la novena

Vorrei per un attimo parlare di pedofilia. Il pedofilo e’ l’essere piu’ abietto che si possa immaginare, peggiore anche di un assassino, per il fatto che si nasconde, per lo piu’, sotto le vesti di un familiare o di un amico. Il pedofilo, se fossi un legislatore, lo castrerei sia chimicamente che fisicamente, per eliminare l’arma del delitto. E dopo averlo castrato lo metterei insieme a tutti gli altri, castrati anch’essi, in un’isola deserta , abitata solo da loro e li armerei e concederei la liberta’ a quello che sopravvivera’. Ed ai pedofili che si recano all’estero a comprare per un pezzo di pane i favori dei bambini affamati non gli concederei nessun coltello per difendersi cosi’ come non hanno nessuna difesa quei poveri esserini che hanno violentato. Un altro discorso, pero’, riguarda quei bambini viziosi e scaltri che a furia di vedere la loro madre congiungersi carnalmente ogni giorno alla fine sviluppano un’idea contorta del piacere che sono loro stessi a irretire le vittime tra gli adulti e far si’ che gli adulti li usino per sfogare i loro desideri turpi e volgari. Mi riferisco a me stesso. Lo zio Ettore quando mi ha chiesto di giocare col suo attrezzo non mi ha fatta nessuna violenza , ha soltanto chiesto ed io spinto piu’ dalla curiosita’ per scoprire cosa provava mia madre a giocare con quello strumento accettai di baciarlo e di succhiarlo. Lo stesso Toto mi ha iniziato solo perche’ era gia’ da un po’ che desideravo essere la femminuccia che mia madre continuava a rammaricarsi di non avere. E la prova era che piu’ di una volta mi ero vestito da donna sotto lo sguardo divertito di mia madre e di alcune sue amiche ed avevo sculettato per casa come una puttanella. Inoltre ho sempre ringraziato Toto di avermi iniziato ancora bambino guadagnando cosi’ degli anni di piacere e provando a godere non tanto fisicamente quanto con la mente. Il mio piacere consisteva nel dare piacere agli altri e vederli soddisfatti. Dopo che ho eiaculato per la prima volta c’e’ stato un mutamento radicale nel mio comportamento e fino alla maggiore eta’, ed anche dopo, ho cercato incessantemente contatti carnali coi maschi anche perche’ l’unica donna che potevo sognare di possedere era mia madre. Al liceo mi chiamavano “gola profonda” dal titolo di un film in voga quegli anni e prima di andare a scuola e dopo che ne uscivo passavo in rassegna i cessi della citta’ alla ricerca di grossi cazzi da succhiare. A quattordici anni ero un esperto della pompa e ogni uomo che incontravo gli guardavo la patta per indovinare di che attributi fosse dotato. Un giorno ero andato a visitare un Santuario con mia madre e mentre mi confessavo inginocchiato davanti ad un prete questi continuava a scompigliarmi il ciuffo colla sua mano calda. Mi eccitai e feci fatica a non farglielo notare ma di lui corservai il ricordo a lungo e mi assali’ uno strano desiderio di fare una pompa ad un prete. Passo’ qualche anno, ero gia’ un giovanotto anche se ancora minorenne, quando invitato dal prete del mio paese feci la Novena di Natale. La Novena sarebbe confessarsi e comunicarsi per nove volte consecutive, una alla settimana, nei giorni che precedono Natale. Appena mi vidi inginocchiato davanti al prete che teneva le cosce aperte e tendeva la tonaca nera come le donne la gonna mi ricordai del prete del Santuario che mi aveva eccitato senza volerlo e mi venne voglia di mettere la mano sotto e vedere che cazzo avesse. Erano le sei del mattino perche’ piu’ tardi sarei dovuto andare a scuola e dalla sacrestia si sentiva il tossire di qualche vecchia bigotta che aspettava la messa. Il prete mi fa le solite domande, dove metti le mani, quando dormi ti tocchi, e quante volte ti tocchi, e ti tocchi coi compagni e via di seguito. All’inizio restavo sulle mie e rispondevo con sincerita’ ma man mano che le domande si facevano piu’ intime mi eccitavo ed aumentava la curiosita’ di costatare se anche lui era eccitato. Devo fare un passo indietro. Mi ero deciso ad accettare di fare questa Novena perche’ me lo aveva proposto un prete chiacchierato. Di lui si diceva che aveva portato via dei soldi che una povera vedova gli aveva affidato e che aveva venduto alcuni arredi antichi appartenenti alla Chiesa per pagarsi le puttane. Avevo pensato tra me che un prete di cosi’ facili costumi deve essere abituato a trasgredire ai comandamenti dei suoi superiori ed aderii subito alla sua proposta. Proposta che aveva fatto anche ad altri miei compagni ma che nessuno aveva accettato per l’ora troppo mattiniera. Dunque quella prima mattina feci una confessione sincera e mi meravigliai che non avesse approfondito sui miei toccamenti . Il lunedi’ successivo appena mi inginocchiai fatta la croce gli dissi subito che in settimana avevo ceduto alla tentazione e mi ero accoppiato con un compagno durante l’ora di ginnastica. – Comme accoppiato , cosa vuol dire accoppiato? – Che lui mi si e’ posizionato di dietro e mi ha….mi ha messo dentro il coso…. – Oh Dio, oh Dio. E’ stata la prima volta? – Con lui si. – Perche’, anche con altri? – Con molti miei compagni. Tutti mi vogliono e mi chiedono tutti la stessa cosa. – Ma i professori? Non vedono non sanno? – Nessuno sa nulla….a parte il professore di latino…. – Il professore lo sa che tu…..? – Ehhhh, e come se lo sa. – Sei stato con lui? – Non a scuola, pero’, mi ha portato in albergo. – Oh Dio mio. E ….quante volte? – Cinque….sei sette…non lo so. – Ma, tua madre, scusa….. – Mia madre si fida di me….. – Povera donna. – Ma lei c’ha i suoi fidanzati. – Sappiamo , figliolo sappiamo, in paese e’ conosciuta la condotta disinvolta di tua madre….. – Che sono anche miei. – Cosa sono anche tuoi? – I fidanzati. -Non capisco. – I suoi fidanzati vengono anche con me. – Vengono, dove? – Mah , chi viene a letto chi viene nel pagliaio chi al fiume quando fa caldo….E tuti dicono che sono piu’ bravo di mamma….. – Perche’, cosa fai di particolare? – Mi piace colla bocca, sono molto bravo, dicono. Anche a loro piace anche se alcune volte mi fanno stendere a pancia sotto e lo mettono dentro come se fossi una femmina. – Ma lo sai che la Madonna piange a sapere certe cose? – E piu’ forte di me. Quando carezzo un membro eretto o lo succhio mi sento il padrone del mondo e non credo che ci sia felicita’ piu’ completa. Quando il membro maschile si gonfia lo vedo ergersi come una pianta nel bel mezzo di un bosco peloso coll’uomo che geme e freme per metterlo in bocca quando vedo il glande gonfiarsi fino a dolere la mascella ebbene mi pare di essere in Paradiso e ringrazio Dio di avermi dato la capacita’ di provare piacere. Feci un lungo discorso su quanto piacere provavo nel succhiare un cazzo eretto e portarlo a schizzare il seme mi accorsi che aveva le mani sotto la tonaca ed un tremolio impercettibile mi fece sospettare che se lo menava. – La Madonna piange a sapere che fai certe cose, non e’ bello cio’ che fai….. -Io son sicuro che la Madonna mi perdonera’ perche’ oltre a godere non faccio niente di male e tuttavia do’ piacere e faccio godere anche gli altri. Se non e’ altruismo questo mi dica lei qual’e’. – Beh, l’altruismo e’ ben altro che non giacere con uno del tuo stesso sesso. Se ti accoppiassi con una donna ti assolverei senza problemi ma andare con un uomo e provarne piacere mi pare che sia da condannare. – Don XYZZYX mi permetta di non essere d’accordo. Si assolve chi uccide basta che si penta si assolve che commercia droga chi ruba ecc. e si condanna un povero ragazzo che prova piacere a non fare altro che essendo maschio si comporta da femmina mi pare eccessivo e comunque se vogliamo dirla tutta, se Dio mi ha fatto a sua immagine e somiglianza vuol dire che e’ stato lui a farmi colla doppia personalita’ e colla voglia di giacere con uno del mio sesso. Non posso certo andare contro la volonta’ di Dio. – Ma non e’ questo il suo disegno ne’ e’ stato lui ad obbligarti a cedere alla tentazione della carne. A quel punto appoggio la testa sulle sue ginocchia e scoppio a piangere. – Ma non e’ colpa mia se in presenza di un bel maschio sento un prurito al basso ventre ed il membro mi si rizza e la voglia di prenderne in bocca uno mi fa impazzire. Don XYZZYX guardi come sono eccitato guardi come tremo dalla voglia di farle un pompino, ho voglia di un maschio che mi prenda ho voglia di sentirmi desiderato voglio essere di qualcuno , sto male, guardi come sono eccitato….. Al prete mostro la patta realmente gonfia e gli prendo la mano per fargliela toccare. – Ma no, lascia stare, non essere blasfemo, ma cosa fai, non m’interessa….pero’. A dire il vero mi aveva assalita una voglia di spompinarlo che davvero mi ero eccitato al pensiero e tremavo per l’emozione di irretire un prete. Lui all’inizio fece un po’ di resistenza ma quando riuscii a portare la mano a contatto col mio inguine palpo’ ben bene il gonfiore per verificare che dicevo il vero. Rimisi la testa sulle ginocchia e gli abbracciai le cosce . Prima gli carezzai i polpacci quindi risalii lungo le cosce e cercai di portarmi nella zona di prima linea. – No no, ma cosa fai, sono un prete io non uno dei tuoi amanti. Stai fermo che puo’ venire qualcuno, ricomponiti. Magari dopo la messa, aspetta che vadano via tutti. – Ma io devo andare a scuola. – Embeh , due minuti li troviamo. Stamattina pero’ non ti comunichi, eh…. Gli presi la mano e gli succhiai il pollice come se fosse il suo uccello. Aveva il viso in fiamme ed incespicava quando parlava. Bevve un bicchiere d’acqua e dopo aver indossato i paramenti sacri ando’ a dire messa. Io seguii il rito dalla sacrestia e mi pareva che non finisse mai. Ero eccitato ed il cazzo sempre ritto convinto com’ero che quella mattina avrei espletato nel modo migliore la mia essenza di femmina. Irretire un maschio mi era congeniale ma convincere un prete esulava dalle mie capacita’. Quando torno’ accompagnato dallo scaccino che fungeva anche da chierico mi guardo’ con piglio serio e temetti che si fosse pentito di quanto aveva promesso. Aspettammo che il vecchio tornasse a casa sua dopo aver rimesso tutto a posto e finalmente mi inginocchiai sulla sedia confessionale mentre lui disse che non bisognava profanare quella sedia sacra e di usare quella che mi porse. Appena si fu seduto mi inginocchiai sul pavimento e gli abbracciai le gambe pregandolo di perdonare il mio vizio carnale ed intanto risalivo sempre stringendogli le cosce tra le mani. A dire la verita’ ero eccitato davvero e davvero volevo essere preso da quel prete che conoscevo da bambino, lo stesso che mi aveva insegnato il catechismo lo stesso che mi aveva comunicato la prima volta e che mi aveva gia’ confessato. Quando arrivai a toccarlo in mezzo alle gambe le strinse per impedirmi di andare oltre ma io mi dedicai alla cintura che slacciai anche perche’ lui non lo impedi’. Gli sbottonai i bottoni ed infilai la mano nel buco delle mutande di lana ed afferrai un cazzo abbastanza consistente anche se non al massimo dell’erezione. Continuava a dirmi di smetterla ma le sue mani carezzavano la mia testa appoggiata sulle ginocchia e mi lasciavano rovistare tranquillamente il pacco. Un’ultima resistenza la fece quando cercai di estrarlo all’aria ma io feci forza e praticamente lo estrassi con violenza. – Fai piano , che mi fa male…. – Tiri via la tonaca allora…. Non la tolse ma la sollevo’ scoprendo l’inguine col cazzo ben ritto in mezzo al bosco riccio che mostrava qualche pelo grigio. Quando allungai il collo per prenderlo in bocca lui spinse il bacino e con un sospiro me lo affondo’ in gola. Lo sentivo mormorarte ” Dio perdonami Dio perdonami” ma intanto spingeva fino a soffocarmi. Don XYZZYX aveva superato la cinquantina ed esibiva un cazzo non super ma notevole che a stento contenevo e di una durezza eccezionale. Era caldo e sapeva d’incenso o forse era la mia impressione. Lo ciucciai a lungo perche’ ogni tanto lo estraeva lamentando che lo rigavo coi denti. E’ che avevo voglia di morderlo mentre mi spugnettavo e mi toccava strizzarlo per evitare di godere prima di lui. Finalmente con un rantolo preoccupante mi allago’ la gola con un seme bollente cremoso e denso ed il poverino mi chiavo’ a lungo in bocca mormorando credo preghiere e intercessioni di perdono. Una volta ricomposti lui ando’ a pregare davanti l’altare mentre io scappai via perche’ si stava facendo tardi per la scuola. Fino a compimento della Novena ogni lunedi’ mattina facevamo sesso quindi mi assolveva durante la confessione e dopo Natale mi penetro’ sulle scale del campanile perche’, disse, era fuori della Chiesa. Dopo mi prego’ di non farmi vedere mai piu’ e di cambiare Chiesa ed io, per evitargli inutili imbarazzi, cambiai addirittura religione. Mitana

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