intensi piaceri: la sua serata

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Stavo sdraiato sul letto a fissare il soffitto, e con la coda dell’occhio ero attento ai movimenti della porta, attendevo con ansia l’arrivo di Alessia. Ero curioso, ma anche preoccupato, felice ma, allo stesso tempo, il non sapere come avesse reagito lei mi creava lo stato d’ansia.
D’un tratto si apre la porta, era lei, era Alessia! Vederla fu una botta incredibile di adrenalina, era nuda. Fu un sussulto ulteriore vederla rientrare nuda, avrei dovuto ricordarlo che la sera prima l’avevo spogliata prima di accompagnarla da Marco, ma ero stranamente sorpreso, non so perché durante quell’attesa avevo rimosso questa cosa. Il mio sguardo, oltre la sorpresa iniziale, cadeva su di lei con fare indagatorio, come alla ricerca di indizi sulla sua serata. Lei aveva lo sguardo insicuro, nei suoi occhi leggevo i miei stessi timori, ed adesso era arrivato il momento più importante per noi: il confronto! Dopo pochi istanti di titubanza, incrociando i nostri sguardi, riaffiora la nostra complicità e sintonia, quasi simultaneamente ci sorridiamo reciprocamente, e lei con dei passi svelti si avvicina a me sul letto. In quel momento, i nostri occhi si incontrarono, sia a me che a lei bastò questo per leggere ciò che l’altro aveva dentro. Fu uno sguardo complice che ci rassicurò entrambi, ci avvicinammo e ci abbracciammo forte, unendoci in un lungo abbraccio.
Restammo un paio di minuti così, abbracciati, senza parlare, scambiandoci ogni tanto degli sguardi e dei sorrisi rilassati, poi io la baciai. Le sue labbra avevano un sapore diverso, ma che avevo imparato a riconoscere ed anche ad apprezzare per quello che rappresentava, sentivo il sapore di Marco, e lei amplificava queste sensazioni alimentando il bacio, ricambiandolo con passione. Era il nostro modo per dirci “so”, “ho capito”, “mi piace”.
Dopo questo prolungato bacio, lei mi fa con voce ammiccante: ”Scusami se ho ancora qualche sapore sulle labbra, ma son venuta prima in camera, perché passando il bagno era occupato da Laura.”
Ed io:”Si, ho intuito. Era recente?”
Lei:”Non lo so, non saprei… ” e ridacchiava in modo sensuale.
Era il momento, stavamo iniziando a parlarne. Tutte le mie fantasie, curiosità dubbi, stavano per trovare risposta. Cosi passandole un dito sulle labbra le chiesi:” E se ti baciassi in altri posti sentirei qualcosa?”. Non potevo credere che glielo avevo davvero chiesto, avevo il cuore in gola, e la voce mi usciva quasi strozzata, ma le avevo appena chiesto in quali altri posti Marco aveva realizzato il suo godimento, se oltre alle sue labbra qualche altro posto conservava ancora tracce del piacere di un altro ragazzo.
Lei mi fissò un istante poi mi prese il dito con il quale le avevo sfiorato le labbra e iniziò a guidarlo lungo il suo corpo. Il dito scivolava giù per il collo, arrivando all’altezza dei suoi seni disse:”Qui potresti sentire qualcosa, anche se è di inizio serata, ma puoi provare, non sono andata a sciacquarmi nemmeno una volta”. Così io, con le mie labbra seguivo l’indirizzo che mi dava usando il mio dito e mi avvicinai al suo seno, lo baciai, cercando prima di sentirne il profumo. Lei nel frattempo scendeva lungo la pancia ed il suo ventre:”Qui sparsa ci sarà qualcosa, era calda ed abbondante quando mi ha colpita”. Ed io le seguivo. Lei scendeva ancora, sapevo dove era diretta, ma avevo lo stesso agitazione nel sentirglielo dire. Volevo sapere come, quanto, volevo sapere tutto. Lei portò il mio dito sulla sua figa, e con voce sommessa e strozzata mi disse:”Qui.”
Io riuscendo a dare sfogo alla mie curiosità risposi:”Qui cosa? Dimmelo ti prego”
Lei:”Qui sentirai”
Io:”Cosa sentirò? Il sapore del lattice?”
Lei:”No”
In cuor mio lo sapevo, Laura me lo aveva detto che Marco non avrebbe usato preservativi, ma sentirlo dalla voce di Alessia fu tutta un’altra cosa. Restai qualche secondo ad ammirarla da li sotto, a pochi centimetri dalla figa che aveva scopato un altro ragazzo fino a pochi minuti prima, poi presi fiato e le dissi:”Lo immaginavo, Laura me lo aveva detto. Io la prima volta l’ho usato, le altre no.”
E lei:”Altre?! Quante vol…” Io interrompendola risposi subito:”3. Voi?” E lei sorridendo:”Anche noi.”
Quasi non ci facevo più caso, ma il mio dito era ancora tra le sue mani, e d’un tratto riprese a muoversi, spostandolo, scivolando sempre più giù, capivo dove si dirigeva. In pochi secondi, quelle che erano solo mie sensazioni divennero certezza: fermò il dito all’altezza del culetto! Stavolta fui io a chiedere senza darle il tempo di parlare:”E Qui?” indicando col dito il suo buchetto.
Lei:”Qui abbiamo scopato, ma non ha concluso tutto qui.” Aveva voluto dirmelo, anche se non era argomento del giochetto che stavamo facendo. Ci teneva che lo sapessi subito, voleva conoscere l’effetto che mi faceva. D’altronde anche io lo avevo fatto con Laura e presto glielo avrei raccontato. Era difficile trovare tra la moltitudine di pensieri che affollavano la mia mente la frase giusta da dire, l’unica cosa che mi uscì fu:”Mi sarebbe piaciuto vederti”.
E lei:”Mi sarebbe piaciuto fartelo vedere.”
A quel punto tra noi ogni muro cadde, ogni titubanza, ogni inibizione, capimmo in quell’istante che ad entrambi quelle situazioni piacevano terribilmente. Cosi restando ancora nudi a letto parlammo a lungo, iniziandoci a raccontare le rispettive serate. Iniziai io, fu bello raccontarle tutto, senza paura di ferirla, deluderla, ma con la consapevolezza di saperla felice; parlavo a bassa voce, quasi sussurrandole il mio racconto. Le descrissi tutto, quanto più fedelmente possibile, le dicevo cosa pensavo in ogni momento, se sentivo qualcosa provenire dalla sua stanza l’effetto che aveva su di me. Lei mi stava appoggiata sul petto ed ascoltava senza interrompermi, a tratti, sfruttando delle mie pause interveniva con qualche commento o curiosità, ad es: “si questo ero sicura che lo avreste fatto”, “sarà stato qui che ho sentito Laura eccitata”, “mmm complimenti”, e cosi via… Le raccontai la prima, la seconda, la terza, i miei pensieri, i miei piaceri, e a racconto finito avevo in mente solo una cosa: volevo invertire i ruoli, era il suo turno. Avevo arricchito di dettagli proprio nella speranza che anche lei lo facesse…e fu così!
La sua storia inizia nel preciso istante in cui io chiudo la porta, lasciandola sola con Marco. Lui stava già nudo sul letto, col cazzo ben in tiro, eccitato dallo strip di Alessia e impaziente di averla tutta per se. Mi parla lentamente, quasi scandendo ogni istante, ogni passo, ogni immagine. Trasformando i suoi ricordi in emozioni per me. Mi racconta:”Quando ho sentito la porta chiudersi alle mie spalle ho provato un sussulto, una sensazione che non riesco a descriverti. Mi sono sentita sola, ma anche libera, in qualche modo autorizzata, e forse anche obbligata… Almeno all’inizio dentro di me pensavo che fosse quasi un dovere andare fino in fondo. In questo lui mi ha aiutata molto, stimolandomi con allusioni a quello che sentivamo provenire dalla vostra stanza; facendomi capire che in realtà lo volevo, che tutto quello che stavo facendo e quello che avrei fatto era un mio profondo desiderio e che questo mio desiderio era condiviso con te.”
Nel dirmi queste cose aveva cominciato lentamente a massaggiarmi il cazzo, me lo accarezzava dolcemente, ma in maniera costante.
Poi prosegue:”All’inizio gliel’ho preso in bocca, lo avevo già fatto lo sai, ma stavolta era diverso, non volevo godesse, volevo gustarmelo io, volevo che fosse eccitato, e non ci è voluto molto. Pochi attimi dopo avevo le sue mani su di me, sul mio corpo, dietro la testa, poi sui seni. Poi è stato il mio turno, lui è rimasto sdraiato ed io sono salita su di lui, fino al suo viso, e appoggiandomi sopra me la sono fatta leccare un po’. Ma a lui non bastava, cosi mi ha fatta voltare, e in un istante eravamo nella classica posa del 69. Favoloso, mi faceva impazzire, io lo continuavo a leccare, ma non troppo, perché ero eccitata e non riuscivo a controllarmi. Avevo la sua lingua dentro di me ed io avevo il suo cazzo cosi vicino , e lo volevo terribilmente, ad ogni sua leccata lo desideravo di più. Lui lo deve aver capito perché rallentava di proposito ed aumentava a suo piacimento. Quando mi stavo abbandonando al piacere lui si ferma, capisco che vuole altro, capisco che è il momento. Avevo il cuore che batteva a 1000 e una voglia pazzesca. Resto ferma e mi lascio guidare da lui. Si alza togliendosi da sotto di me, ed io resto in quel modo, lui mi afferra dai fianchi, mi sposta un po’ perché dietro di me avevo il muro e la testiera del letto e non c’era spazio per lui. Adesso invece c’è, lo sento appoggiarsi, lo sento strofinarlo a me. Capisco che non ha messo preservativo, ma non ho avuto la forza di dir nulla. Lo volevo troppo dentro. Entra. Il primo affondo è lento, anche il secondo, poi aumenta. Io avevo un lago li sotto, ne sono certa. Sapevo che avrei scopato con lui, ma non immaginavo che mi avrebbe scopata da dietro alla prima penetrazione, me l’ero immaginata diversa all’inizio almeno. Questo mi ha spiazzata, ma allo stesso tempo mi ha reso vulnerabile e ha disintegrato ogni minima traccia di inibizione di cui ancora non mi ero liberata. Sentivo il suo cazzo entrare ed uscire da me, al ritmo che voleva, con la forza che voleva, con l’intensità che voleva, così ho realizzato che ero sua, che la mia voglia era sua, ed a me piaceva da matti. Avevo voglia di urlare di piacere, ma mi trattenevo. Finchè non sento ancora Laura dalla tua stanza che godeva. Li non ho più capito nulla. Ho iniziato ad assecondare i movimenti di Marco, ero io che col mio bacino andavo incontro al suo cazzo, le sue mani ferme su di me, sui miei fianchi mi sembravano di marmo. Più lui spingeva, più io spingevo, più lui affondava col suo cazzo dentro di me, più io godevo. Li ho iniziato a gemere di piacere. Non potevo vedere il suo volto e questo forse mi eccitava ancora di più. Pensavo solo al sesso in quell’istante, solo a godere, solo a quell’infinito orgasmo che avevo. Lui non era ancora sazio, ma nemmeno io. Ha continuato a scoparmi come se niente fosse anche mentre venivo, mi sono sentita in balia delle sue voglie. E’ andato avanti così come un treno per non so quanto tempo, mi piaceva, non volevo fermarlo, non volevo che si fermasse. Non aveva spostato le mani dai miei fianchi nemmeno un secondo, non aveva toccato altro che quello, non mollava la presa. Se all’inizio non lo notavo, adesso era arrivata a desiderarle, volevo che mi toccasse, volevo sentirle su tutto il corpo. Era come se di lui mi stesse dando solo il cazzo, a questi pensieri avrei dovuto sentirmi mortificata, ed invece ero eccitata. Talmente tanto eccitata che bastò che lui spostasse finalmente le mani portandole sui miei glutei, massaggiandomi il culetto mentre continuava la sua marcia dentro di me, per farmi avere dei gemiti di piacere che colse al volo e furono il preludio per un mio nuovo orgasmo. Continuò a scoparmi mentre mi toccava ovunque sui seni, sulla schiena, in viso, sul collo. Sembrava avesse 10mani. Io non reggevo più in quella posizione e mentre godevo mi lasciai andare verso il basso, sdraiandomi a pancia in giù. Lui assecondò il mio movimento e mi abbandonai nuovamente al piacere. A quel punto lui lo tirò fuori e dopo averlo strofinato sul mio culetto ho capito che si stava segando li. Cosi mi alzo, mi volto, e mi inginocchio mentre lui resta in piedi. Si segava all’altezza del mio viso adesso, feci appena in tempo a leccarlo una o due volte che poi esplose in un lungo getto si sperma, colpendomi sulle labbra, ma il grosso sulle tette, le avevo davvero piene. Avresti dovuto vederle”
E mi sorrideva ammiccante, mentre accarezzava ancora il mio cazzo che come reazione al suo racconto era in erezione costante, nonostante la notte trascorsa.
Cosi le risposi:”Wow, lo avrei gradito lo sai. E poi cosa avete fatto?”
Lei:”Poi, mmm… poi abbiamo continuato. Io stavo per andarmi a lavare, ma lui mi ferma dicendomi che non mi sarei mossa da quel letto per quella notte. Ero sua. Gli rispondo che stavo solo andando a pulirmi e mi dice che ci avrebbe pensato lui, cosi passa una sua mano su una mia tetta e me la ripulisce, poi me la mette vicino alle labbra ed io la lecco e la pulisco bene, poi afferra un mia mano e la porta sull’altra mia tetta cosi sono io stessa a ripulirla. Appena finito mi chiede se cosi fosse tutto pulito se ero soddisfatta, ed io gli rispondo di no, perché mancava ancora una cosa di ripulire, il suo cazzo. Lo spingo sul letto e mi abbasso verso di lui ed inizio a leccarglielo tutto. Aveva un sapore magnifico in quel momento, sapeva di orgasmo, dei miei orgasmi ma anche del suo piacere. Era una goduria leccare quel cazzo che prima mi aveva fatto godere tanto. Lo volevo ancora, ma stavolta volevo essere io a scopare, volevo comandare il gioco, volevo fargli vedere quanto potevo diventare troia se lo desideravo. Cosi continuavo a leccare, e succhiarlo tutto, glielo tenevo in bocca e poi lo tiravo fuori. Era di nuovo eccitato, lo sentivo duro sotto la mia lingua, ma non volevo fargliela così facile, cosi continuavo a lavorarlo con la mia bocca, volevo fosse lui eccitato quanto me prima. Continuavo e continuavo, lui pian piano emetteva versetti di piacere sempre più nitidi, mi teneva il volto tra le mani. Gli piaceva. Si, si si/cosi/ brava… mi diceva. Ed io a quel punto mi fermai e gli chiesi cosa desiderava. E lui rispose scoparmi. Allora gli dissi di chiedermelo. Di chiedermi di scopare. Lui me lo chiese, ed io gli dissi di ripetermelo. E lui lo fece. A quel punto tenendo con una mano il suo cazzo gli salì sopra e lo cavalcai. Entrò liscio, senza nemmeno un attrito. Ero eccitatissima. Mi muovevo sopra di lui, come volevo io, quanto volevo io. Lui apprezzava. Lo vedevo in viso finalmente, vedevo le sue espressioni di piacere. Mi rendevo conto in quel momento che stavo davvero scopando con un altro. Ed aumentavo. Lui stavolta non teneva le mani ferme, mi afferrava le tette, ma lo bloccai subito. Volevo essere io a decidere cosa e quando avrebbe toccato. Volevo prendere il suo ruolo adesso. Con una mano tenevo le sue sopra la sua testa, mentre con l’altra gli accarezzavo il petto, i muscoli delle braccia, le spalle. Cambiavo ritmo a mio piacere, aumentavo o rallentavo, affondavo o lo uscivo e poi lo rientravo. Era mio adesso. Mi eccitavo sempre più. Sentivo i rumori dalla tua stanza e pensavo che ti avrei voluto li, a vedermi scopare, a vedere quanto godevo. Gli presi le mani e me le portai dietro, sul culo, lui me lo massaggiava, me lo stringeva. Cosi mi abbassai col busto su di lui, adoravo essere toccata. Gli misi le tette sul volto. Volevo godere, cosi con una mano accompagnai un suo dito sul mio culetto, lo volevo li, volevo sentirlo dentro li. Lui lo entrò con decisione, allargandomi un po’ i glutei prima. Mi teneva un dito dietro ed aveva iniziato a scopare con decisione, era di nuovo lui ad imprimere ritmo, stavo per venire ancora. Lui se ne accorse, avevo la bocca totalmente spalancata, non emettevo suoni, non ci riuscivo, stavo impazzendo di piacere, fu in quel momento che lui sorridendomi mi disse che mi avrebbe scopato il culo. Fu un sussulto sentirlo. Lo so, lo avevo provocato, ma nello stesso istante concentrare un orgasmo intenso e quell’annuncio fu uno shock. Provavo le stesse sensazioni di prima, avrei dovuto sentirmi quasi offesa da quel modo di fare, invece non so spiegarti il motivo ma mi sentì esplodere dentro, avevo un fuoco nel mio ventre che venne alimentato. Ho goduto più intensamente. Avevo appena rallentato i miei spasmi dovuti all’orgasmo, che lui lo tirò fuori,e mi invitò a voltarmi. Lui restava sdraiato ed io ancora sopra di lui, ma dandogli le spalle stavolta. Riuscivo a pensare solo a quelle parole, solo a quello. Pensavo a te, pensavo se lo avessi voluto vedere, a come avresti reagito se fossi stato li. Ma lo volevo. Non sapevo quando lo avrebbe fatto, ma volevo lo facesse. Lo mise ancora in figa, e quasi ne fui delusa, ma la delusione durò un istante, da li lui vedeva bene il mio culetto, e riprese con il dito a penetrarmi, mentre io ondeggiavo sul suo cazzo. Era un’attesa dell’inevitabile, quell’attendere mi creava una strana palpitazione, lo scopare era in quel momento un fattore parallelo a cui pensavo meno. Tolse il dito da dietro e mi invitò a sollevare le gambe, tirò fuori il suo cazzo, lo strusciò un po’, aveva un gel in mano che teneva sul comodino, se lo spalmò, aveva il cazzo duro, lo sentivo, stava per penetrarmi il culo,pian piano avanzava in quel buchetto, lo sentivo allargarsi, lo sentivo farsi strada ad ogni ingresso, non percepivo il dolore, ero davvero troppo eccitata. Finalmente era dentro, stavo sopra di lui, potevo essere io a dettare il ritmo, ma lo lasciavo fare a lui, tenevo le gambe sollevate verso di me, e lasciavo fosse lui a muoverlo dentro. Avevo perso il controllo. Dopo un po’ cosi, non resistevo, ed iniziai a toccarmi la figa, cercavo allargare un po’ le gambe, come potevo, senza essere d’intralcio a lui. Finì per ritrovarmi con le gambe totalmente divaricate, non so come arrivai a farlo, non me ne rendevo davvero conto, ero in preda ai miei sensi. Lui portò la sua mano nella mia figa, e infilò 2 dita dentro. Non riesco a descriverti cosa provavo, ma era una enormità di cose insieme. Restammo cosi un po’, poi cambiammo posizione. Lui mi prese in braccio mi portò sulla scrivania di fronte al letto, forse hai sentito un rumore perché nel muoverci l’abbiamo sbattuta nel muro. Mi aprì ancora le gambe, avevo i miei buchi a sua disposizione, scelse lui. Mi fece scivolare giù col bacino e me lo mise ancora in culo. Stavolta vedeva il mio viso, le mie espressioni di piacere e di dolore miste insieme. Finchè non sentì un primo getto caldo, lui lo tirò fuori immediatamente, e completò il suo getto su di me, sulla figa, sulla pancia. Non so che ora si era fatta. Ci mettemmo un po’ a letto. Lui si addormentò quasi subito appoggiato alle mie tette, io no, restai sveglia per un po’ a pensare, mi sentivo addosso il suo seme, me lo toccavo e pensavo a te. Poi chiusi gli occhi anche io. Stamattina, lui dormiva ancora, ma volevo dargli un buongiorno speciale, cosi mentre ancora dormiva sono scovolata tra le sue gambe, e gli ho fatto un pompino. Ha gradito molto, si è svegliato di buon umore, e prima che godesse gli ho chiesto se gli andava di scoparmi ancora. Lui mi ha subito detto di si. Cosi lo abbiamo rifatto. Siamo stati più rapidi però, avevamo entrambi voglia di gustarci un ultimo momento di piacere, un ultimo orgasmo. Stavo sotto di lui, e lui mi scopava con una dolcezza che la sera prima non aveva. E’ stata una scopata dolce e passionale questa, io sotto, lui sopra, ci guardavamo, ci muovevamo insieme, ed alla fine abbiamo anche goduto insieme. Ha goduto dentro di me.”
Nel frattempo i suoi massaggi al mio cazzo era diventati una lunga, dolce, delicata ed intensa sega. Che aumentò d’intensità sulla parte finale del suo racconto, per portarmi a godere proprio nel momento in cui mi stava raccontando del suo orgasmo condiviso con Marco.
Fu fantastico sentire dalla sua voce la narrazione di ogni istante dei rapporti con Marco, dei suoi orgasmi, dei suoi pensieri.
Alla fine lei mi chiese:”Ti è piaciuto?”
Ed io senza pensarci:”Si. E a te?”.
Lei:”Molto, ma tu d’ora in poi ci sarai sempre, ti voglio li. Mi piace di più.”
Non avrei potuto chiedere di meglio, fui sommerso di emozioni, la baciai ed in quel momento bussarono Marco e Laura: “Ragazzi se avete bisogno del bagno è libero, vi aspettiamo giù per colazione.”

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