Simona, che ha capito cosa voglio fare continua a far girare il suo dito medio intorno al culetto e a maneggiare la passera di Anita, gli fa uscire fuori le grandi labbra, le piccole labbra e anche un bel pisellino rosso fuoco, non molto grande, ma giusto per essere succhiato e baciato, a questo punto io mi avvicino con il mio passero alla passera di Anita, ora è Simona che prende in mano il mio Pierino e lo guida dentro la vagina della sua più cara amica, vuole essere lei a sverginare sessualmente la sua amica con il mio pene, vuole essere lei a infilarglielo nel suo davanti, nella sua fica, e contemporaneamente mettere il suo dito medio nel suo dietro, nel suo culo; adesso Simona con le punta delle dita sta tenendo aperta e libera dai peli la fica di Anita, Simona si guarda tutta la scena, mentre io col mio pene penetro pian piano Anita davanti, Simona col suo dito medio la svergina penetrandola da dietro, mette il dito nel suo santo culetto vergine. Anita si è succhiata tutti i miei 20 centimetri di cazzo, restano fuori solo i peli e i coglioni; il mio Pierino è tutto dentro la fica, nelle viscere della calda pancia di Anita, lui è stato risucchiato all’interno, dentro il ventre caldo di Anita che lo sta rigirando come un calzino, lei agita Pierino che è entrato nella sua fica, e sta dentro la sua pancia, ma muove anche il dito di Simona che è dentro al suo culetto. Adesso Anita tira il fiato, sta con la bocca aperta, è sorpresa di tutto quello che le sta capitando, proprio a lei che di queste cose non se ne doveva neanche parlare, figuriamoci a farsi mettere dito o pisello nel culo; Anita a questo punto non ce la fa più, sta ballando dal piacere che sta provando, balla su una gamba sola, ha il mio cazzo in vagina che gli solletica l’ombelico, è dentro la sua pancia e il dito di Simona nel suo culetto santo, il suo ballare sta facendo venire anche me, sto tirando fuori il mio Pierino dalla sorcetta ubriaca di sesso di Anita, quando lei ci abbraccia entrambi, si appoggia a noi, alza anche la gamba sinistra, ora è sospesa nel vuoto, con il mio cazzo dentro la sua vagina, e tremando tutta dal piacere che sta provando se ne viene, sbrodolandoci tutti.
Anita masturba Simona e Piter guarda.
Simona e Anita vengono insieme e Piter le guarda.
Ci sediamo tutti e tre sul lettone, Simona, io e Anita, ci fermiamo un momento a riposare e per far riprendere fiato a Anita che ancora non ci crede di quello che ha appena provato, infatti ci dice “grazie ragazzi, di nuovo grazie, se non lo avessi appena provato non ci avrei mai creduto di poter fare sesso in questo modo, sono proprio felice di essere stata con voi a fare quello che prima di oggi non avrei mai fatto con nessun altro, e tu Piter, che sei mio marito da tanti anni, mi spieghi perché fino ad oggi non abbiamo mai fatto sesso così, noi due da soli il merito è forse solo di Simona, ma ora ditemi cosa volete da me e io lo farò”. Adesso io e Anita siamo completamente nudi, resta solo Simona con indosso le sue mutandone nere, guardo in faccia Anita e le dico “cara la mia Anita, la principale artefice del tuo sesso straordinario che dici di avere fatto solo oggi sei solamente tu, perché sei stata tu a comperare il porno, cosa che prima non avresti mai solo pensato di fare, poi lo hai voluto guardare insieme alla tua più cara amica, Simona, e questo perché volevi avere una conferma da lei, anche se silenziosa, che certo sesso si può guardare e anche fare ché non è un peccato o un tabù; insomma sei stata tu a farci arrivare tutti e tre a questo punto, la colpa o meglio, secondo me, il merito è tuo se noi tre ora siamo qui, nudi e stiamo facendo del bel sesso che a quanto pare sta piacendo da matti a tutti e tre, o no? Ma adesso andiamo avanti, dopo avremo tempo per discutere su quello che ci è successo ieri e oggi. Cara Simona, ora tocca a te, facci vedere cosa sai fare tu adesso”; io mi alzo dal letto e mi siedo sulla sedia che è di fronte. Anita, che è già completamente nuda, si alza in piedi al lato del lettone e fa sdraiare Simona, che è vestita con le sole mutandone nere, sul letto a pancia all’aria, la accarezza per tutto il corpo con tutte e due le mani, comincia con la mano destra dalle ginocchia e con la mano sinistra dal viso, dalla bocca, le sue mani si incontrano all’altezza dell’ombelico, da qui le mani di Anita, sempre carezzando il corpo di Simona, vanno a prendere le sue due grosse zinne, che dato il loro peso si sono appoggiate sul lettone, ai lati del corpo di Simona, Anita le tira su e le bacia, le lecca tutte dalla base fino ai turgidi capezzoli neri e duri, che succhia, prima pian pianino, poi sempre più forte, fino a masticarli dolcemente, mentre con le mani continua a stringere forte entrambe le coppe enormi di Simona, che si agita tutta, si contorce dal gusto che sta provando, le sue ginocchia e le sue cosce si stringono e si strofinano fra loro mentre fanno su e giù e insieme stringono la vagina che è arrivata all’apice del piacere, a questo punto Anita sale sul lettone, monta a cavalcioni sopra al seno di Simona, ora Anita e Simona si guardano in faccia, sono tutte e due rosse come la cappella del mio Pierino, Anita prende le mani di Simona e gli fa tenere i seni diritti, con in alto i duri, turgidi e grossi capezzoli di Simona, mentre Anita si apre la fregna e con le punta delle dita fa uscire fuori le grandi labbra, le piccole labbra e anche un bel pisellino rosso fuoco, non molto grande, ma giusto per essere succhiato e baciato; adesso Anita appoggia pian piano la sua fica aperta e ancora affamata, sopra un capezzolo di Simona e se lo beve tutto, il capezzolo e parte della zinna di Simona sono spariti nella vagina di Anita, che continuando a muoversi prima avanti e indietro, poi a destra e a sinistra mantiene lo stato di eccitazione di entrambe al massimo, Anita dopo un po’ cambia e al posto della fica ci mette il suo culetto sopra il capezzolo di Simona, Anita prende da sopra il lettone due cuscini e li mette sotto la testa di Simona, che ora lecca la fregna di Anita, lecca anche le grandi labbra, le piccole labbra e si succhia anche il bel pisellino rosso fuoco, vedo che le due signore, masturbandosi a vicenda, sono entrambe arrivate al massimo del piacere, perciò mi alzo dalla sedia e mi avvicino al lettone, Simona sta con le gambe diritte, rigide e strette per il gusto che sta provando, io gli tocco i suoi fianchi e gli sfilo le mutandone nere, gli alzo le ginocchia e gliele allargo, salgo in ginocchio sul lettone e mi metto in mezzo alle sue gambe, gliele alzo e me le metto sopra le mie spalle; intanto Anita, che ha capito il movimento alle sue spalle si gira con tutto il suo corpo verso di me e rimette la sua vagina sopra il capezzolo di Simona, continuando così a mantenere alta l’eccitazione di loro due; ora Anita prende un po’ di vaselina e la mette sul mio cazzo che sta diritto proprio di fronte alla fica di Simona, Anita unge anche la passera di Simona, con i suoi ditini la allarga un po’, prende il mio uccellino e lo aiuta a penetrare dentro al nido di Simona, il mio Pierino è entrato tutto, sta dentro la vagina di Simona, nel suo enorme pancione lei comincia a muovere il suo corpo in tutte le direzioni, sento l’interno della sua pancia girare intorno al mio pisello, sembra che me lo stia succhiando da dentro, sento Simona che muove i suoi muscoli del ventre e manda il mio Pierino al massimo, io metto le mie mani sopra la pancia di Simona per sentire il mio Pierino che si muove all’interno, anche Anita mette le sue mani sulla pancia di Simona, anche Simona mette le sue mani sopra la sua pancia e guida le nostre mani dove lei sola sente dove sta e dove si muove Pierino, eccolo, lo ha trovato e ce lo fa sentire anche a noi, è vicino all’ombelico e si muove, fa su e giù, anzi è Simona che lo muove con i suoi muscoletti interni, e io che gli faccio fare su e giù, sento Simona che è al massimo, sta per venire, toglie le mani dalla pancia, prende le zinne di Anita e gliele strige forte forte, anche Anita se ne è accorta che Simona sta per venire e passa le sue mani sopra la fregna di Simona, dentro alla quale ce’ il mio Pierino che continua a fare su e giù sempre più velocemente, Anita infila il suo dito medio dentro la fica e con il palmo della mano appoggiato al suo pube, tasta all’interno va a cercare il punto G di Simona, sento che lo ha trovato ché Simona sta saltando letteralmente sul lettone, anche Anita è arrivata, e se ne viene sopra la zinna di Simona, che a sua volta se ne viene sulle mani di Anita e sputa fuori il mio pisello. Restiamo per un po’ fermi così, assaporando il piacere appena provato, poi io mi butto sdraiato sul lettone a fianco di Simona, e passando sopra il mio corpo anche Anita si sdraia al mio fianco, restiamo tutti e tre immobili per un po’ di tempo, certo le due ragazze sono molto felici ma anche un po’ stanche da tutto questo lavoro che hanno fatto e glielo dico,”care Bambine, siete state formidabili, non mi sarei mai aspettato una simile performance da voi, si vede che siete vecchie amiche, vi intendete in tutto, nel senso che vi capite al volo su cosa e quando dovete fare una cosa, anche se non la avete mai fatta prima, forse adesso è ora di smettere, ché sarete stanche di lavorare, sono le 16,30 circa ed è più di 1 ora e mezza che stiamo facendo questo po po di sesso, che ne dite? Voi siete abituate a farlo per 10 – 15 secondi al mese, adesso starete bene per almeno venti anni” Non ho fatto in tempo di finire la frase che entrambe sono scattate a sedere sul lettone, mi guardano, io sto in mezzo a loro, prende la parola Anita che mi dice “caro il mio Bambino, ti piacerebbe alzarti e andartene dopo averci visto lavorare come negre, ma tu che sei il nostro negretto quando me lo fai sentire il mio pisellone, lo voglio sentire dentro la mia pancia e maneggiarlo come ha fatto Simona, poi tu non sei ancora venuto e noi dobbiamo venire insieme tutti e tre, che ne dici Simona?” anche Simona dice “caro il mio Bambino, questa volta la tua signora e mia amica ha proprio ragione, non ce ne possiamo andare così, lasciandoti con il tuo Pierino ancora diritto e pieno, noi lo vogliamo succhiare e ammosciare, altrimenti cosa saresti restato a fare, solo il guardone, adesso vieni con noi che andiamo al bagno a darci una rinfrescata alle nostre idee, tutti e tre, poi decidiamo cosa ti dobbiamo fare.”
Anita e Simona decidono di scopare Piter.
Ci alziamo dal letto e andiamo al bagno, Simona si mette seduta sul bidet e Anita delicatamente gli insapona e gli lava la grossa fica e il culone, poi la asciuga, quindi è la volta di Anita di sedersi sul bidet e tocca a Simona a lavarla, ma invece di aprire l’acqua calda apre quella fredda, riempie il bidet, insapona la vagina e il culetto e poi prende l’acqua gelata con una mano e lava la passera di Anita, che appena viene toccata dall’acqua gelida fa un salto sul bidet, e strilla a Simona “ma che sei matta l’acqua è gelata, mi vuoi far prendere un accidente”, Simona ed io ci mettiamo a ridere, e Simona gli dice “stai calma Bambina, così ti fa bene ti si raffredderanno le idee e i bollenti spiriti e dopo ricomincerai meglio di prima, vedrai” e Simona continua a lavare la vagina e il sedere di Anita con l’acqua gelata, poi la asciuga per bene, quindi mi guarda e mi dice “caro Piter, adesso tocca a te, vieni qui, l’acqua è la stessa della tua signora, tanto le vostre malattie sono uguali, e anche al tuo Pierino fa bene l’acqua fredda, così durerà più a lungo diritto e noi godremo di più, dai vieni qui.” Io mi siedo sul bidet e Simona, da buona padrona di casa insapona tutto il mio Pierino che è ancora dritto, grosso e duro insapona anche il mio culetto, poi li sciacqua con l’acqua fredda, è proprio brava, vedo Pierino che Simona ha immerso nell’acqua gelida che si ritira tutto, da lungo, grande, grosso, e rosso diventa corto, piccolo, moscio e blu, i miei 20 cm di cazzo sono diventati forse 6 cm, ora mi alzo e lei me lo asciuga tutto, anche i coglioni, le chiappe e il culetto, Simona guarda il mio pisellino moscio e toccandolo mi dice ridendo “certo è proprio buffo così piccolo e moscio”. Torniamo tutti e tre in camera, io me le guardo tutte e due e dico loro “ Bambine care, in quale posizione vi volete mettere per cominciare a giocare, volete dare un’occhiata al porno prima di decidere e poi volete stare tutte e due nella stessa posizione o no, decidete.” Simona e Anita prendono in mano il porno e se lo guardano, sento che dicono, questa no …, questa si ….., dopo un po’ posano il porno e mi guardano, Anita dice “caro Bambino, io voglio stare sdraiata a pancia all’aria e con le gambe larghe, non lo so perché, ma penso di stare più comoda in questa posizione, più rilassata e perciò sentirmelo meglio dentro e quindi godere di più, posso stare così?, per te Piter ci sono problemi?, ché alla fine sei tu che devi lavorare su di noi due, e accontentare queste due morte di fame, scherzo ovviamente, ma che ne dici?”; ora parla Simona “caro il mio Pupo moscio, io invece voglio stare come quella foto del porno dove non capivamo dove era infilato il cazzo, se era dentro al culo o dentro la fica della ragazza, voglio stare alla pecorina, perché data la mia mole un po’ abbondante non vorrei fare tanta ginnastica per poi venirmene si, ma stanca morta, e poi tu Piter hai due buchi da scegliere, il mio ano sopra e la mia fica sotto, anzi li devi adoperare tutti e due, come abbiamo fatto ieri, dove tu stavi fermo e sono stata io a farmi entrare Pierino dentro la mia vagina e poi nella pancia, è stato troppo bello, lo voglio rifare.” Io e Anita ci guardiamo negli occhi, lei sta captando qualcosa che non sa ancora cosa è, ma non adesso, adesso dobbiamo finire bene il nostro giochetto. Adesso tocca a me parlare e decidere come andare avanti “care Signore, vi ringrazio per il ‘pupo e bambino’ ma non sono né l’uno né l’altro, voi avete deciso la vostra posizione preferita, che ovviamente è una diversa dall’altra, mi sarebbe sembrato strano che fosse stata la stessa per entrambe, comunque io, anzi il mio Pierino vedrà di accontentare tutte e due, volete decidere voi con chi comincio a fare sesso.” Simona e Anita si parlano un momento e decidono che comincio con Simona, io riprendo a parlare “Guardate che mentre Simona sta sotto di me Anita non è che sta a guardare senza fare niente, ma collabora come vuole a giocare, lo stesso dopo, quando sotto ce’ Anita, Simona partecipa attivamente al gioco, come d’altronde abbiamo fatto fino ad ora, adesso però mettetevi tutte e due sul lettone Anita a sinistra e Simona a destra”
Simona si scopa Piter per prima, e Anita guarda.
Simona e Anita si vanno a mettere sul lettone.
Simona, nuda, si mette a destra, a pecorina, è in ginocchio sul lettone, con le mani sotto ai cuscini e la testa appoggiata sopra, le sue enormi cosce sono in alto e sta con le gambe aperte, io la guardo e vedo tanta ciccia raggomitolata su se stessa, la schiena enorme, e sotto le sue grosse zinne bianche che si appoggiano sul lettone, si vedono i grossi, turgidi e sporgenti capezzoli neri; la schiena, le zinne e le chiappe sono bianche, vuol dire che il sole lo prende con il costume intero, sotto ancora io vedo prima un bel buchino marrone scuro che è il suo grande culo, poi sotto ancora ha i suoi 2 – 3 chili di fica immersi in una foresta di peli marrone che non è mai stata depilata.
Io monto in ginocchio sul lettone e mi metto dietro al sedere di Simona, Anita intanto si inginocchia sul letto vicino a noi, a fianco di Simona, vuole vedere e collaborare nei preliminari sessuali, appoggia le sue manine sulla schiena di Simona e gliela accarezza, poi gli tasta e gioca con le grosse zinne ed i turgidi capezzoli di Simona; io metto le mie ginocchia in mezzo a quelle di Simona, appoggio entrambe le palme delle mie mani sulle sue enormi cosce e accarezzo l’interno coscia, vagina, sedere e con le dita delle mani, molto delicatamente comincio ad aprire il mio nido, appoggio i palmi delle mani contro le cosce di Simona, con i pollici rivolti verso l’interno, e muovendo i pollici sulla vagina faccio in modo di aprirla, pian piano dalla vagina escono le grandi labbra, le piccole labbra e il pisellino, Anita al volo prende un po’ di vaselina e la mette sulla punta della mia spada per lubrificarla e un po’ la mette anche sul mio fodero che è pronto a riceverla, ne mette un po’ anche sul sedere di Simona, io sono pronto, Anita ha preso in mano il mio cazzo e appoggia la punta della mia spada contro il fodero di Simona, quando la vagina di Simona viene toccata dal mio pene, la sento che si apre tutta, non fa più come ieri che si irrigidisce e si chiude, io continuo ad appoggiare la punta della mia spada contro il suo fodero e sempre tenendo con i pollici la sua vagina aperta spingo piano e dolcemente il mio cazzo contro il suo corpo, contro le cosce di Simona, quando la sola punta del mio uccello è entrata nella vagina di Simona mi fermo, continuo a muovere solo i pollici, con i quali gli muovo tutto il pacchetto vaginale, Simona, ricordandosi di quello che era successo ieri si muove lei, indietreggia, è lei che, muove il suo corpo lentamente a destra e a sinistra e muove il suo enorme sedere all’indietro, facendosi penetrare dal mio cazzo duro ma immobile, Pierino entra nella sua fregna che si allarga sempre di più, anche il suo culo indietreggiando lo vedo che si apre di più, mi sembra che la passera sia diventata una caverna rossa enorme, Simona si è bagnata tutta, Anita sta guardando con gli occhi fuori dalle orbite incredula di quello che sta vedendo, è contenta nel vedere che la sua amica sta godendo fortemente del sesso che sta facendo, Anita stringe ancora nella sua mano il mio cazzo che sta penetrando la fica della sua cara amica, anche Anita si sta arrapando e sposta la sua mano da sotto la pancia di Simona, dove gli stava maneggiando le zinne ed i capezzoli, la mette sopra la sua schiena che accarezza e con il dito medio della mano destra tocca il grosso culo unto di vaselina di Simona, e mentre Simona indietreggia per far entrare dentro di sé tutto il mio Pierino Anita, anche lei tutta arrapata, infila il suo dito medio nel culo della sua amica, lei si sta gustando l’amplesso che stiamo vivendo insieme, tutti e tre, adesso Pierino è entrato tutto, fino in fondo, i miei 20 centimetri di cazzo sono tutti dentro la grossa fica rossa di Simona restano fuori solo i peli e i coglioni, la mia spada è tutta nel suo fodero, il mio Pierino è tutto dentro alla calda pancia di Simona. Anche questa volta Simona rimane un attimo senza fiato, ritira tutti i suoi muscoli sessuali dentro al suo corpo e con loro si risucchia anche il mio Pierino, e il dito medio di Simona che anche lui è tutto dentro al corpo di Simona. Il mio cazzo sta silenziosamente urlando dal piacere di essere masturbato, leccato, stretto, triturato, rivoltato come un calzino, in quella calda e affamata vagina di Simona, faccio un paio di volte su e giù dentro la fica di Simona e sento Anita che con il suo dito medio da dentro il culo tocca il mio Pierino che sta dentro la sua pancia che è un vulcano ardente, il mio Pierino che sta morendo dal piacere, ma io devo uscire ché altrimenti me ne vengo e poi chi la sente Anita, tiro fuori Pierino e al suo posto ci metto il mio dito medio, vado a cercare il punto G di Simona dentro la sua vagina, eccolo, sento che lei si agita tutta, pian piano lo solletico e Simona si apre tutta sessualmente, anche Anita ha capito che Simona sta per venire e sempre tenendo il suo dito medio nel culo di Simona sale a cavalcioni sulla sua schiena, con i capezzoli solletica le natiche di Simona e appoggia la fica e i suoi peli sulla schiena di Simona, ora Simona si agita tutta, sembra che abbia le convulsioni da quanto sta godendo di piacere se ne viene e crolla sul lettone. Anita toglie il dito dal culo di Simona, e anch’io tolgo il mio dalla fica, che è tutta bagnata, lei scende da cavallo a Simona e si sdraia sul lettone. Ci riposiamo un momento tutti e tre, ma pronti a ricominciare ché adesso tocca a Anita farci vedere cosa sa fare, se ha imparato qualcosa da quello che ha visto e provato fino ad ora.
Anita si scopa Piter per seconda, e Simona guarda.
Anita, nuda, si sdraia a sinistra, con la pancia all’aria, le ginocchia in alto, le cosce divaricate, e le mani appoggiate all’altezza dell’inguine, quasi all’altezza della pancia, vicino alla sua fica; io vedo Anita dalla testa alla punta dei piedi, le sue zinne stanno abbastanza su, non cadono sul lettone, e si vedono i suoi duri e turgidi capezzoli marrone scuro che sono molto sporgenti, è abbastanza abbronzata su tutto il corpo, solo i suoi seni e il suo pube sono bianchi, significa che prende il sole con il bichini, non ostante l’età se lo può ancora permettere; le sue ginocchia in alto e le cosce aperte mi mostrano la parte sotto, ha una vagina molto pelosa, non ostante la depilazione che normalmente lei come tutte le donne si fanno sulla parte esterna per poter indossare il costume senza far vedere i peli che escono fuori, comunque è una vagina ben formata e abbastanza abbondante, da riempire bene un costume e far vedere le forme di tutto quello che ce’ sotto, quello che si dice ‘sotto ha 1 chilo di bella fica’, poi, un po’ più in basso ha un bel buchino marrone scuro, il suo culo, sta in mezzo a due belle piccole chiappe. Io ho fatto questa descrizione dal punto di vista sessuale, della mia signora, ché fino ad oggi non la avevo mai vista così, nel senso che prima non la avevo mai vista completamente nuda, e poi sistemata in quella posizione, distesa a gambe larghe con la sua vagina e le sue zinne all’aria libera e le sue mani che non si coprono qualcosa, ma anzi sono appoggiate sui fianchi, come in attesa di essere presa sessualmente; questa posizione è stata da lei stessa voluta per fare sesso con me. Io mi metto in ginocchio in mezzo alle sue gambe aperte, gli appoggio il mio cazzo sul pube, proprio sopra la sua fregna ardente, gli prendo le sue mani e le metto entrambe sopra al mio Pierino, le accarezzo il suo seno, è ancora bello, non molto pieno, abbastanza sodo, ti vien voglia di mangiarlo, morderlo, i suoi capezzoli turgidi sono marrone scuro e molto sporgenti, buoni da succhiare e mordicchiare delicatamente, lei pian pianino, quasi di nascosto, con le sue mani fa scivolare la punta del mio pisello sotto al suo pube, sulla sua fica, con le dita sposta la foresta di peli e fa strada al mio uccello, io intanto mi abbasso con la testa fino ad arrivare sopra le sue zinne, me le mordo delicatamente, le lecco tutte e due, dalla base della coppa fino all’alto dei suoi turgidi capezzoli marrone, che mordicchio delicatamente, gli faccio due bei succhiotti, vedo Anita che ha chiuso gli occhi, sta con la bocca aperta e ansima dal piacere, la sento che freme tutta, si passa la lingua bagnata sulla bocca arsa dal gusto che sta provando, trema tutta per il piacere che prova, anche la sua passera si sta bagnando, ora Anita è proprio pronta a ricevere il mio uccello. Simona intanto si è messa in ginocchio sul lettone, vicino a noi, è alla mia destra, e vuol guardare, partecipare, mi ha messo le mani sulla schiena e me la sta accarezzando delicatamente, poi con il dito medio della mano destra prende un po’ di vaselina e la passa sul mio ano e sull’ano di Anita. Io prendo le gambe di Anita, con le ginocchia piegate, le metto sopra le mie spalle, e la penetro con la mia spada, sento Anita che trema, freme tutta quando comincio a penetrarla, poi la sento che si bagna tutta, ora la mia spada è entrata tutta dentro al suo fodero. Intanto Simona ha preso nelle sue mani le zinne di Anita, gli bacia, succhia e morde zinne e capezzoli. Io e Anita restiamo entrambi fermi così per un po’ di tempo, assaporiamo il piacere della penetrazione, siamo uno dentro l’altra e sentiamo i nostri corpi caldi che parlano fra di loro, io con il mio pene che muovo delicatamente dentro la pancia di Anita, lei con la sua fica e la sua pancia piene del mio bel pisellone, pisello che i muscoli della vagina e della pancia di Anita fanno muovere in tutte le direzioni, fa su e giù, avanti e indietro, è troppo bello, io continuo a stare fermo, per non venire adesso, ma Anita è quasi arrivata, la sento che frigge e si agita tutta, faccio segno a Simona di mettersi al posto suo alla pecorina, ché sto per venire e vorrei venire dentro Simona, lei ha capito e si sistema a pecorina vicino a me e a Anita, io tiro fuori Pierino dalla fica di Anita, mentre Simona ci mette la lingua dentro, gli succhia il clitoride, poi ci infila dentro anche le dita indice e medio insieme, stuzzicando così tutta la vagina di Anita, che così continua a essere masturbata, Simona tocca il suo punto G che la fa letteralmente impazzire, mentre io mi metto in ginocchio dietro a Simona, in mezzo alle gambe, gli apro la sua vagina e la penetro con il mio cazzo, mentre con il mio dito medio entro nel suo culo, anche Simona è cotta al punto giusto, la sento che sta ballando sul letto, io gli affondo il mio cazzo dentro la sua vagina per due, tre colpi ben fatti e me ne vengo dentro la fica di Simona, anche Simona se ne viene insieme a me, abbiamo raggiunto l’orgasmo insieme, anche Anita se ne viene in bocca a Simona, che continua a leccarla; restiamo fermi cosi, assaporando con soddisfazione l’ottimo risultato che abbiamo raggiunto.

 

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