la zia porca

Ho sempre avuto un debole per mia zia Laura: una donna di 55 anni, molto attraente, che non ha mai fatto nulla per nascondere la sua avvenenza e la propria sensualità!
Spesso è vestita con top scollati,magliette ridotte o camicine aderenti che le disegnano un’abbondante terza di reggiseno;ama indossare minigonne che lasciano scoperte le sue gambe lunghe e curate, oppure pantaloni elasticizzati che mettono in risalto i fianchi e il bel culo sodo;porta solo tacchi alti, non ha l’abitudine a camminare con le scarpe basse!!
Già parecchi anni fà,ho imparato ad apprezzare il suo fisico maturo e asciutto:ricordo che quando la vedevo,provavo spesso una forte eccitazione, e mi sentivo molto a disagio tra i miei familiari quando,durante feste e cerimonie, mi eccitavo guardandola e desiderandola!!
Tornavo a casa, e subito dovevo masturbarmi pensando a lei,e godevo tanto,e sentivo anche un pò di vergogna nel desiderare un’esperienza sessuale con la sorella di mia madre!!
Le cose peggiorarono quando andammo a vivere nello stesso edificio:spesso la vedevo anche in pigiama,senza reggiseno,oppure mentre sbrigava le faccende di casa,ed ogni volta la stessa storia:dovevo nascondere il mio membro duro e poi correre a casa a sfogarmi.
Una mattina di tre anni or sono,ero solo a casa e stavo guardando un film porno: all’improvviso suonarono alla porta ed io ero in mutande ed arrapato, quindi, prima di aprire chiesi chi fosse.
Sentii rispondere:
“Sono zia!!”
E con noncuranza, aprii senza coprire il mio visibile stato di eccitazione.
Lei mi apparve pronta ad uscire, con una magliettina rosa, gonnellina svolazzante nera ed un paio di sandali dal tacco alto.
La feci entrare, chiese se c’era mamma, ma risposi che ero solo;poi mi domandò cosa stessi facendo, e dissi che stavo per andare sotto la doccia.
Mi propose di prendere un caffè,la feci accomodare in salotto, dove avevo già spento la TV che stavo guardando fino a qualche minuto prima, andai ad infilarmi il pantalone e iniziai a preparare il caffè.
Chiacchieravamo di sciocchezze da lontano,poi,quand’ebbi preparato il caffè mi avviai verso di lei.
Quando entrai in camera, vidi la TV accesa e il film che stavo vedendo: diventai rosso dalla vergogna,posai le tazzine sul termosifone e mi avvicinai a lei per darle delle spiegazioni.
La vidi con le gambe aperte mentre si toccava, e guardandomi con aria maliziosa disse: “Bella questa doccia!”
Balbettai qualche parola, ma mi trovai con la sua mano nel pantalone della tuta che accarezzava il fallo che s’induriva, mentre lei continuava a masturbarsi lasciando intravedere la fica depilata dal perizoma nero.
Era dolcissima: la sua mano mi toccava delicatamente la cappella, poi scendeva lungo il glande e mi sfiorava le palle; ero sempre più duro, la guardavo mentre muoveva vorticosamente la lingua tra le labbra e continuava a toccarsi, quindi si avvicinò, fece cadere il pantalone, mi baciò la mutanda che ormai era gonfia e stretta, l’abbassò e iniziò a spompinarmi.
In quel momento ero confuso: volevo liberarmi da quella situazione scabrosa, ma non ci riuscivo perchè avevo sognato tanto che un giorno potesse accadere una situazione del genere.
Lei era fantastica, ruotava la lingua sulla capocchia scoperta e intanto passava la mano delicata lungo la mazza; poi la imboccava e muoveva le labbra con velocità sempre maggiore, ed io ero ancora in piedi bloccato, in silenzio,intento solo a mugugnare per l’eccitazione, essendo solo capace di accarezzarle la chioma riccia.
Insisteva a succhiarmi il cazzo che cresceva ed io avvertivo già i primi rivoli di sperma che si preparavano ad uscire:lo teneva tutto in bocca, non si era persa un cm, quando io, pensando che non volesse andare fino in fondo esclamai:
“Mmhh!! Sto per venire!”
Ma lei non si staccò, e quando schizzai la prima sborra liquida, fu tutto in gola a mia zia,che bevve e ingoiò senza indugiare, e quando mi guardò sorridente disse:
“Hai visto com’è brava zia?”
“Sei straordinaria!”, risposi, mentre le passavo l’uccello umido lungo il collo, poi scesi verso il petto,e allora si liberò della maglietta, poi mi abbassai, tirai fuori le belle tette morbide e piene, gliele baciai e le morsi con passione, ciucciai con pazienza i capezzoli tosti come chiodini, quindi vi appoggiai il cazzo in mezzo e presi a muoverlo su e giù, aumentando d’intensità con l’accrescersi dell’eccitazione!
Lo vedevo indurirsi fra i seni, mentre lei leccava e baciava la capocchia che emergeva dall’insenatura delle tette dove avevo affondato il bastone bollente.
Fu così che schizzai di nuovo, vedevo lo sperma che si posava sul petto e scendeva lungo le mammelle, e mentre lei le tirava su per nutrirsi del mio liquido seminale, io proseguivo nella scoperta del corpo di mia zia, soffermandomi sulla pancia, baciando l’ombelico, e poi mettendo la testa fra le sue gambe!
Fui avvolto dal calore delle cosce e della fica che faceva capolino dal perizoma: era ben rasata, con una striscia di pelo castano al centro, aveva un bel clitoride grande e sporgente che subito divenne oggetto della mia stimolazione con la lingua e i denti.
Ero felicissmo nel sentire nel sentire le sue esclamazioni di libidine che si mischiavano con le urla degli attori del film; vedevo la patatina matura diventare sempre più bagnata, e allora decisi d’infilare un paio di dita per farla godere.
Vedendo che s’allargava bene, riuscii anche ad aggiungere un altro dito, e muovevo la mano con foga nella fessura, quando lei,che dai gemiti che emetteva stava approvando la mia azione esclamò:
“Dai, ora voglio scopare, scopa con la tua zia porca!!”
Istintivamente mi fermai e mi misi in piedi;la guardai incredulo, credevo di aver sognato,ma lei ribadì che voleva essere posseduta, ma a quel punto mi rifiutai, convinto che quel gioco sarebbe finito dopo che ci eravamo toccati ed eccitati a vicenda.
Al mio diniego, non fece una piega, si alzò in piedi, prese a baciarmi il petto il villoso, a leccare i miei capezzoli provocando di nuovo una grande eccitazione e, inginocchiandosi, imboccò di nuovo l’uccello.
Stavo quasi per venire, quando lo lasciò, si rimise di fronte a me e disse che se ne sarebbe andata!
Ero troppo arrapato, stavo per sborrare, non poteva lasciarmi così, ma non mi ascoltava più, stava aggiustandosi il reggiseno e rimettendo la maglietta, poi venne da me e mi salutò sfiorandomi le labbra.
In quel momento fui colto da un raptus animalesco: avevo ancora il cazzo dritto e duro, le cinsi un braccio intorno alla schiena e la strinsi a me dicendole:
“No,adesso non te ne vai!”
Lei si dibatteva, cercava di darmi schiaffi e pugni, diceva che ormai era troppo tardi, ma io già le stavo strappando il perizoma, le diedi uno spintone per farla cadere sul divano, ma inciampò su un tacco e cadde in terra.
Le saltai sopra, e mentre urlava “Smettila! Smettila!” e mi graffiava sul petto, riuscii a sbatterle il cazzo tra le cosce!
Si dimenava cercando di liberarsi, ma ormai le ero sopra, avevo la mazza durissima, avevo perso qualsiasi controllo razionale, e la scopavo senza ritegno, ficcandole con forza il cazzo nella fica e premendo affinchè potesse sentirlo tutto dentro di sè!
Fu allora che cambiò atteggiamento, gettando la maschera e urlando:
“Sii ci sono riuscita a farti impazzire nipote, dai,fammi godere!!”
Ero caduto nella sua trappola, mi aveva provocato eccitandomi e facendo finta di andar via, ed ora non potevo più tirarmi indietro.
Eravamo sul pavimento, come due animali, sudati per la lotta che c’era stata in precedenza; sapevo che aveva una bella fessa larga, e infatti non facevo fatica a sbattere la mia pelle tosta nella voragine che si apriva nel suo basso ventre; mi accorsi che spingevo così forte, che anche le palle gonfie premevano lungo le pareti del suo organo sessuale.
Lei teneva le mani sulla mia schiena e le affondava con le unghie lunghe laccate nella pelle madida di sudore, e mi piaceva il leggero dolore che mi provocavano i suoi graffi.
Le infilai la lingua in bocca e lei subito intrecciò la sua mugugnando la sua goduria, e allora le venni dentro,e cacciai veramente tanto sperma, tutto nella fica di mia zia, le riempii la vagina del frutto della mia lussuria, e quando estrassi il bastone ancora gocciolante dello sperma che era rimasto attaccato alla cappella, lei mi asciugò per bene, leccando il residuo più liquido e mordicchiando quello più denso.
Poi si mise sul fianco destro, e alzando la gamba sinistra, m’invitò a penetrarla fra le chiappe!
Era la prima volta che inculavo una donna in quella posizione: era un pò scomoda poichè le pacche rimanevano strette ed era più difficile spingere il cazzo.
Tuttavia, riuscii premendo con maggior forza a farmi strada nei meandri del suo mappamondo!
Era veramente tondo e sodo, frutto della palestra che frequentava ogni giorno.
Dovevo scoparla facendo una buona spinta col bacino, e lei mi aiutava muovendo il culo con elasticità sull’asta dritta!
Piegò la gamba che aveva per aria verso di me, ed io baciai i piedi scoperti dal sandalo e leccai il tacco a spillo, sentendo crescere l’uccello che fotteva con avidità le pacche della cara zietta!!
Anche questa volta non feci in tempo ad estrarlo prima di venire, e quando lo feci, lanciando un urlo di grande goduria insieme a lei, depositai un’altra ondata di sborra calda, di cui qualche rivolo venne anche fuori dal culo di mia zia!
Ormai mi ero lasciato andare ed avrei anche proseguito, ma decidemmo di smettere per evitare d’incappare in pericoli come il rientro dei miei genitori.
Comunque, da quel momento, e fino a quando non giunse il giorno in cui cambiò casa con tutta la famiglia, qualunque occasione era buona per scopare o anche per fare solo sesso orale, e fu così che scoprii il lato più perverso di quella porca di zia Laura!!

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