la pena

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Le vicende che andrò a narrarvi si sono succedute nell’anno 1714, anno in cui la Serenissima repubblica di Venezia entrò nuovamente in guerra con i turchi. La famiglia Gastaldi era una fra le più ricche della città lagunare e possedeva un palazzo sul Canal Grande,ma i fatti di cui scrivo avvennero durante il periodo di villeggiatura nella loro tenuta di P….. dove erano proprietari di una grande campagna. La famiglia era composta da due fratelli:Davide e Alvise,i quali proprio nel 1714 si trovarono nella situazione di doversi dividere l’eredità e il patrimonio di famiglia; spesso nella suddivisione dei possedimenti terrieri le nobili famiglie venete assegnavano la villa ad un figlio e i campi all’altro,anche in questo caso sarebbe avvenuto così tuttavia Alvise Gastaldi (il fratello minore) era un uomo di grande ambizione e non avrebbe mai accettato di essere secondo al fratello. Alvise ere un uomo robusto e dalla condotta dissoluta che aveva sperimentato tutti i vantaggi che può provare un giovane nobile provvisto di un credito notevole:in questi casi spesso la quantità di potere eguaglia quella dei vizi. L’uomo aveva coltivato il libertinaggio nel segreto della biblioteca di famiglia,con la lettura di libri maledetti scritti da criminali che con la loro arte riuscirono a continuare a commettere crimini anche dopo la loro morte e ciò che andrò a raccontarvi ne è la dimostrazione,ma procediamo con la descrizione di Alvise,egli era alto cinque piedi e possedeva una muscolatura possente,occhi neri e vispi,belle sopracciglia scure,spalle larghe,schiena dritta,culo bellissimo e natiche sode(che nei momenti di noia aveva utilizzato anche per godere degli immensi piaceri della sodomia),un individualismo quasi ostentato,mente calcolatrice,grande forza fisica ed un cazzo della lunghezza di otto pollici e della grossezza di quattro. Già in giovane età il fratello Davide aveva reso Alvise un accanito bestemmiatore ed aveva rimosso dalla sua mente ogni chimera deifica. Spesso si dice che l’ateo non può bestemmiare perché non riconosce l’esistenza di dio,ma non esiste nulla di più scorretto,infatti l’insulto alla divinità con tutti gli squisiti piaceri che ne derivano è un’ azione propria dell’ateo,necessaria ad abbattere ogni forma di superstizione e ad allontanare definitivamente dal cervello degli uomini l’idea di quel dannato creatore generato dalla furbizia di pochi e dall’ignoranza di molti. La scienza ha provato anche che la bestemmia funge da stimolo sessuale e non possiamo negare che agli uomini dai gusti più colti e raffinati anche il solo udire “porco dio” provoca emozioni vivissime se non l’erezione del membro,è piacevole inoltre bestemmiare mentre si gode. Purtroppo però non mi è concesso dilungarmi oltre in ambito filosofico e debbo tornare alla descrizione dei fatti. Alvise era divenuto avidissimo di ricchezza,ricchezza che gli era necessaria per soddisfare la sua depravazione ed elaborò un piano per appropriarsi della parte di eredità del fratello. Davide era quasi corrotto quanto il fratello e come ho già detto contribuì in parte alla sua conversione al libertinaggio,era il fratello maggiore amava bere fino allo sproposito ed aveva condotto il fratello a molte orge e festini con le prostitute schiavone che risiedevano a P…… in quegli anni,ma Davide non poteva essere definito un libertino perché non era stato in grado di sviluppare una sua filosofia articolata ed ampia,ne possedeva la conoscenza dei fondamenti dell’ideologia della perversione; Alvise era bene a conoscenza di quelle che erano le debolezze del fratello maggiore e sopratutto sapeva quanto lui amasse le ragazze molto più giovani di lui così recatosi in Francia per un viaggio di piacere decise di rapire la contessina Alessia Mertignue da Eubervillies facendo perdere ogni sua notizia alla famiglia. Ella era una troietta di quasi tredici anni,ancora vergine,Alvise l’aveva fatta innamorare di lui mascherando i toni più gretti del suo carattere,la giovane aveva i capelli biondi e fluenti,un seno pronto a sbocciare,piedini paradisiaci,mani curiose di imparare e si era portata della Francia solo un piccolo ritratto della nonna a ricordarle la sua vita passata. Alvise le spiegò il suo desiderio di liberarsi del fratello e le disse che anche lei avrebbe dovuto aiutarlo perché una volta raccolta l’eredità paterna in toto egli l’avrebbe sposata, la giovane accettò spontaneamente,ma Alvise era già pronto a restituire il suo della ragazza alla polvere in caso lei si fosse rifiutata. L’ Alessia avrebbe dovuto sedurre Davide e poi denunciare ai gendarmi che egli l’aveva violentata,ma per prima cosa Alvise la istruì nell’arte della masturbazione. Ogni giorno la costringeva a spogliarsi e a menare il suo arnese scappellato con le mani e a strusciarselo sulle tettine e sulle labbra,il libertino la voleva istruire fino a renderla una baldracca perfetta e prima di introdurla nella tenuta di campagna come ospite di famiglia la fece vivere per qualche settimana in un appartamento di sua proprietà a Venezia controllandola in ogni sua azione. Un giorno Alvise trovò la puttanella intenta a pregare davanti al ritratto della nonna e vedendo viva in lei la fede in Cristo si adirò moltissimo,ella indossava solo la camicia da notte e Alvise con la sua mano possente gliela sfilò “Dio can! Brutta vacca che non sei altro,mi spieghi che cazzo stai facendo?” le chiese buttandola a terra “Io ti salvo dall’ignoranza in cui ti facevano vivere in Francia e tu qui ti metti a venerare il pazzo di Nazaret,porca la madonna ora meriti una punizione” aggiunse la bestia. La ragazzetta piangeva in ginocchio coprendosi con le mani il pube e il seno,ma Alvise la girò di spalle e le portò le braccia dietro la schiena nuda. “In figa mi servi vergine per portare a compimento ciò che ho in mente,ma è da tempo che voglio fotterti. Ho sempre preferito il culo alla figa e da buon fanatico del posteriore sarà lì che sborerò,dio boia!”urlò Alvise in preda al delirio,il suo membro era già incollato al ventre e senza pomata ne goldone lo cacciò con poche botte nel piccolo orefizio della zoccoletta,la giovane urlava di dolore,ma ciò non faceva che rendere ancora più duro il palo che le era stato conficcato nel deretano. Alvise si muoveva ritmicamente sul quel corpicino che si divincolava come un pesce fuor d’acqua,gli assalti del libertino divenivano sempre più laceranti e distruttivi così l’Alessia si arrese ai colpi. L’odore del sudore di Alvise era sempre più acuto però sul suo volto il nobile non dava alcun segno di stanchezza o di soddisfazione,era del tutto indifferente e insensibile,si limitava a stritolare con le dita quel seno acerbo. “Non sai fare un cazzo dio can! Ora posso solo cacciartelo dentro fino ai coglioni,ma vorrei fare molto di più…porco il buon Gesù! La tua famiglia è distante da qui e se ne fotte di te,sei sola al mondo e nessuno può aiutarti,quindi devi fare quello che dico io. Se anche tu ora avessi la possibilità di scappare e di correre fra le calli e i ponti di Venezia cercando aiuto tutti ti scambierebbero per una prostituta” disse il libertino estraendo il cazzo dal buchetto,fatto ciò spezzò un dito all’Alessia e mentre lei si lamentava per il dolore che aveva in ogni parte del corpo lui si masturbò e infine andò a godere sul ritratto della nonnina. La troia francese aveva il viso rosso e piangeva disperata,il porco dio Sodoma le disse che se l’avesse trovata nuovamente a pregare iddio le avrebbe fatto anche di peggio e la costrinse a ripulire la piccola stampa con la lingua dallo sperma del libertino,la brodaglia prodotta da Alvise aveva un colore giallastro ed una consistenza grumosa che la rendevano più simile al catarro che al liquido germinale,chiaro sintomo di un esistenza vissuta nel vizio fin dalla più tenera età. L’addestramento dell’Alessia procedè senza intoppi e dopo una dozzina di giorni dal suo arrivo in Italia ella era divenuta un’abile masturbatrice che avrebbe potuto tener testa in questa pratica alle cortigiane più consumate,così il Gastaldi la condusse alla villa di campagna dove li attendeva Davide. Alvise aveva già messo a conoscenza il fratello maggiore del fatto che avrebbe fatto ritorno a P….. con una ragazza francese che aveva rapito alla sua famiglia e giunto al paesino di campagna in cui si trovata la tenuta presento l’Alessia come la sua promessa sposa. Alvise era quindi pronto a mettere in atto il suo piano servendosi della fidanzata,il fratello minore era ben conscio dei gusti del maggiore e sapeva che se l’Alessia avesse tentato Davide egli non avrebbe resistito e sarebbe caduto in FALLO. Alvise voleva indurre il fratello in tentazione e sapeva perfettamente come farlo,la sua promessa sposa non perdeva occasione di titillare la sessualità di Davide e di fare la puttana con lui così quando Alvise sentì che il fratello era pronto a cedere ordinò ad Alessia di concedersi a suo fratello. Una notte lei si presento nella stanza del nobile coperta solo da un paio di calze e dai suoi capelli dorati,a quella visione Davide fu preso da un istinto incontrollabile e senza prendere alcuna preoccupazione scostò le coperte e si tolse di dosso la veste da notte. Davide era tarchiato e ancora più forte e prestante del fratello,al quale assomigliava in parte nei tratti del viso ed era dotato di un pene di eguali dimensioni,ma dall’aspetto più disgustoso e pressochè sempre eretto. Quella notte il Gastaldi era completamente ubriaco tant’è che di fianco al letto aveva posto un grande caso in cui avrebbe rigettato in caso di necessità,istintivamente dopo essersi spogliato provò a prendere dal cassetto del comodino un sacchetto di pelle di Venezia come gli aveva insegnato il padre anni a dietro. Davide in preda ai fumi del nettare di Bacco non riusciva più a trovare il comodino e iniziò a prendere a calci l’armadio urlando bestemmie orribili che fecero cadere tutti i crocifissi della casa,fallendo nella ricerca del preservativo Davide si limitò a porgere il suo villoso membro alla francesina,convinto che lei fosse già sua e inconsapevole che tutto ciò era stato architettato dal giovane Alvise Gastaldi e che il suo infido parente osservava tutto nascosto dietro alla porta. Il fratello maggiore si avventò sul corpo di Alessia sbattendole il cazzo sulla pancia. La troia quella notte presentava la figa completamente glaba ad opera del furbo Alvise che le aveva conferito così un aspetto ancora più giovane e assolutamente irresistibile per lo stolto Davide. Il fratello maggiore si prese il cazzo con tutte e due le mani iniziando un rapido maniglione mise la puttana in ginocchio davanti a lui e le disse “Dai dio can che cazzo fai ancora a bocca chiusa! Dove lo vuoi? Sui capelli? Nelle ascelle? Su quale tempio di Venere devo bruciare il mio incenso?”. Era chiaro che Davide ancora ebbro non sapeva quello che faceva,l’alcol inibiva la sua erezione,ma teneva due menandoselo su e giù con le mani,ormai non sapeva più quello che diceva “Gesù serpente,sei solo una puttana di merda…dio è una merda! Sto per venire puttana e ti sboro nelle calze lo vuoi capire si o no? Porco dio!”e continuava nel suo turpiloquio “Dio fottuto! Dio bifottuto! Dio plurifottuto!” alla fine le eiaculò davvero dentro alle calze e mentre il suo sperma stava ancora schizzando Davie urlò alla troietta “Sto venendo puttana,scappa finchè sei in tempo o non rispondo più delle mie azioni,corri,corri a gambe levate o ti ammazzo!” l’Alessia non se lo fece dire due volte e si rinchiuse nei suoi appartamenti. Nel frattempo Alvise era già corso a chiamare la servitù dicendo a tutti che suo fratello era impazzito ed aveva violentato la sua promessa sposa,i servi soccorsero la francese e trovarono Davide nella sua stanza che si rotolava sui tappeti rotolandosi nel suo stesso vomito rosso di vino,pareva un pescegatto che sguazzava nella melma putrida. La notizia della si diffuse in tutti i paesi e la campagne vicine già nei giorni successivi con una grande rapidità e Alvise era già bramoso di vittoria e di mettere in atto la parte conclusiva del suo piano. Da giorni ormai i due fratelli non si parlavano e Alvise si introdusse in cucina senza farsi vedere dalla servitù e avvelenò la cena della sua promessa sposa,quella sera lui la seguì nelle sue stanze e pretese si coricarsi con lei. Prese l’Alessia per un braccio e le sfilo il corsetto e la gonna “E’ la tua fine puttana” le disse quando se la trovò davanti nuda “ho avvelenato il tuo pasto e fra poco tirerai le cuoia…dio boia!”,sul viso di lei si dipinse subito il terrore, “Ma tu…io ho fatto quello che volevi…perché?”queste furono le poche parole che riuscì a biascicare la zoccola. “Che cazzo credevi dio can? Pensavi che io ti sposassi davvero? Che io fossi interessato a mettere al mondo un figlio con te,magari un altra puttana come te come se la razza umana non fosse già abbastanza numerosa”disse il libertino ridendo “Penso che tu abbia ancora una mezzora di vita e fra un poco inizierai a soffrire,ma i dolori provocati dal veleno sono ancora troppo poco per una come te. Giovane come sei ti stuprerò prima di ammazzarti e se sputerai una sola goccia del mio sperma ti strangolerò anche prima che il veleno faccia effetto,fin dall’episodio di Venezia l’Alessia si era resa conto di chi fosse realmente il libertino con cui si trovava ad avere a che fare,Davide era un essere privo di scrupoli che sfidava le leggi della religione e degli uomini,ma che era sempre pronto ad utilizzarle a suo vantaggio. In un ultimo tentativo di difendersi la giovane prese da sotto il letto un piccolo pugnale che aveva nascosto lì qualche giorno prima proprio nel timore che Alvise le facesse del male,in quell’istante gli occhi del libertino si iniettarono di sangue e le urlo “Dannata figlia della merda che porco di dio vorresti fare con quella lametta? Non andrebbe bene nemmeno neanche per ammazzare un cane!”,la francesina si avventò su di lui sfregiandogli il naso. Inizialmente Alvise fu preso dal terrore,era vigliacco come tutti i libertini,ma quando vide la debolezza di lei le stritolò il polso e il coltello cadde a terra. Alvise la gettò sul letto e le spalancò le gambe poggiandole sul pube il cazzo ancora moscio,per risolvere il problema in fretta costrinse la vacca morente a leccargli i testicoli e a prendergli in bocca lo scroto “Dai dio assassino! Leccami il buco del culo,puzza di merda lo sai?”disse il mostro,poi prese il ritratto della nonna lo spezzò,lo calpestò e lo gettò dalla finestra “Ecco questo è il posto giusto per quella troia della tua antenata…madonna sconsacrata! Il posto giusto è il letamaio…dio usuraio!”imprecò ancora. La giovane rassegnata si lasciò scopare da quel cazzo,Alvise gli sputò sulla figa e penetrò,sentì contro di se la resistenza dell’ imene e colpì più in profondità,in preda alla folia iniziò a prendere a pungi nella pancia la troietta mentre le conficcava il bastone nelle viscere. Le morsicò i capezzoli fino a produrle un ematoma violaceo sotto la pelle,ormai l’Alessia era sempre più debole per l’azione del veleno e iniziò a sbavare sbarrando gli occhi,il libertino la scopò prima di lato e poi da dietro come la cagna che era. La flagellò col frustino che suo fratello teneva in stalla fino a lasciargli la schiena in carne viva e coperta di tagli su cui strusciò il cazzo. Continuò a sbatterla con vigorosi colpi di reni,la schiaffeggiò e le pizzicò le braccia fino a venirle nella fica proprio nel momento in cui lei spirava in silenzio “Paga ora per la colpa di essere nata,lurida troia paga per morire. Questa è la tua pena!”disse il libertino. Fu così che morì Alessia Mertignue da Eubervillies una creatura dal viso angelico che crescendo sarebbe divenuta forse una delle donne più belle che abbiano mai messo piede sulla terra,un fiore leggiadro a cui due criminali non si fecero scrupoli a strappare i petali prima che si schiudessero. Quella notte,come tante altre, Davide era ubriaco e Alvise caricatosi la troia sulle spalle attraversò il corridoio della villa salì le scale indisturbato fino alla stanza del fratello e gli mise il cadavere nel letto. Il mattino successivo i servi trovarono Davide a letto con il cadavere e furono immediatamente chiamate le guardie,il fratello maggiore della famiglia Gastaldi ebbe soli il tempo di dire “Chi cazzo siete? Andate tutti a fare in culo!” quando i gendarmi della repubblica con le loro giacche blu lo portarono via. Davide Gastaldi venne processato lo stesso anno e fratello riuscì a provare in tribunale che il maggiore da settimane abusava della sua promessa sposa e che quando la voce si era diffusa fra la gente,l’aveva avvelenata e percossa per liberarsi di lei,di per se Davide in tribunale non riuscì a dire una parola e ammise che essendo stato ubriaco non ricordava nulla. L’avvocato di Alvise riuscì a fare accusare Davide anche di aver cercato di scialacquare in vino e donne il patrimonio del padre e di avere violentanto anche altre tre donne,le testimonianze dei servi andavano contro Davide e fu condannato alla reclusione nel carcere dei Piombi. Il fratello minore aveva sperato in una condanna più grave ed senza la pena di morte per il fratello anche il suo piano rischiava di fallire,così prese degli accordi particolari e nonostante le ai piombi le condizione di vita nei Piombi fossero relativamente migliori di quelle di altre prigioni del suo tempo nel 1720 Davide Gastaldi schioppò in condizioni abbastanza misteriose. Alvise Gastaldi era così divenuto padrone di una fortuna sterminata che ampliò con numerosi altri illeciti,egli visse sempre come un semplice e utile strumento nelle mani della natura e tutto ciò che ho descritto non è altro che un esempio del compimento della volontà della natura stessa.

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