la mucca e la vacca

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Le vicende che sto per raccontarvi ricalcano un episodio successomi veramente, solo un pochino romanzato…
Tempo fa conobbi due ragazze in chat, che per tutto il racconto chiamerò “la mucca” e “la gatta”.
La mucca è una ragazzona abbondante, 1.70 con un’ottava di seno, mora con i capelli corti, la gatta è una ragazza mingherlina, 1.60 anche lei capelli neri, con occhietti vispi e furbetti.
Entrambe lombarde ed appassionate di cosplay, decidemmo di incontrarci in vista di una fiera del fumetto. Avrei potuto dormire da loro per una notte.
La giornata in fiera passò velocemente, la gatta non stava ferma un attimo, mentre io e la mucca a fatica le stavamo dietro. Io più che pensare alla fiera speravo di far colpo su una delle due, ma in quel momento nessuna delle due sembrava interessata a me, iniziavo quasi a pentirmi del viaggio.
Calò il sole e ci dirigemmo verso casa, mangiammo un pezzo di pizza lungo la strada che ovviamente offrii io.
Entrammo in casa, mi fiondai nella doccia. Appena uscii mi trovai la gatta molto vicino alla porta, avevo solo l’asciugamano a coprirmi dal bacino al ginocchio.
“Ma che bel fisico che hai dottore” mi disse con tono malizioso.
“Grazie gatta” risposi imbarazzato.
Filai in camera mia a cambiarmi, misi una canotta e dei pantaloncini corti, poi uscii e raggiunsi le ragazze nel salotto. Stavano discutendo.
“Scusa approfittane, no?” disse la gatta.
“Ma mi vergogno!” rispose la mucca.
Raggiunsi il divano “di che parlate?” chiesi alle due ragazze.
La gatta “mucca non vuole farsi visitare le tettone da un medico perché si vergogna, ma ora ci sei tu che sei un quasi medico e sei nostro amico, le ho consigliato di approfittarne, diglielo che una tettona deve essere controllata più spesso delle altre ragazze!”
Rimasi shockato, ma risposi prontamente “gatta ha ragione, ma forse non è questo il momento né il luogo…”
A quella frase gatta fece un sorrisetto malizioso e tirò su la maglia a mucca, da dietro a sorpresa, insieme al reggiseno, la mucca sussultò “gatta! Cosa fai?!” ma la gatta si rivolse a me dicendomi “forza dottore non faccia il timido, venga qui e visiti!”
Mi avvicinai imbarazzato, ma allungai le mani ed iniziai a tastare quelle bellissime tettone, cercai la presenza di nodulini sospetti, masse anomale, la mucca si divincolava e protestava, ma la gatta la teneva ferma per le braccia. Arrivai alle aureole, ci passai l’indice girando intorno ai capezzoli e facendoli erigere, poi con pollice ed indice diedi una dolce stretta alle aureole, dai capezzoli uscirono due goccioline di latte.
La gatta, divertita, mi disse “sei sorpreso dottore?” poi continuò “la mucca ama stuzzicarsi i capezzoli, l’ho scoperta a farlo di nascosto, e ho scoperto qualche giorno fa che avesse iniziato a produrre latte, vedendo i suoi reggiseni bagnaticci tra i panni da lavare.”
La mucca divenne ancor più rossa “ma non è vero…” disse evitando i miei occhi
la gatta mi chiese “ora che bisogna fare, dottore?”
Io risposi sorridendo malizioso, avendo ormai capito il gioco della gatta “innanzitutto bisogna vedere che il latte non sia infetto, spesso le donne che allattano possono prendere una mastite, ma non potendo effettuare esami di laboratorio, mi toccherà assaggiare.”
Detto ciò mi piegai verso il capezzolo sinistro della mucca ed iniziai a succhiare e leccare avidamente, la mucca si contorceva mentre la gatta la teneva ferma, vedendo la tetta destra gocciolare dissi “gatta, aiutami a capire se possono esserci dei batteri nel latte, succhia la destra”
la gatta, eccitata, rispose “agli ordini dottore!” svicolò sotto l’ascella della mucca e succhiò anche lei. La mucca stava godendo.
Entrambi addentavamo delicatamente i capezzoli, li trazionavamo per poi rilasciarli di colpo, li solleticavamo con la lingua, stavo gustando un latte davvero buonissimo, dal sapore più forte del latte normale. andammo avanti 5 minuti, tra i “muggiti” di piacere della mucca. Finito il latte chiesi alla gatta “direi che ora sia il momento della visita ginecologica, che ne pensi, gatta?”
la gatta si leccò i baffi “ovviamente, dottore, ora tiriamo giù i pantaloni alla paziente.”
La mucca, in uno stato di torpore non si difese subito, quando trovò la forza per protestare ormai i pantaloni e le mutandine le erano alle ginocchia.
“stai buona, mucca” le disse la gatta tornando a tenerla da dietro.
Le strinsi dolcemente il clitoride ben eretto tra due dita, facendola calmare immediatamente, glielo stuzzicai per pochi minuti, finché non strinse forte le gambe per l’orgasmo.
“Beh il clitoride è sensibile” dissi compiaciuto, “ora visitiamo il resto.”
Palpai le grandi labbra, nessun rigonfiamento o ghiandola indurita, il sesso fracido della mucca emanava un odore molto forte, io ero eccitatissimo “bene, ora procediamo alla visita interna, niente in contrario mucca?”
Lei affannosamente rispose “no… tanto ormai… cerchi di non farmi male, dottore.”
Io divertito “stia tranquilla, non le farà male, anzi…”
Infilai delicatamente indice e medio nella vagina, esploravo ogni parte del canale vaginale con le dita, tra la sua colata di umori.
“Prima dell’utero voglio esplorare bene tutta la mucosa, si rilassi.”
Lei intanto aveva già iniziato a godere, le sue smorfie la tradivano.
“Stringa i muscoli della vagina per favore.”
Lei non sapeva come si facesse, allora coinvolsi la gatta “gatta, mungi la mucca.”
Alla gatta s’illuminarono gli occhi “con piacere dottore” e prese a strizzarle i capezzoli.
la figa della mucca si contrasse intorno alle mie dita per 3 volte tra i suoi lamenti.
“Basta così grazie, la muscolatura è buona” poi ripresi la visita, arrivai al suo punto G e iniziai a smanicciare.
“Questo si chiama punto G” dissi muovendo velocemente le dita facendo pressione sulla parte corrugata della vagina, mentre lei era in preda a spasmi di piacere.
“Per studiare al meglio la fisiologia dell’apparato riproduttivo ogni ginecologo dovrebbe portare la paziente all’orgasmo, gatta aiutami, mungi la nostra mucca visto che le piace tanto.”
La gatta obbedì prontamente, mentre la mungeva le disse “dammi un bacio, bella muccona” ed iniziarono a limonare.
A questo punto mi calai i pantani e le mutande ed iniziai a scopare la mucca, mentre veniva munta e limonata dalla gatta.
“Voglio anch’io un bacio, chi me lo dà?” chiesi alle due ragazze.
“Eccomi dottore!” la gatta si tolse d’appoggio alla schiena della mucca smettendo di mungerla e mettendole la figa in faccia si piegò verso di me, baciandomi.
Tra i gemiti la mucca si lamentò “volevo baciarlo io il dottore!”
La gatta le rispose “zitta mucca, già hai il cazzo del dottore, ora me lo limono io, tu lecca!”
Andammo avanti qualche minuto, i baci della gatta sapevano di frutti di bosco, io non riuscii a trattenere l’orgasmo e venni dentro la mucca.
Ora che la mucca sarebbe stata fuori combattimento per un po’, mi dedicai alla gatta, provai un approccio fisico, le afferrai le tettine stuzzicandole i capezzoli con pollice ed indice, dicendole “e a te, gattina, cosa piace?” osservavo la sua faccia, per vedere se gradisse la stimolazione dei capezzoli, sembrava di sì, ma non quanto la mucca.
Mi diede le spalle con fare seducente e mi disse “scoprilo da solo, dottore” si liberò dalla mia presa e fuggì con fare agile, ma la ripresi subito, la immobilizzai, passandole un dito sulla vulva e baciandola sul collo.
“Oh..” gemette, io le dissi “a quanto pare la lingua della mucca ha fatto il suo dovere” riferendomi al fatto che avesse la figa bagnata, lei rispose “sì… ma le dita del dottore sono più esperte.”
La girai e iniziai a baciarla, lei rispondeva leccandomi, prese il mio pisello ed iniziò a masturbarmi, mentre io con le dita mi insinuavo lentamente verso l’ingresso.
Lei mi fermò “aspetta… prima voglio che me la lecchi.”
“Va bene” le risposi, mi sdraiai e la posizionai sopra di me per fare un 69.
Quanto mi era mancato il sapore di figa! Lei succhiava avidamente il mio pisello, vogliosa del succo del mio orgasmo.
“Vuoi fare l’amore con me, gattina?” le chiesi succhiandole il clitoride, lei affannata dal piacere rispose “aspett… Sì! Sì! Continua!” e crollò addosso.
Mi alzai velocemente prima che potesse riprendersi e le piantai il mio pisello nella figa fino a toccarle l’utero, inizialmente si lamentò “piano dottore, il suo cazzo è quasi più largo di me!” ma dopo un po’ iniziò ad urlare “oh… sì!” la tenevo per i fianchi, lei era a quattro zampe e io dietro di lei, la mucca mi si avvicinò e mi offrì una tettona che presi a succhiare, mentre lei stessa mi portava una mano sulla sua figa.
“Che carino dottore, sembri un bambino” mi disse lei dolcemente carezzandomi i capelli mentre continuavo a fottere la gatta e ciucciare la sua aureola. Intanto le mie dita si approfondivano nella figa della mucca. Lei mi tolse la tettona, si avvicinò alle mie labbra e mi baciò. Che buon sapore il bacio della mucca… anche quello della gatta era buono. Di lì a poco riempii la gatta col mio orgasmo.
La gatta crollò esausta, la sollevai e l’adagiai sulle mie gambe, mentre la mucca iniziò a leccare il mio pisello.
“Su bel pisellino, diventa duro, hai una mucca da soddisfare” diceva leccandolo e menandolo dolcemente mentre io con una mano carezzavo la gattina, e con l’altra la mucca.
Non ci volle molto, il mio cazzo svettò nuovamente.
“Gatta spostati, voglio godere col dottore” le disse la mucca, ma la gatta rispose “no, sto troppo comoda tra le sue gambe…”
Io ormai ero eccitato, sollevai la gatta e feci sedere la mucca sul mio cazzo, poi adagiai la gatta sulle gambe di lei, che rimase chiusa a sandwich.
Mentre la mucca mi cavalcava e mi limonava, la gatta si girò a pancia in su ed esclamò “che zinne indecenti che hai mucca! Non ti vergogni? Se il dottore ti mettesse incinta affogheremo nel latte!” La mucca rispose “e se rimanessi incinta tu?” la gatta senza perder tempo le disse “vorrà dire che mi aiuterai ad allattare i miei gattini” detto ciò iniziò a succhiare una tettona e a strizzare con la sua manina, come meglio poteva, l’aureola dell’altra. La mucca gettò la testa indietro per il piacere, ma gliel’afferrai e ripresi a baciarla. I liquidi della mucca stavano bagnando il divano. Mi resi conto che da quella posizione avrei potuto masturbare la gatta, che aprì le gambe senza che nemmeno glielo chiedessi. Essendo venuto già due volte ero lontano dal provare piacere, così mi diedi da fare.
La figa della gatta era già bagnata, forse la eccitava ciucciare le tette della mucca. Medio ed anulare furono subito dentro, trovai il punto G ed iniziai a massaggiarlo. Dopo qualche minuto la mucca non riusciva più a cavalcarmi, le gambe non le reggevano più, così cambiammo posizione, la mucca a quattro zampe, la gatta sdraiata con un rialzo affinché le loro vulve si toccassero e il mio pisello chiuso a sandwich tra le due vulve. Il mio cazzo strusciava impietoso sui due clitoridi ben eretti. Venni sulle loro pance, mi alzai ed andai in bagno.
Quando tornai dissi loro “ragazze io andrei a dormire, domani devo svegliarmi presto perché ho il treno.”
La gattina disse “dormi nel letto con noi, dottore” intanto si alzarono e si diressero verso la camera da letto, io le seguii.
decidemmo di mettere la mucca in mezzo, così se ci fosse venuta voglia di latte avremmo potuto ciucciare in qualsiasi momento.
“Non svegliatemi però, fate piano” disse la mucca dolcemente.
Ci adagiammo tra le braccia della mucca, io alla sua sinistra e la gatta alla sua destra. Ma io avevo ancora voglia…
“Ragazze… prima di dormire… vi va di limonare un pochino?”
“Certo che il nostro dottorino è proprio insaziabile” disse la gatta. Avvicinammo le lingue tutti e tre ed iniziammo a leccarci e limonarci a vicenda.
Mi eccitai nuovamente “ragazze facciamo un 69 doppio, voi vi contendete in mio cazzo a quattro zampe, mentre io vi sditalinizzo da sdraiato.”
“Pieno di idee geniali il nostro dottore” disse la mucca mettendosi in posizione, anche la gatta prese posizione ed iniziammo, io avevo i medi e gli anulari dentro di loro, mentre loro leccavano il mio pisello. Venimmo quasi contemporaneamente sporcando il letto e ci addormentammo quasi subito. La mattina mi riaccompagnarono alla stazione, prima di salire sul treno baciai alla francese entrambe le ragazze, tra gli sguardi stupiti di tutti. salii sul treno… dannazione…
ERO NUOVAMENTE ECCITATO!

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