la puntura

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Era il primo anno che andava in vacanza da sola si sentiva un po’ spaesata, infatti aveva scelto un posto che conosceva bene, almeno i locali i negozi le spiagge le sarebbero sembrate più famigliari e si sarebbe sentita meno sola, la costiera amalfitana fu la meta prescelta, 10 giorni il soggiorno previsto a cavallo di ferragosto.
Erano già passati 3,4 giorni dal suo arrivo e la solitudine aveva iniziato già a farsi avanti,l’albergatore era molto cortese e simpatico e l’hotel era pieno di turisti quasi tutti accoppiati o in gruppo,in uno dei gruppi aveva notato un ragazzo veramente affascinante, chissà come sarebbe stato essere avvicinata o addirittura invitata a bere qualcosa da Lui si trovava a chiedere spesso, la risposta non tardò ad arrivare, ben presto fece conoscenza in modo molto “intimo” con l’affascinante biondo anche se nel modo meno classico del mondo.
Dopo cena era solita andare a bere una cosa in un piano bar all’aperto dove c’era musica dal vivo e il clima dolce del mare l’aiutava a non pensare troppo alla solitudine e di più al bel ragazzo,per cambiare dal solito prosecco volle provare un cocktail che sembrava andare molto di moda in questi ultimi anni che però lei non aveva mai assaggiato : un mojto chiese al cameriere, sorseggio il suo cocktail incerta se il sapore della menta le provocava più piacere o disgusto mentre tornava in albergo iniziò a provare prurito un po’ ovunque…zanzare pensò ma non aveva nessuna puntura di zanzara solo un rossore sulle braccia che non smetteva di prudere ma che anzi aumentava a vista d’occhio, arrivata in hotel era completamente sconvolta e aveva le braccia rosse, chiese all’albergatore cosa poteva essere e cosa si poteva fare….sembra una crisi allergica signorina disse lui adesso chiamo subito la guardia medica ma ci vorrà un po’ intanto vada in camera sua che cerco di trovare qualcuno al più presto. Mentre lei cercava sollievo in camera bagnando le mani sotto il lavandino il biondo fece ingresso nell’hotel, l’albergatore memore di un discorso fatto qualche giorno prima gli chiese…: Giovanotto lei è medico vero? E lui rispose: pediatra si perché? Che succede? Qualcuno ha bisogno? E l’albergatore: C’è alla camera numero 15 una ragazza che credo abbia una crisi allergica potrebbe per favore controllare lei senza che chiamo la guardia medica che ci mette sempre minimo un ‘ora ad arrivare? Il giovane corse immediatamente nella sua camera a prendere la borsa da medico che portava sempre con se’ per le emergenze, anche in vacanza, nel mentre l’albergatore telefonava alla ragazza dicendole che un cliente era medico e stava per arrivare nella sua camera a visitarla, la ragazza ringraziò mentre sentì bussare, aprì la porta e quando si vide davanti il ragazzo dei suoi sogni non voleva credere che dovesse vederla proprio in quelle condizioni,oltretutto si stava gonfiando e riusciva a malapena a parlare, il giovane che scoprì si chiamava William capì immediatamente la situazione: è un crisi allergica disse ha ragione il signore dell’albergo, ma è forte per non respirare addirittura in così poco tempo, siamo fortunati che ho tutto con me altrimenti dovevamo fare una corsa in ospedale perché lei ha bisogno immediatamente di cortisone o soffocherà, così detto si lavò di corsa le mani aprì la borsa ne tirò fuori una siringa di media grandezza e inizio a riempirla di un liquido denso e di colore indefinito…la invitò a stendersi sul letto e a tirarsi giù i pantaloni quel tanto che bastava almeno da consentirgli di praticarle l’iniezione…lei che non faceva una puntura da anni ed era da sempre terrorizzata obbedì tremante capendo che non stava più respirando bene non era il caso di fare la lagna oltretutto davanti a Lui, si distese sul letto abbassò i pantaloni troppo poco lui chiese il permesso di tirarli più giù lei fece cenno di sì….iniziò il massaggino con l’alcol sulla natica destra in alto lei era rigida e contratta William le disse: mi sembra di capire che non vai d’accordo con le iniezioni però cerca di rilassarti altrimenti fa più male…e continuava a massaggiare per farla rilassare il più possibile: sono un pediatra faccio le iniezioni ai bambini sono delicatissimo giuro che ti tratterò come se avessi 5 anni…però adesso devo farla non posso massaggiare un ‘ora perché è pericoloso per te che hai bisogno di cortisone subito, così detto infilò l’ago nella natica con un gesto deciso ma delicato lei strinse i denti, l’ago era vero, non aveva fatto troppo male ma il liquido bruciava come pochi altri lui continuò ad iniettare deciso e lento, quando sfilò la siringa lei emise un piccolo gemito lui prese il cotone lo pigiò forte sul sedere e poi iniziò un altro massaggino più profondo per evitare il livido grande le disse…lei stava per tirarsi su i pantaloni ma lui la bloccò: no mi dispiace disse, devo fartene un ‘altra sull’ altra natica ho le dosi pediatriche e tu sei adulta, purtroppo devo farti un’altra iniezione, farò presto e dolcemente come adesso stai tranquilla, così detto preparò un’altra siringa massaggiò la natica sinistra sempre raccomandando di rilassare al massimo il gluteo e zac…infilò la siringa anche lì, stavolta lei gemette anche nel momento dell’entrata dell’ ago, lui si scusò dicendo che non c’era tempo per le coccole ora e che si sarebbe fatto perdonare era una promessa, per calmarla mentre iniettava questa seconda fiala le diceva di stare tranquilla che aveva quasi finito e che se le stava facendo troppo male doveva dirlo perché avrebbe iniettato ancora più piano capendo che il cortisone bruciava parecchio e che andava somministrato con molta lentezza, sfilato l’ago massaggiò a lungo sia la natica destra che la sinistra, buttò via le siringhe usate e sedendosi accanto alla fanciulla distesa le diede affettuosamente due sculacciate dove prima aveva iniettato il cortisone…per la circolazione e assorbimento del liquido giustificò il gesto ma in realtà era affascinato da lei del suo sedere e sembra crudele dirlo per un dottore, ma anche dal terrore che la ragazza provava davanti alle siringhe, ma per lui abituato con i bimbi, trovarsi davanti il sedere morbido e rotondo di una giovane donna fu irresistibile, continuava a massaggiare dove prima aveva iniettato il cortisone affascinato dal contrasto del sedere di lei così candido e il segno dell’abbronzatura poco sopra che sembrava delineare naturalmente la zona in cui è consigliabile praticare una siringa,mentre era assorto in questi pensieri non resistette si piegò su di lei e le diede un bacio per natica dicendo te l’avevo detto che mi sarei fatto perdonare del dolore che ti ho provocato e che ti avrei fatto le coccole….lei si girò lo baciò con passione…poco dopo nessuno dei due aveva più indosso abiti, lei respirava senza difficoltà e la nottata trascorsa insieme fu rovente e non solo per la medicina iniettata.
fine

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